R.D. 30 settembre 1938, n. 1652. Agg. G.U. 31/01/2006
Disposizioni sull'ordinamento didattico universitario.
Pubblicato nel Suppl. ord. alla Gazz. Uff. 29 ottobre 1938, n. 248.
1. All'art. 2 del regio decreto 28 novembre 1935, n. 2044 (2), è sostituito il
seguente:
"Ferme restando le norme relative alla durata dei singoli corsi di studio e
quelle di carattere didattico contenute nelle singole tabelle, gli statuti delle
università e degli istituti superiori stabiliscono le precedenze, per
l'iscrizione e per l'esame fra gli insegnanti di ciascuna facoltà e le norme per
gli esami delle materie a corso pluriennale, nei casi non previsti nelle tabelle
anzidette.
Col manifesto degli studi di ogni università sono comunicati annualmente i piani
di studio consigliati per i singoli corsi di laurea o diploma prescrivendosi
anche le esercitazioni e le eventuali prove per quegli insegnamenti per i quali
siano ritenute opportune dalla facoltà".
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(2) Recante norme relative agli insegnamenti che debbono essere impartiti nelle
Università e negli istituti superiori. Tale decreto, nelle restanti
disposizioni, deve ritenersi superato dal decreto che si annota.
2. I titoli di studio per l'ammissione a ciascun corso di laurea o diploma sono
quelli indicati nelle rispettive tabelle annesse al presente decreto.
Tuttavia anche coloro che hanno superato l'esame di maturità nei licei
scientifici italiani all'estero e nel regio istituto d'istruzione media di
Bengasi ed i giovani delle isole italiane dell'Egeo che hanno superato l'esame
di maturità scientifica nelle regie scuole medie di Rodi possono essere iscritti
a tutti i corsi di laurea o diploma ai quali danno adito titoli di scuola media
di secondo grado, eccetto i corsi di laurea o diploma che, a norma della tabella
II, annessa al presente decreto, possono essere rilasciati dalla facoltà di
magistero.
Coloro, poi, che hanno conseguito il diploma del liceo "Moorat Raphael" di
Venezia possono essere iscritti a tutti i corsi di laurea o diploma ai quali
danno adito titoli di scuola media di secondo grado, eccetto i corsi di laurea
in giurisprudenza, in lettere, in filosofia ed i corsi di laurea o diploma che,
a norma della tabella II annessa al presente decreto, possono essere rilasciati
dalla facoltà di magistero.
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3. Alle tabelle allegate, al regio decreto 7 maggio 1936, n. 882 (3), e ai
successivi decreti di modificazione e integrazione sono sostituite le tabelle
annesse al presente decreto e firmate, d'ordine nostro, dal Ministro proponente.
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(3) Recava la sostituzione della tabella allegata al decreto di cui alla nota 2
all'art. 1.
4. Il presente decreto ha vigore dall'anno accademico 1938-39.
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Tabella I
1. Laurea in giurisprudenza. - 2. Laurea in scienze politiche. - 3. Diploma in
statistica. - 4. Laurea in scienze statistiche e demografiche. - 5. Laurea in
scienze statistiche ed attuariali. - 6. Laurea in economia e commercio. - 7.
Diploma di magistero in economia e diritto. - 8. Diploma di magistero in
economia aziendale. - 9. Laurea in lettere. - 10. Laurea in filosofia. - 11.
Laurea in materie letterarie. - 12. Laurea in pedagogia. - 13. Laurea in lingue
e letterature straniere. - 14. Diploma di abilitazione alla vigilanza nelle
scuole elementari. - 15. Laurea in medicina e chirurgia. - 16. Laurea in
chimica. - 17. Laurea in chimica industriale. - 18. Laurea in fisica. 19. Laurea
in scienze matematiche. - 20. Laurea in matematica e fisica. - 21. Laurea in
scienze naturali. - 22. Laurea in scienze biologiche. - 23. Laurea in scienze
geologiche. - 24. Laurea in farmacia. - 25. Diploma in farmacia. - 26. Laurea in
ingegneria civile (3/a). - 27. Laurea in ingegneria industriale (3/a). - 28.
Laurea in ingegneria navale e meccanica (3/a). - 29. Laurea in ingegneria
chimica (3/a). - 30. Laurea in ingegneria aeronautica (3/a). - 31. Laurea in
ingegneria mineraria (3/a). - 32. Laurea in architettura. - 33. Laurea in
scienze agrarie. - 34. Laurea in scienze forestali. - 35. Laurea in medicina
veterinaria. - 36. Laurea in geografia. - 37. Laurea in lingue e letterature
straniere moderne (4).
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(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989,
riportato al n. C/XXXIX.
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989,
riportato al n. C/XXXIX.
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989,
riportato al n. C/XXXIX.
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989,
riportato al n. C/XXXIX.
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989,
riportato al n. C/XXXIX.
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989,
riportato al n. C/XXXIX.
(4) Aggiunta dall'art. 3, L. 26 luglio 1957, n. 741, riportata al n. C/VIII.
L'art. 1, D.P.R. 13 agosto 1964, n. 1220 (Gazz. Uff. 30 novembre 1964, n. 296),
ha aggiunto la laurea in Scienze delle preparazioni alimentari. Successivamente,
l'art. 1, D.P.R. 12 ottobre 1989, riportato al n. C/XLI, ha mutato la
denominazione del corso di laurea di Scienze delle preparazioni alimentari in
laurea in Scienze e tecnologie alimentari. L'art. 3, L. 13 luglio 1966, n. 543,
riportata al n. C/X-bis, ha aggiunto la laurea in Scienze economiche e bancarie
e la laurea in Scienze economiche e l'art. 1, D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1037
(Gazz. Uff. 17 novembre 1967, n. 287), ha aggiunto la laurea in Chimica e
tecnologie farmaceutiche. Vedi, al riguardo, la tabella XXVII-bis. L'art. 2,
D.P.R. 6 marzo 1978, n. 102, riportato al n. A/LXXI, ha aggiunto alla tabella 1
la laurea in conservazione dei beni culturali. L'art. 1, D.P.R. 24 febbraio
1979, n. 309 (Gazz. Uff. 30 luglio 1979, n. 207), ha aggiunto la laurea in
Agricoltura tropicale e sub-tropicale e l'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1979, n. 282
(Gazz. Uff. 20 luglio 1979, n. 198), quella in Ingegneria delle tecnologie
industriali ad indirizzo economico-organizzativo. Il D.P.R. 3 ottobre 1979, n.
586 (Gazz. Uff. 22 novembre 1979, n. 319), ha aggiunto la laurea in
conservazione dei beni culturali. Il D.P.R. 28 febbraio 1980, n. 135, riportato
al n. C/XX, ha aggiunto la laurea in odontoiatria e protesi dentaria. Vedi,
anche, la L. 14 agosto 1982, n. 590, riportata al n. A/XCII. L'art. 1, D.P.R. 28
ottobre 1983, n. 946 (Gazz. Uff. 29 febbraio 1984, n. 59), ha aggiunto la laurea
in ingegneria delle tecnologie industriali. L'articolo unico, D.P.R. 26 aprile
1988, n. 286 (Gazz. Uff. 25 luglio 1988, n. 173), ha aggiunto la laurea in
scienze ambientali. Vedi, inoltre, il D.P.R. 3 febbraio 1989 e il D.P.R. 5
aprile 1989, riportati, rispettivamente, ai nn. C/XXXVI e C/XXXVII. Vedi,
altresí, il D.P.R. 24 gennaio 1990, riportato al n. C/XLIII. Il D.M. 25 luglio
1991 (Gazz. Uff. 21 marzo 1992, n. 68) ha aggiunto la laurea in relazioni
pubbliche. L'art. un., D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15 giugno 1992, n. 139),
ha aggiunto il corso di laurea in scienze della comunicazione e i corsi di
diploma universitario in giornalismo ed in tecnica pubblicitaria. L'art. un.,
D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 11 maggio 1992, n. 108), ha aggiunto alla
Tabella I i seguenti diplomi universitari in: produzioni vegetali; gestione
tecnica e amministrativa in agricoltura; tecniche forestali; produzioni agrarie
tropicali e subtropicali; tecnologie alimentari; produzioni animali. L'art. un.,
D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 8 giugno 1992, n. 133), ha aggiunto il diploma
universitario per tecnico di laboratorio biomedico. L'art. un., D.M. 23 novembre
1991 (Gazz. Uff. 12 maggio 1992, n. 109), ha aggiunto la laurea in biotecnologie
agro-industriali e il diploma universitario in biotecnologie agro-industriali.
L'art. un., D.M. 2 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 5 giugno 1992, n. 131), ha aggiunto
il diploma universitario in scienze infermieristiche. Inoltre, l'art. un., D.M.
18 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 11 maggio 1992, n. 108), ha aggiunto i seguenti
diplomi universitari in: ingegneria aerospaziale; ingegneria biomedica;
ingegneria chimica; ingegneria dell'ambiente e delle risorse; ingegneria delle
infrastrutture; ingegneria delle telecomunicazioni; ingegneria elettrica;
ingegneria elettronica; ingegneria informatica e automatica; ingegneria
logistica e della produzione; ingegneria meccanica. L'art. un., D.M. 20 gennaio
1992 (Gazz. Uff. 6 giugno 1992, n. 132), ha aggiunto il diploma universitario
per ortottista ed assistente in oftalmologia. Il D.M. 31 marzo 1992 (Gazz. Uff.
2 ottobre 1992, n. 232) ha aggiunto il diploma universitario di terapisti della
riabilitazione; il D.M. 1° aprile 1992 (Gazz. Uff. 17 settembre 1992, n. 219) ha
aggiunto il diploma universitario in logopedia; il D.M. 2 aprile 1992 (Gazz.
Uff. 17 settembre 1992, n. 219) ha aggiunto il diploma universitario in tecnico
di audiometria e audioprotesi; il D.M. 19 maggio 1992 (Gazz. Uff. 5 gennaio
1993, n. 3), rettificato con D.M. 11 giugno 1993 (Gazz. Uff. 13 novembre 1993,
n. 267), ha aggiunto il diploma universitario in igiene e sanità animale; il
D.M. 31 luglio 1992 (Gazz. Uff. 29 ottobre 1992, n. 255) ha aggiunto i diplomi
universitari in: economia e amministrazione delle imprese, gestione delle
amministrazioni pubbliche, commercio estero, economia e gestione dei servizi
turistici, marketing e comunicazione di azienda, gestione delle imprese
alimentari. L'art. 1, D.M. 21 ottobre 1992, riportato al n. C/LV, ha così
disposto:
"Art. 1. All'elenco delle lauree e dei diplomi di cui alla tabella I, annessa al
regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, sono aggiunte le seguenti lauree:
laurea in statistica;
laurea in statistica e informatica per l'azienda;
laurea in scienze statistiche, demografiche e sociali.
Dal predetto elenco viene depennata la laurea in scienze statistiche e
demografiche e vengono inseriti i seguenti diplomi universitari:
diploma in statistica e informatica per la gestione delle imprese;
diploma in statistica e informatica per le amministrazioni pubbliche".
L'art. 1, D.M. 27 ottobre 1992, riportato al n. C/LV, ha così disposto:
"Art. 1. All'elenco delle lauree e dei diplomi di cui alla tabella I allegata al
R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, sono aggiunte le seguenti lauree:
economia bancaria;
economia assicurativa e previdenziale;
economia delle istituzioni e dei mercati finanziari;
economia delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali;
economia del commercio internazionale e dei mercati valutari;
economia marittima e dei trasporti;
economia ambientale;
economia industriale;
economia e legislazione per l'impresa;
economia del turismo.
Dal medesimo elenco vengono inoltre soppresse le seguenti lauree:
scienze economiche e sociali;
scienze economiche;
economia bancaria, finanziaria e assicurativa".
Tabella II (4/a)
Facoltà universitarie dalle quali possono essere rilasciati le lauree e i
diplomi indicati nella tabella I
Facoltà di giurisprudenza. - Laurea in giurisprudenza; laurea in scienze
politiche; diploma in statistica [*].
Facoltà di scienze politiche. - Laurea in scienze politiche; laurea in economia
e commercio; diploma in statistica [*].
Facoltà di economia e commercio. - Laurea in economia e commercio; diploma in
statistica [*]; diploma di magistero in economia e diritto; diploma di magistero
in economia aziendale; laurea in lingue e letterature straniere [**].
Facoltà di scienze statistiche, demografiche ed attuariali. - Diploma in
statistica; laurea in scienze statistiche e demografiche; laurea in scienze
statistiche ed attuariali.
__________
[*] Da rilasciarsi solo se presso la facoltà sia costituita una scuola di
statistica.
[**] Da rilasciarsi solo dalla facoltà del regio istituto superiore di economia
e commercio di Venezia.
Facoltà di lettere e filosofia. - Laurea in lettere; laurea in filosofia; laurea
in geografia; laurea in lingue straniere e letterature moderne (4/b).
Facoltà di magistero. - Laurea in materie letterarie; laurea in pedagogia;
laurea in lingue e letterature straniere; diploma di abilitazione alla vigilanza
nelle scuole elementari (4/b).
Facoltà di medicina e chirurgia. - Laurea in medicina e chirurgia.
Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali. - Laurea in chimica; laurea
in chimica industriale; laurea in fisica; laurea in scienze matematiche; laurea
in matematica e fisica; laurea in scienze naturali; laurea in scienze
biologiche; laurea in scienze geologiche; laurea in geografia (4/c).
Facoltà di chimica industriale. - Laurea in chimica industriale.
Facoltà di farmacia. - Laurea in farmacia; diploma in farmacia (4/d).
Facoltà di ingegneria. - Laurea in ingegneria civile; laurea in ingegneria
industriale; laurea in ingegneria navale e meccanica; laurea in ingegneria
chimica; laurea in ingegneria aeronautica; laurea in ingegneria mineraria (4/e).
Facoltà di ingegneria mineraria. - Laurea in ingegneria mineraria.
Facoltà di architettura. - Laurea in architettura.
Facoltà di agraria. - Laurea in scienze agrarie; laurea in scienze forestali
(4/f).
Facoltà di medicina veterinaria. - Laurea in medicina veterinaria.
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(4/a) L'art. 2, L. 12 marzo 1968, n. 442, ha aggiunto la laurea in ingegneria
per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale, la laurea in
tecnologia industriale e la laurea in scienze economiche e sociali. L'art. 1,
D.P.R. 12 settembre 1978, n. 773 (Gazz. Uff. 7 dicembre 1978, n. 342), ha
disposto che la facoltà di economia e commercio può rilasciare la laurea in
scienze statistiche ed attuariali. Vedi, anche, la nota 12/a. L'art. 2, D.P.R.
24 febbraio 1979, n. 309 (Gazz. Uff. 30 luglio 1979, n. 207), ha disposto che la
facoltà in agraria può rilasciare la laurea in Agricoltura tropicale e
sub-tropicale e l'art. 2, D.P.R. 11 maggio 1979, n. 282 (Gazz. Uff. 20 luglio
1979, n. 198), che la facoltà di ingegneria può rilasciare la laurea in
ingegneria delle tecnologie industriali ad indirizzo economico-organizzativo. Il
D.P.R. 3 ottobre 1979, n. 586 (Gazz. Uff. 22 novembre 1979, n. 319), ha disposto
che la facoltà di lettere e filosofia può rilasciare la laurea in conservazione
dei beni culturali e il D.P.R. 28 febbraio 1980, n. 135, riportato al n. C/XX,
che la facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare la laurea in odontoiatria
e protesi dentaria. Il D.P.R. 16 ottobre 1980, n. 1209 (Gazz. Uff. 29 agosto
1981, n. 237), ha aggiunto la facoltà di sociologia con la laurea in sociologia.
Vedi, anche, gli artt. 17, 22, 25, 26, 31, 40 e 42, L. 14 agosto 1982, n. 590,
riportata al n. A/XCII. L'art. 2, D.P.R. 28 ottobre 1983, n. 946 (Gazz. Uff. 29
febbraio 1984, n. 59), ha aggiunto la laurea in ingegneria delle tecnologie
industriali. L'art. un., D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 582 (Gazz. Uff. 11 marzo
1988, n. 59), ha aggiunto la facoltà di conservazione dei beni culturali con il
corso di laurea in conservazione dei beni culturali. L'art. un., D.P.R. 25
novembre 1989 (Gazz. Uff. 2 marzo 1990, n. 51), ha disposto che la facoltà di
magistero può rilasciare la laurea in conservazione dei beni culturali. L'art.
un., D.P.R. 13 giugno 1988, n. 433 (Gazz. Uff. 11 ottobre 1988, n. 239), ha
aggiunto la laurea in scienze internazionali e diplomatiche. Vedi, inoltre, il
D.P.R. 3 febbraio 1989, il D.P.R. 5 aprile 1989 e il D.P.R. 24 gennaio 1990,
riportati ai nn. C/XXXVI, C/XXXVII e C/XLIII. Il D.M. 25 luglio 1991 (Gazz. Uff.
21 marzo 1992, n. 68) ha disposto che le facoltà di scienze politiche,
sociologia, lingue e letterature straniere, scienze economiche e sociali,
economia e commercio possono rilasciare anche la laurea in relazioni pubbliche.
L'art. un., D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15 giugno 1992, n. 139), ha
disposto che la facoltà di lettere e filosofia, di sociologia, di magistero e di
scienze politiche possono rilasciare il diploma di laurea in scienze della
comunicazione e i diplomi universitari in giornalismo ed in tecnica
pubblicitaria. L'art. un., D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 11 maggio 1992, n.
108), ha integrato la tabella II nel senso che la facoltà di agraria può
rilasciare tutti i predetti diplomi universitari, e la facoltà di medicina
veterinaria quello in "produzioni animali". L'art. un., D.M. 15 novembre 1991
(Gazz. Uff. 8 giugno 1991, n. 133), ha integrato la tabella II nel senso che la
facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare il diploma universitario per
tecnico di laboratorio biomedico. L'art. un., D.M. 23 novembre 1991 (Gazz. Uff.
12 maggio 1992, n. 109), ha integrato la tabella II nel senso che la facoltà di
scienze matematiche, fisiche e naturali e la facoltà di agraria possono
rilasciare anche la laurea in biotecnologie agro-industriali e il diploma
universitario in biotecnologie agro-industriali. L'art. un., D.M. 2 dicembre
1991 (Gazz. Uff. 5 giugno 1992, n. 131), ha integrato la tabella II nel senso
che la facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare il diploma universitario
in scienze infermieristiche. Inoltre, l'art. un., D.M. 18 dicembre 1991 (Gazz.
Uff. 11 maggio 1992, n. 108), ha integrato la tabella II nel senso che la
facoltà di ingegneria può rilasciare tutti i seguenti diplomi universitari:
ingegneria aerospaziale; ingegneria biomedica; ingegneria chimica; ingegneria
dell'ambiente e delle risorse; ingegneria delle infrastrutture; ingegneria delle
telecomunicazioni; ingegneria elettrica; ingegneria elettronica; ingegneria
informatica e automatica; ingegneria logistica e della produzione; ingegneria
meccanica. L'art. un., D.M. 20 gennaio 1992 (Gazz. Uff. 6 giugno 1992, n. 132),
ha integrato la tabella II nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia può
rilasciare il diploma universitario per ortottista ed assistente in
oftalmologia. Il D.M. 31 marzo 1992 (Gazz. Uff. 2 ottobre 1992, n. 232) ha
integrato la tab. II nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia può
rilasciare il diploma universitario di terapisti della riabilitazione; il D.M.
1° aprile 1992 (Gazz. Uff. 17 settembre 1992, n. 219) ha integrato la medesima
tabella nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare il
diploma universitario in logopedia; il D.M. 2 aprile 1992 (Gazz. Uff. 17
settembre
1992, n. 219) ha integrato la tab. II nel senso che la facoltà di medicina e
chirurgia può rilasciare il diploma universitario in tecnico di audiometria e
audioprotesi; il D.M. 19 maggio 1992 (Gazz. Uff. 28 dicembre 1992, n. 303) ha
disposto che all'elenco delle facoltà di cui alla tabella II è aggiunta la
facoltà di scienze ambientali, che rilascia il diploma di laurea in scienze
ambientali; il D.M. 19 maggio 1992 (Gazz. Uff. 5 gennaio 1993, n. 3),
rettificato con D.M. 11 giugno 1993 (Gazz. Uff. 13 novembre 1993, n. 267), ha
integrato la tabella II nel senso che la facoltà di medicina veterinaria può
rilasciare il diploma universitario in igiene e sanità animale; il D.M. 31
luglio 1992 (Gazz. Uff. 29 ottobre 1992, n. 255) ha integrato la medesima
tabella nel senso che la facoltà di economia e commercio, di economia dei
trasporti e del commercio internazionale, di scienze bancarie, finanziarie e
assicurative, di scienze economiche e bancarie, di scienze economico-bancarie,
assicurative e previdenziali e di scienze economiche e sociali possono
rilasciare i diplomi universitari in: economia e amministrazione delle imprese,
gestione delle amministrazioni pubbliche, commercio estero, economia e gestione
dei servizi turistici, marketing e comunicazione di azienda, gestione delle
imprese alimentari.
L'art. 2, D.M. 21 ottobre 1992, riportato al n. C/LV, ha così disposto:
"Art. 2. Nella tabella II, annessa al regio decreto n. 1652/1938, la
denominazione della facoltà di scienze statistiche, demografiche e attuariali
muta in quella di facoltà di scienze statistiche.
La stessa tabella II è integrata nel senso che la facoltà di scienze statistiche
può rilasciare, oltre alle lauree in scienze statistiche ed economiche ed in
scienze statistiche ed attuariali e al diploma universitario in statistica, le
lauree e i diplomi universitari di cui al precedente articolo uno, fatto salvo
quanto previsto dall'articolo uno, ultimo comma della tabella V, allegata al
presente decreto. Detta tabella sostituisce le vigenti tabelle V, VI, VII e
VII-bis annesse al medesimo regio decreto n. 1652/1938".
L'art. 3, D.M. 27 ottobre 1992
, riportato al n. C/LV, ha così disposto:
"Art. 3. La tabella II annessa al predetto regio decreto n. 1652/1938 è
modificata nel senso che la facoltà di economia e commercio, che muta il nome in
facoltà di economia, può rilasciare tutte le lauree di cui alla predetta tabella
VIII allegata al presente decreto. Nella medesima tabella II allegata al regio
decreto n. 1652/1938 sono soppresse le facoltà di:
economia dei trasporti e del commercio internazionale;
scienze bancarie, finanziarie ed assicurative;
scienze economiche e bancarie;
scienze economico-bancarie, assicurative e previdenziali;
scienze economiche e sociali".
(4/b) L'art. 1, D.P.R. 14 luglio 1970, n. 725 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1970, n.
264), ha disposto che le facoltà di lettere e filosofia e di magistero rilascino
anche la laurea in sociologia e l'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1971, n. 452 (Gazz.
Uff. 21 luglio 1971, n. 183), che rilascino anche la laurea in psicologia.
(4/b) L'art. 1, D.P.R. 14 luglio 1970, n. 725 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1970, n.
264), ha disposto che le facoltà di lettere e filosofia e di magistero rilascino
anche la laurea in sociologia e l'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1971, n. 452 (Gazz.
Uff. 21 luglio 1971, n. 183), che rilascino anche la laurea in psicologia.
(4/c) L'articolo unico, D.P.R. 26 aprile 1988, n. 286 (Gazz. Uff. 25 luglio
1988, n. 173), ha disposto che le facoltà di scienze matematiche, fisiche e
naturali, di chimica industriale, di ingegneria e di agraria possono rilasciare
anche la laurea in scienze ambientali.
(4/d) L'art. 1, D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1037 (Gazz. Uff. 17 novembre 1967,
n. 287), ha disposto che la facoltà di farmacia rilascia anche la laurea in
Chimica e tecnologie farmaceutiche. Il D.P.R. 18 luglio 1972, n. 524, ha poi
soppresso il diploma in farmacia.
(4/e) Vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, riportato al n. C/XXXIX.
(4/f) L'art. 1, D.P.R. 13 agosto 1964, n. 1220 (Gazz. Uff. 30 novembre 1964, n.
296), ha disposto che la facoltà di agraria rilascia anche la laurea in scienze
delle preparazioni alimentari. Vedi la tabella XXXI-bis. L'art. 1, D.P.R. 12
ottobre 1989, riportato al n. C/XLI, ha mutato la denominazione della laurea in
scienze delle preparazioni alimentari in laurea in scienze e tecnologie
alimentari.
Tabella III
Laurea in giurisprudenza
Durata del corso degli studi: quattro anni.
Titolo di ammissione: diploma di maturità classica.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Istituzioni di diritto privato. - 2. Istituzioni
di diritto romano. - 3. Filosofia del diritto. - 4. Storia del diritto romano. -
5. Storia del diritto italiano (biennale). - 6. Economia politica del lavoro
(5). - 7. Scienza delle finanze e diritto finanziario. - 8. Diritto
costituzionale. - 9. Diritto ecclesiastico. - 10. Diritto romano (biennale). -
11. Diritto civile (biennale). - 12. Diritto commerciale. - 13. Diritto del
lavoro (5). - 14. Diritto processuale civile. - 15. Diritto internazionale. -
16. Diritto amministrativo (biennale). - 17. Diritto penale (biennale). 18.
Procedura penale.
Insegnamenti complementari. - 1. Statistica. - 2. Demografia (5). - 3. Medicina
legale e delle assicurazioni. - 4. Antropologia criminale. - 5. Diritto
canonico. - 6. Diritto privato comparato. - 7. Diritto svizzero. - 8. Diritto
coloniale (5/a). - 9. Diritto industriale. - 10. Legislazione del lavoro. - 11.
Diritto agrario. - 12. Diritto minerario. - 13. Diritto marittimo (6). - 14.
Diritto aeronautico (6). - 15. Diritto bizantino. - 16. Diritto greco. - 17.
Diritto musulmano. - 18. Diritti dell'oriente mediterraneo. - 19. Diritto
comune. - 20. Esegesi delle fonti del diritto romano. - 21. Esegesi delle fonti
del diritto italiano. - 22. Papirologia giuridica. - 23. Psicologia. - 24.
Storia dei trattati e politica internazionale (7). - 25. Diritto della
navigazione (7).
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in tre da lui
scelti fra i complementari.
------------------------
(5) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
(5) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
(5) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
(5/a) Insegnamento soppresso dal D.P.R. 28 maggio 1968, n. 801 (Gazz. Uff. 22
luglio 1968, n. 185).
(6) Insegnamento soppresso dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
(6) Insegnamento soppresso dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
(7) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
(7) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
Tabella IV (8-9)
Laurea in scienze politiche
I. - Titolo di ammissione: diploma di maturità classica o scientifica.
II. - Durata del corso degli studi: quattro anni.
III. - Il corso di studi comprende un biennio propedeutico ed un biennio di
specializzazione ordinato secondo i seguenti indirizzi: politico-amministrativo,
politico-economico, politico-internazionale, storico-politico, politico-sociale.
Il biennio di specializzazione è organizzato da ciascuna facoltà in conformità
delle proprie esigenze peculiari, scegliendo almeno due degli indirizzi indicati
o stabilendo eventuali combinazioni.
IV. - Il biennio propedeutico comprende nove insegnamenti obbligatori.
Sono obbligatori sul piano nazionale i seguenti sei insegnamenti: 1. Istituzioni
di diritto pubblico. - 2. Diritto costituzionale italiano e comparato. - 3.
Economia politica. - 4. Statistica. - 5. Sociologia. - 6. Storia moderna.
Altri tre insegnamenti obbligatori sono stabiliti da ciascuna facoltà da
scegliere tra i seguenti: 1. Scienza della politica. - 2. Istituzioni di diritto
privato. - 3. Organizzazione internazionale. - 4. Storia delle istituzioni
politiche. - 5. Storia contemporanea. - 6. Storia delle dottrine politiche. - 7.
Politica economica e finanziaria. - 8. Filosofia della politica.
Alcuni insegnamenti possono essere mutati da quelli impartiti in altre facoltà.
Lo studente potrà aggiungere ai nove insegnamenti del biennio propedeutico non
più di tre insegnamenti obbligatori del biennio di specializzazione, indicati
nello statuto, a secondo dell'indirizzo prescelto. Tali insegnamenti anticipati
al biennio propedeutico vanno in detrazione dal numero degli insegnamenti del
biennio di specializzazione.
V. - Il biennio di specializzazione si svolge in base a piani di studi
predisposti da ciascuna facoltà stabilendo l'elenco delle materie di
insegnamento per ogni indirizzo scelte fra quelle indicate, a carattere
orientativo, nel seguente elenco: Dottrina dello Stato. - Diritto
amministrativo. - Diritto internazionale. - Diritto del lavoro. - Storia ed
istituzioni dei paesi afro-asiatici. - Storia dei trattati e politica
internazionale. - Geografia politica ed economica. Scienza delle finanze. -
Istituzioni di diritto e di procedura penale. - Antropologia culturale. -
Contabilità di Stato. - Contabilità dello Stato e degli enti pubblici. -
Criminologia. - Demografia. - Diplomazia e diritto diplomatico. - Diritto
anglo-americano. - Diritto canonico. - Diritto delle comunità europee. - Diritto
dell'economia. - Diritto diplomatico e consolare. - Diritto ecclesiastico. -
Diritto ecclesiastico italiano e comparato. - Diritto finanziario. - Diritto
internazionale privato. - Diritto parlamentare. - Diritto privato comparato. -
Diritto processuale amministrativo. - Diritto processuale civile. - Diritto
pubblico americano. - Diritto pubblico comparato. - Diritto pubblico
dell'economia. - Diritto pubblico romano. - Diritto regionale. - Diritto
tributario. - Dottrine giuridiche. - Econometria. - Economia aziendale. -
Economia dei paesi in via di sviluppo. - Economia e politica agraria. - Economia
e politica industriale. - Economia e politica monetaria. - Economia
internazionale. - Elementi di diritto romano. - Entologia. - Filosofia del
diritto. - Filosofia morale. - Istituzioni giuridiche dell'Europa orientale.
Istituzioni politiche comparate. - Legislazione del lavoro. - Legislazione
sociale. - Matematica per economisti. - Matematica per le scienze sociali. -
Metodologia della ricerca storica. - Metodologia delle scienze sociali. -
Organizzazione economica internazionale. - Pianificazione ed organizzazione
territoriale. - Programmazione economica. - Psicologia. - Psicologia dinamica. -
Psicologia sociale. - Relazioni internazionali. - Ricerca operativa. - Scienza
dell'amministrazione. - Sociologia del lavoro e della industria. - Sociologia
della conoscenza. - Sociologia della famiglia. - Sociologia delle comunicazioni.
- Sociologia dell'educazione. - Sociologia dell'organizzazione. - Sociologia
economica. - Sociologia giuridica. - Sociologia politica. - Sociologia
religiosa. - Sociologia urbana e rurale. - Statistica economica. - Statistica
per la ricerca economica. - Storia antica. - Storia dei concordati. - Storia dei
movimenti sindacali. - Storia dei partiti e dei movimenti politici - Storia del
giornalismo. - Storia dei rapporti fra Stato e Chiesa. - Storia del diritto
italiano. - Storia della Chiesa. - Storia dell'amministrazione pubblica. -
Storia dell'economia. - Storia delle dottrine economiche. - Storia delle
istituzioni religiose. - Storia del pensiero sociologico. - Storia del
Risorgimento. - Storia e istituzioni dei paesi di lingua orientale. - Storia e
politica monetaria. - Storia e politica navale. - Storia medioevale. - Storia e
sistemi delle relazioni fra Stato e Chiesa nell'età moderna. - Storia moderna e
contemporanea della Chiesa e delle altre confessioni cristiane. - Storia
politica e diplomatica dell'Asia orientale. - Tecnica dell'organizzazione e dei
servizi amministrativi. - Teoria e politica dello sviluppo. - Teoria generale
del diritto.
Per ogni indirizzo l'elenco predisposto dalla facoltà non può comprendere più di
quindici insegnamenti annuali. Di questi non più di sette e non meno di quattro,
sono fissati dalla Facoltà come obbligatori a tutti gli studenti dell'indirizzo.
Gli altri saranno scelti dallo studente nell'ambito dei restanti insegnamenti
del suddetto elenco, predisposto dalla facoltà all'inizio di ogni anno
accademico.
Gli insegnamenti a scelta dello studente non possono essere anticipati al
biennio propedeutico.
Alcuni insegnamenti possono essere mutati da quelli impartiti in altre facoltà.
Lo studente è obbligato a frequentare i corsi e a sostenere gli esami per almeno
dieci materie scelte nell'elenco stabilito dalla facoltà.
VI. - Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i
corsi e superati gli esami relativi ad almeno diciannove corsi annuali ed
inoltre a quelli relativi a due lingue straniere. Qualora le facoltà
istituiscano corsi semestrali o trimestrali, dovrà essere stabilita dalle
facoltà l'equivalenza tra corsi frazionali e corsi annuali. Qualora le facoltà
istituiscano corsi pluriennali di una stessa materia, ogni esame annuale viene
computato ai fini del numero minimo dei corsi sopra stabilito.
Le prove annuali d'esame non potranno, nel complesso, superare per ciascun corso
quadriennale di laurea, il numero di 24, escluse sempre quelle per le lingue.
Per quanto riguarda le lingue straniere, nei singoli statuti sarà determinata la
scelta per ogni indirizzo.
VII. - La propedeuticità degli esami di profitto e le modalità dell'esame di
laurea verranno stabilite nei singoli statuti.
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze
politiche con l'indicazione dell'indirizzo prescelto.
------------------------
(8-9) Tabella così sostituita dall'art. 1, D.P.R. 31 ottobre 1968, n. 1189
(Gazz. Uff. 30 novembre 1968, n. 304).
Tabella IV-bis (10)
Corso di laurea in sociologia
Il corso di laurea in sociologia si articola in quattro anni, suddivisi in due
bienni, il primo a carattere propedeutico e il secondo articolato in sei
indirizzi:
1) politico-istituzionale;
2) organizzativo, economico e del lavoro;
3) territorio ed ambiente;
4) comunicazioni e mass-media;
5) pianificazione sociale;
6) socio-antropologico e dello sviluppo.
La laurea in sociologia si consegue avendo superato gli esami in ventidue
insegnamenti, di cui dodici fondamentali (allegato A).
Per ogni indirizzo sono previsti quattro insegnamenti obbligatori (allegato B);
gli altri sei insegnamenti possono essere scelti nell'elenco delle discipline
complementari (allegato C), oppure tra le fondamentali che non siano state
sostenute in quanto tali, o tra quelle degli indirizzi non scelti. La scelta
dell'indirizzo - tra quelli attivati e la contestuale presentazione di un
coerente piano di studi - avviene su proposta dello studente ed è approvata dal
consiglio di facoltà che verifica la coerenza delle discipline complementari con
l'indirizzo prescelto.
Prima dell'esame di laurea, il candidato dovrà dimostrare di conoscere due
lingue straniere, anche attraverso una prova scritta: una di esse dovrà essere
la lingua inglese.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi, sostenuta - secondo le
norme vigenti - tra gli insegnamenti per cui il candidato abbia superato
l'esame.
------------------------
(10) Aggiunta dal D.P.R. 5 dicembre 1980, n. 1210 (Gazz. Uff. 31 agosto 1981, n.
238), e poi così sostituita dalla tabella allegata al D.M. 6 febbraio 1991,
riportato al n. C/XLVII-bis.
Allegato A
Elenco delle discipline fondamentali (n. 12):
1) sociologia I; 2) sociologia II; 3) storia della sociologia; 4) metodologia e
tecnica della ricerca sociale; 5) antropologia culturale; 6) psicologia sociale;
7) storia contemporanea; 8) economia politica; 9) statistica; 10) istituzioni di
diritto pubblico; 11) metodologia delle scienze sociali o storia della
filosofia; 12) matematica per le scienze sociali o sociologia della
comunicazione.
Le prime dieci discipline fondamentali non potranno, in nessun caso essere
sostituite e si intendono dunque come "costitutive".
Tra le discipline poste in alternativa quale undicesima e dodicesima
fondamentale, ogni consiglio di corso di laurea sceglierà i due insegnamenti
fondamentali, annunciandoli nel manifesto degli studi.
Gli insegnamenti non scelti come fondamentali, possono essere indicati come
obbligatori per gli indirizzi attivati (in aggiunta ai quattro insegnamenti
specifici dell'indirizzo) o comunque quali complementari.
------------------------
Allegato B
Insegnamenti obbligatori degli indirizzi:
1) Politico-istituzionale: scienza della politica; sistemi politici comparati o
storia dei partiti e dei movimenti politici; sociologia del diritto o sociologia
dell'amministrazione; sociologia politica o sociologia della religione. 2)
Organizzativo, economico e del lavoro: politica economica; sociologia
dell'organizzazione o economia aziendale; sociologia economica o analisi delle
classi e dei gruppi sociali. 3) Territorio e ambiente: geografia politica ed
economica; sociologia dell'ambiente; sociologia urbana e rurale; sociologia
delle comunità locali o economia regionale. 4) Comunicazioni e mass-media:
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa; storia del giornalismo e delle
comunicazioni sociali; sociologia della conoscenza o sociologia della cultura;
sociologia delle comunicazioni di massa. 5) Pianificazione sociale: statistica
sociale; teoria e metodi della pianificazione sociale o politica sociale;
sociologia dell'educazione; sociologia della famiglia o legislazione sociale. 6)
Socio-antropologico e dello sviluppo: antropologia economica; storia delle
tradizioni popolari e etnologia; sociologia dello sviluppo o sociologia delle
relazioni etniche; teoria e politica dello sviluppo o etnografia.
Ciascun consiglio di corso di laurea delibera - nei casi in cui figurino più
alternative - le discipline obbligatorie degli indirizzi, indicandole nel
manifesto degli studi.
Gli insegnamenti non resi obbligatori, se attivati, entrano a far parte degli
insegnamenti complementari dell'indirizzo stesso.
------------------------
Allegato C
Elenco degli esami complementari:
analisi del linguaggio politico; criminologia; demografia; diritto
amministrativo; diritto costituzionale italiano e comparato; diritto del lavoro;
diritto pubblico dell'economia; diritto regionale e degli enti locali; diritto
sindacale; disciplina giuridica dei mezzi di comunicazione sociale; economia del
territorio; economia e politica dell'ambiente; economia pubblica; elaborazione
automatica dei dati; estetica; filosofia del linguaggio; filosofia della
scienza; filosofia morale; informatica; istituzioni di diritto privato; lingua
francese; lingua inglese; lingua spagnola; lingua tedesca; linguistica generale;
logica; modelli matematici per sociologi; organizzazioni internazionali;
pedagogia; pedagogia sociale; psicologia dei gruppi; psicologia del lavoro;
psicologia del linguaggio e delle comunicazioni; psicologia dell'età evolutiva;
psicologia dell'organizzazione; rilevazioni statistiche ufficiali; semiologia;
socio-linguistica; sociologia dei gruppi; sociologia dei servizi sociali;
sociologia del mutamento; sociologia del turismo; sociologia dell'arte;
sociologia della devianza; sociologia della letteratura; sociologia della
medicina; sociologia della scienza; sociologia delle relazioni internazionali;
statistica sanitaria; storia americana; storia dei movimenti sindacali; storia
dell'America Latina; storia del cinema; storia del teatro; storia della
filosofia contemporanea; storia della medicina; storia della scienza; storia
delle istituzioni politiche; storia delle religioni; storia di una regione
(Marche); storia e istituzioni dei Paesi afro-asiatici; storia e tecnica degli
audiovisivi; storia e tecnica dell'informazione; storia economica; storia
moderna; storia sociale; tecnica delle ricerche di mercato; tecniche del
linguaggio radiotelevisivo; teoria della comunicazione; teorie e tecniche di
marketing; teorie e tecniche pubblicitarie.
------------------------
Tabella V (11)
Corsi di studio delle facoltà di scienze statistiche
Capo I
Norme comuni ai corsi di laurea e di diploma
Art. 1. - Alla facoltà di scienze statistiche afferiscono i seguenti corsi di
laurea di durata quadriennale:
statistica;
scienze statistiche demografiche e sociali;
scienze statistiche ed attuariali;
scienze statistiche ed economiche;
statistica e informatica per l'azienda, ed i seguenti corsi di diploma di durata
triennale:
statistica;
statistica e informatica per la gestione delle imprese;
statistica e informatica per le amministrazioni pubbliche.
Nelle sedi universitarie in cui non sia presente la facoltà di scienze
statistiche i corsi di laurea in scienze statistiche demografiche e sociali, in
scienze statistiche ed attuariali, in scienze statistiche ed economiche e in
statistica e informatica per l'azienda e i corsi di diploma universitario di cui
sopra possono essere attivati nella facoltà di economia e, limitatamente al
diploma universitario in statistica, anche nelle facoltà di scienze politiche.
------------------------
(11) La tabella V è stata così sostituita dall'art. 2, D.M. 21 ottobre 1992,
riportato al n. C/LIV, precisando che la presente tabella sostituisce anche le
tabelle VI, VII e VII-bis.
Art. 2. - Il numero degli iscrivibili al primo anno di corso può essere
stabilito annualmente dal senato accademico, sentito il consiglio di facoltà, in
base alle strutture disponibili, alle esigenze del mercato del lavoro e secondo
i criteri generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica ai sensi dell'art. 9, comma 4, della legge n. 341/90.
Le modalità delle eventuali prove di ammissione sono stabilite dal consiglio di
facoltà.
------------------------
Art. 3. - Sono titoli di ammissione, tanto per i corsi di laurea che per i corsi
di diploma universitario, quelli previsti dalle vigenti leggi.
------------------------
Art. 4. - Gli insegnamenti attivabili nei corsi di laurea delle facoltà di
scienze statistiche sono:
a) quelli indicati nel successivo art. 24, articolati nelle aree seguenti:
matematica, probabilità, statistica, statistica economica, statistica aziendale,
demografia, statistica sociale, statistica biomedica, informatica, matematica
per le decisioni economiche e finanziarie, matematica finanziaria e scienze
attuariali, ricerca operativa, economia, aziendale, giuridica, sociologia,
scienze biologiche, e relative sottoaree.
b) altri insegnamenti diversi da quelli dei punti precedenti, fino ad un massimo
di otto per ciascun corso di laurea o di diploma attivato presso la facoltà.
------------------------
Art. 5. - Ai fini del conseguimento del diploma di laurea e del diploma
universitario sono riconosciuti gli insegnamenti del corso di diploma
universitario e del corso di laurea seguiti con esito positivo, in relazione al
sistema di crediti didattici determinato a norma dell'art. 11 della legge n.
341/90, a condizione che essi siano compatibili, anche per i contenuti, con il
piano di studi approvato dalla competente struttura didattica per il corso al
quale si chiede l'iscrizione. Dovranno essere in ogni caso riconosciute le prove
di idoneità di lingue.
Nel caso di passaggio dal corso di laurea al corso di diploma, il riconoscimento
di altre attività come equivalenti alle esercitazioni pratiche non potrà
superare le 100 ore.
Le strutture didattiche competenti determinano, nel regolamento previsto
dall'art. 11, comma 2, della legge n. 341/90, i criteri per il riconoscimento
degli insegnamenti ai fini del passaggio tra corsi di diploma e corsi di laurea.
Ai fini del riconoscimento di cui ai commi precedenti sono da considerarsi
affini i corsi di laurea e di diploma di cui all'art. 1 della presente Tabella.
------------------------
Capo II
Norme relative ai corsi di laurea
Art. 6. - Il piano di studi di ciascun corso di laurea comprende insegnamenti
fondamentali, insegnamenti annuali caratterizzanti il corso di laurea stesso, ed
altri insegnamenti, per un numero complessivo di annualità stabilito nel
regolamento didattico di Ateneo tra un minimo di 22 e un massimo di 24.
Gli insegnamenti fondamentali, in numero di 8, rispondono alla esigenza di
fornire agli studenti i fondamenti concettuali e metodologici basilari per ogni
laurea in scienze statistiche e le conoscenze essenziali all'apprendimento delle
discipline caratterizzanti e degli altri insegnamenti di ciascun corso di
laurea.
Nel rigoroso rispetto delle condizioni di cui al comma precedente, la struttura
didattica competente attiverà tali insegnamenti scegliendoli tra quelli che
compaiono negli elenchi di cui all'art. 24, secondo la seguente distribuzione e
tenuto conto di quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 4:
3 nell'area matematica;
1 nell'area probabilità;
3 nell'area statistica;
1 nell'area informatica.
Gli insegnamenti fondamentali devono essere annuali e svolti di norma nei primi
due anni di corso.
La laurea si consegue dopo aver superato gli esami di profitto per gli
insegnamenti di cui al comma 1, le prove di idoneità richieste (o gli esami che
eventualmente le sostituiscono ai sensi del successivo art. 9) e l'esame di
laurea.
------------------------
Art. 7. - La struttura didattica competente garantisce che, tra gli insegnamenti
attivati nella facoltà, ve ne siano almeno 12 compresi nell'insieme delle aree e
sottoaree indicate per ciascun corso di laurea; predispone percorsi didattici
nel rispetto dei vincoli alla distribuzione degli insegnamenti per area e
prevedendo adeguate possibilità di scelta per gli studenti.
La struttura didattica competente, nel rispetto dell'ordinamento, individua i
criteri per la formazione dei piani di studio e indica gli eventuali indirizzi,
compresi quelli di cui al successivo art. 11, nel Manifesto degli studi o
secondo le modalità previste dal regolamento di cui all'art. 11 comma secondo,
della legge n. 341/90.
Nell'ambito del regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della legge, n. 341/90,
la struttura didattica competente può assegnare ai corsi denominazioni
aggiuntive che ne specifichino i contenuti effettivi o li differenzino nel caso
in cui essi vengano ripetuti con contenuti diversi.
------------------------
Art. 8. - Gli insegnamenti annuali comprendono di norma 70 ore di didattica;
quelli semestrali comprendono di norma 35 ore di didattica.
La struttura didattica competente stabilisce quali degli insegnamenti sono
svolti con corsi annuali e quali con corsi semestrali nel rispetto del numero
complessivo di annualità previste nelle varie aree e sottoaree.
A tutti gli effetti è stabilita l'equivalenza tra un corso annuale e due corsi
semestrali.
Uno stesso insegnamento annuale può essere articolato in due corsi semestrali,
anche con distinte prove d'esame.
Ferma restando la possibilità di riconoscimento di crediti didattici, fino a 4
corsi annuali o 8 semestrali per ciascun corso di laurea possono essere svolti
coordinando moduli didattici di durata più breve, svolti anche da docenti
diversi, per un numero complessivamente uguale di ore.
La struttura didattica competente può autorizzare lo studente ad inserire nel
proprio piano di studi fino a 6 insegnamenti attivati in altre facoltà
dell'Università, o in altre Università, anche straniere. In tal caso la
struttura didattica competente dovrà altresì determinare la categoria e l'area o
sottoarea di appartenenza dei suddetti insegnamenti ai fini del rispetto
dell'art. 6 e degli altri vincoli dell'ordinamento.
------------------------
Art. 9. - La struttura didattica competente può stabilire che, per il
conseguimento della laurea lo studente debba anche superare una prova di
idoneità in una lingua straniera moderna.
Possono comunque essere attivati insegnamenti di lingue straniere moderne, anche
articolati su più corsi annuali. In tal caso la struttura didattica competente
può sostituire le prove di idoneità con esami di profitto, che si aggiungono a
quelli previsti nell'art. 6.
Le prove di idoneità possono essere sostenute anche senza la frequenza ai corsi
eventualmente attivati.
------------------------
Art. 10. - La struttura didattica competente stabilisce le modalità degli esami
di profitto e delle prove di idoneità.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su un
argomento, scelto dallo studente d'intesa con il relatore, secondo le modalità
stabilite dalla struttura didattica competente.
------------------------
Art. 11. (Corso di laurea in statistica). - Il corso di laurea in statistica è
disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6,
7, 8, 9 e 10 del presente decreto.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in statistica deve
comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui all'art. 6, i seguenti
insegnamenti caratterizzanti:
1 insegnamento dell'area matematica;
1 insegnamento dell'area probabilità;
3 insegnamenti dell'area statistica;
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale,
demografia, statistica sociale e statistica biomedica;
1 insegnamento dell'area informatica;
1 insegnamento dell'area Ricerca operativa.
Nell'ambito del corso di laurea in statistica, la struttura didattica
competente, qualora siano disponibili le risorse necessarie, può deliberare
l'attivazione di indirizzi corrispondenti ai corsi di laurea di cui agli
articoli seguenti, che non siano attivati nella stessa facoltà, con le
denominazioni per essi previste. I piani di studio dovranno in tal caso
uniformarsi ai requisiti stabiliti per i corrispondenti corsi di laurea.
Dell'indirizzo seguito potrà essere data menzione nel diploma di laurea.
------------------------
Art. 12 (Corso di laurea in scienze statistiche demografiche e sociali). - Il
corso di laurea in scienze statistiche demografiche e sociali è disciplinato,
oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10
del presente decreto.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in scienze statistiche
demografiche e sociali deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di
cui all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti:
1 insegnamento dell'area statistica;
2 insegnamenti dell'area demografia;
1 insegnamento dell'area statistica sociale;
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale,
demografia, statistica sociale e statistica biomedica;
2 insegnamenti della sottoarea sociologia generale;
1 insegnamento della sottoarea economica politica;
1 insegnamento dell'area giuridica.
------------------------
Art. 13 (Corso di laurea in scienze statistiche ed attuariali). - Il corso di
laurea in Scienze statistiche ed attuariali è disciplinato, oltre che dal
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del presente
decreto.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in Scienze statistiche ed
attuariali deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui
all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti:
1 insegnamento scelto dalle aree statistica e probabilità;
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica e statistica aziendale;
1 insegnamento dell'area demografia;
4 insegnamenti dell'area matematica finanziaria e scienze attuariali;
2 insegnamenti scelti dalle aree matematica per le decisioni economiche e
finanziarie e matematica finanziaria e scienze attuariali;
1 insegnamento dell'area economica;
1 insegnamento dell'area giuridica.
------------------------
Art. 14 (Corso di laurea in scienze statistiche ed economiche). - Il corso di
laurea in scienze statistiche ed economiche è disciplinato, oltre che dal
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del presente
decreto.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in scienze statistiche ed
economiche deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui
all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti:
1 insegnamento dell'area statistica;
2 insegnamenti dell'area statistica economica;
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale,
demografia, statistica sociale;
1 insegnamento della sottoarea economia politica;
1 insegnamento della sottoarea analisi economica;
1 insegnamento scelto dalle sottoaree economia politica o analisi economica;
1 insegnamento scelto dalle sottoaree economia politica, analisi economica e
dell'area aziendale.
------------------------
Art. 15 (Corso di laurea in statistica e informatica per l'azienda). - Il corso
di laurea in statistica e informatica per l'azienda è disciplinato, oltre che
dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del
presente decreto.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in statistica e informatica
per l'azienda deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui
all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti:
2 insegnamenti dell'area statistica aziendale;
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale,
demografia e statistica sociale;
1 insegnamento della sottoarea informatica di base;
1 insegnamento della sottoarea informatica applicata;
3 insegnamenti dell'area aziendale;
1 insegnamento dell'area economia;
1 insegnamento dell'area giuridica;
1 insegnamento dell'area ricerca operativa.
------------------------
Capo III
Norme relative ai corsi di diploma universitario triennali
Art. 16. - Il piano di studi di ciascun corso di diploma universitario comprende
insegnamenti fondamentali, insegnamenti caratterizzanti il corso di diploma
universitario stesso, altri insegnamenti, per un numero di annualità
complessivo, stabilito nel regolamento didattico di Ateneo, da un minimo di 13 a
un massimo di 15, e un laboratorio statistico-informatico.
Gli insegnamenti fondamentali rispondono alla esigenza di fornire agli studenti
i fondamenti concettuali e metodologici basilari per ogni diploma universitario
in statistica e le conoscenze essenziali all'apprendimento delle discipline
caratterizzanti e degli altri insegnamenti di ciascun diploma universitario.
Nel rigoroso rispetto delle condizioni di cui al comma precedente, la struttura
didattica competente attiverà tali insegnamenti scegliendoli tra quelli che
compaiono negli elenchi di cui al successivo art. 24, secondo la seguente
distribuzione e tenuto conto di quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 4:
1 dell'area matematica;
2 dell'area statistica;
1 dell'area probabilità;
1 dell'area informatica.
Gli insegnamenti fondamentali devono essere annuali e svolti di norma nel primo
anno di corso.
Il diploma universitario si consegue dopo aver superato gli esami di profitto
per gli insegnamenti di cui al comma 1, le prove di idoneità richieste (o gli
esami che eventualmente le sostituiscono ai sensi del successivo 0art. 17) e il
colloquio finale.
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Art. 17. - La struttura didattica competente garantisce che, tra gli
insegnamenti attivati dalla facoltà, ve ne siano almeno 10 compresi nell'insieme
delle aree e sottoaree indicate per ciascun corso di diploma universitario;
predispone percorsi didattici, nel rispetto dei vincoli alla distribuzione degli
insegnamenti per area, prevedendo adeguate possibilità di scelta per gli
studenti.
La struttura didattica competente individua, nel rispetto dell'ordinamento, i
criteri per la formazione dei piani di studio e indica gli eventuali indirizzi,
compresi quelli di cui al successivo art. 21, nel manifesto degli studi o
secondo le modalità previste dal regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della
legge n. 341/90.
Nell'ambito del regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della legge n. 341/90,
la struttura didattica competente può assegnare ai corsi denominazioni
aggiuntive che ne specifichino i contenuti effettivi, o li differenzino nel caso
in cui essi vengono ripetuti con contenuti diversi.
La struttura didattica competente può inoltre stabilire che alcuni insegnamenti
siano impartiti con l'ausilio di laboratori, attivati anche mediante
convenzioni.
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Art. 18. - Gli insegnamenti annuali comprendono di norma 70 ore di didattica,
quelli semestrali comprendono di norma 35 ore di didattica.
La struttura didattica competente stabilisce quali degli insegnamenti sono
svolti con corsi annuali e quali con corsi semestrali nel rispetto del numero
complessivo di annualità previste nelle varie aree e sottoaree.
A tutti gli effetti è stabilita l'equivalenza tra un corso annuale e due corsi
semestrali. Uno stesso insegnamento annuale può essere articolato in due corsi
semestrali, anche con distinte prove d'esame.
Ferma restando la possibilità di riconoscimento di crediti didattici, fino a 3
corsi annuali o 6 corsi semestrali per corso di diploma universitario possono
essere svolti coordinando moduli didattici di durata più breve, svolti anche da
docenti diversi, per un numero complessivamente uguale di ore.
Nell'ambito dei corsi di cui ai commi precedenti, la struttura didattica
competente deve riservare non meno di 200 ore di esercitazioni pratiche
distribuite tra i vari insegnamenti.
La struttura didattica competente, per l'approfondimento della formazione
professionale specifica del corso di diploma universitario, può organizzare la
permanenza degli studenti, sotto la sorveglianza di un tutor, presso le aziende,
enti o altri organismi per stages della durata da tre a sei mesi.
La struttura didattica competente può autorizzare lo studente ad inserire nel
proprio piano di studi fino a 4 insegnamenti attivati in altre facoltà
dell'Università, o in altre università, anche straniere. In tal caso la
struttura didattica competente dovrà altresì determinare la categoria e l'area o
sottoarea di appartenenza dei suddetti insegnamenti ai fini del rispetto
dell'art. 16 e degli altri vincoli dell'ordinamento.
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Art. 19. - La struttura didattica competente può stabilire che, per il
conseguimento del diploma universitario, lo studente debba anche superare una
prova di idoneità in una lingua straniera moderna.
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Art. 20. - La struttura didattica competente definisce l'organizzazione
didattica del laboratorio statistico-informatico e le modalità di accertamento
delle competenze in esso acquisite; stabilisce anche le modalità degli esami di
profitto e della eventuale prova di idoneità nella lingua straniera.
Il colloquio finale per il conseguimento del diploma consiste in una
discussione, con gli opportuni riferimenti alle discipline del corso di diploma,
di un tipico problema professionale, oppure in un rapporto che documenti
l'attività svolta nell'ambito del laboratorio o l'esperienza, di tirocinio o di
ricerca applicata, maturata nell'eventuale stage.
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Art. 21 (Corso di diploma universitario in statistica). - Il diploma
universitario in statistica è disciplinato, oltre che dal presente articolo,
dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 16, 17, 18, 19 e 20 del presente decreto.
Il piano di studi per il conseguimento del diploma universitario in statistica
deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali e al laboratorio
statistico-informatico di cui all'art. 16, i seguenti insegnamenti
caratterizzanti:
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica e statistica aziendale;
1 insegnamento dell'area demografica;
1 insegnamento dell'area statistica sociale;
2 insegnamenti scelti dalle aree statistica economica, statistica aziendale,
demografia, statistica sociale e statistica biomedica.
Nell'ambito del corso di diploma universitario in Statistica la struttura
didattica competente, qualora siano disponibili le risorse necessarie, può
deliberare l'attivazione di indirizzi corrispondenti ai corsi di diploma
universitario di cui agli articoli seguenti, che non siano attivati nella stessa
facoltà, con la denominazione per essi prevista. I piani di studio dovranno in
tal caso uniformarsi ai requisiti stabiliti per i corrispondenti corsi di
diploma universitario. Dell'indirizzo seguito potrà essere data menzione nel
diploma.
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Art. 22 (Corso di diploma universitario in statistica e informatica per la
gestione delle imprese). - Il diploma universitario in statistica e informatica
per la gestione delle imprese è disciplinato, oltre che dal presente articolo,
dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 16, 17, 18, 19 e 20 del presente decreto.
Il piano di studi per il conseguimento del diploma universitario in statistica e
informatica per la gestione delle imprese deve comprendere, oltre agli
insegnamenti fondamentali e al laboratorio statistico-informatico di cui
all'art. 16, i seguenti insegnamenti caratterizzanti:
2 insegnamenti scelti dalle aree economia e aziendale;
2 insegnamenti scelti dalle aree statistica economica e statistica aziendale;
1 insegnamento dell'area informatica.
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Art. 23 (Corso di diploma universitario in statistica e informatica per le
amministrazioni pubbliche). - Il diploma universitario in Statistica e
informatica per le amministrazioni pubbliche è disciplinato, oltre che dal
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 16, 17, 18, 19 e 20 del
presente decreto.
Il piano di studi per il conseguimento del diploma universitario in statistica e
informatica per le amministrazioni pubbliche deve comprendere, oltre agli
insegnamenti fondamentali e al laboratorio statistico-informatico di cui
all'art. 16, anche i seguenti insegnamenti caratterizzanti:
1 insegnamento scelto dalla sottoarea economia politica e dall'area aziendale;
1 insegnamento della sottoarea sociologia generale;
2 insegnamenti scelti dalle aree demografia e statistica sociale;
1 insegnamento dell'area giuridica.
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Art. 24. - Sono discipline attivabili nelle facoltà di scienze statistiche o
quelle di cui all'art. 1, ultimo comma:
Area matematica: algebra; algebra lineare; algebra ed elementi di geometria;
logica matematica; geometria; geometria e algebra; analisi matematica; analisi
funzionale; analisi superiore; istituzioni di analisi matematica; analisi
numerica; matematica computazionale; metodi numerici per l'ottimizzazione;
matematica generale.
Area probabilità: calcolo delle probabilità; processi stocastici; statistica
matematica; teoria dei giochi; teoria dell'affidabilità; teoria delle code;
statistica e calcolo delle probabilità; teoria e tecnica delle rilevazioni
campionarie.
Area statistica: analisi dei dati; analisi statistica multivariata; analisi
statistica spaziale; didattica della statistica; metodi statistici di
previsione; piano degli esperimenti; rilevazioni statistiche; statistica;
statistica computazionale; statistica matematica; storia della statistica;
tecniche di ricerca e di elaborazione dei dati; teoria dei campioni; teoria
dell'inferenza statistica; teoria statistica delle decisioni; metodi statistici
di controllo della qualità; metodi statistici di misura; modelli stocastici e
analisi dei dati; statistica applicata alle scienze fisiche; statistica e
calcolo delle probabilità; statistica per la ricerca sperimentale; teoria e
metodi statistici dell'affidabilità; teoria e tecnica delle rilevazioni
campionarie.
Area statistica economica: analisi statistico-economica territoriale;
classificazione e analisi dei dati economici; contabilità nazionale; gestione di
basi di dati economici; metodi di valutazione di politiche economiche; modelli
statistici del mercato del lavoro; modelli statistici di comportamento
economico; rilevazione e controllo di dati economici; serie storiche economiche;
statistica dei mercati monetari e finanziari; statistica economica.
Area statistica aziendale: analisi di mercato; controllo statistico della
qualità; statistica aziendale; statistica industriale.
Area demografia: analisi demografica; demografia; demografia bio-sanitaria;
demografia della famiglia; demografia economica; demografia regionale;
demografia sociale; demografia storica; modelli demografici; politiche della
popolazione; rilevazioni e qualità dei dati demografici; teorie della
popolazione.
Area statistica sociale: indagini campionarie e sondaggi demoscopici; modelli
statistici del mercato del lavoro; modelli statistici per l'analisi del
comportamento politico; modelli statistici per l'analisi e la valutazione dei
processi educativi; metodi statistici per la programmazione e la valutazione dei
servizi sociali e sanitari; rilevazioni statistiche e qualità dei dati sociali e
sanitari; statistica del turismo; statistica giudiziaria; statistica per la
ricerca sociale; statistica psicometrica; statistica sociale.
Area statistica biomedica: antropometria; biometria; epidemiologia;
programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari; statistica applicata alle
scienze biologiche; statistica medica e biometria; statistica per l'ambiente;
statistica sanitaria.
Area informatica:
Sottoarea - Informatica di base: basi di dati; fondamenti di informatica;
intelligenza artificiale; sistemi informativi; basi di dati e sistemi
informativi; informatica generale; linguaggi di programmazione; sistemi di
elaborazione dell'informazione; programmazione.
Sottoarea - Informatica applicata: statistica computazionale; gestione di basi
di dati economici; elaborazione automatica dei dati per le decisioni economiche
e finanziarie.
Area matematica per le decisioni economiche e finanziarie: metodi matematici per
la gestione delle aziende; ricerca operativa per le scelte economiche; teoria
delle decisioni; matematica per le decisioni della finanza aziendale; modelli
matematici per i mercati finanziari; teoria matematica del portafoglio
finanziario.
Area matematica finanziaria e scienze attuariali: economia e finanza delle
assicurazioni; matematica attuariale; matematica finanziaria; statistica
assicurativa; tecnica attuariale delle assicurazioni contro i danni; tecnica
attuariale delle assicurazioni sociali; tecnica attuariale delle assicurazioni
sulla vita; teoria del rischio.
Area ricerca operativa: metodi e modelli per il supporto alle decisioni; metodi
e modelli per l'organizzazione e la gestione; metodi e modelli per la
pianificazione economica; metodi e modelli per la pianificazione territoriale;
ottimizzazione; programmazione matematica; ricerca operativa; tecniche di
simulazione; teoria dei giochi; ricerca operativa per le scelte economiche.
Area economia:
Sottoarea - Analisi economica: analisi economica; econometria; economia
matematica; tecniche di previsione economica.
Sottoarea - Economia politica: economia politica; istituzioni di economia;
macroeconomia; microeconomia.
Sottoarea - Politica economica: economia applicata; economia del lavoro;
politica economica; programmazione economica.
Sottoarea - Economia pubblica e scienza delle finanze: analisi costi-benefici;
economia dell'ambiente; economia della sicurezza sociale; economia pubblica;
economia sanitaria; scienza delle finanze.
Sottoarea - Economia dello sviluppo e regionale: economia agraria; economia
della popolazione; economia dello sviluppo; economia dei Paesi in via di
sviluppo; economia regionale; pianificazione economica territoriale; geografia
della popolazione; geografia economica; geografia politica ed economica;
programmazione dello sviluppo e assetto del territorio.
Area aziendale: economia e direzione delle imprese; finanza aziendale; gestione
della produzione e dei materiali; marketing; ragioneria generale ed applicata;
revisione aziendale; direzione aziendale; organizzazione aziendale;
organizzazione dei sistemi informativi aziendali; analisi e contabilità dei
costi; economia aziendale; economia delle aziende e delle amministrazioni
pubbliche; economia delle aziende di assicurazione; economia degli intermediari
finanziari; metodologie e determinazioni quantitative di azienda.
Area giuridica: diritto di famiglia; diritto privato dell'economia; istituzioni
di diritto privato; diritto commerciale; diritto delle assicurazioni; diritto
commerciale internazionale; diritto degli intermediari finanziari; legislazione
bancaria; diritto pubblico dell'economia; diritto regionale e degli enti locali;
istituzioni di diritto pubblico; contabilità di Stato e degli enti pubblici;
sociologia del diritto; diritto della Comunità europea; diritto internazionale.
Area sociologia:
Sottoarea - Sociologia generale: metodologia e tecnica della ricerca sociale;
politica sociale; sociologia; sociometria; teoria e metodi della pianificazione
sociale.
Sottoarea - Sociologia applicata: sociologia della comunicazione; sociologia
della famiglia; sociologia dei servizi sociali; relazioni industriali;
sociologia del lavoro; sociologia dell'organizzazione; sociologia dello
sviluppo; sociologia economica; sociologia industriale; sociologia dei Paesi in
via di sviluppo; sociologia dell'ambiente; sociologia urbana e rurale;
sociologia dei movimenti collettivi; sociologia politica; sociologia della
devianza.
Area scienze biologiche: antropometria; biometria; metodologia statistica in
agricoltura; statistica applicata alle scienze biologiche; statistica
informatica applicata alla produzione animale; antropologia; biologia delle
popolazioni umane; ecologia umana; genetica; genetica di popolazioni; genetica
quantitativa; antropologia sociale; antropologia economica.
