GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 145 DEL 23/6/1989



D.M. 14 giugno 1989, n. 236. Agg. G.U. 27/04/2004
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adottabilità e 
la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica 
sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle 
barriere architettoniche. 
 
Pubblicato nella Gazz. Uff. 23 giugno 1989, n. 145, S.O. 
Per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e 
servizi pubblici vedi il regolamento approvato con D.P.R. 24 luglio 1996, n. 
503. 
 



IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI 
Visto l'art. 1 della legge 9 gennaio 1989, n. 13; 
Visto l'art. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118; 
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384; 
Visto l'art. 32 della legge 28 febbraio 1986, n. 41; 
Visto l'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457; 
Udito il parere del Consiglio di Stato, ai sensi dell'art. 17 della legge 23 
agosto 1988, n. 400; 
emana il seguente decreto: 
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Regolamento di attuazione dell'art. 1 della legge 9 gennaio 1989, n. 13 
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e 
la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica 
sovvenzionata e agevolata 
Capo I 
Generalità 
Articolo 1 
Campo di applicazione. 
Le norme contenute nel presente decreto si applicano: 
1) agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi 
quelli di edilizia residenziale convenzionata; 
2) agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di 
nuova costruzione; 
3) alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 
2), anche se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto; 
4) agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti. 
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Articolo 2 
Definizioni. 
Ai fini del presente decreto: 
A) Per barriere architettoniche si intendono: 
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed 
in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria 
ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; 
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura 
utilizzazione di parti, attrezzature o componenti; 
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la 
riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in 
particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi. 
B) Per unità ambientale si intende uno spazio elementare e definito, idoneo a 
consentire lo svolgimento di attività compatibili tra loro. 
C) Per unità immobiliare si intende una unità ambientale suscettibile di 
autonomo godimento ovvero un insieme di unità ambientali funzionalmente 
connesse, suscettibile di autonomo godimento. 
D) Per edificio si intende una unità immobiliare dotata di autonomia funzionale, 
ovvero un insieme autonomo di unità immobiliari funzionalmente e/o fisicamente 
connesse tra loro. 
E) Per parti comuni dell'edificio si intendono quelle unità ambientali che 
servono o che connettono funzionalmente più unità immobiliari. 
F) Per spazio esterno si intende l'insieme degli spazi aperti, anche se coperti, 
di pertinenza dell'edificio o di più edifici ed in particolare quelli interposti 
tra l'edificio o gli edifici e la viabilità pubblica o di uso pubblico. 
G) Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o 
impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue 
singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne 
spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia. 
H) Per visitabilità si intende la possibilità, anche da parte di persone con 
ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di 
relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi 
di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi 
di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la 
funzione ivi svolta. 
I) Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio 
costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente 
fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o 
sensoriale. 
L) Per ristrutturazione di edifici si intende la categoria di intervento 
definita al titolo IV, art. 31, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 457. 
M) Per adeguamento si intende l'insieme dei provvedimenti necessari a rendere 
gli spazi costruiti o di progetto conformi ai requisiti del presente decreto. 
N) Per legge si intende la legge 9 gennaio 1989, n. 13 e successive 
modificazioni. 
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Capo II 
Criteri di progettazione 
Articolo 3 
Criteri generali di progettazione. 
3.1. In relazione alle finalità delle presenti norme si considerano tre livelli 
di qualità dello spazio costruito. 
L'accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente la totale 
fruizione nell'immediato. 
La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte 
più o meno estesa dell'edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque 
ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita 
capacità motoria o sensoriale. 
La adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità, potenzialmente 
suscettibile, per originaria previsione progettuale, di trasformazione in 
livello di accessibilità; l'adattabilità è, pertanto, un'accessibilità 
differita. 
3.2. L'accessibilità deve essere garantita per quanto riguarda: 
a) gli spazi esterni; il requisito si considera soddisfatto se esiste almeno un 
percorso agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotte o impedite 
capacità motorie o sensoriali; 
b) le parti comuni. 
Negli edifici residenziali con non più di tre livelli fuori terra è consentita 
la deroga all'installazione di meccanismi per l'accesso ai piani superiori, ivi 
compresi i servoscala, purché sia assicurata la possibilità della loro 
installazione in un tempo successivo. L'ascensore va comunque installato in 
tutti i casi in cui l'accesso alla più alta unità immobiliare è posto oltre il 
terzo livello, ivi compresi eventuali livelli interrati e/o porticati. 
3.3. Devono inoltre essere accessibili: 
a) almeno il 5% degli alloggi previsti negli interventi di edilizia residenziale 
sovvenzionata, con un minimo di una unità immobiliare per ogni intervento. 
Qualora le richieste di alloggi accessibili superino la suddetta quota, alle 
richieste eccedenti si applicano le disposizioni di cui all'art. 17 del decreto 
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384; 
b) gli ambienti destinati ad attività sociali, come quelle scolastiche, 
sanitarie, assistenziali, culturali, sportive; 
c) gli edifici sedi di aziende o imprese soggette alla normativa sul 
collocamento obbligatorio, secondo le norme specifiche di cui al punto 4.5. 
3.4. Ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione, deve essere 
visitabile, fatte salve le seguenti precisazioni: 
a) negli edifici residenziali non compresi nelle precedenti categorie il 
requisito di visitabilità si intende soddisfatto se il soggiorno o il pranzo, un 
servizio igienico ed i relativi percorsi di collegamento interni alle unità 
immobiliari sono accessibili; 
b) nelle unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli all'aperto o al chiuso, 
temporanei o permanenti, compresi i circoli privati, e in quelle di 
ristorazione, il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se almeno 
una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili; 
deve essere garantita inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei 
servizi previsti, quali la biglietteria e il guardaroba; 
c) nelle unità immobiliari sedi di attività ricettive il requisito della 
visitabilità ai intende soddisfatto se tutte le parti e servizi comuni ed un 
numero di stanze e di zone all'aperto destinate al soggiorno temporaneo 
determinato in base alle disposizioni di cui all'art. 5, sono accessibili; 
d) nelle unità immobiliari sedi di culto, il requisito della visitabilità si 
intende soddisfatto se almeno una zona riservata ai fedeli per assistere alle 
funzioni religiose è accessibile; 
e) nelle unità immobiliari sedi di attività aperte al pubblico, il requisito 
della visitabilità si intende soddisfatto se, nei casi in cui sono previsti 
spazi di relazione nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi 
svolta, questi sono accessibili; in tal caso deve essere prevista 
l'accessibilità anche ad almeno un servizio igienico. 
Nelle unità immobiliari sedi di attività aperte al pubblico, di superficie netta 
inferiore a 250 mq, il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se 
sono accessibili gli spazi di relazione, caratterizzanti le sedi stesse, nelle 
quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta; 
f) nei luoghi di lavoro sedi di attività non aperte al pubblico e non soggette 
alla normativa sul collocamento obbligatorio, è sufficiente che sia soddisfatto 
il solo requisito dell'adattabilità; 
g) negli edifici residenziali unifamiliari ed in quelli plurifamiliari privi di 
parti comuni, è sufficiente che sia soddisfatto il solo requisito 
dell'adattabilità. 
3.5. Ogni unità immobiliare, qualunque sia la sua destinazione, deve essere 
adattabile per tutte le parti e componenti per le quali non è già richiesta 
l'accessibilità e/o la visitabilità, fatte salve le deroghe consentite dal 
presente decreto. 
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Articolo 4 
Criteri di progettazione per l'accessibilità. 
4.1. Unità ambientali e loro componenti 
4.1.1. Porte. 
Le porte di accesso di ogni unità ambientale devono essere facilmente 
manovrabili, di tipo e luce netta tali da consentire un agevole transito anche 
da parte di persona su sedia a ruote; il vano della porta e gli spazi antistanti 
e retrostanti devono essere complanari. 
Occorre dimensionare adeguatamente gli spazi antistanti e retrostanti, con 
riferimento alle manovre da effettuare con la sedia a ruote, anche in rapporto 
al tipo di apertura. 
Sono ammessi dislivelli in corrispondenza del vano della porta di accesso di una 
unità immobiliare, ovvero negli interventi di ristrutturazione, purché questi 
siano contenuti e tali comunque da non ostacolare il transito di una persona su 
sedia a ruote. Per dimensioni, posizionamento e manovrabilità la porta deve 
essere tale da consentire una agevole apertura della/e ante da entrambi i lati 
di utilizzo; sono consigliabili porte scorrevoli o con anta a libro, mentre 
devono essere evitate le non fornite di accorgimenti per la sicurezza. Le porte 
vetrate devono essere facilmente individuabili mediante l'apposizione di 
opportuni segnali. Sono da preferire maniglie del tipo a leva opportunamente 
curvate ed arrotondate. 
(Per le specifiche vedi 8.1.1.). 
4.1.2. Pavimenti. 
I pavimenti devono essere di norma orizzontali e complanari tra loro e, nelle 
parti comuni e di uso pubblico, non sdrucciolevoli. 
Eventuali differenze di livello devono essere contenute ovvero superate tramite 
rampe con pendenza adeguata in modo da non costituire ostacolo al transito di 
una persona su sedia a ruote. 
Nel primo caso si deve segnalare il dislivello con variazioni cromatiche; lo 
spigolo di eventuali soglie deve essere arrotondato. 
Nelle parti comuni dell'edificio, si deve provvedere ad una chiara 
individuazione dei percorsi, eventualmente mediante un'adeguata differenziazione 
nel materiale e nel colore delle pavimentazioni. 
I grigliati utilizzati nei calpestii debbono avere maglie con vuoti tali da non 
costituire ostacolo o pericolo rispetto a ruote, bastoni di sostegno, ecc.; gli 
zerbini devono essere incassati e le guide solidamente ancorate. 
(Per le specifiche vedi 8.1.2.). 
4.1.3. Infissi esterni. 
Le porte, le finestre e le porte-finestre devono essere facilmente utilizzabili 
anche da persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali. 
I meccanismi di apertura e chiusura devono essere facilmente manovrabili e 
percepibili e le parti mobili devono poter essere usate esercitando una lieve 
pressione. 
Ove possibile si deve dare preferenza a finestre e parapetti che consentono la 
visuale anche alla persona seduta. Si devono comunque garantire i requisiti di 
sicurezza e protezione dalle cadute verso l'esterno. 
(Per le specifiche vedi 8.1.3.). 
4.1.4. Arredi fissi. 
La disposizione degli arredi fissi nell'unità ambientale deve essere tale da 
consentire il transito della persona su sedia a ruote e l'agevole utilizzabilità 
di tutte le attrezzature in essa contenute. Dev'essere data preferenza ad arredi 
non taglienti e privi di spigoli vivi. 
