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Cesare Brandi
Segno e Immagine
a cura di Luigi Russo, postfazione di Paolo D'Angelo
pagine 124, euro 20,00, quinta edizione, ISBN 978-88-7726-081-9
Viene qui riproposto uno dei libri più affascinanti di Cesare Brandi (1906-1988), quel Segno e Immagine che avviò nel 1960 il discorso teorico poi culminato nella grande "summa" della Teoria generale della critica (1974) ed è rimasto come un classico della cultura contemporanea.
Anticipando una tematica cui, da lì a qualche anno, la massiccia affermazione delle voghe strutturalistiche e semiotiche avrebbe assicurato enorme successo, Brandi - intimamente nutrito di Kant e di Heidegger, ma parimenti informato di Saussure e di Arnheim - vi esplora alla radice l'origine della conoscenza, del linguaggio e dell'arte, individuando nella matrice comune dello "schematismo trascendentale" due linee evolutive alternative, che fondano un approccio alla realtà attraverso i meccanismi astratti e scarnificati del concetto (momento del segno) ed un approccio attraverso la concreta e singolare pregnanza del fenomeno (momento dell'immagine).
Ben al riparo da quelle che poi sarebbero state le tentazioni metastoriche dello strutturalismo più scopertamente "platonizzante", le premesse teoriche sono sistematicamente sottoposte dall'Autore ad una puntuale verifica storica che dal grafismo preistorico al disegno infantile, dall'arte egiziana a quella bizantina, dal manierismo all'arte astratta e all'informale, trova i suoi contesti di applicazione lungo tutto il corso della storia dell'arte. E parimenti evidenzia, in alcuni casi tipici di interferenza o sovrapposizione o collusione fra segno e immagine, l'alterazione delle funzioni della coscienza accusata dalla civiltà medesima.
La presente riedizione, che emenda e aggiorna la precedente (1986), è arricchita da una Appendice biobibliografica e da una smagliante Postfazione di Paolo D'Angelo: "Segno e Immagine non è solo un libro da rimeditare ma ancora in gran parte un libro da scoprire. A cinquant'anni dalla sua prima pubblicazione, esso ci viene incontro come il libro più personale di Brandi, veramente, come avrebbe detto Vico, 'un libricciuolo pieno di cose proprie'. Per questo chi ha avuto la fortuna di conoscere Brandi è particolarmente legato a Segno e Immagine, in cui ritrova tanti tratti della sua personalità intellettuale. E per questo a chi non ha avuto questa fortuna non si saprebbe raccomandare altra lettura che più di Segno e Immagine gli restituisca, viva, la sua inconfondibile fisionomia di pensatore".