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Tabella VI (12)
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(12) Tabella sostituita con la tabella V che precede, ai sensi dell'art. 2, D.M.
21 ottobre 1992, riportato al n. C/LIV.
Tabella VII (13)
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(13) Tabella sostituita con la tabella V che precede, ai sensi dell'art. 2, D.M.
21 ottobre 1992, riportato al n. C/LIV.
Tabella VIII (14-16)
Corsi di laurea delle facoltà di economia
Capo I
Norme comuni ai corsi di laurea
Art. 1. Alla facoltà di economia afferiscono i seguenti corsi di laurea di
durata quadriennale: economia e commercio; economia aziendale; economia
politica; economia bancaria; economia assicurativa e previdenziale; economia
delle istituzioni e dei mercati finanziari; economia delle amministrazioni
pubbliche e delle istituzioni internazionali; economia del commercio
internazionale e dei mercati valutari; economia marittima e dei trasporti;
economia ambientale; economia industriale; discipline economiche e sociali;
economia e legislazione per l'impresa; economia del turismo.
------------------------
(14-16) L'attuale tabella VIII così sostituisce le precedenti tabelle VIII,
VIII-bis, VIII-ter, VIII-quater e VIII-quinquies per effetto del D.M. 27 ottobre
1992, riportato al n. C/LV.
Art. 2. Il numero degli iscritti a ciascun anno di corso può essere stabilito
annualmente dal senato accademico, sentito il consiglio di facoltà, in base alle
strutture disponibili, alle esigenze del mercato del lavoro e secondo i criteri
generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica ai sensi dell'art. 9, comma 4, della legge n. 341/1990.
Le modalità delle eventuali prove di ammissione sono stabilite dal consiglio di
facoltà.
------------------------
Art. 3. Sono titoli di ammissione per i corsi di laurea quelli previsti dalle
vigenti leggi.
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Art. 4. Gli insegnamenti attivabili nei corsi di laurea di cui all'art. 1 sono:
a) quelli indicati nel successivo art. 26, articolati nelle quattro aree
economica, aziendale, giuridica e matematico-statistica e nei relativi settori
scientifico-disciplinari;
b) gli insegnamenti caratterizzanti i singoli corsi di laurea o indirizzo
riportati nei successivi articoli;
c) le seguenti lingue straniere moderne: lingua inglese, lingua francese, lingua
spagnola, lingua tedesca, lingua russa, lingua portoghese, lingua araba, lingua
cinese, lingua giapponese;
d) insegnamenti di settori scientifico-disciplinari diversi da quelli di cui ai
commi precedenti, fino ad un massimo di otto per ciascun corso di laurea o
indirizzo attivato presso la facoltà.
Gli insegnamenti che compaiono in più settori potranno essere scelti da uno
qualsiasi di essi, in relazione alle esigenze didattico-scientifiche della
facoltà.
------------------------
Art. 5. Ai fini del conseguimento del diploma di laurea sono riconosciuti gli
insegnamenti dei corsi di diploma universitario dell'area economica di cui al
decreto ministeriale 31 luglio 1992 seguiti con esito positivo, in relazione al
sistema di crediti didattici determinato a norma dell'art. 11, comma 2, della
legge n. 341/1990, a condizione che essi siano compatibili, anche per i
contenuti, con il piano di studi approvato dalla competente struttura didattica
per il corso di laurea al quale si chiede l'iscrizione. Dovranno essere in ogni
caso riconosciute le prove di idoneità di lingue e di informatica.
Le strutture didattiche competenti determinano, nel regolamento previsto
dall'art. 11, comma 2, della legge n. 341/1990, i criteri per il riconoscimento
degli insegnamenti.
Ai fini del riconoscimento di cui ai commi precedenti sono da considerarsi
affini i corsi di laurea di cui all'art. 1 della presente tabella e quelli di
diploma universitario dell'area economica di cui al decreto 31 luglio 1992.
------------------------
Art. 6. Il piano di studi di ciascun corso di laurea comprende dieci
insegnamenti fondamentali, l'equivalente di otto insegnamenti annuali, scelti
tra i caratterizzanti il corso di laurea stesso, ed altri insegnamenti
equivalenti ad un numero di annualità stabilito nel regolamento didattico di
ateneo tra un minimo di quattro e un massimo di sei.
Gli insegnamenti fondamentali devono rispondere all'esigenza di fornire agli
studenti i principi e i contenuti basilari dei rispettivi comparti
scientifico-disciplinari, anche in vista del ruolo propedeutico e complementare
per l'apprendimento degli altri insegnamenti del corso di laurea.
Nel rigoroso rispetto delle condizioni di cui al comma precedente la struttura
didattica competente attiverà tali insegnamenti scegliendoli tra quelli che
compaiono negli elenchi di cui al successivo art. 26, secondo la seguente
distribuzione:
due nell'elenco P01B (economia politica);
due nell'elenco P02A (economia aziendale);
uno nell'elenco P03X (storia economica);
uno nell'elenco N01X (diritto privato);
uno nell'elenco N04B (istituzioni di diritto pubblico);
uno nell'elenco S01A (statistica);
due complessivamente negli elenchi S04A (matematica per le applicazioni
economiche) e S04B (matematica finanziaria e scienze attuariali).
Gli insegnamenti che compaiono in più settori potranno essere scelti da uno
qualsiasi di essi in relazione alle esigenze didattico-scientifiche della
facoltà.
Gli insegnamenti fondamentali devono essere annuali e svolti di norma nei primi
due anni di corso.
La laurea si consegue dopo aver superato gli esami di profitto per insegnamenti
equivalenti ad un numero di annualità stabilito nel regolamento didattico di
ateneo tra un minimo di ventidue e un massimo di ventiquattro, le prove di
idoneità richieste (o gli esami che eventualmente le sostituiscono ai sensi del
successivo art. 9) e l'esame di laurea.
------------------------
Art. 7. La struttura didattica competente può integrare l'elenco degli
insegnamenti caratterizzanti di ciascun corso di laurea con altri quattro
insegnamenti a sua scelta, che sono considerati caratterizzanti a tutti gli
effetti.
La struttura didattica competente garantisce che, tra gli insegnamenti attivati
nella facoltà, ve ne siano almeno dodici compresi nell'elenco dei
caratterizzanti di ciascun corso di laurea e predispone percorsi didattici ed
eventuali indirizzi, nel rispetto dei vincoli alla distribuzione degli
insegnamenti per area e prevedendo adeguate possibilità di scelta per gli
studenti.
La struttura didattica competente, nel rispetto dell'ordinamento, individua i
criteri per la formazione dei piani di studio e degli eventuali indirizzi
nell'ambito di ciascun corso di laurea, con il regolamento di cui all'art. 11,
comma 2, della legge n. 341 del 1990.
Nell'ambito del regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della legge n.
341/1990, la struttura didattica competente può assegnare ai corsi (ad
esclusione di quelli fondamentali) denominazioni aggiuntive che ne specifichino
i contenuti effettivi o li differenzino nel caso in cui essi vengano ripetuti
con contenuti diversi.
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Art. 8. Gli insegnamenti annuali comprendono di norma settanta ore di didattica;
quelli semestrali comprendono di norma trentacinque ore di didattica.
La struttura didattica competente stabilisce quali degli insegnamenti non
fondamentali sono svolti con corsi annuali e quali con corsi semestrali.
A tutti gli effetti è stabilita l'equivalenza tra un corso annuale e due corsi
semestrali. Uno stesso insegnamento annuale può essere articolato in due corsi
semestrali, anche con distinte prove d'esame.
Ferma restando la possibilità di riconoscimento di crediti didattici, per
ciascun corso di laurea, possono essere svolti fino a quattro corsi annuali o
otto semestrali coordinando moduli didattici di durata più breve, svolti anche
da docenti diversi, per un numero complessivamente uguale di ore.
La struttura didattica competente può autorizzare lo studente ad inserire nel
proprio piano di studi fino a sei insegnamenti attivati in altre facoltà
dell'università, o in altre università, anche straniere. In tal caso la
struttura didattica competente dovrà altresì determinare la categoria e l'area
di appartenenza dei suddetti insegnamenti ai fini del rispetto dell'art. 6 e
degli altri vincoli dell'ordinamento.
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Art. 9. Per il conseguimento della laurea lo studente deve anche superare una
prova di idoneità in una lingua straniera moderna ed una prova di conoscenze
informatiche di base.
La struttura didattica competente può stabilire che sia superata una prova di
idoneità in una seconda lingua straniera moderna.
Possono comunque essere attivati insegnamenti di informatica e di lingue
straniere moderne, anche articolati su più corsi annuali. In tal caso la
struttura didattica competente può sostituire le prove di idoneità con esami di
profitto, che si aggiungono a quelli previsti nell'art. 6.
Le prove di idoneità possono essere sostenute anche senza la frequenza ai corsi
eventualmente attivati.
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Art. 10. La struttura didattica competente stabilisce le modalità degli esami di
profitto e delle prove di idoneità.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su un
argomento, scelto dallo studente d'intesa con il relatore, secondo le modalità
stabilite dalla struttura didattica competente.
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Capo II
Norme relative ai singoli corsi di laurea
Art. 11. Corso di laurea in economia e commercio. - Il corso di laurea in
economia e commercio è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia e commercio i
seguenti:
Area economica: economia agraria; economia industriale; economia internazionale;
geografia economica; politica economica; scienza delle finanze.
Area aziendale: marketing; merceologia; organizzazione aziendale; revisione
aziendale; tecnica bancaria; tecnica industriale e commerciale.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro; diritto fallimentare;
diritto pubblico dell'economia; diritto tributario; legislazione bancaria.
Area matematico-statistica: matematica finanziaria (secondo corso se presente
tra i fondamentali); statistica (secondo corso se presente tra i fondamentali);
statistica economica.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia e commercio, nel
complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, deve
comprendere almeno cinque insegnamenti dell'area economica, almeno cinque
insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti dell'area
giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica.
Nell'ambito del corso di laurea in economia e commercio la struttura didattica
competente, qualora siano disponibili le risorse necessarie, può deliberare
l'attivazione di indirizzi corrispondenti ai corsi di laurea di cui agli
articoli seguenti, con le denominazioni per essi previste. Ciò se tali corsi di
laurea non sono già attivati nella facoltà. I piani di studio dovranno in tal
caso uniformarsi ai requisiti stabiliti per i corrispondenti corsi di laurea.
Dell'indirizzo seguito potrà essere data menzione nel diploma di laurea.
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Art. 12. Corso di laurea in economia aziendale. - Il corso di laurea in economia
aziendale è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia aziendale i
seguenti:
Area economica: economia industriale; economia internazionale; politica
economica; scienza delle finanze.
Area aziendale: analisi e contabilità dei costi; economia degli intermediari
finanziari; economia e direzione delle imprese; finanza aziendale; marketing;
metodologie e determinazioni quantitative di azienda; organizzazione aziendale;
organizzazione del lavoro; revisione aziendale; strategia e politica aziendale;
tecnologia dei cicli produttivi.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro; diritto fallimentare;
diritto tributario; legislazione bancaria.
Area matematico-statistica: statistica aziendale.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia aziendale deve
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno otto insegnamenti
dell'area aziendale, almeno tre insegnamenti dell'area giuridica e almeno tre
insegnamenti dell'area matematico-statistica.
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Art. 13. Corso di laurea in economia politica. - Il corso di laurea in economia
politica è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia politica i
seguenti:
Area economica: econometria; economia agraria; economia del lavoro; economia
dello sviluppo; economia industriale; economia internazionale; economia
monetaria; economia pubblica; economia regionale; politica economica;
programmazione dello sviluppo e assetto del territorio; storia del pensiero
economico.
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia e direzione
delle imprese; finanza aziendale.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto della Comunità europea; diritto
pubblico dell'economia.
Area matematico-statistica: statistica (secondo corso se presente tra i
fondamentali); statistica economica.
Altre aree: sociologia.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia politica deve
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed
altri, almeno otto insegnamenti dell'area economica, almeno tre insegnamenti
dell'area aziendale, almeno tre insegnamenti dell'area giuridica e almeno
quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica.
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Art. 14. Corso di laurea in economia bancaria. - Il corso di laurea in economia
bancaria è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia bancaria i
seguenti:
Area economica: economia dei mercati monetari e finanziari; economia monetaria;
politica economica; storia e politica monetaria.
Area aziendale: analisi finanziaria; economia degli intermediari finanziari;
economia delle aziende di credito; finanza aziendale; finanziamenti di aziende;
gestione informatica dei dati aziendali; organizzazione delle aziende di
credito; tecnica bancaria; tecnica dei crediti speciali.
Area giuridica: diritto bancario; diritto commerciale; diritto degli
intermediari finanziari; diritto della Comunità europea; diritto del mercato
finanziario; diritto tributario; legislazione bancaria.
Area matematico-statistica: statistica dei mercati monetari e finanziari.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia bancaria deve
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno cinque
insegnamenti dell'area aziendale, almeno cinque insegnamenti dell'area giuridica
e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica.
------------------------
Art. 15. Corso di laurea in economia assicurativa e previdenziale. - Il corso di
laurea in economia assicurativa e previdenziale è disciplinato, oltre che dal
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia assicurativa e
previdenziale i seguenti:
Area economica: economia della sicurezza sociale; politica economica; storia
delle assicurazioni e della previdenza.
Area aziendale: economia delle aziende di assicurazione; economia del mercato
mobiliare; economia e tecnica dell'assicurazione.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro e della previdenza
sociale; diritto delle assicurazioni; diritto delle assicurazioni marittime;
diritto della Comunità europea; diritto pubblico dell'economia; diritto
tributario.
Area matematico-statistica: calcolo delle probabilità; economia e finanza delle
assicurazioni; modelli demografici; statistica assicurativa; tecnica attuariale
delle assicurazioni contro i danni; tecnica attuariale delle assicurazioni
sociali; tecnica attuariale delle assicurazioni sulla vita; teoria del rischio.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia assicurativa e
previdenziale deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali,
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica,
almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti
dell'area giuridica e almeno cinque insegnamenti dell'area
matematico-statistica.
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Art. 16. Corso di laurea in economia delle istituzioni e dei mercati finanziari.
- Il corso di laurea in economia delle istituzioni e dei mercati finanziari è
disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6,
7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia delle
istituzioni e dei mercati finanziari i seguenti:
Area economica: economia internazionale; economia monetaria; economia monetaria
internazionale; politica economica; scienza delle finanze; sistemi fiscali
comparati; storia e politica monetaria.
Area aziendale: analisi finanziaria; economia degli intermediari finanziari;
economia del mercato mobiliare; finanza aziendale; tecnica di borsa.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto degli intermediari finanziari;
diritto della borsa e dei cambi; diritto del mercato finanziario; legislazione
bancaria.
Area matematico-statistica: economia e finanza delle assicurazioni; elaborazione
automatica dei dati per le decisioni economiche e finanziarie; modelli
matematici per i mercati finanziari; statistica dei mercati monetari e
finanziari.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia delle
istituzioni e dei mercati finanziari deve comprendere, nel complesso degli
insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno cinque insegnamenti
dell'area economica, almeno quattro insegnamenti dell'area aziendale, almeno
cinque insegnamenti dell'area giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area
matematico-statistica.
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Art. 17. Corso di laurea in economia delle amministrazioni pubbliche e delle
istituzioni internazionali. - Il corso di laurea in economia delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali è disciplinato,
oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali i seguenti:
Area economica: cooperazione allo sviluppo; economia internazionale; economia
pubblica; istituzioni economiche internazionali; politica economica;
programmazione dello sviluppo e assetto del territorio; programmazione
economica; storia delle relazioni economiche internazionali.
Area aziendale: economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche;
organizzazione delle aziende e delle amministrazioni pubbliche; programmazione e
controllo delle amministrazioni pubbliche.
Area giuridica: contabilità di Stato; diritto amministrativo; diritto del
lavoro; diritto internazionale dell'economia; diritto pubblico dell'economia.
Area matematico-statistica: contabilità nazionale; statistica sociale.
Altre aree: scienza dell'amministrazione; sociologia; storia
dell'amministrazione pubblica.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali deve comprendere,
nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno
cinque insegnamenti dell'area economica, almeno cinque insegnamenti dell'area
aziendale, almeno cinque insegnamenti dell'area giuridica e almeno tre
insegnamenti dell'area matematico-statistica.
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Art. 18. Corso di laurea in economia del commercio internazionale e dei mercati
valutari. - Il corso di laurea in economia del commercio internazionale e dei
mercati valutari è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia del commercio
internazionale e dei mercati valutari i seguenti:
Area economica: economia dei trasporti; economia internazionale; economia
monetaria internazionale; geografia economica; storia del commercio; storia
delle relazioni economiche internazionali.
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia e direzione
delle imprese commerciali; gestione finanziaria e valutaria; marketing
internazionale; merceologia doganale; organizzazione delle aziende commerciali;
programmazione e controllo.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto dei trasporti; diritto della borsa
e dei cambi; diritto della Comunità europea; diritto internazionale
dell'economia; diritto tributario; legislazione bancaria.
Area matematico-statistica: statistica economica.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia del commercio
internazionale e dei mercati valutari deve comprendere, nel complesso degli
insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno cinque insegnamenti
dell'area economica, almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno
cinque insegnamenti dell'area giuridica e almeno tre insegnamenti dell'area
matematico-statistica.
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Art. 19. Corso di laurea in economia marittima e dei trasporti. - Il corso di
laurea in economia marittima e dei trasporti è disciplinato, oltre che dal
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia marittima e
dei trasporti i seguenti:
Area economica: economia dei trasporti; economia delle attività terziarie;
economia internazionale; geografia economica; storia dei trasporti.
Area aziendale: economia e direzione delle imprese di viaggio e di trasporto;
economia e tecnica dell'assicurazione; marketing internazionale; merceologia;
organizzazione delle aziende di viaggio di trasporto; programmazione e
controllo.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto dei trasporti; diritto del lavoro e
della previdenza sociale; diritto delle assicurazioni marittime; diritto
internazionale dell'economia; diritto pubblico dell'economia; diritto
tributario.
Area matematico-statistica: analisi di mercato; statistica assicurativa; tecnica
attuariale delle assicurazioni contro i danni.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia marittima e dei
trasporti deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali,
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica,
almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno cinque insegnamenti
dell'area giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area
matematico-statistica.
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Art. 20. Corso di laurea in economia ambientale. - Il corso di laurea in
economia ambientale è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia ambientale i
seguenti:
Area economica: economia agraria; economia dell'ambiente; economia delle fonti
di energia; economia dello sviluppo; economia e politica montana e forestale;
economia pubblica; geografia economica; pianificazione economica territoriale;
politica economica dell'ambiente; programmazione dello sviluppo e assetto del
territorio.
Area aziendale: merceologia delle risorse naturali; programmazione e controllo
delle amministrazioni pubbliche; tecnologia dei cicli produttivi.
Area giuridica: diritto dei beni pubblici e delle fonti di energia; diritto
dell'ambiente; diritto regionale e degli enti locali; diritto urbanistico.
Area matematico-statistica: demografia; statistica per l'ambiente; metodi
statistici di valutazione di politiche.
Altre aree: sociologia dell'ambiente.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia ambientale deve
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno quattro
insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti dell'area
giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. Deve
inoltre comprendere l'equivalente di almeno quattro annualità tratte dalle
discipline dei seguenti settori scientifico-disciplinari:
C11X Chimica dell'ambiente e della conservazione dei beni culturali;
E03B Ecologia;
G03A Assestamento forestale e selvicoltura;
H02X Ingegneria sanitaria-ambientale;
H10B Architettura del paesaggio e del territorio;
H14A Tecnica e pianificazione urbanistica;
H14B Urbanistica;
M06A Geografia.
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Art. 21. Corso di laurea in economia industriale. - Il corso di laurea in
economia industriale è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia industriale i
seguenti:
Area economica: economia dello sviluppo; economia industriale; economia
internazionale; economia pubblica; economia regionale; geografia economica;
storia economica delle innovazioni tecnologiche.
Area aziendale: analisi e contabilità dei costi; economia e direzione delle
imprese industriali; finanza aziendale; gestione informatica dei dati aziendali;
marketing; metodologie e determinazioni quantitative di azienda; organizzazione
aziendale; tecnologia dei cicli produttivi; tecnologia ed economia delle fonti
di energia.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro e delle relazioni
industriali; diritto pubblico dell'economia.
Area matematico-statistica: controllo statistico della qualità; matematica
finanziaria (secondo corso se presente tra i fondamentali).
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia industriale deve
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno quattro
insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti dell'area
giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. Deve
inoltre comprendere l'equivalente di almeno quattro annualità tratte dalle
discipline dei seguenti settori scientifico-disciplinari:
A05X Ricerca operativa;
H15X Estimo;
I10X Tecnologie e sistemi di lavorazione;
I11X Impianti industriali meccanici;
I27X Ingegneria economico-gestionale;
K04X Automatica;
K05A Sistemi di elaborazione delle informazioni;
K05B Informatica.
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Art. 22. Corso di laurea in discipline economiche e sociali. - Il corso di
laurea in discipline economiche e sociali è disciplinato, oltre che dal presente
articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in discipline economiche e
sociali i seguenti:
Area economica: econometria; economia dello sviluppo; economia internazionale;
economia monetaria; economia pubblica; politica economica; storia del pensiero
economico.
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia e direzione
delle imprese; finanza aziendale; marketing; organizzazione aziendale.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto pubblico dell'economia.
Area matematico-statistica: calcolo delle probabilità; demografia; matematica
per le scienze sociali; ricerca operativa; statistica (secondo corso se presente
tra i fondamentali); statistica sociale.
Altre aree: storia delle relazioni internazionali.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in discipline economiche e
sociali deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali,
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica,
almeno due insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti
dell'area giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area
matematico-statistica. Deve inoltre comprendere almeno sei annualità tratte
dalle discipline dei seguenti settori scientifico-disciplinari:
M04X Storia contemporanea;
M07B Logica e filosofia della scienza;
Q01B Storia delle dottrine politiche;
Q02X Scienza politica;
Q05A Sociologia generale;
Q05C Sociologia dei processi economici e del lavoro;
Q05D Sociologia del territorio e dell'ambiente;
Q05E Sociologia dei fenomeni politici.
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Art. 23. Corso di laurea in economia e legislazione per l'impresa. - Il corso di
laurea in economia e legislazione per l'impresa è disciplinato, oltre che dal
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia e legislazione
per l'impresa i seguenti:
Area economica: economia del lavoro; economia e politica industriale; scienza
delle finanze; storia dell'industria.
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia dei gruppi
delle concentrazioni e delle cooperazioni aziendali; economia e direzione delle
imprese; finanza aziendale; metodologie e determinazioni quantitative di
azienda; strategia e politica aziendale.
Area giuridica: diritto bancario; diritto commerciale; diritto degli
intermediari finanziari; diritto del lavoro; diritto della Comunità europea;
diritto fallimentare; diritto internazionale; diritto penale commerciale;
diritto pubblico dell'economia; diritto tributario.
Area matematico-statistica: statistica aziendale.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia e legislazione
per l'impresa deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali,
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica,
almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno sei insegnamenti
dell'area giuridica e almeno tre insegnamenti dell'area matematico-statistica.
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Art. 24. Corso di laurea in economia del turismo. - Il corso di laurea in
economia del turismo è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia del turismo i
seguenti:
Area economica: economia dei beni culturali; economia dei trasporti; economia
dell'ambiente; economia del turismo; geografia del turismo; politica economica.
Area aziendale: economia e direzione delle imprese di viaggio e di trasporto;
economia e direzione delle imprese turistico-ricettive; gestione finanziaria e
valutaria; marketing del turismo; metodologie e determinazioni quantitative di
azienda; organizzazione delle aziende turistiche; organizzazione e gestione dei
sistemi informativi aziendali.
Area giuridica: diritto commerciale; diritto dei trasporti; diritto della
Comunità europea; legislazione del turismo.
Area matematico-statistica: elaborazione automatica dei dati per le decisioni
economiche e finanziarie; informatica generale; statistica del turismo.
Altre aree: sociologia del turismo.
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia del turismo deve
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed
altri, almeno cinque insegnamenti dell'area economica, almeno sei insegnamenti
dell'area aziendale, almeno tre insegnamenti dell'area giuridica e almeno
quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica.
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Art. 25. A tutti i fini previsti dal presente ordinamento gli elenchi degli
insegnamenti di cui al successivo art. 26 saranno sostituiti dai settori
scientifico-disciplinari previsti dall'art. 14 della legge n. 341/1990.
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Art. 26. Discipline delle aree economica, aziendale, giuridica e
matematico-statistica attivabili nella facoltà di economica
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Area economica
P01A Analisi economica: analisi economica; dinamica economica; econometria;
economia matematica; istituzioni di economia; tecniche di previsione economica;
teoria della programmazione economica.
P01B Economia politica: economia politica; istituzioni di economia;
macroeconomia; microeconomia.
P01C Storia del pensiero economico: storia dell'analisi economica; storia del
pensiero economico.
P01D Politica economica: analisi economica congiunturale; economia applicata;
economia del benessere; economia del lavoro; economia delle grandi aree
geografiche; economia delle istituzioni; economia dell'istruzione e della
ricerca scientifica; istituzioni di economia; politica economica; politica
economica agraria; politica economica dell'ambiente; politica economica europea;
programmazione economica; sistemi di contabilità macroeconomica; sistemi
economici comparati.
P01E Economia pubblica e scienza delle finanze: analisi costi-benefici; analisi
economica delle istituzioni; economia dell'ambiente; economia dell'arte e della
cultura; economia della sicurezza sociale; economia dell'impresa pubblica;
economia pubblica; economia sanitaria; finanza degli enti locali; scienza delle
finanze; sistemi fiscali comparati.
P01F Economia monetaria: economia dei mercati monetari e finanziari; economia
monetaria; istituzioni di economia; politica monetaria; sistemi finanziari
comparati.
P01G Economia internazionale: economia europea; economia internazionale;
economia monetaria internazionale; istituzioni di economia; istituzioni
economiche internazionali; politica economica internazionale.
P01H Economia dello sviluppo: cooperazione allo sviluppo; economia dei Paesi in
via di sviluppo; economia della popolazione; economia dello sviluppo;
istituzioni di economia; politica dello sviluppo economico; sviluppo delle
economie agricole; teoria dello sviluppo economico.
P01I Economia dei settori produttivi: economia delle attività terziarie;
economia delle fonti di energia; economia delle imprese internazionali; economia
dell'impresa; economia dell'innovazione; economia e politica industriale;
economia industriale.
P01J Economia regionale: economia del territorio; economia del turismo; economia
regionale; economia urbana; pianificazione economica territoriale; politica
economica regionale.
P01K Economia dei trasporti: economia dei trasporti.
P03X Storia economica: storia dei trasporti; storia del commercio; storia della
finanza pubblica; storia dell'agricoltura; storia della moneta e della banca;
storia delle assicurazioni e della previdenza; storia delle relazioni economiche
internazionali; storia dell'industria; storia economica; storia economica dei
Paesi in via di sviluppo; storia economica delle innovazioni tecnologiche;
storia economica dell'Europa; storia economica del turismo; storia e politica
monetaria; storia marittima.
G01X Economia ed estimo rurale: agricoltura e sviluppo economico; economia
agraria; economia agro-alimentare; economia dei mercati agricoli e forestali;
economia dell'ambiente agroforestale; economia delle produzioni zootecniche;
economia e gestione dell'azienda agraria e agro-industriale; economia e politica
agraria comparata; economia e politica montana e forestale; estimo forestale e
ambientale; estimo rurale; marketing dei prodotti agro-alimentari;
pianificazione agricola; politica agraria; storia dell'agricoltura.
M06B Geografia economico-politica: cartografia; cartografia tematica per
geografi; geografia applicata; geografia della popolazione; geografia delle
comunicazioni; geografia dello sviluppo; geografia del turismo; geografia
economica; geografia politica; geografia politica ed economica; geografia
politica ed economica di Stati e grandi aree; geografia urbana e organizzazione
territoriale; politica dell'ambiente; programmazione dello sviluppo e assetto
del territorio.
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Area aziendale
P02A Economia aziendale: analisi e contabilità dei costi; economia aziendale;
economia dei gruppi, delle concentrazioni e delle cooperazioni aziendali;
economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche; economia delle imprese
pubbliche; gestione informatica dei dati aziendali; istituzioni e dottrine
economiche aziendali comparate; metodologie e determinazioni quantitative di
azienda; programmazione e controllo; programmazione e controllo delle
amministrazioni pubbliche; ragioneria generale ed applicata; revisione
aziendale; storia della ragioneria; strategia e politica aziendale; tecnica
professionale.
P02B Economia e direzione delle imprese: analisi finanziaria; economia e
direzione delle imprese; economia e direzione delle imprese commerciali;
economia e direzione delle imprese di servizi; economia e direzione delle
imprese di viaggio e di trasporto; economia e direzione delle imprese
industriali; economia e direzione delle imprese internazionali; economia e
direzione delle imprese turistiche; economia e tecnica della pubblicità; finanza
aziendale; gestione della produzione e dei materiali; marketing; marketing
industriale; marketing internazionale; strategie di impresa; tecnica industriale
e commerciale.
P02C Organizzazione aziendale: amministrazione del personale; direzione
aziendale; organizzazione aziendale; organizzazione dei sistemi informativi
aziendali; organizzazione della produzione; organizzazione del lavoro;
organizzazione delle aziende commerciali; organizzazione delle aziende di
credito; organizzazione delle aziende e delle amministrazioni pubbliche;
organizzazione delle aziende industriali; organizzazione delle aziende
turistiche; organizzazione delle aziende di viaggio e di trasporto;
organizzazione e controllo aziendale; relazioni industriali.
P02D Economia degli intermediari finanziari: economia degli intermediari
finanziari; economia delle aziende di assicurazione; economia delle aziende di
credito; economia del mercato mobiliare; economia e tecnica dell'assicurazione;
finanziamenti di aziende; gestione finanziaria e valutaria; tecnica bancaria;
tecnica dei crediti speciali; tecnica di borsa.
C01B Chimica merceologica: analisi merceologica; chimica merceologica;
merceologia; merceologia dei prodotti alimentari; merceologia delle risorse
naturali; merceologia doganale; tecnologia dei cicli produttivi; tecnologia ed
economia delle fonti di energia.
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Area giuridica
N01X Diritto privato: diritto agrario; diritto agrario comparato; diritto
agrario comunitario; diritto agrario e legislazione forestale; diritto civile;
diritto di famiglia; diritto privato comparato; diritto privato dell'economia;
diritto sportivo; istituzioni di diritto privato; legislazione del turismo.
N02A Diritto commerciale: diritto commerciale; diritto commerciale
internazionale; diritto d'autore; diritto della cooperazione; diritto delle
assicurazioni; diritto fallimentare; diritto fallimentare e delle procedure
concorsuali; diritto industriale.
N02B Diritto bancario: controlli pubblici nel settore creditizio e assicurativo;
diritto bancario; diritto della borsa e dei cambi; diritto degli intermediari
finanziari; diritto del mercato finanziario; diritto pubblico dell'economia;
diritto valutario; legislazione bancaria.
N02C Diritto della navigazione: diritto aeronautico; diritto aerospaziale;
diritto dei trasporti; diritto della navigazione; diritto delle assicurazioni
marittime; diritto internazionale della navigazione.
N03X Diritto del lavoro: diritto comparato del lavoro; diritto della previdenza
sociale; diritto della sicurezza sociale; diritto del lavoro; diritto del lavoro
e della previdenza sociale; diritto del lavoro e delle relazioni industriali;
diritto del lavoro e diritto sindacale; diritto sindacale.
N04A Diritto costituzionale: diritto costituzionale; diritto costituzionale
regionale; diritto parlamentare.
N04B Istituzioni di diritto pubblico: diritto e legislazione universitaria;
diritto pubblico comparato; diritto pubblico dell'economia; diritto regionale;
diritto regionale e degli enti locali; istituzioni di diritto pubblico;
legislazione del turismo; legislazione per lo sviluppo del Mezzogiorno.
N05X Diritto amministrativo: contabilità degli enti pubblici; contabilità di
Stato; diritto amministrativo; diritto degli enti locali; diritto dei beni
pubblici e delle fonti di energia; diritto dell'ambiente; diritto minerario;
diritto processuale amministrativo; diritto pubblico dell'economia; diritto
scolastico; diritto urbanistico; disciplina giuridica delle attività
tecnico-ingegneristiche; legislazione dei beni culturali; legislazione delle
opere pubbliche e dell'edilizia; legislazione forestale.
N07X Diritto tributario: diritto doganale; diritto finanziario; diritto
tributario; diritto tributario comparato; sistemi fiscali comparati.
N08X Diritto internazionale: diritto degli scambi internazionali; diritto della
Comunità europea; diritto delle comunicazioni internazionali; diritto
diplomatico e consolare; diritto internazionale; diritto internazionale della
navigazione; diritto internazionale del lavoro; diritto internazionale
dell'economia; diritto internazionale privato; organizzazione internazionale.
N09X Diritto processuale civile: diritto dell'arbitrato interno e
internazionale; diritto dell'esecuzione civile; diritto fallimentare; diritto
processuale civile; diritto processuale civile comparato.
N10B Diritto penale: diritto penale amministrativo; diritto penale commerciale;
diritto penale comparato; diritto penale dell'ambiente; diritto penale del
lavoro; diritto penale dell'economia; diritto penale tributario.
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Area matematico-statistica
S01A Statistica: analisi dei dati; analisi statistica multivariata; analisi
statistica spaziale; didattica della statistica; metodi statistici di
previsione; piano degli esperimenti; rilevazioni statistiche; statistica;
statistica computazionale; statistica matematica; storia della statistica;
tecniche di ricerca e di elaborazione dei dati; teoria dei campioni; teoria
dell'inferenza statistica; teoria statistica delle decisioni.
S01B Statistica per la ricerca sperimentale: antropometria; biometria; metodi
statistici di controllo della qualità; metodi statistici di misura; metodologia
statistica in agricoltura; modelli stocastici e analisi dei dati; piano degli
esperimenti; statistica; statistica applicata alle scienze biologiche;
statistica applicata alle scienze fisiche; statistica e calcolo delle
probabilità; statistica medica; statistica per l'ambiente; statistica per la
ricerca sperimentale; teoria e metodi statistici dell'affidabilità.
S02X Statistica economica: analisi di mercato; analisi statistico-economica
territoriale; classificazione e analisi dei dati economici; contabilità
nazionale; controllo statistico della qualità; gestione di basi di dati
economici; metodi statistici di valutazioni di politiche; modelli statistici del
mercato del lavoro; modelli statistici di comportamento economico; rilevazione e
controllo dei dati economici; serie storiche economiche; statistica aziendale;
statistica dei mercati monetari e finanziari; statistica economica; statistica
industriale.
S03A Demografia: analisi demografica; demografia; demografia bio-sanitaria;
demografia della famiglia; demografia economica; demografia regionale;
demografia sociale; demografia storica; modelli demografici; politiche della
popolazione; rilevazioni e qualità dei dati demografici; teoria della
popolazione.
S03B Statistica sociale: indagini campionarie e sondaggi demoscopici; metodi
statistici per la programmazione e la valutazione dei servizi sociali e
sanitari; modelli statistici del mercato del lavoro; modelli statistici per
l'analisi del comportamento politico; modelli statistici per l'analisi e la
valutazione dei processi educativi; rilevazioni statistiche e qualità dei dati
sociali e sanitari; statistica del turismo; statistica giudiziaria; statistica
per la ricerca sociale; statistica psicometrica; statistica sanitaria;
statistica sociale.
S04A Matematica per le decisioni economiche e finanziarie: elaborazione
automatica dei dati per le decisioni economiche e finanziarie; matematica
generale; matematica per le applicazioni economiche e finanziarie; matematica
per le decisioni della finanza aziendale; matematica per l'economia; matematica
per le scienze sociali; metodi matematici per la gestione delle aziende; modelli
matematici per i mercati finanziari; ricerca operativa per le scelte economiche;
teoria dei giochi; teoria delle decisioni; teoria matematica del portafoglio
finanziario.
S04B Matematica finanziaria e scienze attuariali: economia e finanza delle
assicurazioni; matematica attuariale; matematica finanziaria; statistica
assicurativa; tecnica attuariale delle assicurazioni contro i danni; tecnica
attuariale delle assicurazioni sociali; tecnica attuariale delle assicurazioni
sulla vita; teoria del rischio.
A01A Algebra e logica matematica: algebra lineare.
A01B Geometria: geometria.
A02A Analisi matematica: analisi matematica.
A02B Calcolo delle probabilità: calcolo delle probabilità; processi stocastici.
A04A Analisi numerica: analisi numerica; calcolo numerico; matematica
computazionale; metodi numerici per l'ottimizzazione.
A04B Ricerca operativa: ottimizzazione; programmazione matematica; ricerca
operativa; tecniche di simulazione.
K04X Automatica: analisi dei sistemi; modellistica e gestione delle risorse
naturali; modellistica e gestione dei sistemi ambientali; modellistica e
simulazione.
K05A Sistemi di elaborazione delle informazioni: informatica grafica; ingegneria
della conoscenza e sistemi esperti; sistemi informativi.
K05B Informatica: informatica generale; intelligenza artificiale;
programmazione; sistemi operativi.
K05B Cibernetica: cibernetica; elaborazioni di immagini.
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Tabella B
Laurea in Scienze economiche
Durata del corso degli studi: quattro anni.
Titolo di ammissione: diploma di Istituto secondario superiore ordinato su non
meno di cinque anni di corso.
Istituzioni di diritto privato.
Istituzioni di diritto pubblico.
Istituzioni di statistica.
Istituzioni di economia politica (biennale).
Diritto commerciale.
Matematica.
Scienza delle finanze.
Storia economica.
Economia monetaria e creditizia (biennale).
Politica economica.
Economia monetaria e creditizia (biennale).
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Tabella C
Laurea in Scienze economiche e bancarie
Laurea in Scienze economiche
Diritto pubblico dell'economia.
Diritto finanziario.
Diritto amministrativo.
Diritto del lavoro.
Diritto fallimentare.
Legislazione sulle banche, sulle borse e sul risparmio.
Economia e tecnica delle imprese di assicurazione.
Economia e politica agraria.
Economia internazionale.
Storia delle dottrine economiche.
Storia delle dottrine politiche.
Econometria.
Economia applicata.
Economia matematica.
Tecnica di borsa.
Tecnica del commercio interno e internazionale.
Contabilità economica nazionale.
Statistica.
Sociologia.
Demografia.
Geografia economica.
Contabilitèa di Stato.
Storia economica italiana dell'unità nazionale.
Prima lingua straniera.
Seconda lingua straniera.
Per il conseguimento della laurea in entrambi i corsi è necessario aver superato
un esame di lingua straniera.
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Tabella IX (17)
Laurea in lingue e letterature straniere
Laurea da conseguirsi presso le facoltà di lingue e letterature straniere,
lingue e letterature straniere moderne, lettere e filosofia, magistero, economia
e commercio (a Verona).
Titoli di ammissione: quelli previsti dalle norme vigenti.
Durata del corso di studi: quattro anni.
Il corso di laurea si articola in bienni ed indirizzi. Il primo biennio è comune
a tutti gli indirizzi e comprende nove esami, con quattro prove scritte e orali
di lingua. Il secondo biennio si articola in tre indirizzi
(filologico-letterario, linguistico-glottodidattico, storico-culturale),
ciascuno dei quali comprende dieci esami con tre prove scritte e orali di
lingua.
Gli esami delle lingue e letterature straniere comprendono per ciascun anno di
corso una prova scritta e orale di lingua, le cui modalità sono determinate dai
singoli corsi di laurea.
Questi potranno prevedere anche uno sbarramento tra il primo e il secondo
biennio per lo studente che non abbia superato tutti gli esami di lingue e
letterature straniere previsti per il primo biennio.
Al fine esclusivo di facilitare le scelte didattiche dello studente, ciascun
corso di laurea provvede ad includere le discipline attivate o mutabili in aree
didattiche, che comprendono una o piú discipline omogenee:
a) lingue e letterature straniere (un'area per ogni lingua: anglistica,
germanistica, ecc.);
b) italianistica;
c) scienze del linguaggio;
d) scienze glottodidattiche;
e) scienze dell'educazione;
f) scienze geografiche;
g) scienze filosofiche;
h) lingue e culture classiche;
i) scienze dell'arte, della musica e dello spettacolo;
k) scienze filologiche;
l) scienze storiche;
m) scienze storico-culturali (storia della cultura, storia della civiltà, ecc.);
n) scienze della letteratura (storia della critica, letterature comparate,
ecc.);
o) scienze della comunicazione (semeiologia, sociologia della comunicazione,
ecc.).
Specifiche discipline che possono riferirsi a campi specifici diversi, potranno
essere incluse in non più di due aree didattiche.
Il biennio comune prevede le seguenti annualità:
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con relativa prova scritta
e orale di lingua;
due della lingua e letteratura triennale, ciascuna con la relativa prova scritta
e orale di lingua;
una di italianistica (da scegliersi tra "letteratura italiana" e "lingua e
letteratura italiana"), cui è propedeutica una prova scritta;
una di scienze storiche;
una di scienze del linguaggio;
una a scelta libera (la scelta dello studente può aver luogo tra tutte le
discipline attivate o mutuabili);
una a scelta guidata (la scelta dello studente è limitata alle discipline
incluse nelle seguenti aree didattiche: area della lingua e letteratura
quadriennale, area della lingua e letteratura triennale, italianistica, scienze
storico-culturali, scienze della letteratura, scienze geografiche, lingue e
culture classiche).
Il secondo biennio si articola in tre indirizzi: filologico-letterario,
linguistico-glottodidattico, storico-culturale.
L'idirizzo filologico-letterario comprende le seguenti annualità:
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con la relativa prova
scritta e orale di lingua;
una della lingua e letteratura triennale, con la relativa prova scritta e orale
di lingua;
una della filologia afferente alla lingua quadriennale;
una della filologia afferente alla lingua triennale;
due dell'area della lingua e letteratura quadriennale;
due a scelta libera;
una a scelta guidata (la scelta è tra le discipline incluse nelle seguenti aree
didattiche: scienze della letteratura, lingue e culture classiche,
italianistica, scienze glottodidattiche).
L'indirizzo linguistico-glottodidattico comprende le seguenti annualità:
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con la relativa prova
scritta e orale di lingua;
una della lingua e letteratura triennale, con la relativa prova scritta ed orale
di lingua;
una della filologia afferente alla lingua quadriennale;
una di scienze del linguaggio;
una di scienze glottodidattiche;
una di scienze dell'educazione;
due a scelta libera;
una a scelta guidata (la scelta è tra le discipline incluse nelle seguenti aree
didattiche: area della lingua e letteratura quadriennale, area della lingua e
letteratura triennale, scienze filosofiche, scienze della comunicazione).
L'indirizzo storico-culturale comprende le seguenti annualità:
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con la relativa prova
scritta ed orale di lingua;
una della lingua e letteratura triennale, con la relativa prova scritta ed orale
di lingua;
una della filologia afferente alla lingua quadriennale;
una di scienze storiche;
due da scegliersi tra le seguenti aree: scienze filosofiche, scienze
geografiche, scienze dell'arte, della musica e dello spettacolo;
due a scelta libera;
una a scelta guidata (la scelta è tra le discipline incluse nelle seguenti aree
didattiche: scienze storico-culturali, area della lingua e letteratura
quadriennale, lingua e culture classiche, italianistica).
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente dovrà seguire i corsi e
superare gli esami per un totale di diciannove esami con sette prove scritte ed
orali di lingue straniere. La tesi di laurea verrà scelta all'interno
dell'indirizzo di specializzazione e nel quadro della civiltà della lingua
quadriennale. Il diploma di laurea menzionerà sia la lingua quadriennale sia
l'indirizzo di specializzazione.
------------------------
(17) La presente tabella IX sostituisce la precedente tab. IX, la tab. XVI e la
tab. XIII-bis per effetto del D.P.R. 3 febbraio 1989, riportato al n. C/XXXVI.
La definizione del corso di laurea è stata così corretta con D.M. 22 giugno 1991
(Gazz. Uff. 7 maggio 1992, n. 105).
Allegato: Tabella IX-bis (18)
Laurea in lingua e letterature orientali
Durata del corso di studi: quattro anni.
Sono insegnamenti fondamentali:
1) una prima lingua e letteratura orientale (da scegliere tra l'araba,
l'ebraica, la cinese, la giapponese, la hindi, l'iranica, l'afghana e la turca);
2) una seconda lingua e letteratura orientale (da scegliere come sopra);
3) lingua inglese o lingua russa (biennale);
4) geografia del vicino, medio ed estremo oriente;
5) storia politica e delle istituzioni del vicino oriente;
6) storia politica e delle istituzioni del medio ed estremo oriente;
7) islamistica;
8) religioni e filosofia dell'India;
9) religioni e filosofia dell'Asia orientale;
10) lingua e letteratura italiana (biennale);
Sono insegnamenti complementari:
1) dialetti arabi;
2) dialetti iranici;
3) diritto musulmano;
4) filologia semitica (18/a);
5) filologia iranica (18/a);
6) filologia uralo-altaica (18/a);
7) filologia ebraica medioevale;
8) indologia;
9) sinologia (18/a);
10) grammatica tradizionale della lingua araba;
11) linguistica dell'indo-ario;
12) filosofia islamica;
13) lingua e letteratura armena;
14) lingua e letteratura bengali;
15) lingua e letteratura birmana;
16) lingua e letteratura cambogiana;
17) lingua e letteratura coreana;
18) lingua e letteratura cinese moderna;
19) lingua e letteratura ebraica moderna;
20) lingua e letteratura amarica;
21) lingua e letteratura malese e indonesiana;
22) lingua e letteratura mongola;
23) lingua e letteratura thai;
24) lingua e letteratura tamil;
25) lingua e letteratura tibetana;
26) lingua e letteratura urdu;
27) lingua e letteratura vietnamita;
28) storia dell'arte islamica;
29) storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale;
30) storia dell'arte dell'Asia orientale;
31) storia dell'ebraismo;
32) storia politica e delle istituzioni del subcontinente indiano;
33) storia religiosa dell'Iran e dell'Asia centrale;
34) storia delle esplorazioni dell'Asia;
35) caucasologia.
Lo studente deve seguire per quattro anni lo insegnamento di una lingua e
letteratura orientale fondamentale e per un triennio (o per un biennio se dà
l'esame annuale di una terza lingua) l'insegnamento di una seconda lingua
orientale o occidentale (scelta fra quelle effettivamente insegnate
nell'Università di Venezia).
Per essere ammesso all'esame di laurea (il cui diploma indicherà la
specializzazione della lingua scelta come materia quadriennale), lo studente
deve aver seguito i corsi e superato gli esami della lingua quadriennale, della
triennale e un esame annuale della storia (numeri 5 e 6) e uno della religione
(numeri 7, 8 e 9) afferenti alla civiltà di cui si studia la lingua come
quadriennale e altri sette esami (di cui tre di disciplina non linguistica)
scelti liberamente tra le materie complementari.
Lo studente peraltro potrà scegliere per questi sette anni, anche qualunque
materia fondamentale, tenendo presente che, ove si tratti di materia
fondamentale linguistica, dovrà trattarsi di una lingua e letteratura diversa da
quella da lui scelta come quadriennale e triennale. Anche per gli insegnamenti
non linguistici una materia può essere scelta come biennale o triennale.
------------------------
(18) Tabella aggiunta dal D.P.R. 16 aprile 1973, n. 354 (Gazz. Uff. 4 luglio
1973, n. 168).
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha
così disposto:
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese.
Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a
cominciare dall'anno accademico 1980-81".
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha
così disposto:
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese.
Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a
cominciare dall'anno accademico 1980-81".
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha
così disposto:
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese.
Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a
cominciare dall'anno accademico 1980-81".
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha
così disposto:
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese.
Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a
cominciare dall'anno accademico 1980-81".
Tabella X
Diploma di magistero in economia e diritto
Durata del corso degli studi: un anno.
Titolo di ammissione: laurea in economia e commercio.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Economia politica. - 2. Storia delle dottrine
economiche. - 3. Contabilità di Stato. - 4. Diritto civile. - 5. Diritto
processuale civile. - 6. Diritto e procedura penale. - 7. Diritto
amministrativo. - 8. Diritto del lavoro (19). - 9. Economia coloniale (19/a).
Per essere ammesso all'esame di diploma lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e deve aver dato prova
di attitudine all'insegnamento con una lezione pratica.
------------------------
(19) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
(19/a) Insegnamento soppresso dal D.P.R. 28 maggio 1968, n. 801 (Gazz. Uff. 22
luglio 1968, n. 185).
Tabella XI
Diploma di magistero in economia aziendale
Durata del corso degli studi: un anno.
Titolo di ammissione: laurea in economia e commercio.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Economia politica (19). - 2. Elementi di diritto
processuale civile. - 3. Elementi di diritto e procedura penale. - 4. Ragioneria
generale ed applicata - economia aziendale. - 5. Tecnica amministrativa delle
aziende industriali. - 6. Tecnica commerciale e bancaria. - 7. Contabilità di
Stato. - 8. Diritto del lavoro (19).
Per essere ammesso all'esame di diploma lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e deve aver dato prova
di attitudine all'insegnamento con una lezione pratica.
------------------------
(19) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
(19) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
Tabella XII
Laurea in lettere
Durata del corso degli studi: quattro anni.
Titolo di ammissione: diploma di maturità classica.
Il corso di studi si distingue in due indirizzi: classico e moderno.
Insegnamenti fondamentali comuni. - 1. Letteratura italiana. - 2. Letteratura
latina. - 3. Storia romana (con esercitazioni di epigrafia romana). - 4.
Geografia. - 5. Filosofia (con facoltà di scelta fra gli insegnanti di filosofia
teoretica, filosofia morale, storia della filosofia, pedagogia).
Insegnamenti fondamentali per l'indirizzo classico. - 1. Letteratura greca. - 2.
Storia greca. - 3. Glottologia. - 4. Archeologia e storia dell'arte greca e
romana.
Insegnamenti fondamentali per l'indirizzo moderno. - 1. Filologia romanza. - 2.
Storia medioevale. - 3. Storia moderna. - 4. Storia dell'arte medioevale e
moderna.
Insegnamenti complementari. - 1. Filologia greco-latina. - 2. Grammatica greca e
latina. - 3. Storia comparata delle lingue classiche. - 4. Epigrafia greca. - 5.
Papirologia. - 6. Antichità greche e romane. - 7. Etruscologia ed archeologia
italica. - 8. Topografia dell'Italia antica. - 9. Topografia romana. - 10.
Antichità pompeiane ed ercolanesi. - 11. Archeologia dell'Africa romana. - 12.
Storia della letteratura latina medioevale. - 13. Storia della lingua italiana.
- 14. Storia del risorgimento. - 15. Sanscrito. - 16. Lingue ariane moderne
dell'Indio (indostano e bengalico). - 17. Filologia iranica. - 18. Lingua e
letteratura persiana. - 19. Lingua e letteratura armena. - 20. Lingua e
letteratura turca. - 21. Lingua e letteratura siriaca. - 22. Ebraico e lingue
semitiche comparate. - 23. Epigrafi ed antichità semitiche. - 24. Lingua e
letteratura araba. - 25. Filologia ed antichità libico-berbere. - 26. Storia e
lingue dell'Abissinia. - 27. Lingua e letteratura copta. - 28. Storia e
istituzioni etiopiche. - 29. Lingue e letterature semitiche dell'A.O.I. - 30.
Lingue non semitiche dell'A.O.I. - 31. Filologia bizantina. - 32. Filologia
germanica. - 33. Filologia slava. - 34. Paleografia e diplomatica. - 35.
Numismatica. - 36. Paletnologia. - 37. Lingua e letteratura francese. - 38.
Lingua e letteratura tedesca. - 39. Lingua e letteratura inglese. - 40. Lingua e
letteratura spagnola. - 41. Lingua e letteratura portoghese. - 42. Lingua e
letteratura neo-greca. - 43. Lingua e letteratura romena. - 44. Lingua e
letteratura russa. - 45. Lingua e letteratura polacca. - 46. Lingua e
letteratura bulgara. - 47. Lingua e letteratura ungherese. - 48. Lingua e
letteratura albanese. - 49. Lingua, letteratura e storia cinese. - 50. Lingua,
letteratura e storia giapponese. - 51. Storia delle religioni. - 52. Storia del
cristianesimo. - 53. Storia della Chiesa. - 54. Archeologia cristiana. - 55.
Letteratura cristiana antica. - 56. Storia religiosa dell'Oriente cristiano. -
57. Egittologia. - 58. Religioni e filosofie dell'India e dell'estremo Oriente.
- 59. Assirologia ed archeologia orientale. - 60. Storia orientale antica. - 61.
Storia e geografia dell'Asia orientale. - 62. Storia dell'arte del medio ed
estremo Oriente. - 63. Storia e istituzioni musulmane. - 64. Storia della
filosofia e della scienza musulmane. - 65. Storia dell'arte musulmana e copta. -
66. Biblioteconomia e bibliografia. - 67. Storia della musica. - 68. Letteratura
delle tradizioni popolari. - 69. Etnologia. - 70. Uno degli insegnamenti
filosofici che non sia stato prescelto come fondamentale. - 71. Lingua e
letteratura slovena (20). - 72. Storia della letteratura italiana moderna e
contemporanea. - 73. Metodologia organizzativa e tecnica della documentazione
bibliografica (21).
Lo studente deve seguire i corsi e sostenere gli esami negli insegnamenti
fondamentali comuni ed in quelli dell'indirizzo prescelto; lo studente deve
inoltre prendere iscrizione e sostenere gli esami in altre otto discipline da
lui scelte fra le fondamentali dell'indirizzo diverso da quello che egli segue e
fra le discipline complementari.
Due degli insegnamenti complementari possono essere sostituiti dallo studente
con due discipline di altri corsi di studio della stessa o di diversa facoltà
dell'ateneo.
Tre degli insegnamenti, fondamentali o complementari, debbono essere seguiti per
un biennio; può però lo studente seguire per un biennio anche uno o due
insegnamenti in più, ed in tal caso può ridurre rispettivamente di uno o due gli
altri insegnamenti che deve scegliere.
Lo studente deve superare una prova scritta di traduzione latina.
Nelle facoltà, dove gli insegnamenti di "storia greca" e di "storia romana", di
"storia medioevale" e di "storia moderna", sono riuniti in una unica cattedra, i
corsi rispettivi debbono essere tenuti alternativamente e deve essere indicato
ogni anno, nel manifesto degli studi, il corso che sarà impartito.
L'insegnamento di "archeologia e storia dell'arte greca e romana" può essere
scisso nei due insegnamenti di "archeologia e storia dell'arte greca" e di
"archeologia e storia dell'arte romana", e così l'insegnamento di "storia
dell'arte medioevale e moderna" sdoppiato nei due insegnamenti di "storia
dell'arte medioevale" e di "storia dell'arte moderna".
Il preside, sentita, ove ritenga, la facoltà, deve controllare i piani di studio
presentati dagli studenti per il loro coordinamento, ed approvarli prima che
siano resi definitivi.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali comuni e
dell'indirizzo da lui scelto ed in tutti gli altri insegnamenti compresi nel
piano di studi approvato dal preside della facoltà.
------------------------
(20) Aggiunto dal R.D. 10 ottobre 1941, n. 1173.
(21) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
Tabella XIII
Laurea in filosofia
Durata del corso degli studi: quattro anni.
Titolo di ammissione: diploma di maturità classica.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Letteratura italiana. - 2. Letteratura latina. -
3. Storia romana (con esercitazioni di epigrafia romana). - 4. Storia
medioevale. - 5. Storia moderna. - 6. Storia della filosofia (biennale). - 7.
Filosofia teoretica (biennale). - 8. Filosofia morale (biennale). - 9.
Pedagogia. - 10. Un insegnamento scelto fra i seguenti: psicologia o una delle
discipline biologiche, fisiche, chimiche o matematiche.
Insegnamenti complementari. - 1. Estetica. - 2. Filosofia del diritto. - 3.
Storia della filosofia antica. - 4. Storia della filosofia medioevale. - 5.
Religioni e filosofie dell'India e dell'Estremo Oriente. - 6. Storia delle
religioni. - 7. Storia del cristianesimo. - 8. Storia della pedagogia italiana.
- 9. Psicologia. - 10. Storia del Risorgimento. - 11. Storia del diritto
italiano. - 12. Storia delle dottrine politiche. - 13. Storia delle dottrine
economiche. - 14. Storia orientale antica. - 15. Letteratura greca. - 16.
Economia politica (22). - 17. - Biologia delle razze umane. - 18. Filosofia
della storia (22/a). - 19. Filosofia della religione (22/a). - 20. Una lingua e
letteratura straniera scelta tra quelle previste nella tabella XII (22/a).
Nelle facoltà, dove gli insegnamenti di "storia medioevale" e di "storia
moderna" sono uniti in unica cattedra, il corso deve essere dedicato
alternativamente un anno alla "storia medioevale" ed un anno alla "storia
moderna".
Il Ministro può disporre che gl'insegnamenti di "filosofia teoretica" e di
"filosofia morale" siano affidati ad un solo professore.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in sei da lui
scelti fra i complementari previa approvazione del preside della facoltà.
------------------------
(22) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58.
(22/a) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
(22/a) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
(22/a) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
Tabella XIII-bis (22/b)
Laurea in lingue e letterature straniere moderne
------------------------
(22/b) Vedi, ora, la nuova tab. IX, allegata al presente decreto, che ha
sostituito la precedente tab. IX, la tab. XIII-bis e la tabella XVI, per effetto
del D.P.R. 3 febbraio 1989, riportato al n. C/XXXVI.
Tabella XIII-ter (22/c)
Laurea in conservazione dei beni culturali
Articolo unico
Il corso di laurea in conservazione dei beni culturali ha la durata di quattro
anni.
I titoli di ammissione sono quelli prescritti dalle vigenti disposizioni.
Il corso di laurea si articola in quattro indirizzi:
a) archivistici o librari;
b) architettonici, archeologici e dell'ambiente (archeologici);
c) mobili o artistici (storici, artistici, architettonici);
d) beni musicali (22/d).
L'attivazione del corso di laurea non comporta necessariamente quella di tutti
gli indirizzi previsti: essa può avvenire per ciascuno degli indirizzi stessi
quando sia assicurata, al momento della proposta dell'inserimento del relativo
indirizzo nello statuto dell'Ateneo, la disponibilità di idonee strutture ed
attrezzature e del necessario personale docente e non docente, tenuto conto
della specificità dell'indirizzo.
Da tale norma si deroga per le Università di nuova istituzione.
Lo studente per essere ammesso all'esame di laurea dovrà frequentare
insegnamenti e superare gli esami per un totale di 24 annualità così suddivise:
4 annualità caratterizzanti il corso di laurea;
4 annualità caratterizzanti l'indirizzo;
15 annualità scelte tra quelle proprie a ciascun indirizzo, attingendo, in
misura diversa, da ciascuna delle aree in cui le discipline sono raggruppate, a
seconda delle norme indicate per ciascun indirizzo;
1 annualità tra le discipline dell'area giuridica comune a tutti gli indirizzi.
Talune discipline (indicate con "s") prevedono uno svolgimento semestrale; due
di esse costituiscono una annualità.
Coerentemente con il taglio specifico del piano di studi, 2 insegnamenti possono
essere scelti nell'ambito delle aree proprie ad altri indirizzi dello stesso
corso di laurea o in quello di corsi di laurea o indirizzi di altre facoltà
previsti nel piano per la formazione degli operatori del patrimonio culturale ed
ambientale, purché attivati nella stessa sede.
La tesi di laurea dovrà essere scelta nell'ambito delle discipline annuali
proprie dell'area la cui tematica è prevalente nel piano di studio prescelto.
Discipline caratterizzanti il corso di laurea (4 annualità)
1) Letteratura italiana;
2) Letteratura latina;
3) Linguistica generale (in prima applicazione sostituibile con glottologia o
filologia romanza);
4) Geografia.
------------------------
(22/c) Tabella aggiunta dal D.P.R. 3 ottobre 1979, n. 586 (Gazz. Uff. 22
novembre 1979, n. 319) e poi così sostituita dal D.P.R. 22 luglio 1983, n. 484,
riportato al n. C/XXIV.
(22/d) Comma così sostituito dall'articolo unico, D.M. 21 ottobre 1991 (Gazz.
Uff. 21 aprile 1992, n. 93).
I. - Indirizzo dei beni architettonici, archeologici e dell'ambiente
(archeologici)
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità):
1) Letteratura greca;
2) Storia greca;
3) Storia romana;
4) Archeologia (metodologia della ricerca archeologica).
a) Area della metodologia e delle tecniche:
1) Antropologia fisica;
2) Archeologia industriale;
3) Archeologia subacquea (s);
4) Archeometria (s);
5) Bioarcheologia (s);
6) Cartografia tematica (s);
7) Elementi di ecologia (s);
8) Elementi di informatica (s);
9) Elementi di topografia e fotogrammetria (s);
10) Esegesi delle fonti letterarie;
11) Geoarcheologia (s);
12) Metrologia antica;
13) Museografia e museologia;
14) Rilievo e analisi tecnica dei monumenti antichi;
15) Storia dell'archeologia;
16) Storia della produzione artigianale e della cultura materiale;
17) Metodologia e tecniche della ricognizione e dello scavo;
18) Tecniche della documentazione, classificazione ed edizione;
19) Telerilevamenti ed intepretazione di immagini (s);
20) Teoria e tecniche del restauro architettonico (s);
21) Teoria e tecniche del restauro di manufatti archeologici (s).
b) Area della preistoria e protostoria:
1) Antichità celtiche;
2) Antichità sarde;
3) Ecologia ed archeologia del paleolitico;
4) Ecologia preistorica;
5) Etnografia preistorica dell'Africa;
6) Paletnologia;
7) Paleontologia umana ed animale;
8) Preistoria del Vicino Medio Oriente;
9) Preistoria e protostoria dell'Asia;
10) Preistoria e protostoria europea.
c) Area dell'archeologia classica:
1) Antichità greche e romane;
2) Antichità pompeiane ed ercolanesi;
3) Antichità teatrali del mondo greco e romano;
4) Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia;
5) Archeologia delle province romane di Oriente;
6) Archeologia delle province romane di Occidente;
7) Archeologia egea;
8) Archeologia e storia dell'arte greca e romana [*];
9) Civiltà dell'Italia preromana;
10) Drammaturgia del mondo greco e romano;
11) Epigrafia greca;
12) Epigrafia latina;
13) Etruscologia;
14) Geografia storica del mondo antico;
15) Numismatica greca;
16) Numismatica romana;
17) Storia dell'agricoltura e del paesaggio agrario nella antichità;
18) Storia dell'architettura greca e romana;
19) Storia dell'urbanistica antica;
20) Topografia antica;
21) Topografia romana;
22) Topografia urbana del mondo classico;
23) Archeologia di un'area regionale italiana nell'antichità.
------
[*] L'insegnamento di archeologia e storia dell'arte greca e romana può essere
scisso, con la procedura di cui all'art. 17 del testo unico 31 agosto 1933, n.
1592, nei due insegnamenti di archeologia e storia dell'arte greca e archeologia
e storia dell'arte romana.
d) Area dell'archeologia della tarda antichità e del Medioevo:
1) Antichità ed epigrafia cristiane;
2) Antichità ed epigrafia medioevali;
3) Archeologia cristiana;
4) Archeologia della tarda antichità;
5) Archeologia islamica;
6) Archeologia medievale;
7) Archeologia partica e sasanide;
8) Esegesi delle fonti medievali;
9) Filologia latina medievale;
10) Storia degli insediamenti e del paesaggio agrario nella tarda antichità;
11) Numismatica medievale;
12) Paleografia e diplomatica;
13) Sfragistica;
14) Storia bizantina;
15) Storia dell'arte medievale;
16) Storia dell'arte bizantina;
17) Storia dell'arte islamica;
18) Storia medievale;
19) Storia dell'urbanistica medievale;
20) Topografia medievale;
21) Archeologia di un'area regionale italiana nel Medioevo.
e) Area dell'archeologia orientale:
1) Antichità cipriote;
2) Antichità copte;
3) Archeologia del Giappone;
4) Archeologia della Cina;
5) Archeologia dell'Asia centrale;
6) Archeologia ed antichità etiopiche;
7) Archeologia e storia dell'arte dell'India;
8) Archeologia islamica;
9) Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico;
10) Archeologia fenicio-punica;
11) Archeologia iranica;
12) Archeologia orientale;
13) Archeologia pratica e sasanide;
14) Assirologia;
15) Egittologia;
16) Epigrafia semitica;
17) Filologia iranica;
18) Filologia semitica;
19) Ittitologia;
20) Numismatica islamica;
21) Storia dell'Asia Anteriore antica;
22) Storia del Mediterraneo antico orientale;
23) Storia orientale antica;
24) Sumerologia.
Lo studente dovrà seguire 15 annualità scelte secondo un piano coerente sulla
tematica di una delle aree che deve, però, includere almeno una annualità di
ciascuna delle altre e quattro annualità da quella della metodologia e delle
tecniche.