Le cassette per la posta devono essere ubicate ad una altezza tale da 
permetterne un uso agevole anche a persona su sedia a ruote. 
Per assicurare l'accessibilità gli arredi fissi non devono costituire ostacolo o 
impedimento per lo svolgimento di attività anche da parte di persone con ridotte 
o impedite capacità motorie. 
In particolare: 
i banconi e i piani di appoggio utilizzati per le normali operazioni del 
pubblico devono essere predisposti in modo che almeno una parte di essi sia 
utilizzabile da persona su sedia a ruote, permettendole di espletare tutti i 
servizi; 
nel caso di adozione di bussole, percorsi obbligati, cancelletti a spinta ecc., 
occorre che questi siano dimensionati e manovrabili in modo da garantire il 
passaggio di una sedia a ruote; 
eventuali sistemi di apertura e chiusura, se automatici, devono essere 
temporizzati in modo da permettere un agevole passaggio anche a disabili su 
sedia a ruote; 
ove necessario deve essere predisposto un idoneo spazio d'attesa con posti a 
sedere. 
(Per le specifiche vedi 8.1.4.). 
4.1.5. Terminali degli impianti. 
Gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto 
delle varie utenze, i regolatori degli impianti di riscaldamento e 
condizionamento, nonché i campanelli, pulsanti di comando e i citofoni, devono 
essere, per tipo e posizione planimetrica ed altimetrica, tali da permettere un 
uso agevole anche da parte della persona su sedia a ruote; devono, inoltre, 
essere facilmente individuabili anche in condizioni di scarsa visibilità ed 
essere protetti dal danneggiamento per urto. 
(Per le specifiche vedi 8.1.5.). 
4.1.6. Servizi igienici. 
Nei servizi igienici devono essere garantite, con opportuni accorgimenti 
spaziali, le manovre di una sedia a ruote necessarie per l'utilizzazione degli 
apparecchi sanitari. 
Deve essere garantito in particolare: 
lo spazio necessario per l'accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza 
e, ove presenti, al bidet, alla doccia, alla vasca da bagno, al lavatoio, alla 
lavatrice; 
lo spazio necessario per l'accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, 
che deve essere del tipo a mensola; 
la dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in 
prossimità della tazza e della vasca. 
Si deve dare preferenza a rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con 
erogazione dell'acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici, e a 
porte scorrevoli o che aprono verso l'esterno. 
(Per le specifiche vedi 8.1.6.). 
4.1.7. Cucine. 
Nelle cucine gli apparecchi, e quindi i relativi punti di erogazione, devono 
essere preferibilmente disposti sulla stessa parete o su pareti contigue. Al di 
sotto dei principali apparecchi e del piano di lavoro va previsto un vano vuoto 
per consentire un agevole accostamento anche da parte della persona su sedia a 
ruote. 
(Per le specifiche vedi 8.1.7.). 
4.1.8. Balconi e terrazze. 
La soglia interposta tra balcone o terrazza e ambiente interno non deve 
presentare un dislivello tale da costituire ostacolo al transito di una persona 
su sedia a ruote. È vietato l'uso di porte-finestre con traversa orizzontale a 
pavimento di altezza tale da costituire ostacolo al moto della sedia a ruote. 
Almeno una porzione di balcone o terrazza, prossima alla porta-finestra, deve 
avere una profondità tale da consentire la manovra di rotazione della sedia a 
ruote. 
Ove possibile si deve dare preferenza a parapetti che consentano la visuale 
anche alla persona seduta, garantendo contemporaneamente i requisiti di 
sicurezza e protezione dalle cadute verso l'esterno. 
(Per le specifiche vedi 8.1.8.). 
4.1.9. Percorsi orizzontali. 
Corridoi e passaggi devono presentare andamento quanto più possibile continuo e 
con variazioni di direzione ben evidenziate. 
I corridoi non devono presentare variazioni di livello; in caso contrario queste 
devono essere superate mediante rampe. 
La larghezza del corridoio e del passaggio deve essere tale da garantire il 
facile accesso alle unità ambientali da esso servite e, in punti non 
eccessivamente distanti tra loro, essere tale da consentire l'inversione di 
direzione ad una persona su sedia a ruote. 
Il corridoio comune posto in corrispondenza di un percorso verticale (quale 
scala, rampa, ascensore, servoscala, piattaforma elevatrice) deve prevedere una 
piattaforma di distribuzione come vano di ingresso o piano di arrivo dei 
collegamenti verticali, dalla quale sia possibile accedere ai vari ambienti, 
esclusi i locali tecnici, solo tramite percorsi orizzontali. 
(Per le specifiche vedi 8.1.9.). 
4.1.10. Scale. 
Le scale devono presentare un andamento regolare ed omogeneo per tutto il loro 
sviluppo. Ove questo non risulti possibile è necessario mediare ogni variazione 
del loro andamento per mezzo di ripiani di adeguate dimensioni. Per ogni rampa 
di scale i gradini devono avere la stessa alzata e pedata. Le rampe devono 
contenere possibilmente lo stesso numero dei gradini, caratterizzati da un 
corretto rapporto tra alzata e pedata. 
Le porte con apertura verso la scala devono avere uno spazio antistante di 
adeguata profondità. 
I gradini delle scale devono avere una pedata antisdrucciolevole a pianta 
preferibilmente rettangolare e con un profilo preferibilmente continuo a spigoli 
arrotondati. 
Le scale devono essere dotate di parapetto atto a costituire difesa verso il 
vuoto e di corrimano. I corrimano devono essere di facile prendibilità e 
realizzati con materiale resistente e non tagliente. 
Le scale comuni e quelle degli edifici aperti al pubblico devono avere i 
seguenti ulteriori requisiti: 
1) la larghezza delle rampe e dei pianerottoli deve permettere il passaggio 
contemporaneo di due persone ed il passaggio orizzontale di una barella con una 
inclinazione massima del 15lungo l'asse longitudinale; 
2) la lunghezza delle rampe deve essere contenuta; in caso contrario si deve 
interporre un ripiano in grado di arrestare la caduta di un corpo umano; 
3) il corrimano deve essere installato su entrambi i lati; 
4) in caso di utenza prevalente di bambini si deve prevedere un secondo 
corrimano ad altezza proporzionata; 
5) è preferibile una illuminazione naturale laterale. Si deve dotare la scala di 
una illuminazione artificiale, anche essa laterale, con comando individuabile al 
buio e disposto su ogni pianerottolo; 
6) Le rampe di scale devono essere facilmente percepibili, anche per i non 
vedenti. 
(Per le specifiche vedi 8.1.10.). 
4.1.11. Rampe. 
La pendenza di una rampa va definita in rapporto alla capacità di una persona su 
sedia a ruote di superarla e di percorrerla senza affaticamento anche in 
relazione alla lunghezza della stessa. Si devono interporre ripiani orizzontali 
di riposo per rampe particolarmente lunghe. Valgono in generale per le rampe 
accorgimenti analoghi a quelli definiti per le scale. 
(Per le specifiche vedi 8.1.11.). 
4.1.12. Ascensore. 
L'ascensore deve avere una cabina di dimensioni minime tali da permettere l'uso 
da parte di una persona su sedia a ruote. Le porte di cabina e di piano devono 
essere del tipo automatico e di dimensioni tali da permettere l'accesso alla 
sedia a ruote. 
Il sistema di apertura delle porte deve essere dotato di idoneo meccanismo (come 
cellula fotoelettrica, costole mobili) per l'arresto e l'inversione della 
chiusura in caso di ostruzione del vano porta. 
I tempi di apertura e chiusura delle porte devono assicurare un agevole e comodo 
accesso alla persona su sedia a ruote. Lo stazionamento della cabina ai piani di 
fermata deve avvenire con porte chiuse. La bottoniera di comando interna ed 
esterna deve avere il comando più alto ad un'altezza adeguata alla persona su 
sedia a ruote ed essere idonea ad un uso agevole da parte dei non vedenti. 
Nell'interno della cabina devono essere posti un citofono, un campanello 
d'allarme, un segnale luminoso che confermi l'avvenuta ricezione all'esterno 
della chiamata di allarme, una luce di emergenza. 
Il ripiano di fermata, anteriormente alla porta della cabina deve avere una 
profondità tale da contenere una sedia a ruote e consentirne le manovre 
necessarie all'accesso. 
Deve essere garantito un arresto ai piani che renda complanare il pavimento 
della cabina con quello del pianerottolo. 
Deve essere prevista la segnalazione sonora dell'arrivo al piano e un 
dispositivo luminoso per segnalare ogni eventuale stato di allarme. 
(Per le specifiche vedi 8.1.12.). 
4.1.13. Servoscala e piattaforma elevatrice. 
Per servoscala e piattaforma elevatrice si intendono apparecchiature atte a 
consentire, in alternativa ad un ascensore o rampa inclinata, il superamento di 
un dislivello a persone con ridotta o impedita capacità motoria. 
Tali apparecchiature sono consentite in via alternativa ad ascensori negli 
interventi di adeguamento o per superare differenze di quota contenute. 
Fino all'emanazione di una normativa specifica, le apparecchiature stesse devono 
essere rispondenti alle specifiche di cui al punto 8.1.13.; devono garantire un 
agevole accesso e stazionamento della persona in piedi, seduta o su sedia a 
ruote, e agevole manovrabilità dei comandi e sicurezza sia delle persone 
trasportate che di quelle che possono venire in contatto con l'apparecchiatura 
in movimento. 
A tal fine le suddette apparecchiature devono essere dotate di sistemi 
anticaduta, anticesoiamento, antischiacciamento, antiurto e di apparati atti a 
garantire sicurezze di movimento, meccaniche, elettriche e di comando. 
Lo stazionamento dell'apparecchiatura deve avvenire preferibilmente con la 
pedana o piattaforma ribaltata verso la parete o incassata nel pavimento. 
Lo spazio antistante la piattaforma, sia in posizione di partenza che di arrivo, 
deve avere una profondità tale da consentire un agevole accesso o uscita da 
parte di una persona su sedia a ruote. 
(Per le specifiche vedi 8.1.13.). 
4.1.14. Autorimesse. 
Il locale per autorimessa deve avere collegamenti con gli spazi esterni e con 
gli apparecchi di risalita idonei all'uso da parte della persona su sedia a 
ruote. 
Lo spazio riservato alla sosta delle autovetture al servizio delle persone 
disabili deve avere dimensioni tali da consentire anche il movimento del 
disabile nelle fasi di trasferimento; deve essere evidenziato con appositi 
segnali orizzontali e verticali. 
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4.2. Spazi esterni 
4.2.1. Percorsi. 
Negli spazi esterni e sino agli accessi degli edifici deve essere previsto 
almeno un percorso preferibilmente in piano con caratteristiche tali da 
consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie, e 
che assicuri loro la utilizzabilità diretta delle attrezzature dei parcheggi e 
dei servizi posti all'esterno, ove previsti. 
I percorsi devono presentare un andamento quanto più possibile semplice e 
regolare in relazione alle principali direttrici di accesso ed essere privi di 
strozzature, arredi, ostacoli di qualsiasi natura che riducano la larghezza 
utile di passaggio o che possano causare infortuni. La loro larghezza deve 
essere tale da garantire la mobilità nonché, in punti non eccessivamente 
distanti tra loro, anche l'inversione di marcia da parte di una persona su sedia 
a ruote. 
Quando un percorso pedonale sia adiacente a zone non pavimentate, è necessario 
prevedere un ciglio da realizzare con materiale atto ad assicurare l'immediata 
percezione visiva nonché acustica se percosso con bastone. 
Le eventuali variazioni di livello dei percorsi devono essere raccordate con 
lievi pendenze ovvero superate mediante rampe in presenza o meno di eventuali 
gradini ed evidenziate con variazioni cromatiche. 
In particolare, ogni qualvolta il percorso pedonale si raccorda con il livello 
stradale, o è interrotto da un passo carrabile, devono predisporsi rampe di 
pendenza contenuta e raccordate in maniera continua col piano carrabile, che 
consentano il passaggio di una sedia a ruote. 
Le intersezioni tra percorsi pedonali e zone carrabili devono essere 
opportunamente segnalate anche ai non vedenti. 
(Per le specifiche vedi 8.2.1.). 
4.2.2. Pavimentazione. 
La pavimentazione del percorso pedonale deve essere antisdrucciolevole. 
Eventuali differenze di livello tra gli elementi costituenti una pavimentazione 
devono essere contenute in maniera tale da non costituire ostacolo al transito 
di una persona su sedia a ruote. 
I grigliati utilizzati nei calpestii debbono avere maglie con vuoti tali da non 
costituire ostacolo o pericolo, rispetto a ruote, bastoni di sostegno, e simili. 

