Accanto alle
altre Confederazioni storiche, sono nati negli anni '50 i sindacati
autonomi. Parecchi di loro partirono indubbiamente, col piede sbagliato,
costituendo, soprattutto nel pubblico impiego e in alcuni settori
specializzati, vere e proprie piccole corporazioni, poco consapevoli di
una realtà produttiva e sociale in continuo movimento, alla luce
soprattutto del processo d'unificazione europea.
Di
conseguenza, la maggior parte di queste sigle non si è rivelata un
elemento propulsivo per il Paese. Nel corso degli anni, difatti, i
numerosissimi sindacati autonomi hanno perso terreno e si sono ridotti,
in buona parte, a piccole realtà locali, sempre più emarginate o
addirittura compromesse con le forze politiche.
Non è stato
così per la CISAL, che fin dalla sua fondazione, nel 1957, ha unito
l'idea di autonomia al concetto di Confederazione, ossia di
organizzazione volta alla rappresentanza degli interessi e delle
rivendicazioni di lavoratori appartenenti a vari settori produttivi e
dei servizi, inserita in un quadro di relazioni internazionali: nella
qualità di socio fondatore, la CISAL fa parte della Confederazione
Europea dei Sindacati Indipendenti - CESI - con sede a Bruxelles.
Autonomia,
confederalità, vocazione europea: con queste caratteristiche la CISAL -
quarta confederazione dei lavoratori italiani, con circa 1.500.000
iscritti in tutte le categorie, fortemente radicata nel pubblico
impiego, nel settore industriale, nel mondo agricolo, nel terziario e
tra i pensionati, oltre ad una rappresentanza di quadri e di altre
professionalità - si propone al confronto con tutte le parti politiche.
La CISAL è un
soggetto sociale in forte crescita, dotata di un progetto adeguato alle
sfide del nuovo secolo, e basato su tre parole d'ordine: Qualificazione,
Concertazione, Solidarietà
Qualificazione: se i lavoratori vogliono confrontarsi con la
globalizzazione e con il costante mutamento delle tecnologie e dei
mercati, devono essere posti in grado di acquisire costantemente
un'adeguata preparazione professionale.
Concertazione:
il sindacato deve trattare con le controparti sociali e con il Governo,
tutto ciò che riguarda il trattamento economico e previdenziale dei
lavoratori e più in generale le loro condizioni di vita e il loro
benessere, ma al contrario dialogando con tutti i movimenti e tutte le
articolazioni della società civile.
Solidarietà:
la CISAL non rifiuta la globalizzazione dei mercati, ma si batte per
l'umanizzazione dell'economia e del profitto. Lo sviluppo del pianeta
sarà perfettamente inutile se non avrà come scopo il miglioramento delle
condizioni di vita di tutte le persone che lo abitano. In questo senso,
dai paesi industrializzati, deve nascere e concretizzarsi sempre più
l'impegno di destinare una quota agli investimenti contro il
sottosviluppo, intensificando gli investimenti per nuove fonti d'energia
meno inquinanti. E, nel contempo, il sindacato dovrà battersi, nel
Paese, contro ogni forma di sfruttamento del lavoro clandestino e
minorile, per la piena dignità dei lavoratori immigrati, che dovranno
essere provvisti di un regolare contratto, secondo una programmazione
delle opportunità di lavoro che tenga comunque conto dell'obiettivo
primario della piena occupazione dei cittadini italiani.
La CISAL,
pertanto, non intende essere alternativa a CGIL, CISL e UIL; non
disconosce i meriti che questi sindacati si sono guadagnati nel tempo
nei confronti dei lavoratori e della società.
La CISAl,
infine, nel panorama politico-sindacale italiano intende riempire un
vuoto, spesso grandissimo, lasciato da altre confederazioni. Quello di
un sindacato indipendente e democratico, moderno, libero dai lacci
dell'ideologia e della burocrazia interna, e si propone come la
controparte ideale per le forze politiche e sociali che aspirano a
liberare il Paese dai troppi condizionamenti e dai troppi ritardi che ne
frenano lo sviluppo e ne impediscono una più solida affermazione nel
contesto europeo.