------------------------
II - Indirizzo dei beni mobili e artistici (storici - artistici -
architettonici)
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità):
1) Storia medievale;
2) Storia moderna;
3) Storia contemporanea;
4) Storia dell'arte (metodologia della ricerca storico-artistica).
a) Area delle discipline di interesse generale:
1) Analisi delle forme e metodi di attribuzione;
2) Antropologia culturale;
3) Elementi di ecologia (s);
4) Elementi di informatica e scienza della catalogazione dei beni culturali (s);
5) Esegesi delle fonti d'archivio per la storia dell'architettura e della città
(s);
6) Estetica;
7) Iconologia ed iconografia;
8) Museologia e storia del collezionismo;
9) Paleografia e diplomatica;
10) Psicologia della percezione (s);
11) Psicologia dell'arte (s);
12) Semiotica delle arti;
13) Sociologia dell'arte;
14) Sociologia urbana e rurale;
15) Storia del disegno e della grafica;
16) Storia dell'abbigliamento (s);
17) Storia della critica d'arte;
18) Storia della musica;
19) Storia della scenografia;
20) Storia della scienza e della tecnica;
21) Storia del restauro;
22) Trattati e precettistica (s);
23) Una storia regionale del Medioevo e dell'età moderna.
b) Area del Medioevo:
1) Storia dell'arte medievale I;
2) Storia dell'arte medievale II;
3) Storia dell'arte medievale III;
4) Archeologia medievale;
5) Epigrafia e paleografia medievali (s);
6) Filologia latina medievale;
7) Storia degli insediamenti e del paesaggio agrario medievali;
8) Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo;
9) Storia dell'architettura nel Medioevo;
10) Storia bizantina;
11) Storia dell'arte bizantina;
12) Storia dell'arte copta;
13) Storia dell'arte islamica;
14) Storia dell'arte delle aree europee nel Medioevo I;
15) Storia dell'arte delle aree europee nel Medioevo II;
16) Storia dell'arte delle aree extraeuropee I;
17) Storia dell'arte delle aree extraeuropee II;
18) Storia della cultura classica nell'arte medievale (s);
19) Storia della miniatura;
20) Storia delle arti applicate e dell'oreficeria;
21) Topografia medievale (s);
22) Una storia dell'arte di un'area regionale italiana nel Medioevo.
c) Area dell'età moderna:
1) Storia dell'arte moderna I;
2) Storia dell'arte moderna II;
3) Storia dell'arte moderna III;
4) Numismatica e medaglistica nell'età moderna;
5) Storia dei giardini (s);
6) Storia dell'arte dei Paesi europei I;
7) Storia dell'arte dei Paesi europei II;
8) Storia dell'arte delle aree extraeuropee I;
9) Storia dell'arte delle aree extraeuropee II;
10) Storia della tradizione classica nell'arte europea;
11) Storia dell'architettura moderna;
12) Storia della città e del territorio;
13) Storia della miniatura;
14) Storia delle arti applicate e dell'oreficeria;
15) Storia dell'urbanistica moderna;
16) Una storia dell'arte di un'area regionale italiana in età moderna.
d) Area dell'età contemporanea:
1) Storia dell'arte contemporanea I;
2) Storia dell'arte contemporanea II;
3) Storia dell'arte contemporanea III;
4) Archeologia industriale;
5) Storia dell'architettura contemporanea;
6) Storia dell'arte dei Paesi europei I;
7) Storia dell'arte dei Paesi europei II;
8) Storia dell'arte dei Paesi extraeuropei I;
9) Storia dell'arte dei Paesi extraeuropei II;
10) Storia del cinema;
11) Storia del disegno industriale e delle arti applicate;
12) Storia della città e del territorio;
13) Storia dell'urbanistica contemporanea;
14) Teoria e tecniche della comunicazione.
e) Area delle tecniche:
1) Archeometria (s);
2) Geoarcheologia (s);
3) Elementi di topografia e fotogrammetria (s);
4) Metodologia e tecniche della ricognizione e dello scavo;
5) Museografia e museotecnica;
6) Storia dei materiali e delle tecniche architettoniche;
7) Storia delle arti grafiche;
8) Storia delle tecniche artistiche;
9) Storia e tecnica della fotografia;
10) Telerilevamenti ed interpretazione di immagini (s);
11) Teoria e storia della cartografia (s);
12) Teoria e tecniche del restauro di manufatti (s);
13) Teoria e tecniche del restauro architettonico (s);
14) Teoria e tecniche di intervento urbanistico nei centri storici (s).
Lo studente dovrà seguire 15 annualità secondo un piano coerente fondato sulla
tematica di una delle aree del Medioevo dell'età moderna o dell'età
contemporanea.
Il piano di studio dovrà includere almeno la disciplina indicata per prima in
ciascuna delle tre aree suddette, quattro discipline dall'area di interesse
generale e due discipline dall'area delle tecniche.
------------------------
III. - Indirizzo dei beni archivistici e librari
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità):
1) Storia medievale;
2) Storia moderna;
3) Storia contemporanea;
4) Paleografia latina.
a) Area dell'archivistica:
1) Archivistica generale e storia degli archivi;
2) Archivistica speciale (s);
3) Chimica dei supporti cartacei (s);
4) Codicologia;
5) Conservazione del materiale d'archivio non cartaceo (s);
6) Diplomatica;
7) Istituzioni medievali;
8) Filologia latina medievale e umanistica;
9) Metodologie e tecniche di difesa dalle aggressioni di agenti biologici (s);
10) Numismatica e medaglistica;
11) Paleografia greca;
12) Paleografia musicale;
13) Restauro del documento d'archivio (s);
14) Sfragistica;
15) Storia della cartografia;
16) Storia del diritto italiano;
17) Storia della Chiesa medievale e moderna;
18) Storia della miniatura del manoscritto (s);
19) Storia della tradizione manoscritta (s).
b) Area della biblioteconomia:
1) Bibliologia;
2) Bibliografia;
3) Biblioteconomia;
4) Chimica dei supporti cartacei (s);
5) Conservazione del materiale librario;
6) Gestione del materiale periodico a stampa (s);
7) Gestione del materiale minore a stampa (s);
8) Metodologie e tecniche di difesa dalle aggressioni di agenti biologici (s);
9) Restauro del libro;
10) Storia della legatura (s);
11) Storia delle biblioteche;
12) Storia dell'editoria e del commercio librario (s);
13) Storia del libro e della stampa;
14) Teoria e tecniche della catalogazione e classificazione.
c) Area della documentazione:
1) Gestione automatica degli archivi e delle biblioteche;
2) Informatica documentale;
3) Tecniche per le basi dati bibliografiche e documentali;
4) Teoria e tecniche della comunicazione;
5) Teoria e tecniche della classificazione.
Lo studente dovrà seguire 15 annualità secondo un piano coerente fondato su una
delle due aree a) e b) includendo però almeno 3 annualità dell'area c) della
documentazione.
Area giuridica (comune a tutti gli indirizzi);
1) Legislazione dei beni culturali e ambientali (s);
2) Legislazione dei centri storici (s);
3) Legislazione internazionale e comparata dei beni culturali e ambientali (s);
4) Legislazione regionale dei beni culturali e ambientali (s).
Lo studente è tenuto altresì a sottoporsi all'accertamento della conoscenza di
almeno due lingue straniere mediante colloquio e traduzione di testi scientifici
da effettuarsi, prima della assegnazione della tesi di laurea con docenti di
discipline attinenti alla tesi stessa.
------------------------
IV. - Indirizzo dei beni musicali (22/e)
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità):
1) storia medievale;
2) storia moderna;
3) storia contemporanea;
4) elementi di teoria musicale.
Area delle discipline di interesse generale:
1) antropologia culturale;
2) biblioteconomia e archivistica musicale;
3) critica musicale;
4) didattica musicale;
5) drammaturgia musicale;
6) elementi di armonia e contrappunto;
7) estetica musicale;
8) esegesi delle fonti d'archivio per la storia della musica;
9) etnomusicologia italiana;
10) filologia musicale;
11) filosofia della musica;
12) iconografia musicale;
13) metodologia d'analisi critica musicale;
14) musicologia e conservazione degli strumenti musicali;
15) paleografia e diplomatica;
16) psicologia della musica;
17) sociologia della musica;
18) semiologia della musica;
19) storia degli strumenti a fiato e loro letteratura;
20) storia dei manufatti architettonici musicali;
21) storia del clavicembalo e della sua letteratura;
22) storia del cristianesimo;
23) storia della critica e della ricezione musicale;
24) storia della danza e della musica di danza;
25) storia della filosofia;
26) storia della liturgia cattolica e problemi di musica liturgica;
27) storia della liuteria e della sua letteratura;
28) storia della musica delle aree extraeuropee;
29) storia della poesia per musica;
30) storia della prassi esecutiva;
31) storia della stampa e dell'editoria musicale;
32) storia della vocalità;
33) storia dell'interpretazione musicale;
34) storia dell'organo e della sua letteratura;
35) storia del pianoforte e della sua letteratura;
36) storia del restauro;
37) storia del teatro;
38) storia e critica del testo musicale;
39) teoria e forme del canto cristiano.
Area storica:
a) età classica:
1) storia della musica dell'età classica;
2) storia greca;
3) storia romana;
4) letteratura greca;
5) filologia classica: filologia greca o filologia latina;
6) archeologia e storia dell'arte greca e romana;
7) paleografia greca;
8) papirologia;
9) storia della teoria musicale greca e romana;
10) storia del teatro antico;
11) strutture architettoniche musicali antiche;
12) storia degli strumenti musicali antichi e loro conservazione;
13) storia della musica bizantina.
b) età medievale:
1) storia della musica medievale;
2) euristica e istituzioni medievali;
3) filologia latina medievale e umanistica;
4) letteratura italiana medievale e moderna;
5) archeologia medievale;
6) storia dell'arte medievale;
7) storia della poesia per musica del medioevo;
8) teoria e storia della notazione musicale nel medioevo;
9) storia del teatro medievale;
10) storia della miniatura.
c) età moderna:
1) storia della musica dell'età moderna;
2) storia dell'età della riforma e della controriforma;
3) storia dell'arte moderna;
4) storia della musica rinascimentale;
5) teoria e storia della notazione musicale nel Rinascimento;
6) storia della musica barocca;
7) storia della teoria musicale moderna.
d) età contemporanea:
1) storia della musica contemporanea;
2) storia dell'arte contemporanea;
3) storia del cinema;
4) storia della musica per films;
5) storia del jazz;
6) storia delle musiche alternative (canzone, cabaret, pop music, rock, ecc.);
7) storia della musica riprodotta;
8) storia dell'allestimento scenico musicale.
Area tecnica:
1) acustica musicale;
2) elementi di informatica e scienze della notalogazione dei beni musicali;
3) storia del sistema produttivo musicale;
4) storia delle tecniche orchestrali;
5) fonetica sperimentale;
6) museografia e museotecnica musicale;
7) metodologia e tecniche del restauro dei beni musicali;
8) storia delle arti grafiche d'interesse musicale;
9) teorie e tecniche del restauro dei beni architettonici di interesse musicale;
10) impianti di riproduzione del suono;
11) acustica applicata;
12) elementi di elettroacustica.
Lo studente dovrà seguire quindici annualità secondo un piano coerente fondato
sulla tematica di una delle età del Medioevo, dell'età moderna o dell'età
contemporanea.
Il piano di studio dovrà includere almeno la disciplina indicata per prima in
ciascuna delle tre età suddette, quattro discipline dell'area di interesse
generale e quattro discipline dell'area delle tecniche (23).
------------------------
(22/e) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
(23) Indirizzo così aggiunto dall'articolo unico, D.M. 21 ottobre 1991 (Gazz.
Uff. 21 aprile 1992, n. 93).
Tabella XIV (23/a)
Laurea in materie letterarie
Durata del corso degli studi: quattro anni.
Titoli di ammissione: diploma di abilitazione magistrale e concorso.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Lingua e letteratura italiana (triennale). - 2.
Lingua e letteratura latina (triennale). - 3. Storia (triennale). - 4. Geografia
(triennale). - 5. Pedagogia. - 6. Storia della filosofia. - 7. Lingua e
letteratura moderna straniera a scelta (biennale).
Insegnamenti complementari. - 1. Grammatica latina. - 2. Filologia romanza. - 3.
Filologia germanica. - 4. Istituzioni di diritto pubblico e legislazione
scolastica. - 5. Storia dell'arte medioevale e moderna. - 6. Biologia delle
razze umane. - 7. Storia della grammatica e della lingua italiana (23/b).
Il corso di ammissione consiste:
a) nella valutazione dei voti riportati, agli esami per il conseguimento del
diploma di abilitazione magistrale, nel gruppo delle materie letterarie;
b) in una prova scritta di cultura generale, per cui sono concesse sei ore di
tempo.
Il terzo anno di corso di "geografia" deve essere differenziato come corso di
applicazione.
Nel corso di "storia" (triennale) un anno deve essere dedicato alla storia
romana, un anno alla storia medioevale ed un anno alla storia moderna,
alternativamente.
Lo studente deve sostenere una prova scritta di traduzione latina, una della
lingua straniera scelta ed una di cultura generale.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed almeno in quattro
da lui scelti fra i complementari.
------------------------
(23/a) Il D.P.R. 5 marzo 1974, n. 175 (Gazz. Uff. 20 maggio 1974, n. 130) ha
così disposto:
"Le tabelle XIV, XV, XVI e XVII, annesse al R.D. 30 settembre 1938, n. 1652,
concernenti rispettivamente l'ordinamento dei corsi di laurea in materie
letterarie, in pedagogia, in lingue e letterature straniere e del diploma di
abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari della facoltà di magistero
sono modificate nel senso che l'insegnamento fondamentale di storia viene così
ripartito:
Storia romana;
Storia medioevale;
Storia moderna.
Negli stessi corsi di laurea è soppresso l'insegnamento di storia (triennale o
biennale): conseguentemente viene spostata la numerazione dei successivi
insegnamenti fondamentali.
Sono altresì soppressi i commi relativi alle disposizioni riguardanti le
modalità dell'esame di storia. Per i corsi di laurea in pedagogia (tab. XV), in
lingue e letterature straniere (tab. XVI) e nel corso di studi per il
conseguimento del diploma di abilitazione alla vigilanza delle scuole elementari
(tab. XVII) al posto del comma soppresso è inserito il seguente:
"Lo studente è tenuto a sostenere due esami annuali da scegliere tra i tre
insegnamenti di storia impartiti".
I professori di ruolo, titolari di storia della facoltà di magistero, sono
assegnati con decreto del Ministro per la pubblica istruzione, con il loro
consenso e su proposta della facoltà da adottarsi entro un mese dalla data di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, ad una delle tre
discipline, che sostituiscono l'insegnamento di storia soppresso.
I predetti professori, dopo l'assegnazione di cui al precedente comma, possono
essere chiamati a far parte delle commissioni giudicatrici, previste dall'art. 2
del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580, convertito in L. 30 novembre 1973, n. 766, sin
dal corrente anno accademico".
(23/b) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319.
Tabella XV (24)
Laurea in scienze dell'educazione
Titolo di ammissione: quello previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11
dicembre 1969, n. 910.
Durata e articolazione degli studi. Gli studi hanno la durata di quattro anni, e
si articolano in un biennio iniziale comune e in tre bienni di indirizzo
(insegnanti di scuola secondaria superiore, educatori professionali
extrascolastici, esperti nei processi di formazione).
Titolo di studio rilasciato dal corso di laurea. Diploma di laurea in scienze
dell'educazione. L'indirizzo seguito è menzionato nel certificato di laurea.
Denominazione degli insegnamenti. Nella tabella delle discipline, gli
insegnamenti di area pedagogica a statuto nelle università sono indicati
mediante denominazioni semplificate. Ciascuna denominazione semplificata
corrisponde a uno o più insegnamenti a statuto. Le corrispondenze tra le
denominazioni semplificate e gli insegnamenti o i gruppi di insegnamenti a
statuto sono contenute nella tabella 1.
Durata complessiva degli studi e durata annuale o semestrale degli insegnamenti.
Gli insegnamenti del piano di studio corrispondono, nel complesso, a venti
annualità, cioè a quaranta semestralità. Venti semestralità sono collocate nel
primo biennio, venti nel secondo. Per taluni insegnamenti è prevista una durata
semestrale, per altri insegnamenti la decisione intorno alla durata annuale o
semestrale è demandata, anno per anno, al consiglio di corso di laurea.
Esame di laurea. Per essere ammesso all'esame di Laurea, lo studente deve aver
superato gli esami degli insegnamenti del primo biennio, pari a venti
semestralità, del biennio di indirizzo scelto, pari a venti semestralità e dovrà
aver ottenuto un giudizio favorevole secondo modalità stabilite dalla facoltà al
termine di due semestri di una lingua straniera e di un semestre di informatica.
L'esame di laurea consiste nella discussione di un elaborato scritto.
------------------------
(24) Tabella così sostituita dal D.M. 11 febbraio 1991, riportato al n.
C/XLVII-ter.
Tabella 1
Insegnamenti di area pedagogica Denominazioni
a statuto nelle università semplificate
___ ___
Filosofia dell'educazione, istitu- Pedagogia generale
zioni di pedagogia, pedagogia, pe-
dagogia generale, pedagogia socia-
le
Educazione degli adulti . . . . . . Educazione degli adulti
Storia della pedagogia, storia del- Storia della pedagogia
la pedagogia e delle istituzioni
scolastiche
Storia della scuola, storia della Storia della scuola e
scuola e delle istituzioni educa- delle istituzioni edu-
tive, storia della scuola e delle cative
istituzioni scolastiche, storia
delle istituzioni educative, sto-
ria delle scuole e delle istitu-
zioni educative, storia dell'edu-
cazione e delle istituzioni scola-
stiche
Educazione comparata, pedagogia Educazione comparata
comparata, storia comparata delle
istituzioni educative
Didattica, didattica generale, me- Metodologia e didattica
todologia didattica, metodologia
didattica dell'insegnamento medi-
co, metodologia e didattica, me-
todologia e didattica dell'inse-
gnamento medico, metodologia e di-
dattica generale, teoria e storia
della didattica, istituzioni di
educazione civica
Ortopedagogia, pedagogia speciale, Pedagogia speciale
pedagogia speciale e correttiva
Informatica e tecnologie dell'edu- Tecnologie dell'istru-
cazione, metodologia e didattica zione
degli audiovisivi, pedagogia e
psicologia delle comunicazioni di
massa, tecnologia dell'educazione
Docimologia . . . . . . . . . . . . Docimologia
Pedagogia sperimentale. . . . . . . Pedagogia sperimentale
Filosofia e storia della letteratu- Letteratura per l'in-
ra per la infanzia, letteratura fanzia
per l'infanzia, storia della let-
teratura per l'infanzia
Istituzioni di diritto pubblico e Istituzioni di diritto
legislazione scolastica, diritto pubblico e legislazio-
scolastico italiano e comparato, ne scolastica
diritto scolastico italiano e
straniero
------------------------
Tabella 2
Insegnamenti del primo biennio
___
a) Insegnamenti di area pedagogica:
pedagogia generale;
storia della pedagogia;
storia della scuola e delle istituzioni educative.
b) Insegnamenti di area filosofica:
filosofia teoretica;
storia della filosofia.
c) Insegnamenti di area psicologica:
psicologia generale;
psicologia dell'età evolutiva;
psicologia sociale.
d) Insegnamenti di area socio-antropologica:
antropologia culturale;
sociologia;
sociologia dell'educazione.
e) Insegnamenti riguardanti la metodologia della ricerca:
metodologia della ricerca sociale;
pedagogia sperimentale;
statistica (applicata alla ricerca educativa).
f) Insegnamenti di area storica:
storia medioevale;
storia moderna;
storia contemporanea.
g) Insegnamenti opzionali:
due corsi semestrali, oppure un corso annuale.
__________
Note.
Ciascuno degli insegnamenti compresi nella area pedago-
gica, filosofica, psicologica, socio-antropologica e della meto-
dologia della ricerca deve essere seguito almeno per un corso
semestrale.
Gli insegnamenti dell'area pedagogica devono essere seguiti
per una durata complessiva equivalente a quattro corsi semestra-
li.
Gli insegnamenti dell'area filosofica devono essere seguiti
per tre corsi semestrali o per una durata complessiva ad essi e-
quivalente.
Lo studente deve seguire due insegnamenti di area storica,
scegliendoli fra i tre indicati.
Tra gli insegnamenti opzionali rientrano tutti quelli attivati
dal corso di laurea e non ancora scelti.
Nel corso del primo biennio, lo studente deve altresì seguire
due corsi semestrali di lingua straniera e un corso semestrale
di informatica tra quelli attivati presso la facoltà. Le
modalità di valutazione saranno definite dal consiglio di
facoltà.
------------------------
Tabella 3
Insegnamenti del secondo biennio:
indirizzo "insegnanti di scuola secondaria superiore"
___
a) Insegnamenti di area pedagogica:
educazione comparata;
metodologia e didattica;
docimologia;
tecnologie dell'istruzione;
letteratura per l'infanzia.
b) Insegnamenti di area filosofica:
estetica;
filosofia teoretica;
filosofia morale;
logica;
filosofia della scienza;
filosofia del linguaggio;
storia della filosofia.
c) Insegnamenti di area storica:
storia antica;
storia medioevale;
storia moderna;
storia contemporanea.
d) Insegnamenti di area psicologica:
psicologia generale;
storia della psicologia;
psicologia dell'educazione (oppure psicologia pedagogica op-
pure psicopedagogia);
psicologia dinamica;
psicologia dell'età evolutiva;
psicologia sociale.
e) Insegnamenti di area socio-antropologica:
sociologia della famiglia;
sociologia delle comunicazioni di massa;
sociologia dei processi culturali;
storia della sociologia;
sociologia;
antropologia culturale;
sociologia dell'educazione.
f) Insegnamenti di area giuridica:
istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica.
__________
Note.
Ciascuno degli insegnamenti compresi nella area pedago-
gica e filosofica deve essere seguito almeno per un corso seme-
strale.
Lo studente deve seguire almeno tre semestralità di area sto-
rica.
Sulla base delle indicazioni del consiglio di corso di laurea,
gli studenti scelgono cinque corsi semestrali (o corsi
semestrali e/o annuali per una durata complessiva equivalente a
cinque corsi semestrali) tra o entro gli insegnamenti di area
psicologica, socio-antropologica e giuridica.
------------------------
Tabella 4
Insegnamenti del secondo biennio:
indirizzo "educatori professionali extrascolastici"
___
a) Insegnamenti di area pedagogica:
educazione degli adulti;
storia della scuola e delle istituzioni educative;
pedagogia generale;
metodologia e didattica;
pedagogia speciale;
docimologia;
tecnologie dell'istruzione.
b) Insegnamenti di area filosofica:
filosofia morale;
filosofia del linguaggio;
estetica.
c) Insegnamenti riguardanti la metodologia della ricerca:
pedagogia sperimentale;
statistica (applicata alla ricerca educativa).
d) Insegnamenti di area psicologica:
psicologia dell'età evolutiva;
psicologia dell'educazione (oppure psicologia pedagogica op-
pure psicopedagogia);
psicologia dinamica;
psicologia sociale;
neuropsichiatria;
psicopatologia dell'età evolutiva;
igiene mentale.
e) Insegnamenti di area socio-antropologica:
antropologia culturale;
sociologia della famiglia;
sociologia dei processi culturali;
sociologia delle comunicazioni di massa;
sociologia dell'organizzazione.
f) Insegnamenti di area biologico-medica:
fondamenti di biologia;
igiene;
puericultura;
metodi e tecniche della psicomotricità.
g) Insegnamenti di area giuridica:
istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica;
legislazione minorile;
legislazione e organizzazione dei servizi sociali;
istituzioni e politica scolastica;
diritto e legislazione universitaria;
istituzioni e politica dei beni culturali;
diritto e legislazione dei beni culturali.
h) Insegnamenti che affrontano problemi riguardanti la conserva-
zione, la documentazione, la comunicazione delle forme della
cultura:
storia del teatro e dello spettacolo;
filmologia;
storia del cinema;
storia della musica;
fondamenti della comunicazione musicale;
storia dell'arte e del restauro;
biblioteconomia;
museografia;
archivistica.
__________
Note.
Ciascuno degli insegnamenti compresi nella area pedago-
gica e della metodologia della ricerca dovrà essere seguito al-
meno per un corso semestrale.
Lo studente deve seguire due insegnamenti semestrali o un in-
segnamento di durata annuale di area filosofica, scegliendolo
fra i tre indicati.
Sulla base delle indicazioni del consiglio di corso di laurea,
lo studente sceglie nove corsi semestrali (o corsi semestrali
e/o annuali per una durata complessiva equivalente a nove corsi
semestrali) tra o entro gli insegnamenti di area psicologica,
socio-antropologica, biologico-medica, giuridica, e delle
discipline riguardanti la conservazione, la documentazione e la
comunicazione delle forme della cultura.
------------------------
Tabella 5
Insegnamenti del secondo biennio:
indirizzo "esperti nei processi formativi"
___
a) Insegnamenti di area pedagogica:
educazione degli adulti;
educazione comparata;
metodologia e didattica;
tecnologie dell'istruzione;
docimologia.
b) Insegnamenti di area filosofica:
logica.
c) Insegnamenti di area psicologica:
psicologia sociale;
psicologia dell'educazione (oppure psicologia pedagogica op-
pure psicopedagogia).
d) Insegnamenti di area socio-antropologica:
antropologia culturale;
sociologia dei processi culturali;
sociologia delle comunicazioni di massa.
e) Insegnamenti riguardanti la metodologia della ricerca:
pedagogia sperimentale;
metodologia della ricerca sociale;
statistica (applicata alla ricerca educativa).
f) Insegnamenti riguardanti problemi dell'organizzazione, della
comunicazione, dell'informazione:
economia dell'istruzione;
sociologia dell'organizzazione;
teoria della comunicazione;
archivistica;
biblioteconomia;
informatica.
g) Insegnamenti di area giuridica:
istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica;
istituzioni e politica scolastica;
diritto e legislazione universitaria.
h) Insegnamenti opzionali:
due corsi semestrali, oppure un corso annuale.
__________
Note.
Ciascuno degli insegnamenti compresi nella area pedago-
gica, filosofica,della metodologia della ricerca e dell'organiz-
zazione, della comunicazione e dell'informazione, deve essere
seguito almeno per un corso semestrale.
Lo studente deve seguire un insegnamento semestrale di area
socio-antropologica, scegliendolo fra i tre indicati, un in-
segnamento di area psicologica scegliendolo fra i due indicati e
un insegnamento di area giuridica, scegliendolo fra i tre in-
dicati.
Tra gli insegnamenti opzionali rientrano tutti quelli attivati
dal corso di laurea e non ancora scelti.
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Tabella XV-bis (24/a)
Laurea in sociologia
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(24/a) Tabella aggiunta dal D.P.R. 14 luglio 1970, numero 725 (Gazz. Uff. 19
ottobre 1970, n. 264) e poi sostituita dalla Tab. IV-bis di questo stesso R.D.
mediante il D.M. 6 febbraio 1991, riportato al n. C/XLVII-bis.
Tabella XV-ter (24/b)
Laurea in psicologia
Titolo di ammissione: quello previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11
dicembre 1969, n. 910.
La durata del corso degli studi per la laurea in psicologia è di cinque anni.
Il corso degli studi si distingue in un biennio propedeutico, inteso a fornire
una preparazione di base comune, e in un successivo triennio articolato in
indirizzi destinati a offrire una preparazione professionale in un settore
specifico di attività e le relative tecniche di ricerca.
Gli indirizzi in cui il triennio può articolarsi sono i seguenti:
1) indirizzo di psicologia generale e sperimentale;
2) indirizzo di psicologia dello sviluppo e dell'educazione;
3) indirizzo di psicologia clinica e di comunità;
4) indirizzo di psicologia del lavoro e delle organizzazioni.
L'attivazione e l'eventuale disattivazione degli indirizzi inseriti nello
statuto delle singole università sono disposte dal rettore, su proposta del
consiglio di corso di laurea.
Biennio propedeutico
Nel corso del biennio propedeutico lo studente deve seguire nove insegnamenti
comuni e tre insegnamenti opzionali, scelti tra quelli attivati dal corso di
laurea. Gli insegnamenti del biennio vengono impartiti mediante corsi
istituzionali.
Sono insegnamenti comuni:
psicologia generale;
psicologia dinamica;
psicologia della personalità e delle differenze individuali;
psicologia dell'età evolutiva;
psicologia fisiologica;
psicologia sociale;
biologia generale;
fondamenti anatomo-fisiologici dell'attività psichica;
statistica psicometrica.
Sono insegnamenti complementari:
antropologia culturale;
etologia;
genetica umana;
metodologia delle scienze del comportamento;
pedagogia;
sociologia;
storia della filosofia contemporanea;
storia della psicologia.
Al termine del biennio lo studente deve inoltre sostenere una prova di lingua
inglese consistente nella traduzione scritta in italiano di un brano tratto da
una opera psicologica e in un colloquio diretto ad accertare la conoscenza del
lessico psicologico. Ai fini della preparazione a questa prova il corso di
laurea organizza appositi corsi, tenuti da docenti ufficiali, oppure cicli di
esercitazioni affidati a lettori sotto la responsabilità di un docente di altro
corso di laurea o, ove istituito, del centro linguistico interfacoltà.
Triennio di indirizzo
Per iscriversi al triennio lo studente deve aver superato tutti gli esami
costitutivi comuni del biennio propedeutico e la prova di lingua inglese; gli
esami opzionali devono essere superati entro il terzo anno.
La scelta dell'indirizzo da seguire avviene all'atto dell'iscrizione al terzo
anno, e può essere modificata al momento dell'iscrizione al quarto o al quinto
anno. In caso di passaggio ad altro indirizzo lo studente ha l'obbligo di
iscriversi a tutti gli insegnamenti costitutivi dell'indirizzo al quale si è
trasferito e di sostenere i relativi, esami.
Ogni indirizzo comporta la frequenza di otto insegnamenti costitutivi e di
cinque insegnamenti opzionali, di cui due possono essere stabiliti dal consiglio
di corso di laurea.
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di
psicologia generale e sperimentale:
psicologia fisiologica (corso progredito);
neuropsicologia;
psicologia animale e comparata;
psicologia dell'apprendimento e della memoria;
psicologia della percezione;
psicologia del pensiero;
psicometria;
tecniche sperimentali di ricerca.
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di psicologia dello sviluppo e
dell'educazione:
psicologia dell'età evolutiva (corso progredito);
psicologia dell'educazione;
psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari;
psicopatologia generale e dell'età evolutiva;
tecniche di osservazione del comportamento infantile;
tecniche di ricerca psicologica e di analisi dei dati;
teoria e metodi di programmazione e di valutazione scolastica;
teoria e tecniche dei tests.
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di psicologia clinica e di
comunità:
psicologia dinamica (corso progredito);
psicologia clinica con elementi di psicoterapia individuale;
psicologia di comunità;
psicofisiologia clinica;
tecniche di ricerca psicologica e di analisi dei dati;
teorie e tecniche del colloquio psicologico;
teoria e tecniche della dinamica di gruppo;
teoria e tecniche dei tests di personalità.
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di psicologia del lavoro e delle
organizzazioni:
psicologia sociale (corso progredito);
psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni;
psicologia del lavoro;
psicologia delle organizzazioni;
psicologia dell'orientamento e della formazione professionale;
sociologia del lavoro;
metodologia della ricerca psico-sociale;
tecniche dell'intervista e del questionario.
Sono insegnamenti opzionali comuni a tutti gli indirizzi:
criminologia;
economia del lavoro;
elementi di programmazione ed elaborazione automatica dei dati;
epidemiologia dei disturbi psichici;
epistemologia genetica;
ergonomia;
fisica;
igiene mentale;
informatica;
legislazione del lavoro;
legislazione scolastica;
legislazione socio-sanitaria;
linguistica teorica;
logica;
medicina del lavoro;
metodologia dell'insegnamento;
neurofisiologia;
neuropsichiatria infantile;
neuropsicofarmacologia;
neuropsicofarmacologia clinica;
pedagogia sperimentale;
principi di medicina psicosomatica;
psichiatria;
psicobiologia dello sviluppo;
psicofisiologia del sonno e del sogno;
psicolinguistica;
psicologia ambientale;
psicologia dell'arte e della letteratura;
psicologia dell'handicap e della riabilitazione;
psicologia delle comunicazioni di massa;
psicologia dello sport;
psicologia dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione;
psicologia ed epidemiologia delle tossicodipendenze;
psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale;
psicologia gerontologica;
psicologia giuridica;
psicologia industriale;
psicopedagogia;
psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione;
psicopedagogia differenziale;
psicosociologia delle istituzioni educative;
psicosociologia delle istituzioni sanitarie;
sociologia dell'educazione;
sociologia della comunicazione;
sociologia della famiglia;
sociologia industriale;
tecniche di analisi dei dati;
tecniche di indagini della personalità;
tecniche psicologiche di ricerca di mercato;
teoria e sistemi di intelligenza artificiale.
Per gli insegnamenti relativi alle "tecniche" di ricerca e per altri eventuali
insegnamenti il consiglio di corso di laurea stabilisce le modalità di
svolgimento, la durata e le forme di controllo delle relative esperienze
pratiche guidate. La verifica dell'esito positivo di tali esperienze è
condizione preliminare per poter sostenere l'esame.
Lo studente può sostituire uno o più insegnamenti opzionali del triennio con
altrettanti insegnamenti costitutivi di indirizzi diversi da quello prescelto,
oppure - previa deliberazione del consiglio di corso di laurea - con altrettanti
insegnamenti opzionali del biennio propedeutico di cui non abbia prima sostenuto
l'esame, o ancora con insegnamenti, fino al massimo di due, di altri corsi di
laurea dell'ateneo.
Norme finali
Lo studente, è tenuto a definire, all'inizio del quarto anno di corso,
l'argomento della tesi di laurea in uno degli insegnamenti costitutivi
dell'indirizzo o in un insegnamento opzionale coerente con tale indirizzo.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti costitutivi comuni e in tre
insegnamenti opzionali del biennio propedeutico, negli insegnamenti costitutivi
dell'indirizzo seguito e in cinque insegnamenti opzionali del triennio, e aver
inoltre superato la prova di lingua inglese.
Il diploma di laurea reca l'indicazione dell'indirizzo seguito nel triennio.
------------------------
(24/b) Tabella aggiunta dall'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1971, n. 452 (Gazz. Uff.
21 luglio 1971, n. 183) e poi così sostituita dal D.P.R. 6 febbraio 1985, n.
216, riportato al n. C/XXVI.
Tabella XVI (24/c)
Laurea in lingue e letterature straniere
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(24/c) Vedi, ora, la tab. IX, allegata al presente decreto, che ha sostituito la
precedente tab. IX, la tabella XIII-bis e la tab. XVI, per effetto del D.P.R. 3
settembre 1989, riportato al n. C/XXXVI.
Tabella XVII (24/d)
Diploma di abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari
Durata del corso degli studi: tre anni.
Titoli di ammissione: diploma di abilitazione magistrale e concorso.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Pedagogia (triennale). - 2. Lingua e letteratura
italiana (biennale). - 3. Lingua e letteratura latina (biennale). - 4. Storia
(biennale). - 5. Geografia (biennale). - 6. Storia della filosofia (biennale). -
7. Istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica. - 8. Igiene.
Insegnamenti complementari. - 1. Lingua moderna straniera a scelta (biennale).
Il concorso di ammissione consiste:
a) nella valutazione dei voti riportati, agli esami per il conseguimento del
diploma di abilitazione magistrale, nel gruppo delle materie letterarie e nella
filosofia e pedagogia;
b) in una prova scritta di cultura generale per cui sono concesse sei ore di
tempo.
Lo studente deve sostenere una prova scritta di pedagogia, una di italiano ed
una della lingua straniera prescelta.
Per conseguire il diploma lo studente deve aver seguito i corsi e superato gli
esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed in quello complementare.
------------------------
(24/d) Vedi la nota 23/a.
Tabella XVIII (25)
Corso di laurea in medicina e chirurgia
A) Titolo di ammissione
Titolo di ammissione al corso di laurea è quello previsto dal primo comma
dell'art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n. 910.
------------------------
(25) Così sostituita dal D.P.R. 28 febbraio 1986, n. 95, riportata al n.
C/XXVIII.
B) Scopo, durata ed articolazione del corso
La durata del corso di studi in medicina e chirurgia è di sei anni e comporta
non meno di 5500 ore di attività didattico-formativa (teorica e teorica-pratica,
comprensiva questa dell'attività pratica guidata, dell'attività seminariale e di
quella tutoriale).
Fermo restando l'obbligo delle anzidette cinquemilacinquecento ore totali le
singole facoltà hanno la possibilità di modificare rispetto all'ordinamento
tabellare la ripartizione delle ore di didattica tra le varie aree
didattico-formative e pertanto anche la ripartizione tra il monte ore del primo
triennio e quello del secondo ai sensi delle leggi 11 dicembre 1969, n. 910 e 30
novembre 1970, n. 924 (25/a). Il corso di studi è suddiviso in due cicli
triennali per un totale di dodici semestri.
Lo studente alla fine del primo ciclo triennale deve dimostrare, attraverso le
verifiche di profitto, di aver acquisito:
a) una solida cultura biologica con adeguate conoscenze di metodologia
scientifica, ivi compresi i principi relativi alla misura delle funzioni
biologiche, alla valutazione dei fatti scientifici ed all'analisi dei dati;
b) una buona conoscenza di fisiopatologia umana e dei rapporti tra ambiente
fisico e sociale dell'uomo e del suo stato di salute;
c) la comprensione delle cause e dei meccanismi delle fondamentali alterazioni
delle funzioni biologiche nell'uomo.
Al termine del corso di laurea lo studente deve dimostrare, attraverso le
verifiche di profitto, di possedere l'atteggiamento scientifico, le nozioni
fondamentali, le capacità e l'esperienza sufficiente per eseguire l'esame di un
paziente, effettuare esami di laboratorio, saper decidere sull'opportunità di
esami o analisi speciali, essere in grado di stabilire misure terapeutiche
(comprese le prime misure d'urgenza e le più semplici cure di pronto soccorso),
formulare la probabile diagnosi delle malattie più comuni per frequenza o per
rischio, essere in grado di comunicare con chiarezza ed umanità con pazienti e
familiari, prendere misure preventive di tutela e promozione della salute,
conoscere la normativa e la legislazione sanitaria e saper rispettare gli
aspetti etici della medicina. Deve infine possedere le basi metodologiche e
culturali per l'ulteriore specializzazione professionale e per la formazione
permanente.
------------------------
(25/a) Comma aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 ottobre
1989, n. 246).
C) Aree didattico-formative, corsi integrati, discipline
Ciascun ciclo triennale si articola in aree didattico-formative. Ogni area è
definita:
a) dagli obiettivi didattico-formativi propri di ciascuna area;
b) dai corsi integrati che obbligatoriamente appartengono all'area e la
caratterizzano;
c) dalle discipline proprie dei corsi integrati;
d) dal numero minimo di ore di didattica relative a ciascuna area.
Sono comunque irrinunciabili gli obiettivi didattico-formativi propri di
ciascuna area ed il numero minimo di ore relativo a ciascuna area.
Le ore di didattica del corso di laurea comprendono l'attività didattica
formale, l'attività didattica teorico-pratica e l'attività didattica
integrativa. L'attività didattica teorico-pratica dovrà rappresentare, in linea
di massima, almeno un terzo dell'intero ammontare della didattica nel primo
triennio e di 2/3 di esso nel secondo triennio ed include l'attività tutoriale,
l'attività pratica guidata (laboratorio, attività assistenziale e l'attività
seminariale). L'attività tutoriale sarà effettuata mediante l'affidamento di
piccoli gruppi di studenti a singoli docenti. L'attività didattica integrativa
potrà essere svolta anche presso strutture e da personale del Servizio sanitario
nazionale dopo stipula di apposite convenzioni.
L'insegnamento si svolge per corsi integrati. Essi sono organizzati per
raggiungere gli obiettivi indicati nelle singole aree. Il corso integrato è
impartito da uno o più docenti della stessa disciplina e/o di discipline affini.
I corsi integrati, se non corrispondenti ad una singola specifica disciplina di
stessa denominazione, non danno luogo a titolarietà dei docenti.
Le discipline corrispondono alla titolarietà dei docenti. Le discipline elencate
nella tabella come afferenti ai vari corsi integrati non sono obbligatorie e
pertanto non devono essere necessariamente tutte attivate. Il consiglio di
facoltà, sentito il consiglio di corso di laurea, attiva le discipline
necessarie per realizzare il corso integrato. Le discipline attivate concorrono
necessariamente al corso integrato, nei limiti delle ore di didattica attribuite
a ciascuna di esse dai consigli di corso di laurea e di facoltà per le
rispettive competenze.
------------------------
D) Corsi monografici
Il consiglio di corso di laurea annualmente registra la disponibilità dei
professori di ruolo a svolgere corsi monografici di approfondimento nell'ambito
dei corsi integrati. Tali corsi monografici, compresi nel monte ore destinato
all'attività didattica teorico-pratica del corso integrato, vengono
effettivamente attivati ove raggiungano un numero minimo di iscritti. Ogni
studente può frequentare non oltre otto corsi monografici nell'intero corso di
laurea, e non più di tre corsi monografici nell'ambito di ciascun corso
integrato. La relativa verifica di profitto costituisce "credito" in relazione
al corso integrato medesimo. I corsi monografici saranno valutati ai fini del
punteggio previsto dall'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica n.
162/82 e dal decreto ministeriale 16 settembre 1982 per i concorsi di ammissione
alle scuole di specializzazione. La valutazione corrisponde al voto di esame
relativo al corso integrato ai quali afferisce il corso monografico.
------------------------
E) Esami
Gli esami sono effettuati al termine di ciascun semestre per ciascuno dei corsi
integrati previsti nello stesso semestre (25/b).
Gli esami sono sostenuti, di regola, nei mesi di febbraio e giugno-luglio e nel
periodo 10 settembre-10 ottobre. Ciascuna sessione non può avere durata
superiore a venti giorni. La sessione autunnale, ed il prolungamento di essa
nell'appello di febbraio sono riservati alle prove di recupero.
Le prove di esame possono essere orali e/o scritte con domande a risposta
singola o multipla, con brevi elaborati o con soluzioni di problemi clinici. Nel
determinare il voto di esame, il docente potrà avvalersi delle valutazioni di
profitto in itinere durante lo svolgimento dei corsi. Il profitto realizzato
nell'attività tutoriale dovrà essere necessariamente valutato nella verifica di
profitto di ciascun corso integrato.
Il numero delle verifiche di profitto è fissato in dodici nel primo triennio e
in ventiquattro nel secondo triennio per un totale di trentasei nell'intero
corso di laurea. Tale numero viene raggiunto accorpando per una verifica di
profitto contestuale più corsi integrati dello stesso semestre. I consigli di
corso di laurea ed i consigli di facoltà per le rispettive competenze,
stabiliscono quali corsi integrati debbano dar luogo ad esami contestuali. Tali
esami contestuali non potranno essere relativi a corsi integrati il cui
svolgimento comporti nel semestre oltre duecentocinquanta ore di didattica
(25/c).
Le commissioni di esame sono costituite dai docenti che hanno afferito al corso
integrato: nel caso di verifiche di profitto contestuali il preside costituisce
le commissioni di profitto utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le
norme dettate dall'art. 160 del testo unico e dell'art. 42 del regolamento
studenti.
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(25/b) Comma così modificato dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20
ottobre 1989, n. 246).
(25/c) Comma così sostituito dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20
ottobre 1989, n. 246).
F) Corso di lingua inglese con orientamento medico-scientifico (25/d)
Lo studente dovrà seguire il corso di " lingua inglese con orientamento
medico-scientifico " che le università attiveranno tenendo conto che il corso
stesso dovrà avere riferimento precipuo ai problemi inerenti al corso di laurea.
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi
scientifici, sarà effettuato entro il primo triennio.
Il corso di lingua inglese con orientamento medico scientifico fa parte
integrante dell'ordinamento didattico universitario della facoltà di medicina e
chirurgia (25/e).
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(25/d) Così sostituito dall'articolo unico, D.P.R. 21 dicembre 1988 (Gazz. Uff.
3 maggio 1989, n. 101).
(25/e) Comma aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 ottobre
1989, n. 246).
G) Esame di laurea
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente deve aver seguito
tutti i corsi integrati previsti dal piano di studi approvato dalla facoltà per
almeno 5500 ore di didattica e aver superato i relativi esami. Per le modalità
di svolgimento dell'esame di laurea si applicano le disposizioni vigenti.
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H) Tirocinio post-laurea
Per essere ammessi a sostenere l'esame di abilitazione all'esercizio
professionale, i laureati in medicina e chirurgia devono aver compiuto, dopo il
conseguimento della laurea, un tirocinio pratico continuativo presso cliniche
universitarie o presso presidi del Servizio sanitario nazionale o equiparati
aventi i requisiti di idoneità di cui al decreto interministeriale 9 novembre
1982, della durata di almeno sei mesi.
Il numero dei posti per tirocinanti presso le cliniche universitarie o presso i
presidi del Servizio sanitario nazionale o equiparati, è fissato entro il 30
aprile di ogni anno, in relazione alla disponibilità di posti dichiarata dalle
facoltà mediche, sentite le unità sanitarie locali e gli altri istituti ed enti
aventi i prescritti requisiti di idoneità. Con lo stesso decreto sono stabilite
le modalità di iscrizione per lo svolgimento del tirocinio.
Durante il periodo di tirocinio i laureati in medicina e chirurgia sono
autorizzati ad esercitare le attività necessarie per il conseguimento di una
adeguata preparazione professionale presso le cliniche ed i presidi presso cui
svolgono il tirocinio.
Per svolgere detto tirocinio il laureato in medicina e chirurgia dovrà
frequentare, per il periodo di tempo indicato, i seguenti reparti:
due mesi in medicina generale;
un mese in chirurgia generale;
un mese in ostetricia, ginecologia, pediatria;
un mese in pronto soccorso;
un mese in laboratorio (25/f).
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(25/f) Comma aggiunto dall'articolo unico, D.P.R. 13 marzo 1989 (Gazz. Uff. 18
luglio 1989, n. 166).
I) Programmazione annuale, piani di studio e ripartizione semestrale dei corsi
integrati
Programmazione annuale, piani di studio
Nell'ambito della programmazione prevista dagli articoli 10 e 94 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 382/80, i consigli di corso di laurea e quelli di
facoltà, per le rispettive competenze, prima dell'inizio di ciascun anno
accademico, stabiliscono le modalità del coordinamento didattico di ciascuna
area didattico-formativa e di ciascun corso integrato. Essi stabiliscono
altresì:
a) la ripartizione delle ore di didattica tra i vari corsi integrati
caratterizzanti ciascuna area;
b) la ripartizione delle ore di didattica tra i docenti afferenti alle varie
discipline attivate in ciascun corso integrato.
Ai sensi dell'art. 3 del regolamento generale universitario, tali ripartizioni
saranno pubblicate nel manifesto annuale degli studi.
I consigli di corso di laurea e quelli di facoltà, per le rispettive competenze,
debbono tener conto, nella programmazione delle attività didattiche, della
necessità di raccordare la formazione del laureato in medicina alle esigenze del
Servizio sanitario nazionale, secondo indirizzi formulati di intesa tra il
Ministro della pubblica istruzione e il Ministro della sanità. I predetti
consigli sono tenuti a valutare criticamente con frequenza triennale in
un'apposita relazione i risultati ottenuti nell'applicazione degli anzidetti
indirizzi.
Ai sensi dell'art. 2 della L. 11 dicembre 1969, n. 910, e dell'art. 4 della L.
30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi diverso
da quello consigliato dalla facoltà e previsto dal manifesto degli studi, purché
nell'ambito delle discipline attivate e nel rispetto del numero di ore dei corsi
relativo a ciascuna area didattico-formativa. Il consiglio di corso di laurea
valuterà la congruità del piano di studi proposto dallo studente con il
raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi previsti dalla presente
tabella.
I consigli di corso di laurea e i consigli di facoltà per le rispettive
competenze possono predisporre, all'inizio di ogni anno accademico, ai sensi
delle leggi 11 ottobre 1969, n. 910 e 30 novembre 1970, n. 924, uno o più piani
di studio alternativi a quello tabellare. In tali piani di studio possono essere
esclusi anche, per motivate ragioni, alcuni corsi integrati, fino a un massimo
di tre nell'intero corso di laurea. Qualora un corso integrato non fosse incluso
in alcun piano di studio consigliato dalla facoltà esso potrà non essere
attivato. Analoga possibilità è riservata allo studente fatte salve le
limitazioni previste nel precedente comma.
Il consiglio di facoltà ed il consiglio di corso di laurea programmano
annualmente, per le rispettive competenze la distribuzione del carico didattico
tra i docenti ai sensi degli artt. 7, 9, 10 e 94 del D.P.R. n. 382/80.
Ripartizione dei corsi integrati in semestri
Ai sensi del quarto comma dell'articolo 7 del D.P.R. n. 382/80, la didattica del
corso di laurea in medicina e chirurgia è organizzata per ciascun anno di corso
in due cicli coordinati di durata inferiore all'anno. Ciascun ciclo, di seguito
indicato convenzionalmente quale "semestre", ha durata minima di
quattordici-quindici settimane. Di regola il primo "semestre" di attività
didattica si svolge dal mese di ottobre a quello di gennaio incluso; il secondo
"semestre" dal mese di marzo al mese di giugno incluso.
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L) Norme finali e transitorie
All'atto dell'inserimento del presente ordinamento tabellare nello statuto delle
rispettive Università, le facoltà possono:
a) richiedere il non inserimento nello statuto di una o più discipline, incluse
nella presente tabella, proprie di ciascun corso integrato, a condizione che
permanga almeno una delle discipline di titolarità proprie di ciascun corso;
b) richiedere l'inserimento nello statuto di un limitato numero di discipline
caratterizzanti gli indirizzi scientifico-culturali propri della facoltà. Le
discipline aggiuntive dovranno essere inserite in uno dei corsi integrati
previsti dall'ordinamento tabellare nazionale ed i contenuti di esse non
dovranno costituire né ripetizione né parte preminente di discipline già
rappresentate in tale ordinamento. Tali discipline vengono inserite nello
statuto, previo esplicito parere favorevole del Consiglio universitario
nazionale, secondo la procedura prevista dall'art. 17 del testo unico (R.D. 31
agosto 1933, n. 1952).
È fatta salva la possibilità di successive modifiche dello statuto secondo la
normativa attualmente vigente.
I docenti attualmente titolari di discipline non comprese nella presente tabella
possono optare per una delle seguenti possibilità:
1) richiedere il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale; il
passaggio, corredato da motivato parere consultivo del consiglio di corso di
laurea e del consiglio di facoltà per le rispettive competenze, è disposto dal
Ministro della pubblica istruzione con apposito provvedimento;
2) richiedere il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità
presente nel nuovo ordinamento e riconosciuta affine a quella di attuale
titolarità dal Consiglio universitario nazionale; anche in tal caso il
passaggio, corredato da motivato parere consultivo dei consigli di corso di
laurea e di facoltà, è disposto dal Ministro della pubblica istruzione con
apposito provvedimento su parere conforme del CUN.
I titolari di discipline comprese nella presente tabella possono richiedere il
passaggio in una disciplina di titolarità affine, introdotta nella tabella XVIII
con la presente revisione e della quale pertanto manchino i titolari. Il
passaggio è disposto dal Ministro della pubblica istruzione con apposito
provvedimento su parere conforme del CUN.
Nei primi anni di applicazione delle nuove norme, i consigli di corso di laurea
e quelli di facoltà per le rispettive competenze, nell'esprimere i motivati
pareri consultivi di cui ai precedenti commi, debbono garantire, a seguito delle
opzioni esercitate, l'equilibrata distribuzione dei docenti tra i vari corsi
integrati e le varie discipline, tenendo presente la domanda didattica globale
richiesta per ciascun corso integrato e per ciascun semestre.
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Schema 1°
Aree didattico-formative del corso di laurea in medicina e chirurgia (25/g)
Aree del primo ciclo triennale
1. Area della metodologia sperimentale applicata agli studi medici.
Obiettivi:
lo studente deve essere capace di applicare il metodo sperimentale allo studio
dei fenomeni della vita, dimostrando di conoscere e di saper utilizzare i
principi fondamentali della fisica, statistica, matematica, informatica,
biologia e genetica relativi all'analisi qualitativa e quantitativa dei fenomeni
biologici, con particolare riguardo a quelli fondamentali per le scienze
mediche.
Corsi integrati:
fisica;
statistica e matematica;
biologia;
genetica.
Discipline:
fisica (corso integrato):
fisica;
fisica medica;
statistica e matematica (corso integrato):
statistica medica e biometria;
biomatematica;
biologia (corso integrato):
biologia cellulare;
biologia generale;
psicologia;
genetica (corso integrato):
genetica umana;
genetica generale applicata alle scienze biomediche.
Numero di ore 350.
2. Area della morfologia umana macroscopica, microscopica e ultrastrutturale.
Obiettivi:
lo studente deve dimostrare di comprendere l'organizzazione strutturale del
corpo umano, dal livello macroscopico a quello microscopico ed ultrastrutturale,
ed i meccanismi attraverso i quali tale organizzazione si realizza nel corso
dello sviluppo; deve altresì poter riconoscere le caratteristiche morfologiche
essenziali dei tessuti, delle cellule e delle strutture subcellulari normali
dell'organismo umano.
Corsi integrati:
istologia ed embriologia;
anatomia.
Discipline:
istologia ed embriologia (corso integrato):
istologia;
istochimica;
citologia;
citologia molecolare;
embriologia;
anatomia (corso integrato):
anatomia umana;
anatomia topografica;
anatomia radiologica;
anatomia clinica;
neuroanatomia.
Numero di ore 400.
3. Area della struttura, funzione e metabolismo delle molecole di interesse
biologico.
Obiettivi:
lo studente deve dimostrare di aver compreso i fondamentali meccanismi dei
fenomeni biologici normali a livello cellulare, subcellulare e molecolare; deve
altresì essere in grado almeno di descrivere e spiegare i fondamenti delle
principali metodologie di laboratorio capaci di verificare e quantizzare i
fenomeni biologici di essenziale significato per le scienze mediche.
Corsi integrati:
chimica e propedeutica biochimica;
biochimica.
Discipline:
chimica e propedeutica biochimica (corso integrato):
chimica applicata alle scienze biomediche;
propedeutica biochimica;
biochimica (corso integrato):
chimica biologica;
enzimologia;
biologia molecolare;
biochimica cellulare;
biochimica sistematica umana;
biochimica applicata.
Numero di ore 400.
4. Area delle funzioni biologiche integrate: organi ed apparati umani.
Obiettivi:
lo studente deve dimostrare di aver compreso il funzionamento dei diversi organi
del corpo umano, la loro dinamica integrazione negli apparati, i meccanismi
generali di controllo delle funzioni di essi in condizioni normali, ed i
principali reperti funzionali nell'uomo sano; deve inoltre dimostrare di
possedere sia gli elementi per valutare i principali parametri fisiologici
nell'uomo, sia i principi fondamentali della biofisica applicata alle scienze
mediche e delle principali tecnologie e strumentazioni pertinenti allo sviluppo
attuale delle scienze biomediche.
Corsi integrati:
fisiologia;
biofisica e tecnologie biomediche.
Discipline:
fisiologia (corso integrato):
fisiologia umana;
fisiologia della nutrizione;
neurofisiologia;
fisiologia applicata;
fisiologia dello sport;
biofisica e tecnologie biomediche (corso integrato):
biofisica;
informatica medica;
strumentazione biomedica;
tecnologie biomediche;
fisica sanitaria.
Numero di ore 350.
5. Area della patologia cellulare e molecolare, patologia delle funzioni
biologiche integrate (raccordo biologico-clinico).
Obiettivi:
lo studente deve dimostrare di aver compreso le cause determinanti ed i
meccanismi patogenetici delle malattie dell'uomo, il rapporto tra microrganismi
e ospiti nelle malattie da infezione, nonché l'etiopatogenesi delle alterazioni
fondamentali delle strutture, delle funzioni e dei meccanismi di controllo ai
vari livelli di integrazione.
Corsi integrati:
patologia generale;
immunologia;
fisiopatologia generale ed applicata;
microbiologia.
Discipline:
patologia generale (corso integrato):
patologia generale;
citopatologia;
patologia molecolare;
oncologia;
patologia genetica;
immunologia (corso integrato):
immunologia;
immunoematologia;
immunopatologia;
fisiopatologia generale ed applicata (corso integrato):
patologia generale;
fisiopatologia generale;
fisiopatologia clinica;
fisiopatologia endocrina e del metabolismo;
microbiologia (corso integrato):
microbiologia;
micologia medica;
virologia;
parassitologia.
Numero di ore 600.
6. "Tirocinio elettivo" di ricerca sperimentale o di frequenza in strutture
sanitarie.
Obiettivi:
lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito alcuni dei principi fondamentali
della ricerca scientifica anche bibliografica. In particolare dovrà essere
capace di:
a) disegnare un esperimento atto a fornire una risposta ad un interrogativo
biologico in un campo a sua scelta;
b) condurre direttamente (o almeno in collaborazione) le operazioni previste dal
disegno dell'esperimento;
c) interpretare criticamente i risultati sperimentali ottenuti.
Lo studente - ove venga deliberato dal consiglio di corso di laurea (o di
facoltà) - può in alternativa frequentare reparti di degenza o strutture
ambulatoriali.
Contenuti tematici:
frequenza in istituto o dipartimento, con finalità dirette alla ricerca
scientifica. Approccio alla ricerca, sia di laboratorio che bibliografica, in
disciplina del primo o del secondo triennio rivolta alla acquisizione delle
metodologie proprie della ricerca sperimentale in quanto utili per l'esercizio
della professione medica. Le singole facoltà possono sostituire per tutti gli
studenti o per parte di essi, il tirocinio elettivo di ricerca sperimentale con
un periodo di frequenza in reparto di degenza o altro servizio assistenziale
finalizzata all'apprendimento della metodologia dell'approccio al malato.
Numero di ore 100 (da documentare a cura dell'istituto o dipartimento).
------------------------
(25/g) Schema così sostituito dall'art. 2, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20
ottobre 1989, n. 246).
Aree del secondo ciclo triennale
7. Area della metodologia dell'approccio clinico, terapeutico, preventivo e
riabilitativo.
Obiettivi:
lo studente deve essere in grado di:
a) realizzare una comunicazione adeguata con il paziente;
b) rilevare e comprendere il significato delle alterazioni dei reperti fisici e
funzionali nell'uomo;
c) valutare criticamente sia il valore delle metodologie pertinenti alla
medicina di laboratorio, sia il significato dei dati da essa ottenibili relativi
alle condizioni patologiche dell'uomo.
Corsi integrati:
medicina di laboratorio;
metodologia clinica.
Discipline:
medicina di laboratorio (corso integrato):
biochimica clinica;
patologia clinica;
microbiologia clinica;
semeiotica funzionale e strumentale;
metodologia clinica (corso integrato):
semeiotica e metodologia medica;
semeiotica e metodologia chirurgica;
psicologia medica;
storia della medicina;
metodologia epidemiologica e igiene;
metodologia epidemiologica clinica.
Numero di ore 300.
8. Area della patologia sistematica ed integrata medico-chirurgica.
Obiettivi:
lo studente deve essere capace di identificare, integrando le informazioni
derivanti dallo studio clinico, nosografico e fisiopatologico, gli elementi
caratteristici delle varie malattie e delle alterazioni d'organo e d'apparato.
Corsi integrati:
anatomia patologica I (propedeutica e sistematica);
malattie dell'apparato digerente;
malattie dell'apparato respiratorio;
malattie dell'apparato cardiovascolare;
malattie del rene e delle vie urinarie;
malattie del sistema endocrino e del metabolismo;
malattie del sangue e degli organi emopoietici;
malattie del sistema immunitario e reumatologia;
malattie infettive;
medicina interna e chirurgia generale.
Discipline:
anatomia patologica I (propedeutica e sistematica) (corso integrato):
anatomia ed istologia patologica;
morfologia dei tumori;
malattie dell'apparato digerente (corso integrato):
gastroenterologia;
chirurgia dell'apparato digerente;
chirurgia generale;
malattie dell'apparato respiratorio (corso integrato):
malattie dell'apparato respiratorio;
fisiopatologia respiratoria;
chirurgia toracica;
malattie dell'apparato cardiovascolare (corso integrato):
cardiologia;
cardiochirurgia;
chirurgia vascolare;
angiologia;
malattie del rene e delle vie urinarie (corso integrato):
nefrologia;
urologia;
malattie del sistema endocrino e del metabolismo (corso integrato):
endocrinologia;
malattie del metabolismo;
endocrinochirurgia;
malattie del sangue e degli organi emopoietici (corso integrato):
ematologia;
malattie del sistema immunitario e reumatologia (corso integrato):
immunologia clinica e allergologia;
reumatologia;
malattie infettive (corso integrato):
malattie infettive;
malattie tropicali;
parassitologia clinica;
medicina interna e chirurgia generale (corso integrato):
medicina interna I;
chirurgia generale I.
Numero di ore 875.
9. Area delle scienze del comportameno umano.
Obiettivi:
lo studente deve essere in grado di analizzare e comprendere il comportamento
della persona umana in relazione ai problemi di salute e di malattia e:
a) riconoscere le alterazioni comportamentali e psichiche;
b) spiegarne le cause etiologiche ed i meccanismi patogenetici;
c) indicarne gli indirizzi terapeutici di prevenzione e assistenziali.
Corsi integrati:
psichiatria e psicologia clinica.
Discipline:
psichiatria e psicologia clinica (corso integrato):
psichiatria;
psicoterapia;
psicologia clinica;
igiene mentale.
Numero di ore 125.
10. Area delle scienze neurologiche.
Obiettivi:
lo studente deve essere in grado di:
a) riconoscere, mediante lo studio fisiopatologico e clinico le alterazioni del
sistema nervoso;
b) spiegarne le cause etiologiche ed i meccanismi patogenetici;
c) indicarne gli indirizzi terapeutici.
Corsi integrati:
malattie del sistema nervoso.
Discipline:
malattie del sistema nervoso (corso integrato):
neurologia;
neurofisiopatologia;
neurochirurgia;
neuroradiologia;
riabilitazione neurologica.
Numero di ore 100.
11. Area delle specialità medico-chirurgiche.
Obiettivi:
lo studente deve essere capace di:
a) riconoscere ed eventualmente diagnosticare le più frequenti forme di
patologia oculare, dell'orecchio, del naso, della faringe e della laringe, del
cavo orale e del complesso facciale, della cute e dell'apparato locomotore;
b) dimostrare di conoscerne i principi terapeutici fondamentali anche in
relazione ad altri sistemi od apparati.
Corsi integrati:
malattie odontostomatologiche e del cavo orale;
malattie dell'apparato visivo;
malattie dell'apparato locomotore;
malattie otorinolaringoiatriche;
malattie cutanee e veneree e chirurgia plastica.
Discipline:
malattie odontostomatologiche (corso integrato):
odontostomatologia;
chirurgia maxillo-facciale;
malattie dell'apparato visivo (corso integrato):
oftalmologia;
ottica fisiopatologica;
malattie dell'apparato locomotore (corso integrato):
ortopedia e traumatologia;
chirurgia della mano;
medicina fisica e riabilitazione;
malattie otorinolaringoiatriche (corso integrato):
otorinolaringoiatria;
audiologia;
foniatria;
malattie cutanee e veneree e chirurgia plastica (corso integrato):
dermatologia;
chirurgia plastica e ricostruttiva;
dermatologia allergologica e professionale;
venereologia.
Numero di ore 250.
12. Area della medicina clinica.
Obiettivi:
lo studente deve essere capace di valutare e di affrontare nel singolo individuo
lo stato di salute, sotto l'aspetto preventivo, diagnostico, terapeutico e
riabilitativo ed integrare gli apporti della patologia sistematica e della
medicina specialistica in una visione unitaria dell'uomo ammalato.
Corsi integrati:
medicina interna;
chirurgia generale;
oncologia clinica;
geriatria.
Discipline:
medicina interna (corso integrato):
medicina interna II;
terapia medica;
genetica medica;
nutrizione clinica;
medicina termale;
chirurgia generale (corso integrato):
chirurgia generale II;
oncologia clinica (corso integrato):
oncologia medica;
oncologia radioterapica;
chirurgia generale;
medicina interna;
geriatria (corso integrato):
geriatria e gerontologia;
chirurgia geriatrica.
Numero di ore 600.
13. Area di farmacoterapia e tossicologia.
Obiettivi:
lo studente deve essere in grado di:
a) dimostrare di conoscere il meccanismo di azione, il metabolismo e gli effetti
dei farmaci;
b) dimostrare le applicazioni terapeutiche e la tossicità dei farmaci.
Corsi integrati:
farmacologia generale;
farmacologia speciale.
Discipline:
farmacologia generale (corso integrato):
farmacologia I;
farmacologia cellulare e molecolare;
farmacologia speciale (corso integrato):
farmacologia II;
chemioterapia;
tossicologia;
neuropsicofarmacologia.
Numero di ore 150.
14. Area della pediatria generale e specialistica.
Obiettivi:
lo studente deve essere capace di valutare ed affrontare, sotto l'aspetto
preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, i problemi generali della
salute e della patologia nell'età neonatale, nell'infanzia e nell'adolescenza,
nonché i problemi principali, per frequenza e per rischio, della patologia
specialistica pediatrica.
Corsi integrati:
pediatria generale e specialistica (medicina dell'età neonatale, dell'infanzia,
dell'adolescenza).
Discipline:
pediatria generale e specialistica (corso integrato):
pediatria;
chirurgia pediatrica;
neuropsichiatria infantile;
neonatologia;
terapia pediatrica speciale;
pediatria preventiva e sociale.
Numero di ore 200.
15. Area della ginecologia ed ostetricia.
Obiettivi e contenuti:
lo studente deve essere capace di:
a) identificare le caratteristiche fisiologiche ed endocrinologiche, normali e
patologiche, connesse con il processo riproduttivo e le tematiche psicologiche
legate ad esso;
b) riconoscere ed affrontare i problemi clinici riguardanti la tutela della
procreazione e la morbilità perinatale;
c) porre in atto un'opera di prevenzione e di diagnosi precoce della patologia
tumorale nella donna.
Corsi integrati:
ginecologia ed ostetricia.