(Per le specifiche vedi 8.2.2.). 
4.2.3. Parcheggi. 
Si considera accessibile un parcheggio complanare alle aree pedonali di servizio 
o ad esse collegato tramite rampe o idonei apparecchi di sollevamento. 
Lo spazio riservato alla sosta delle autovetture delle persone disabili deve 
avere le stesse caratteristiche di cui al punto 4.1.14. 
(Per le specifiche vedi 8.2.3.). 
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4.3. Segnaletica 
Nelle unità immobiliari e negli spazi esterni accessibili devono essere 
installati, in posizioni tali da essere agevolmente visibili, cartelli di 
indicazione che facilitino l'orientamento e la fruizione degli spazi costruiti e 
che forniscano una adeguata informazione sull'esistenza degli accorgimenti 
previsti per l'accessibilità di persone ad impedite o ridotte capacità motorie; 
in tale caso i cartelli indicatori devono riportare anche il simbolo 
internazionale di accessibilità di cui all'art. 2 del decreto del Presidente 
della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384. 
I numeri civici, le targhe e i contrassegni di altro tipo deve essere facilmente 
leggibili. 
Negli edifici aperti al pubblico deve essere predisposta una adeguata 
segnaletica che indichi le attività principali ivi svolte ed i percorsi 
necessari per raggiungerle. 
Per i non vedenti è opportuno predisporre apparecchi fonici per dette 
indicazioni, ovvero tabelle integrative con scritte in Braille. Per facilitarne 
l'orientamento è necessario prevedere punti di riferimento ben riconoscibili in 
quantità sufficiente ed in posizione adeguata. 
In generale, ogni situazione di pericolo dev'essere resa immediatamente 
avvertibile anche tramite accorgimenti e mezzi riferibili sia alle percezioni 
acustiche che a quelle visive. 
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4.4. Strutture sociali 
Nelle strutture destinate ad attività sociali come quelle scolastiche, 
sanitarie, assistenziali, culturali e sportive, devono essere rispettate quelle 
prescrizioni di cui ai punti 4.1., 4.2. e 4.3., atte a garantire il requisito di 
accessibilità. Limitatamente ai servizi igienici, il requisito si intende 
soddisfatto se almeno un servizio igienico per ogni livello utile dell'edificio 
è accessibile alle persone su sedia a ruote. Qualora nell'edificio, per le 
dimensioni e per il tipo di afflusso e utilizzo, debbano essere previsti più 
nuclei di servizi igienici, anche quelli accessibili alle persone su sedia a 
ruote devono essere incrementati in proporzione. 
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4.5. Edifici sedi di aziende o imprese soggette al collocamento obbligatorio 
Negli edifici sedi di aziende o imprese soggette al collocamento obbligatorio, 
il requisito dell'accessibilità si considera soddisfatto se sono accessibili 
tutti i settori produttivi, gli uffici amministrativi e almeno un servizio 
igienico per ogni nucleo di servizi igienici previsto. Deve essere sempre 
garantita la fruibilità delle mense, degli spogliatoi, dei luoghi ricreativi e 
di tutti i servizi di pertinenza. 
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4.6. Raccordi con la normativa antincendio 
Qualsiasi soluzione progettuale per garantire l'accessibilità o la visitabilità 
deve comunque prevedere una adeguata distribuzione degli ambienti e specifici 
accorgimenti tecnici per contenere i rischi di incendio anche nei confronti di 
persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. 
A tal fine dovrà essere preferita, ove tecnicamente possibile e nel rispetto 
delle vigenti normative, la suddivisione dell'insieme edilizio in "compartimenti 
antincendio" piuttosto che l'individuazione di "sistemi di via d'uscita" 
costituiti da scale di sicurezza non utilizzabili dalle persone con ridotta o 
impedita capacità motoria. 
La suddivisione in compartimenti, che costituiscono "luogo sicuro statico" così 
come definito dal decreto ministeriale 30 novembre 1983, recante "termini, 
definizioni generali e simboli grafici di prevenzioni incendi" pubblicato sulla 
Gazzetta Ufficiale 12 dicembre 1983, n. 339, deve essere effettuata in modo da 
prevedere ambienti protetti opportunamente distribuiti ed in numero adeguato, 
resistenti al fuoco e facilmente raggiungibili in modo autonomo da parte delle 
persone disabili, ove attendere i soccorsi. 
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Articolo 5 
Criteri di progettazione per la visitabilità. 
5.1. RESIDENZA 
Nelle unità immobiliari visitabili di edilizia residenziale, di cui all'art. 3, 
deve essere consentito l'accesso, da parte di persona su sedia a ruote, alla 
zona di soggiorno o di pranzo, ad un servizio igienico e ai relativi percorsi di 
collegamento. 
A tal fine si deve assicurare la rispondenza ai criteri di progettazione di cui 
ai punti 4.1.1., 4.1.6., 4.1.9., 4.2. e alle relative specifiche dimensionali 
e/o soluzioni tecniche. 
In particolare per i percorsi orizzontali si vedano anche le soluzioni tecniche 
di cui al punto 9.1.1. 
5.2. SALE E LUOGHI PER RIUNIONI, SPETTACOLI E RISTORAZIONE 
Nelle sale e nei luoghi per riunioni e spettacoli, almeno una zona deve essere 
agevolmente raggiungibile, anche dalle persone con ridotta o impedita capacità 
motoria, mediante un percorso continuo in piano o raccordato con rampe, ovvero 
mediante ascensore o altri mezzi di sollevamento. 
Qualora le attività siano soggette alla vigente normativa antincendio, detta 
zona deve essere prevista in posizione tale che, nel caso di emergenza, possa 
essere agevolmente raggiunta una via di esodo accessibile o un "luogo sicuro 
statico". 
In particolare, la sala per riunione, spettacolo e ristorazione deve inoltre: 
essere dotata di posti riservati per persone con ridotta capacità motoria, in 
numero pari ad almeno due posti per ogni quattrocento o frazione di quattrocento 
posti, con un minimo di due; 
essere dotata, nella stessa percentuale, di spazi liberi riservati per le 
persone su sedia a ruote, predisposti su pavimento orizzontale, con dimensioni 
tali da garantire la manovra e lo stazionamento di una sedia a ruote; 
essere consentita l'accessibilità ad almeno un servizio igienico e, ove 
previsti, al palco, al palcoscenico ed almeno ad un camerino spogliatoio con 
relativo servizio igienico. 
Nelle sale per la ristorazione, almeno una zona della sala deve essere 
raggiungibile mediante un percorso continuo e raccordato con rampe, dalle 
persone con ridotta o impedita capacità motoria, e deve inoltre essere dotata di 
almeno uno spazio libero per persone su sedia a ruote. 
Questo spazio deve essere predisposto su pavimento orizzontale e di dimensione 
tale da garantire la manovra e lo stazionamento di una sedia a ruote; 
deve essere consentita l'accessibilità ad almeno un servizio igienico. 
Per consentire la visitabilità nelle sale e nei luoghi per riunioni, spettacoli 
e ristorazione, si devono rispettare quelle prescrizioni di cui ai punti 4.1., 
4.2. e 4.3., che sono atte a garantire il soddisfacimento dei suddetti requisiti 
specifici. 
5.3. STRUTTURE RICETTIVE 
Ogni struttura ricettiva (alberghi, pensioni, villaggi turistici, campeggi, 
ecc.) deve avere tutte le parti e servizi comuni ed un determinato numero di 
stanze accessibili anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria. Tali 
stanze devono avere arredi, servizi, percorsi e spazi di manovra che consentano 
l'uso agevole anche da parte di persone su sedia a ruote. 
Qualora le stanze non dispongano dei sevizi igienici, deve essere accessibile 
sullo stesso piano, nelle vicinanze della stanza, almeno un servizio igienico. 
Il numero di stanze accessibili in ogni struttura ricettiva deve essere di 
almeno due fino a 40 o frazione di 40, aumentato di altre due ogni 40 stanze o 
frazione di 40 in più. 
In tutte le stanze è opportuno prevedere un apparecchio per la segnalazione, 
sonora e luminosa, di allarme. 
La ubicazione delle stanze accessibili deve essere preferibilmente nei piani 
bassi dell'immobile e comunque nelle vicinanze di un "luogo sicuro statico" o di 
una via di esodo accessibile. 
Per i villaggi turistici e campeggi, oltre ai servizi ed alle attrezzature 
comuni, devono essere accessibili almeno il 5% delle superfici destinate alle 
unità di soggiorno temporaneo con un minimo assoluto di due unità. 
Per consentire la visitabilità nelle strutture ricettive si devono rispettare le 
prescrizioni di cui ai punti 4.1., 4.2. e 4.3., atte a garantire il 
soddisfacimento dei suddetti requisiti specifici. 
5.4. LUOGHI PER IL CULTO 
I luoghi per il culto devono avere almeno una zona della sala per le funzioni 
religiose in piano, raggiungibile mediante un percorso continuo e raccordato 
tramite rampe. 
A tal fine si devono rispettare le prescrizioni di cui ai punti 4.1., 4.2. e 
4.3., atte a garantire il soddisfacimento di tale requisito specifico. 
5.5. ALTRI LUOGHI APERTI AL PUBBLICO 
Negli altri luoghi aperti al pubblico deve essere garantita l'accessibilità agli 
spazi di relazione. 
A tale fine si devono rispettare le prescrizioni di cui ai punti 4.1., 4.2. e 
4.3., atte a garantire il soddisfacimento di tale requisito. 
Questi locali, quando superano i 250 mq di superficie utile, devono prevedere 
almeno un servizio igienico accessibile. 
5.6. ARREDI FISSI 
Per assicurare la visitabilità gli arredi fissi non devono costituire ostacolo o 
impedimento per lo svolgimento di attività anche da parte di persone con ridotte 
o impedite capacità motorie. 
A riguardo valgono le prescrizioni di cui al precedente punto 4.1.4. 
5.7. VISITABILITÀ CONDIZIONATA 
Negli edifici, unità immobiliari o ambientali aperti al pubblico esistenti, che 
non vengano sottoposti a ristrutturazione e che non siano in tutto o in parte 
rispondenti ai criteri per l'accessibilità contenuti nel presente decreto, ma 
nei quali esista la possibilità di fruizione mediante personale di aiuto anche 
per le persone a ridotta o impedita capacità motoria, deve essere posto in 
prossimità dell'ingresso un apposito pulsante di chiamata al quale deve essere 
affiancato il simbolo internazionale di accessibilità di cui all'art. 2 del 
decreto del Presidente della Repubblica n. 384 del 1978. 
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Articolo 6 
Criteri di progettazione per la adattabilità. 
6.1. INTERVENTI DI NUOVA EDIFICAZIONE 
Gli edifici di nuova edificazione e loro parti si considerano adattabili quando, 
tramite l'esecuzione differita nel tempo di lavori che non modificano né la 
struttura portante, né la rete degli impianti comuni, possono essere resi 
idonei, a costi contenuti, alle necessità delle persone con ridotta o impedita 
capacità motoria, garantendo il soddisfacimento dei requisiti previsti dalle 
norme relative alla accessibilità. 
La progettazione deve garantire l'obiettivo che precede con una particolare 
considerazione sia del posizionamento e dimensionamento dei servizi ed ambienti 
limitrofi, dei disimpegni e delle porte, sia della futura eventuale dotazione 
dei sistemi di sollevamento. 
A tale proposito quando all'interno di unità immobiliari a più livelli, per 
particolari conformazioni della scala non è possibile ipotizzare l'inserimento 
di una servoscala con piattaforma, deve essere previsto uno spazio idoneo per 
l'inserimento di una piattaforma elevatrice. 
6.2. INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE 
Negli interventi di ristrutturazione si deve garantire il soddisfacimento di 
requisiti analoghi a quelli descritti per la nuova edificazione, fermo restando 
il rispetto della normativa vigente a tutela dei beni ambientali, artistici, 
archeologici, storici e culturali. 
L'installazione dell'ascensore all'interno del vano scala non deve compromettere 
la fruibilità delle rampe e dei ripiani orizzontali, soprattutto in relazione 
alla necessità di garantire un adeguato deflusso in caso di evacuazione in 
situazione di emergenza. 
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Capo III 
Cogenza delle prescrizioni 
Articolo 7 
7.1. Le specificazioni contenute nel capo IV, art. 8 hanno valore prescrittivo, 
le soluzioni tecniche contenute all'art. 9, anche se non basate su tali 
specificazioni, sono ritenute rispondenti ai criteri di progettazione e quindi 
accettabili in quanto sopperiscono alle riduzioni dimensionali con particolari 
soluzioni spaziali o tecnologiche. 
7.2. Tuttavia in sede di progetto possono essere proposte soluzioni alternative 
alle specificazioni e alle soluzioni tecniche, purché rispondano alle esigenze 
sottointese dai criteri di progettazione. 
In questo caso, la dichiarazione, di cui all'art. 1, comma 4, della legge 9 
gennaio 1989, n. 13 deve essere accompagnata da una relazione, corredata da 
grafici necessari, con la quale viene illustrata l'alternativa proposta e 
l'equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili. 
7.3. La conformità del progetto alle prescrizioni dettate dal presente decreto, 
e l'idoneità delle eventuali soluzioni alternative alle specificazioni e alle 
soluzioni tecniche di cui sopra sono certificate dal professionista abilitato ai 
sensi dell'art. 1 della legge. Il rilascio dell'autorizzazione o della 
concessione edilizia è subordinato alla verifica di tale conformità compiuta 
dall'ufficio tecnico o dal tecnico incaricato dal Comune competente ad adottare 
tali atti. 
L'eventuale dichiarazione di non conformità del progetto o il mancato 
accoglimento di eventuali soluzioni tecniche alternative devono essere motivati. 

