PENSIONE INDIRETTA



La pensione indiretta viene liquidata ai superstiti del dipendente deceduto in attività di servizio.
 
 

Superstiti aventi titolo e relative condizioni

I familiari superstiti che possono conseguire il diritto alla pensione sono: il coniuge superstite, i figli in età inferiore ai 18 anni, quelli maggiorenni, i genitori, i fratelli, le sorelle e tutti gli altri soggetti ad essi equiparati.

Ai fini del riconoscimento del diritto, la normativa vigente per le varie categorie di superstiti fissa un ordine di priorità e richiede che si verifichino talune condizioni:

Pensione indiretta ordinaria

Nell’ipotesi di morte dell’assicurato, affinché sorga il diritto alla pensione indiretta in favore dei superstiti che si trovino nelle anzidette condizioni, è preliminarmente necessario che l’assicurato, alla data di morte, risulti avere maturato:

oppure
Pensione indiretta privilegiata

Nella stessa ipotesi di morte dell’assicurato non pensionato che non abbia maturato i predetti requisiti, i superstiti possono conseguire la pensione privilegiata indiretta se la morte risulti in rapporto causale diretto con le finalità di servizio e purché dalla stessa morte non derivi in loro favore il diritto a rendita a carico dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall’INAIL o a trattamenti previdenziali o assistenziali a carico dello Stato o di altri enti pubblici.
 
 

Indennità per morte in regime retributivo

Se la morte dell’assicurato non sia dipesa da cause di servizio e se non risultino realizzati neppure i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione indiretta ordinaria, ai superstiti spetta un’indennità per morte, purché in favore dello stesso assicurato sussista almeno un anno di contribuzione nel quinquennio precedente la sua morte.
 
 

Indennità una tantum in regime contributivo

A seguito della riforma del sistema pensionistico di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, per i superstiti rientranti in regime contributivo, in quanto aventi causa di lavoratori assunti per la prima volta dopo il 31 dicembre 1995 e privi di anzianità contributiva a tale data, resta valida la normativa del regime retributivo innanzi riassunta e relativa alla individuazione delle categorie dei superstiti, all’ordine di priorità fra essi e alle condizioni per i medesimi prescritti al fine di potere accedere alla pensione. È da ritenere che in caso di morte di assicurato, affinché sorga il diritto alla pensione indiretta ordinaria in favore dei superstiti trovantisi nelle condizioni richieste, è necessario che per l’assicurato deceduto risultino realizzati, a prescindere dall’età, o i requisiti assicurativi e contributivi già previsti per il diritto ai trattamenti di invalidità in regime retributivo e non modificati dalla legge n. 335/1995, oppure i requisiti assicurativi e contributivi stabiliti per la pensione di vecchiaia che si ritiene debbano essere quelli previsti in regime contributivo (cinque anni di contribuzione effettiva versata e accreditata).

Per il conseguimento della pensione privilegiata indiretta in regime contributivo continuano a valere le disposizioni del regime retributivo.

Nell’ipotesi in cui per l’assicurato deceduto non risultino sussistere i requisiti assicurativi e contributivi per la pensione di vecchiaia, ai superstiti spetta un indennità una tantum, il cui ammontare è determinato in proporzione al numero degli anni o delle settimane di contribuzione accreditate a favore dello stesso assicurato.

Decorrenza

La pensione in favore dei superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è avvenuto il decesso dell’assicurato.
 
 

Documentazione da produrre

L’Ufficio predispone il trattamento pensionistico di reversibilità previa acquisizione della documentazione prescritta:

    1. Dichiarazione attestante il domicilio eletto ai fini della riscossione della pensione e dell'indennità di buonuscita;
    2. Estratto per riassunto dell’atto di morte dell’assicurato;
    3. Estratto per riassunto dell’atto di nascita del coniuge superstite;
    4. Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio;
    5. Estratto per riassunto dell’atto di nascita degli orfani;
    6. Certificato attestante la situazione di famiglia alla data di decesso del dante causa;
    7. Atto di notorietà attestante che tra il dipendente deceduto e il coniuge superstite non era stata pronunciata sentenza di scioglimento del matrimonio ovvero di separazione legale, passata in giudicato, addebitabile al coniuge superstite, nonché l’elenco delle persone aventi diritto all'indennità di buonuscita o all'eredità del "dante causa" (con l’indicazione dei codici fiscali) e il reddito conseguito dal coniuge superstite;
    8. Certificati, rilasciati da Scuole medie superiori o da Istituti professionali, attestanti l’iscrizione degli orfani (nel caso di orfani maggiorenni, di età inferiore ad anni 21 e studenti di scuola media superiore);
    9. Certificati, rilasciati da Università o da Istituto superiore equiparato, attestanti l’iscrizione degli orfani, l’anno di immatricolazione, la durata legale del corso di laurea, l’anno di frequenza.
N.B. I documenti di cui ai nn.2, 3, 5, 6, e 7 possono essere sostituiti da dichiarazioni rese ai sensi degli artt.1, 2 e 3 della Legge 15/05/1997, n.127 e del DPR 20/10/1998, n.403 (autocertificazione). Nel caso di concessione della pensione al figlio inabile occorre allegare, inoltre, la certificazione, rilasciata dall’Azienda USL competente, attestante che alla data di morte del dante causa, ovvero alla data di compimento del 18° anno di età, se successiva, il richiedente era assolutamente e permanentemente inabile al lavoro, con l’indicazione delle cause di inabilità.

Nel caso di concessione della pensione di reversibilità al coniuge superstite, separato legalmente per sua colpa, con assegno alimentare occorre la copia conforme della sentenza di separazione legale passata in giudicato da cui risulti che il dante causa era obbligato a corrispondere l’assegno alimentare.

Nel caso di concessione della pensione di reversibilità all’ex coniuge superstite divorziato, con assegno di divorzio, occorre allegare:

  1. La copia conforme della sentenza di divorzio da cui risulti che il dante causa era obbligato a corrispondere l’assegno di divorzio di cui all’art.5 della Legge n.898/70;
  2. Dichiarazione personale sostitutiva dell’atto di notorietà da cui risulti che il richiedente non è passato a nuove nozze e che non esiste un coniuge superstite avente diritto alla reversibilità.
Misura del trattamento ai superstiti

L’importo della pensione ai superstiti è costituito da una quota percentuale della pensione di quella che sarebbe spettata all’assicurato alla data di morte. Le aliquote percentuali sono le seguenti: 60 per cento, per coniuge solo; 80 per cento, per coniuge e un figlio;>


Trasferimento interrotto!

rave; figli; in caso di figlio solo, in base all’art.1, comma 41, della legge n. 335/1995, 70 per cento per le pensioni con decorrenza dal 1° settembre 1995; 80 per cento, per due figli soli e 100 per cento, per tre o più figli soli; 15 o 30 per cento, per uno o due genitori; 15, 30, 45, 60, 75, 90 e 100 per cento, per fratelli o sorelle in numero rispettivamente di uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette.

La pensione attribuita ai superstiti è cumulabile con i redditi del beneficiario e, pertanto, è corrisposta nella misura ridotta:

I redditi influenti sono quelli assoggettabili all’Irpef, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei trattamenti di fine rapporto, del reddito della casa di abitazione e delle competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

I limiti di cumulabilità non si applicano qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare con figli di minore età, studenti ovvero inabili.
 
 

Cessazione dal diritto

In base alla normativa vigente, il coniuge superstite, qualora contragga nuovo matrimonio, perde il diritto alla pensione acquisendo, al tempo stesso, titolo ad un assegno di importo pari a due annualità delle propria quota di pensione, compresa la tredicesima mensilità. Per i figli minori, il diritto cessa al compimento del 18° anno di età; per i figli studenti di scuola media o professionale e per i figli studenti universitari, il diritto cessa al termine rispettivamente degli studi o del corso legale per la laurea e, in ogni caso, al compimento del 21° anno di età per i primi e del 26° anno di età per gli altri. Nei confronti degli stessi figli dediti agli studi, il diritto, nelle ipotesi di interruzione degli studi o di prestazioni lavorative con reddito non modesto, o del compimento del 21° anno di età, resta sospeso e, fino a quando non sopravvenga una delle anzidette cause di cessazione, può essere ripristinato se gli studi siano ripresi o il reddito da lavoro venga meno o si riduca. Infine, il diritto alla pensione ai superstiti: per i figli maggiorenni inabili, cessa al venir meno dello stato di inabilità; per i genitori, quando conseguano altra pensione; per i fratelli e sorelle, se ottengano altra pensione, o contraggano matrimonio o sopravvenga la perdita della inabilità. La stessa normativa si applica ai soggetti equiparati ai familiari superstiti.