Discipline:
ginecologia ed ostetricia (corso integrato):
ginecologia ed ostetricia;
fisiopatologia della riproduzione umana;
ginecologia endocrinologica;
ginecologia oncologica;
medicina dell'età prenatale.
Numero di ore 150.
------------------------
16. Area della patologia applicata e correlazioni anatomo-cliniche.
Obiettivi:
lo studente deve essere in grado di correlare i quadri morfologici con quelli
clinici e sapersi avvalere dei reperti diagnostici della anatomia ed istologia
patologica nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie.
Corsi integrati:
anatomia patologica II.
Discipline:
anatomia patologica II (corso integrato):
anatomia ed istologia patologica;
diagnostica isto-e cito-patologica;
diagnostica ultrastrutturale;
istochimica ed immunoistochimica patologica.
Numero di ore 100.
17. Area della diagnostica per immagini e della radioterapia.
Obiettivi:
lo studente deve sapersi avvalere delle indagini per immagini nella diagnostica
delle forme morbose e conoscere le indicazioni per l'uso terapeutico di
radiazioni e traccianti radioattivi.
Corsi integrati:
diagnostica per immagini.
Discipline:
diagnostica per immagini (corso integrato):
radiologia;
radiobiologia;
radioterapia;
medicina nucleare;
anatomia radiologica clinica.
Numero ore 100.
18. Area delle emergenze medico-chirurgiche.
Obiettivi:
lo studente deve essere in grado di riconoscere e trattare, a livello di primo
intervento, le situazioni cliniche di emergenza nell'uomo.
Corsi integrati:
emergenze medico-chirurgiche.
Discipline:
emergenze medico-chirurgiche (corso integrato):
medicina d'urgenza e pronto soccorso;
chirurgia d'urgenza e pronto soccorso;
anestesiologia e rianimazione;
terapia del dolore;
terapia intensiva;
medicina subacquea e iperbarica.
Numero minimo di ore 100.
19. Area della medicina e sanità pubblica.
Obiettivi:
lo studente deve dimostrare di:
a) conoscere le norme fondamentali per conservare e promuovere la salute del
singolo e della comunità, nonché quelle relative ai compiti del medico in tale
campo;
b) conoscere le principali malattie professionali e gli atti necessari a
mantenere e promuovere la salute negli ambienti di lavoro;
c) conoscere le principali norme legislative che regolano la sanità, le norme
deontologiche e quelle di responsabilità professionale;
d) conoscere i principi e le applicazioni della medicina preventiva, curativa e
riabilitativa a livello delle comunità locali.
Corsi integrati:
igiene e sanità pubblica;
medicina legale;
medicina del lavoro;
medicina delle comunitèa.
Discipline:
igiene e sanità pubblica (corso integrato):
igiene;
programmazione e organizzazione dei servizi sanitari;
economia sanitaria;
educazione sanitaria;
medicina legale (corso integrato):
medicina legale;
deontologia ed etica medica;
psicopatologia forense;
tossicologia forense;
criminologia e difesa sociale;
medicina sociale;
medicina del lavoro (corso integrato):
medicina del lavoro;
igiene industriale;
medicina delle comunità (corso integrato):
medicina di comunità;
igiene ambientale.
Numero di ore 250.
------------------------
Schema 2°
Piano di studio tipo a titolo esemplificativo
I ANNO
I semestre:
Chimica e propedeutica biochimica. . . . . . . . . ore 125
Fisica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 100
Statistica e matematica. . . . . . . . . . . . . . " 75
___
Totale I semestre . . . ore 300
II semestre:
Biologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 100
Genetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 75
Istologia ed embriologia . . . . . . . . . . . . . " 125
___
Totale II semestre . . . ore 300
___
Totale I anno . . . ore 600
II ANNO
I semestre:
Anatomia I . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 175
Biochimica I . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 175
___
Totale I semestre . . . ore 350
II semestre:
Anatomia II. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 100
Biochimica II. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 100
Fisiologia II. . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 150
___
Totale II semestre . . . ore 350
___
Totale II anno . . . ore 700
III ANNO
I semestre:
Fisiologia II. . . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 150
Biofisica e tecnologie biomediche. . . . . . . . . " 50
Microbiologia I. . . . . . . . . . . . . . . . . . " 50
Immunologia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 100
Patologia generale I . . . . . . . . . . . . . . . " 100
___
Totale I semestre . . . ore 450
II semestre:
Microbiologia II . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 100
Patologia generale I . . . . . . . . . . . . . . . " 150
Fisiopatologia generale ed applicata . . . . . . . " 100
Tirocinio di ricerca sperimentale (area
didattico-formativa). . . . . . . . . . . . . . . " 100
___
Totale II semestre . . . ore 450
___
Totale III anno . . . ore 900
IV ANNO
I semestre:
Farmacologia generale. . . . . . . . . . . . . . . ore 100
Medicina di laboratorio. . . . . . . . . . . . . . " 100
Metodologia clinica. . . . . . . . . . . . . . . . " 200
Malattie infettive . . . . . . . . . . . . . . . . " 100
___
Totale I semestre . . . ore 500
II semestre:
Anatomia patologica I. . . . . . . . . . . . . . . ore 150
Malattie apparato cardiovascolare. . . . . . . . . " 75
Malattie apparato respiratorio . . . . . . . . . . " 75
Malattie dell'apparato digerente . . . . . . . . . " 75
Malattie del rene e delle vie urinarie . . . . . . " 75
Malattie del sistema endocrino e del metabolismo . " 75
___
Totale II semestre . . . ore 525
____
Totale IV anno . . . ore 1025
V ANNO
I semestre:
Malattie del sangue e degli organi emopoietici . . ore 75
Malattie del sistema immunitario e reumatologia. . " 50
Oncologia clinica. . . . . . . . . . . . . . . . . " 75
Diagnostica per immagini . . . . . . . . . . . . . " 100
Anatomia patologica II . . . . . . . . . . . . . . " 100
Medicina interna . . . . . . . . . . . . . . . . . " 75
Chirurgia generale . . . . . . . . . . . . . . . . " 50
___
Totale I semestre . . . ore 525
II semestre:
Malattie sistema nervoso . . . . . . . . . . . . . ore 75
Psichiatria e psicologia clinica . . . . . . . . . " 150
Specialità medico-chirurgiche (area didattico-for-
mativa). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 250
malattie cutanee e veneree e chirurgia plastica
malattie otorinolaringoiatriche
malattie odontostomatologiche
malattie dell'apparato visivo
malattie dell'apparato locomotore
Terapia medica (medicina interna). . . . . . . . . " 75
farmacologia speciale
___
Totale II semestre . . . ore 550
____
Totale V anno . . . ore 1075
VI ANNO
I semestre:
Medicina interna . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 150
Chirurgia generale . . . . . . . . . . . . . . . . " 100
Pediatria generale e specialistica . . . . . . . . " 200
Ginecologia ed ostetricia. . . . . . . . . . . . . " 150
___
Totale I semestre . . . ore 600
II semestre:
Medicina interna . . . . . . . . . . . . . . . . . ore 150
Chirurgia generale . . . . . . . . . . . . . . . . " 100
Emergenze medico-chirurgiche . . . . . . . . . . . " 100
Medicina di sanità pubblica (area didattico-forma-
tiva). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . " 250
medicina legale
igiene e sanità pubblica
medicina del lavoro
medicina delle comunità
___
Totale II semestre . . . ore 600
____
Totale VI anno . . . ore 1200
------------------------
Tabella XVIII-bis (26) (27) (27/a)
Laurea in odontoiatria e protesi dentaria
Durata del corso di studi: cinque anni, suddivisi in un biennio ed un triennio.
Titolo di ammissione: quello consentito dalle vigenti disposizioni di legge.
Ammissione al corso: nel far luogo all'istituzione del corso di laurea si deve
tener conto delle strutture disponibili (cliniche e didattiche) per la
determinazione del numero e delle modalità di accesso degli studenti.
Le relative decisioni dovranno essere sottoposti al parere vincolante del
Consiglio universitario nazionale.
Insegnamenti fondamentali.
Biennio: 1. Anestesia generale e speciale odontostomatologia (semestrale). - 2*.
Biologia generale applicata agli studi medici. - 3*. Chimica. - 4*. Chimica
biologica. - 5. Farmacologia (semestrale). - 6*. Fisica medica. - 7. Fisiologia
umana e dell'apparato stomatognatico. - 8. Igiene e odontoiatria preventiva e
sociale con epidemiologia (semestrale). - 9. Istituzioni di anatomia umana
normale e dell'apparato stomatognatico. - 10. Istituzione di anatomia ed
istologia patologica (27/a). - 11*. Istologia ed embriologia generale (compresa
la citologia). - 12. Materiali dentari - 13. Microbiologia (semestrale). - 14.
Odontoiatria conservatrice (triennale - 2°, 3° e 4° anno). - 15. Patologia
generale.
Triennio: 16. Chirurgia speciale odontostomatologica (biennale - 3° e 4° anno).
- 17. Clinica odontostomatologica (biennale - 4° e 5° anno). - 18. Medicina
legale e delle assicurazioni e deontologia in odontostomatologia (semestrale). -
19. Neuropatologia e psicopatologia (semestrale) (27/b). - 20. Ortognatodonzia e
gnatologia (funzione masticatoria) (biennale - 4° e 5° anno). - 21.
Parodontologia (biennale - 4° e 5° anno). - 22. Patologia speciale chirurgica e
propedeutica clinica. - 23. Patologia speciale e medica e metodologia clinica
(compresa la pediatria) (27/b). - 24. Patologia speciale odontostomatologica. -
25. Pedodonzia (semestrale). - 26. Protesi dentaria (triennale 3°, 4°, e 5°
anno). Radiologia generale e speciale odontostomatologica (semestrale).
Insegnamenti complementari. - 1*. Chirurgia maxillo-facciale. - 2* Dermatologia
e venerologia (semestrale). - 3*. Otorinolaringoiatria (semestrale), - 4*.
Statistica sanitaria. - 5*. Psichiatria (semestrale) (27/c). Pediatria
(semestrale) (27/c).
Altri insegnamenti complementari nel piano della facoltà sempre mutuati dal
corso di laurea in medicina e chirurgia (27/d).
Gli insegnamenti segnati con asterisco sono mutuati dal corso di laurea in
medicina e chirurgia.
Gli insegnamenti fondamentali sono teorici e pratici e la loro frequenza è
obbligatoria.
Gli insegnamenti specificatamente odontostomatologici di ordine clinico
comportano anche un tirocinio pratico continuativo da espletare prima di
sostenere i relativi esami.
Gli allievi, che non conseguono le attestazioni di frequenza, non possono essere
ammessi a sostenere le relative prove di esame.
Il tirocinio pratico, relativo ad ogni insegnamento clinico, deve prevedere da
parte di componenti dell'organico, un'assistenza didattica adeguata al numero
degli studenti.
------------------------
(26) Tabella inserita dall'art. 2, D.P.R. 28 febbraio 1980, n. 135, riportato al
n. C/XX. L'articolo unico della L. 20 marzo 1984, n. 47 (Gazz. Uff. 3 aprile
1984, n. 93), ha così disposto:
"Gli studenti del triennio del corso di laurea in odontoiatria e protesi
dentaria sono autorizzati ad espletare, sotto il controllo e le direttive del
personale docente degli insegnamenti specificatamente odontostomatologici, le
esercitazioni cliniche ed il tirocinio pratico di cui alla tabella XVIII-bis
dell'ordinamento didattico universitario, annessa al R.D. 30 settembre 1938, n.
1652, e successive modificazioni, necessari per essere ammessi a sostenere
l'esame di laurea.
Per la copertura dei rischi per responsabilità civile connessi allo svolgimento
della predetta attività pratica, i consigli di amministrazione delle università
stipulano apposite polizze di assicurazione stabilendo la quota parte a carico
degli studenti e rimanendo la residua parte a carico del bilancio
universitario".
(27) Il D.P.R. 31 ottobre 1981, n. 1089 (Gazz. Uff. 24 marzo 1982, n. 81), ha
disposto che la tabella XVIII-bis è modificata nel senso che sono soppressi
tutti gli asterischi apposti sia agli insegnamenti fondamentali, sia agli
insegnamenti complementari.
(27/a) Il D.P.R. 22 dicembre 1982, n. 1143 (Gazz. Uff. 18 marzo 1983, n. 76), ha
così disposto:
"Articolo unico. La tabella XVIII-bis dell'ordinamento didattico universitario,
annessa al R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, relativa al corso di laurea in
odontoiatria e protesi dentaria, è modificata nel senso che l'insegnamento
fondamentale del biennio n. 10 "istituzioni di anatomia patologica" passa al
triennio con il n. 16, con la conseguente variazione della numerazione degli
insegnamenti contrassegnati con i numeri 11, 12, 13, 14 e 15 del biennio e 16
del triennio che diventano rispettivamente numeri 10, 11, 12, 13 e 14 nel
biennio e 15 nel triennio".
(27/a) Il D.P.R. 22 dicembre 1982, n. 1143 (Gazz. Uff. 18 marzo 1983, n. 76), ha
così disposto:
"Articolo unico. La tabella XVIII-bis dell'ordinamento didattico universitario,
annessa al R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, relativa al corso di laurea in
odontoiatria e protesi dentaria, è modificata nel senso che l'insegnamento
fondamentale del biennio n. 10 "istituzioni di anatomia patologica" passa al
triennio con il n. 16, con la conseguente variazione della numerazione degli
insegnamenti contrassegnati con i numeri 11, 12, 13, 14 e 15 del biennio e 16
del triennio che diventano rispettivamente numeri 10, 11, 12, 13 e 14 nel
biennio e 15 nel triennio".
(27/b) L'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII ha disposto
che gli insegnamenti del triennio:
19) neuropatologia e psicopatologia (semestrale); 23) patologia speciale medica
e metodologia clinica (compresa la pediatria) sono soppressi e sostituiti da:
19) neurologia (semestrale); 23) medicina interna.
(27/b) L'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII ha disposto
che gli insegnamenti del triennio:
19) neuropatologia e psicopatologia (semestrale); 23) patologia speciale medica
e metodologia clinica (compresa la pediatria) sono soppressi e sostituiti da:
19) neurologia (semestrale); 23) medicina interna.
(27/c) Aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII.
(27/c) Aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII.
(27/d) Tabella così modificata con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 1° agosto
1980, n. 210. Nella medesima tabella sono inoltre, soppressi al sesto comma, la
frase dopo l'elenco degli insegnamenti complementari: "altri insegnamenti
complementari nel piano della facoltà sempre mutuati dal corso di laurea in
medicina e chirurgia" ed il testo del comma settimo.
------------------------------+---------------------------------
Non si può essere |
ammessi a sostenere | Se non si è superato
l'esame di: | l'esame di:
------------------------------+---------------------------------
| +-
| |istituzioni di anatomia umana
fisiolofia umana dell'apparato| | normale e dell'apparato stoma-
stomatognatico; | | tognatico;
| |chimica;
|<
patologia generale | |biologia generale applicata
| | agli studi medici;
| |
| |fisica medica;
| +-
| +-
patologia speciale medica e| |fisiologia umana e dell'appara-
metodologia clinica (compre-| | to stomatognatico;
sa la pediatria) |<
patologia speciale chirurgica | |patologia generale;
e propedeutica clinica | |
| +-
| +-
| |patologia speciale medica e
| | metodologica clinica (compresa
| | la pediatria);
| |patologia speciale chirurgica e
| | propedeutica clinica;
clinica odontostomatologica |< istituzioni di anatomia ed
| | istologia patologica;
| |patologia speciale odontostoma-
| | tologica
| |chirurgia speciale odontostoma-
| | tologica (27/e).
| +-
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea in odontoiatria e protesi
dentaria, lo studente deve aver seguito i corsi ed aver superato gli esami in
tutti gli insegnamenti fondamentali ed almeno in due insegnamenti scelti tra i
complementari ed aver, inoltre, seguito le prescritte esercitazioni cliniche, i
tirocini pratici ed averne conseguito le relative attestazioni.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su argomenti di
odontostomatologia da richiedere almeno all'inizio dell'ultimo anno di corso.
Per il trasferimento degli studenti iscritti al corso di laurea in medicina e
chirurgia le abbreviazioni di corso non possono superare l'ammissione oltre il
secondo anno, subordinatamente al numero di posti resisi disponibili all'inizio
del secondo anno sempre che gli aspiranti abbiano superato gli esami di biologia
generale applicata agli studi medici, chimica, fisica medica, istologia ed
embriologia generale (compresa la citologia).
Per i laureati in medicina e chirurgia le abbreviazioni di corso potranno essere
concesse, sempre con iscrizione al secondo anno subordinatamente al numero di
posti resisi disponibili all'inizio del secondo anno e dopo che sia trascorso un
anno accademico dal conseguimento della laurea precedente.
Per esercitare la professione i laureati in odontoiatria e protesi dentaria
devono superare un apposito esame di Stato.
------------------------
(27/e) Vedi nota 27.
Tabella XIX (28)
Corso di laurea in chimica
La durata del corso di studi in chimica è di cinque anni, articolati in un
triennio propedeutico, a carattere formativo di base, ed in successivi distinti
indirizzi di durata biennale e di contenuti più specifici sia sotto l'aspetto
scientifico che sotto quello applicativo.
L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge.
Il numero di esami è non meno di ventitrè.
Nel caso di verifiche di profitto contestuali - accorpamento di più insegnamenti
dello stesso anno accademico - il preside costituisce le commissioni di profitto
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto all'elenco delle discipline
non obbligatorie, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a
statuto nelle singole università delle singole discipline in relazione agli
indirizzi scientifico-culturali.
La didattica del corso di laurea in chimica è organizzata per ciascun anno di
corso in due cicli coordinati di durata inferiore all'anno. Ciascun ciclo di
seguito indicato convenzionalmente come semestre, ha durata minima di
quattordici-quindici settimane. L'intervallo tra i due semestri deve essere
almeno di quattro settimane. Gli esami sono effettuati al termine di ciascun
semestre, prevedendo tre sessioni di esami: una durante la pausa tra i due
semestri dell'anno accademico, una alla fine del secondo semestre, ed una di
recupero prima dell'inizio dei corsi, e ciò nel rispetto di quanto stabilito dal
testo unico n. 1592/1933 e dal R.S. n. 1269/1938.
Il totale delle ore di insegnamento è nel triennio di 1.680 ore, suddivise in
ventisei corsi e sedici esami e nel biennio di cinquecentoquaranta ore suddivise
in nove corsi e sette esami; lo studente dovrà inoltre svolgere un lavoro di
tesi sperimentale per un periodo di non meno di nove mesi (equivalente ad un
impegno minimo di milleduecento ore) su argomenti attinenti all'indirizzo
prescelto. Di norma i corsi di lezione sono di sessanta ore di cui almeno 1/4
dedicate agli esercizi mentre i corsi di laboratorio sono di settantacinque ore
di cui almeno i 2/3 di esercitazione pratica. L'accertamento finale del
profitto, secondo le modalità previste dai consigli di corso di laurea, avverrà
per singolo insegnamento tranne nei casi elencati più avanti in cui è prevista
una prova di esame unica per due corsi della stessa area.
I corsi, come previsto dall'art. 6, primo comma, della legge 18 marzo 1958, n.
311, comprendono lezioni, esercitazioni , esercizi, sperimentazioni e
dimostrazioni a seconda della natura degli insegnamenti.
Nell'ambito della programmazione prevista dagli articoli 10 e 94 del D.P.R. n.
382/80, i consigli di corso di laurea e quelli di facoltà, per le rispettive
competenze, stabiliscono le modalità di coordinamento didattico nell'ambito di
ciascuna area e tra le diverse aree. In tale ambito possono essere previste
forme di coordinamento e interscambio tra i vari docenti ai sensi del terzo
comma dell'art. 7 del D.P.R. n. 382/80.
I consigli di corso di laurea stabiliranno l'organizzazione dei corsi nei vari
semestri.
Nell'ambito del biennio, i consigli di corso di laurea possono definire
combinazioni di corsi opzionali, che rispondano ad una logica di natura
culturale, in modo da costituire orientamento all'interno dei singoli indirizzi.
Tali combinazioni vengono pubblicate nel manifesto annuale degli studi.
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910 e dell'art. 4 della
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi
diverso da quello consigliato dalla facoltà e previsto dal manifesto degli
studi, purché nell'ambito delle discipline attivate e nel rispetto del numero
dei corsi relativo a ciascuna area e del rapporto tra i corsi di lezione e di
laboratorio.
Il consiglio di corso di laurea valuterà la congruità del piano di studi
proposto dallo studente con raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi
previsti dalla presente tabella.
Triennio propedeutico
L'attività didattica del triennio è articolata in aree, ciascuna comprende i
corsi fondamentali indicati.
A) Area matematica (240 ore totali):
istituzioni di matematiche (primo corso);
istituzioni di matematiche (secondo corso);
calcolo numerico;
laboratorio di programmazione e calcolo.
B) Area di fisica (180 ore totali):
fisica generale (primo corso);
fisica generale (secondo corso);
laboratorio di fisica generale.
C) Area di chimica analitica (270 ore totali):
chimica analitica (primo corso);
laboratorio di chimica analitica (primo corso);
laboratorio di chimica analitica (secondo corso);
laboratorio di chimica analitica (terzo corso).
D) Area di chimica fisica (270 ore totali):
chimica fisica (primo corso);
chimica fisica (secondo corso);
laboratorio di chimica fisica (primo corso);
laboratorio di chimica fisica (secondo corso).
E) Area di chimica organica (270 ore totali):
chimica organica (primo corso);
chimica organica (secondo corso);
laboratorio di chimica organica (primo corso);
laboratorio di chimica organica (secondo corso).
F) Area di chimica inorganica (270 ore totali):
chimica generale ed inorganica;
chimica inorganica (primo corso);
laboratorio di chimica generale ed inorganica;
laboratorio di chimica inorganica (primo corso).
G) Area di chimica biologica (60 ore totali):
chimica biologica (primo corso).
Gli studenti sono inoltre tenuti a frequentare due corsi opzionali (60 ore
ciascuno), scelti tra quelli proposti dal consiglio di corso di laurea.
Gli studenti che intendono seguire nel biennio l'indirizzo di chimica biologica
devono scegliere i due corsi opzionali tra i seguenti:
1) biologia cellulare;
2) biologia generale;
3) genetica;
4) microbiologia generale.
Gli studenti che intendono seguire nel biennio l'indirizzo chimica ambientale
devono scegliere i due corsi opzionali tra i seguenti:
1) biologia generale;
2) ecologia;
3) ecotossicologia;
4) litologia e geologia.
Allo studente che ha superato tutti gli esami prescritti nel triennio su
richiesta viene rilasciato un certificato attestante il completamento degli
studi propedeutici alla laurea in chimica.
I seguenti insegnamenti comportano una prova di esame unica per i due corsi:
calcolo numerico e laboratorio di programmazione e calcolo;
chimica generale ed inorganica e laboratorio di chimica generale e inorganica;
fisica generale (secondo corso) e laboratorio di fisica generale;
laboratorio di chimica analitica (primo corso) e laboratorio di chimica
analitica (secondo corso);
chimica analitica (primo corso) e laboratorio di chimica analitica (terzo
corso);
chimica fisica (primo corso) e laboratorio di chimica fisica (primo corso);
chimica fisica (secondo corso) e laboratorio di chimica fisica (secondo corso);
chimica organica (primo corso) e laboratorio di chimica organica (primo corso);
chimica organica (secondo corso) e laboratorio di chimica organica (secondo
corso);
chimica inorganica (primo corso) e laboratorio di chimica inorganica (primo
corso).
I corsi e laboratori possono essere svolti, per necessità didattiche, in due
semestri successivi: in tal caso l'esame relativo sarà sostenuto alla fine della
seconda parte.
Lo studente sarà tenuto a dimostrare di aver appreso almeno una lingua straniera
moderna (di regola la lingua inglese) tra quelle proposte dal consiglio di corso
di laurea nel manifesto degli studi. La conoscenza verrà verificata attraverso
un colloquio regolarmente verbalizzato da una commissione nominata dalla facoltà
di scienze matematiche, fisiche e naturali.
Biennio (28/a)
Sono ammessi al quarto anno coloro che abbiano superato gli esami del triennio
propedeutico. È comunque consentita l'iscrizione al quarto anno in difetto di
due soli degli esami del triennio, che dovranno peraltro essere sostenuti prima
di quelli del biennio.
Il biennio si articola in indirizzi.
Ogni università, sede del corso di laurea in chimica, in relazione alle proprie
competenze ed esigenze scientifiche ed alle esigenze del territorio, inserisce a
statuto da due a cinque indirizzi del biennio, tenendo conto della disponibilità
effettiva di docenti in rapporto agli insegnamenti da impartire, nonché delle
attrezzature e del numero di studenti iscritti al corso di laurea e previo
parere del Consiglio universitario nazionale.
Gli indirizzi sono caratterizzati da due insegnamenti fondamentali comuni a
tutti i piani di studio dell'indirizzo, con i rispettivi laboratori o
esercitazioni, e da cinque insegnamenti opzionali da scegliere tra quelli
attivati nella sede.
Gli indirizzi possono essere anche articolati in orientamenti.
Gli indirizzi articolati in orientamenti sono caratterizzati da un insegnamento
fondamentale comune a tutti i piani di studio dell'indirizzo, con il rispettivo
laboratorio o esercitazioni, da un fondamentale di orientamento, con il
rispettivo laboratorio o esercitazioni e da cinque insegnamenti opzionali da
scegliere tra quelli attivati nella sede.
A titolo esemplificativo si individuano i seguenti indirizzi;
chimica analitica, chimica biologica, chimica fisica, chimica inorganica,
chimica organica, chimica dei materiali;
applicativo: che prevede due orientamenti: ambientale e/o alimentare.
Fermo restando il numero massimo di cinque, le facoltà possono richiedere
l'inserimento a statuto, con le procedure previste dall' art. 17 del testo unico
delle leggi sull'istruzione superiore approvate con regio decreto 31 agosto
1933, n. 1592, di indirizzi diversi da quelli riportati che prevedano però lo
stesso numero di corsi e di esami, rispettando il numero dei laboratori.
Gli indirizzi proposti debbono riflettere effettive competenze ed esigenze della
sede in specifici settori scientifico-professionali o possono derivare dalla
integrazione di due o più degli indirizzi riportati nella presente tabella.
Indirizzo: chimica analitica
I corsi fondamentali sono:
1) chimica analitica (secondo corso);
2) chimica analitica (terzo corso);
3) laboratorio di chimica analitica (quarto corso);
4) laboratorio di chimica analitica (quinto corso).
I corsi di chimica analitica (secondo corso) e laboratorio di chimica analitica
(quarto corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi
di chimica analitica (terzo corso) e laboratorio di chimica analitica (quinto
corso).
Indirizzo: chimica fisica
I corsi fondamentali sono:
1) chimica fisica (terzo corso);
2) chimica fisica (quarto corso);
3) laboratorio di chimica fisica (terzo corso);
4) laboratorio di chimica fisica (quarto corso).
I corsi di chimica fisica (terzo corso) e laboratorio di chimica fisica (terzo
corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi di
chimica fisica (quarto corso) e laboratorio di chimica fisica (quarto corso).
Indirizzo: chimica inorganica
I corsi fondamentali sono:
1) chimica inorganica (secondo corso);
2) chimica inorganica (terzo corso);
3) laboratorio di chimica inorganica (secondo corso);
4) laboratorio di chimica inorganica (terzo corso).
I corsi di chimica inorganica (secondo corso) e laboratorio di chimica
inorganica (secondo corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così
come i corsi di chimica inorganica (terzo corso) e laboratorio di chimica
inorganica (terzo corso).
Indirizzo: chimica organica
I corsi fondamentali sono:
1) chimica organica (terzo corso);
2) chimica organica (quarto corso);
3) laboratorio di chimica organica (terzo corso);
4) laboratorio di chimica organica (quarto corso).
I corsi di chimica organica (terzo corso) e laboratorio di chimica organica
(terzo corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi
di chimica organica (quarto corso) e laboratorio di chimica organica (quarto
corso).
Indirizzo: chimica biologica
I corsi fondamentali sono:
1) chimica biologica (secondo corso);
2) biologia molecolare;
3) laboratorio di chimica biologica;
4) laboratorio di biologia molecolare.
I corsi di chimica biologica (secondo corso) e di laboratorio di chimica
biologica danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi di
biologia molecolare e di laboratorio di biologia molecolare.
Indirizzo: chimica dei materiali
I corsi fondamentali sono:
1) chimica dei materiali;
2) laboratorio di chimica dei materiali;
3) chimica macromolecolare;
4) laboratorio di chimica macromolecolare.
I corsi di chimica dei materiali e laboratorio di chimica macromolecolare e
laboratorio di chimica macromolecolare danno luogo ad una prova di accertamento
unica.
Indirizzi:
Applicativo - Orientamento ambientale e/o alimentare:
1) chimica analitica (secondo corso);
2) laboratorio di chimica analitica (quarto corso).
Orientamento ambientale:
3) chimica fisica ambientale;
4) laboratorio di chimica fisica ambientale.
Orientamento alimentare:
3) chimica degli alimenti;
4) laboratorio di chimica degli alimenti.
I corsi di chimica analitica (secondo corso) e laboratorio di chimica analitica
(quarto corso) così come chimica fisica ambientale e laboratorio di chimica
fisica ambientale o i corsi di chimica degli alimenti e laboratorio di chimica
degli alimenti danno luogo ad una prova di accertamento unica.
Prova di accertamento unica
Il preside della facoltà per la prova di accertamento unica, prevista per i
corsi del triennio propedeutico e per i corsi di indirizzo del biennio,
costituisce le relative commissioni per gli esami di profitto utilizzando i
docenti dei rispettivi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 del testo
unico n. 1592/1933 e dall'art. 42 del R.S. n. 1269/1938.
Corsi opzionali: i corsi opzionali potranno essere scelti dallo studente fra
quelli indicati in un apposito elenco predisposto dalla sede, fra le discipline
attivate.
Possono anche essere inserite a statuto, con la procedura prevista dall'art. 17
del testo unico n. 1592/1933, ed utilizzate, nel rispetto del limite numerico
previsto dalle norme vigenti, come corsi opzionali tutte le discipline
fondamentali dell'ordinamento nazionale. Quando vengono scelti come corsi
opzionali i fondamentali con i relativi laboratori, di un indirizzo diverso da
quello prescelto dallo studente, il corso fondamentale ed il corrispondente
corso di laboratorio, che sono stati sostitutivi di due corsi opzionali,
comportano due esami distinti.
Esame e diploma di laurea
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente deve avere seguito
tutti i corsi previsti dal piano di studi approvato dalla facoltà e superato i
relativi esami. Lo studente deve aver inoltre svolto il lavoro di tesi
sperimentale.
L'esame di laurea consiste nella discussione della tesi sperimentale con le
modalità stabilite dai singoli consigli di corso di laurea, in applicazione
delle disposizioni vigenti.
Il diploma di laurea riporta il titolo di laureato in chimica, mentre il
relativo certificato rilasciato al laureato, farà menzione all'indirizzo
seguito.
Norme finali e transitorie
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti
fondamentali del triennio e del biennio, con le seguenti modalità:
a) utilizzando le equivalenze sottoelencate:
fisica sperimentale equivalente a fisica generale;
esercitazioni di fisica sperimentale equivalente a laboratorio di fisica
generale;
esercitazioni di analisi chimica qualitativa equivalente a laboratorio di
chimica analitica;
esercitazioni di analisi chimica quantitativa equivalente a laboratorio di
chimica analitica;
esercitazioni di analisi chimica applicata equivalente a laboratorio di chimica
analitica;
esercitazioni di chimica fisica equivalente a laboratorio di chimica fisica;
esercitazioni di chimica organica e analisi organica equivalente a laboratorio
di chimica organica;
esercitazioni di preparazione chimica quinto anno equivalente a laboratorio di
chimica organica oppure laboratorio di chimica inorganica;
esercitazioni di preparazione chimica primo anno equivalente a laboratorio di
chimica generale e inorganica oppure laboratorio di chimica inorganica;
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella
attuale di titolarità;
c) attraverso il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità
presente nel nuovo ordinamento appartenente allo stesso gruppo concorsuale di
quella di attuale titolarità o riconosciuta affine a quella di attuale
titolarità dal Consiglio universitario nazionale.
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione con apposito
provvedimento su conforme parere favorevole del Consiglio universitario
nazionale, ove richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate.
Dopo almeno dieci anni dalla entrata in vigore della presente tabella deve
essere prevista una verifica del nuovo ordinamento.
------------------------
(28) Tabella così sostituita prima dal R.D. 24 ottobre 1941, n. 1375, e poi
dall'allegato 1 al D.P.R. 31 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXV.
(28/a) Il testo, limitatamente al "biennio" è stato così sostituito dal D.P.R.
20 ottobre 1990 (Gazz. Uff. 8 febbraio 1991, n. 33).
Tabella XX (29)
Corso di laurea in chimica industriale
La durata del corso di studi in chimica industriale è di cinque anni, articolati
in un triennio propedeutico, a carattere formativo di base, ed in successivi
distinti indirizzi di durata biennale a carattere applicativo.
L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge.
Il numero di esami è non meno di ventiquattro.
Nel caso di verifiche di profitto contestuali - accorpamento di più insegnanti
dello stesso anno accademico - il preside costituisce le commissioni di profitto
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
I consigli di corso di laurea e le facoltà, propongono ai competenti organi
accademici l'inclusione a statuto nelle singole università delle singole
discipline non obbligatorie in relazione agli indirizzi attivati.
La didattica del corso di laurea in chimica industriale è organizzata per
ciascun anno di corso in due cicli coordinati di durata inferiore all'anno.
Ciascun ciclo di seguito indicato convenzionalmente come semestre, ha durata
minima di quattordici-quindici settimane. L'intervallo tra i due semestri deve
essere almeno di quattro settimane. Gli esami sono effettuati al termine di
ciascun semestre, prevedendo tre sessioni di esami: una durante la pausa tra i
due semestri dell'anno accademico, una alla fine del secondo semestre, ed una di
recupero prima dell'inizio dei corsi e ciò nel rispetto di quanto stabilito dal
testo unico numero 1592/1933 e dal R.S. n. 1269/1938.
Il totale delle ore di insegnamento è nel triennio di millesettecentosettanta
ore, suddivise in ventisette corsi e diciassette esami e nel biennio di
cinquecentosettanta ore suddivise in nove corsi e sette esami. Di norma i corsi
di lezione sono di sessanta ore di cui almeno 1/4 dedicate agli esercizi mentre
i corsi di laboratorio sono di settantacinque ore di cui almeno i 2/3 di
esercitazione pratica. L'accertamento finale del profitto, secondo le modalità
previste dai consigli di corso di laurea, avverrà per singolo insegnamento
tranne nei casi elencati più avanti in cui è prevista una prova di esame unica
per due corsi della stessa area.
I corsi, come previsto dall'art. 6, primo comma, della legge 18 marzo 1958, n.
311, comprendono lezioni, esercitazioni, esercizi, sperimentazioni e
dimostrazioni a seconda della natura degli insegnamenti.
Nell'ambito della programmazione prevista dagli articoli 10 e 94 del D.P.R. n.
382/80, i consigli di corso di laurea e quelli di facoltà, per le rispettive
competenze, stabiliscono le modalità di coordinamento didattico nell'ambito di
ciascuna area e tra le diverse aree. In tale ambito possono essere previste
forme di coordinamento e interscambio tra i vari docenti ai sensi del terzo
comma dell'art. 7 del D.P.R. n. 382/80.
I consigli di corso di laurea stabiliranno l'organizzazione dei corsi nei vari
semestri.
Nell'ambito del biennio, i consigli di corso di laurea possono definire
combinazioni di corsi opzionali, che rispondano ad una logica di natura
culturale, in modo da costituire orientamento all'interno dei singoli indirizzi.
Tali combinazioni vengono pubblicate nel manifesto annuale degli studi.
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910 e dell'art. 4 della
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi
diverso da quello consigliato dalla facoltà e previsto dal manifesto degli
studi, purché nell'ambito delle discipline attivate e nel rispetto del numero
dei corsi relativo a ciascuna area e del rapporto tra i corsi di lezione e di
laboratorio.
Il consiglio di corso di laurea valuterà la congruità del piano di studi
proposto dallo studente per il raggiungimento degli obbiettivi
didattico-formativi previsti dalla presente tabella.
Triennio di studi propedeutici
L'attività didattica del triennio è articolata in aree, ciascuna comprendente i
corsi fondamentali indicati.
Area matematica (180 ore totali):
istituzioni di matematiche (primo corso);
istituzioni di matematiche (secondo corso);
calcolo numerico e programmazione.
Area fisica (180 ore totali):
fisica generale (primo corso);
fisica generale (secondo corso);
laboratorio di fisica generale.
Area di chimica generale ed inorganica (270 ore totali):
chimica generale ed inorganica;
laboratorio di chimica generale ed inorganica;
chimica inorganica;
laboratorio di chimica inorganica.
Area di chimica organica (270 ore totali):
chimica organica (primo corso);
laboratorio di chimica organica (primo corso);
chimica organica (secondo corso);
laboratorio di chimica organica (secondo corso).
Area di chimica analitica (270 ore totali):
chimica analitica;
laboratorio di chimica analitica;
chimica analitica strumentale;
laboratorio di chimica analitica strumentale.
Area di chimica fisica (270 ore totali):
chimica fisica (primo corso);
laboratorio di chimica fisica;
chimica fisica (secondo corso);
chimica fisica industriale.
Area di chimica industriale (270 ore totali):
chimica industriale I;
laboratorio di chimica industriale I;
processi ed impianti industriali chimici I;
laboratorio di processi ed impianti industriali chimici.
Area di chimica biologica (60 ore totali):
chimica biologica.
"Allo studente che ha superato tutti gli esami prescritti nel triennio su
richiesta viene rilasciato un certificato attestante il completamento degli
studi propedeutici alla laurea in chimica industriale".
È prevista una prova di esame unica nei casi elencati qui di seguito:
1) chimica generale ed inorganica, laboratorio di chimica generale ed
inorganica;
2) fisica generale II, laboratorio di fisica generale;
3) chimica analitica, laboratorio di chimica analitica;
4) chimica analitica strumentale, laboratorio di chimica analitica strumentale;
5) chimica fisica II, laboratorio di chimica fisica;
6) chimica organica I, laboratorio di chimica organica I;
7) chimica organica II, laboratorio di chimica organica II;
8) chimica inorganica, laboratorio di chimica inorganica;
9) chimica industriale I, laboratorio di chimica industriale I;
10) processi e impianti industriali chimici I, laboratorio di processi e
impianti industriali chimici.
I corsi e laboratori possono essere svolti, per necessità didattiche, in due
semestri successivi: in tal caso l'esame relativo sarà sostenuto alla fine della
seconda parte.
Lo studente sarà tenuto a dimostrare di aver appreso almeno una lingua straniera
moderna (di regola la lingua inglese) tra quelle proposte dal consiglio di corso
di laurea nel manifesto degli studi. La conoscenza verrà verificata attraverso
un colloquio regolarmente verbalizzato da una commissione nominata dalla facoltà
di scienze matematiche, fisiche e naturali o dalla facoltà di chimica
industriale.
Biennio
Sono ammessi al quarto anno coloro che abbiano superato gli esami del triennio
propedeutico. È comunque consentita l'iscrizione al quarto anno in difetto di
due soli degli esami del triennio, che dovranno peraltro essere sostenuti prima
di quelli del biennio.
Il biennio si articola in indirizzi.
Lo studente dovrà seguire tre insegnamenti fondamentali comuni a tutti gli
indirizzi (corrispondenti a due esami) e sei insegnamenti di indirizzo di cui
uno abbinato ad un omonimo corso di laboratorio con esame unico, per un totale
di cinque esami. Il biennio ha quattro diversi indirizzi: ricerca e sviluppo dei
processi, ricerca e sviluppo dei materiali, ricerca e sviluppo dei prodotti,
chimico-biotecnologico.
Ogni sede potrà inserire a statuto uno o più degli indirizzi sopra indicati
tenendo conto della disponibilità effettiva di docenti in rapporto agli
insegnamenti da impartire, nonché delle attrezzature e del numero di studenti
iscritti al corso di laurea e previo parere del Consiglio universitario
nazionale. Fermo restando il numero massimo di quattro, possono essere inseriti
a statuto, con le procedure previste dalle vigenti disposizioni dell'ordinamento
didattico, indirizzi diversi da quelli sopra riportati che prevedano però lo
stesso numero di corsi e di esami. Gli indirizzi proposti debbono riflettere
effettive competenze ed esigenze della sede in specifici settori
scientifico-professionali o possono derivare dalla integrazione di due o più
degli indirizzi sopra indicati.
Nel biennio lo studente dovrà svolgere un lavoro di tesi sperimentale per un
periodo di non meno di nove mesi (equivalente ad un impegno minimo di
milleduecento ore) su argomenti attinenti l'indirizzo prescelto.
Insegnamenti fondamentali del biennio comuni a tutti gli indirizzi
Chimica industriale II;
Laboratorio di chimica industriale II;
Processi e impianti industriali chimici II;
Gli insegnamenti di chimica industriale II e di laboratorio di chimica
industriale II danno luogo a una prova di esame unica.
Prova di accertamento unica
Il preside della facoltà per la prova di accertamento unica, prevista per i
corsi del triennio propedeutico e per i corsi fondamentali del biennio comune a
tutti gli indirizzi costituisce le relative commissioni per gli esami di
profitto utilizzando i docenti dei rispettivi corsi, secondo le norme dettate
dall'art. 160 del testo unico n. 1592/1933 e dall'art. 42 del R.S. numero
1269/1938.
Insegnamenti di indirizzo
Sono irrinunciabili i seguenti insegnamenti di indirizzo:
teoria e sviluppo dei processi chimici (ricerca e sviluppo dei processi);
chimica organica industriale (ricerca e sviluppo dei prodotti);
chimica fisica dei materiali (ricerca e sviluppo dei materiali);
chimica delle fermentazioni e microbiologia industriale
(chimico-biotecnologico).
Gli altri cinque insegnamenti di indirizzo potranno essere scelti dallo studente
fra quelli indicati in un apposito elenco predisposto dalla sede fra le
discipline attivate.
Possono anche essere inserite a statuto, con la procedura prevista dall'art. 17
del testo unico n. 1592/1933, ed utilizzate, nel rispetto del limite numerico
previsto dalle norme vigenti, come corsi opzionali tutte le discipline
fondamentali dell'ordinamento nazionale. Quando vengono scelti come corsi
opzionali i fondamentali con i relativi laboratori, di un indirizzo diverso da
quello prescelto dallo studente, il corso fondamentale ed il corrispondente
corso di laboratorio, che sono stati sostitutivi di due corsi opzionali,
comportano due esami distinti.
In tale elenco saranno indicati con asterisco gli insegnamenti che la sede
intende consigliare in via preferenziale. La sede potrà, altresì, individuare
all'interno dell'indirizzo vari orientamenti e indicare, per ciascuno di essi,
gli insegnamenti consigliati.
Esami e diploma di laurea
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente deve avere seguito
tutti i corsi previsti dal piano di studi approvato dalla facoltà e superati i
relativi esami. Lo studente deve aver inoltre svolto il lavoro di tesi
sperimentale.
L'esame di laurea consiste nella discussione della tesi sperimentale con le
modalità stabilite dai singoli consigli di corso di laurea, in applicazione
delle disposizioni vigenti.
Il diploma di laurea riporta il titolo di laurea in chimica industriale, mentre
il certificato relativo, rilasciato al laureato farà menzione all'indirizzo
seguito.
Norme finali e transitorie
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti
fondamentali del triennio e del biennio, con le seguenti modalità:
a) utilizzando le equivalenze sottoelencate:
esercitazioni di preparazioni chimiche con laboratorio di chimica generale ed
inorganica;
fisica sperimentale con fisica generale;
esercitazioni di fisica sperimentale con laboratorio di fisica generale;
esercitazioni di chimica fisica con laboratorio di chimica fisica;
esercitazioni di analisi chimica qualitativa con laboratorio di chimica
analitica;
esercitazioni di chimica organica e analisi organica con laboratorio di chimica
organica;
impianti industriali chimici con elementi di disegno con processi ed impianti
industriali chimici;
esercitazioni di chimica industriale con laboratorio di chimica industriale;
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella di
attuale titolarità;
c) attraverso il passaggio di posto a persona ad altra disciplina di titolarità
presente nel nuovo ordinamento appartenente allo stesso gruppo concorsuale di
quella di attuale titolarità o riconosciuta affine a quella di attuale
titolarità dal Consiglio universitario nazionale.
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione con apposito
provvedimento su conforme parere favorevole del Consiglio universitario
nazionale, ove richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate.
Dopo almeno dieci anni dalla entrata in vigore della presente tabella deve
essere prevista una verifica del nuovo ordinamento.
------------------------
(29) Tabella così sostituita prima dal R.D. 24 ottobre 1941, n. 1375, e poi dal
D.P.R. 31 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXV.
Tabella XXI (30)
Corso di laurea in fisica
1. L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge.
Il corso di studi per il conseguimento della laurea in fisica ha una durata di
quattro anni e si articola nei seguenti indirizzi:
indirizzo di fisica nucleare e subnucleare;
indirizzo di fisica della materia;
indirizzo di astrofisica e fisica dello spazio;
indirizzo di fisica applicata;
indirizzo didattico e di storia della fisica;
indirizzo teorico generale;
indirizzo di geofisica e fisica dell'ambiente;
indirizzo elettronico-cibernetico;
indirizzo di fisica dei biosistemi.
Le facoltà possono, sulla base di effettive esigenze e competenze locali,
proporre indirizzi alternativi, che comunque dovranno includere un laboratorio
specialistico. Tali indirizzi alternativi sono inseriti nello statuto
dell'Università con le procedure previste dal vigente ordinamento universitario.
Il numero minimo di indirizzi attivabili presso le singole facoltà di scienze
matematiche, fisiche e naturali per il corso di laurea in fisica è tre.
In sede di prima applicazione della tabella e per i corsi di laurea di nuova
istituzione il numero degli indirizzi, tenuto conto delle risorse disponibili,
può essere inferiore a tre. Le facoltà in ogni caso, nel richiedere
l'inserimento a statuto degli indirizzi, dovranno documentare sia le competenze
che le risorse per la copertura degli insegnamenti necessari.
I corsi obbligatori e comuni a tutti gli indirizzi sono i seguenti:
1° Anno:
1) Fisica generale I.
2) Esperimentazioni di fisica I.
3) Analisi matematica I.
4) Geometria.
2° Anno:
5) Fisica generale II.
6) Esperimentazioni di fisica II.
7) Analisi matematica II.
8) Chimica.
9) Meccanica razionale con elementi di meccanica statistica.
Entro il secondo anno si richiederà la prova di conoscenza di almeno una lingua
straniera di rilevanza scientifica in base alle indicazioni del consiglio del
corso di laurea (30/a).
Il corso di meccanica razionale con elementi di meccanica statistica dovrà
contenere argomenti di meccanica analitica e una introduttiva conoscenza degli
ensemble microcanonico, canonico e gran-canonico.
(31)
3° Anno:
10) Metodi matematici della fisica.
11) Istituzioni di fisica teorica.
12) Esperimentazioni di fisica III.
13) Struttura della materia.
14) Istituzioni di fisica nucleare e subnucleare.
Per consentire ai consigli di corso di laurea di pianificare l'organizzazione
dei corsi, la scelta dell'indirizzo con il piano di studi deve essere effettuata
al momento dell'iscrizione al terzo anno. Lo studente potrà, all'atto
dell'iscrizione al quarto anno, chiedere con domanda motivata, di cambiare
l'indirizzo prescelto (31/a).
I corsi dei primi due anni sono propedeutici ai corsi degli anni successivi.
I corsi 1), 3), 4), 5), 7), 9), 10), 11), 13), 14) sono accompagnati da
esercitazioni (non di laboratorio) che ne fanno parte integrante. Il corso 8)
può essere accompagnato da esercitazioni di laboratorio che ne fanno parte
integrante.
I corsi terminanti con I e II sono propedeutici rispettivamente agli analoghi
corsi terminanti con II e III, essi constano di corsi distinti e di esami
distinti.
I corsi, differenziati per vari indirizzi, al quarto anno sono i seguenti:
Indirizzo di fisica nucleare e subnucleare
15) Annuale a scelta tra:
Fisica nucleare
Fisica delle particelle elementari.
16) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di fisica nucleare
Laboratorio di fisica subnucleare.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo di fisica della materia
15) Annuale a scelta tra:
Fisica dello stato solido
Fisica dei fluidi
Fisica dei plasmi
Fisica atomica
Ottica quantistica.
16) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di fisica della materia
Laboratorio di ottica quantistica.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo di astrofisica e fisica dello spazio (31/b)
15) Annuale a scelta tra:
Astronomia
Fisica dello spazio
Astrofisica.
16) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di astrofisica
Laboratorio di fisica spaziale.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo di fisica applicata (31/b)
15) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di strumentazioni fisiche
Laboratorio di tecnologie fisiche.
16) Annuale a scelta tra:
Fisica degli acceleratori
Fisica dei materiali
Fisica dei dispositivi elettronici.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo didattico e di storia della fisica (31/b)
15) Annuale a scelta tra:
Complementi di fisica
Fisica superiore
Storia della fisica.
16) Annuale a scelta tra:
Preparazione di esperienze didattiche
Laboratorio di strumentazioni fisiche.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo teorico generale (31/b)
15) Annuale a scelta tra:
Fisica teorica
Fisica superiore
Fisica teorica applicata.
16) Annuale a scelta tra:
Meccanica statistica
Fisica dei sistemi dinamici
Teoria dei sistemi a molti corpi.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo di geofisica e fisica dell'ambiente (31/b)
15) Annuale a scelta tra:
Geofisica
Fisica dell'atmosfera
Fisica dell'ambiente.
16) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di geofisica
Laboratorio di fisica dell'ambiente.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo elettronico-cibernetico (31/b)
15) Annuale a scelta tra:
Fisica dei dispositivi elettronici
Teoria dell'informazione
Teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici.
16) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di elettronica
Laboratorio di cibernetica.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
Indirizzo di fisica dei biosistemi (31/c)
15) Annuale a scelta tra:
Fisica biologica
Fisica medica, sostituibile in sede di modifica di statuto
con l'insegnamento di fisica biomedica
Biofisica
Chimica biologica
Misure nucleari
Struttura della materia biologica.
16) Annuale a scelta tra:
Laboratorio di fisica biologica
Laboratorio di fisica sanitaria.
17) Annuale a scelta.
18) Semestrale a scelta.
19) Semestrale a scelta.
I due corsi di insegnamento semestrali, a scelta dello studente, non possono
essere sostituiti con un solo annuale mentre il corso di insegnamento annuale, a
scelta dello studente, può essere sostituito con due insegnamenti semestrali
dopo l'approvazione da parte del consiglio di corso di laurea.
Il consiglio di corso di laurea propone quali insegnamenti dell'ordinamento
didattico approvato dalla facoltà, siano da considerarsi semestrali, ovvero
quale parte di quelli annuali può essere considerata equivalente ad un corso di
insegnamento semestrale.
Uno dei due insegnamenti 13) o 14) del 3° anno può essere seguito nel 4° anno.
In caso lo studente può chiedere, in sede di presentazione del piano di studi,
di sostenere nel terzo anno uno dei semestrali del quarto anno (31/d).
Propedeuticità e sbarramenti
Potranno iscriversi al 3° anno soltanto gli studenti che abbiano superato gli
esami di fisica generale I e II e analisi matematica I e II (31/e).
Possono iscriversi al terzo anno solo gli studenti che abbiano superato almeno
quattro esami. Possono sostenere esami del terzo anno solo gli studenti che
abbiano superato analisi matematica I e II e fisica generale I e II. Possono
ottenere l'iscrizione al quarto anno soltanto quegli studenti che abbiano già
sostenuto otto esami (31/f).
Il consiglio di corso di laurea potrà stabilire anche la propedeuticità di certi
esami rispetto ad altri.
Esami di laurea
Il consiglio di corso di laurea stabilisce le modalità di svolgimento dell'esame
di laurea che deve comprendere almeno la discussione di una tesi scritta.
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in fisica,
indipendentemente dall'indirizzo prescelto del quale verrà fatta menzione
soltanto nella carriera scolastica.
Norma transitoria
Nell'ambito della programmazione didattica susseguente all'entrata in vigore
della presente tabella, i consigli di facoltà e i consigli di corso di laurea
per le rispettive competenze, propongono, con il consenso dei docenti
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura degli
insegnamenti fondamentali, attraverso il passaggio di posto e persona alla nuova
disciplina di titolarità appartenente allo stesso, o riconosciuto affine dal
Consiglio universitario nazionale, gruppo concorsuale della precedente
titolarità. Tali passaggi sono disposti dal Ministro dell'università e della
ricerca scientifica e tecnologica con apposito provvedimento sulla base di
delibere delle facoltà interessate e nel caso di cambio di raggruppamento previo
parere conforme del Consiglio universitario nazionale.
------------------------
(30) Tabella così sostituita dal D.P.R. 26 luglio 1960, n. 1692 e poi dal D.P.R.
17 aprile 1990, riportato al n. C/XLIV-bis.
(30/a) Così sostituito dall'articolo unico, D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31) Il comma che si omette è stato trasferito come primo comma al testo che
figura sotto il titolo "propedeuticità e sbarramenti" dall'articolo unico D.M.
11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 maggio 1991, n. 105).
(31/a) Così sostituito dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/c) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/d) Comma così integrato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz.
Uff. 7 maggio 1991, n. 105).
(31/e) Così inserito dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/f) Comma così sostituito dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz.
Uff. 7 maggio 1991, n. 105).
ALLEGATO A
Elenco a carattere orientativo dei corsi complementari
Gruppo A01:
Algebra; Algebra superiore; Geometria differenziale; Geometria superiore;
Istituzioni di geometria superiore; Logica matematica; Teoria dei gruppi;
Topologia.
Gruppo A02 (31/c):
Analisi funzionale; Analisi superiore; Statistica matematica; Teoria delle
funzioni.
Gruppo A03:
Fisica matematica; Istituzioni di fisica matematica; Magnetofluidodinamica;
Meccanica dei continui; Meccanica dei fluidi (limitatamente a: scienze
matematiche, fisiche e naturali); Meccanica non lineare; Meccanica superiore;
Teorie relativistiche.
Gruppo A04 (31/c):
Analisi numerica; Calcoli numerici e grafici; Cibernetica e teoria
dell'informazione; Calcolo operativo; Cibernetica.
Gruppo A05:
Macchine calcolatrici; Teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici
Gruppo A06:
Ricerca operativa.
------------------------
(31/c) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/c) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
Gruppo B01 (31/g):
Acquisizione ed analisi dei segnali; Analisi ed elaborazione dei segnali;
Complementi di fisica generale; Didattica della fisica; Effetti biologici delle
radiazioni; Elettronica; Fisica degli ecosistemi; Fisica dei sistemi biologici;
Fisica del mare; Fisica medica; Fisica nucleare applicata alla medicina; Fisica
sanitaria; Fisica superiore; Fondamenti della fisica; Metodi di osservazione e
misura; Metodi fisici per la biologia; Metodi informatici della fisica;
Metodologie fisiche nell'archeologia e nell'arte; Metrologia; Microscopia
elettronica; Onde elettromagnetiche; Preparazione di esperienze didattiche;
Storia della fisica; Storia della scienza e della tecnica; Strumentazione di
fisica medica (laboratorio); Strumentazione fisica ed impianti; Tecniche
automatiche di acquisizione dati in fisica; Tecniche diagnostiche per immagini;
Tecniche elettroniche per la fisica; Termodinamica.
Gruppo B02:
Applicazioni fisiche della teoria dei gruppi; Complementi di fisica teorica;
Complementi di meccanica statistica; Elettrodinamica; Fisica dei sistemi
dinamici; Fisica relativistica; Fisica statistica; Fisica teorica; Fisica
teorica applicata; Istituzioni di meccanica quantistica; Logica quantistica;
Meccanica quantistica; Meccanica statistica; Meccanica statistica di non
equilibrio; Metodi matematici dell'astronomia; Metodi matematici per la
geofisica; Metodi numerici della fisica; Metodi probabilistici della fisica;
Teoria dei campi; Teoria dei processi irreversibili; Teoria dei sistemi e
molticorpi; Teorie delle forze nucleari; Teoria dello stato solido; Teoria
quantistica dei campi; Teoria quantistica dei solidi; Teorie quantistiche.
Gruppo B03:
Acustica; Complementi di fisica del plasma; Complementi di ottica; Complementi
di ottica quantistica; Componenti elettronici; Conduzione elettrica dei gas;
Diffrazione e spettroscopia neutronica; Diffrazione di raggi X; Elettronica
quantistica; Fisica atomica; Fisica biologica; Fisica degli aerosol; Fisica
degli stati condensati; Fisica dei dispositivi elettronici; Fisica dei
dispositivi a stato solido; Fisica dei fenomeni cooperativi e delle transizioni
di fase; Fisica dei films sottili; Fisica dei fluidi; Fisica dei laser; Fisica
dei metalli; Fisica dei plasmi; Fisica dei semiconduttori; Fisica dei sistemi
disordinati; Fisica della materia biologica; Fisica delle basse temperature;
Fisica delle macromolecole; Fisica delle superfici; Fisica dello stato solido;
Fisica molecolare; Impiantazione ionica; Luce di sincrotone; Microelettronica;
Ottica; Ottica elettronica; Ottica non lineare; Ottica quantistica; Proprietà
magnetiche della materia; Spettroscopia atomica e molecolare; Spettroscopia a
radiofrequenze e microonde; Spettroscopia dello stato solido; Struttura della
materia biologica; Superconduttività; Tecnica del vuoto; Termodinamica di non
equilibrio.
Gruppo B04 (31/g):
Acceleratori di particelle; Fisica dei neutroni; Fisica del reattore nucleare;
Fisica delle interazioni elettrodeboli; Fisica delle interazioni forti; Fisica
delle particelle elementari; Fisica delle radiazioni; Fisica nucleare; Fisica
sperimentale delle particelle elementari; Fisica subnucleare; Metodi e tecniche
nucleari; Particelle ad altissima energia; Radioattività; Radioprotezione;
Reazioni nucleari; Spettroscopia nucleare; Struttura e spettroscopia degli
adroni; Teoria dei reattori nucleari; Teoria delle interazioni fondamentali;
Teorie di gange in fisica subnucleare.
Gruppo B05 (31/g):
Astrofisica; Astrofisica delle alte energie; Astrofisica del plasma; Astrofisica
relativistica; Astrofisica spaziale; Astrofisica teorica; Astrometria; Atronomia
infrarossa; Astronomia X e gamma; Complementi di astronomia; Cosmologia;
Cosmologia teorica; Elaborazione dei dati astronomici; Elettrodinamica cosmica;
Fisica dei pianeti; Fisica dei sistemi dinamici; Fisica del campo
gravitazionale; Fisica del mezzo interstellare; Fisica del sistema solare;
Fisica della gravitazione; Fisica delle galassie; Fisica dello spazio; Fisica
solare; Fisica stellare; Istituzioni di astrofisica; Meccanica celeste; Ottica
astronomica; Radioastronomia; Radiazione cosmica; Relatività; Spettroscopia
astronomica; Statistica stellare; Storia dell'astronomia; Tecniche astrofisiche;
Tecniche astronomiche; Tecniche di fisica dello spazio; Teoria della
gravitazione.
------------------------
(31/g) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/g) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
(31/g) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
Gruppo C02:
Chimica fisica; Chimica fisica dello stato solido; Chimica teorica;
Elettrochimica; Spettroscopia.
Gruppo C04:
Chimica delle macromolecole.
------------------------
Gruppo D03:
Mineralogia.
Gruppo D04:
Climatologia e meteorologia; Complementi di geofisica; Fisica ambientale; Fisica
del vulcanismo; Fisica dell'atmosfera; Fisica della ionosfera; Fisica della
terra solida; Fisica terrestre; Geodesia; Geofisica; Geologia; Geologia
strutturale; Meteorologia; Meteorologia oceanografica; Meteorologia sinottica e
previsioni del tempo; Micrometeorologia e meteorologia; Misura fisiche
dell'ambiente; Oceanografia; Oceanografia costiera; Oceanografia fisica;
Previsioni meteorologiche numeriche; Sismologia; Sismologia teorica;
Telerilevamento dell'atmosfera; Vulcanologia.
------------------------
Gruppo E03:
Biologia generale.
Gruppo E04:
Biologia molecolare; Fisiologia generale.
Gruppo E05:
Biochimica; Chimica biologica; Genetica.
Gruppo E10:
Biofisica.
Gruppo I03:
Fluidodinamica.
------------------------
Gruppo I05:
Fisica tecnica.
Gruppo I21:
Elettronica applicata.
------------------------
Gruppo M07:
Epistemologia e metodologia; Filosofia della scienza.
Gruppo M09:
Pedagogia.
Gruppo M10:
Psicologia cognitiva.
Sono considerati insegnamenti complementari a scelta, oltre quelli riportati
nell'allegato A, anche quelli indicati negli indirizzi (31/h).
------------------------
(31/h) Comma aggiunto dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7
maggio 1991, n. 105).
Tabella XXII (32).
Corso di laurea in matematica
La durata del corso di laurea in matematica è di quattro anni, articolati in un
biennio propedeutico - a carattere formativo di base - ed in successivi
indirizzi di durata biennale e di contenuti più specifici.
L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge.
Il numero delle annualità è pari a quindici.
Il biennio di base è articolato in otto corsi annuali (quattro al primo e
quattro al secondo anno) e non è consentita l'articolazione in moduli ridotti. I
bienni di indirizzo sono articolati in sette corsi annuali (quattro al terzo e
tre al quarto) o negli equivalenti moduli ridotti.
Sono previsti tre indirizzi: generale, didattico, applicativo.
Uno o più degli indirizzi sopra indicati potranno essere istituiti presso le
singole facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali, in relazione alle
effettive disponibilità di docenti in rapporto agli insegnamenti da impartire,
nonché alle attrezzature ed al numero degli studenti iscritti al corso di
laurea, con le modalità previste dalla vigente normativa.
Biennio di base
Sono insegnamenti obbligatori:
1° Anno:
1) Analisi matematica I; 2) Geometria I; 3) Algebra; 4) Fisica generale I.
2° Anno:
1) Analisi matematica II; 2) Geometria II; 3) Meccanica razionale; 4) Fisica
generale II.
Per ciascuno degli insegnamenti elencati vi è un esame finale.
Gli insegnamenti sopra elencati sono accompagnati da un corso di esercitazioni
che ne è parte integrante.
I corsi di "analisi matematica", "geometria", e "fisica generale" non debbono
essere considerati come dei comuni corsi biennali; essi constano ciascuno di due
parti annuali distinte, la prima propedeutica alla seconda e con due esami
distinti, il primo propedeutico al secondo.
Potranno essere iscritti al secondo anno gli studenti che abbiano superato
almeno due esami del primo anno.
Potranno essere iscritti al terzo anno gli studenti che abbiano superato almeno
quattro esami del primo biennio.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente sarà tenuto a dimostrare, con
modalità definite dal consiglio di corso di laurea, e preferibilmente entro i
primi due anni di corso, la conoscenza della lingua inglese.
All'atto dell'iscrizione al terzo anno ogni studente deve presentare un piano di
studi che indica il biennio di indirizzo ed i corsi opzionali scelti.
L'approvazione e l'eventuale revisione dei piani di studio sono regolate dalla
normativa vigente.
Biennio di indirizzo
Le singole facoltà, per favorire un più efficace approfondimento da parte degli
studenti dei contenuti culturali dei diversi settori disciplinari e per fornire
una preparazione più completa nei diversi indirizzi di laurea, potranno disporre
nei loro statuti, che alcuni o tutti gli insegnamenti del secondo biennio
possono essere divisi in due moduli ridotti di eguale estensione e durata.
Per ogni modulo ridotto sarà previsto un esame distinto alla fine del semestre
in cui è impartito il relativo insegnamento.
Lo svolgimento di due moduli ridotti dello stesso insegnamento potrà essere
affidato a due diversi docenti secondo le norme dell'art. 9 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 382/80. Il titolare di un insegnamento dovrà
comunque svolgere in ogni anno accademico un insegnamento annuale ovvero due
moduli ridotti, in applicazione di quanto disposto dall'ultimo comma dell'art.
92 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/80.
Nell'ambito della programmazione didattica, prevista dalle norme vigenti, i
consigli di corso di laurea ed i consigli di facoltà cureranno che ogni modulo
ridotto abbia una contenuto culturale compiuto ed un programma ben definito.
Nei piani di studio degli studenti, potranno essere inclusi singoli moduli
ridotti.
Singoli moduli ridotti potranno essere indicati nello statuto come obbligatori
per tutti gli studenti o per gli studenti di un particolare indirizzo di laurea,
secondo le norme dei successivi paragrafi.
Nel computo degli esami sostenuti per conseguire il diploma di laurea due moduli
ridotti equivalgono ad un insegnamento annuale.
I programmi dei moduli ridotti saranno oggetto di certificazione nel caso di
trasferimento degli studenti ad altre sedi universitarie o ad altri corsi di
laurea.
Sono insegnamenti obbligatori, comuni a tutti gli indirizzi:
1) istituzioni di geometria superiore;
2) istituzioni di analisi superiore;
3) istituzioni di fisica matematica.
Nel caso che i predetti insegnamenti siano divisi in moduli ridotti potrà essere
seguito, da parte dello studente, un solo modulo ridotto di ciascun
insegnamento.
Le facoltà indicheranno nei loro statuti i corsi (annuali e/o semestrali)
caratterizzanti ciascun indirizzo di cui ai gruppi A), B), C), E), F), di
seguito riportati.
In questi gruppi lo studente dovrà scegliere gli insegnamenti come specificato
per ciascun indirizzo.