7.4. Le prescrizioni del presente decreto sono derogabili solo per gli edifici o 
loro parti che, nel rispetto di normative tecniche specifiche, non possono 
essere realizzati senza barriere architettoniche, ovvero per singoli locali 
tecnici il cui accesso è riservato ai solo addetti specializzati. 
7.5. Negli interventi di ristrutturazione, fermo restando il rispetto dell'art. 
1, comma 3, della legge, sono ammesse deroghe alle norme del presente decreto in 
caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed 
impiantistici. 
Le suddette deroghe sono concesse dal Sindaco in sede di provvedimento 
autorizzativo previo parere favorevole dell'ufficio tecnico o del tecnico 
incaricato dal Comune per l'istruttoria dei progetti. 
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Capo IV 
Specifiche e soluzioni tecniche 
Articolo 8 
Specifiche funzionali e dimensionali. 
8.0. Generalità 
8.0.1. Modalità di misura. 
Altezza parapetto: 
Distanza misurata in verticale dal lembo superiore dell'elemento che limita 
l'affaccio (copertina, traversa inferiore, infisso, eventuale corrimano o 
ringhierino) al piano di calpestio. 
Altezza corrimano: 
Distanza misurata in verticale dal lembo superiore dei corrimano al piano di 
calpestio. 
Altezza parapetto o corrimano scale: 
Distanza dal lembo superiore del parapetto o corrimano al piano di calpestio di 
un qualunque gradino, misurata in verticale in corrispondenza della parte 
anteriore del gradino stesso. 
Lunghezza di una rampa: 
Distanza misurata in orizzontale tra due zone in piano dislivellate e raccordate 
dalla rampa. 
Luce netta porta o porta-finestra: 
Larghezza di passaggio al netto dell'ingombro dell'anta mobile in posizione di 
massima apertura se scorrevole, in posizione di apertura a 90° se incernierata 
(larghezza utile di passaggio). 
Altezza maniglia: 
Distanza misurata in verticale dall'asse di rotazione della manopola, ovvero del 
lembo superiore del pomello, al piano di calpestio. 
Altezze apparecchi di comando, interruttori, prese, pulsanti: 
Distanza misurata in verticale dall'asse del dispositivo di comando al piano di 
calpestio. 
Altezza citofono: 
Distanza misurata in verticale dall'asse dell'elemento grigliato microfonico, 
ovvero dal lembo superiore della cornetta mobile, al piano di calpestio. 
Altezza telefono a parete e cassetta per lettere: 
Distanza misurata in verticale sino al piano di calpestio dell'elemento da 
raggiungere, per consentirne l'utilizzo, posto più in alto. 
8.0.2. Spazi di manovra con sedia a ruote. 
Gli spazi di manovra, atti a consentire determinati spostamenti alla persona su 
sedia a ruote, sono i seguenti: 
 