Gli insegnamenti dei predetti gruppi A), B), C), D), E), F), potranno essere
sostituiti negli statuti con insegnamenti che abbiano le stesse finalità e
analogo contenuto culturale purché compresi nell'ordinamento didattico
nazionale.
Per quanto riguarda gli insegnamenti opzionali (moduli ridotti o insegnamenti
annuali) a scelta dello studente, non si potrà superare l'equivalente di due
insegnamenti annuali e non si potrà essere al di sotto dell'equivalente di un
insegnamento annuale. Tale scelta dovrà essere operata dallo studente fra i
corsi attivati di un apposito elenco predisposto dalla facoltà ed inserito in
statuto, ovvero tra gli insegnamenti attivati in altri corsi di laurea della
stessa facoltà o di altre facoltà, purché coerenti con il piano di studi.
Gli eventuali rimanenti moduli ridotti per raggiungere l'equivalente dei
previsti sette corsi annuali, tenuto conto della possibile suddivisione in
moduli ridotti degli insegnamenti obbligatori comuni a tutti gli indirizzi,
saranno determinati dalla facoltà per ogni indirizzo e riportati in statuto.
Indirizzo generale
Lo studente dovrà scegliere, tra gli insegnamenti attivati, un insegnamento
annuale o due moduli ridotti in ciascuno dei seguenti gruppi:
A) Algebra superiore. Geometria superiore.
B) Analisi superiore.
C) Analisi numerica. Calcolo delle probabilità. Fisica matematica.
A questo scopo, nel caso di articolazione in moduli ridotti degli insegnamenti
obbligatori comuni a tutti gli indirizzi, potranno essere utilizzati gli
ulteriori moduli ridotti degli stessi insegnamenti. In tal caso l'insegnamento
di "istituzioni di geometria superiore" si considera appartenente al gruppo A),
l'insegnamento di "istituzioni di analisi superiore" si considera appartenente
al gruppo B) e l'insegnamento di "istituzioni di fisica matematica" si considera
appartenente al gruppo C).
Indirizzo didattico
Lo studente dovrà scegliere, tra gli insegnamenti attivati, due insegnamenti o
un numero equivalente di moduli ridotti nel seguente gruppo D) ed un
insegnamento o due moduli ridotti nel seguente gruppo E):
D) Didattica nella matematica. Logica matematica. Matematiche complementari.
Storia della matematica.
E) Calcolo delle probabilità. Analisi numerica. Statistica matamatica. Teoria e
applicazioni delle macchine calcolatrici.
Indirizzo applicativo
Lo studente dovrà scegliere, tra gli insegnamenti attivati, almeno tre moduli
ridotti nel seguente gruppo F):
F) Analisi numerica. Calcolo delle probabilità. Teoria e applicazioni delle
macchine calcolatrici. Ricerca operativa.
Le facoltà determineranno nei loro statuti gli altri insegnamenti (annuali o
ridotti) che debbono essere eseguiti dagli studenti dell'indirizzo applicativo,
anche in relazione a diversi orientamenti professionali di questo indirizzo.
Tali orientamenti sono inseriti negli statuti delle università secondo la
normativa vigente.
Le singole facoltà potranno disporre che taluni insegnamenti del secondo biennio
siano accompagnati da esercitazioni che ne costituiscano parte integrante.
L'esame di laurea deve comprendere, secondo modalità che saranno stabilite dalle
singole facoltà, la discussione di una dissertazione scritta nonché la
discussione di una o più tesine orali. A giudizio delle singole facoltà potrà
richiedersi anche un esame di cultura generale sulle scienze matematiche.
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in
matematica, indipendentemente dall'indirizzo prescelto.
L'indirizzo prescelto potrà essere indicato, a richiesta dell'interessato, nei
certificati contenenti gli esami superati e le votazioni riportate.
Le facoltà, in applicazione dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969 e dell'art.
4 della legge 20 novembre 1970, n. 924, possono approvare piani di studio
individuali in deroga all'ordinamento previsto dallo statuto. In questo caso le
delibere di approvazione indicheranno l'indirizzo cui fa riferimento il piano di
studi.
------------------------
(32) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 26 luglio 1960, n. 1692 e poi dal
D.P.R. 5 dicembre 1990 (Gazz. Uff. 4 maggio 1991, n. 103), il cui art. 3 ha così
disposto:
"Art. 3. Quando le facoltà si saranno adeguate all'ordinamento di cui
all'allegata tabella gli studenti già iscritti potranno completare gli studi
previsti dal precedente ordinamento. Le facoltà, inoltre, sono tenute a
stabilire le modalità per la convalida di tutti gli esami sostenuti, qualora gli
studenti già iscritti optino per il nuovo ordinamento. L'opzione potrà essere
esercitata fino ad un termine pari alla durata legale del corso di studi".
Tabella XXII-bis (32/a).
Laurea in astronomia
Titolo di ammissione: quello previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11
dicembre 1969, n. 910.
Durata degli studi: quattro anni.
Insegnamenti fondamentali:
1° Anno:
Analisi matematica I.
Geometria.
Fisica generale I.
Esperimentazioni di fisica I.
Chimica.
2° Anno:
Analisi matematica II.
Istituzioni di fisica matematica.
Fisica generale II.
Esperimentazioni di fisica II.
Astronomia I.
3° Anno:
Istituzioni di fisica teorica.
Struttura della materia.
Astronomia II.
Laboratorio di astronomia I.
4° Anno:
Astrofisica.
Laboratorio di astronomia II.
Tre corsi annuali a scelta tra quelli dell'allegato A.
Ciascun corso comporta un esame finale. In relazione a particolari esigenze
didattiche potranno essere impartiti corsi complementari semestrali monografici
di trenta ore di lezione. Due di tali corsi, con relativi esami, avranno la
valenza di un corso normale.
Entro il secondo anno sarà richiesta la prova di conoscenza di almeno una lingua
straniera di rilevanza scientifica, in base alle indicazioni del consiglio di
corso di laurea.
Propedeuticità e sbarramenti.
Non si possono sostenere gli esami del terzo e quarto anno, se prima non si sono
superati gli esami di fisica generale I e II e analisi matematica I e II.
Possono ottenere l'iscrizione al quarto anno solo quegli studenti che abbiano
già sostenuto otto esami.
Il consiglio di corso di laurea potrà stabilire ulteriori propedeuticità.
Esami di laurea.
L'esame di laurea è preceduto da un colloquio di cultura generale.
Il consiglio di corso di laurea stabilisce le modalità di svolgimento dell'esame
di laurea che consiste nella discussione di una tesi scritta.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato diciannove
insegnamenti annuali, oppure diciotto insegnamenti annuali e due semestrali.
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in
astronomia.
------------------------
(32/a) Tabella aggiunta dal D.M. 29 aprile 1991, riportato al n. C/LIII.
Allegato A
Elenco orientativo dei corsi complementari:
Acquisizione ed analisi di segnali
Algebra
Algebra superiore
Analisi funzionale
Analisi superiore
Analisi numerica
Astrodinamica
Astrofisica delle alte energie
Astrofisica molecolare
Astrofisica nucleare
Astrofisica relativistica
Astrofisica teorica
Astrometria
Astronautica
Astronomia dei neutrini
Astronomia delle onde gravitazionali
Astronomia infrarossa
Astronomia ultravioletta
Astronomia X e gamma
Biochimica
Biofisica
Biologia molecolare
Calcolo delle probabilità
Chimica fisica
Chimica organica
Cibernetica e teoria dell'informazione
Complementi di astronomia
Componenti elettronici
Cosmologia
Criogenia
Didattica dell'astronomia
Dinamica del volo spaziale
Elaborazione dei dati astronomici
Elettrodinamica cosmica
Elettronica
Elettronica applicata
Fisica degli stati condensati
Fisica dei laser
Fisica dei pianeti
Fisica dei semiconduttori
Fisica dei sistemi disordinati
Fisica dell'atmosfera
Fisica delle galassie
Fisica delle interazioni deboli
Fisica delle interazioni forti
Fisica delle particelle elementari
Fisica della ionosfera
Fisica dello spazio
Fisica dello stato solido
Fisica del mezzo interplanetario
Fisica del mezzo interstellare
Fisica del plasma
Fisica del sistema solare
Fisica matematica
Fisica molecolare
Fisica nucleare
Fisica solare
Fisica stellare
Fisica superiore
Fisica teorica
Fisica terrestre
Fluidodinamica
Geochimica
Geodesia spaziale
Geofisica
Geologia
Geometria differenziale
Interferometria astronomica
Istituzioni di fisica nucleare
Magnetofluidodinamica
Meccanica analitica
Meccanica celeste
Meccanica dei continui
Meccanica quantistica
Meccanica razionale
Meccanica statistica
Meccanica superiore
Meteorologia
Metodi di analisi di immagini
Metodi matematici della fisica
Metodi matematici dell'astronomia
Metodi numerici dell'astronomia
Metodi numerici della fisica
Metodi probabilistici della fisica
Microelettronica
Navigazione spaziale
Onde elettromagnetiche
Ottica astronomica
Ottica elettronica
Ottica quantistica
Ottica spaziale
Planetologia
Plasmi astrofisici
Radar astronomia
Radioastronomia
Raggi cosmici
Relatività
Sismologia
Sistemi di analisi di dati
Spettroscopia
Spettroscopia astronomica
Spettroscopia atomica e molecolare
Spettroscopia a radiofrequenze e microonde
Statistica stellare
Storia dell'astronomia
Storia della fisica
Strumentazione spaziale
Superconduttività
Tecnica del vuoto
Tecniche astrofisiche
Tecniche astronomiche
Telerilevamento
Teoria e applicazione delle macchine calcolatrici
Teorie dei campi
Teoria dei gruppi
Teoria dei processi irreversibili
Teoria dei sistemi a molti corpi
Teoria della gravitazione
Teoria delle funzioni
Teoria delle interazioni fondamentali
Teoria delle orbite
Teoria quantistica dei campi
Termodinamica
Termodinamica di non equilibrio
Topologia
------------------------
Tabella XXIII.
Laurea in matematica e fisica (33)
------------------------
(33) Il corso di laurea in matematica e fisica è stato soppresso, con effetto
dall'anno accademico 1961-62, dall'art. 1, D.P.R. 26 luglio 1960, n. 1692.
Tabella XXIV (34).
Laurea in scienze naturali
Il titolo di ammissione al corso di laurea è quello previsto dalla legge. Il
corso di laurea in scienze naturali è di quattro anni, con ventitré insegnamenti
annuali complessivi dei quali sedici, che costituiscono l'area comune, sono
insegnamenti obbligatori di base, e sette insegnamenti di indirizzo: di questi
ultimi, tre sono obbligatori sul piano nazionale, due sono obbligatori in sede
locale a scelta della facoltà e due sono a scelta dello studente.
Sono previsti tre indirizzi: un indirizzo generale e didattico con un
orientamento generale ed un orientamento didattico, un indirizzo conservazione
della natura e delle sue risorse, e un indirizzo paleobiologico. Limitatamente
all'orientamento didattico, e a seguito di una sperimentazione triennale, le
facoltà potranno chiederne la trasformazione in indirizzo, con le procedure
previste dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento didattico.
La facoltà per l'attivazione di un indirizzo deve scegliere due insegnamenti,
uno per ciascuno dei due blocchi di disciplina appositamente indicate per ogni
indirizzo sulla base di insegnamenti effettivamente attivati o attivabili.
La scelta dello studente deve riguardare i restanti due insegnamenti tra tutte
le discipline attivate dalla facoltà, purché in armonia con l'indirizzo e con
l'orientamento di cui al proprio piano di studio. La facoltà, inoltre, può
predisporre un elenco di discipline facoltative a copertura di settori
caratterizzanti non adeguatamente rappresentati nei corsi di laurea attivati.
Detto eventuale elenco deve fare parte integrante della proposta di adozione del
nuovo ordinamento e deve contenere, disciplina per disciplina, la motivazione.
Le facoltà possono decidere la suddivisione di non più di due insegnamenti
annuali in insegnamenti semestrali, nonché l'organizzazione degli insegnamenti
in corsi semestrali compatti. Tale suddivisione comunque deve essere realizzata
in modo da non comportare aumento del numero dei docenti.
I corsi di insegnamento annuale devono disporre di non meno di 70 e non più di
90 ore, comprensive di lezioni, esercitazioni, sperimentazioni, esercizi e
dimostrazioni; quelli semestrali di non meno di 45 ore.
Gli insegnamenti obbligatori di base sono da distribuire principalmente nel
primo biennio e in numero minore nel terzo e nel quarto anno di corso nei quali
prevalgono gli insegnamenti di indirizzo.
Le facoltà devono, altresì, provvedere all'organizzazione di due corsi integrati
introduttivi, di cui uno di biologia ed uno di scienze della terra, articolati
in non meno di 100 ore di lezione e 20 ore di esercitazione, ciascuno secondo lo
schema sottoriportato. Detti corsi integrati introduttivi hanno il fine di
superare la attuale frammentarietà e additività dell'insegnamento nelle diverse
discipline e di far percepire fin dall'inizio gli elementi di integrazione che
devono essere specifici e caratterizzanti della formazione del naturalista. I
corsi sono attuati con il concorso di più docenti delle discipline interessate:
non danno quindi luogo a titolarità.
Articolazione del corso introduttivo integrato di biologia
1) Basi molecolari.
2) Citologia.
3) Tessuti, sistemi, piano di struttura dell'organismo.
4) Funzioni generali.
5) Genetica.
6) Specie, tassonomia, evoluzione.
7) Riproduzione, sviluppo, differenziamento.
8) Ecologia.
9) Etologia.
Detto corso prevede indicativamente l'utilizzazione dei seguenti docenti:
genetica, anatomia comparata, zoologia, botanica, fisiologia, ecologia, o
comunque non meno di quattro e non più di sei docenti designati dal consiglio di
corso di laurea tra quelli delle discipline comprendenti gli argomenti sopra
elencati.
Articolazione del corso integrato di scienze della terra
1) Erosione, morfogenesi, cartografia.
2) Sedimentazione, ambienti e facies.
3) I fossili, loro ralazioni con l'ambiente, biostratigrafia.
4) Magmatismo e metamorfismo.
5) Tettonica, geometrie e processi deformativi.
6) Dinamica delle zolle litosferiche, ortogenesi.
7) Storia geologica della terra dal precambriano al famerozoico.
8) Elementi di geologia regionale.
Detto corso prevede indicativamente l'utilizzazione dei seguenti docenti:
geografia, geologia, paleontologia, mineralogia, petrografia, o comunque non
meno di quattro e non più di sei docenti designati dal consiglio di corso di
laurea tra quelli delle discipline comprendenti gli argomenti sopra elencati.
La facoltà nell'organizzare detti corsi integrati indica anno per anno un
coordinamento per ciascuno di essi, scelto ovviamente tra i docenti impegnati
nei cicli di lezione.
Parte delle ore destinate alle esercitazioni può essere utilizzata per analisi,
in laboratorio e/o sul campo, di " casi " che si prestino ad un approccio
interdisciplinare, in coerenza con il significato dei corsi integrati.
La facoltà, inoltre, stabilisce le modalità di accertamento della frequenza
obbligatoria di detti corsi introduttivi integrati.
Nei quattro anni di corso, e in particolare nei primi due anni, i consigli di
corso di laurea devono organizzare escursioni per attività di studio sul campo.
Il numero complessivo delle ore di insegnamento deve essere contenuto in 1800,
escluse quelle destinate ai corsi introduttivi integrati.
Ai fini degli esami di profitto, piú insegnamenti disciplinari possono essere
accorpati secondo un criterio di affinità, su deliberazione del consiglio di
corso di laurea e della facoltà, in modo che lo studente debba superare un
minimo di ventuno esami. Il preside costituisce le commissioni di esami con
docenti dei rispettivi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 del testo
unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31
agosto 1933, n. 1952 e dall'art. 42 del regolamento studenti approvato con regio
decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
La facoltà organizza, altresí, corsi di lingua inglese che si concludono con un
colloquio da superarsi prima dell'assegnazione formale della tesi di laurea.
Ai fini dell'esame di laurea è obbligatorio la elaborazione di una tesi
sperimentale.
Le norme di cui al presente ordinamento didattico saranno riviste, ove
necessario, ai fini di un adeguamento alle direttive CEE in materia.
Insegnamenti obbligatori di base
1) Istituzioni di matematiche [1,2].
2) Fisica [1,2].
3) Chimica generale e inorganica [1].
4) Chimica organica [3].
5) Anatomia comparata [4], [9].
6) Botanica.
7) Sistemazione e filogenesi animale o botanica sistematica [10].
8) Ecologia.
9) Fisiologia generale.
10) Antropologia [9].
11) Genetica.
12) Geografia [5].
13) Geologia [6].
14) Mineralogia [7].
15) Paleontologia.
16) Zoologia [8].
__________
[1] Ciascuno dei corsi 1, 2 e 3 deve prevedere un congruo numero di lezioni
introduttive di allineamento destinate a facilitare la comprensione dei
rispettivi contenuti, metodi e linguaggio a giovani provenienti da scuole
pre-universitarie di tipo diverso.
[2] I corsi 1 e 2 devono essere coordinati per assicurare fra i contenuti
elementi di statistica ed elementi di informatica.
[3] Comprende anche elementi di biorganica.
[4] Comprende anche elementi di embriologia comparata e causale.
[5] Comprende anche elementi di meteorologia e climatologia.
[6] Comprende anche elementi di rilevamento geologico.
[7] Comprende anche elementi di petrografia.
[8] Comprende anche elementi di etologia e di sistematica zoologica.
[9] I docenti degli insegnamenti di anatomia comparata e di antropologia
coordineranno tra loro, su indicazione del consiglio di corso di laurea, lo
svolgimento di "elementi di anatomia umana".
[10] La scelta delle due discipline è decisa dal consiglio di facoltà che deve
inserire tra gli insegnamenti obbligatori dei tre indirizzi quella delle due che
non risulterà tra gli insegnamenti obbligatori di base.
Indirizzo generale e didattico
Due sono le finalità di importanza strategica dell'indirizzo generale e
didattico.
Con l'orientamento generale ci si propone di avviare l'allievo attraverso
contenuti e metodologie idonee, allo studio dei processi e dei sistemi naturali,
visti nella dimensione spazio-temporale. Quanto obiettivo assume un ruolo
importante come fondamento dell'identità del naturalista, sia esso ricercatore,
che professionista.
Con l'orientamento didattico, ci si propone di sviluppare gradualmente
fondamenti scientifici e metodologici per una didattica avanzata e con una sua
specifica identità, per ogni ordine e grado di scuola preuniversitaria.
Insegnamenti obbligatori
1) Fisiologia vegetale.
2) Geografia fisica.
3) Sistematica e filogenesi animale oppure botanica sistematica.
Orientamento generale
Insegnamento a scelta da parte della facoltà, obbligatori per lo studente (due
su dieci, uno per blocco):
Blocco A:
1) Biogeografia
2) Biologia cellulare
3) Chimica biologica
4) Metodi probabilistici, statistici e processi stocastici
5) Ecologia microbica
Blocco B:
6) Geochimica
7) Geologia stratigrafica
8) Petrografia
9) Geofisica
10) Vulcanologia
Orientamento didattico
Insegnamenti a scelta da parte della facoltà obbligatori per lo studente (due su
dieci, uno per blocco):
Blocco A:
1) Analisi degli ecosistemi
2) Anatomia umana
3) Fitosociologia
4) Geologia storica
5) Etologia
Blocco B:
6) Didattica delle scienze naturali
7) Educazione ambientale
8) Metodologia didattica
9) Laboratorio di esperienze didattiche di scienze biologiche
10) Laboratorio di esperienze didattiche di scienze della terra
Indirizzo conservazione della natura e delle sue risorse
Questo indirizzo è finalizzato ad esprimere competenze specifiche del
naturalista da far valere nello studio, nella operatività gestionale e
nell'attività di consulenze e di progettazione, nei musei naturalistici, negli
orti botanici, nei parchi e nelle riserve naturali, e in ogni campo in cui sia
richiesta una competenza sulla tutela di specie viventi anche come beni naturali
nonché nella conservazione e valorizzazione di significativi beni geologici e
paleontologici.
Perticolare rilevanza assume, oggi, la richiesta di professionalità del
naturalista sia per la combinazione dei dossiers d'impatto ambientale, che per
la valutazione degli stessi.
Insegnamenti obbligatori
1) Conservazione della natura e delle sue risorse.
2) Geologia ambientale.
3) Sistematica e filogenesi animale o botanica sistematica.
Insegnamenti a scelta da parte della facoltà obbligatori per lo studente (due su
dieci, uno per blocco):
Blocco A:
1) Ecologia delle acque interne
2) Geobotanica
3) Zoocenosi e protezione della fauna
4) Igiene ambientale
5) Museologia naturalistica
Blocco B:
6) Idrogeologia
7) Geologia del quaternario
8) Geologia regionale
9) Sedimentologia e regime dei litorali
10) Telerilevamento delle risorse ambientali
Indirizzo paleobiologico:
Questo indirizzo è strutturato in modo da poter conferire al laureato una
preparazione idonea (e diversificata rispetto a quella conseguibile in altri
corsi di laurea) ad affrontare uno studio integrato dell'evoluzione (e o
dell'estinzione) delle specie vegetali e animali.
In una formazione integrata in questo tipo, debbono essere in particolare
valorizzate le conoscenze tassonomico-evolutive delle specie fossili in
riferimento ai relativi ecosistemi e ai loro mutamenti nel tempo geologico come
si evincono dalla moderna stratigrafia. Analogamente sono valorizzati anche la
paleontologia umana e la paleontologia dei vertebrati nel quadro della geologia
del quaternario, cogliendo il rapporto tra quanto deriva tra i grandi cicli
della natura e quanto è determinato dalle attività dell'uomo.
Insegnamenti obbligatori
1) Sistematica e filogenesi animale o botanica sistematica.
2) Stratigrafia.
3) Paleontologia vegetale o paleobotanica.
Insegnamenti a scelta da parte della facoltà, obbligatori per lo studente (due
su dodici, uno per blocco):
Blocco A:
1) Ecologia preistorica
2) Paleoecologia
3) Paleontologia umana e paleoetnologia
4) Palinologia
5) Paleontologia dei vertebrati
6) Paleopatologia
Blocco B:
7) Geologia marina
8) Geochimica
9) Geologia e paleontologia del quaternario
10) Micropaleontologia
11) Sedimentologia
12) Paleontologia stratigrafica
------------------------
(34) Tabella così sostituita dal D.M. 12 ottobre 1989, riportato al n. C/XLII.
Tabella XXV.
Laurea in scienze biologiche (35)
Il corso di laurea in scienze biologiche ha la durata di cinque anni ed è
suddiviso in un triennio propedeutico ed in un biennio di applicazione
articolato in indirizzi. L'accesso al corso di laurea è regolato dalle
disposizioni di legge. Il numero di esami è non meno di ventisei.
Nel caso di verifiche di profitto contestuali - accorpamento di più insegnamenti
dello stesso anno accademico - il preside costituisce le commissioni di profitto
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto all'elenco delle discipline
non obbligatorie, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a
statuto nelle singole Università delle singole discipline in relazione agli
indirizzi scientifico-culturali.
I corsi di insegnamento possono essere organizzati in moduli semestrali secondo
le norme vigenti. Il totale delle ore di insegnamento è di milleseicento per il
triennio e di cinquecento per il biennio. I corsi di insegnamento annuali devono
disporre di non meno di novanta ore, quelli semestrali di quarantacinque ore.
Nel computo orario sono comprese lezioni, esercitazioni, esercizi,
sperimentazioni e dimostrazioni, a seconda della natura dei corsi.
Triennio propedeutico:
1) istituzioni di matematiche;
2) metodi matematici e statistici [a];
3) fisica;
4) laboratorio di fisica [b];
5) chimica generale ed inorganica;
6) chimica organica;
7) chimica fisica;
8) laboratorio di chimica [c];
9) citologia ed istologia [d];
10) chimica biologica;
11) fisiologia generale;
12) genetica;
13) zoologia;
14) anatomia comparata [e];
15) botanica;
16) fisiologia vegetale;
17) microbiologia generale;
18) ecologia;
19) biologia molecolare.
__________
[a] Compresi modelli matematici ed elementi di probabilità applicati alla
biologia.
[b] Compreso il trattamento dei dati sperimentali.
[c] Comprende parti inorganiche, organiche, strumentali ed analitiche.
[d] Comprende argomenti riguardanti le cellule animali e vegetali.
[e] Comprende l'anatomia e l'embriologia dei vertebrati.
I consigli di corso di laurea e le facoltà, per le rispettive competenze,
nell'ambito delle milleseicento ore previste per il triennio propedeutico,
organizzano didattica applicata secondo moduli didattici programmati. Le
Università possono sostituire nei loro statuti con altre discipline non più di
due corsi fra quelli previsti nel triennio di aree disciplinari diverse.
Tutti gli studenti sono inoltre tenuti a frequentare per due anni consecutivi
del triennio propedeutico un laboratorio di biologia sperimentale di
settantacinque ore per anno, nel quale dovrà essere elemento preminente la
partecipazione attiva degli studenti agli esperimenti.
Tali corsi di laboratorio sono organizzati, per le parti di competenza, dai
docenti di discipline "biologiche" del triennio (quelle indicate coi numeri dal
9 al 19) nonché da eventuali altri docenti, secondo modalità fissate dal
consiglio di corso di laurea. Quest'ultimo designa a tale fine fra i docenti,
avvalendosi anche delle vigenti disposizioni di legge, un coordinatore per
ciascun corso di laboratorio di biologia sperimentale. Al termine di ciascun
corso annuale lo studente deve superare un colloquio con giudizio di merito
sull'attività svolta, a cura di una commissione costituita dal coordinatore e da
almeno altri due docenti.
Lo studente inoltre deve superare un colloquio di lingua inglese. Il colloquio
comprende la traduzione di un brano di un'opera scientifica di argomento
biologico.
Gli esami di istituzioni di matematiche, fisica, chimica generale ed inorganica
sono propedeutici agli esami del secondo anno e successivi. Gli statuti possono
fissare altre precedenze, anche per quanto riguarda gli esami del biennio di
applicazione. L'iscrizione al biennio per l'indirizzo prescelto è condizionata
al superamento dei tre esami suddetti ed inoltre di chimica organica,
laboratorio di fisica, laboratorio di chimica, di almeno sette esami di
discipline "biologiche", dei due colloqui del laboratorio di biologia
sperimentale e del colloquio di lingua inglese.
Biennio di applicazione
Ogni Università sede del corso di laurea in scienze biologiche inserisce a
statuto, in relazione alle proprie competenze ed esigenze scientifiche ed alle
esigenze del territorio, uno o più indirizzi del biennio fra quelli sotto
riportati. Ogni indirizzo definisce uno specifico settore culturale e di
ricerca.
Ogni indirizzo comprende non meno di sette corsi per un totale di cinquecento
ore. Gli insegnamenti caratterizzanti ogni indirizzo sul piano nazionale,
riportati di seguito, vengono tutti inseriti a statuto. Essi sono obbligatori
per l'indirizzo, eccetto che l'Università può indicare nello statuto uno solo di
essi come materia facoltativa. Qualora si intendano attivare degli
"orientamenti" interni agli indirizzi, possono essere indicate nel manifesto
annuale degli studi quelle combinazioni di discipline non obbligatorie che
meglio rispondano ad una logica di natura culturale applicativa. Possono essere
altresì inseriti a statuto, con le procedure previste dalle vigenti disposizioni
dell'ordinamento didattico, altri indirizzi, purché questi riflettano effettive
esigenze e competenze della sede in settori scientifico-professionali diversi da
quelli degli indirizzi sotto riportati.
La tesi di laurea consiste in un elaborato su dati sperimentali e deve comunque
portare un contributo originale. A tale fine è obbligatoria la frequenza per non
meno di un anno presso un laboratorio scientifico sotto la responsabilità del
relatore.
Gli indirizzi e le relative discipline caratterizzanti sono:
A) Indirizzo morfologico funzionale:
antropologia;
botanica II;
fisiologia generale II;
zoologia II.
B) Indirizzo biologico ecologico:
botanica II;
ecologia applicata;
igiene (o chimica dell'ambiente);
zoologia II.
C) Indirizzo biomolecolare:
biologia molecolare II;
chimica biologica II;
genetica II;
metodologia biochimica (o microbiologia applicata).
D) Indirizzo fisiopatologico:
anatomia umana;
farmacologia;
fisiologia generale II;
igiene;
patologia generale.
Disposizioni transitorie e finali
Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve avere seguito non meno
di ventisei corsi per un totale di duemilacento ore, e superato i relativi
esami, secondo quanto previsto dallo statuto dell'Ateneo, ed avere inoltre
superato i due colloqui di laboratorio di biologia sperimentale ed il colloquio
di lingua inglese.
Il diploma di laurea riporta il titolo di laureato in scienze biologiche, mentre
il relativo certificato, rilasciato al laureato, farà menzione dell'indirizzo
seguito.
Elenco dei corsi non obbligatori (eventualmente accorpabili con i corsi
irrinunciabili):
1) algologia; 2) analisi biochimico-cliniche; 3) anatomia vegetale; 4)
antropometria; 5) batteriologia; 6) biochimica cellulare; 7) biochimica
comparata; 8) biochimica fisica; 9) biochimica industriale; 10) biochimica
macromolecolare; 11) biochimica vegetale; 12) biofisica; 13) biologia cellulare;
14) biologia della pesca ed acquacoltura; 15) biologia delle popolazioni umane;
16) biologia dello sviluppo; 17) biologia marina; 18) biologia umana; 19)
biometria; 20) biologia vegetale applicata; 21) botanica sistematica; 22)
calcolo numerico e programmazione; 23) chimica analitica; 24) chimica analitica
clinica; 25) chimica analitica strumentale; 26) chimica degli alimenti; 27)
chimica delle fermentazioni e microbiologia industriale; 28) chimica delle
sostanze organiche naturali; 29) chimica fisica biologica; 30) citochimica ed
istochimica; 31) citogenetica; 32) citologia animale; 33) citologia
sperimentale; 34) citologia vegetale; 35) citopatologia; 36) complementi di
chimica organica; 37) complementi di fisiologia generale; 38) conservazione
della natura e delle sue risorse; 39) didattica naturalistica e biologica; 40)
ecofisiologia vegetale; 41) ecologia animale; 42) ecologia microbica; 43)
ecologia preistorica; 44) ecologia umana; 45) ecologia vegetale; 46)
elettrofisiologia; 47) embiologia comparata; 48) embriologia e morfologia
sperimentale; 49) endocrinologia comparata; 50) entomologia; 51) enzimologia;
52) etologia; 53) etologia applicata; 54) evoluzione biologica; 55) farmacologia
cellulare; 56) farmacologia molecolare; 57) fisiologia cellulare; 58) fisiologia
comparata; 59) fisiologia delle piante coltivate; 60) fisiopatologia endocrina;
61) fitogeografia; 62) fitobiologia (35/a); 63) biocristallografia; 64) genetica
dei microrganismi; 65) genetica delle popolazioni; 66) genetica molecolare; 67)
genetica quantitativa; 68) genetica umana; 69) genetica vegetale; 70)
geobotanica; 71) idrobiologia e pescicolture; 72) igiene degli alimenti; 73)
igiene ambientale; 74) immunologia; 75) ingegneria genetica; 76) laboratorio di
biologia molecolare; 77) laboratorio di ecologia; 78) laboratorio di metodologie
botaniche; 79) laboratorio di metodologie farmacologiche; 80) laboratorio di
metodologie fisiologiche; 81) laboratorio di metodologie genetiche; 82)
laboratorio di metodologie zoologiche; 83) laboratorio di microbiologia e
serologia; 84) laboratorio di patologia generale; 85) laboratorio di tecniche
ultrastrutturali; 86) metodi fisici della biologia; 87) metodi per il
trattamento della informazione; 88) merceologia; 89) micologia; 90)
microbiologia ambientale; 91) microbiologia industriale; 92) mutagenesi
ambientale; 93) neurobiologia; 94) neurobiologia comparata; 95) oceanografia;
96) paleobotanica; 97) paleontologia; 98) paleontologia umana e paleoetnologia;
99) palinologia; 100) parassitologia; 101) patologia cellulare; 102) patologia
molecolare; 103) patologia vegetale; 104) plantologia; 105) primatologia; 106)
protozoologia; 107) psicobiologia; 108) radiobiologia; 109) scienza della
alimentazione; 110) storia della biologia; 111) tossicologia; 112)
ultrastrutture vegetali; 113) virologia vegetale; 114) virologia; 115)
zoocolture; 116) zoogeografia; 117) zoologia applicata; 118) zoologia
sistematica; 119) zoologia dei vertebrati.
Possono inoltre essere inserite a statuto ed utilizzate anche come corsi non
obbligatori tutte le discipline fondamentali dell'ordinamento nazionale.
------------------------
(35) La L. 21 giugno 1967, n. 489, ha così disposto:
"Articolo unico. Agli insegnamenti fondamentali del corso di laurea in Scienze
biologiche, previsti nella tabella XXV del regio decreto 30 settembre 1938, n.
1652, a partire dal 1° novembre 1967, è aggiunto quello di "genetica". Tale
materia, pertanto, viene eliminata dall'elenco degli insegnamenti complementari
riguardanti il corso di laurea suddetto e il numero degli esami da sostenere
nelle materie complementari è ridotto a tre". Successivamente, peraltro, il
D.P.R. 3 aprile 1987, n. 234, riportato al n. C/XXXII, ha così sostituito la
presente tabella XXV.
(35/a) Così rettificato con D.P.R. 12 ottobre 1989 (Gazz. Uff. 18 gennaio 1990,
n. 14).
Tabella XXVI (35/aa)
Laurea in scienze geologiche
Il corso di laurea in scienze geologiche ha la durata di cinque anni ed è
articolato in un triennio di base ed un biennio di applicazione, con distinti
indirizzi.
L'accesso ai corsi di laurea è regolato dalle disposizione di legge. Il numero
dei corsi di insegnamento e dei relativi esami è di non meno di ventiquattro, di
cui sedici nel triennio e otto nel biennio.
Ciascun corso di insegnamento comporta uno svolgimento di circa novanta ore,
comprensive di lezioni, esercitazioni, attività pratiche guidate e seminari.
Tra le discipline del triennio di base sono inclusi cinque laboratori per un
totale di trecento ore; ai fini della valutazione finale, lo studente sosterrà
l'esame integrato con la disciplina relativa.
La frequenza ai corsi ed ai laboratori comporta un monte ore di non meno di
duemilacinquecento, di cui circa millesettecento nel triennio e circa ottocento
nel biennio; in tale computo sono comprese le lezioni, le esercitazioni in aula
e in laboratorio, le esercitazioni sul terreno ed i seminari.
L'organizzazione didattica per corsi a svolgimento intensivo semestralizzato è
demandata alle singole facoltà e/o corsi di laurea, in rapporto alle esigenze di
propedeuticità e funzionalità, secondo le leggi vigenti.
Triennio di base:
Il triennio di base comprende i seguenti insegnamenti irrinunciabili:
1) istituzioni di matematiche I;
2) istituzioni di matematiche II;
3) fisica sperimentale I;
4) fisica sperimentale II;
5) chimica generale e inorganica con elementi di organica;
6) geochimica;
7) geografia fisica;
8) geomorfologia;
9) mineralogia;
10) laboratorio di mineralogia (9, 10, esame integrato);
11) petrografia;
12) laboratorio di petrografia (11, 12, esame integrato);
13) paleontologia;
14) laboratorio di paleontologia (13, 14, esame integrato);
15) geologia I;
16) laboratorio di geologia I (15, 16, esame integrato);
17) geologia II;
18) laboratorio di geologia II (17, 18, esame integrato);
19) rilevamento geologico;
20) fisica terrestre;
21) geologia applicata.
Per la prova di accertamento unica, prevista per le materie che danno luogo ad
esame integrato, il preside costituisce la commissione per l'esame di profitto
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592 e dell'art. 42 del regolamento studenti,
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
Nel triennio lo studente deve partecipare ad esercitazioni sul terreno, oltre a
quelle previste dai singoli corsi e laboratori, per non meno di sei giorni. Sarà
compito dei singoli consigli di corso di laurea la scelta sia delle modalità di
effettuazione di tali esercitazioni, se attribuite ad alcuni corsi e laboratori,
con particolare riferimento al corso di rilevamento geologico, o se organizzato
come campagna estiva, sia delle modalità di partecipazione di diversi docenti
del corso di laurea stesso.
La distribuzione dei corsi, laboratori ed esercitazioni di terreno nei tre anni
sono stabiliti dal consiglio di corso di laurea.
La facoltà organizza, altresì, corsi di lingua inglese, che si concludono con un
colloquio.
L'iscrizione al biennio di applicazione, nell'indirizzo prescelto è condizionata
dal:
superamento di tutti gli esami propedeutici (istituzioni di matematiche, primo e
secondo corso, fisica sperimentale, primo e secondo corso, chimica generale ed
inorganica con elementi di organica) e di non meno di nove tra i restanti undici
esami previsti dalla tabella;
superamento del colloquio di lingua inglese.
In ogni caso nessun esame del biennio può essere sostenuto prima di aver
superato tutti gli esami del triennio.
Allo studente che ha superato tutti gli esami prescritti nel triennio, su
richiesta, viene rilasciato un certificato attestante il completamento degli
studi propedeutici alla laurea in scienze geologiche.
Biennio di applicazione.
Il biennio di applicazione è distinto in indirizzi, ciascuno dei quali definisce
uno specifico settore culturale e scientifico-professionale.
Le università sedi del corso di laurea iscrivono a statuto uno o più indirizzi,
fino ad un massimo di quattro, in relazione alle proprie competenze e
possibilità, scegliendo tra quelli sottoindicati, o proponendone di diversi in
base ad esigenze e competenze specifiche e locali. In quest'ultimo caso
l'organizzazione degli studi ed il numero dei corsi dei corsi ed esami dovrà
essere conforme a quelli degli indirizzi nazionali.
L'inserimento a statuto degli indirizzi avviene con le procedure previste dalle
vigenti disposizione dell'ordinamento didattico. Ogni indirizzo è costituito da
otto corsi di novanta ore, di cui cinque caratterizzanti, che vengono inseriti
tutti a statuto nelle sedi di attivazione.
Le restanti tre discipline sono scelte dagli studenti preferibilmente nelle
apposite liste di indirizzo delle discipline attivate dalle facoltà. Lo stesso
corso può essere svolto per più indirizzi.
Lo studente può, motivandolo, scegliere discipline da liste di indirizzi
diversi.
A) Indirizzo geologico paleontologico:
Discipline caratterizzanti:
1) geologia regionale;
2) paleontologia II;
3) micropaleontologia;
4) sedimentologia;
5) geologia stratigrafica.
Lista delle discipline facoltative:
1) paleocologia;
2) paleoclimatologia;
3) paleontologia vegetale;
4) paleobiogeografia;
5) geologia del quaternario;
6) paleontologia del quaternario;
7) geologia strutturale;
8) geologia marina;
9) geologia storica;
10) fotogeologia;
11) paleontologia stratigrafica;
12) stratigrafia;
13) paleontologia dei vertebrati;
14) biostratigrafia;
15) petrografia del sedimentario;
16) mineralogia dei sedimenti;
17) oceanografia;
18) geologia del cristallino;
19) vulcanologia;
20) geologia degli idrocarburi;
21) geofisica marina.
B) Indirizzo mineralogico - petrologico - giacimentologico - geochimico:
Discipline caratterizzanti:
1) chimica fisica;
2) cristallografia;
3) petrologia;
4) giacimenti minerari;
5) vulcanologia.
Lista delle discipline facoltative:
1) geochimica nucleare;
2) mineralogia dei sedimenti;
3) analisi mineralogiche;
4) mineralogia applicata;
5) prospezioni geochimiche;
6) geotermia;
7) rilevamento petrografico - giacimentologico;
8) petrografia applicata;
9) geologia regionale;
10) esplorazione geologica del sottosuolo;
11) analisi geochimiche;
12) petrologia del metamorfico;
13) geochimica applicata;
14) cristallochimica;
15) mineralogia sistematica;
16) minerogenesi;
17) geologia dei combustibili fossili;
18) giacimenti di idrocarburi;
19) prospezione geomineraria;
20) prospezioni geofisiche.
C) Indirizzo geofisico e geologico strutturale:
Discipline caratterizzanti:
1) fisica della terra solida;
2) sismologia;
3) geologia strutturale;
4) geologia del cristallino;
5) geodinamica.
Lista delle discipline facoltative:
1) prospezioni geofisiche;
2) geofisica applicata;
3) geofisica marina;
4) fisica del vulcanismo;
5) vulcanologia;
6) geotermia;
7) sismica applicata;
8) geodesia e cartografia;
9) esplorazione geologica del sottosuolo;
10) geomagnetismo;
11) giacimenti minerari;
12) geologia regionale;
13) oceanografia fisica;
14) calcolo automatico;
15) sismometria;
16) geochimica applicata;
17) complementi di geofisica;
18) geofisica mineraria;
19) paleomagnetismo;
20) tettonofisica.
D) Indirizzo geologico applicato:
Discipline caratterizzanti:
1) complementi di geologia applicata;
2) rilevamento geologico tecnico;
3) idrogeologia;
4) fotogeologia;
5) esplorazione geologica del sottosuolo.
Lista delle discipline facoltative:
1) geologia regionale;
2) mineralogia applicata;
3) geomorfologia applicata;
4) geofisica applicata;
5) sedimentologia e regime dei litoerali;
6) geotecnica;
7) estimo (con principi tecnico-economici);
8) meterie giuridiche e legislazione dei lavori pubblici;
9) geochimica applicata;
10) idrogeologia applicata;
11) topografia e cartografia;
12) petrografia applicata;
13) sismica applicata.
Norme finali.
L'ammissione all'esame di laurea comporta il superamento di non meno di
ventiquattro esami, ed il colloquio di lingua inglese.
Gli studenti, per la tesi di laurea devono svolgere un lavoro sperimentale
impostato e coordinato dal relatore.
Il diploma di laurea riporta il titolo di laureato in scienze geologiche; il
relativo certificato farà menzione dell'indirizzo seguito.
------------------------
(35/aa) Tabella così sostituita dal D.P.R. 4 maggio 1989, riportato al n.
C/XXXVIII.
Tabella XXVII (36)
Corso di laurea in farmacia
Il corso di laurea in farmacia si effettua mediante un ciclo di studi
universitario della durata di cinque anni di insegnamento teorico e pratico
comprendente un periodo semestrale di tirocinio pratico pre-laurea. Il numero
degli esami annuali, semestrali e di corso integrato è non inferiore a
venticinque. Per ogni materia la ripartizione tra insegnamento teorico e pratico
deve lasciare spazio sufficiente alla teoria.
Il titolo di ammissione è quello previsto dalla legge. Per realizzare una
migliore professionalità del laureato sono previsti degli orientamenti.
Il corso di studi si articola in insegnamenti fondamentali annuali o semestrali
ed insegnamenti di orientamento fondamentali annuali ed opzionali semestrali. La
frequenza dei corsi è obbligatoria. Sono suggeriti i seguenti orientamenti:
farmaceutico, farmacologico, biochimico-clinico, fisiologico-nutrizionale,
cosmetologico.
Essi devono essere basati sulla combinazione di quelle discipline che meglio
rispondono ad una logica di natura culturale applicativa che rifletta le
effettive esigenze e competenze della sede nei diversi settori
scientifico-professionali nonché sulla disponibilità effettiva di docenti ed
attrezzature.
Possono essere altresì previsti altri orientamenti sempreché riflettano le
effettive esigenze e competenze della sede.
Insegnamenti fondamentali:
1) fisica;
2) istituzioni di matematica [a];
[a] Con elementi di statistica ed informatica.
3) chimica generale ed inorganica;
4) botanica farmaceutica;
5) biologia generale [b];
[b] Corso integrato. Discipline: 1) biologia animale; 2) biologia vegetale.
6) anatomia umana;
7) fisiologia generale;
8) chimica organica;
9) chimica analitica (semestrale) [c];
[c] Per la facoltà di farmacia.
10) analisi dei medicinali I (semestrale);
11) microbiologia (semestrale);
12) chimica biologica [d];
[d] Biochimica generale ed applicata (medica).
13) patologia generale [e];
[e] Con elementi di terminologia medica.
14) farmacologia e farmacognosia I [f];
[f] Farmacognosia.
15) chimica farmaceutica e tossicologica II;
16) analisi dei medicinali II;
17) farmacologia e farmacognosia II [g];
[g] Farmacologia e farmacoterapia.
18) chimica farmaceutica e tossicologica II;
19) analisi dei medicinali III;
20) tecnologia, socioeconomia e legislazione farmaceutiche II;
21) disciplina fondamentale di orientamento;
22) tecnologia, socio-economia e legislazione farmaceutiche II;
23) farmacologia e farmacognosia III [h];
[h] Tossicologia.
24) igiene (semestrale) [i];
[i] Con elementi di epidemiologia e di medicina preventiva.
25) discipline complementari (semestrali) di orientamento: esame integrato.
Insegnamenti fondamentali orientamento:
1) Farmaceutico:
complementi di chimica farmaceutica.
2) Farmacologico:
farmacologia applicata.
3) Biochimico clinico:
biochimica applicata.
4) Fisiologico-nutrizionale:
fisiologia generale II [1].
[1] Vita di relazione.
5) Cosmetologico:
chimica dei prodotti cosmetici.
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto alle discipline di
orientamento, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a statuto
nelle Università delle singole discipline in relazione agli orientamenti
scientifico-professionali.
Possono essere inserite in statuto ai sensi dell'art. 17 del testo unico delle
leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n.
1592, ed utilizzate come corsi di orientamento tutte le discipline
dell'ordinamento didattico nazionale.
Lo studente deve scegliere l'orientamento all'atto di iscrizione al quarto anno.
Per ciascun anno accademico ogni consiglio di corso di laurea e facoltà,
nell'ambito della propria autonomia didattica, può deliberare di attivare uno o
più orientamenti, indicando in aggiunta alla disciplina fondamentale di
orientamento altre due o piú discipline semestrali.
La stessa disciplina può far parte di più orientamenti. Gli organi accademici
propongono, per l'inserimento a statuto, sia gli orientamenti che le discipline
ad essi afferenti (non meno di due complementari semestrali per ogni
orientamento). Gli organi accademici propongono anche la propedeuticità delle
discipline dei corsi fondamentali e di orientamento.
Lo studente, scelto l'orientamento, è tenuto a superare l'esame del corso
fondamentale di orientamento e l'esame, come esame integrato, di almeno altri
due corsi semestrali scelti fra quelli indicati per detto orientamento.
Nel caso di verifiche di profitto contestuali, accorpamento di più insegnamenti
dello stesso anno accademico, il preside costituisce le commissioni di profitto
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910, e dell'art. 4 della
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi
diverso da quello consigliato dalla facoltà. Il consiglio di corso di laurea
valuterà la congruità del piano di studi proposto dallo studente con il
raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi previsti dalla presente
tabella.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato gli esami
di tutti gli insegnamenti fondamentali e di quelli che costituiscono
l'orientamento scelto ed avere effettuato il tirocinio pratico. Lo studente
inoltre sarà tenuto a dimostrare di aver appreso l'inglese scientifico ed una
eventuale seconda lingua in accordo a quanto proposto dal consiglio di corso di
laurea. La conoscenza verrà verificata attraverso un colloquio da tenersi entro
il quarto anno. Esso sarà regolarmente verbalizzato da una commissione che potrà
comprendere il lettore di lingua attribuito alla facoltà di farmacia.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi sperimentale o
compilativa su argomento concordato con un docente della facoltà. Per la tesi
sperimentale è obbligatoria la frequenza per almeno un anno accademico in un
laboratorio scientifico preferibilmente appartenente alla facoltà.
Il tirocinio pratico sperimentale di sei mesi, di regola da espletare durante il
quinto anno, deve essere fatto presso una farmacia aperta al pubblico o in un
ospedale sotto la sorveglianza del servizio farmaceutico dell'ospedale.
Norme finali e transitorie
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti
fondamentali, con le seguenti modalità:
a) utilizzando le equivalenze delle discipline che saranno determinate dal
Consiglio universitario nazionale;
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella
attuale di titolarità;
c) attraverso il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità
presente nel nuovo ordinamento e riconosciuta affine a quella di attuale
titolarità dal Consiglio universitario nazionale.
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione con apposito
provvedimento sentito il parere del Consiglio universitario nazionale, ove
richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate.
Dopo il termine massimo di dieci anni dall'entrata in vigore della presente
tabella deve essere prevista una verifica del nuovo ordinamento.
------------------------
(36) Tabella così sostituita dall'allegato 1 al D.P.R. 31 ottobre 1988,
riportato al n. C/XXXIV.
Tabella XXVII-bis (37)
Corso di laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche
Il corso di laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche si effettua mediante un
ciclo di studi universitario della durata di cinque anni di insegnamento teorico
e pratico suddivisi in un triennio propedeutico ed in un biennio. L'ammissione
al quarto anno potrà avvenire soltanto dopo il superamento di almeno diciassette
dei diciannove esami fondamentali del primo triennio. È previsto un periodo di
tirocinio pratico post-lauream.
Il numero degli esami annuali, semestrali e di corso integrato è non meno di
trenta.
Per ogni materia la ripartizione tra insegnamento teorico e pratico deve
lasciare spazio sufficiente alla teoria.
Il titolo di ammissione è quello previsto dalla legge. Per realizzare una
migliore professionalità del laureato sono previsti degli orientamenti.
Il corso di studi si articola perciò in insegnamenti fondamentali annuali o
semestrali ed insegnamenti di orientamento fondamentali annuali ed opzionali
semestrali. La frequenza dei corsi è obbligatoria. Sono suggeriti i seguenti
orientamenti: farmaceutico, farmacologico, biochimico-clinico, 1) scienza e
sviluppo del farmaco; 2) farmacoterapeutico; 3) tecnologico; 4) igienico
nutrizionale; 5) fitofarmaceutico.
Essi devono essere basati sulla combinazione di quelle discipline che meglio
rispondono ad una logica di natura culturale applicativa che rifletta le
effettive esigenze e competenze della sede nei diversi settori
scientifico-professionali nonché sulla disponibilità effettiva di docenti ed
attrezzature.
Possono essere altresì previsti altri orientamenti sempreché riflettano le
effettive esigenze e competenze della sede.
Insegnamenti fondamentali:
1) matematica;
2) fisica;
3) chimica generale ed inorganica;
4) biologia generale [a];
[a] Corso integrato: discipline: 1) biologia animale; 2) biologia vegetale.
5) anatomia umana;
6) microbiologia (semestrale);
7) chimica organica I;
8) chimica fisica;
9) chimica analitica (semestrale) [b];
[b] Per la facoltà di farmacia.
10) analisi dei medicinali (semestrale);
11) chimica biologica [c];
[c] Biochimica generale ed applicata (medica).
12) fisiologia generale;
13) farmacologia e farmacognosia I [d];
[d] Farmacognosia.
14) chimica organica II;
15) metodi fisici in chimica organica;
16) biochimica applicata;
17) analisi dei farmaci I;
18) chimica farmaceutica e tossicologica I;
19) patologia generale (semestrale) [e];
[e] Con elementi di terminologia medica.
20) chimica degli alimenti (semestrale);
21) farmacologia e farmacognosia II [f];
[f] Farmacologia e farmacoterapia.
22) chimica farmaceutica e tossicologica II;
23) analisi dei farmaci II;
24) tecnologia, socio-economia e legislazione farmaceutiche;
25) farmacologia e farmacognosia III (semestrale) [g];
[g] Tossicologia.
26) disciplina fondamentale di orientamento;
27) laboratorio di preparazione estrattiva e sintetica dei farmaci;
28) chimica farmaceutica applicata;
29) impianti dell'industria farmaceutica;
30) discipline complementari (semestrali) di orientamento: esame integrato.
Triennio propedeutico esami 1-19.
Biennio esami 20-30.
Insegnamenti fondamentali di orientamento:
1) Scienze e sviluppo del farmaco:
chimica farmaceutica e tossicologica III.
2) Farmaco terapeutico:
saggi e dosaggi farmacologici.
3) Tecnologico:
tecnologia, socio-economia e legislazione farmaceutiche II.
4) Igienico nutrizionale:
igiene [h].
[h] Con elementi di epidemiologia e medicina preventiva.
5) Fitofarmaceutico:
botanica farmaceutica.
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto alle discipline di
orientamento, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a statuto
nelle università delle singole discipline in relazione agli orientamenti
scientifico-professionali.
Possono essere inserite in statuto, ai sensi dell'art. 17 del testo unico delle
leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n.
1592, ed utilizzate come corsi di orientamento tutte le discipline
dell'ordinamento didattico nazionale.
Lo studente deve scegliere l'orientamento all'atto di iscrizione al quarto anno.
Per ciascun anno accademico ogni consiglio di corso di laurea e facoltà,
nell'ambito della propria autonomia didattica, può deliberare di attivare uno o
piú orientamenti, indicando in aggiunta alla disciplina fondamentale di
orientamento altre due o piú discipline semestrali. La stessa disciplina può far
parte di piú orientamenti. Gli organi accademici propongono, per l'inserimento a
statuto, sia gli orientamenti che le discipline ad essi afferenti (non meno di
due complementari semestrali per ogni orientamento). Gli organi accademici
propongono anche la propedeuticità dei corsi fondamentali e di orientamento.
Lo studente, scelto l'orientamento, è tenuto a superare l'esame del corso
fondamentale di orientamento e l'esame integrato di almeno altri due corsi
semestrali scelti fra quelli indicati per detto orientamento.
Nel caso di verifiche di profitto contestuali, accorpamento di piú insegnamenti
nello stesso anno accademico, il preside costituisce le commissioni di profitto
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269.
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910, e dell'art. 4 della
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi
diverso da quello consigliato dalla facoltà. Il consiglio di corso di laurea
valuterà la congruità del piano di studi proposto dallo studente con il
raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi previsti dalla presente
tabella.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato gli esami
di tutti gli insegnamenti fondamentali e di quelli che costituiscono
l'orientamento scelto.
Lo studente inoltre sarà tenuto a dimostrare di aver appreso l'inglese
scientifico ed una eventuale seconda lingua in accordo a quanto proposto dal
consiglio di corso di laurea. La conoscenza verrà verificata attraverso un
colloquio da tenersi entro il quarto anno. Esso sarà regolarmente verbalizzato
da una commissione che comprenderà il lettore di lingua attribuito alla facoltà
di farmacia.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi sperimentale su
argomento concordato con un docente della facoltà. Lo studente deve iniziare
l'attività di tesi all'inizio del quarto anno frequentando un laboratorio
scientifico preferibilmente afferente alla facoltà.
Il tirocinio pratico professionale di sei mesi avviene dopo la laurea e può aver
luogo presso una farmacia aperta al pubblico o in un ospedale sotto la
sorveglianza del servizio farmaceutico dell'ospedale. Può essere anche
effettuato per metà tempo in farmacia e per l'altra metà presso l'industria
farmaceutica.
Norme finali e transitorie
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti
fondamentali, con le seguenti modalità:
a) utilizzando le equivalenze delle discipline che saranno determinate dal
Consiglio universitario nazionale;
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella
attuale di titolarità;
c) attraverso il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità
presente nel nuovo ordinamento e riconosciuta affine a quella di attuale
titolarità dal Consiglio universitario nazionale.
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione, con apposito
provvedimento sentito il parere del Consiglio universitario nazionale
(alternativamente su conforme parere favorevole del Consiglio universitario
nazionale), ove richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate.
Dopo il termine massimo di dieci anni dall'entrata in vigore della presente
tabella deve essere prevista una verifica del nuovo ordinamento.
------------------------
(37) Tabella aggiunta dall'art. 1, D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1037 (Gazz. Uff.
17 novembre 1967, n. 287), e poi così sostituita dall'allegato 2 al D.P.R. 31
ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIV.
Uff. 19 settembre 1972, n. 245).
Tabella XXVIII (37/a)
Diploma in farmacia
------------------------
(37/a) Tabella soppressa dal D.P.R. 18 luglio 1972, n. 524 (Gazz. Uff. 19
settembre 1972, n. 245).
Tabella XXIX (37/b)
Lauree in ingegneria
------------------------
(37/b) Più volte modificata ed integrata, la tabella XXIX da ultimo è stata
abrogata e sostituita da quella allegata al D.P.R. 20 maggio 1989, riportato al
n. C/XXXIX.
Tabella XXIX-bis (38)
Diploma universitario in ingegneria
Art. 1 (Diplomi universitari). - Presso la facoltà di ingegneria possono essere
istituiti i seguenti corsi di diploma universitario, di durata triennale, di cui
all'art. 2 della legge 19 novembre 1990, n. 341:
1) ingegneria aerospaziale;
2) ingegneria biomedica;
3) ingegneria chimica;
4) ingegneria dell'ambiente e delle risorse;
5) ingegneria delle infrastrutture;
6) ingegneria delle telecomunicazioni;
7) ingegneria elettrica;
8) ingegneria elettronica;
9) ingegneria informatica e automatica;
10) ingegneria logistica e della produzione;
11) ingegneria meccanica.
I predetti corsi di diploma sono raggruppati in tre settori, corrispondenti a
vaste aree scientifico-culturali e distinti ambiti professionali, ad eccezione
di quelli di ingegneria biomedica, di ingegneria dell'ambiente e delle risorse e
di ingegneria logistica e della produzione, aventi caratteristiche
intersettoriali.
1) settore civile - corso di diploma universitario in ingegneria delle
infrastrutture;
2) settore dell'informazione - corsi di diploma universitario in: ingegneria
delle telecomunicazioni, ingegneria elettronica, ingegneria informatica e
automatica;
3) settore industriale - corsi di diploma universitario in: ingegneria
aerospaziale, ingegneria chimica, ingegneria elettrica, ingegneria meccanica.
L'iscrizione a tali corsi è regolata in conformità alle leggi di accesso agli
studi universitari.
Il numero degli iscritti sarà stabilito annualmente dal senato accademico,
sentito il consiglio della facoltà di ingegneria, in base ai criteri generali
fissati dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,
ai sensi dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/1990.
Ciascun corso può essere articolato in orientamenti fissati da ciascuna facoltà
all'atto dell'emanazione del regolamento.
Al compimento degli studi viene conseguito il titolo di "diplomato in ingegneria
", con la specificazione del corso di diploma seguito.
Art. 2 (Corsi di laurea e di diploma universitario affini). - Ai fini del
proseguimento degli studi i corsi di diploma universitario di cui all'art. 1
sono dichiarati mutuamente affini ed affini a tutti i corsi di laurea della
facoltà di ingegneria di cui all'art. 1 della tabella XXIX, decreto del
Presidente della Repubblica 20 maggio 1989 (Gazzetta Ufficiale 10 agosto 1989,
n. 186).
Il criterio generale nel riconoscimento degli insegnamenti, seguiti con esito
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità
culturale (propedeutica o professionale) nell'ottica della formazione richiesta
per il conseguimento del diploma di laurea. Conseguentemente la facoltà potrà
riconoscere tutti o parte degli insegnamenti seguiti con esito positivo nel
corso di diploma universitario, indicando le singole corrispondenze anche
parziali con gli insegnamenti del corso di laurea; la facoltà indicherà,
inoltre, sia gli insegnamenti integrativi, appositamente istituiti ed attivati,
per completare la formazione per accedere al corso di laurea, che gli
insegnamenti specifici del corso di laurea necessari per conseguire il diploma
di laurea. Gli insegnamenti integrativi non sono necessariamente propedeutici
agli insegnamenti specifici.
Il consiglio di facoltà indicherà, inoltre, l'anno di corso del corso di laurea
cui lo studente si potrà iscrivere; tale anno di corso, per coloro che siano in
possesso di diploma universitario, sarà di regola il terzo.
Nei trasferimenti degli studenti tra diversi corsi di diploma universitario o da
un corso di laurea ad un corso di diploma universitario, sempre della facoltà di
ingegneria, il competente consiglio di facoltà riconoscerà gli insegnamenti
sempre col criterio della loro utilità al fine della formazione necessaria per
il conseguimento del nuovo titolo ed indicherà il piano degli studi da
completare per conseguire il titolo e l'anno di corso cui lo studente potrà
iscriversi. Particolare attenzione sarà rivolta dalle facoltà sia agli studenti,
iscritti come fuori corso ad un corso di laurea, che a coloro che avessero
interrotto gli studi di ingegneria, nel caso che volessero completare gli studi
nell'ambito dei corsi di diploma.
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea aventi identica
denominazione sono considerati strettamente affini.
La facoltà, nel riconoscere gli studi del corso di diploma per un proseguimento
nel corso di laurea strettamente affine, riconoscerà gli studi completati, in
modo che per conseguire il diploma di laurea gli insegnamenti aggiuntivi, a
livello di annualità, comprendenti sia i corsi di insegnamento integrativi che
gli insegnamenti propri del corso di laurea, non siano maggiori di norma
rispettivamente di quattro e di quattordici. La facoltà dovrà, quindi, formulare
i piani degli studi tenendo presente questi vincoli per il proseguimento degli
studi.
Art. 3 (Articolazione del corso degli studi). - La durata degli studi dei corsi
di diploma universitario in ingegneria è fissata in tre anni.
Ciascuno dei tre anni di corso potrà essere articolato in periodi didattici più
brevi, specificandoli nel regolamento didattico della facoltà.
Complessivamente l'attività didattica comprende almeno 2100 ore, di cui almeno
500 di attività pratiche di laboratorio o di tirocinio. L'attività di
laboratorio potrà anche essere associata ai diversi corsi di insegnamento.
L'attività di laboratorio e di tirocinio potrà essere svolta all'interno o
all'esterno dell'Università, anche in relazione ad un elaborato finale, presso
qualificate istituzioni italiane o straniere con le quali si siano stipulate
apposite convenzioni. L'attività di tirocinio, potrà essere ritenuta equivalente
dal consiglio di corso di diploma, al massimo a due dei trenta moduli didattici
necessari per conseguire il titolo.
L'ordinamento didattico è formulato con riferimento al modulo didattico che
comprende un'attività didattica complessiva (lezioni, esercitazioni, laboratori,
ecc.) di almeno 50 ore. Per conseguire il diploma universitario occorre aver
superato l'accertamento, con esito positivo, relativo agli insegnamenti previsti
nel piano degli studi, con modalità di esame stabilite dai consigli di facoltà.
Le facoltà nello stabilire le prove di valutazione della preparazione degli
studenti faranno ricorso a criteri di continuità e di accorpamento in modo da
limitare il numero degli esami tradizionali ad un numero sensibilmente inferiore
a quello dei moduli didattici. L'art. 6 riporta per ciascun corso di diploma
universitario il numero dei moduli didattici e le relative aree disciplinari da
includere obbligatoriamente nei curricula didattici. La facoltà completerà le
indicazioni, fino ad un numero di trenta moduli didattici, per raggiungere
definiti obiettivi didattico-formativi.
L'esame di diploma consiste in una discussione tendente ad accertare la
preparazione di base e professionale del candidato; in esso potrà essere
discusso un eventuale elaborato scritto.
Art. 4 (Regolamento dei corsi di diploma universitario). - I consigli delle
competenti strutture didattiche determinano, con apposito regolamento, in
conformità del regolamento didattico di Ateneo, l'articolazione dei corsi di
diploma universitario, in accordo con quanto previsto dall'art. 11, secondo
comma, della legge n. 341/1990.
In particolare, nel regolamento saranno indicati il piano degli studi, nel
rispetto dei vincoli di ore complessive di didattica e di area disciplinare di
appartenenza dei moduli didattici.
Nel piano degli studi sarà individuata la denominazione degli insegnamenti;
ciascun insegnamento sarà costituito da un singolo modulo o dalla integrazione
di diversi moduli o frazioni di moduli. Le denominazioni degli insegnamenti sono
quelle riportate nei gruppi della tabella F del decreto del Presidente della
Repubblica 20 maggio 1989, di cui nella Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 1989, e
successive modificazioni. Nel caso in cui il corso di insegnamento è specifico
del diploma e non è mutuato da un corso di laurea affine, occorre aggiungere
alla denominazione dell'insegnamento la sigla D.U. La denominazione di
insegnamenti integrati, con moduli didattici appartenenti a diversi gruppi
concorsuali, sarà diversa da quelle riportate nei gruppi stessi.
Nel regolamento saranno anche riportati i vincoli, quanto ad insegnamenti
positivamente superati, perché uno studente possa iscriversi ad un anno di corso
successivo.
Art. 5 (Docenza). - La copertura dei moduli didattici attivati è affidata, nel
rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio di facoltà ai professori di ruolo
dello stesso gruppo disciplinare o di gruppo ritenuto dalla facoltà affine,
ovvero per affidamento a professore di ruolo o ricercatore confermato. Per
realizzare una efficace attività didattica, con adeguata assistenza agli
studenti, la singola classe di insegnamento avrà un numero di studenti iscritti
non superiore, di norma, alle cento unità.
Al fine di facilitare il ricorso ad esperienze e professionalità esterne il
corso d'insegnamento potrà comprendere moduli da affidare a professori a
contratto, con le modalità previste negli statuti delle singole università.
Art. 6 (Formulazione dei curricula). - I curricula dei diplomi universitari in
ingegneria sono formulati con riferimento al modulo didattico. Nelle tabelle che
seguono sono riportati il, o i, gruppi di discipline con il relativo numero di
moduli didattici; quando necessario, è anche riportata una precisazione sui
contenuti scientifico-professionali.
Nella tabella A sono indicati i moduli didattici che concorrono a costituire gli
insegnamenti comuni a tutti i diplomi di ingegneria; nella tabella B i moduli
didattici caratterizzanti i tre settori dell'ingegneria (civile,
dell'informazione, industriale); nella tabella C gli ulteriori moduli didattici,
specifici dei singoli corsi di diploma.