Nei casi di adeguamento e per consentire la visitabilità degli alloggi, ove non 
sia possibile rispettare i dimensionamenti di cui sopra, sono ammissibili i 
seguenti spazi minimi di manovra (manovra combinata): 
 
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8.1. Unità ambientali e loro componenti 
8.1.1. Porte. 
La luce netta della porta di accesso di ogni edificio e di ogni unità 
immobiliare deve essere di almeno 80 cm. La luce netta delle altre porte deve 
essere di almeno 75 cm. 
Gli spazi antistanti e retrostanti la porta devono essere dimensionati nel 
rispetto dei minimi previsti negli schemi grafici di seguito riportati. 
 
L'altezza delle maniglie deve essere compresa tra 85 e 95 cm (consigliata 90 
cm). 
Devono inoltre essere preferite soluzioni per le quali le singole ante delle 
porte non abbiano larghezza superiore ai 120 cm, e gli eventuali vetri siano 
collocati ad una altezza di almeno 40 cm dal piano del pavimento. L'anta mobile 
deve poter essere usata esercitando una pressione non superiore a 8 kg. 
Spazi antistanti e retrostanti la porta 
(segue 8.1.1 - Porte) 
 
8.1.2. Pavimenti. 
Qualora i pavimenti presentino un dislivello, questo non deve superare i 2,5 cm. 
Ove siano prescritte pavimentazioni antisdrucciolevoli, valgono le prescrizioni 
di cui al successivo punto 8.2.2. 
8.1.3. Infissi esterni. 
L'altezza delle maniglie o dispositivo di comando deve essere compresa tra cm 
100 e 130; consigliata 115 cm. 
Per consentire alla persona seduta la visuale anche all'esterno, devono essere 
preferite soluzioni per le quali la parte opaca del parapetto, se presente, non 
superi i 60 cm di altezza dal calpestio, con l'avvertenza, però, per ragioni di 
sicurezza, che l'intero parapetto sia complessivamente alto almeno 100 cm e 
inattraversabile da una sfera di 10 cm di diametro. Nelle finestre lo spigolo 
vivo della traversa inferiore dell'anta apribile deve essere opportunamente 
sagomato o protetto per non causare infortuni. Le ante mobili degli infissi 
esterni devono poter essere usate esercitando una pressione non superiore a kg 
8. 
8.1.4. Arredi fissi. 
Negli edifici residenziali le cassette per la posta non devono essere collocate 
ad una altezza superiore ai 140 cm. 
Nei luoghi aperti al pubblico, nei quali il contatto con il pubblico avviene 
mediante tavoli o scrivanie, deve essere previsto un adeguato spazio libero, 
eventualmente in ambiente separato, per poter svolgersi una ordinata attesa, nel 
quale inoltre possano disporsi un congruo numero di posti a sedere 
(preferibilmente sedie separate). La distanza libera anteriormente ad ogni 
tavolo deve essere di almeno 1,50 m, e lateralmente di almeno 1,20 m al fine di 
consentire un agevole passaggio fra i tavoli e le scrivanie. 
Nei luoghi aperti al pubblico nei quali il contatto con il pubblico avviene 
mediante sportelli su bancone continuo o su parete, deve essere consentita 
un'attesa sopportabile dalla generalità del pubblico, al fine di evitare 
l'insorgere di situazioni patologiche di nervosismo e di stanchezza. In tali 
luoghi deve pertanto essere previsto un adeguato spazio libero, eventualmente in 
ambiente separato, dove possa svolgersi una ordinata attesa, nel quale inoltre 
possono disporsi un congruo numero di posti a sedere (preferibilmente sedie 
separate). 
Quando, in funzione di particolari affluenze di pubblico, è necessario prevedere 
transenne guida-persone, queste devono essere di lunghezza pari a quella della 
coda di persone che viene considerata la media delle grandi affluenze, e di 
larghezza utile minima di 0,70 m. 
La transenna che separa il percorso di avvicinamento allo sportello da quello di 
uscita deve essere interrotta ad una distanza di 1,20 m dal limite di ingombro 
del bancone continuo o del piano di lavoro dello sportello a parete. 
In ogni caso le transenne guida-persone non devono avere una lunghezza superiore 
a 4,00 m. 
Le transenne guida-persone devono essere rigidamente fissate al pavimento ed 
avere una altezza al livello del corrimano di 0,90 m. 
Almeno uno sportello deve avere il piano di utilizzo per il pubblico posto ad 
altezza pari a 0,90 m dal calpestio della zona riservata al pubblico. 
Nei luoghi aperti al pubblico nei quali il contatto con il pubblico avviene 
mediante bancone continuo, almeno una parte di questo deve avere un piano di 
utilizzo al pubblico posto ad un'altezza pari a 0,90 m dal calpestio. 
Apparecchiature automatiche di qualsiasi genere ad uso del pubblico, poste 
all'interno o all'esterno di unità immobiliari aperte al pubblico, devono, per 
posizione, altezza e comandi, poter essere utilizzate da persona su sedia a 
ruote. A tal fine valgono le indicazioni di cui allo schema del punto 8.1.5. per 
quanto applicabili. 
8.1.5. Terminali degli impianti. 
Gli apparecchi elettrici, i quadri generali, le valvole e i rubinetti di arresto 
delle varie utenze, i regolatori di impianti di riscaldamento e di 
condizionamento, i campanelli di allarme, il citofono, devono essere posti ad 
una altezza compresa tra i 40 e i 140 cm. 
Schema delle altezze consigliate per la collocazione di quadri interruttori e 
prese 
 
8.1.6. Servizi igienici. 
Per garantire la manovra e l'uso degli apparecchi anche alle persone con 
impedita capacità motoria, deve essere previsto, in rapporto agli spazi di 
manovra di cui al punto 8.0.2., l'accostamento laterale alla tazza w.c., bidet, 
vasca, doccia, lavatrice e l'accostamento frontale al lavabo. 
A tal fine devono essere rispettati i seguenti minimi dimensionali: 
lo spazio necessario all'accostamento e al trasferimento laterale dalla sedia a 
ruote alla tazza w.c. e al bidet, ove previsto, deve essere minimo 100 cm 
misurati dall'asse dell'apparecchio sanitario; 
lo spazio necessario all'accostamento laterale della sedia a ruote alla vasca 
deve essere minimo di 140 cm lungo la vasca con profondità minima di 80 cm; 
lo spazio necessario all'accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo 
deve essere minimo di 80 cm misurati dal bordo anteriore del lavabo. 
Relativamente alle caratteristiche degli apparecchi sanitari inoltre: 
i lavabi devono avere il piano superiore posto a cm 80 dal calpestio ed essere 
sempre senza colonna con sifone preferibilmente del tipo accostato o incassato a 
parete; 
i w.c. e i bidet preferibilmente sono di tipo sospeso, in particolare l'asse 
della tazza w.c. o del bidet deve essere posto ad una distanza minima di cm 40 
dalla parete laterale, il bordo anteriore a cm 75-80 dalla parete posteriore e 
il piano superiore a cm 45-50 dal calpestio. 
Qualora l'asse della tazza-w.c. o bidet sia distante più di 40 cm dalla parete, 
si deve prevedere, a cm 40 dall'asse dell'apparecchio sanitario, un maniglione o 
corrimano per consentire il trasferimento; 
la doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a 
telefono. 
Negli alloggi accessibili di edilizia residenziale sovvenzionata di cui al capo 
II, art. 3 deve inoltre essere prevista l'attrezzabilità con maniglioni e 
corrimano orizzontali e/o verticali in vicinanza degli apparecchi; il tipo e le 
caratteristiche dei maniglioni o corrimano devono essere conformi alle 
specifiche esigenze riscontrabili successivamente all'atto dell'assegnazione 
dell'alloggio e posti in opera in tale occasione. 
Nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico è necessario prevedere e 
installare il corrimano in prossimità della tazza w.c., posto ad altezza di cm 
80 dal calpestio, e di diametro cm 3-4; se fissato a parete deve essere posto a 
cm 5 dalla stessa. 
Nei casi di adeguamento è consentita la eliminazione del bidet e la sostituzione 
della vasca con una doccia a pavimento al fine di ottenere anche senza modifiche 
sostanziali del locale, uno spazio laterale di accostamento alla tazza w.c. e di 
definire sufficienti spazi di manovra. 
Negli alloggi di edilizia residenziali nei quali è previsto il requisito della 
visitabilità, il servizio igienico si intende accessibile se è consentito almeno 
il raggiungimento di una tazza w.c. e di un lavabo, da parte di persona su sedia 
a ruote. 
Per raggiungimento dell'apparecchio sanitario si intende la possibilità di 
arrivare sino alla diretta prossimità di esso, anche senza l'accostamento 
laterale per la tazza w.c. e frontale per il lavabo. 
8.1.7. Cucine. 
Per garantire la manovra e l'uso agevole del lavello e dell'apparecchio di 
cottura, questi devono essere previsti con sottostante spazio libero per 
un'altezza minima di cm 70 dal calpestio. 
In spazi limitati sono da preferirsi porte scorrevoli o a libro. 
8.1.8. Balconi e terrazze. 
Il parapetto deve avere una altezza minima di 100 cm ed essere inattraversabile 
da una sfera di 10 cm di diametro. 
Per permettere il cambiamento di direzione, balconi e terrazze dovranno avere 
almeno uno spazio entro il quale sia inscrivibile una circonferenza di diametro 
140 cm. 
8.1.9. Percorsi orizzontali e corridoi. 
I corridoi o i percorsi devono avere una larghezza minima di 100 cm, ed avere 
allargamenti atti a consentire l'inversione di marcia da parte di persona su 
sedia a ruote (vedi punto 8.0.2. - Spazi di manovra). Questi allargamenti devono 
di preferenza essere posti nelle parti terminali dei corridoi e previsti 
comunque ogni 10 m di sviluppo lineare degli stessi. 
Per le parti di corridoio o disimpegni sulle quali si aprono porte devono essere 
adottate le soluzioni tecniche di cui al punto 9.1.1, nel rispetto anche dei 
sensi di apertura delle porte e degli spazi liberi necessari per il passaggio di 
cui al punto 8.1.1; le dimensioni ivi previste devono considerarsi come minimi 
accettabili. 
8.1.10. Scale. 
Le rampe di scale che costituiscono parte comune o siano di uso pubblico devono 
avere una larghezza minima di 1,20 m ed avere una pendenza limitata e costante 
per l'intero sviluppo della scala. I gradini devono essere caratterizzati da un 
corretto rapporto tra alzata e pedata (pedata minimo 30 cm): la somma tra il 
doppio dell'alzata e la pedata deve essere compresa tra 62/64 cm. 
Il profilo del gradino deve presentare preferibilmente un disegno continuo a 
spigoli arrotondati, con sottogrado inclinato rispetto al grado, e formante con 
esso un angolo di circa 75°-80°. 
In caso di disegno discontinuo, l'oggetto del grado rispetto al sottogrado deve 
essere compreso fra un minimo di 2 cm e un massimo di 2,5 cm. 
Un segnale al pavimento (fascia di materiale diverso o comunque percepibile 
anche da parte dei non vedenti), situato almeno a 30 cm dal primo e dall'ultimo 
scalino, deve indicare l'inizio e la fine della rampa. 
Il parapetto che costituisce la difesa verso il vuoto deve avere un'altezza 
minima di 1,00 m ed essere inattraversabile da una sfera di diametro di cm 10. 
In corrispondenza delle interruzioni del corrimano, questo deve essere 
prolungato di 30 cm oltre il primo e l'ultimo gradino. 
Il corrimano deve essere posto ad un'altezza compresa tra 0,90/1 metro. 
Nel caso in cui è opportuno prevedere un secondo corrimano, questo deve essere 
posto ad una altezza di 0,75 m. 
Il corrimano su parapetto o parete piena deve essere distante da essi almeno 4 
cm. 
Le rampe di scale che non costituiscono parte comune o non sono di uso pubblico 
devono avere una larghezza minima di 0,80 m. 
In tal caso devono comunque essere rispettati il già citato rapporto tra alzata 
e pedata (in questo caso minimo 25 cm), e l'altezza minima del parapetto. 
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8.1.11. Rampe. 
Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 
3,20 m ottenuto esclusivamente mediante rampe inclinate poste in successione. 
La larghezza minima di una rampa deve essere: 
di 0,90 m per consentire il transito di una persona su sedia a ruote; 
di 1,50 m per consentire l'incrocio di due persone. 
Ogni 10 m di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa 
deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 × 1,50 m, 
ovvero 1,40 × 1,70 m in senso trasversale e 1,70 m in senso longitudinale al 
verso di marcia, oltre l'ingombro di apertura di eventuali porte. 
Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non pieno, la rampa deve 
avere un cordolo di almeno 10 cm di altezza. 
La pendenza delle rampe non deve superare l'8 
Sono ammesse pendenze superiori, nei casi di adeguamento, rapportate allo 
sviluppo lineare effettivo della rampa. 
In tal caso il rapporto tra la pendenza e la lunghezza deve essere comunque di 
valore inferiore rispetto a quelli individuati dalla linea di interpolazione del 
seguente grafico. 
 