Per i corsi di diploma intersettoriali, la tabella D insieme con la tabella A
indica l'orientamento didattico complessivo.
(Si omettono le tabelle A, B, C, D)
------------------------
(38) Tabella aggiunta dall'articolo unico D.M. 18 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 11
maggio 1992, n. 108).
Tabella XXX (38/a)
Laurea in architettura
Durata del corso degli studi: 5 anni.
Gli insegnamenti propri del corso di laurea in architettura si articolano per
aree disciplinari. Le aree disciplinari sono le seguenti:
1) area progettuale architettonica;
2) area della progettazione territoriale ed urbanistica;
3) area storico-critica e del restauro;
4) area tecnologica;
5) area impiantistica;
6) area fisico-matematica;
7) area della scienza e tecnica delle costruzioni;
8) area socio-economica;
9) area della rappresentazione.
Il corso di laurea prevede i seguenti indirizzi:
progettazione architettonica;
tutela e recupero del patrimonio storico-architettonico;
tecnologico;
urbanistico.
Altri indirizzi potranno essere proposti dalle singole facoltà secondo le
procedure previste dal vigente ordinamento didattico.
L'ammissione all'esame di laurea avviene dopo il superamento degli esami nelle
annualità previste dallo statuto per la parte relativa alla facoltà; il numero
complessivo di dette annualità non può essere né inferiore a ventisette né
superiore a trenta. Lo studente è, comunque, tenuto a frequentare lezioni,
seminari ed esercitazioni come previsti nel manifesto annuale di ciascuna
facoltà.
La scelta delle discipline per i piani di studio dovrà adeguarsi ai seguenti
criteri:
nove discipline annuali, le prime indicate per ciascuna area (1-9) sono
fondamentali per tutte le facoltà;
nove discipline annuali, attinte dalle singole aree nel numero indicato più
sotto, sono caratterizzanti il corso di laurea e sono specificate negli statuti
per la parte relativa alla facoltà; un terzo delle suddette discipline può
essere diversamente specificato, in funzione degli indirizzi attivati, nel
manifesto annuale della facoltà.
Le rimanenti discipline annuali individuano un indirizzo: esse andranno attinte
dalle singole aree nel numero indicato più sotto. Il manifesto annuale delle
facoltà indicherà i titoli delle discipline di ciascuna area propria
dell'indirizzo attivato.
Il numero complessivo delle annualità caratterizzanti il corso di laurea deve
essere così costituito:
tre annualità dall'area 1 progettuale architettonica;
una annualità dall'area 2 della progettazione territoriale ed urbanistica;
due annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro;
una annualità dall'area 4 tecnologica;
una annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni;
una annualità dall'area 8 socio-economica.
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo di progettazione
architettonica deve essere così costituito:
tre annualità dall'area 1 progettuale architettonica;
una annualità dall'area 2 della progettazione territoriale ed urbanistica;
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro;
una annualità dell'area 4 tecnologica;
due annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni;
una annualità dall'area 9 della rappresentazione.
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo tutela e recupero
del patrimonio storico architettonico deve essere così costituito:
due annualità dall'area 1 progettuale architettonica;
una annualità dall'area 2 della progettazione territoriale ed urbanistica;
tre annualità dell'area 3 storico-critica e del restauro;
una annualità dall'area 4 tecnologica;
una annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni;
una annualità dall'area 9 della rappresentazione.
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo tecnologico deve
essere così costituito:
una annualità dall'area 1 progettuale architettonica;
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro;
tre annualità dall'area 4 tecnologica;
una annualità dall'area 5 impiantistica;
una annualità dall'area 6 fisico-matematica;
una annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni;
una annualità dell'area 9 della rappresentazione.
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo urbanistico deve
essere così costituito:
tre annualità dall'area 2 della progettazione territoriale e urbanistica;
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro;
una annualità dall'area 4 tecnologica;
una annualità dall'area 6 fisico-matematica;
due annualità dall'area 8 socio-economica;
una annualità dall'area 9 della rappresentazione.
Nella parte dello statuto relativa a ciascuna facoltà saranno indicate le
propedeuticità e le eventuali iterazioni.
ELENCO DELLE DISCIPLINE
1) Area progettuale architettonica (12 discipline):
composizione architettonica (1ª annualità);
composizione architettonica (2ª annualità);
allestimento e museografia;
arredamento e architettura degli interni;
arte dei giardini;
caratteri tipologici dell'architettura;
normative e legislazione per l'edilizia;
progettazione architettonica (1ª annualità);
progettazione architettonica (2ª annualità);
scenografia;
teoria dei modelli per la progettazione;
teoria e tecniche della progettazione architettonica.
2) Area della progettazione territoriale e urbanistica (15 discipline):
urbanistica (1ª annualità);
urbanistica (2ª annualità);
analisi di sistemi urbani;
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (1ª annualità);
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (2ª annualità);
diritto e legislazione urbanistica;
ecologia applicata;
geologia applicata ed idrogeologia;
gestione urbanistica del territorio;
organizzazione del territorio;
pianificazione del territorio;
progettazione urbanistica (1ª annualità);
progettazione urbanistica (2ª annualità);
teoria dell'urbanistica (1ª annualità);
teoria dell'urbanistica (2ª annualità);
3) Area storico-critica e del restauro (13 discipline):
storia dell'architettura (1ª annualità);
storia dell'architettura (2ª annualità);
storia dell'urbanistica (1ª annualità);
storia dell'urbanistica (2ª annualità);
storia dell'architettura contemporanea;
storia dell'arte;
storia della città e del territorio;
storia della critica e della letteratura architettonica;
storia della scienza;
storia della tecnologia;
restauro architettonico;
restauro urbano;
teoria del restauro.
4) Area tecnologica (13 discipline):
tecnologia dell'architettura (1ª annualità);
tecnologia dell'architettura (2ª annualità);
cultura tecnologica della progettazione;
disegno industriale;
ergonomia;
igiene ambientale;
morfologia dei componenti;
progettazione ambientale;
sperimentazione di sistemi e componenti;
tecnica ed economia della produzione edilizia;
tecnologie dei materiali da costruzione;
tipologia strutturale;
unificazione edilizia e prefabbricazione.
5) Area impiantistica (5 discipline):
fisica tecnica e impianti;
illuminotecnica, acustica e climatizzazione nell'edilizia;
impianti speciali di sicurezza;
impianti tecnici urbani;
ubicazione e distribuzione della produzione dell'energia.
6) Area fisico-matematica (9 discipline):
istituzioni di matematica;
calcolo numerico e programmazione;
elaborazione elettronica dei dati;
elaborazione elettronica della progettazione;
fisica;
geometria descrittiva;
istituzioni di statistica;
linguaggio per l'uso dei calcolatori;
matematica applicata.
7) Area della scienza e tecnica delle costruzioni (9 discipline):
statica;
consolidamento ed adattamento degli edifici;
costruzioni in zone sismiche;
dinamica delle costruzioni;
geotecnica e tecnica delle fondazioni;
progettazione di grandi strutture;
scienza delle costruzioni;
tecnica delle costruzioni (1ª annualità);
tecnica delle costruzioni (2ª annualità);
8) Area socio-economica (8 discipline):
estimo ed esercizio professionale;
economia urbana e regionale;
antropologia culturale;
demografia;
economia dei trasporti;
fondamenti di economia;
geografia urbana e regionale;
sociologia urbana e rurale.
9) Area della rappresentazione (10 discipline):
disegno e rilievo;
applicazioni di geometria descrittiva;
cartografia tematica;
elementi di fotogrammetria;
interpretazione di immagini e telerilevamenti;
strumenti e metodi per il rilievo architettonico;
strumenti e tecniche di comunicazione visiva;
tecniche della cartografia automatica;
tecniche di rappresentazione dell'architettura;
topografia.
Lo studente, inoltre, dovrà essere sottoposto all'accertamento della conoscenza
di almeno una lingua straniera fra quelle indicate dalla facoltà nel manifesto
annuale degli studi, mediante colloquio e traduzione di testi scientifici, da
effettuarsi prima dell'assegnazione della tesi di laurea con docenti di
discipline attinenti alla tesi stessa.
------------------------
(38/a) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 31 ottobre 1969, n. 975,
riportato al n. C/XIII, e poi dal D.P.R. 9 settembre 1982, n. 806, riportato al
n. C/XXIII.
Tabella XXX-bis (38/b)
Laurea in pianificazione territoriale ed urbanistica
Durata del corso degli studi: 5 anni.
Gli insegnamenti propri del corso di laurea in pianificazione territoriale ed
urbanistica si articolano per aree disciplinari. Le aree disciplinare sono le
seguenti:
1) area della progettazione territoriale ed urbanistica;
2) area progettuale architettonica;
3) area storico-critica e del restauro;
4) area tecnologica;
5) area impiantistica;
6) area fisico-matematica;
7) area della scienza e tecnica delle costruzioni;
8) area socio-economica;
9) area della rappresentazione.
Il corso di laurea prevede i seguenti indirizzi:
pianificazione territoriale;
pianificazione urbanistica.
Altri indirizzi potranno essere proposti dalle singole facoltà secondo le
procedure previste dal vigente ordinamento didattico.
L'ammissione all'esame di laurea avviene dopo il superamento degli esami nelle
annualità previste dallo statuto per la parte relativa alla facoltà; il numero
di dette annualità non può essere né inferiore a ventisette né superiore a
trenta. Lo studente è comunque tenuto a frequentare lezioni, seminari ed
esercitazioni come previsto dal manifesto annuale della facoltà.
La scelta delle discipline per i piani di studio dovrà adeguarsi ai seguenti
criteri:
nove discipline annuali, le prime indicate per ciascuna area (1-9) sono
fondamentali per ciascuna facoltà;
nove discipline annuali, attinte dalle singole aree nel numero indicato più
sotto, sono caratterizzanti il corso di laurea e sono specificate negli statuti
per la parte relativa alla facoltà; un terzo delle suddette discipline può
essere diversamente specificato, in funzione degli indirizzi attivati, nel
manifesto annuale delle facoltà.
Le rimanenti discipline individuano un indirizzo: esse andranno attinte dalle
singole aree nel numero indicato più sotto. Il manifesto annuale delle facoltà
indicherà i titoli delle discipline, in ciascuna area, relative all'indirizzo
attivato.
Il numero complessivo delle annualità caratterizzanti il corso di laurea deve
essere così costituito:
quattro annualità dall'area 1 della progettazione territoriale e urbanistica;
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro;
una annualità dall'area 5 impiantistica;
una annualità dall'area 6 fisico-matematica;
una annualità dall'area 8 socio-economica;
una annualità dall'area 9 della rappresentazione.
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo di pianificazione
territoriale deve essere così costituito:
tre annualità dall'area 1 della progettazione territoriale e urbanistica;
una annualità dall'area 2 progettuale architettonica;
una annualità dall'area 4 tecnologica;
una annualità dall'area fisico-matematica;
due annualità dall'area 8 socio-economica;
una annualità dall'area 9 della rappresentazione.
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo di pianificazione
urbanistica deve essere così costituito:
tre annualità dall'area 1 della progettazione territoriale e urbanistica;
una annualità dall'area 2 progettuale architettonica;
una annualità dall'area 4 tecnologica;
una annualità dall'area 6 fisico-matematica;
due annualità dall'area 8 socio-economica;
una annualità dall'area 9 della rappresentazione.
Nella parte dello statuto relativa a ciascuna facoltà saranno indicate le
propedeuticità e le eventuali iterazioni.
ELENCO DELLE DISCIPLINE
1) Area della progettazione territoriale e urbanistica (19 discipline):
fondamenti di urbanistica;
urbanistica;
analisi di sistemi urbani;
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (1ª annualità);
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (2ª annualità);
diritto e legislazione urbanistica;
diritto e legislazione ambientale;
diritto regionale e degli enti locali;
ecologia applicata;
geologia applicata ed idrogeologia;
gestione urbanistica del territorio;
organizzazione del territorio;
progettazione del territorio (1ª annualità);
progettazione del territorio (2ª annualità);
progettazione urbanistica (1ª annualità);
progettazione urbanistica (2ª annualità);
teorie dell'urbanistica (1ª annualità);
teorie dell'urbanistica (2ª annualità);
teorie e tecniche della pianificazione.
2) Area progettuale architettonica (7 discipline):
caratteri tipologici dell'architettura;
arte dei giardini;
composizione architettonica (1ª annualità);
composizione architettonica (2ª annualità);
normative e legislazione per l'edilizia;
progettazione architettonica;
teoria dei modelli per la progettazione.
3) Area storico critica e del restauro (15 discipline):
storia dell'architettura (1ª annualità);
storia dell'architettura (2ª annualità);
storia dell'urbanistica (1ª annualità);
storia dell'urbanistica (2ª annualità);
storia dell'architettura contemporanea;
storia dell'arte;
storia della cartografia;
storia della città e del territorio;
storia della critica e della letteratura architettonica;
storia del paesaggio urbano e rurale;
storia della scienza;
storia della tecnologia;
restauro architettonico;
restauro urbano;
teoria del restauro.
4) Area tecnologica (9 discipline):
cultura tecnologica della progettazione;
tecnologia dell'architettura;
ergonomia;
igiene ambientale;
progettazione ambientale;
sperimentazione di sistemi e componenti;
tecniche ed economia della produzione edilizia;
tecnologie dei materiali da costruzione;
tipologia strutturale.
5) Area impiantistica (5 discipline):
fisica tecnica e impianti;
impianti speciali di sicurezza;
impianti tecnici urbani e territoriali;
infrastrutture di viabilità e trasporto;
ubicazione e distribuzione della produzione dell'energia.
6) Area fisico-matematica (12 discipline):
istituzioni di matematica;
calcolo numerico e programmazione;
elaborazione elettronica dei dati;
elaborazione elettronica della progettazione;
fisica;
geometria descrittiva;
istituzioni di statistica;
linguaggio per l'uso dei calcolatori;
matematica applicata;
modelli matematici per la programmazione territoriale;
statistica applicata;
teoria dei sistemi.
7) Area della scienza delle costruzioni (7 discipline):
statica;
costruzioni in zone sismiche;
dinamica delle costruzioni;
geotecnica e tecnica delle fondazioni;
progettazione di grandi strutture;
scienza delle costruzioni;
tecnica delle costruzioni.
8) Area socio-economica (11 discipline):
economia urbana e regionale (1ª annualità);
economia urbana e regionale (2ª annualità);
antropologia culturale;
demografia;
econometria;
economia dei trasporti;
economia politico-agraria;
fondamenti di economia;
geografia urbana e regionale;
sociologia urbana e rurale;
tecniche economiche e finanziarie della programmazione.
9) Area della rappresentazione (10 discipline):
disegno a rilievo;
applicazioni di geometria descrittiva;
cartografia tematica;
elementi di fotogrammetria;
interpretazione di immagini e telerilevamenti;
rappresentazione dei fenomeni territoriali;
strumenti e metodi per il rilievo architettonico;
strumenti e tecniche di comunicazione visiva;
tecniche della cartografia automatica;
topografia.
------------------------
(38/b) Tabella aggiunta dal D.P.R. 9 settembre 1982, n. 806, riportato al n.
C/XXIII.
Tabella XXXI (39)
Laurea in scienze agrarie (39)
------------------------
(39) Vedi, ora, il D.P.R. 19 aprile 1982, n. 299, riportato al n. C/XXII.
(39) Vedi, ora, il D.P.R. 19 aprile 1982, n. 299, riportato al n. C/XXII.
Tabella XXXI-bis (39/a)
Laurea in "scienze e tecnologie alimentari"
Durata del corso degli studi: cinque anni, comprendente ventiquattro
insegnamenti fondamentali (di cui venti annuali e quattro semestrali) e cinque
annualità di insegnamenti opzionali (due corsi semestrali equivalgono ad uno
annuale).
I titoli di ammissione sono quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge.
Insegnamenti fondamentali propedeutici
Numero
d'ordine Annualità
1 Biochimica generale;
2 Chimica analitica I;
3 Chimica analitica II;
4 Chimica fisica;
5 Chimica generale ed inorganica;
6 Chimica organica I;
7 Chimica organica II;
8 Enzimologia (semestrale);
9 Fisica;
10 Fisica tecnica (semestrale);
11 Igiene;
12 Matematica;
13 Microbiologia generale;
14 Morfologia e fisiologia animale;
15 Morfologia e fisiologia vegetale.
Insegnamenti fondamentali di applicazione
16 Analisi chimica dei prodotti alimentari;
17 Economia delle industrie agro-alimentari;
18 Fisiologia della nutrizione e razionamento:
19 Microbiologia degli alimenti;
20 Microbiologia industriale;
21 Produzioni animali (semestrale);
22 Preduzioni vegetali (semestrale);
23 Tecnologie alimentari I (operazioni fondamentali);
24 Tecnologie alimentari II (processi).
Insegnamenti opzionali distinti per aree disciplinari
a) Discipline economiche statistiche e giuridiche:
1) approvvigionamenti e mercato;
2) contabilità aziendale;
3) istituzioni di economia politica;
4) legislazione alimentare;
5) metodologia e statistica sperimentale.
b) Discipline biologiche:
1) botanica sistematica ed applicata;
2) zootecnia generale.
c) Discipline chimiche e biochimiche:
1) analisi chimica spettroscopica;
2) biochimica degli alimenti;
3) biochimica industriale;
4) chimica delle fermentazioni;
5) chimica e tecnologia degli aromi;
6) gestione della qualità dei prodotti alimentari;
7) esercitazioni di analisi chimica dei prodotti alimentari;
8) residui ed additivi;
9) biochimica applicata.
d) Discipline igieniche e microbiologiche:
1) biotecnologia delle fermentazioni;
2) detergenza e sanificazione degli impianti delle industrie
alimentari;
3) difesa degli alimenti dagli animali infestanti;
4) genetica dei microrganismi;
5) igiene degli alimenti;
6) ispezione degli alimenti di origine animale;
7) microbiologia lattiero-casearia;
8) patologia animale e ispezione delle carni;
9) patologia dei prodotti e delle derrate vegetali;
10) virologia;
11) tecniche microbiologiche.
e) Discipline nutrizionistiche;
1) principi di dietetica;
2) programmazione nutrizionale;
3) valutazione nutrizionale degli alimenti.
f) Discipline tecnologiche:
1) chimica e tecnologia del latte;
2) disegno tecnico e materiali;
3) enologia;
4) ergotecnica ed organizzazione aziendale;
5) macchine ed impianti per le industrie alimentari;
6) proprietà fisico-meccaniche dei prodotti agricoli e
alimentari;
7) tecnica della ristorazione;
8) tecnologia dei cereali e derivati;
9) tecnologia dei prodotti alimentari tropicali e
subtropicali;
10) tecnologia del condizionamento e della distribuzione;
11) tecnologia della birra;
12) tecnologia delle applicazioni frigorifere;
13) tecnologia delle bevande alcoliche;
14) tecnologia delle conserve alimentari;
15) tecnologia delle sostanze grasse;
16) trattamento dei sottoprodotti, degli affluenti ed
approvvigionamento delle acque.
Ogni insegnamento opzionale, a giudizio di ciascuna facoltà, nel manifesto potrà
avere durata annuale o semestrale.
Le singole facoltà potranno inserire nel loro statuto altre discipline opzionali
la cui denominazione ed il cui contenuto non potranno comunque ricalcare in
tutto o in parte quelli degli insegnamenti già esistenti.
Tutti gli insegnamenti del corso di laurea in "scienze e tecnologie alimentari"
dovranno essere autonomi rispetto a quelli di uguale denominazione eventualmente
presenti in altri corsi di laurea.
Le singole facoltà cureranno l'organizzazione dei piani di studio secondo le
propedeuticità proposte e scegliendo gli insegnamenti opzionali da attivare
secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, in logica distribuzione per
area disciplinare.
Le singole facoltà stabiliscono il numero e l'ordine di successione degli
insegnamenti fondamentali propedeutici che lo studente deve seguire durante i
primi due anni di corso. Per ottenere l'iscrizione al terzo anno lo studente
deve aver seguito i corsi e superato gli esami in tutti gli insegnamenti dei
primi due anni di corso, o al massimo meno due, fermo restando che lo studente
non potrà sostenere esami del terzo anno se prima non avrà superato i restanti
due esami dei primi due anni di corso.
Lo studente, prima dell'assegnazione della tesi di laurea, deve aver sostenuto
un accertamento della conoscenza della lingua inglese, mediante colloquio e
traduzione di testi scientifici, effettuato con docenti di discipline attinenti
alla tesi stessa.
Le discipline indicate come I e II devono intendersi di due diversi contenuti e
corrispondenti a due distinti esami.
A giudizio delle singole facoltà le discipline "produzioni animali" e
"produzioni vegetali" potranno avere durata annuale e potranno essere sostituite
da discipline di pari durata miranti comunque a fornire le nozioni
indispensabili sulla produzione primaria oggetto della trasformazione in
alimenti. Nel caso che la facoltà stabilisca che le precitate due discipline
abbiano ciascuna una durata annuale, il numero delle annualità riservate agli
insegnamenti opzionali si ridurrà di conseguenza da cinque a quattro.
Per il conseguimento della laurea lo studente, dopo aver sostenuto e superato
gli esami relativi alle ventisette discipline annuali o equivalenti (due
discipline semestrali equivalgono ad una annuale) del piano di studio, dovrà
superare l'esame di laurea consistente nella discussione di una tesi a carattere
sperimentale.
------------------------
(39/a) Tabella aggiunta dal D.P.R. 13 agosto 1964, n. 1220 (Gazz. Uff. 30
novembre 1964, n. 296). Successivamente l'articolo unico, D.P.R. 31 ottobre
1985, n. 1027 (Gazz. Uff. 2 maggio 1986, n. 100), ha così disposto:
"Articolo unico. L'ordinamento didattico del corso degli studi per il
conseguimento della laurea in scienze delle preparazioni alimentari, di cui alla
tabella XXXI-bis del R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, è modificato come appresso
specificato:
Biennio di studi propedeutici.
Sono soppressi gli insegnamenti di:
chimica organica (biennale);
chimica analitica (biennale),
e sono sostituiti con la conseguente variazione della numerazione degli
insegnamenti del biennio medesimo, rispettivamente con i seguenti insegnamenti:
chimica organica I;
chimica organica II;
chimica analitica I;
chimica analitica II.
Triennio di studi di applicazione
È soppresso l'insegnamento biennale di "industrie alimentari" ed è sostituito,
con la conseguente variazione della numerazione degli insegnamenti del triennio
medesimo, dagli insegnamenti di:
industrie alimentari I;
industrie alimentari II". Da ultimo, la tabella è stata così sostituita dal
D.P.R. 12 ottobre 1989
, riportato al n. C/XLI.
Tabella XXXI-ter (39/b)
Laurea in "scienze della produzione animale"
Durata del corso degli studi: cinque anni.
Discipline obbligatorie e comuni per tutte le facoltà:
1) agronomia generale e coltivazioni;
2) anatomia degli animali domestici;
3) avicoltura;
4) biochimica;
5) biomatematica;
6) botanica;
7) chimica;
8) coltivazioni e conservazioni dei foraggi (39/c);
9) costruzioni zootecniche ed elementi di topografia;
10) economia e politica agraria;
10.5) elementi di fisica (sem.);
11.5) estimo ed amministrazione delle imprese agrozootecni-
che;
12.5) fisiologia degli animali domestici;
13.5) fisiopatologia della riproduzione animale e feconda-
zione artificiale;
14.5) genetica;
15.5) igiene veterinaria;
16.5) industrie alimentari dei prodotti di origine animale;
17.5) istituzioni di economia e di statistica agraria;
18) meccanizzazione ed impiantistica zootecnica (sem.);
19) Microbiologia generale e applicata alle produzioni
animali (39/c);
20) miglioramento genetico degli animali in produzione
zootecnica;
21) nutrizione ed alimentazione animale;
22) patologia generale comparata;
22.5) valutazione morfofunzionale degli animali in produ-
zione zootecnica (sem.);
23.5) zooeconomia;
24) zoologia (sem.);
25) zootecnica speciale I:
26) zootecnica speciale II.
Le discipline sopra indicate possono essere sostituite dalle singole facoltà, in
determinati orientamenti, da corsi a svolgimento più ampio, purché attivati e
afferenti alla stessa area disciplinare e con il medesimo peso didattico
complessivo.
Lingua straniera.
Accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera fra quelle indicate
dalla facoltà, mediante colloquio e traduzione di testi scientifici da
effettuarsi prima della presentazione della tesi di laurea con docenti di
discipline attinenti alla tesi stessa.
Orientamenti.
Il completamento della carriera didattica dello studente è articolato in
"orientamenti" autonomamente stabiliti dalle singole sedi nel manifesto annuale
in base agli insegnamenti attivati. Ciascun orientamento viene definito da un
gruppo di discipline, il cui numero concorre al raggiungimento di complessive
trentuno annualità, scelto dallo studente fra gruppi predisposti dalla facoltà.
La facoltà, nel predisporre gli orientamenti, indicherà, di volta in volta,
l'ampiezza di svolgimento dei corsi.
Laurea.
Lo studente per accedere all'esame di laurea dovrà aver seguito i corsi e
superato gli esami relativi a trentuno discipline annuali o equivalenti (due
discipline semestrali equivalgono ad una annuale), avere elaborato una tesi di
laurea derivante da ricerca o progettazione o sperimentazione originali ed avere
effettuato un tirocinio pratico-applicativo della durata minima da tre a sei
mesi presso aziende della facoltà o aziende, enti ed istituzioni riconosciute
dalla facoltà.
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze
della produzione animale.
Elenco in ordine alfabetico delle discipline del corso di laurea in scienze
della produzione animale
A
Acquacoltura
Agronomia generale e coltivazioni
Agronomia montana
Agronomia tropicale e sub-tropicale
Allevamento degli animali da affezione
Allevamento degli animali da pelliccia e da laboratorio
Allevamento degli animali di interesse faunistico e venatorio
Allevamento di invertebrati (bachi da seta, anellidi, chiocciole, ecc.) (39/d).
Allevamenti ovi-caprini
Alpicoltura (prati, pascoli e colture di montagna)
Analisi dei sistemi agro-zootecnici
Anatomia degli animali domestici
Anatomia e fisiologia delle specie ittiche
Apicoltura
Approvvigionamenti annonari, mercati ed industrie dei prodotti di origine
animale
Aridocoltura
Avicoltura
B
Biochimica
Biochimica applicata
Biofisica
Biologia generale
Biologia molecolare
Biometria zootecnica
Biomatematica
Biotecnologie agrozootecniche
Botanica
Botanica sistematica
C
Chimica
Chimica analitica e strumentale
Chimica generale ed inorganica
Chimica lattiero-casearia
Chimica organica
Citogenetica zootecnica
Coltivazioni arboree
Coltivazione e conservazione dei foraggi (39/e)
Commercio internazionale dei prodotti agricoli
Coniglicoltura
Controllo sanitario dei prodotti animali
Cooperazione ed associazionismo in agricoltura
Costruzioni zootecniche ed elementi di topografia
D
Dietologia ed igiene alimentare degli allevamenti animali
Diritto agro-zootecnico
E
Ecologia zootecnica
Economia del mercato dei mezzi tecnici in agricoltura
Economia del mercato dei prodotti zootecnici
Economia della produzione ittica
Economia e politica agraria
Edilizia zootecnica
Elementi di farmacologia e farmacognosia veterinaria
Elementi di fisica
Elementi di patologia aviare
Elementi di patologia bovina
Elementi di patologia ovi-caprina
Elementi di patologia suina
Endocrinologia degli animali
Entomologia e aracnologia veterinaria
Ergotecnica ed infortunistica
Estimo e amministrazione delle imprese agrozootecniche
Etnografia e demografia zootecnica
Etologia zootecnica
F
Farmacologia e tossicologia veterinaria
Foraggicoltura intensiva
Foraggicoltura mediterranea
Fisioclimatologia zootecnica
Fisiologia degli animali domestici (39/f)
Fisiopatologia degli animali domestici (39/f)
Fisiopatologia della nutrizione animale (39/f)
Fisiopatologia della riproduzione e tecnica della fecondazione artificiale
(39/f)
G
Genetica
Genetica quantitativa
I
Idrologia ai fini ittici
Idronomia ittica
Igiene del latte e dei prodotti lattiero-caseari
Igiene delle carni e prodotti derivati (39/f)
Igiene e controllo dei prodotti della pesca
Igiene e profilassi degli allevamenti ittici
Igiene veterinaria
Igiene zootecnica
Immunologia
Immunogenetica zootecnica
Impiantistica ittica
Informatica applicata ai sistemi zootecnici
Industrie alimentari dei prodotti di origine animale
Istituzioni di economia e di statistica agraria
Istituzioni di entomologia agraria
Istituzioni di patologia vegetale
Itticoltura intensiva
L
Legislazione zootecnica, ambientale e mangimistica
Lingua francese
Lingua inglese
Lingua russa
Lingua spagnola
Lingua tedesca
Lotta alle malerbe
M
Malattie parassitarie
Meccanica agraria
Meccanizzazione ed impiantistica zootecnica
Metodologia dell'assistenza tecnica e divulgazione in agricoltura
Metodologia statistica e sperimentale
Microbiologia degli alimenti di origine animale
Microbiologia dell'apparato digerente degli animali
Microbiologia delle acque
Microbiologia generale e applicata alle produzioni animali
Microbiologia lattiero-casearia
Microbiologia veterinaria
Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica
Molluschicoltura e crostaceicoltura
N
Nutrizione e alimentazione animale (39/g)
O
Organizzazione e gestione delle industrie zootecniche
Organizzazione del lavoro nelle imprese agro-zootecniche
P
Parassitologia veterinaria (39/g)
Pascoli e foraggere tropicali e sub-tropicali (39/g)
Patologia generale comparata
Politica agraria della Comunità economica europea
Produzioni foraggicole accessorie e sottoprodotti
Progettazione di impianti zootecnici e pianificazione territoriale
R
Residui additivi alimentari (39/g)
Ricerche di mercato in agricoltura
S
Storia dell'agricoltura e delle produzioni animali
Struttura ed impianti per l'industria di trasformazione dei prodotti zootecnici
T
Tecnica agronomica dell'irrigazione
Tecnica della conservazione dei foraggi
Tecnica degli impianti di riscaldamento e frigoriferi per l'agricoltura
Tecnica mangimistica
Tecniche della conservazione dei prodotti animali
Tecnologia dei prodotti agricoli
Tecnologia dei prodotti avicoli
Tecnologia dei prodotti ittici
Tecnologia dei sottoprodotti di origine animale (39/g)
Tecnologia del condizionamento e della distribuzione dei prodotti animali
Tecnologia delle carni e dei prodotti derivati
Tecnologia delle produzioni bovine
Tecnologia delle produzioni equine
Tecnologia delle produzioni suine
Tecnologia lattiero-casearia
Tecnologie alimentari (operazioni fondamentali, processi)
Tecnologie di smaltimento e di recupero dei residui zootecnici
Tecnologie ed impianti per il controllo ambientale dei ricoveri zootecnici
(39/g)
Tecnologie energetiche nel settore agro-zootecnico
Tecnopatie degli allevamenti intensivi
Tossicologia alimentare
Trattamento dei sottoprodotti, degli effluenti e approvvigionamenti delle acque
(39/g)
V
Vallicoltura
Valutazione morfo-funzionale degli animali in produzione zootecnica
Valutazione nutrizionale degli alimenti e dei sottoprodotti
Z
Zooeconomia
Zooinformatica Zooinformatica gestionale (39/g)
Zoologia
Zootecnica montana
Zootecnica speciale I
Zootecnica speciale II
Zootecnica tropicale e sub-tropicale
------------------------
(39/b) Tabella aggiunta dal D.P.R. 19 luglio 1986, n. 994, riportata al n.
C/XXIX-bis.
(39/c) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/c) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/d) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/e) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
Elenco delle predette discipline del corso di laurea in scienze della produzione
animale suddivise per aree disciplinari
Area n. 1 - Discipline propedeutiche.
Biochimica
Biofisica
Biologia generale
Biologia molecolare
Biomatematica
Botanica
Botanica sistematica
Chimica
Chimica generale ed inorganica
Chimica organica
Elementi di fisica
Genetica
Lingua francese
Lingua inglese
Lingua russa
Lingua spagnola
Lingua tedesca
Metodologia statistica e sperimentale (39/g)
Zoologia
------------------------
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
Area n. 2 - Agronomia.
Agronomia generale e coltivazioni
Agronomia montana
Agronomia tropicale e sub-tropicale
Alpicoltura (prati, pascoli e colture di montagna)
Aridocoltura
Coltivazioni arboree
Coltivazione e conservazione dei foraggi
Foraggicoltura intensiva
Foraggicoltura mediterranea
Istituzioni di entomologia agraria
Istituzioni di patologia vegetale
Lotta alle malerbe
Pascoli e foraggere tropicali e sub-tropicali
Produzioni foraggicole accessorie e sottoprodotti
Tecnica agronomica dell'irrigazione
Tecnica della conservazione dei foraggi
------------------------
Area n. 3 - Biotecnologia.
Biotecnologie agrozootecniche
Chimica analitica e strumentale
Chimica lattiero-casearia
Industrie alimentari dei prodotti di origine animale
Microbiologia degli alimenti di origine animale
Microbiologia dell'apparato digerente degli animali
Microbiologia delle acque
Microbiologia generale e applicata alle produzioni animali
Microbiologia lattiero-casearia
Residui e additivi alimentari (39/h)
Tecniche della conservazione dei prodotti animali
Tecnologia del condizionamento e della distribuzione dei prodotti animali
Tecnologia lattiero-casearia
Tecnologie alimentari (operazioni fondamentali, processi)
Trattamento dei sottoprodotti, degli effluenti e approvvigionamento delle acque
(39/h)
Tecnologie delle carni e dei prodotti derivati (39/h)
Tecnologia dei prodotti agricoli (39/h)
Tecnologia dei prodotti ittici
Tecnologia dei prodotti avicoli
Tecnologia dei sottoprodotti di origine animale
------------------------
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
Area n. 4 - Economica.
Analisi dei sistemi agro-zootecnici
Commercio internazionale dei prodotti agricoli
Cooperazione ed associazionismo in agricoltura
Diritto agro-zootecnico
Economia e politica agraria
Economia del mercato dei mezzi tecnici in agricoltura
Economia del mercato dei prodotti zootecnici
Economia della produzione ittica
Estimo e amministrazione delle imprese agrozootecniche
Istituzioni di economia e di statistica agraria
Legislazione zootecnica, ambientale e mangimistica
Metodologia dell'assistenza tecnica e divulgazione in agricoltura
Organizzazione e gestione delle industrie zootecniche
Organizzazione del lavoro nelle imprese agrozootecniche
Politica agraria della Comunità economica europea
Ricerche di mercato in agricoltura
Storia dell'agricoltura e delle produzioni animali
Zooeconomia
Zooinformatica gestionale
------------------------
Area n. 5 - Igienistica.
Dietologia ed igiene alimentare degli allevamenti animali
Entomologia e aracnologia veterinaria
Elementi di farmacologia e farmacognosia veterinaria
Elementi di patologia aviare
Elementi di patologia bovina
Elementi di patologia suina
Elementi di patologia ovi-caprina
Farmacologia e tossicologia veterinaria
Fisiopatologia degli animali domestici (39/h)
Fisiopatologia della riproduzione animale e fecondazione artificiale (39/h)
Igiene del latte e dei prodotti lattiero-caseari
Igiene delle carni e dei prodotti derivati
Igiene e controllo dei prodotti della pesca
Igiene e profilassi degli allevamenti ittici
Igiene veterinaria
Immunologia
Malattie parassitarie (39/h)
Microbiologia delle acque
Microbiologia dell'apparato digerente degli animali
Microbiologia veterinaria
Parassitologia veterinaria
Patologia generale e comparata (39/h)
Tecnopatie degli allevamenti intensivi
Tossicologia alimentare
------------------------
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
Area n. 6 - Ingegneristica.
Costruzioni zootecniche ed elementi di topografia
Edilizia zootecnica
Ergotecnica ed infortunistica
Impiantistica ittica
Meccanica agraria
Meccanizzazione ed impiantistica zootecnica
Progettazione di impianti zootecnici e pianificazione territoriale
Struttura ed impianti per l'industria di trasformazione dei prodotti zootecnici
Tecnica degli impianti di riscaldamento e frigoriferi per l'agricoltura
Tecnologia e impianti per il controllo ambientale dei ricoveri zootecnici (39/h)
Tecnologie energetiche nel settore agro-zootecnico
Tecnologie di smaltimento e di recupero dei residui zootecnici
------------------------
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
Area n. 7 - Zootecnica e zoonomica.
Acquacoltura
Allevamento degli animali da affezione
Allevamento degli animali da pelliccia e da laboratorio
Allevamento di invertebrati (bachi da seta, anellidi, chiocciole ed altri)
(39/i)
Allevamenti ovi-caprini
Allevamento degli animali di interesse faunistico e venatorio (39/i)
Anatomia degli animali domestici (39/i)
Anatomia e fisiologia delle specie ittiche
Apicoltura
Approvvigionamenti annonari, mercati e industrie dei prodotti di origine animale
(39/i)
Avicoltura
Biochimica applicata
Biometria zootecnica
Citogenetica zootecnica
Coniglicoltura
Ecologia zootecnica
Endocrinologia degli animali (39/i)
Etnografia e demografia zootecnica
Etologia zootecnica
Fisioclimatologia zootecnica
Fisiopatologia della nutrizione animale
Fisiologia degli animali domestici
Genetica quantitativa (39/i)
Idrologia a fini ittici (39/i)
Igiene zootecnica (39/i)
Immunogenetica zootecnica
Informatica applicata ai sistemi zootecnici
Idronomia ittica
Itticoltura intensiva
Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica
Molluschicoltura e crostaceicoltura
Nutrizione e alimentazione animale (39/i)
Tecnica mangimistica
Tecnologia delle produzioni bovine
Tecnologia delle produzioni equine
Tecnologia delle produzioni suine
Valutazione morfo-funzionale degli animali in produzione zootecnica
Valutazione nutrizionale degli alimenti e dei sottoprodotti
Vallicoltura
Zootecnica montana
Zootecnica speciale I
Zootecnica speciale II
Zootecnica tropicale e sub-tropicale
------------------------
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo
1988, n. 70).
Tabella XXXI-quater (39/l)
Corsi di diploma universitario nelle facoltà di agraria e di veterinaria
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(39/l) Tabella aggiunta dall'articolo unico D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 11
maggio 1992, n. 108).
Art. 1 (Diplomi universitari). - Presso le facoltà di agraria possono essere
istituiti i seguenti corsi di diploma universitario, di cui all'art. 2 della
legge 19 novembre 1991, n. 341:
1) produzioni vegetali;
2) gestione tecnica e amministrativa in agricoltura;
3) tecniche forestali;
4) produzioni agrarie tropicali e subtropicali;
5) tecnologie alimentari;
6) biotecnologie agro-industriali.
Presso le facoltà di agraria e di medicina veterinaria può essere istituito il
corso di diploma universitario in:
7) produzioni animali.
I corsi degli studi hanno durata triennale.
L'iscrizione ai corsi è regolata in conformità alle leggi di accesso agli studi
universitari.
Il numero degli iscritti sarà stabilito annualmente dal senato accademico,
sentito il consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi
dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/1990.
Ciascun diploma universitario deve essere articolato in orientamenti fissati dal
regolamento di Ateneo. Il profilo professionale specifico relativo a ciascun
orientamento sarà oggetto di certificazione da parte dell'università che
conferisce il titolo.
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Art. 2 (Corsi di laurea e di diploma universitario affini). - Ai fini del
proseguimento degli studi i corsi di diploma universitario di cui all'art. 1
sono dichiarati strettamente affini tra loro e strettamente affini a tutti i
corsi di laurea delle facoltà di agraria di cui all'art. 1 delle tabelle XXXI
(Gazzetta Ufficiale 19 aprile 1982), XXXI-bis (Gazzetta Ufficiale 12 ottobre
1989), XXXI-ter (Gazzetta Ufficiale 9 luglio 1986, XXXII (Gazzetta Ufficiale 11
ottobre 1984), XXXII-bis (Gazzetta Ufficiale 5 aprile 1989); il corso di diploma
universitario in produzioni animali è dichiarato anche affine ai corsi di laurea
delle facoltà di medicina veterinaria di cui all'art. 1 delle tabelle XXXIII
(Gazzetta Ufficiale 12 gennaio 1987) e XXXI-ter (Gazzetta Ufficiale 7 febbraio
1987).
Per il riconoscimento degli insegnamenti ai fini del passaggio dai corsi di
diploma universitario ai corsi di laurea sopracitati ed a quelli di altre
facoltà, il consiglio di facoltà adotterà il criterio generale della loro
validità culturale (propedeutica o professionale) nell'ottica della formazione
richiesta per il conseguimento del diploma di laurea. Conseguentemente le
facoltà potranno riconoscere gli insegnamenti seguiti con esito positivo nei
corsi di diploma universitario, indicando le singole corrispondenze anche
parziali con gli insegnamenti dei corsi di laurea; le facoltà indicheranno,
inoltre, sia gli eventuali insegnamenti integrativi, appositamente istituiti ed
attivati per completare la formazione per accedere ai corsi di laurea, che gli
insegnamenti specifici dei corsi di laurea necessari per conseguire i diplomi di
laurea. Gli insegnamenti integrativi non sono necessariamente propedeutici agli
insegnamenti specifici.
I consigli di facoltà indicheranno inoltre l'anno di corso del corso di laurea
cui lo studente si potrà iscrivere.
Nei trasferimenti degli studenti tra diversi corsi di diploma universitario o da
un corso di laurea anche di altre facoltà ad un corso di diploma universitario,
i consigli di facoltà riconosceranno gli insegnamenti sempre col criterio della
loro utilità al fine della formazione necessaria per il conseguimento del nuovo
titolo ed indicheranno il piano degli studi da completare per conseguire il
titolo e l'anno di corso cui lo studente potrà iscriversi.
Particolare attenzione sarà rivolta dalle facoltà agli studenti iscritti come
fuori corso ad un corso di laurea o che abbiano interrotto gli studi, nel caso
che volessero completare gli studi nell'ambito dei corsi di diploma.
------------------------
Art. 3 (Articolazione del corso degli studi). - La durata degli studi dei corsi
di diploma universitario in agraria e veterinaria è fissata in tre anni.
Ciascuno dei tre anni di corso potrà essere articolato in periodi didattici più
brevi, specificandoli nel regolamento didattico della facoltà.
Complessivamente l'attività didattica comprende 1800 ore, di cui almeno 200
dedicate al tirocinio e/o elaborato finale. L'attività di laboratorio e di
tirocinio potrà essere svolta all'interno o all'esterno dell'Università, anche
in relazione ad un elaborato finale, presso qualificate istituzioni italiane o
straniere con le quali si siano stipulate apposite convenzioni.
L'attività didattica è di norma organizzata sulla base di annualità, costituite
da corsi ufficiali monodisciplinari o integrati. Il corso di insegnamento
integrato è costituito da moduli coordinati, eventualmente impartiti da più
docenti.
Il numero delle annualità non potrà essere inferiore a 15 e superiore a 18.
Durante il primo biennio del corso di diploma lo studente dovrà dimostrare la
conoscenza pratica e la comprensione di almeno una lingua straniera. La lingua
straniera e le modalità dell'accertamento saranno definite dal consiglio di
facoltà.
Per essere ammessi a sostenere l'esame di diploma universitario occorre aver
superato l'accertamento, con esito positivo, relativo agli insegnamenti previsti
nel piano di studi, con modalità di esame stabilite dai consigli di facoltà.
Le facoltà, nello stabilire prove di valutazione della preparazione degli
studenti, faranno ricorso a criteri di continuità, di globalità e di
accorpamento in modo da limitare il numero degli eventuali esami tradizionali
tra 15 e 18.
L'esame di diploma consiste in una discussione tendente ad accertare la
preparazione di base e professionale del candidato, durante la quale potrà
essere discusso un eventuale elaborato finale.
I contenuti didattico-formativi minimi obbligatori del corso di studi sono
articolati in aree didattiche indicate negli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11.
Su proposta delle facoltà, verranno indicate nel regolamento di Ateneo le aree,
gli obiettivi didattico-formativi e il relativo impegno in ore o crediti
didattici per ciascun orientamento, fino a completamento del monte ore totale
previsto.
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Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto
annuale degli studi, il consiglio di facoltà definisce il piano di studi
ufficiale del corso di diploma comprendente le denominazioni degli insegnamenti
da attivare, in applicazione di quanto disposto dal secondo comma dell'art. 11
della legge n. 341/1990.
In particolare il consiglio di facoltà:
a) delibera il numero dei posti a disposizione degli iscritti al 1° anno,
secondo quanto previsto dal precedente art. 1;
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento (monodisciplinari od integrati)
che costituiscono le singole annualità e le relative denominazioni facendo
riferimento ai contenuti didattico-scientifici dei raggruppamenti indicati
nell'ordinamento didattico. In attesa della definizione dei settori
scientifico-disciplinari previsti dalla legge n. 341/1990, i raggruppamenti sono
quelli indicati dal decreto ministeriale del 28 luglio 1990, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 1990, n. 70-bis (concorso pubblico a posti di
professore universitario di ruolo, fascia degli associati);
c) ripartisce il monte ore di ciascuna area fra le annualità che vi afferiscono,
precisando per ogni corso la frazione destinata alle attività teorico-pratiche;
d) fissa la frazione temporale delle discipline afferenti ad una medesima
annualità integrata;
e) indica le annualità di cui lo studente dovrà aver ottenuto l'attestazione di
frequenza e superato il relativo esame al fine di ottenere l'iscrizione all'anno
di corso successivo e precisa, altresì, le eventuali propedeuticità degli esami
di profitto.
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Art. 5 (Docenza). - La copertura dei moduli didattici attivati è affidata, nel
rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio di facoltà ai professori di ruolo
dello stesso gruppo disciplinare o di gruppo ritenuto dalla facoltà affine,
ovvero per affidamento o supplenza a professore di ruolo o ricercatore
confermato. Per realizzare un'efficace attività didattica, con adeguata
assistenza agli studenti, la singola classe di insegnamento avrà un numero di
studenti iscritti non superiore, di norma, alle cento unità.
Al fine di facilitare il ricorso ad esperienze e professionalità esterne il
corso di insegnamento potrà comprendere moduli da affidare a professori a
contratto, con le modalità previste negli statuti delle singole università.
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Art. 6 (Articolazione del diploma universitario in produzioni vegetali).
1. Formazione di base comune (500 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei
calcolatori.
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041.
Area 2 - Fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica,
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni
fondamentali di fisica atomica.
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012.
Area 3 - Chimica (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni
delle specie chimiche.
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio.
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051.
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire le basi della conoscenza delle principali molecole di
interesse biologico e dei meccanismi molecolari dei fenomeni biologici. Egli
dovrà apprendere quindi il funzionamento dei principali cicli metabolici
relativi al suolo, ai microrganismi ed alle piante.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012.
Area 5 - Biologia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali. Egli dovrà inoltre
conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni filogenetiche
tra gli organismi vegetali.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; E033; E031; E011; G025; E042; G021;
G022; G023.
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia delle produzioni
agricole, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e gestionali
dell'azienda di produzione agraria. Deve inoltre acquisire conoscenze di base di
contabilità aziendale e di economia di mercato dei prodotti vegetali e dei loro
derivati.
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112.
2. Formazione professionale di base (400 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 7 - Agronomia e produzioni vegetali (150 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il
funzionamento. Dovranno essere fornite le conoscenze essenziali relative
all'agroecosistema ed ai sistemi colturali che sono in grado di finalizzarne il
funzionamento a scopi produttivi, nel rispetto e nella tutela del sistema
stesso. Lo studente dovrà inoltre acquisire i concetti generali e fondamentali
relativi alla tecnologia delle coltivazioni.
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023.
Area 8 - Genetica agraria (50 ore).
Lo studente deve acquisire le conoscenze relative alle basi della variabilità
genetica in collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma.
Dovrà inoltre acquisire i principi fondamentali del miglioramento genetico dei
vegetali.
Raggruppamento disciplinare: G025.
Area 9 - Difesa delle colture (50 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente
dannoso e piante agrarie. Egli dovrà essere introdotto alla comprensione dei
criteri integrati di lotta preventiva e curativa, inclusa la lotta biologica, le
loro relazioni con l'attività produttiva, le caratteristiche igienico-sanitarie
dei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente.
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042.
Area 10 - Chimica agraria (50 ore).
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti
chimico-fisici, biochimici e fisiologici relativi ai flussi di materia e di
energia che ne determinano il funzionamento. In particolare dovrà comprendere
gli aspetti essenziali della fertilità dei suoli, della nutrizione delle piante
e dei processi metabolici connessi. Lo studente dovrà anche conoscere i fattori
di alterazione dell'equilibrio naturale del sistema.
Raggruppamento disciplinare: G051.
Area 11 - Microbiologia applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire nozioni di microbiologia agraria con particolare
riguardo ai temi dell'ecologia microbica e del ruolo dei microrganismi
sull'equilibrio del sistema suolo-pianta (fertilità del suolo, degradazione dei
materiali organici, fissazione simbiontica dell'azoto, meccanismi microbiologici
di decontaminazione). Devono essere sviluppati anche i temi della selezione,
competizione e attività antibiotica anche nei riflessi della lotta biologica ai
parassiti delle piante.
Raggruppamento disciplinare: G052.
Area 12 - Ingegneria agraria (50 ore).
Lo studente deve acquisire i principi fondamentali della meccanizzazione delle
attività agricole con particolare riguardo alle colture erbacee ed arboree. Egli
dovrà inoltre conoscere gli aspetti essenziali della gestione delle acque ed in
particolare i principi dell'irrigazione e del drenaggio.
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032.
3. Formazione professionale specifica.
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto.
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Art. 7 (Articolazione del diploma universitario in produzioni animali).
1. Formazione di base comune (500 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei
calcolatori.
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041.
Area 2 - Fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica,
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni
fondamentali di fisica atomica.
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012.
Area 3 - Chimica (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni
delle specie chimiche.
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio.
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C050; E051; G051; F350.
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire le basi delle funzioni biologiche delle proteine, dei
glucidi e dei lipidi, dell'enzimologia e delle vie metaboliche dei principi
organici ed inorganici nei microrganismi e negli animali.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012; E052; F350.
Area 5 - Biologia, morfologia e fisiologia degli animali (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno
studio morfologico, fisiologico e genetico degli animali. Egli dovrà inoltre
conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni filogenetiche
tra gli organismi animali.
Raggruppamenti disciplinari: E033; E031; E021; G060; F301; F302.
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia delle produzioni
zootecniche, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e gestionali
dell'azienda di produzione zootecnica. Deve inoltre acquisire conoscenze di base
di contabilità aziendale e di economia di mercato dei prodotti zootecnici e dei
loro derivati.
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112.
2. Formazione professionale di base (400 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 7 - Agronomia e produzioni vegetali (50 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il
funzionamento e la produttività. Lo studente dovrà inoltre acquisire i concetti
generali e fondamentali relativi alla tecnologia delle coltivazioni,
particolarmente per quelle destinate all'alimentazione zootecnica.
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023.
Area 8 - Microbiologia applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire sia nozioni di microbiologia industriale applicata
alle trasformazioni dei prodotti, sia nozioni relative al controllo e
all'igiene. Per quest'ultimo aspetto verrà in particolare sviluppato il concetto
di prevenzione delle contaminazioni e acquisire competenze di analisi del
rischio (HACCP: Hazard Analysis Critical Control Point), in una necessaria
integrazione di competenze di microbiologia, igiene, tecnologia e legislazione.
Raggruppamenti disciplinari: G052; F312; F321.
Area 9 - Tecnologie alimentari (50 ore).
Lo studente deve acquisire i principi delle tecnologie di conservazione e
trasformazione dei prodotti di origine animale. Deve acquisire inoltre una
visione integrata dei processi tecnologici considerando i problemi di
approvvigionamento, di marketing, di gestione e controllo della qualità.
Raggruppamenti disciplinari: G052; G080.
Area 10 - Ingegneria agraria (50 ore).
Lo studente deve dimostrare di aver acquisito i concetti di base sul
funzionamento delle attrezzature utilizzate nell'allevamento animale. Dovrà
inoltre conoscere i problemi dell'edilizia zootecnica in relazione alle
condizioni ambientali e alle tecnologie di trattamento e depurazione dei rifiuti
organici.
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032.
Area 11 - Produzioni animali (150 ore).
Lo studente dovrà acquisire i fondamenti della genetica e della nutrizione e
alimentazione animale. Egli dovrà inoltre acquisire le nozioni relative alle
tecnologie di allevamento con una visione generale ed integrata dei problemi di
logistica, etologia, fisioclimatologia ed igiene zootecnica. Fin dal corso
generale verranno introdotti con esemplificazioni ed esercitazioni pratiche i
concetti e problemi specifici del settore di orientamento.
Raggruppamento disciplinare: G060.
Area 12 - Igiene degli allevamenti (50 ore).
Lo studente dovrà dimostrare di conoscere i principali fattori che condizionano
la salute animale e le misure di profilassi delle malattie infettive, infestive
e metaboliche.
Raggruppamenti disciplinari: F311; F321; F322; F332; F312.
3. Formazione professionale specifica.
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto.
------------------------
Art. 8 (Articolazione del diploma universitario in gestione tecnica e
amministrativa in agricoltura).
1. Formazione di base comune (500 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei
calcolatori.
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041.
Area 2 - Fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica,
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni
fondamentali di fisica atomica.
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012.
Area 3 - Chimica (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni
delle specie chimiche.
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio.
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051.
Area 4 - Biologia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali e degli animali. Egli
dovrà inoltre conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni
filogenetiche tra gli organismi.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; E033; E031; E011; G025; E042; G021;
G022; G023; E021; E022; G060.
Area 5 - Economia generale e applicata (150 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia dei sistemi
agricoli ed i relativi principi dell'assistenza e divulgazione agricola. Deve
inoltre acquisire i principi metodologici della pianificazione in agricoltura,
con particolare riferimento agli impatti economici ed ambientali delle scelte
imprenditoriali.
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112.
2. Formazione professionale di base (400 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 6 - Agronomia e produzioni vegetali (50 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il
funzionamento e la produttività, nel rispetto e tutela dell'ambiente. Lo
studente dovrà inoltre acquisire i concetti generali e fondamentali relativi
alla tecnologia delle coltivazioni.
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023.
Area 7 - Difesa delle colture (50 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente
dannoso e piante agrarie. Egli dovrà essere introdotto alla comprensione dei
criteri integrati di lotta preventiva e curativa, inclusa la lotta biologica, le
loro relazioni con l'attività produttiva, le caratteristiche igienico-sanitarie
dei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente.
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042.
Area 8 - Chimica agraria (50 ore).
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti essenziali
relativi ai flussi di materia e di energia. Egli dovrà inoltre conoscere i
principi fondamentali della pedogenesi, della classificazione dei suoli e della
valutazione della loro destinazione d'uso, insieme ai concetti fondamentali
della conservazione del suolo.
Raggruppamento disciplinare: G051.
Area 9 - Tecnologie alimentari (50 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle tecnologie di conservazione e di
trasformazione dei prodotti alimentari, con una visione integrata e complessiva
dei processi, dei mezzi, e delle procedure. Alla descrizione dei processi e
degli impianti devono essere affiancate nozioni di organizzazione e gestione
degli approvvigionamenti e del marketing nonché nozioni di controllo e gestione
della qualità.
Raggruppamento disciplinare: G052.
Area 10 - Ingegneria agraria (100 ore).
Lo studente deve acquisire i principi fondamentali della meccanizzazione delle
attività agricole. Egli dovrà inoltre conoscere i principi dell'idrologia ed in
particolare gli aspetti della gestione delle acque, anche in relazione a
problemi di sistemazione e di bonifica dei territori agricoli e forestali. Dovrà
infine, acquisire conoscenze relative alle tecniche di tutela e riassetto
dell'ambiente agricolo e forestale.
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032.
Area 11 - Produzioni animali (50 ore).
Lo studente dovrà acquisire nozioni generali relative alle tecnologie di
allevamento, alla nutrizione e alimentazione animale ed all'igiene zootecnica.
Raggruppamento disciplinare: G060.
Area 12 - Diritto agrario (50 ore).
Lo studente deve acquisire i principi generali del diritto in materia di
agricoltura con particolare riferimento alla normativa della Comunità economica
europea e alla legislazione di diritto pubblico dell'ordinamento italiano.
Raggruppamento disciplinare: N012.
3. Formazione professionale specifica.
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto.
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Art. 9 (Articolazione del diploma universitario in tecniche forestali).
1. Formazione di base comune (500 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei
calcolatori.
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041.
Area 2 - Fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica,
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni
fondamentali di fisica atomica.
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012.
Area 3 - Chimica (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni
delle specie chimiche.
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio.
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032 C050; G051.
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire le basi della conoscenza delle principali molecole di
interesse biologico e dei meccanismi molecolari dei fenomeni biologici. Egli
dovrà apprendere quindi il funzionamento dei principali cicli metabolici
relativi al suolo, ai microrganismi ed alle piante.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012.
Area 5 - Biologia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali. Egli dovrà inoltre
conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni filogenetiche
tra gli organismi vegetali.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; G031; E011; G025; E033; E042; G021;
G022; G023.
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia delle produzioni
forestali. Deve inoltre acquisire i principi metodologici della pianificazione
forestale, con particolare riferimento agli impatti economici ed ambientali
delle scelte imprenditoriali. Infine lo studente deve acquisire le conoscenze
relative all'economia di mercato dei principali prodotti forestali.
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112.
2. Formazione professionale di base (400 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 7 - Genetica agraria (50 ore).
Lo studente deve acquisire le conoscenze relative alle basi della variabilità
genetica in collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma.
Dovrà inoltre acquisire i principi fondamentali del miglioramento genetico dei
vegetali.
Raggruppamento disciplinare: G025.
Area 8 - Selvicoltura e tecnologia del legno (150 ore).
Lo studente deve acquisire conoscenze essenziali riguardanti l'ecosistema
forestale, le tecniche d'impianto e di coltivazione dei boschi, le metodologie
di rilevazione quali-quantitativa relative ai popolamenti forestali ed alle
colture specializzate da legno. La formazione riguarderà inoltre lo studio delle
proprietà fisiche e meccaniche della materia legno e delle tecniche di
lavorazione, preservazione e collaudo del legno.
Raggruppamento disciplinare: G024.
Area 9 - Difesa delle colture (50 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente
dannoso e piante forestali. Egli dovrà essere introdotto alla comprensione dei
criteri integrati di lotta preventiva e curativa, inclusa la lotta biologica, le
loro relazioni con l'attività produttiva, le caratteristiche igienicosanitarie
dei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente.
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042.
Area 10 - Chimica agraria (50 ore).
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti
chimico-fisici, biochimici e fisiologici relativi ai flussi di materia e di
energia che ne determinano il funzionamento. In particolare dovrà comprendere
gli aspetti essenziali della fertilità dei suoli forestali, della nutrizione
delle piante forestali e dei processi metabolici connessi. Lo studente dovrà
anche conoscere i fattori di alterazione dell'equilibrio naturale del sistema
suolo-pianta nelle foreste.
Raggruppamento disciplinare: G051.
Area 11 - Microbiologia applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire nozioni di microbiologia agraria con particolare
riguardo ai temi dell'ecologia microbica e del ruolo dei microrganismi
sull'equilibrio del sistema forestale suolo-pianta. Devono essere anche
sviluppati i temi della selezione, competizione e attività antibiotica anche nei
riflessi della lotta biologica ai parassiti delle piante forestali.
Raggruppamento disciplinare: G052.
Area 12 - Ingegneria agraria (50 ore).
Lo studente deve acquisire le conoscenze essenziali di idrologia, stabilità dei
versanti, sistemazioni idraulico-forestali sia come opere estensive che
intensive. Inoltre si richiedono conoscenze di organizzazione e direzione di
cantieri nel settore delle sistemazioni idraulico-forestali, costruzioni di
strade forestali, meccanizzazione dei lavori forestali, individuazione dei
sistemi e mezzi di esbosco del legname.
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032.
3. Formazione professionale specifica.
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto.
------------------------
Art. 10 (Articolazione del diploma universitario in produzioni agrarie tropicali
e subtropicali).
1. Formazione di base comune (500 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei
calcolatori.
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041.
Area 2 - Fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica,
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni
fondamentali di fisica atomica.
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012.
Area 3 - Chimica (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni
delle specie chimiche.
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio.
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051.
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire le basi della conoscenza delle principali molecole di
interesse biologico e dei meccanismi molecolari dei fenomeni biologici. Egli
dovrà apprendere quindi il funzionamento dei principali cicli metabolici
relativi al suolo, ai microrganismi ed alle piante.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012.
Area 5 - Biologia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali e degli animali. Egli
dovrà inoltre conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni
filogenetiche tra gli organismi.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; G031; E011; G025; E033; E042; G021;
G022; G023; G060.
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza dei caratteri economico-sociali dei
Paesi tropicali e subtropicali ed i relativi principi dell'assistenza tecnica
allo sviluppo. Deve inoltre acquisire i principi fondamentali dell'economia
delle principali produzioni tropicali e subtropicali e deve essere in grado di
seguire la gestione operativa dei progetti di cooperazione allo sviluppo.
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112.
2. Formazione professionale di base (400 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 7 - Agronomia e produzioni vegetali (100 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il
funzionamento. Dovranno essere fornite le conoscenze essenziali relative
all'agroecosistema ed a sistemi colturali che sono in grado di finalizzarne il
funzionamento a scopi produttivi, nel rispetto e nella tutela del sistema
stesso. Lo studente dovrà inoltre acquisire i concetti generali e fondamentali
relativi alla tecnologia delle coltivazioni tropicali.
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023.
Area 8 - Genetica agraria (50 ore).
Lo studente dovrà acquisire le conoscenze relative alle basi della variabilità
genetica in collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma.
Dovrà inoltre acquisire i principi fondamentali del miglioramento genetico dei
vegetali e degli animali.
Raggruppamenti disciplinari: G025; G060.
Area 9 - Difesa delle colture (50 ore).
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente
dannoso e piante agrarie con particolare riguardo a quelle tropicali. Egli dovrà
essere introdotto alla comprensione dei criteri integrati di lotta preventiva e
curativa, inclusa la lotta biologica, le loro relazioni con l'attività
produttiva, le caratteristiche igienico-sanitarie dei prodotti e la salvaguardia
dell'ambiente.
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042.
Area 10 - Chimica agraria (50 ore).
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti
chimico-fisici, biochimici e fisiologici relativi ai flussi di materia e di
energia che ne determinano il funzionamento. In particolare dovrà comprendere
gli aspetti essenziali della fertilità dei suoli, della nutrizione delle piante
e dei processi metabolici connessi. Lo studente dovrà anche conoscere i fattori
di alterazione dell'equilibrio naturale del sistema.
Raggruppamenti disciplinari: G051.
Area 11 - Microbiologia applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire nozioni di microbiologia agraria con particolare
riguardo ai temi dell'ecologia microbica e del ruolo dei microrganismi
sull'equilibrio del sistema suolo-pianta (fertilità del suolo, degradazione dei
materiali organici, fissazione simbiontica dell'azoto, meccanismi microbiologici
di decontaminazione). Devono essere sviluppati anche i temi della selezione,
competizione e attività antibiotica anche nei riflessi della lotta biologica ai
parassiti delle piante.
Raggruppamenti disciplinari: G052.
Area 12 - Ingegneria agraria (50 ore).
Lo studente deve acquisire i principi fondamentali della meccanizzazione delle
attività agricole con particolare riguardo alle colture tropicali e alla
utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili. Egli dovrà inoltre conoscere gli
aspetti essenziali della gestione delle acque ed in particolare i principi della
bonifica, dell'irrigazione e del drenaggio.
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032.
Area 13 - Produzioni animali (50 ore).
Lo studente dovrà acquisire nozioni generali relative alla tecnologie di
allevamento, alla nutrizione o alimentazione animale ed all'igiene zootecnica in
ambiente tropicale.
Raggruppamento disciplinare: G060.
3. Formazione professionale specifica.
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto.
------------------------
Art. 11 (Articolazione del diploma universitario in tecnologie alimentari).
1. Formazione di base comune (500 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (100 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica, del calcolo
differenziale e integrale, dell'algebra lineare e del calcolo vettoriale. Egli
deve inoltre acquisire i concetti base dell'analisi statistica con lo studio
delle leggi della probabilità, la valutazione dei parametri di popolazioni e
campioni e la ricerca di correlazioni fra dati in sistemi uni e multivariati. Lo
studente deve infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato
all'uso dei calcolatori.
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041.
Area 2 - Fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica,
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni
fondamentali di fisica atomica.
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012.
Area 3 - Chimica (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura
atomica e le proprietà degli elementi, la natura dei legami chimici, le
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni
delle specie chimiche.
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio.
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051.
Area 4 - Chimica fisica (50 ore).
Lo studente deve acquisire le conoscenze fondamentali della termodinamica; deve
conoscere il significato delle grandezze e funzioni utilizzate per
caratterizzare lo stato di un sistema. Deve conoscere le teorie cinetiche delle
reazioni chimiche e dei fenomeni biochimici coinvolti nella trasformazione degli
alimenti. Deve conoscere infine le proprietà e i comportamenti dei sistemi
chimico-fisici rilevanti per le tecnologie alimentari come colloidi emulsioni,
gel, ecc.
Raggruppamento disciplinare: G020.
Area 5 - Biochimica applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza dei meccanismi molecolari dei fenomeni
biologici, con particolare riferimento ai processi fermentativi e alla
fisiologia della post-raccolta e post-macellazione. Deve inoltre approfondire la
conoscenza dei meccanismi molecolari di trasformazione e alterazione dei
prodotti in conseguenza di variazioni del contenuto termico e in funzione delle
diverse possibili condizioni del mezzo.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012.
Area 6 - Biologia generale e applicata (50 ore).
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno
studio morfologico, fisiologico e genetico delle cellule microbiche, vegetali e
animali. Tale studio comprenderà anche nozioni sulle interazioni cellulari, i
riconoscimenti, le comunicazioni e i fenomeni di membrana.
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; E031; E011; G025; E033; E042; G021;
G022; G023; E021; E022; G060.
Area 7 - Economia generale e applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire le conoscenze di base dell'economia e dei sistemi
organizzativi dell'impresa alimentare nonché i principi e le tecniche della
contabilità e del controllo aziendale. Deve acquisire inoltre le conoscenze
fondamentali relative al marketing dei prodotti.
Raggruppamenti disciplinari: G010; I270; P021; P023.
2. Formazione professionale di base (400 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
Area 8 - Produzioni vegetali e/o animali (50 ore).
Con questi corsi, offerti in alternativa a seconda degli orientamenti e del loro
riferimento a prodotti di origine vegetale o animale, lo studente deve acquisire
una conoscenza non dettagliata ma sistemica di tecniche, problemi, limiti e
tendenze di sviluppo delle produzioni primarie. Deve acquisire in questo corso
nozioni generali riguardanti le tecniche di coltivazione o di allevamento e
coglierne in particolare gli effetti sulla qualità delle materie prime
alimentari.
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023; G060.
Area 9 - Microbiologia applicata (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle specie microbiche di interesse
industriale e alimentare. Deve inoltre acquisire i principi della
moltiplicazione e delle attività microbiche in sistemi controllati. Devono
essere gettate in questo corso le basi per lo studio delle microbiologia
alimentare, delle interazioni microrganismi-prodotto e microrganismi-processo e
dei sistemi HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point) di prevenzione delle
contaminazioni microbiche.
Raggruppamenti disciplinari: G052; F312.
Area 10 - Tecnologie alimentari (100 ore).
Lo studente deve acquisire la conoscenza dei principi delle tecnologie
alimentari per essere in grado di descrivere quantitativamente un processo in
termini di bilancio materiale, bilancio energetico e relazioni cinetiche.
Dopo una prima parte dedicata allo studio dei fenomeni di trasporto (di materia,
calore e quantità di moto) lo studente deve svolgere un appropriato programma
teorico-pratico sulle operazioni unitarie della tecnologia alimentare che sono
più importanti ai fini della formazione specifica di orientamento.
Raggruppamento disciplinare: G052.
Area 11 - Ingegneria alimentare (50 ore).
Lo studente deve acquisire nozioni di ingegneria meccanica pertinenti con le
tecnologie tipiche del settore di orientamento. Il corso è dedicato alla
conoscenza degli impianti con particolare riferimento ai problemi di
automazione, controllo e manutenzione. Lo studente dovrà inoltre acquisire
nozioni sulla gestione degli impianti deputati alla produzione e distribuzione
di fluidi di servizio e di energia elettrica. Dovrà essere in grado di valutare
i consumi energetici e di proporre interventi di risparmio energetico.
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032.
Area 12 - Legislazione alimentare (50 ore).
Lo studente deve acquisire nozioni di diritto di carattere generale e specifico
con lo scopo di familiarizzarsi con il linguaggio ed il metodo, con la ricerca e
il confronto delle fonti (internazionali, nazionali, regionali). Deve essere
avviato in questa fase lo studio dei testi legislativi che riguardano il settore
dello specifico orientamento del D.U.
Raggruppamenti disciplinari: N012; N021; N050.
Area 13 - Alimentazione e nutrizione umana (50 ore).
Lo studente deve acquisire i principi della fisiologia della nutrizione in
relazione all'organismo sano nonché i fondamenti della dietologia. Egli deve
anche acquisire una conoscenza degli alimenti dal punto di vista degli apporti
di nutrienti e antinutrienti ed essere in grado di impostare la loro valutazione
nutrizionale.
Raggruppamenti disciplinari: E060; F302.
3. Formazione professionale specifica.
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto.
------------------------
Tabella XXXII (40)
Laurea in scienze forestali
Durata del corso degli studi cinque anni.
Il corso degli studi è articolato nei seguenti due indirizzi:
tecnico culturale;
gestione dell'ambiente e conservazione del suolo.
Lo studente è tenuto a scegliere l'indirizzo non oltre il termine del secondo
anno.
Discipline comuni a tutti gli indirizzi
------------------------
(40) Tabella così sostituita prima dall'allegato al D.P.R. 12 luglio 1977, n.
817, riportato al n. C/XVIII e poi dall'allegato al D.P.R. 11 ottobre 1984, n.
936, riportato al n. C/XXV.
+--------+-------------------------------------------+---------+
| Numero | | |
|d'ordine| Discipline |Attualità|
+--------+-------------------------------------------+---------+
| 1 | Alpicoltura I (prati, pascoli, agricoltu-| |
| | ra nelle regioni di montagna) . . . . .| 1,0 |
| 2 | Alpicoltura II (zootecnica nella regione| |
| | di montagna) (semestrale) . . . . . . .| 1,5 |
| 3 | Assestamento forestale. . . . . . . . . .| 2,5 |
| 4 |* Botanica generale . . . . . . . . . . . .| 3,5 |
| 5 |* Botanica sistematica (semestrale) . . . .| 4,0 |
| 6 | Botanica forestale. . . . . . . . . . . .| 5,0 |
| 7 |* Chimica . . . . . . . . . . . . . . . . .| 6,0 |
| 8 | Chimica forestale . . . . . . . . . . . .| 7,0 |
| 9 | Dendrometria. . . . . . . . . . . . . . .| 8,0 |
| 10 | Economia e politica forestale . . . . . .| 9,0 |
| 11 | Estimo forestale (semestrale) . . . . . .| 9,5 |
| 12 |* Fisica. . . . . . . . . . . . . . . . . .| 10,5 |
| 13 | Istituzioni di economia politica e sta-| |
| | tistica forestale . . . . . . . . . . .| 11,5 |
| 14 | Istituzioni di entomologia forestale (se-| |
| | mestrale) . . . . . . . . . . . . . . .| 12,0 |
| 15 | Legislazione forestale (semestrale) . . .| 12,5 |
| 16 | Litologia e geomorfologia . . . . . . . .| 13,5 |
| 17 |* Matematica. . . . . . . . . . . . . . . .| 14,5 |
| 18 | Metodologia statistica (semestrale) . . .| 15,0 |
| 19 | Patologia vegetale forestale. . . . . . .| 16,0 |
| 20 | Selvicoltura I (ecologia e selvicoltura| |
| | generale) . . . . . . . . . . . . . . .| 17,0 |
| 21 | Selvicoltura II (selvicoltura speciale) .| 18,0 |
| 22 | Sistemazioni idraulico-forestali. . . . .| 19,0 |
| 23 | Tecnologia del legno ed utilizzazioni fo-| |
| | restali . . . . . . . . . . . . . . . .| 20,0 |
| 24 | Topografia. . . . . . . . . . . . . . . .| 21,0 |
| 25 | Zoologia generale forestale . . . . . . .| 22,0 |
Le discipline comuni a tutti gli indirizzi possono essere sostituite dalle
singole facoltà, in determinati indirizzi e orientamenti, da corsi a svolgimento
più ampio, purché attivati e afferenti alla stessa area disciplinare e con il
medesimo peso didattico complessivo.
------------------------
DISCIPLINE CARATTERIZZANTI GLI INDIRIZZI
Indirizzo: tecnico-colturale
+--------+-------------------------------------------+---------+
| Numero | | |
|d'ordine| Discipline |Attualità|
+--------+-------------------------------------------+---------+
| 1 |Economia di mercato dei prodotti forestali| |
| | (semestrale). . . . . . . . . . . . . . .| 0,5 |
| 2 |Industrie chimico-forestali (semestrale) .| 1,0 |
| 3 |Meccanizzazione forestale . . . . . . . . .| 2,0 |
| 4 |Miglioramento genetico degli alberi fore-| |
| | stali (semestrale). . . . . . . . . . . .| 2,5 |
| 5 |Selvicoltura industriale e alberature (se-| |
| | mestrale) . . . . . . . . . . . . . . . .| 3,0 |
| 6 |Zoologia forestale, venatoria e acquicoltu-| |
| | ra. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 4,0 |
| | | |
| | Indirizzo: gestione dell'ambiente | |
| | e conservazione del suolo | |
| | | |
| 1 |Complementi di ecologia forestale (seme-| |
| | strale) . . . . . . . . . . . . . . . . .| 0,5 |
| 2 |Costruzioni forestali (semestrale). . . . .| 1,0 |
| 3 |Idrologia forestale . . . . . . . . . . . .| 2,0 |
| 4 |Pedologia forestale (semestrale). . . . . .| 2,5 |
| 5 |Protezione dagli incendi boschivi (seme-| |
| | strale) . . . . . . . . . . . . . . . . .| 3,0 |
| 6 |Tutela del paesaggio agricolo-forestale e| |
| | riassetto del territorio. . . . . . . . .| 4,0 |
Ogni indirizzo è articolato in orientamenti autonomamente stabiliti dalle
singole sedi nel manifesto annuale e in base agli insegnamenti attivati. Ciascun
orientamento viene definito da un gruppo di discipline, il cui numero concorre
al raggiungimento di complessive trentuno annualità, scelto dallo studente fra
gruppi predisposti dalla facoltà.
Le materie contrassegnate con l'asterisco sono in comune con il corso di laurea
in scienze agrarie, qualora in tale corso siano attivate. Altre eventuali
discipline potranno essere mutate su delibera della facoltà.
Tutti gli insegnamenti impartiti constano di lezioni teoriche e di esercizi
pratici; la facoltà stabilisce le esercitazioni che costituiscono parte
integrante dell'insegnamento delle discipline forestali e che devono essere
integrate da visite ed esercitazioni in foresta.
Gli esami di profitto sono orali, ma possono essere integrati da prove pratiche.
Il voto è però complessivo.
Lo studente è tenuto a sottoporsi all'accertamento della conoscenza di almeno
una lingua straniera fra quelle previste dalla facoltà ed indicate nel manifesto
annuale degli studi, mediante colloquio e traduzione di testi scientifici, da
effettuarsi prima dell'assegnazione della tesi di laurea con docenti di
discipline attinenti alla tesi stessa.
Lo studente per accedere all'esame di laurea dovrà aver seguito i corsi e
superato gli esami relativi a trentuno discipline annuali o equivalenti (due
discipline semestrali equivalgono ad una annuale), avere elaborato una tesi di
laurea derivante da ricerca o progettazione o sperimentazione ed aver effettuato
un tirocinio pratico-applicativo da tre a sei mesi presso aziende della facoltà,
presso centri universitari appositamente istituiti per il tirocinio forestale,
presso aziende od istituzioni riconosciute dalla facoltà, presso le istituzioni
responsabili dell'inventario forestale nazionale.
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze
forestali con l'indicazione dell'indirizzo seguito.
Elenco in ordine alfabetico delle discipline del corso di laurea in scienze
forestali
------------------------
A
Acarologia forestale
Agronomia montana
Allelopatie forestali
Allevamento degli animali di interesse faunistico venatorio
Allevamenti minori in zone montane
Alpicoltura I (prati, pascoli, agricoltura nella regione di montagna)
Alpicoltura II (zootecnica nella regione di montagna)
Alterazioni del legname e suoi derivati
Alterazioni e protezione del legno
Alterazioni microbiche del legno
Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici
Apicoltura
Arboricoltura da legno
Archeologia forestale
Assestamento dei parchi e delle riserve naturali
Assestamento faunistico
Assestamento forestale
Assestamento forestale e dendrometria tropicale e sub-tropicale
Assetto del territorio agricolo e forestale
Auxologia
Avifauna forestale e montana
------------------------
B
Batteriologia fitopatologia forestale
Biochimica del legno
Biochimica forestale
Biochimica vegetale forestale
Biofertilizzazione
Biologia e produzione dei semi forestali
Biologia del legno
Biometria
Botanica forestale
Botanica forestale e diagnosi vegetazionale
Botanica generale
Botanica sistematica
------------------------
C
Cartografia e fotointerpretazione forestale
Catasto terreni e fabbricati
Chimica
Chimica dei composti umici
Chimica della fertilizzazione
Chimica delle fermentazioni
Chimica del suolo
Chimica e tecnologia dei prodotti forestali
Chimica forestale
Chimica generale e inorganica
Chimica organica
Citogenetica forestale
Citologia ed embriologia vegetale forestale
Climatologia forestale
Coltivazioni arbustive delle regioni tropicali e subtropicali
Coltivazione delle specie officinali
Coltivazioni legnose ornamentali
Commercio internazionale dei prodotti forestali
Complementi di assestamento forestale
Complementi di ecologia forestale
Complementi di sistemazioni idraulico-forestali
Complementi di utilizzazioni forestali
Conservazione della natura e delle sue risorse
Conservazione del legname
Conservazione del suolo e difesa dell'ambiente
Contabilità e tecnica amministrativa delle imprese forestali
Cooperazione ed associazione nei territori montani
Costruzioni forestali
Costruzioni in legno
Costruzioni stradali forestali ed agrarie
Costruzioni zootecniche per gli allevamenti di montagna
------------------------
D
Danni alle foreste da avversità atmosferiche
Dendrocronologia
Dendrologia
Dendrometria
Dendrometria e auxologia
Dendrometria e inventari forestali
Diagnosi vegetazionale
Difesa dagli inquinamenti
Difesa e conservazione del suolo
Diritto amministrativo regionale
Diritto forestale
Disegno tecnico
Diserbanti
------------------------
E
Ecofisiologia vegetale forestale
Ecologia forestale
Ecologia zootecnica
Econometria forestale
Economia degli investimenti nei territori montani
Economia delle industrie forestali
Economia di mercato dei prodotti forestali
Economia e politica forestale
Economia montana
Elementi di telerilevamento
Elementi di idraulica e idrologia
Elementi di idrogeologia
Elementi di impiantistica delle industrie del legno
Elementi di informatica
Elementi di scienza e tecnica delle costruzioni
Entomofaunistica forestale e montana
Entomologia forestale
Entomologia forestale tropicale e subtropicale
Epidemiologia delle malattie delle piante forestali
Ergotecnica infortunistica e organizzazione del lavoro forestale
Essiccazione del legno
Estimo forestale
Estimo forestale e contabilità
------------------------
F
Faunistica e venatoria
Fisica
Fisioclimatologia forestale
Fisiologia degli alberi forestali
Fisiopatologia vegetale forestale
Fitogeografia
Fitoiatria forestale
Fitopatie non parassitarie
Fitormoni
Fitosociologia
Fitotossicità degli inquinanti
Foraggicoltura
------------------------
G
Genesi, classificazione e cartografia dei suoli forestali
Genetica della produzione sementiera forestale
Genetica forestale
Geobotanica forestale
Geografia economica forestale
Geologia applicata
Geopedologia
Gestione delle risorse faunistiche
Giardini e parchi urbani
------------------------
I
Idraulica dei corsi d'acqua
Idrobiologia e acquacoltura montana
Idrologia e pianificazione delle risorse idriche
Idrologia forestale
Idronomia montana
Indagine stazionale
Industrie chimico-forestali
Industrie del legno e derivati
Industrie di seconda trasformazione del legno
Infestanti del legname
Informatica applicata alle attività forestali
Infrastrutture territoriali agrarie e forestali
Inventari forestali
Inventari forestali e cartografia
Istituzioni di dititto pubblico
Istituzioni di economia politica e statistica forestale
Istituzioni di entomologia forestale
Istituzioni di microbiologia forestale
Istituzioni di patologia forestale
Istituzioni di selvicoltura
------------------------
L
Legislazione dei lavori pubblici
Legislazione dell'ambiente e delle aree protette
Legislazione forestale
Legislazione forestale e dei lavori pubblici
Legnami per usi navali
Lingua francese
Lingua inglese
Lingua portoghese
Lingua russa
Lingua spagnola
Lingua tedesca
Litologia e geomorfologia
Lotta biologica ed integrata in foresta
------------------------
M
Macchine per la lavorazione del legno
Matematica
Materiali e tecniche delle costruzioni forestali
Meccanica del terreno applicata ai sistemi forestali
Meccanizzazione forestale
Meteorologia e climatologia
Metodologia statistica
Micologia
Micologia fitopatologica
Micologia forestale
Microbiologia forestale
Miglioramento genetico degli alberi forestali
Mineralogia e geologia
Modellistica dei sistemi forestali
Mutagenesi e differenziamento degli alberi forestali
------------------------
N
Nematologia forestale
Nutrizione minerale delle piante forestali
------------------------
O
Organizzazione e contabilità dell'azienda forestale
Organizzazione e gestione dell'azienda forestale
------------------------
P
Paleobotanica forestale
Parassitologia animale degli alberi forestali
Patologia dei semi forestali
Patologia del legno e derivati
Patologia delle piante forestali tropicali e subtropicali
Patologia vegetale forestale
Pedologia forestale
Pianificazione della difesa dagli incendi forestali
Pianificazione delle sistemazioni idraulico-forestali
Pianificazione ecologica del territorio
Pianificazione e gestione delle risorse idriche
Pianificazione e gestione economica del territorio
Politica forestale
Politica forestale internazionale comparata
Principi di modellistica matematica applicata alle scienze forestali
Progettazione delle opere di sistemazione idraulico-forestali
Protezione dagli incendi boschivi
Protezione dalle valanghe
Protezione della natura e riassetto del paesaggio
Protezione del legno dal fuoco
------------------------
Q
Qualificazione e collaudo dei legnami
------------------------
R
Restauro del legno
Ricerche di mercato dei prodotti legnosi
Rilevamento e cartografia del suolo
------------------------
S
Selvicoltura
Selvicoltura I (ecologia e selvicoltura generale)
Selvicoltura II (selvicoltura speciale)
Selvicoltura industriale ed alberature
Selvicoltura dei parchi e delle riserve naturali
Selvicoltura tropicale e sub-tropicale
Selvicoltura urbana
Silvonica
Sistemazioni idrauliche collinari e montane
Sistemazioni idrauliche e difesa del suolo
Sistemazioni idraulico-forestali
Sistemi informativi per la gestione delle risorse forestali
Sociologia rurale
Statistica forestale
Storia comparata delle utilizzazioni forestali
Storia della selvicoltura
Storia dell'assestamento forestale
Storia forestale
------------------------
T
Tecnica dei frangiventi
Tecnica della bonifica
Tecnica di indagine ecologica
Tecnica vivaistica forestale
Tecniche di inerbimento nei territori montani
Tecniche di rimboschimento nelle zone aride
Tecniche di rimboschimento
Tecniche di valutazione delle malattie delle piante
Tecnologia dei legnami tropicali
Tecnologia del legno
Tecnologia del legno ed utilizzazioni forestali
Tecnologia del legno ed utilizzazioni forestali tropicali e sub-tropicali
Telerilevamento forestale
Tipologia forestale
Topografia
Topografia e fotogrammetria
Tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio
------------------------
U
Utilizzazione chimica della biomassa forestale
Utilizzazioni forestali
Utilizzazioni forestali tropicali
------------------------
V
Viabilità e trasporti forestali
Virologia vegetale forestale
Vivaistica forestale e rimboschimento
------------------------
Z
Zooecologia e zoogeografia forestale e montana
Zoologia forestale
Zoologia forestale, venatoria ed acquicoltura
Zoologia generale forestale
Zoologia venatoria
Zootecnica montana
------------------------
Elenco delle discipline del corso di laurea in scienze forestali suddivise per
aree disciplinari
Area n. 1 - Alpicoltura e agronomia montana:
Agronomia montana
Alpicoltura I (prati, pascoli, agricoltura nella regione di montagna)
Coltivazione delle specie officinali
Diserbanti
Foraggicoltura
Tecniche di inerbimenti nei territori montani
------------------------
Area n. 2 - Assestamento forestale:
Assestamento dei parchi e delle riserve naturali
Assestamento forestale
Assestamento forestale e dendrometria tropicale e sub-tropicale
Assetto del territorio agricolo e forestale
Auxologia
Complementi di assestamento forestale
Dendrometria
Dendrometria e auxologia
Dendrometria e inventari forestali
Inventari forestali
Inventari forestali e cartografia
Pianificazione della difesa dagli incendi forestali
Pianificazione ecologica del territorio
Storia dell'assestamento forestale
------------------------
Area n. 3 - Botanica:
Biologia del legno
Botanica forestale
Botanica forestale e diagnosi vegetazionale
Botanica generale
Botanica sistematica
Citologia ed embriologia vegetale forestale
Dendrocronologia
Fitogeografia
Fitormoni
Fitosociologia
Geobotanica forestale
Istituzioni di microbiologia forestale
Microbiologia forestale
Paleobotanica forestale
Tipologia forestale
Tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio (40/a).
------------------------
(40/a) L'articolo unico, D.P.R. 12 giugno 1985, n. 660 (Gazz. Uff. 22 novembre
1985, n. 275) ha così disposto: "Nell'elenco delle discipline del corso di
laurea in scienze forestali suddivise per aree disciplinari l'insegnamento
"tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio" passa
dall'area n. 3-botanica, all'area n. 5-costruzioni forestali e topografia".
Area n. 4 - Chimica:
Biochimica del legno
Biochimica forestale
Biochimica vegetale forestale
Biofertilizzazione
Chimica
Chimica dei composti umici
Chimica della fertilizzazione
Chimica delle fermentazioni
Chimica del suolo
Chimica e tecnologia dei prodotti forestali
Chimica forestale
Chimica generale ed inorganica
Chimica organica
Difesa dagli inquinamenti
Industrie chimico-forestali
Nutrizione minerale delle piante forestali
Utilizzazione chimica della biomassa forestale
------------------------
Area n. 5 - Costruzioni forestali e topografia (40/a):
Cartografia e fotointerpretazione forestale
Costruzioni forestali
Costruzioni in legno
Costruzioni stradali forestali ed agrarie
Costruzioni zootecniche per gli allevamenti di montagna
Disegno tecnico
Elementi di telerilevamento
Elementi di scienza e tecnica delle costruzioni
Infrastrutture territoriali agrarie e forestali
Materiali e tecniche delle costruzioni forestali
Topografia
Topografia e fotogrammetria
------------------------
(40/a) L'articolo unico, D.P.R. 12 giugno 1985, n. 660 (Gazz. Uff. 22 novembre
1985, n. 275) ha così disposto: "Nell'elenco delle discipline del corso di
laurea in scienze forestali suddivise per aree disciplinari l'insegnamento
"tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio" passa
dall'area n. 3-botanica, all'area n. 5-costruzioni forestali e topografia".
Area n. 6 - Economica giuridica:
Catasto terreni e fabbricati
Commercio internazionale dei prodotti forestali
Contabilità e tecnica amministrativa delle imprese forestali
Cooperazione ed associazione nei territori montani
Diritto amministrativo regionale
Diritto forestale
Econometria forestale
Economia degli investimenti nei territori montani
Economia delle industrie forestali
Economia di mercato dei prodotti forestali
Economia e politica forestale
Economia montana
Estimo forestale
Estimo forestale e contabilità
Geografia economica forestale
Istituzioni di diritto pubblico
Istituzioni di economia politica e statistica forestale
Legislazione dei lavori pubblici
Legislazione dell'ambiente e delle aree protette
Legislazione forestale
Legislazione forestale e dei lavori pubblici
Modellistica dei sistemi forestali
Organizzazione e contabilità dell'azienda forestale
Organizzazione e gestione dell'azienda forestale
Pianificazione e gestione economica del territorio
Politica forestale
Politica forestale internazionale comparata
Principi di modellistica matematica applicata alle scienze forestali
Ricerche di mercato dei prodotti legnosi
Sistemi informativi per la gestione delle risorse forestali
Sociologia rurale
Statistica forestale
Ogni insegnamento, a giudizio di ciascuna facoltà, nel manifesto annuale potrà
avere durata semestrale o annuale (40/b).
------------------------
(40/b) Tabella aggiunta dall'art. 2, D.P.R. 24 febbraio 1979, n. 309 (Gazz. Uff.
30 luglio 1979, n. 207), e poi così sostituita dal D.P.R. 5 aprile 1989,
riportato al n. C/XXXVII.
Area n. 7 - Entomologia e zoologia:
Acarologia forestale
Assestamento faunistico
Avifauna forestale e montana
Entomofaunistica forestale e montana
Entomologia forestale
Entomologia forestale tropicale e sub-tropicale
Faunistica e venatoria
Infestanti del legname
Istituzioni di entomologia forestale
Lotta biologica ed integrata in foresta
Nematologia forestale
Parassitologia animale degli alberi forestali
Zooecologia e zoogeografia forestale e montana
Zoologia forestale
Zoologia forestale, venatoria ed acquicoltura
Zoologia generale forestale
Zoologia venatoria
------------------------
Area n. 8 - Fisica e matematica:
Biometria
Elementi di informatica
Fisica
Informatica applicata alle attività forestali
Matematica
Metodologia statistica
------------------------
Area n. 9 - Genetica:
Citogenetica forestale
Conservazione del germoplasma forestale
Genetica della produzione sementiera forestale
Genetica forestale
Miglioramento genetico degli alberi forestali
Mutagenesi e differenziamento degli alberi forestali
------------------------
Area n. 10 - Patologia vegetale:
Allelopatie forestali
Alterazione del legname e suoi derivati
Alterazioni microbiche del legno
Batteriologia fitopatologica forestale
Danni alle foreste da avversità atmosferiche
Epidemiologia delle malattie delle piante forestali
Fisiopatologia vegetale forestale
Fitoiatria forestale
Fitopatie non parassitarie
Fitotossicità degli inquinamenti
Istituzioni di patologia forestale
Micologia
Micologia fitopatologica
Micologia forestale
Patologia dei semi forestali
Patologia del legno e derivati
Patologia delle piante forestali tropicali e subtropicali
Patologia vegetale forestale
Tecniche di valutazione delle malattie delle piante
Virologia vegetale forestale
------------------------
Area n. 11 - Pedologia e geologia:
Difesa e conservazione del suolo
Elementi di idrogeologia
Genesi, classificazione e cartografia dei suoli forestali
Geologia applicata
Geopedologia
Litologia e geomorfologia
Meccanica del terreno applicata ai sistemi forestali
Mineralogia e geologia
Pedologia forestale
Rilevamento e cartografia del suolo
------------------------
Area n. 12 - Selvicoltura:
Arboricoltura da legno
Archeologia forestale
Biologia e produzione dei semi forestali
Climatologia forestale
Coltivazioni arbustive delle regioni tropicali e sub-tropicali
Coltivazioni legnose ornamentali
Complementi di ecologia forestale
Conservazione della natura e delle sue risorse
Dendrologia
Diagnosi vegetazionale
Ecofisiologia vegetale forestale
Ecologia forestale
Fisioclimatologia forestale
Fisiologia degli alberi forestali
Giardini e parchi urbani
Indagine stazionale
Istituzioni di selvicoltura
Meteorologia e climatologia
Protezione dagli incendi boschivi
Protezione della natura e riassetto del paesaggio
Selvicoltura
Selvicoltura I (ecologia e selvicoltura generale)
Selvicoltura II (selvicoltura speciale)
Selvicoltura industriale ed alberature
Selvicoltura dei parchi e delle riserve naturali
Selvicoltura tropicale e sub-tropicale
Selvicoltura urbana
Silvonica
Storia della selvicoltura
Storia forestale
Tecnica dei frangiventi
Tecnica di indagine ecologica
Tecnica vivaistica forestale
Tecniche di rimboschimento
Tecniche di rimboschimento nelle zone aride
Telerilevamento forestale
Vivaistica forestale e rimboschimento
------------------------
Area n. 13 - Sistemazioni idraulico-forestali:
Complementi di sistemazioni idraulico-forestali
Conservazione del suolo e difesa dell'ambiente
Elementi di idraulica e idrologia
Idraulica dei corsi d'acqua
Idrologia forestale
Idrologia e pianificazione delle risorse idriche
Idronomia montana
Pianificazione delle sistemazioni idraulico-forestali
Pianificazione e gestione delle risorse idriche
Progettazione delle opere di sistemazione idraulico-forestale
Protezione dalle valanghe
Sistemazioni idrauliche collinari e montane
Sistemazioni idrauliche e difesa del suolo
Sistemazioni idraulico-forestali
Tecnica della bonifica
------------------------
Area n. 14 - Tecnologia e utilizzazioni forestali:
Alterazioni e protezione del legno
Anatomia e riconoscimento del legno
Complementi di utilizzazioni forestali
Conservazione del legname
Elementi di impiantistica delle industrie del legno
Ergotecnica, infortunistica e organizzazione del lavoro forestale
Essiccazione del legno
Industrie del legno e derivati
Industrie di seconda trasformazione del legno
Legnami per usi navali
Macchine per la lavorazione del legno
Meccanizzazione forestale
Protezione del legno dal fuoco
Qualificazione e collaudo dei legnami
Restauro del legno
Storia comparata delle utilizzazioni forestali
Tecnologia del legno
Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali
Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali tropicali e sub-tropicali
Tecnologia dei legnami tropicali
Utilizzazioni forestali
Utilizzazioni forestali tropicali
Viabilità e trasporti forestali
------------------------
Area n. 15 - Zootecnica:
Allevamento degli animali di interesse faunistico venatorio
Allevamenti minori in zone montane
Alpicoltura II (zootecnica nella regione di montagna)
Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici
Apicoltura
Ecologia zootecnica
Gestione delle risorse faunistiche
Idrobiologia e acquacoltura montana
Zootecnica montana
------------------------
Area n. 16 - Lingue
Lingua francese
Lingua inglese
Lingua portoghese
Lingua russa
Lingua spagnola
Lingua tedesca
------------------------
Tabella XXXII-bis (40/c)
Laurea in Scienze agrarie tropicali e subtropicali
La durata del corso degli studi per la laurea in scienze agrarie tropicali e
subtropicali è di cinque anni. I titoli di ammissione sono quelli previsti dalle
vigenti disposizioni di legge.
Sono discipline fondamentali irrinunciabili:
1) agronomia delle regioni tropicali e subtropicali;
* 2) anatomia, fisiologia e morfologia degli animali do-
mestici;
* 3) botanica generale;
4) botanica sistematica ad indirizzo tropicale;
5) chimica del suolo tropicale e subtropicale;
* 5,5) chimica generale ed inorganica (sem.);
* 6) chimica organica (sem.);
7) coltivazioni arboree delle regioni tropicali e subtro-
picali;
8) coltivazioni erbacee delle regioni tropicali e subtro-
picali;
9) economia agraria e forestale tropicale e subtropicale;
10) elementi di idraulica ed idrologia;
11) entomologia agraria tropicale e subtropicale;
* 12) estimo rurale e contabilità;
* 13) fisica;
* 14) genetica agraria;
15) industrie agroalimentari tropicali e subtropicali;
* 16) istituzioni di economia e statistica agraria;
* 16,5) istituzioni di microbiologia agraria (sem.);
17,5) litologia e geomorfologia tropicale e subtropicale;
* 18,5) matematica;
* 19) materiali e tecnica delle costruzioni rurali (sem.);
* 20) meccanica e meccanizzazione agricola;
21) patologia vegetale tropicale e subtropicale;
22) pedologia tropicale e subtropicale;
* 22,5) topografia rurale (sem.);
* 23) zoologia generale agraria (sem.);
24) zootecnica generale delle regioni tropicali e subtro-
picali;
25) zootecnica speciale tropicale e subtropicale.
Conoscenza di almeno una lingua straniera fra quelle indicate dalla facoltà nel
manifesto annuale degli studi; l'accertamento verrà compiuto mediante colloquio
e traduzione di testi scientifici, da effettuarsi prima dell'assegnazione della
tesi di laurea, con un docente della lingua prescelta e con docenti di
discipline attinenti alla tesi stessa.
Le materie contrassegnate con asterisco sono in comune con il corso di laurea in
scienze agrarie, qualora in tale corso siano attivate. Altre discipline potranno
essere mutate su delibera delle facoltà.
Orientamenti:
il corso di studi è articolato in "orientamenti" stabiliti dalla facoltà nel
manifesto annuale in base agli insegnamenti attivati. Ciascun orientamente viene
definito da un gruppo di discipline, il cui numero concorre al raggiungimento di
complessive trentuno annualità, scelto dallo studente tra gruppi predisposti
dalla facoltà. Negli orientamenti alcune discipline semestrali possono essere
sostituite dalle facoltà, nel manifesto annuale, con corsi a svolgimento più
ampio, purché attivati ed afferenti alla stessa area disciplinare, fermo
restando in trentuno il numero complessivo delle annualità.
Laurea:
lo studente per accedere all'esame di laurea dovrà aver seguito i corsi e
superato gli esami relativi a trentuno discipline annuali o equivalenti (due
discipline semestrali equivalgono ad una annuale), aver elaborato una tesi di
laurea derivante da ricerca o progettazione o sperimentazione originale. Deve
inoltre aver effettuato un tirocinio pratico-applicativo della durata da tre a
sei mesi presso aziende (anche di trasformazione dei prodotti agricoli)
riconosciute dalla facoltà, preferibilmente nei Paesi tropicali e subtropicali,
secondo modalità che saranno indicate dal consiglio di corso di laurea. Superato
l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di "Dottore in scienze agrarie
tropicali e subtropicali".
Elenco in ordine alfabetico delle discipline del corso di laurea in scienze
agrarie tropicali e subtropicali:
1) acquacoltura;
2) agricoltura e sviluppo economico dei Paesi emergenti;
3) agrometeorologia e climatologia;
4) agronomia delle regioni tropicali e subtropicali;
5) allevamento degli animali di interesse faunistico e vena-
torio;
6) allevamenti pastorali e nomadici;
7) alterazione e protezione del legno (40/d);
8) anatomia e riconoscimento dei legnami tropicali;
9) anatomia, fisiologia e morfologia degli animali dome-
stici;
10) approvvigionamento energetico in agricoltura;
11) approvvigionamento idrico per l'agricoltura;
12) arboricoltura da legno in Paesi tropicali e subtropicali;
13) arboricoltura speciale tropicale e subtropicale;
14) aridocoltura;
15) assestamento e dendrometria forestale tropicale e subtro-
picale;
16) assetto del territorio agricolo e forestale;
17) associazionismo e cooperazione rurale nei Paesi tropicali
e subtropicali;
18) avicoltura;
19) biochimica vegetale;
20) biometria;
21) biotecnologie dei prodotti agroalimentari tropicali;
22) biotecnologie della produzione fotosintetica di biomasse
microbiche;
23) botanica generale;
24) botanica sistematica ad indirizzo tropicale;
25) chimica agraria vegetale;
26) chimica degli alimenti;
27) chimica della fermentazione e microbiologia industriale;
28) chimica del suolo tropicale e subtropicale;
29) chimica della fertilizzazione;
30) chimica delle acque ad uso irriguo;
31) chimica generale ed inorganica;
32) chimica organica;
33) coltivazioni arboree tropicali e subtropicali;
34) coltivazioni delle specie aromatiche medicinali tropicali
e subtropicali;
35) coltivazioni erbacee delle regioni tropicali e subtropi-
cali;
36) colture industriali e alimentari delle regioni tropicali
e subtropicali;
37) colture protette;
38) commercio internazionale dei prodotti agricoli;
39) complementi di costruzioni rurali tropicali;
40) coniglicoltura;
41) contabilità tecnica amministrativa delle imprese agricole
e zootecniche tropicali e subtropicali;
42) controllo e climatizzazione degli ambienti agricoli;
43) conservazione dell'acqua e del suolo nelle regioni tropi-
cali e subtropicali;
44) conservazione del suolo e difesa dell'ambiente;
45) costruzioni forestali tropicali;
46) costruzioni rurali;
47) difesa degli alimenti dagli animali infestanti;
48) difesa e conservazione del suolo;
49) dinamica, valutazione e gestione delle qualità chimiche e
fisiche del suolo;
50) disegno tecnico;
51) ecologia microbica;
52) ecologia vegetale ad indirizzo tropicale;
53) ecologia vegetale agraria;
54) ecologia zootecnica;
55) economia agraria e forestale tropicale e subtropicale;
56) economia degli investimenti pubblici e privati nei
P.V.S.;
57) economia del mercato dei prodotti agricoli tropicali e
subtropicali;
58) economia del mercato dei prodotti forestali tropicali e
subtropicali;
59) economia del mercato dei prodotti zootecnici tropicali e
subtropicali;
60) economia della trasformazione dei prodotti agricoli e
zootecnici tropicali e subtropicali;
61) economia e pianificazione dei Paesi tropicali e subtropi-
cali;
62) ecosistemi delle foreste tropicali e subtropicali;
63) elementi di idraulica ed idrologia;
64) elementi di idrogeologia;
65) elementi di informatica;
66) elementi di scienza tecnica delle costruzioni;
67) entomologia agraria tropicale e subtropicale;
68) entomologia forestale tropicale e subtropicale;
69) estimo rurale e contabilità;
70) etnologia zootecnica;
71) etologia degli animali in produzione zootecnica;
72) fisica;
73) fisica del suolo;
74) fisica del terreno agrario;
75) fisioclimatologia animale;
76) fisiologia degli alberi forestali tropicali e subtropi-
cali;
77) fisiologia delle piante coltivate;
78) fisiologia post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli;
79) fisiologia vegetale dei prodotti ortofrutticoli;
80) fitogeografia a indirizzo tropicale e subtropicale;
81) fitopatie da frigo-conservazione;
82) fondamenti di diritto agrario;
83) formazione, divulgazione e partecipazione allo sviluppo;
84) frutticoltura;
85) frutticoltura tropicale e subtropicale;
86) genetica agraria;
87) geobotanica;
88) geochimica;
89) geografia economica dei Paesi tropicali e subtropicali;
90) gestione delle risorse faunistiche nei Paesi tropicali e
subtropicali;
91) gestione dei pascoli e delle foreste;
92) idraulica agraria;
93) idrologia agraria;
94) idrologia forestale;
95) igiene degli allevamenti e profilassi;
96) impianti di irrigazione e drenaggio dei Paesi aridi;
97) impianti elettrici e fonti alternative di energia;
98) industrie agro-alimentari tropicali e subtropicali;
99) industrie chimico-forestali;
100) industrie del legno in zone tropicali;
101) informatica per l'agricoltura;
102) inventari forestali e cartografia;
103) irrigazione e drenaggio;
104) istituzioni di economia e statistica agraria;
105) istituzioni di microbiologia agraria;
106) istituzioni e servizi internazionali in agricoltura;
107) legislazione forestale dei Paesi tropicali e subtropi-
cali;
108) lingua araba;
109) lingua cinese;
110) lingua francese;
111) lingua inglese;
112) lingua portoghese;
113) lingua russa;
114) lingua spagnola;
115) lingua tedesca;
116) litologia e geomorfologia tropicale e subtropicale;
117) macchine e automatismi per l'irrigazione;
118) macchine e impianti di industrie agro-alimentari;
119) malerbologia;
120) matematica;
121) materiali e tecniche delle costruzioni rurali;
122) meccanica agraria;
123) meccanica del suolo e interazione macchine terreno;
124) meccanica e meccanizzazione agricola;
125) meccanizzazione agricola dei Paesi tropicali e subtropi-
cali;
126) meccanizzazione agricola forestale;
127) meccanizzazione degli impianti zootecnici;
128) meccanizzazione delle colture tropicali e subtropicali;
129) meteorologia e climatologia;
130) metodologia sperimentale in agricoltura;
131) microbiologia agraria e tecnica;
132) microbiologia degli alimenti e dei prodotti tropicali;
133) microbiologia dei prodotti alimentari;
134) microbiologia dei suoli tropicali;
135) microbiologia lattiero-casearia;
136) micromorfologia del suolo;
137) miglioramento genetico delle piante tropicali e subtropi-
cali;
138) normativa e classificazione dei legnami tropicali;
139) orticoltura e floricoltura tropicale e subtropicale;
140) pascoli e foraggere tropicali e subtropicali;
141) patologia delle sementi tropicali e subtropicali;
142) patologia forestale tropicale e subtropicale;
143) patologia vegetale tropicale e subtropicale;
144) pedologia tropicale e subtropicale;
145) piante ornamentali;
146) piste e viabilità forestale in ambianti tropicali e
subtropicali;
147) politica agraria e forestale tropicale e subtropicale;
148) processi microbiologici di depurazione e recupero delle
acque di scarico;
149) prodotti chimici di uso agrario;
150) produzione e conservazione dei foraggi;
151) produzione e conservazione delle sementi;
152) progetti e strutture di sviluppo nel settore zootecnico;
153) regimazione idrica e difesa del suolo;
154) resistenza alle malattie e selezione sanitaria delle
piante tropicali e subtropicali;
155) rilevamento e cartografia del suolo con elementi di
aereofotointerpretazione;
156) scienza dell'alimentazione;
157) selvicoltura tropicale e subtropicale;
158) servizi fitopatologici, norme fitosanitarie e quarantena;
159) sistemazione idraulica e difesa del suolo;
160) sistemazioni idraulico-forestali;
161) sociologia pastorale e nomadica;
162) sociologia rurale;
163) statistica agraria;
164) suinicoltura tropicale e subtropicale;
165) tecnica agronomica della fertilizzazione;
166) tecnica agronomica dell'irrigazione;
167) tecnica degli impianti irrigui;
168) tecnica della bonifica;
169) tecnica dell'indagine economica e metodologia statistica;
170) tecnica di protezione delle colture;
171) tecnica di lotta delle malerbe;
172) tecniche irrigue dei Paesi aridi;
173) tecniche di produzione di biomasse;
174) tecnologia dei legnami tropicali;
175) tecnologia dei prodotti agroalimentari tropicali e
subtropicali;
176) tecnologia del legno e utilizzazioni forestali tropicali
e subtropicali;
177) tecnologia della conservazione dei prodotti agroalimenta-
ri;
178) tecnologia della produzione della carne;
179) tecnologia della produzione del latte;
180) tecnologia di conservazione e trasformazione della frut-
ta;
181) tecnologia lattiero-casearia;
182) tecnologie appropriate agro-meccaniche;
183) tecnologie appropriate delle costruzioni;
184) topografia, fotogrammetria e cartografia;
185) topografia rurale;
186) trattrici agricole e macchine per la lavorazione del ter-
reno;
187) uso del suolo;
188) uso e riciclo delle biomasse in agricoltura;
189) valutazione delle terre a scopi agricoli e forestali;
190) valutazioni morfo-funzionali degli animali domestici tro-
picali e subtropicali;
191) virosi delle colture mediterranee;
192) vivaistica e rimboschimenti in ambiente tropicale e
subtropicale;
193) zoogeografia;
194) zoologia generale e agraria;
195) zootecnica generale delle regioni tropicali e subtropica-
li;
196) zootecnica speciale delle regioni tropicali e subtropica-
li.
------------------------
(40/c) Tabella aggiunta dall'art. 2, D.P.R. 24 febbraio 1979, n. 309 (Gazz. Uff.
30 luglio 1979, n. 207), e poi così sostituita dal D.P.R. 5 aprile 1989,
riportato al n. C/XXXVII.
(40/d) Il D.M. 13 settembre 1991 (Gazz. Uff. 9 ottobre 1992, n. 238) ha così
disposto:
"Articolo unico. Gli insegnamenti di "tecnologia del legno e utilizzazioni
forestali tropicali" e di "alterazione e protezione del legno", incluse
rispettivamente al n. 14 dell'area 7 e al n. 7 dell'elenco alfabetico generale
delle discipline del corso di laurea in scienze agrarie tropicali e
subtropicali, di cui alla tabella XXXII-bis dell'ordinamento didattico
universitario, annessa al D.P.R. 5 aprile 1989, mutano rispettivamente
denominazioni in "tecnologia del legno e utilizzazioni forestali tropicali e
subtropicali" e in "alterazioni e protezione del legno".
Area 1 - Agronomia e miglioramento genetico:
1) agrometeorologia e climatologia;
2) agronomia delle regioni tropicali e subtropicali;
3) aridocoltura;
4) coltivazione delle specie aromatiche e medicinali tropica-
li e subtropicali;
5) coltivazioni erbacee delle regioni tropicali subtropicali;
6) colture industriali e alimentari delle regioni tropicali e
subtropicali;
7) colture protette;
8) conservazione dell'acqua e del suolo nelle regioni tropi-
cali e subtropicali;
9) ecologia vegetale agraria;
10) fisica del terreno agrario;
11) genetica agraria;
12) gestione dei pascoli e delle foreste;
13) informatica per l'agricoltura;
14) irrigazione e drenaggio;
15) metodologia sperimentale in agricoltura;
16) miglioramento genetico delle piante tropicali e subtropi-
cali;
17) pascoli e foraggere tropicali e subtropicali;
18) piante ornamentali;
19) produzione e conservazione dei foraggi;
20) produzione e conservazione delle sementi;
21) regimazione idrica e difesa del suolo;
22) tecnica agronomica della fertilizzazione;
23) tecnica agronomica dell'irrigazione;
24) tecnica di lotta alle malerbe;
25) uso del suolo.
------------------------
Area 2 - Botanica:
1) botanica generale;
2) botanica sistematica ad indirizzo tropicale;
3) ecologia vegetale a indirizzo tropicale;
4) fisiologia degli alberi forestali tropicali e subtropi-
cali;
5) fisiologia delle piante coltivate;
6) fitogeografia a indirizzo tropicale e subtropicale;
7) genetica agraria;
8) geobotanica.
------------------------
Area 3 - Chimica agraria:
1) chimica agraria vegetale;
2) chimica del suolo tropicale e subtropicale;
3) chimica della fertilizzazione;
4) chimica delle acque per uso irriguo;
5) chimica generale e inorganica;
6) chimica organica;
7) industrie chimico forestali;
8) prodotti chimici di uso agrario.
------------------------
Area 4 - Costruzioni rurali:
1) approvvigionamento energetico in agricoltura;
2) assetto del territorio agricolo e forestale;
3) complementi di costruzioni rurali tropicali;
4) controllo e climatizzazione degli ambienti agricoli;
5) costruzioni forestali tropicali;
6) costruzioni rurali;
7) disegno tecnico;
8) elementi di scienza e tecnica delle costruzioni;
9) impianti elettrici e fonti alternative di energia;
10) materiali e tecniche delle costruzioni rurali;
11) piste e viabilità rurali e forestale in ambiente tropi-
cale;
12) tecnologie appropriate delle costruzioni;
13) topografia, fotogrammetria e cartografia;
14) topografia rurale.
------------------------
Area 5 - Economico-estimativa:
1) agricoltura e sviluppo economico dei Paesi emergenti;
2) associazionismo e cooperazione rurale nei Paesi tropicali
e subtropicali;
3) commercio internazionale dei prodotti agricoli;
4) contabilità e tecnica amministrativa delle imprese agrico-
le e zootecniche tropicali e subtropicali;
5) economia agraria e forestale tropicale e subtropicale;
6) economia degli investimenti pubblici e privati nei P.V.S.;
7) economia del mercato dei prodotti agricoli tropicali e
subtropicali;
8) economia del mercato dei prodotti forestali tropicali e
subtropicali;
9) economia del mercato dei prodotti zootecnici tropicali e
subtropicali;
10) economia della trasformazione dei prodotti agricoli e
zootecnici tropicali e subtropicali;
11) economia e pianificazione dei Paesi tropicali e subtropi-
cali;
12) estimo rurale e contabilità;
13) fondamenti del diritto agrario;
14) formazione, divulgazione e partecipazione allo sviluppo;
15) geografia economica dei Paesi tropicali e subtropicali;
16) istituzioni di economia e statistica agraria;
17) istituzioni e servizi internazionali in agricoltura;
18) legislazione forestale dei Paesi tropicali e subtropicali;
19) politica agraria e forestale tropicali e subtropicali;
20) sociologia pastorale e nomadica;
21) sociologia rurale;
22) tecnica dell'indagine economica e metodologica statistica.
------------------------
Area 6 - Fisico-matematica:
1) biometria;
2) elementi di informatica;
3) fisica;
4) matematica;
5) statistica agraria.
------------------------
Area 7 - Forestale:
1) alterazione e protezione del legno;
2) anatomia e riconoscimento dei legnami tropicali;
3) arboricoltura da legno in Paesi tropicali e subtropicali;
4) assestamento e dendrometria forestale tropicale e subtro-
picale;
5) ecosistemi delle foreste tropicali e subtropicali;
6) fisiologia degli alberi forestali tropicali e subtropi-
cali;
7) gestione dei pascoli e delle foreste;
8) industrie del legno in zone tropicali;
9) inventari forestali e cartografia;
10) normativa e classificazione dei legnami tropicali;
11) piste e viabilità forestali in ambienti tropicali e
subtropicali;
12) selvicoltura tropicale e subtropicale;
13) tecnologia dei legnami tropicali;
14) tecnologia del legno e utilizzazioni forestali tropicali
(40/e);
15) vivaistica e rimboschimenti in ambiente tropicale e
subtropicale.
------------------------
(40/e) Vedi, anche, la nota 40/d al numero 7 dell'elenco alfabetico generale
delle discipline del corso di laurea in scienze agrarie tropicali e
sub-tropicali.
Area 8 - Idraulica agraria:
1) approvvigionamento idrico per l'agricoltura;
2) conservazione del suolo e difesa dell'ambiente;
3) elementi di idraulica e idrologia;
4) idraulica agraria;
5) idrologia agraria;
6) idrologia forestale;
7) impianti di irrigazione e drenaggio nei Paesi aridi;
8) irrigazione e drenaggio;
9) macchine e automatismi per l'irrigazione;
10) sistemazioni idrauliche e difesa del suolo;
11) sistemazioni idrauliche-forestali;
12) tecnica degli impianti irrigui;
13) tecnica della bonifica;
14) tecniche irrigue dei Paesi aridi.
------------------------
Area 9 - Industrie agrarie:
1) biotecnologie dei prodotti agro-alimentari tropicali;
2) chimica degli alimenti;
3) chimica delle fermentazioni;
4) industrie agro-alimentari tropicali e subtropicali;
5) macchine e impianti di industrie agro-alimentari;
6) microbiologia dei prodotti alimentari;
7) scienza dell'alimentazione;
8) tecniche di produzione di biomasse;
9) tecnologia dei prodotti agro-alimentari;
10) tecnologia della conservazione dei prodotti agro-alimenta-
ri;
11) tecnologie di conservazione e trasformazione della frutta;
12) tecnologia lattiera-casearia.
------------------------
Area 10 - Lingue:
1) lingua araba;
2) lingua cinese;
3) lingua francese;
4) lingua inglese;
5) lingua portoghese;
6) lingua russa;
7) lingua spagnola;
8) lingua tedesca.
------------------------
Area 11 - Meccanica agraria:
1) approvvigionamento energetico in agricoltura;
2) impianti elettrici e fonti alternative di energia;
3) macchine e impianti di industrie agro-alimentari;
4) meccanica agraria;
5) meccanica del suolo e interazione macchine terreno;
6) meccanica e meccanizzazione agricola;
7) meccanizzazione agricola dei Paesi tropicali e subtropi-
cali;
8) meccanizzazione agricolo forestale;
9) meccanizzazione degli impianti zootecnici;
10) meccanizzazioni delle colture tropicali e subtropicali;
11) tecnologie appropriate agro-meccaniche;
12) trattrici agricole e macchine per la lavorazione del ter-
reno.
------------------------
Area 12 - Microbiologia agraria:
1) biotecnologie dei prodotti agro-alimentari tropicali;
2) biotecnologia della produzione fotosintetica di biomasse
microbiche;
3) ecologia microbica;
4) istituzioni di microbiologia agraria;
5) microbiologia agraria e tecnica;
6) microbiologia degli alimenti e dei prodotti tropicali;
7) microbiologia dei suoli tropicali;
8) microbiologia lattiero-casearia;
9) processi microbiologici di depurazione e recupero delle
acque di scarico;
10) uso e riciclo delle biomasse in agricoltura.
------------------------
Area 13 - Orto-floro-frutticoltura:
1) arboricoltura speciale tropicale e subtropicale;
2) coltivazioni arboree tropicali e subtropicali;
3) coltivazioni delle specie aromatiche e medicinali tropica-
li e subtropicali;
4) fisiologia post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli;
5) fisiologia vegetale dei prodotti ortofrutticoli;
6) frutticoltura;
7) frutticoltura tropicale e subtropicale;
8) orticoltura e floricoltura tropicale e subtropicale;
9) tecnica di protezione delle colture.
------------------------
Area 14 - Patologia vegetale ed entomologica agraria:
1) difesa degli alimenti dagli animali infestanti;
2) entomologia agraria tropicale e subtropicale;
3) entomologia forestale tropicale e subtropicale;
4) fitopatie da frigoconservazione;
5) malerbologia;
6) patologia delle sementi tropicali e subtropicali;
7) patologia forestale tropicale e subtropicale;
8) patologia vegetale tropicale e suptropicale;
9) resistenza alle malattie e selezione sanitaria delle pian-
te tropicali e subtropicali;
10) servizi fitopatologici, norme fitosanitarie e quarantena;
11) virosi delle colture mediterranee;
12) zoologia generale agraria.
------------------------
Area 15 - Produzione animale:
1) acquacoltura;
2) allevamento degli animali di interesse faunistico e vena-
torio;
3) allevamenti pastorali e nomadici;
4) anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici;
5) avicoltura;
6) ecologia zootecnica;
7) etnologia zootecnica;
8) etologia degli animali in produzione zootecnica;
9) fisioclimatologia animale;
10) gestione delle risorse faunistiche nei Paesi tropicali e
subtropicali;
11) igiene degli allevamenti e profilassi;
12) progetti e strutture di sviluppo nel settore zootecnico;
13) suinicoltura tropicale e subtropicale;
14) tecnologia della produzione del latte;
15) tecnologia della produzione della carne;
16) valutazione morfofunzionale degli animali domestici tropi-
cali e subtropicali;
17) zoogeografia;
18) zoologia generale agraria;
19) zootecnia generale delle regioni tropicali e subtropicali;
20) zootecnia speciale delle regioni tropicali e subtropicali.
------------------------
Area 16 - Scienza del suolo:
1) conservazione dell'acqua e del suolo nelle regioni tropi-
cali e subtropicali;
2) difesa e conservazione del suolo;
3) elementi di idrogeologia;
4) fisica del suolo;
5) geochimica;
6) litologia e geomorfologia tropicale e subtropicale;
7) meteorologia e climatologia;
8) micromorfologia del suolo;
9) pedologia tropicale e subtropicale;
10) rilevamento e cartografia del suolo con elementi di
aereofotointerpretazione;
11) dinamica, valutazione e gestione delle qualità chimiche e
fisiche del suolo;
12) valutazione delle terre a scopi agricoli e forestali;
13) uso del suolo.
Ogni insegnamento a giudizio della facoltà nel manifesto annuale portà avere
durata semestrale o annuale.
------------------------
Tabella XXXIII (41)
Laurea in medicina veterinaria
Il corso di laurea in medicina veterinaria si effettua mediante un ciclo di
studi universitari della durata di cinque anni di insegnamento teorico e pratico
e comprende un ciclo di studi universitari di almeno quattromilacinquecento ore
complessive di lezioni teoriche, esercitazioni nonché il periodo semestrale di
tirocinio pratico post lauream.
Il titolo di ammissione è quello previsto dalla legge.
I cinque anni di studio comprendono un biennio propedeutico ed un triennio
professionale.
Non sono ammessi a sostenere gli esami del triennio professionale gli studenti
che non abbiano superato gli esami delle materie relative al biennio
propedeutico nonché una prova di accertamento della conoscenza della lingua
inglese.
Per realizzare una migliore professionalità del laureato sono previsti degli
orientamenti per i singoli settori delle attività veterinarie.
Il corso di studi si articola perciò in insegnamenti comuni ed insegnamenti di
orientamento.
La frequenza ai corsi è obbligatoria.
Gli orientamenti previsti per ogni facoltà sono cinque e precisamente: clinico,
ispettivo, infettivistico zootecnico, bio-patologico generale e sperimentale.
Tutte le discipline degli orientamenti hanno durata semestrale.
Lo studente è tenuto a scegliere l'orientamento all'atto dell'iscrizione al
terzo anno.
Per ciascun anno accademico, ogni facoltà, nell'ambito della propria autonomia
didattica, delibera di attivare per ciascun orientamento sei discipline,
fissando però soltanto tre prove di esami finali, accorpando le discipline
attivate.
Se del caso le facoltà possono attivare, per un determinato orientamento, anche
discipline facenti parte dell'elenco di un altro orientamento.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato gli esami
di tutti gli insegnamenti comuni e di quelli che costituiscono l'orientamento da
lui scelto.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su di un
argomento concordato con un docente della facoltà.
Ogni facoltà stabilisce annualmente il piano degli studi indicando le norme di
propedeuticità per le discipline dei corsi comuni e degli orientamenti.
Le facoltà in ragione delle esigenze didattiche relative allo svolgimento
propedeutico di alcune materie dello stesso anno di corso, possono stabilire
corsi intensivi di due cicli distinti, con esami finali delle singole discipline
durante l'anno accademico.
Il tirocinio pratico semestrale per essere ammesso a sostenere l'esame di Stato
di abilitazione all'esercizio professionale deve essere effettuato dopo il
conseguimento della laurea. Esso si svolge in due periodi distinti per ciascun
anno accademico.
------------------------
(41) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 23 ottobre 1969, n. 987, riportato
al n. C/XII e poi dal D.P.R. 29 agosto 1986, n. 947, riportato al n. C/XXX.
Successivamente, il D.P.R. 5 aprile 1989 (Gazz. Uff. 13 settembre 1989, n. 214)
ha così statuito:
"Gli studenti iscritti al primo anno del corso di laurea in medicina veterinaria
a partire dall'anno accademico 1985-86 devono avere comunque sostenuto, ai fini
del conseguimento della laurea, gli esami dei due insegnamenti:
etologia e protezione animale;
igiene e tecnologia alimentare".
Successivamente ancora, il D.M. 6 agosto 1991 (Gazz. Uff. 11 agosto 1992, n.
188) ha così disposto:
"Articolo unico. - L'insegnamento di tossicologia, incluso nell'elenco degli
insegnamenti comuni del triennio professionale del corso di laurea in medicina
veterinaria, di cui alla tabella XXXIII dell'ordinamento didattico
universitario, annessa al D.P.R. 29 agosto 1986, n. 947, è soppresso e
sostituito dall'insegnamento di "tossicologia veterinaria". Di conseguenza,
l'insegnamento di "tossicologia veterinaria", incluso nell'elenco delle
discipline previste per l'orientamento biopatologico generale e sperimentale di
cui alla predetta tabella, è soppresso".
Insegnamenti comuni del biennio propedeutico
+-------------------------------------------+---------+--------+
| |Annualità| Esami |
| +---------+--------+
| | |-+ |
|Fisica. . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 0,5 | > 1 |
|Biomatematica . . . . . . . . . . . . . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
| | |-+ |
|Chimica . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Chimica propedeutica alla biochimica. . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
| | | |
|Botanica veterinaria. . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Zoologia generale e speciale veterinaria. .| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Anatomia veterinaria sistematica e compara-| | | |
| ta I. . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | | |
|Anatomia veterinaria sistematica e compara-| | > 1 |
| ta II . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | | |
|Anatomia topografica veterinaria. . . . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
|Istologia ed embriologia generale e specia-| | |
| le veterinaria. . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Fisiologia veterinaria ed etologia (e pro-| | | |
| tezione animale I). . . . . . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Fisiologia veterinaria ed etologia (e pro-| | | |
| tezione animale II) . . . . . . . . . . .| 1 | | |
| | |-+ |
|Biochimica. . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Microbiologia ed immunologia veterinaria. .| 1 | 1 |
|Elementi di agronomia ed economia rurale. .| 0,5 | 1 |
____ ____
Totale . . . 12,5 10
Insegnamenti comuni del triennio professionale
+-------------------------------------------+---------+--------+
| |Annualità| Esami |
| +---------+--------+
|Patologia generale veterinaria. . . . . . .| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Anatomia patologica veterinaria I . . . . .| 1 | > 1 |
|Anatomia patologica veterinaria II. . . . .| 1 | | |
| | |-+ |
|Farmacologia, farmacodinamia e farmacia ve-| | |
| terinaria . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Tossicologia. . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Patologia della riproduzione e fecondazione| | |
| artificiale . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
| | | |
|Cilinica ostetrica e ginecologia veterina-| 1 | 1 |
| ria . . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Propedeutica I: semeiologia medica veteri-| | | |
| naria e metodologia clinica . . . . . . .| 0.5 | > 1 |
|Propedeutica II: semeiologia chirurgica ve-| | | |
| terinaria e metodologia clinica . . . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
|Patologia medica veterinaria. . . . . . . .| 1 | 1 |
|Patologia chirurgica veterinaria. . . . . .| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Clinica medica veterinaria. . . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Terapia medica veterinaria. . . . . . . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
| | |-+ |
|Clinica chirurgica veterinaria. . . . . . .| 1 | > 1 |
|Anestesiologia veterinaria. . . . . . . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
|Medicina legale, deontologia e legislazione| | |
| e protezione animale. . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Radiologia veterinaria e medicina nucleare.| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Malattie infettive (eziologia, patologia,| | | |
| epidemiologia, prevenzione) e polizia sa-| | | |
| nitaria I . . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Malattie infettive (eziologia, patologia,| | | |
| epidemiologia, prevenzione) e polizia sa-| | | |
| nitaria II. . . . . . . . . . . . . . . .| 1 | | |
| | |-+ |
|Zootecnica I: valutazione morfo-funzionale| | |
| degli animali, etnologia, igiene ed eto-| | |
| logia zootecnica. . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Zootecnica II: genetica, allevamento e pro-| | |
| duzione animale . . . . . . . . . . . . .| 1 | 1 |
|Nutrizione e alimentazione animale . . . .| 1 | 1 |
| | |-+ |
|Ispezione e controllo dei prodotti alimen-| | | |
| tari di origine animale I . . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Lavori pratici nei macelli, laboratori e| | | |
| derrate alimentari.(41/a). . . . . . . . | 0,5 | | |
| | |-+ |
| | |-+ |
|Ispezione e controllo dei prodotti alimen-| | | |
| tari di origine animale II. . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Igiene e tecnologia alimentare. . . . . . .| 0.5 | | |
| | |-+ |
| | |-+ |
|Patologia aviare. . . . . . . . . . . . . .| 1 | > 1 |
|Parassitologia veterinaria. . . . . . . . .| 0,5 | | |
| | |-+ |
|Malattie parassitarie degli animali dome-| | |
| stici . . . . . . . . . . . . . . . . . .| 0,5 | 1 |
____ ____
Totale . . . 25 21
Per gli insegnamenti rispettivamente di fisica e biomatematica, di chimica e
chimica propedeutica alla biochimica, di anatomia veterinaria I e II e anatomia
topografica veterinaria, di fisiologia veterinaria ed etologia I e II, di
anatomia patologica veterinaria I e II, di propedeutica I: semeiologia medica
veterinaria e metodologia clinica e propedeutica II: semeiologia chirurgica
veterinaria e metodologia clinica, di clinica medica veterinaria e terapia
medica veterinaria, di clinica chirurgica veterinaria e anestesiologia
veterinaria, di malattie infettive (eziologia, patologia, epidemiologia,
prevenzione) e polizia sanitaria I e II, di ispezione e controllo dei prodotti
alimentari di origine animale I e lavori pratici nei macelli, laboratori e
derrate alimentari, di ispezione e controllo dei prodotti alimentari di origine
animale II e igiene e tecnologia alimentare, di parassitologia veterinaria e
malattie parassitarie degli animali domestici, si procederà ad un unico esame
finale di profitto.
A giudizio della facoltà alcune discipline del biennio propedeutico possono
essere insegnate durante il terzo anno; però la prova di esame finale di quelle
discipline è propedeutica rispetto a quelle del triennio professionale. Sempre a
giudizio della facoltà, alcune discipline del triennio professionale possono
essere impartite durante il secondo anno, nel quale caso la prova finale di
esame può essere sostenuta senza tener conto della propedeuticità prevista per
le discipline del biennio propedeutico.
Lo studente, inoltre, è tenuto a sottoporsi ad una prova di accertamento della
conoscenza della lingua inglese, mediante colloquio e traduzione di testi
scientifici, prima dell'iscrizione al terzo anno.