8.1.12. Ascensore. 
a) Negli edifici di nuova edificazione, non residenziali, l'ascensore deve avere 
le seguenti caratteristiche: 
cabina di dimensioni minime di 1,40 m di profondità e 1,10 m di larghezza; 
porta con luce netta minima di 0,80 m, posta sul lato corto; 
piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 
1,50 × 1,50 m. 
b) Negli edifici di nuova edificazione residenziali l'ascensore deve avere le 
seguenti caratteristiche: 
cabina di dimensioni minime di 1,30 m di profondità e 0,95 m di larghezza; 
porta con luce netta minima di 0,80 m posta sul lato corto; 
piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 
1,50 × 1,50 m. 
c) L'ascensore in caso di adeguamento di edifici preesistenti, ove non sia 
possibile l'installazione di cabine di dimensioni superiori, può avere le 
seguenti caratteristiche: 
cabina di dimensioni minime di 1,20 m di profondità e 0,80 m di larghezza; 
porta con luce netta minima di 0,75 m posta sul lato corto; 
piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 
1,40 × 1,40 m. 
Le porte di cabina e di piano devono essere del tipo a scorrimento automatico. 
Nel caso di adeguamento la porta di piano può essere del tipo ad anta 
incernierata purché dotata di sistema per l'apertura automatica. 
In tutti i casi le porte devono rimanere aperte per almeno 8 secondi e il tempo 
di chiusura non deve essere inferiore a 4 sec. 
L'arresto ai piani deve avvenire con autolivellamento con tolleranza massima ± 2 
cm. 
Lo stazionamento della cabina ai piani di fermata deve avvenire con porte 
chiuse. 
La bottoniera di comando interna ed esterna deve avere i bottoni ad una altezza 
massima compresa tra 1,10 e 1,40 m; per ascensori del tipo a), b) e c) la 
bottoniera interna deve essere posta su una parete laterale ad almeno cm 35 
dalla porta della cabina. 
Nell'interno della cabina, oltre al campanello di allarme, deve essere posto un 
citofono ad altezza compresa tra 1,10 m e 1,30 m e una luce d'emergenza con 
autonomia minima di h. 3 
I pulsanti di comando devono prevedere la numerazione in rilievo e le scritte 
con traduzione in Braille: in adiacenza alla bottoniera esterna deve essere 
posta una placca di riconoscimento di piano in caratteri Braille. 
Si deve prevedere la segnalazione sonora dell'arrivo al piano e, ove possibile, 
l'installazione di un sedile ribaltabile con ritorno automatico. 
8.1.13. Servoscala e piattaforme elevatrici. 
Servoscala: per servoscala si intende un'apparecchiatura costituita da un mezzo 
di carico opportunamente attrezzato per il trasporto di persone con ridotta o 
impedita capacità motoria, marciante lungo il lato di una scala o di un piano 
inclinato e che si sposta, azionato da un motore elettrico, nei due sensi di 
marcia vincolato a guida/e. 
I servoscala si distinguono nelle seguenti categorie: 
a) pedana servoscala: per il trasporto di persona in piedi; 
b) sedile servoscala: per il trasporto di persona seduta; 
c) pedana servoscala a sedile ribaltabile: per il trasporto di persona in piedi 
o seduta; 
d) piattaforma servoscala a piattaforma ribaltabile: per il trasporto di persona 
su sedia a ruote; 
e) piattaforma servoscala a piattaforma e sedile ribaltabile: per il trasporto 
di persona su sedia a ruote o persona seduta. 
I servoscala sono consentiti in via alternativa ad ascensori e, preferibilmente, 
per superare differenze di quota non superiori a m 4. 
Nei luoghi aperti al pubblico e di norma nelle parti comuni di un edificio, i 
servoscala devono consentire il superamento del dislivello anche a persona su 
sedia a ruote: in tal caso, allorquando la libera visuale tra persona su 
piattaforma e persona posta lungo il percorso dell'apparecchiatura sia inferiore 
a m 2, è necessario che l'intero spazio interessato dalla piattaforma in 
movimento sia protetto e delimitato da idoneo parapetto e quindi 
l'apparecchiatura marci in sede propria con cancelletti automatici alle 
estremità della corsa. In alternativa alla marcia in sede propria è consentita 
marcia con accompagnatore lungo tutto il percorso con comandi equivalenti ad uso 
dello stesso, ovvero che opportune segnalazioni acustiche e visive segnalino 
l'apparecchiatura in movimento. 
In ogni caso i servoscala devono avere le seguenti caratteristiche: 
Dimensioni: 
per categoria a) pedana non inferiore a cm 35 × 35; 
per categoria b) e c) sedile non inferiore a cm 35 × 40, posto a cm 40-50 da 
sottostante predellino per appoggio piedi di dimensioni non inferiori a cm 30 × 
20; 
per categoria d) ed e) piattaforma (escluse costole mobili) non inferiore a cm 
70 × 75 in luoghi aperti al pubblico. 
Portata: 
per le categorie a), b) e c) non inferiore a kg 100 e non superiore a kg 200; 
per le categorie d) ed e) non inferiore a kg 150, in luoghi aperti al pubblico, 
e 130 negli altri casi. 
Velocità: 
massima velocità riferita a percorso rettilineo 10 cm/sec. 
Comandi: 
sia sul servoscala che al piano devono essere previsti comandi per 
salita-discesa e chiamata-rimando posti ad un'altezza compresa tra cm 70 e cm 
110. 
È consigliabile prevedere anche un collegamento per comandi volanti ad uso di un 
accompagnatore lungo il percorso. 
Ancoraggi: 
gli ancoraggi delle guide e loro giunti devono sopportare il carico mobile 
moltiplicato per 1,5. 
Sicurezze elettriche: 
tensione massima di alimentazione V 220 monofase (preferibilmente V 24 cc.); 
tensione del circuito ausiliario: V 24; 
interruttore differenziale ad alta sensibilità (30 mA); 
isolamenti in genere a norma CEI; 
messa a terra di tutte le masse metalliche; negli interventi di ristrutturazione 
è ammessa, in alternativa, l'adozione di doppi isolamenti. 
Sicurezze dei comandi: 
devono essere del tipo "uomo presente" e protetti contro l'azionamento 
accidentale in modo meccanico oppure attraverso una determinata sequenza di 
comandi elettrici; devono essere integrati da interruttore a chiave estraibile e 
consentire la possibilità di fermare l'apparecchiatura in movimento da tutti i 
posti di comando; 
i pulsanti di chiamata e rimando ai piani devono essere installati quando dalla 
posizione di comando sia possibile il controllo visivo di tutto il percorso del 
servoscala ovvero quando la marcia del servoscala avvenga in posizione di 
chiusura a piattaforma ribaltata. 
Sicurezze meccaniche: devono essere garantite le seguenti caratteristiche: 
a) coefficiente di sicurezza minimo: K = 2 per parti meccaniche in genere ed in 
particolare: 
per traino a fune (sempre due indipendenti) K = 6 cad.; 
per traino a catena (due indipendenti K = 6 cad. ovvero una K = 10); 
per traino pignone cremagliera o simili K = 2; 
per traino ad aderenza K = 2; 
b) limitatore di velocità con paracadute che entri in funzione prima che la 
velocità del mezzo mobile superi di 1,5 volte quella massima ed essere tale da 
comandare l'arresto del motore principale consentendo l'arresto del mezzo mobile 
entro uno spazio di cm 5 misurato in verticale dal punto corrispondente 
all'entrata in funzione del limitatore; 
c) freno mediante dispositivi in grado di fermare il mezzo mobile in meno di cm 
8 misurati lungo la guida, dal momento della attivazione. 
Sicurezza anticaduta: 
per i servoscala di tipo a), b), c) si devono prevedere barre o braccioli di 
protezione (almeno uno posto verso il basso) mentre per quelli di tipo d) ed e) 
oltre alle barre di cui sopra si devono prevedere bandelle o scivoli ribaltabili 
di contenimento sui lati della piattaforma perpendicolari al moto. 
Le barre, le bandelle, gli scivoli ed i braccioli durante il moto devono essere 
in posizione di contenimento della persona e/o della sedia a ruote. 
Nei servoscala di categoria d) ed e) l'accesso o l'uscita dalla piattaforma 
posta nella posizione più alta raggiungibile deve avvenire con un solo scivolo 
abbassato. 
Lo scivolo che consente l'accesso o l'uscita dalla piattaforma scarica o a pieno 
carico deve raccordare la stessa al calpestio mediante una pendenza non 
superiore al 15 
Sicurezza di percorso: 
lungo tutto il percorso di un servoscala lo spazio interessato 
dall'apparecchiatura in movimento e quello interessato dalla persona 
utilizzatrice, deve essere libero da qualsiasi ostacolo fisso o mobile quali 
porte, finestre, sportelli, intradosso, solai sovrastanti ecc. Nei casi ove non 
sia prevista la marcia in sede propria del servoscala, dovranno essere previste 
le seguenti sicurezze: 
sistema anticesoiamento nel moto verso l'alto da prevedere sul bordo superiore 
del corpo macchina e della piattaforma; 
sistema antischiacciamento nel moto verso il basso interessante tutta la parte 
al di sotto del piano della pedana o piattaforma e del corpo macchina; 
sistema antiurto nel moto verso il basso da prevedere in corrispondenza del 
bordo inferiore del corpo macchina e della piattaforma. 
Piattaforme elevatrici. 
Le piattaforme elevatrici per superare dislivelli, di norma, non superiori a ml 
4, con velocità non superiore a 0,1 m/s, devono rispettare, per quanto 
compatibili, le prescrizioni tecniche specificate per i servoscala. 
Le piattaforme ed il relativo vano corsa devono avere opportuna protezione ed i 
due accessi muniti di cancelletto. 
La protezione del vano corsa ed il cancelletto del livello inferiore devono 
avere altezza tale da non consentire il raggiungimento dello spazio sottostante 
la piattaforma, in nessuna posizione della stessa. 
La portata utile minima deve essere di kg 130. 
Il vano corsa deve avere dimensioni minime pari a m 0,80 × 1,20. 
Se le piattaforme sono installate all'esterno, gli impianti devono risultare 
protetti dagli agenti atmosferici. 
8.1.14. Autorimesse. 
Le autorimesse singole e collettive, ad eccezione di quelle degli edifici 
residenziali per i quali non è obbligatorio l'uso dell'ascensore e fatte salve 
le prescrizioni antincendio, devono essere servite da ascensori o altri mezzi di 
sollevamento, che arrivino alla stessa quota di stazionamento delle auto, ovvero 
essere raccordate alla quota di arrivo del mezzo di sollevamento, mediante rampe 
di modesto sviluppo lineare ed aventi pendenza massima pari all'8 
Negli edifici aperti al pubblico devono essere previsti, nella misura minima di 
1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, da 
riservarsi gratuitamente agli eventuali veicoli al servizio di persone disabili. 

Nella quota parte di alloggi di edilizia residenziale pubblica immediatamente 
accessibili di cui al precedente art. 3 devono essere previsti posti auto con le 
caratteristiche di cui sopra in numero pari agli alloggi accessibili. 
Detti posti auto opportunamente segnalati sono ubicati in prossimità del mezzo 
di sollevamento ed in posizione tale da cui sia possibile in caso di emergenza 
raggiungere in breve tempo un "luogo sicuro statico", o una via di esodo 
accessibile. 
Le rampe carrabili e/o pedonali devono essere dotate di corrimano. 
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8.2. Spazi esterni 
8.2.1. Percorsi. 
Il percorso pedonale deve avere una larghezza minima di 90 cm ed avere, per 
consentire l'inversione di marcia da parte di persona su sedia a ruote, 
allargamenti del percorso, da realizzare almeno in piano, ogni 10 m di sviluppo 
lineare (per le dimensioni vedi punto 8.0.2. - Spazi di manovra). 
Qualsiasi cambio di direzione rispetto al percorso rettilineo deve avvenire in 
piano; ove sia indispensabile effettuare svolte ortogonali al verso di marcia, 
la zona interessata alla svolta, per almeno 1,70 m su ciascun lato a partire dal 
vertice più esterno, deve risultare in piano e priva di qualsiasi interruzione. 
Ove sia necessario prevedere un ciglio, questo deve essere sopraelevato di 10 cm 
dal calpestio, essere differenziato per materiale e colore dalla pavimentazione 
del percorso, non essere a spigoli vivi ed essere interrotto almeno ogni 10 m da 
varchi che consentano l'accesso alle zone adiacenti non pavimentate. 
La pendenza longitudinale non deve superare di norma il 5 ove ciò non sia 
possibile, sono ammesse pendenze superiori, purché realizzate in conformità a 
quanto previsto al punto 8.1.11. 
Per pendenze del 5è necessario prevedere un ripiano orizzontale di sosta, di 
profondità almeno 1,50 m, ogni 15 m di lunghezza del percorso; per pendenze 
superiori tale lunghezza deve proporzionalmente ridursi fino alla misura di 10 m 
per una pendenza dell'8 
La pendenza trasversale massima ammissibile è dell'1 
In presenza di contropendenze al termine di un percorso inclinato o di un 
raccordo tra percorso e livello stradale, la somma delle due pendenze rispetto 
al piano orizzontale deve essere inferiore al 22 
Il dislivello ottimale tra il piano del percorso ed il piano del terreno o delle 
zone carrabili ad esso adiacenti è di 2,5 cm. 
Allorquando il percorso si raccorda con il livello stradale o è interrotto da un 
passo carrabile, sono ammesse brevi rampe di pendenza non superiore al 15per un 
dislivello massimo di 15 cm. 
Fino ad un'altezza minima di 2,10 m dal calpestio, non devono esistere ostacoli 
di nessun genere, quali tabelle segnaletiche o elementi sporgenti dai 
fabbricati, che possono essere causa di infortunio ad una persona in movimento. 
8.2.2. Pavimentazioni. 
Per pavimentazione antisdrucciolevole si intende una pavimentazione realizzata 
con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo della 
British Ceramic Research Association Ltd. (B.C.R.A.) Rep. CEC. 6/81, sia 
superiore ai seguenti valori: 
0,40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta; 
0,40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata. 
I valori di attrito predetto non devono essere modificati dall'apposizione di 
strati di finitura lucidanti o di protezione che, se previsti, devono essere 
applicati sui materiali stessi prima della prova. 
Le ipotesi di condizione della pavimentazione (asciutta o bagnata) debbono 
essere assunte in base alle condizioni normali del luogo ove sia posta in opera. 

Gli strati di supporto della pavimentazione devono essere idonei a sopportare 
nel tempo la pavimentazione ed i sovraccarichi previsti nonché ad assicurare il 
bloccaggio duraturo degli elementi costituenti la pavimentazione stessa. 
Gli elementi costituenti una pavimentazione devono presentare giunture inferiori 
a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere piani con eventuali risalti di 
spessore non superiore a mm 2. 
I grigliati inseriti nella pavimentazione devono essere realizzati con maglie 
non attraversabili da una sfera di 2 cm di diametro; i grigliati ad elementi 
paralleli devono comunque essere posti con gli elementi ortogonali al verso di 
marcia. 
8.2.3. Parcheggi. 
Nelle aree di parcheggio devono comunque essere previsti, nella misura minima di 
1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a m 3,20, e 
riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili. 
Detti posti auto, opportunamente segnalati, sono ubicati in aderenza ai percorsi 
pedonali e nelle vicinanze dell'accesso dell'edificio o attrezzatura. 
Al fine di agevolare la manovra di trasferimento della persona su sedia a ruote 
in comuni condizioni atmosferiche, detti posti auto riservati sono, 
preferibilmente, dotati di copertura. 
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Articolo 9 
Soluzioni tecniche conformi. 
9.1. UNITÀ AMBIENTALI 
9.1.1. Percorsi orizzontali. 
Schemi con luce netta della porta pari a 75 cm. 
Le soluzioni A1 - C1 - C3 - e C5 - sono ammissibili solo in caso di adeguamento. 

A) Passaggio in vano porta su parete perpendicolare al verso di marcia della 
sedia a ruote. 
 
B) Passaggio in vano porta posta su parete parallela al verso di marcia della 
sedia a ruote. 
 
C) Passaggi in disimpegni e attraverso porte poste in linea tra loro e su pareti 
perpendicolari al verso di marcia della sedia a ruote. 
 
 
D) Passaggi in disimpegni e attraverso porte ortogonali tra loro. 
 
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Capo V 
Norme finali 
Articolo 10 
Elaborati tecnici. 
10.1. Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni 
progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il soddisfacimento 
delle prescrizioni di accessibilità, visitabilità e adattabilità di cui al 
presente decreto. 
In particolare, per quanto concerne l'adattabilità, le soluzioni progettuali e 
gli accorgimenti tecnici atti a garantire il soddisfacimento devono essere 
descritti tramite specifici elaborati grafici. 
10.2. Al fine di consentire una più chiara valutazione di merito gli elaborati 
tecnici devono essere accompagnati da una relazione specifica contenente la 
descrizione delle soluzioni progettuali e delle opere previste per la 
eliminazione delle barriere architettoniche, degli accorgimenti 
tecnico-strutturali ed impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo, del 
grado di accessibilità delle soluzioni previste per garantire l'adeguamento 
dell'edificio. 
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Articolo 11 
Verifiche. 
11.1. Il Sindaco, nel rilasciare la licenza di abitabilità o di agibilità ai 
sensi dell'art. 221 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, deve accertare 
che le opere siano state realizzate nel rispetto della legge. 
11.2. A tal fine egli può richiedere al proprietario dell'immobile una 
dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata redatta da un tecnico 
abilitato. 
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Articolo 12 
Aggiornamento e modifica delle prescrizioni. 
12.1. La soluzione dei problemi tecnici derivanti dall'applicazione della 
presente normativa, nonché l'esame o l'elaborazione delle proposte di 
aggiornamento e modifica, sono attribuite ad una Commissione permanente 
istituita con decreto interministeriale dei Ministri dei lavori pubblici e degli 
affari sociali, di concerto con il Ministro del tesoro. 
12.2. Gli enti locali, gli istituti universitari, i singoli professionisti 
possono proporre soluzioni tecniche alternative a tale Commissione permanente la 
quale, in caso di riconosciuta idoneità, può utilizzarle per l'aggiornamento del 
presente decreto. 
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella 
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. 
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 
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Allegato A 
Art. 3. - Criteri generali di progettazione 
            
      accessibile visitabile adattabile    
            
         Unifamiliari e plurifamiliari privi di parti comuni 
         Unità immobiliari Plurifamiliari con non più di tre livelli  
         Parti comuni fuori terra edifici 
         Unità immobiliari Plurifamiliari con più di tre livelli  residenziali 
         Parti comuni fuori terra  
         Attività sociali (scuola, sanità, cultura, assistenza, sport) 
         Collocamento non obbligatorio Riunione o spettacolo e ristorazione  
         Collocamento obbligatorio   
         Collocamento non obbligatorio Ricettivi e pararicettivi  
         Collocamento obbligatorio  edifici 
         Culto  non 
         Collocamento non obbligatorio Locali aperti al pubblico non previsti 
      residenziali 
         Collocamento obbligatorio nelle precedenti categorie  
         Collocamento non obbligatorio Luoghi di lavoro non aperti al pubblico  
         Collocamento obbligatorio   

Accessibilità: 
deroga all'installazione dell'ascensore; restano valide tutte le altre 
prescrizioni previste per l'accessibilità. 
Adattabilità: 
possibilità di installazione nel tempo di meccanismi di sollevamento (ascensore 
o servo-scala). 

 



Agg. G.U. 27/04/2004
 


fp04 - gr04