Discipline degli orientamenti
A) Orientamento clinico:
Andrologia veterinaria
Biochimica clinica veterinaria
Biomeccanica applicata
Chemioterapia veterinaria
Clinica traumatologica veterinaria
Diagnostica di laboratorio
Ematologia clinica comparata
Endocrinologia degli animali domestici
Etologia e protezione animale
Immunologia clinica veterinaria
Istopatologia
Medicina operatoria veterinaria
Micologia clinica veterinaria
Oftalmologia comparata
Oncologia veterinaria
Ortopedia veterinaria
Ostetricia veterinaria
Patologia avicunicola
Patologia bovina
Patologia degli animali da compagnia
Patologia degli animali da laboratario e da pelliccia
Patologia della riproduzione degli animali in allevamento intensivo
Patologia endocrina
Patologia equina
Patologia nutrizionale e metabolica
Patologia ovina e caprina
Patologia suina
Patologia tropicale veterinaria
Podologia
Tecnica delle autopsie e diagnostica cadaverica
B) Orientamento ispettivo:
Analisi chimico-fisica delle carni, dei prodotti derivati e degli altri prodotti
di origine animale
Approvvigionamenti annonari, mercati ed industrie degli alimenti di origine
animale
Biochimica applicata
Chimica degli additivi e dei residui
Chimica e biochimica degli alimenti di origine animale
Igiene del latte e dei latticini
Igiene e controllo dei prodotti della pesca
Ispezione sanitaria del pollame
Istopatologia
Legislazione veterinaria nazionale e della C.E.E. sugli alimenti di origine
animale
Microbiologia degli alimenti di origine animale
Tecnica conservatrice degli alimenti di origine animale
Tecnica delle applicazioni frigorifere
Tecnica delle autopsie e diagnostica cadaverica
Tecnologia applicata alla lavorazione e trasformazione dei prodotti di origine
animale
Tossicologia dei residui negli alimenti
C) Orientamento infettivistico:
Antropozoonosi
Batteriologia veterinaria
Chemioterapia veterinaria
Diagnostica sperimentale delle malattie infettive
Entomologia e aracnologia veterinaria
Epidemiologia veterinaria
Genetica dei microrganismi e biotecnologia
Igiene del latte e dei latticini
Igiene e tecnologia avicola
Immunologia clinica veterinaria
Immunopatologia
Informatica e statistica applicata alle malattie infettive
Ittiopatologia
Malattie delle api
Micologia veterinaria
Microbiologia degli alimenti di origine animale
Patologia del coniglio e della selvaggina
Patologia infettiva degli animali da laboratorio e da pelliccia
Patologia infettiva degli equini
Patologia infettiva degli ovini e caprini
Patologia infettiva dei carnivori
Patologia infettiva del bovino
Patologia infettiva del suino
Patologia tropicale veterinaria
Profilassi delle malattie parassitarie
Protozoologia
Sanità pubblica veterinaria
Tecnica di risanamento ambientale in sanità pubblica veterinaria
Tecniche di sondaggio in sanità pubblica veterinaria
Virologia veterinaria
D) Orientamento zootecnico:
Acquacoltura
Allevamento degli animali di interesse faunistico e venatorio
Allevamento degli animali da affezione
Allevamento degli equini
Allevamento degli ovini e dei caprini
Allevamento dei bovini
Allevamento dei bufali
Allevamento dei suini
Alpicoltura e zootecnia montana
Approvvigionamenti annonari, mercati ed industrie degli alimenti di origine
animale
Avicoltura
Biochimica applicata
Biologia vegetale applicata
Biometria zootecnica
Coniglicoltura ed allevamento degli animali da pelliccia e da laboratorio
Contabilità e gestione dell'azienda zootecnica
Dietologia ed igiene alimentare nell'allevamento intensivo
Ecologia
Endocrinologia degli animali domestici
Elicicoltura
Etnografia e demografia zootecnica
Etologia e protezione animale
Etologia zootecnica
Fisioclimatologia ed ecologia veterinaria
Foraggicoltura e conservazione dei foraggi
Idrobiologia e piscicoltura
Igiene zootecnica
Igiene degli alimenti e delle produzioni animali
Igiene ed edilizia zootecnica
Immunogenetica zootecnica
Informatica applicata alle produzioni animali e statistica
Legislazione zootecnica e mangimistica
Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica
Produzione ed igiene del latte
Tecnica mangimistica
Tecnologia delle carni
Tecnologia dei prodotti lattiero-caseari
Tossicologia applicata alle produzioni animali
Valutazione nutrizionale degli alimenti per animali
Zoocolture
Zootecnica tropicale e subtropicale
E) Orientamento biopatologico generale e sperimentale:
Acquacoltura
Anatomia aviare
Anatomia comparata
Biochimica applicata
Biochimica comparata
Biochimica zootecnica
Biologia dei vertebrati di interesse medico veterinario
Biologia molecolare
Biologia vegetale applicata
Chimica degli alimenti di origine animale
Chimica delle acque
Chimica e biochimica clinica veterinaria
Chimica fisiologica
Citologia
Diagnostica di laboratorio
Ecologia
Ematologia comparata
Embriologia sperimentale
Endrocrinologia degli animali domestici
Enzimologia
Etologia veterinaria
Fisioclimatologia
Fisiologia comparata
Fisiologia della nutrizione animale
Fisiopatologia comparata degli animali domestici
Genetica
Inquinamento ambientale
Istochimica
Istopatologia
Metabolismo energetico
Metodologie strumentali chimiche e biochimiche
Morfologia delle specie ittiche
Neuroanatomia veterinaria
Neurofisiologia veterinaria
Oncologia veterinaria
Patologia degli animali da laboratorio
Sviluppo e senescenza degli animali domestici
Tecnica delle autopsie e diagnostica cadaverica
Tecniche fisiologiche e metodologiche sperimentali
Tecnologie chimiche e biochimiche
Teratologia veterinaria
Tossicologia sperimentale veterinaria
Tossicologia veterinaria
------------------------
(41/a) Insegnamento così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 584 (Gazz.
Uff. 24 marzo 1988, n. 70).
Tabella XXXIII-bis (41/b)
Laurea in storia
Durata del corso di studio: quattro anni.
Il corso di studi si distingue in sei indirizzi:
A) Antico; B) Medioevale; C) Moderno; D) Contemporaneo; E) Orientale; F)
Storico-religioso.
Sono titoli di ammissione: a) il diploma di scuola media superiore di durata
quinquennale; b) il diploma rilasciato al termine dell'anno integrativo
frequentato dopo il conseguimento del diploma di scuola media superiore di
durata quadriennale.
A) Indirizzo antico:
Sono insegnamenti fondamentali:
* storia romana;
* storia greca;
* storia orientale antica;
* storia medioevale;
archeologia e storia dell'arte greca e romana;
storia del Mediterraneo antico orientale;
* papirologia;
geografia storica del mondo antico;
epigrafia e antichità greche;
epigrafia e antichità romane;
* letteratura italiana.
Sono insegnamenti complementari:
antichità greche e romane;
* archeologia cristiana;
archeologia fenicio-punica;
archeologia greca e romana;
archeologia orientale;
archeologia delle province romane;
assiriologia;
* ebraico e lingue semitiche comparate;
egittologia;
epigrafia greca;
epigrafia latina;
epigrafia semitica;
esegesi delle fonti della storia greca e romana;
* etnologia;
etruscologia e archeologia italica;
filologia semitica;
filologia greca e latina;
ittitologia;
* letteratura cristiana antica;
* letteratura greca;
* letteratura latina;
numismatica antica;
paleografia greca;
paleografia latina;
paletnologia;
storia del cristianesimo antico;
storia del diritto greco;
* storia del diritto romano;
storia economica del mondo antico;
storia della filosofia antica;
storia delle religioni del mondo classico;
una storia regionale del mondo antico (da specificare nello
statuto);
storia sociale del mondo antico;
topografia dell'Italia antica;
storia delle origini cristiane.
B) Indirizzo medioevale:
Sono insegnamenti fondamentali:
* storia medioevale;
* storia romana;
* storia moderna;
storia dell'arte medioevale;
* letteratura italiana;
* paleografia e diplomatica;
lingua e letteratura medioevale;
storia economica medioevale;
* geografia storica dell'Europa;
storia della filosofia medioevale;
istituzioni medioevali.
Sono insegnamenti complementari:
* archivistica;
storia bizantina;
filologia romanza;
storia medioevale dell'oriente europeo;
storia dei Paesi islamici;
archeologia medioevale;
bibliografia e biblioteconomia;
cronologia e cronografia;
numismatica, sfragistica e araldica;
epigrafia medioevale;
storia del diritto italiano;
museologia;
didattica della storia;
* antropologia culturale;
teoria e storia della storiografia;
storia del commercio e della navigazione;
codicologia;
storia delle esplorazioni geografiche;
storia e civiltà precolombiane dell'America;
storia dell'Europa medioevale;
* politica economica europea;
paleografia bizantina;
esegesi delle fonti della storia medioevale;
letteratura umanistica;
storia agraria medioevale;
una storia regionale italiana nel medioevo (da precisare
nello statuto);
storia del Cristianesimo medioevale;
pubblicistica e cronachistica medioevale;
storia degli insediamenti tardo-antichi e medioevali;
linguistica, onomastica e toponomastica medioevale;
storia della Chiesa medioevale e dei movimenti ereticali.
------------------------
(41/b) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 31 ottobre 1972, n. 847 (Gazz.
Uff. 4 gennaio 1973, n. 4), e poi dal D.P.R. 14 gennaio 1980, n. 280 (Gazz. Uff.
26 giugno 1980, n. 174), il quale agli artt. 2 e 3, ha così disposto:
"Art. 2. - Entro il termine massimo di quattro anni dalla data del presente
decreto, i piani di studio per il conseguimento della laurea in storia saranno
modificati per ciascuna Università in conformità al nuovo ordinamento con la
procedura di cui all'art. 17 del testo unico delle leggi sull'istruzione
superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592.
Art. 3. - Lo studente in corso, o fuori corso, può optare per il nuovo
ordinamento. In tal caso la facoltà stabilirà per ciascun studente le modalità
per la convalida degli esami sostenuti ed il nuovo piano di studi da seguire per
il conseguimento della laurea".
C) Indirizzo moderno:
Sono insegnamenti fondamentali:
* storia moderna;
storia dell'arte moderna;
* storia delle istituzioni e delle dottrine politiche;
teoria e storia della storiografia nell'età moderna;
* letteratura italiana;
storia economica dell'età moderna;
* geografia storica dell'Europa;
* storia della filosofia moderna e contemporanea;
metodi quantitativi applicati alla storia;
storia della scienza e della tecnica nell'età moderna;
storia degli antichi stati italiani.
Sono insegnamenti complementari:
storia dell'Africa;
storia dell'Asia;
storia dell'America latina;
storia dell'Europa orientale;
storia del Rinascimento;
storia dell'America settentrionale;
letteratura italiana moderna;
storia dell'età della Riforma e Controriforma;
storia dell'età dell'Illuminismo;
* storia del Risorgimento;
* storia e tecnica militare;
storia di una regione italiana nell'età moderna (da specifi-
care in ciascun statuto);
storia della sanità;
storia della chimica;
storia urbana;
* storia delle tecnologie;
storia agraria moderna;
storia delle esplorazioni e scoperte geografiche;
storia del commercio e dell'industria;
storia della moneta e della borsa;
* politica economica europea;
etnologia storica;
cronologia e tecniche della misura del tempo;
* istituzioni di educazione civica;
storia della fisica;
storia delle matematiche;
storia della navigazione;
storia dell'Europa occidentale nell'età moderna.
D) Indirizzo contemporaneo:
Sono insegnamenti fondamentali:
* storia contemporanea;
* storia del Risorgimento;
* storia delle istituzioni e delle dottrine politiche;
storia dell'arte contemporanea;
* letteratura italiana;
storia economica dell'età industriale;
* geografia storica dell'Europa;
* storia della filosofia moderna e contemporanea;
metodologie sociologiche;
storia della scienza e della tecnica nell'età contemporanea;
teoria e storia della storiografia nell'età contemporanea.
Sono insegnamenti complementari:
* geografia politica ed economica;
metodi quantitativi applicati alle scienze storiche e tecni-
che delle previsioni;
letteratura italiana contemporanea;
storia della colonizzazione e della decolonizzazione;
storia dei Paesi africani nell'età contemporanea;
storia dei Paesi del vicino e medio Oriente nell'età contem-
poranea;
storia degli Stati Uniti d'America;
* storia della Cina contemporanea;
* storia del Giappone contemporaneo;
storia dell'America latina contemporanea;
storia dell'Europa contemporanea;
* storia della Russia e dell'Unione sovietica;
storia della Gran Bretagna e del Commonwealth;
storia della Francia contemporanea;
storia della Spagna contemporanea;
storia della Germania contemporanea;
storia contemporanea dei Paesi scandinavi;
storia del giornalismo;
demografia storica;
storia della moneta e della banca;
storia di una regione italiana (da precisare nello statuto);
* storia e tecnica militare;
storia dell'aviazione;
storia dei trasporti;
storia degli sport;
* politica economica europea;
* storia delle tecnologie;
* istituzioni di educazione civica;
storia delle dottrine economiche;
storia delle tradizioni popolari;
storia dell'industria;
storia agraria contemporanea.
E) Indirizzo orientale:
Sono insegnamenti fondamentali:
* storia contemporanea;
* storia moderna;
storia economica;
* politica economica europea;
* geografia politica ed economica:
* letteratura italiana;
* antropologia culturale;
storia dell'Europa orientale;
storia e istituzioni dei Paesi islamici;
storia e istituzioni dell'Africa sub-sahariana;
storia del sub-continente indiano e dell'Asia orientale.
Sono insegnamenti complementari:
storia dell'Islamismo;
istituzioni giuridiche e sociali dell'Europa orientale;
lingua bulgara;
lingua ceca;
lingua greca moderna;
lingua polacca;
lingua romena;
lingua russa;
lingua serbocroata;
lingua svedese;
lingua tedesca;
lingua turca;
lingua ungherese;
storia della storiografia russa e sovietica;
storia economica dell'Europa orientale;
storia della Polonia;
* storia della Russia e dell'Unione sovietica;
diritto mussulmano;
dialettologia araba;
lingua araba;
lingua cinese;
lingua giapponese;
lingua hindi;
lingua indonesiana;
lingua persiana;
* storia del Giappone contemporaneo;
* storia della Cina contemporanea;
storia dell'India contemporanea;
storia e civiltà del vicino e medio Oriente dall'avvento
dell'Islam all'età moderna;
lingua amarica;
lingua berbera;
lingua hausa;
lingua somala;
lingua svahili;
storia dell'Africa e dell'Asia mediterranea;
religione e istituzioni dei popoli dell'Africa.
F) Indirizzo storico-religioso:
Sono insegnamenti fondamentali:
* storia greca;
* storia romana;
* storia medioevale;
* storia moderna;
* storia contemporanea;
storia della Chiesa;
storia del Cristianesimo;
storia delle religioni;
* letteratura italiana;
* letteratura cristiana antica;
* archeologia cristiana.
Sono insegnamenti complementari:
filologia veterotestamentaria;
filologia neotestamentaria;
* ebraico e lingue semitiche comparate;
storia della letteratura latina medioevale;
* letteratura latina;
* paleografia e diplomatica;
* archivistica;
* papirologia;
storia della teologia;
* letteratura greca;
filologia bizantina;
filologia medioevale e umanistica;
storia e sistemi delle relazioni tra Stato e Chiesa nell'età
moderna;
filosofia della storia;
filosofia della religione;
filosofia morale;
storia della filosofia;
filosofia teoretica;
sanscrito;
* etnologia;
sociologia;
storia religiosa dell'oriente cristiano;
agiografia;
storia dell'arte medioevale e moderna;
* storia del diritto romano;
storia della pedagogia;
storia dell'espansione coloniale e della decolonizzazione;
metodologia didattica della storia;
islamistica;
religioni dell'India e dell'estremo Oriente;
storia della liturgia;
ideologie sociali cristiane;
storia delle Chiese e dei movimenti religiosi cristiani;
storia religiosa dell'Europa.
Le materie fondamentali e complementari segnate con asterisco sono comuni ai
diversi indirizzi del corso di laurea.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed in almeno otto
insegnamenti complementari di cui sei dell'indirizzo prescelto.
Lo studente dovrà, inoltre, aver superato gli esami in due insegnamenti di
lingua straniera da muturarsi presso la stessa o altre facoltà della medesima
Università: una delle due lingue dovrà essere scelta fra quelle del gruppo
anglosassone ed una fra quelle del gruppo neolatino.
L'esame di laurea in storia consiste nella discussione di una dissertazione
scritta svolta dal candidato in uno degli insegnamenti relativi al corso di
laurea ed in rapporto al carattere della laurea stessa e dell'indirizzo
prescelto.
------------------------
Tabella XXXIV
Laurea in geografia
Durata del corso degli studi: due anni.
Titolo di ammissione:
a) primo biennio della laurea di lettere, con obbligo di aver superato gli esami
negli insegnamenti fondamentali consigliati, compresi in ogni caso i seguenti:
storia greca, ovvero storia romana (con esercitazioni di epigrafia romana), e
storia medioevale ovvero storia moderna;
b) primo biennio di una delle lauree in scienze naturali, scienze biologiche e
scienze geologiche, con obbligo di aver superato gli esami negli insegnamenti
fondamentali consigliati, e in ogni caso gli esami di botanica, zoologia,
mineralogia;
c) primo biennio della laurea in scienze politiche, con obbligo, di aver
superato gli esami negli insegnamenti fondamentali consigliati, compresi in ogni
caso i seguenti: storia moderna, storia e politica coloniale, statistica;
d) primo biennio della laurea in economia e commercio, con obbligo di aver
superato gli esami negli insegnamenti fondamentali consigliati, compresi in ogni
caso i seguenti: storia economica, statistica.
Insegnamenti fondamentali. - 1. Geografia (biennale). - 2. Geografia fisica. -
3. Geografia politica ed economica. - 4. Geologia. - 5. Antropologia. - 6.
Etnologia.
Insegnamenti complementari. - 1. Fisica terrestre. - 2. Astronomia. - 3.
Geodesia e topografia. - 4. Oceanografia. - 5. Vulcanologia. - 6. Geografia ed
etnografia dell'Africa italiana. - 7. Economia coloniale (42). - 8. Geografia
storica. - 9. Storia delle esplorazioni geografiche. - 10. Storia dei trattati e
politica internazionale. - 11. Storia e geografia dell'Asia orientale. - 12.
Storia e geografia dei paesi del Levante.
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in tre da lui
scelti fra i complementari.
Lo studente deve inoltre superare una prova attestante la conoscenza di due
lingue straniere moderne a sua scelta.
------------------------
(42) Insegnamento soppresso dal D.P.R. 28 maggio 1968, n. 801 (Gazz. Uff. 22
luglio 1968, n. 185).
Tabella XXXV (43)
Laurea in scienze ambientali
Titolo di ammissione al corso di laurea è quello previsto dal primo comma
dell'art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n. 910.
Il corso di laurea in scienze ambientali è organizzato in cinque anni, con
trentadue discipline annuali che danno luogo a ventotto esami dei quali quattro
integrati. L'impegno didattico complessivo è di 2.720 ore. Per le discipline
indicate, l'esame integrato è obbligatorio. Il numero degli studenti deve essere
determinato di anno in anno dal Ministero su proposta della facoltà, anche in
dipendenza delle prospettive del mercato del lavoro.
Il corso di studi è suddiviso in un biennio propedeutico ed in un triennio
articolato in due indirizzi: terrestre e marino.
L'indirizzo terrestre prevede due orientamenti: chimico, biologico.
L'indirizzo marino prevede quattro orientamenti: oceanografico, risorse
biotiche, risorse abiotiche, inquinamento.
L'organizzazione del corso di laurea è identificata da tre gruppi di discipline:
I) Discipline di formazione generale (biennio propedeutico).
II) Discipline di indirizzo (diffuse nel 3°, 4° e 5° anno anche se
principalmente concentrate nel 3° e 4°).
III) Discipline di orientamento (essenzialmente diffuse nel 4° e nel 5°).
Gli insegnamenti del primo e del secondo gruppo sono identificati
nominativamente, senza gradi di libertà per i corsi di laurea; le discipline di
orientamento sono invece attivate a scelta dei corsi di laurea, a condizione che
almeno due terzi di esse siano comprese negli elenchi contenuti nella tabella.
Più precisamente:
a) gli insegnamenti del bienno propedeutico costituiti da quattordici discipline
di formazione generale, obbligatorie per tutti i corsi di laurea e per tutti gli
indirizzi, che danno luogo a dodici esami di cui due integrati.
Il monte orario per l'attività didattica complessiva nel biennio è di 1.190 ore,
ripartite tra le diverse discipline;
b) per ciascuno degli indirizzi attivabili, è previsto un numero di discipline
obbligatorie di indirizzo, pari a dodici con dieci esami, di cui due integrati.
Il monte orario per l'attività didattica complessiva è di 1.020 ore.
Alcune di esse discipline possono essere comuni a più di un indirizzo.
La disciplina " teoria e applicazioni delle macchine calcolatrici " è
obbligatoria per tutti gli indirizzi;
c) per ciascun orientamento la tabella contiene un elenco di discipline, tra le
quali le facoltà devono scegliere quelle necessarie a costituire due o più
blocchi alternativi di quattro per ognuno di essi. Lo studente deve scegliere
uno di essi e le due discipline rimanenti a completamento dei trentadue
insegnamenti previsti dal curriculum. Le due discipline possono essere scelte
anche da elenchi di diversi orientamenti, purché coerenti con quello adottato.
Il monte orario per l'attività didattica complessiva relativa alle sei
discipline ammonta a cinquecentodieci ore.
Fermo restando il monte orario fissato nonché il numero delle discipline e degli
esami, la facoltà può adottare il metodo della didattica integrata limitatamente
agli orientamenti.
Il consiglio di corso di laurea determina, nel rispetto delle norme vigenti,
anche le modalità di svolgimento degli esami, fermi restando gli esami integrati
previsti dalla tabella, per i quali le commissioni di esame sono costituite dai
docenti che hanno afferito agli insegnamenti che danno luogo all'esame
integrato.
Sono ammessi al terzo anno gli studenti che hanno superato almeno dieci esami
dei dodici previsti nel biennio. Per sostenere gli esami delle discipline del
biennio bisogna avere superato quella o quelle a completamento del biennio.
Lo studente, preferibilmente nel biennio propedeutico, è tenuto a sostenere un
colloquio di conoscenza veicolare di lingua straniera.
La tesi di laurea dovrà comportare un lavoro sperimentale.
L'indirizzo di norma va riferito agli ecosistemi (suolo, mare, ecc.) mentre gli
orientamenti possono essere e tematici (chimico, biologico, ecc.) e rivolti ad
un particolare aspetto dell'ecosistema che caratterizza l'indirizzo (risorse
biotiche dell'ecosistema marino ecc.).
La presente tabella prevede due indirizzi (marino e terrestre) e sei
orientamenti. Le facoltà possono proporre l'introduzione di orientamenti diversi
da quelli in tabella, in dipendenza di accertate competenze e di esigenze
locali. Possono altresí proporre indirizzi diversi dai due in tabella, derivanti
dalla trasformazione di orientamenti attivati e sperimentati.
Gli eventuali orientamenti ed indirizzi diversi da quelli in tabella comportano
modifica di statuto e sono soggetti alle procedure previste dalle vigenti
disposizioni dell'ordinamento didattico.
Biennio propedeutico.
1° Anno:
1) istituzioni di matematica I;
2) fisica generale I;
3) chimica generale ed inorganica;
4) biologia I [a];
[a] Area biologica generale.
5) litologia e geologia;
6) diritto e legislazione dell'ambiente;
2° Anno
1) istituzioni di matematica II;
2) fisica generale II;
3) chimica organica;
4) biologia II [b];
[b] Area fisiologica generale.
5) ecologia;
6) fondamenti di analisi di sistemi ecologici (5,6 esame integrato);
7) laboratorio di fisica generale (2,7 esame integrato);
8) economia dell'ambiente.
Nel biennio propedeutico sono obbligatorie anche esercitazioni pratiche (ivi
compresi esercitazioni numeriche, metodi di osservazione, campionamento e
misure) secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge 18 marzo
1958, n. 311.
Del monte orario per esercitazioni almeno il 50% deve essere dedicato ad
esercitazioni di laboratorio e di campagna integrale all'interno delle singole
aree e tra le varie aree.
Indirizzi e orientamenti
Indirizzo: terrestre.
Titolo conseguibile: laurea in scienze ambientali (indirizzo terrestre).
Le seguenti dodici discipline di indirizzo distribuite sette nel terzo anno,
quattro nel quarto e una nel quinto anno, per complessivi dodici esami,
comportano un monte orario per l'attività didattica complessiva di milleventi
ore. In deroga a quanto previsto nei principi generali, solo per questo
indirizzo è consentito alle facoltà di sostituire l'ecologia applicata (terzo
anno) con la disciplina geografia fisica. Ove ciò avvenisse la disciplina
ecologia applicata è obbligatoria in tutti gli orientamenti dell'indirizzo.
3° Anno:
1) chimica analitica;
2) ecologia applicata;
3) fisica terrestre;
4) geopedologia;
5) teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici;
6) laboratorio di analisi chimica (1,6 esame integrato);
7) laboratorio di geopedologia (4,7 esame integrato).
4° Anno:
1) climatologia e meteorologia;
2) idrologia e idrogeologia;
3) metodi probabilistici, statistici e processi stocastici;
4) microbiologia.
5° Anno:
1) principi di valutazione di impatto ambientale.
Anche per dette discipline è da prevedere un numero di ore di esercitazioni
pratiche con le stesse modalità previste per il biennio propedeutico.
Le tabelle appresso riportate contengono le discipline entro le quali le facoltà
devono scegliere quattro insegnamenti per costituire i blocchi facoltativi di
orientamento e gli studenti i restanti due insegnamenti. Gli orientamenti,
mantenendo fede allo spirito dell'indirizzo, hanno una chiara connotazione di
tipo applicativo, alla quale è funzionale la scelta delle discipline indicate
nelle tabelle. Le discipline di orientamento devono essere opportunamente
distribuite nei tre anni. Esse dispongono di un monte orario per l'attività
didattica complessiva di cinquecentodieci ore.
Orientamento chimico
Nell'orientamento chimico è obbligatoria la scelta della chimica fisica:
1) analisi chimica strumentale;
2) analisi costi-benefici;
3) analisi degli inquinanti;
4) biochimica applicata;
5) chemiometria;
6) chimica dell'ambiente;
7) chimica delle fermentazioni e microbiologia industriale;
8) chimica del restauro;
9) chimica del terreno;
10) chimica fisica;
11) chimica tossicologica;
12) cooperazione internazionale per la tutela dell'ambiente;
13) diritto comparato dell'ambiente;
14) diritto regionale e degli enti locali;
15) ecologia applicata;
16) economia dei processi produttivi;
17) economia dello sviluppo e tutela dell'ambiente;
18) ecotossicologia;
19) esercitazioni di preparazioni chimiche;
20) geografia fisica;
21) geochimica;
22) istituzioni e politica dell'ambiente;
23) metodi e tecniche di antinquinamento;
24) metodi e tecniche di disinquinamento;
25) modelli matematici;
26) pianificazione ed assetto del territorio;
27) politica economica dell'ambiente;
28) radioattività;
29) radiochimica ambientale;
30) tossicologia e controllo degli inquinanti;
31) tutela dei beni artistici e monumentali;
32) tutela dei parchi e delle risorse naturali;
33) chimica fisica ambientale;
34) geomorfologia.
Orientamento biologico:
1) analisi costi-benefici;
2) antropologia;
3) biochimica;
4) biochimica applicata;
5) biogeografia;
6) biopedologia;
7) conservazione e protezione della natura;
8) cooperazione internazionale per la tutela dell'ambiente;
9) economia dello sviluppo e tutela dell'ambiente;
10) etologia;
11) fisiologia comparata;
12) fisiologia vegetale;
13) genetica;
14) genetica di popolazioni;
15) geografia economica;
16) geografia fisica;
17) gestione delle risorse idriche;
18) idrobiologia;
19) igiene;
20) istituzioni e politica comunitaria dell'ambiente;
21) limnologia;
22) metodi e tecniche di disinquinamento;
23) modelli matematici;
24) politica economica dell'ambiente;
25) radioattività;
26) ricerca operativa e pianificazione delle risorse;
27) sistematica animale;
28) sistematica vegetale.
Indirizzo: marino.
Titolo conseguibile: laurea in scienze ambientali (indirizzo marino).
Le dodici discipline di indirizzo risultano collocate sette nel terzo anno,
quattro nel quarto e una nel quinto anno, con un monte orario per l'attività
didattica complessiva di milleventi ore.
3° Anno:
1) chimica analitica;
2) sedimentologia;
3) oceanografia e meteorologia;
4) oceanografia biologica;
5) oceanografica chimica;
6) teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici;
7) laboratorio di strumentazione oceanografica (3,7 esame integrato).
4° Anno:
1) ecologia applicata;
2) geologia marina;
3) laboratorio di ecologia applicata (1,3 esame integrato);
4) metodi probabilistici, statistici e processi stocastici.
5° Anno:
1) principi di valutazione di impatto ambientale.
Orientamenti.
Si tratta di quattro possibili orientamenti per i quali si forniscono i relativi
elenchi di discipline cui le facoltà dovranno attingere per creare blocchi
facoltativi di cinque materie cadauno. Anche in questo caso le restanti due
discipline potranno essere scelte liberamente purché coerenti con
l'orientamento.
Oceanografico:
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento;
2) diritto del mare;
3) elementi di costruzioni marittime;
4) elettronica applicata;
5) fisica terrestre;
6) geodesia e idrografia;
7) geofisica marina;
8) idrodinamica costiera e difesa litorale;
9) planctologia;
10) protezione dell'ambiente marino;
11) radioattività;
12) topografia e cartografia.
Risorse biotiche:
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento;
2) biochimica degli organismi marini;
3) biologia della pesca e acquacoltura;
4) biotecnologia marina;
5) chimica delle sostanze naturali marine;
6) diritto del mare;
7) economia delle risorse biotiche marine;
8) elettronica applicata;
9) fisiologia degli organismi marini;
10) fitobiologia;
11) genetica;
12) inquinamento e depurazione dell'ambiente marino;
13) metodi matematici di ottimizzazione;
14) microbiologia marina;
15) modelli matematici;
16) planctologia;
17) protezione dell'ambiente marino;
18) sistematica degli organismi animali marini;
19) sistematica degli organismi vegetali marini.
Risorse abiotiche:
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento;
2) chimica delle sostanze naturali marine;
3) diritto del mare;
4) elettronica applicata;
5) evoluzione delle coste e della piattaforma continentale;
6) fisica terrestre;
7) geofisica marina;
8) geofisica mineraria;
9) geologia marina applicata;
10) regime e protezione dei litorali;
11) inquinamento e depurazione dell'ambiente marino;
12) metodi matematici di ottimizzazione;
13) modelli matematici;
14) protezione dell'ambiente marino;
15) radioattività;
16) stratigrafia marina;
17) topografia e cartografia.
Inquinamento:
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento;
2) biochimica degli organismi marini;
3) chimica degli inquinanti;
4) chimica tossicologica;
5) corrosione;
6) dinamica delle grandi masse;
7) elementi di costruzioni marittime;
8) fisiologia degli organismi marini;
9) impianti e processi industriali chimici;
10) inquinamento e depurazione dell'ambiente marino;
11) metodi matematici di ottimizzazione;
12) microbiologia marina;
13) modelli matematici;
14) protezione dell'ambiente marino;
15) radioattività;
16) fisica terrestre.
------------------------
(43) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.P.R. 26 aprile 1988, n. 286 (Gazz.
Uff. 25 luglio 1988, n. 173) e poi così sostituita dal D.P.R. 31 ottobre 1988
(Gazz. Uff. 3 giugno 1989, n. 128).
Tabella XXXVI (44)
Laurea in scienze internazionali e diplomatiche
Il corso degli studi per la laurea in scienze internazionali e diplomatiche ha
la durata di quattro anni.
Il corso di studio comprende un biennio di specializzazione ordinato secondo i
due indirizzi di operatore diplomatico e di operatore internazionale.
Al primo anno di corso possono iscriversi coloro che sono in possesso del titolo
di studio previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n.
910, previo superamento dell'esame di idoneità all'ammissione e nei limiti del
numero di posti disponibili fissato annualmente dal competente consiglio di
corso di laurea.
L'esame di idoneità all'ammissione ha luogo in un'unica sessione autunnale. La
commissione per l'esame di ammissione risulta formata dal preside della facoltà
di scienze politiche, dal presidente del corso di laurea, dai due docenti di
lingua inglese I e lingua francese I e da altri tre docenti del corso di laurea
in scienze internazionali e diplomatiche. Essa è inoltre affiancata da due
osservatori nominati dal Ministero degli affari esteri.
I candidati devono dimostrare di possedere una buona conoscenza della lingua
scritta e parlata inglese o francese, nonché una buona cultura generale. A
questo fine oltre ad una prova orale è prevista una prova di componimento
scritta nella lingua straniera scelta su un tema di attualità.
La commissione forma una graduatoria di merito che viene esposta all'albo del
corso di laurea. L'idoneità non costituisce titolo di studio e non dà luogo ad
attestazioni di alcun genere.
Il trasferimento agli anni di corso successivi al primo degli studenti iscritti
ad altri corsi di laurea e l'iscrizione dei laureati ha luogo subordinatamente
al numero di posti resisi disponibili per quell'anno.
Ogni insegnamento può essere articolato in corsi di lezioni ufficiali
integrative, esercitazioni e seminari. Gli insegnamenti sono annuali o
semestrali. Due insegnamenti semestrali sono equivalenti ad un insegnamento
annuale. Sono materie di insegnamento distinte per durata in annuali (A) e
semestrali (S):
1° Anno:
istituzioni di diritto pubblico (A);
istituzioni di diritto privato (A);
istituzioni di sociologia (A);
storia moderna (S);
storia contemporanea (S);
istituzioni di economia politica (S);
istituzioni di politica economica (S);
scienza della politica (S);
statistica (S);
lingua francese I (A);
lingua inglese I (A).
2° Anno:
sistemi politici comparati (S);
storia ed istituzioni dei Paesi dell'Asia (S);
storia ed istituzioni dei Paesi dell'Africa (S);
storia ed istituzioni dei Paesi dell'America Latina (S);
storia ed istituzioni del Mondo Arabo (S);
economia internazionale (S);
diritto internazionale pubblico (A);
diritto internazionale privato (S);
organizzazioni internazionali (S);
diritti dell'uomo (S);
storia delle dottrine politiche (S);
lingua francese II (A);
lingua francese II (A).
3° Anno (Indirizzo operatore diplomatico):
storia dei trattati (S);
storia diplomatica (S);
stile diplomatico (S);
diritto comunitario (S);
geografia politica ed economica (A);
teoria ed analisi dei sistemi I (S);
cooperazione internazionale allo sviluppo (S);
lingua francese III (A);
lingua inglese III (A);
lingua complementare I (A);
un complementare annuale o due complementari semestrali.
3° Anno (Indirizzo operatore internazionale):
sistemi economici comparati (S);
economia aziendale (S);
finanza d'impresa (S);
economia monetaria e bancaria (S);
tecnica bancaria (S);
istituzioni finanziarie internazionali (S);
teoria ed analisi dei sistemi I (S);
cooperazione internazionale allo sviluppo (S);
lingua francese III (A);
lingua inglese III (A);
lingua complementare I (A);
un complementare annuale o due complementari semestrali.
4° Anno (Indirizzo operatore diplomatico):
sistemi economici comparati (S);
relazioni internazionali (S);
politica internazionale (S);
irenologia (S);
polemologia (S);
metodologia e tecnica del negoziato (S);
letterature moderne comparate (A);
lingua francese IV (A);
lingua inglese IV (A);
lingua complementare II (A) (stessa I);
un complementare annuale o due complementari semestrali.
4° Anno (Indirizzo operatore internazionale):
diritto e tecnica del commercio internazionale (S);
sistemi industriali comparati (S);
sistemi fiscali comparati (S);
relazioni economiche internazionali (A);
organizzazione industriale (S);
metodologie e tecniche del negoziato (S);
teoria ed analisi dei sistemi II (S);
lingua francese IV (A);
lingua inglese IV (A);
lingua complementare II (A) (stessa I);
un complementare annuale o due complementari semestrali.
Gli insegnamenti complementari e le lingue complementari vengono attivate dalla
facoltà nell'ambito degli insegnamenti compresi nel seguente elenco:
antropologia culturale (S);
diritto aerospaziale (S);
diritto amministrativo delle organizzazioni internazionali (S);
diritto consolare e notariato (S);
diritto contabile pubblico comparato (S);
diritto costituzionale italiano e comparato (S);
diritto del mare (S);
diritto diplomatico (S);
diritto ecclesiastico (S);
diritto internazionale dell'ambiente (S);
diritto internazionale dell'economia (S);
diritto penale internazionale (S);
diritto tributario (S);
ecologia (S);
economia dei trasporti e reti internazionali di trasporto (S);
etnolinguistica (S);
filosofia del diritto (A);
filosofia della politica (S);
fondamenti geografici delle relazioni internazionali (S);
geografia urbana (S);
politica agraria comparata (S);
psicologia applicata (S);
psicologia delle relazioni interpersonali (S);
psicologia sociale (S);
marketing internazionale (S);
merceologia delle fonti alimentari (S);
merceologia delle risorse naturali (S);
sociologia delle comunicazioni (S);
sociologia delle relazioni etniche (S);
sociologia delle relazioni internazionali (S);
sociologia politica (S);
storia ed istituzioni dell'America settentrionale (S);
storia ed istituzioni dell'Asia meridionale (S);
storia ed istituzioni dell'Europa orientale (S);
studi strategici (A);
tecniche di previsione (S);
tecniche valutarie dei progetti (S);
teoria e tecnica delle comunicazioni di massa (S);
lingua araba (A);
lingua cinese (A);
lingua danese (A);
lingua giapponese (A);
lingua greca (A);
lingua hindi (A);
lingua olandese (A);
lingua portoghese (A);
lingua russa (A);
lingua spagnola (A);
lingua swahili (A);
lingua serbo-croata (A);
lingua tedesca (A);
Possono essere scelti come insegnamenti complementari oltre a quelli attivati di
cui al relativo elenco anche quelli fondamentali dell'indirizzo non scelto.
Agli insegnamenti del biennio propedeutico lo studente potrà aggiungere non più
di due insegnamenti attivati nel biennio di specializzazione.
Per poter sostenere gli esami di ciascuna disciplina lo studente deve ottenere
l'attestato di frequenza ai corsi, alle esercitazioni ed ai seminari (firma sul
libretto) ed aver sostenuto con esito positivo apposite prove scritte che
verranno indicate nel manifesto annuale degli studi.
Il voto nella disciplina comprende la valutazione sulle prove scritte e sulla
prova orale. Per la frequenza ai corsi si richiamano espressamente gli articoli
14 e 15 del regolamento studenti.
Le precedenze per l'iscrizione e per l'esame fra gli insegnamenti del corso di
laurea sono stabilite come segue:
istituzioni di economia politica rispetto istituzioni di politica economica,
economia internazionale ed economia aziendale;
istituzioni di politica economica ed economia internazionale rispetto economia
monetaria e bancaria, sistemi economici comparati, economia dei trasporti e reti
internazionali di trasporto;
sistemi economici comparati rispetto sistemi industriali comparati e sistemi
fiscali comparati;
storia moderna rispetto storia contemporanea;
storia contemporanea rispetto tutte le altre discipline storiche;
scienza della politica rispetto sistemi politici comparati e relazioni
internazionali;
relazioni internazionali rispetto politica internazionale;
istituzioni di diritto pubblico ed istituzioni di diritto privato rispetto a
tutti gli altri insegnamenti giuridici;
diritto internazionale pubblico rispetto diritto internazionale privato,
organizzazioni internazionali, diritti dell'uomo, diritto comunitario, diritto
amministrativo delle organizzazioni internazionali, diritto aerospaziale,
diritto consolare e notariato, diritto diplomatico, diritto internazionale
dell'ambiente, diritto del mare e diritto penale internazionale;
diritto internazionale privato rispetto diritto internazionale dell'economia;
organizzazioni internazionali rispetto a diritto amministrativo delle
organizzazioni internazionali;
istituzioni di sociologia rispetto tutte le altre discipline sociologiche;
ogni anno di lingua rispetto l'anno successivo.
Per l'iscrizione al secondo biennio di specializzazione è necessario aver
superato gli esami delle lingue inglese II e francese II ed almeno otto
insegnamenti annuali o equivalenti del biennio propedeutico.
Una commissione interna integrata da due osservatori nominati dal Ministero
degli affari esteri esaminerà il curriculum di studi del candidato al biennio di
specializzazione e, avvalendosi anche di un colloquio integrativo, formulerà un
giudizio di orientamento per la sua iscrizione ad uno dei due indirizzi di
specializzazione (operatore diplomatico o operatore internazionale).
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver frequentato i corsi
e superato gli esami in tutte le discipline fondamentali e complementari
previste dallo statuto dell'Ateneo.
L'esame di laurea consiste nella discussione di una dissertazione scritta su un
argomento attinente almeno a tre degli insegnamenti seguiti dal candidato. Essa
dovrà essere depositata presso la segreteria in tre copie a stampa o
dattiloscritte entro venti giorni prima della sessione dei relativi esami.
La commissione di laurea sarà integrata da due osservatori nominati dal
Ministero degli affari esteri.
Sul diploma verrà indicato l'indirizzo seguito.
------------------------
(44) Tabella aggiunta dal D.P.R. 13 giugno 1988, n. 433 (Gazz. Uff. 11 ottobre
1988, n. 239).
Tabella XXXVII (45)
Laurea in relazioni pubbliche
La durata del corso di studi è di quattro anni.
I titoli di ammissione sono quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge.
Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve seguire i corsi e
superare gli esami in tutte le materie fondamentali (19 annualità) e in sei
insegnamenti complementari, per un totale di 25 annualità.
L'esame di laurea consiste nella discussione di un elaborato scritto.
Insegnamenti fondamentali:
1) Istituzioni di diritto privato;
2) Istituzioni di diritto pubblico;
3) Storia contemporanea;
4) Economia politica;
5) Economia aziendale;
6-7-8) Lingua inglese (triennale);
9-10-11) Altra lingua straniera (triennale);
12) Psicologia;
13) Sociologia;
14) Sociologia della comunicazione;
15) Statistica;
16) Tecniche pubblicitarie;
17) Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa;
18) Teoria e tecnica delle relazioni pubbliche;
19) Tecniche di ricerca di mercato.
Insegnamenti complementari:
1) Diritto costituzionale italiano e comparato;
2) Diritto della Comunità europea;
3) Comunicazioni delle organizzazioni complesse;
4) Comunicazioni d'impresa;
5) Diritto pubblico comparato;
6) Economia dell'impresa;
7) Economia dell'informazione;
8) Etica sociale;
9) Geografia (soprattutto antropica);
10) Politica della comunicazione pubblicitaria;
11) Lingua e letteratura italiana;
12) Economia ed organizzazione dello spettacolo;
13) Pianificazione e controllo della comunicazione pubblici-
taria;
14) Programmazione e controllo delle relazioni pubbliche;
15) Psicologia sociale;
16) Analisi di mercato;
17) Scienza dell'amministrazione;
18) Scienza della politica;
19) Semiotica;
20) Sociologia dei consumi;
21) Sociologia dell'organizzazione;
22) Sociologia della cultura;
23) Sociologia politica;
24) Statistica sociale;
25) Storia del costume e della moda;
26) Storia del giornalismo e delle comunicazioni di massa;
27) Storia della filosofia;
28) Storia dell'arte;
29) Storia della musica moderna e contemporanea;
30) Storia del teatro e dello spettacolo;
31) Storia moderna;
32) Metodologia e tecnica della ricerca sociale;
33) Tecniche di ricerca sociale;
34) Teoria e tecnica della elaborazione automatica dei dati;
35) Storia delle relazioni internazionali;
36) Storia e istituzioni della Comunità europea;
37) Psicologia del lavoro;
38) Sociologia del lavoro;
39) Diritto e legislazione dei beni culturali;
40) Storia del cinema;
41) Lingua straniera (quarta annualità).
------------------------
(45) Tabella aggiunta dal D.M. 25 luglio 1991 (Gazz. Uff. 21 marzo 1992, n. 68).
Tabella XXXVIII (46)
Laurea in biotecnologie agro-industriali
Art. 1 (Accesso al corso di laurea). - Costituiscono titoli di ammissione al
corso di laurea quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Il numero
degli iscritti sarà stabilito annualmente dal consiglio di facoltà, sentito il
consiglio di corso di laurea, sulla base dei criteri generali fissati dal
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi
dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/90. Il corso di laurea è
articolato in due indirizzi:
a) biotecnologie industriali;
b) biotecnologie vegetali.
Art. 2 (Durata degli studi del corso di laurea e articolazione dei curricula). -
La durata degli studi del corso di laurea è fissata in cinque. Ciascuno dei
cinque anni di corso potrà essere articolato in periodi didattici più brevi,
specificati nel regolamento didattico della facoltà.
L'attività didattico-formativa del corso di laurea comprende didattica
teorico-formale e didattica teorico-pratica. L'attività teorico-pratica è
comprensiva di esercitazioni, laboratori, seminari, corsi monografici,
dimostrazioni, attività guidate, visite tecniche, prove parziali di
accertamento, correzione e discussione di progetti ed elaborati, ecc. Parte
dell'attività didattica pratica potrà essere svolta anche presso qualificate
strutture e da personale degli istituti di ricerca scientifica, nonché dei
reparti ricerca e sviluppo di enti ed imprese pubbliche e private operanti nel
settore delle biotecnologie agro-industriali, previa stipula di apposite
convenzioni.
I contenuti didattico-formativi del corso di studi sono articolati in aree, i
cui obiettivi assieme con il monte ore minimo previsto per ciascuna area, sono
indicati nel successivo art. 5.
L'attività didattica è di norma organizzata sulla base di annualità, costituite
da corsi ufficiali di insegnamento monodisciplinari o integrati. Il corso di
insegnamento integrato è costituito da moduli coordinati eventualmente impartiti
da più docenti.
Nell'ambito della sperimentazione didattica, anche al fine di facilitare il
ricorso ad esperienze e professionalità esterne, nella predisposizione dei
curricula potrà essere previsto dal consiglio di corso di laurea l'utilizzazione
di speciali attività didattiche (quali corsi intensivi brevi, seminari, stages
in laboratori di istituti di ricerca scientifica operanti nel settore delle
biotecnologie agro-industriali) da quotarsi in ore sino ad una concorrenza
massima di duecento.
Durante il primo triennio del corso di laurea lo studente dovrà dimostrare la
conoscenza pratica e la comprensione di almeno una lingua straniera. Le modalità
dell'accertamento saranno definite dal consiglio di corso di laurea.
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente dovrà:
a) aver seguito con esito positivo gli insegnamenti impartiti per un totale di
3000 ore di attività didattica complessiva. Il numero delle annualità non potrà
essere inferiore a ventisette, né superiore a trenta;
b) aver svolto una tesi prevalentemente sperimentale.
Le facoltà, nello stabilire prove di valutazione della preparazione degli
studenti, faranno ricorso al criterio di continuità, di globalità e di
accorpamento in modo da limitare il numero degli eventuali esami tradizionali
tra ventisette e trenta.
L'impiego didattico complessivo in ore (tremila) è suddiviso in una prima parte
destinata alla formazione di base comune, per 1380 ore, una seconda parte alla
formazione di indirizzo per 360 ore. Le rimanenti ore sono destinate, per una
parte inferiore a 500, alla formazione nel settore applicativo, comprendente un
tirocinio pratico, secondo quanto specificato dall'art. 5, ultimo comma.
Art. 3 (Regolamenti di Ateneo). - Le facoltà, nel recepire nel regolamento di
Ateneo e nel regolamento didattico, l'ordinamento didattico nazionale
indicheranno per ciascuna area gli insegnamenti attingendoli dai raggruppamenti
indicati nell'art. 5 e che fanno riferimento al decreto ministeriale 28 luglio
1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 1990, n. 70-bis
(concorso pubblico a posti di professore universitario di ruolo, fascia degli
associati).
Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto
annuale degli studi, il consiglio di facoltà, su proposta del consiglio di corso
di laurea, definisce il piano di studi ufficiale del corso di laurea
comprendente le denominazioni degli insegnamenti da attivare, in applicazione di
quanto disposto al secondo comma dell'art. 11 della legge n. 341/90.
In particolare il consiglio di facoltà:
a) delibera il numero dei posti a disposizione degli iscritti al primo anno,
secondo quanto previsto dal precedente art. 1;
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento (monodisciplinari o integrati)
che costituiscono le singole annualità e le denominazioni dei corsi integrati;
c) sceglie le relative discipline rispettando le indicazioni dei raggruppamenti
di cui all'art. 5;
d) ripartisce il monte ore di ciascuna area fra le annualità che vi afferiscono,
precisando per ogni corso la frazione destinata alle attività teorico-pratiche;
e) fissa la frazione temporale delle discipline afferenti ad una medesima
annualità integrata;
f) indica le annualità di cui lo studente dovrà aver ottenuto l'attestazione di
frequenza e superato il relativo esame al fine di ottenere l'iscrizione all'anno
di corso successivo e precisa, altresì, le eventuali propedeuticità degli esami
di profitto.
Art. 5 (Articolazione del corso di laurea).
1. Formazione di base (1380 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi
didattico-formativi, insegnamenti consigliati e raggruppamenti disciplinari
attinenti.
Area 1 - Matematica (240 ore).
Lo studente deve dimostrare di aver acquisito i concetti base dell'analisi
matematica, del calcolo differenziale e dell'analisi numerica, con padronanza di
quegli strumenti di calcolo e metodologia che trovano applicazione nella
formulazione quantitativa di modelli matematici di processi a livello cellulare
e biomolecolare. Gli argomenti suddetti vengono illustrati con una formulazione
orientata ad una descrizione algoritmica e quindi molto legata all'uso del
calcolatore. Oltre ai concetti base di natura deterministica, lo studente deve
impadronirsi di un approccio di tipo stocastico: allo scopo vengono sviluppati i
concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio, il tutto
integrato con l'uso del calcolatore.
Insegnamenti consigliati:
analisi matematica;
calcolo delle probabilità e statistica;
calcolo numerico e programmazione.
Raggruppamenti disciplinari: A021, A022, A041, A042, I250.
Area 2 - Fisica (120 ore).
Lo studente deve dimostrare di conoscere la formulazione classica dei grandi
settori della fisica (meccanica, termodinamica, ottica ed elettromagnetismo) che
sono alla base della comprensione dei fenomeni e dei processi naturali. Lo
studente deve infine mostrare di conoscere i principi della meccanica
quantistica, elementi che sono alla base delle interazioni tra radiazione e
materia.
Insegnamenti consigliati: fisica.
Raggruppamenti disciplinari: B011, B012.
Area 3 - Chimica (240 ore).
Lo studente deve dimostrare di conoscere la relazione tra la struttura atomica e
le proprietà degli elementi, la natura dei legami chimici alla luce delle
interpretazioni moderne, le relazioni fra struttura molecolare e proprietà per
le diverse classi composti della chimica inorganica ed organica, le leggi che
regolano le trasformazioni delle specie chimiche. Lo studente deve mostrare
padronanza della chimica organica e conoscere le più importanti metodiche
spettroscopiche che consentono di inferire dall'osservabile sperimentale la
struttura di molecole e macromolecole di interesse biologico. Lo studente dovrà
infine aver acquisito le basi teoriche e le tecniche sperimentali che sono
utilizzate per la caratterizzazione chimica dei sistemi biologici, incluse le
tecniche di separazione e purificazione e l'uso di sensori specifici. Lo
studente deve altresì dimostrare di aver acquisto una sufficiente abilità
manuale in laboratorio.
Insegnamenti consigliati:
chimica generale e inorganica;
chimica organica;
chimica analitica;
chimica fisica.
Raggruppamenti disciplinari: C011, C031, C020, C032, C050.
Area 4 - Struttura e funzione delle molecole di interesse biologico e cicli
metabolici (180 ore).
Lo studente deve dimostrare di aver acquisito le basi sperimentali e
metodologiche per lo studio delle principali molecole di interesse biologico e
di aver compreso, sulla base di tali conoscenze, i meccanismi molecolari dei
fenomeni biologici.
Insegnamenti consigliati:
biochimica;
biologia molecolare.
Raggruppamenti disciplinari: E051, E042, G051.
Area 5 - Struttura e funzione degli organismi microbici e vegetali (240 ore).
Lo studente deve impadronirsi dei concetti fondamentali della biologia
attraverso uno studio morfologico fisiologico e genetico delle cellule, con
particolare riguardo ai microrganismi pro- ed eucariotici e alle cellule
vegetali. Tale studio comprenderà anche le interazioni cellulari, i
riconoscimenti, le comunicazioni, i fenomeni di membrana. Dalle leggi generali
della genetica e dello sviluppo si discenderà agli esempi particolari che
interessano la biologia dei microrganismi e delle piante. Lo studente dovrà
infine conoscere le relazioni filogenetiche tra gli organismi e la loro
posizione nella scala evolutiva e sistematica.
Insegnamenti consigliati:
biologia generale;
microbiologica generale;
genetica;
fisiologia vegetale;
citologia.
Raggruppamenti disciplinari: E051, E012, E033, E031, E011, G052, G025, E022.
Area 6 - Tecnologie cellulari e biomolecolari (laboratorio) (240 ore).
Lo studente deve acquisire i fondamenti e le metodologie per lo studio e la
manipolazione in vitro di cellule, e funzioni cellulari, anche mediante
modificazioni del patrimonio genetico, al fine di selezionare e produrre
cellule, macromolecole ed organismi di interesse biotecnologico. A tal fine lo
studente deve anche essere in grado di analizzare la struttura primaria delle
macromolecole di interesse biologico, di modificarle e sintetizzarle. Apprenderà
le tecniche di clonaggio, costruzione di genoteche e ibridazione di acidi
nucleici. Dovrà altresì conoscere le metodologie dell'uso di anticorpi
policlonali e monoclonali.
Insegnamenti consigliati:
biochimica cellulare;
tecniche di colture cellulari;
biochimica macromolecolare;
fisiologia cellulare.
Raggruppamenti discipinari: E033, E051, E042, G025, E041, G052.
Area 7 - Economia ed organizzazione dell'azienda agro-industriale (120 ore).
Lo studente deve acquisire le conoscenze di base dell'economia e dei sistemi
organizzativi dell'azienda agro-industriale. Dovrà acquisire le conoscenze
fondamentali relative al marketing dei prodotti agro-industriali.
Insegnamenti consigliati:
economia e gestione dell'azienda;
agraria e agro-industriale;
marketing dei prodotti agro-alimentari;
metodologia statistica in agricoltura.
Raggruppamenti disciplinari: P041, P042, P021, P022, P023, G010, I270.
2. Formazione di indirizzo.
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, insegnamenti consigliati e
raggruppamenti disciplinari attinenti.
2.1. Indirizzo in biotecnologie industriali (360 ore).
Area 8 - Principi di ingegneria biochimica (120 ore).
Lo studente deve saper affrontare sistematicamente lo studio dell'equilibrio
chimico fisico di un sistema e la sua evoluzione a partire da uno stato di non
equilibrio. In particolare deve conoscere i principi della termodinamica e il
significato delle varie grandezze e funzioni utilizzate per caratterizzare lo
stato di un sistema. Deve conoscere i fondamenti della cinetica chimica in
relazione dell'azione catalitica e fisica con riferimento ai fenomeni di
trasporto di proprietà (materia, calore e quantità di moto) ed inoltre deve
conoscere le moderne teorie termodinamiche dei processi che evolvono
irreversibilmente al di fuori delle condizioni di equilibrio. Lo studente deve
anche dimostrare di avere padronanza dei principi del comportamento reologico
dei fluidi non-newtoniani. Particolare attenzione deve essere posta a verificare
che lo studente abbia acquisito la capacità di usare i concetti suddetti per
affrontare e simulare matematicamente processi a livello biochimico e cellulare.
Insegnamenti consigliati:
principi di ingegneria biochimica;
termodinamica dell'ingegneria chimica;
chimica industriale;
biochimica industriale.
Raggruppamenti disciplinari: I151, I153, I152, C020, C040, E051.
Area 9 - Applicazioni di ingegneria biochimica (120 ore).
Lo studente deve dimostrare di conoscere i principi di funzionamento delle
operazioni unitarie di interesse biotecnologico, della stretta interconnessione
dei suddetti principi con quanto appreso a livello di ingegneria cellulare e
biomolecolare. Lo studente deve inoltre dimostrare di saper compiere un percorso
culturale che, partendo dalla programmazione degli esperimenti, dall'analisi dei
dati e dalle conoscenze delle tecniche di ottimizzazione, sia in grado di
simulare matematicamente e quindi sviluppare un processo biotecnologico. Lo
studente deve essere perciò padrone di quei concetti di impiantistica che
consentono di trasformare il processo biotecnologico studiato in una
realizzazione produttiva.
Insegnamenti consigliati:
analisi e simulazione dei processi biotecnologici;
processi biologici industriali;
impianti biotecnologici.
Raggruppamenti disciplinari: I152, I151, G052, C040, C090.
Area 10 - Microbiologia industriale (120 ore).
Lo studente deve dimostrare di aver appreso i principi della moltiplicazione e
riproduzione microbica in sistemi chiusi ed aperti, deve conoscere la geometria
dei bioreattori, la composizione dei mezzi colturali, il trasferimento di massa
e di energia, in funzione della natura delle cellule e delle esigenze del
processo fermentativo. Dovrà inoltre saper trasformare le conoscenze
microbiologiche di base in procedimenti di produzione di biomassa microbica e
saper impostare il controllo delle varie fasi del processo produttivo o
trasformativo.
Insegnamenti consigliati: microbiologia industriale.
Raggruppamenti disciplinari: F052, G052, C100.
2.2. Indirizzo biotecnologie vegetali (360 ore).
Area 11 - Biologia delle piante coltivate (180 ore).
Lo studente deve dimostrare di conoscere le basi biochimiche e fisiologiche
della produttività delle piante. Dovrà inoltre conoscere i processi di
acquisizione dei nutrienti e dell'energia, dei meccanismi di regolazione
metabolica, nonché di adattamento delle piante alle condizioni ambientali.
Insegnamenti consigliati:
fisiologia delle piante coltivate;
fertilità del suolo e nutrizione delle piante;
biochimica agraria.
Raggruppamenti disciplinari: E012, G051.
Area 12 - Biotecnologie vegetali (180 ore).
Lo studente deve dimostrare di conoscere le basi della variabilità genetica in
collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma.
Insegnamenti consigliati:
biotecnologie genetiche;
miglioramento genetico delle piante coltivate;
risorse genetiche agrarie;
genetica applicata.
Raggruppamenti disciplinari: G025, E033, G041, G042, G052.
La facoltà, nel destinare agli specifici insegnamenti le rimanenti 1260 ore, ha
il vincolo di destinare almeno 500 ore alle discipline del settore applicativo
per dare allo studente un'adeguata conoscenza del sistema nel quale le
biotecnologie dovranno essere applicate.
Per l'indirizzo "biotecnologie industriali" le 500 ore dedicate alla conoscenza
del settore applicativo riguarderanno:
l'industria agro-alimentare;
l'industria farmaceutica;
il riciclo delle biomasse;
i processi di depurazione e disinquinamento.
Per l'indirizzo "biotecnologie vegetali" la conoscenza del sistema applicativo
riguarderà:
le tecnologie agronomiche;
le coltivazioni;
la difesa delle colture dai parassiti;
la conoscenza dell'ambiente agro-forestale.
------------------------
(46) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 23 novembre 1991 (Gazz. Uff. 12
maggio 1992, n. 109).
Tabella XXXVIII-bis (47)
Corso di diploma universitario in biotecnologie agro-industriali
Art. 1 (Accesso al corso di diploma). - Costituiscono titoli di ammissione al
corso di diploma quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Il numero
degli iscritti sarà stabilito annualmente dal consiglio di facoltà in base ai
criteri generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9, quarto comma, della legge n.
341/90. Il corso di diploma è articolato in due indirizzi:
a) biotecnologie industriali;
b) biotecnologie vegetali.
Art. 2 (Durata degli studi e articolazione dei curricula). - La durata degli
studi è fissata in tre anni. Ciascuno dei tre anni di corso potrà essere
articolato in periodi didattici più brevi, specificati nel regolamento didattico
della facoltà.
L'attività didattico-formativa comprende didattica teorico-formale e didattica
teorico-pratica. L'attività teorico-pratica è comprensiva di esercitazioni,
laboratori, seminari, corsi monografici, dimostrazioni, attività guidate, visite
tecniche, prove parziali di accertamento, correzione e discussione di progetti
ed elaborati, ecc. Parte dell'attività didattica pratica potrà essere svolta
anche presso qualificate strutture e da personale degli istituti di ricerca
scientifica, nonché dei reparti ricerca e sviluppo di enti ed imprese pubbliche
e private operanti nel settore delle biotecnologie agro-industriali, previa
stipula di apposite convenzioni.
L'impegno didattico complessivo (in ore 1800) è suddiviso in una prima parte
destinata alla formazione di base comune, per 860 ore, una seconda parte
destinata alla formazione di indirizzo per 200 ore ed una quota di almeno 200
ore al tirocinio e/o elaborato finale. Le rimanenti ore sono affidate alla
scelta delle singole sedi per approfondimenti teorici o pratici, ampliamenti
professionali, ecc.
I contenuti didattico-formativi sono articolati in aree; il monte ore minimo
previsto per ciascuna area è indicato nell'art. 6.
L'attività didattica è di norma organizzata sulla base di annualità, in numero
compreso tra quindici e diciotto, costituite da corsi ufficiali di insegnamento
monodisciplinari o integrati. Il corso di insegnamento integrato è costituito da
moduli coordinati eventualmente impartiti da più docenti.
Le facoltà, nello stabilire prove di valutazione della preparazione degli
studenti, faranno ricorso a criteri di continuità, di globalità e di
accorpamento in modo da limitare il numero degli eventuali esami tradizionali
tra quindici e diciotto.
Nell'ambito della sperimentazione didattica, anche al fine di facilitare il
ricorso ad esperienze e professionalità esterne, nella predisposizione dei
curricula potrà essere previsto dal consiglio di corso di laurea l'utilizzazione
di speciali attività didattiche (quali corsi intensivi brevi, seminari, stages
in laboratori di istituti di ricerca scientifica operanti nel settore delle
biotecnologie agro-industriali), da quotarsi in ore sino ad una concorrenza
massima di centoventi.
Durante il primo biennio lo studente dovrà dimostrare la conoscenza pratica e la
comprensione di almeno una lingua straniera. Le modalità dell'accertamento
saranno definite dal consiglio di facoltà.
L'esame di diploma consiste in una discussione tendente ad accertare la
preparazione di base e professionale del candidato, durante la quale potrà
essere discusso un eventuale elaborato finale.
Art. 3. - Le facoltà, nel recepire nel regolamento di ateneo e nel regolamento
didattico, l'ordinamento didattico nazionale, indicheranno per ciascuna area gli
insegnamenti attingendoli dai raggruppamenti indicati nell'art. 5 e che fanno
riferimento al decreto ministeriale 28 luglio 1990, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 70-bis del 4 settembre 1990 (concorso pubblico a posti di
professore universitario di ruolo, fascia degli associati).
Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto
annuale degli studi, il consiglio di facoltà definisce il piano di studi
ufficiale comprendente le denominazioni degli insegnamenti da attivare, in
applicazione di quanto disposto dal secondo comma dell'art. 11 della legge n.
341/90.
In particolare il consiglio di facoltà:
a) delibera il numero dei posti a disposizione degli iscrivibili al primo anno,
secondo quanto previsto dal precedente art. 1;
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento (monodisciplinari o integrati),
che costituiscono le singole annualità e le denominazioni dei corsi integrati;
c) sceglie le relative discipline, rispettando le indicazioni dei raggruppamenti
di cui all'art. 5;
d) ripartisce il monte ore di ciascuna area fra le annualità che vi afferiscono,
precisando, per ogni corso, la frazione destinata alle attività
teorico-pratiche;
e) fissa la frazione temporale delle discipline afferenti ad una medesima
annualità integrata;
f) indica le annualità di cui lo studente dovrà aver ottenuto l'attestazione di
frequenza e superato il relativo esame al fine di ottenere l'iscrizione all'anno
di corso successivo e precisa altresì le eventuali propedeuticità degli esami di
profitto.
Art. 5 (Riconoscimento degli studi). - Ai fini del proseguimento degli studi, il
corso di diploma universitario di cui all'art. 1 è strettamente affine al corso
di laurea in biotecnologie agroindustriali. Per il riconoscimento degli studi,
ai fini del passaggio ad altri corsi di laurea o di diploma della stessa o di
altre facoltà, le strutture didattiche pertinenti utilizzeranno il criterio
generale della loro validità culturale (propedeutica o professionale),
nell'ottica della formazione richiesta per il conseguimento del diploma di
laurea. Conseguentemente la facoltà potrà riconoscere tutti o parte degli
insegnamenti seguiti con esito positivo nel corso di diploma universitario,
indicando le singole corrispondenze anche parziali, con gli insegnamenti del
corso di laurea; la facoltà indicherà, inoltre, sia gli eventuali insegnamenti
integrativi, appositamente istituiti ed attivati, per completare la formazione
per accedere al corso di laurea, sia gli insegnamenti specifici del corso di
laurea necessari per conseguire il diploma di laurea. Gli insegnamenti
integrativi non sono necessariamente propedeutici agli insegnamenti specifici.
Il consiglio di facoltà indicherà, inoltre, l'anno di corso del corso di laurea
cui lo studente si potrà iscrivere; tale anno di corso, per coloro che siano in
possesso del diploma universitario, sarà almeno il terzo.
Nei trasferimenti degli studenti dal corso di laurea al corso di diploma il
consiglio di facoltà riconoscerà gli insegnamenti sempre con il criterio della
loro utilità al fine della formazione necessaria per il conseguimento del nuovo
titolo ed indicherà il piano degli studi da completare per conseguire il titolo
e l'anno di corso cui lo studente potrà iscriversi.
Art. 6 (Docenza). - La copertura dei moduli didattici attivati è affidata, nel
rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio di facoltà ai professori di ruolo
dello stesso gruppo disciplinare o di gruppo ritenuto dalla facoltà affine,
ovvero per affidamento o supplenza a professore di ruolo o ricercatore
confermato. Per realizzare una efficace attività didattica con adeguata
assistenza agli studenti, la singola classe di insegnamento avrà un numero di
studenti iscritti non superiore, di norma, alle cento unità.
Alla fine di facilitare il ricorso ad esperienze e professionalità esterne il
corso di insegnamento potrà comprendere moduli da affidare a professori a
contratto, con le modalità previste negli statuti delle singole università, nel
rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia.
Art. 7 (Articolazione del corso di diploma).
1. Formazione di base comune (860 ore).
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore e raggruppamenti
disciplinari attinenti.
Area 1 - Matematica (120 ore).
Raggruppamenti disciplinari: A021, A022, A041, A042, I250.
Area 2 - Fisica (60 ore).
Raggruppamenti disciplinari: B011, B012.
Area 3 - Chimica.
Area 4 - Struttura e funzione delle molecole di interesse biologico e cicli
metabolici (200 ore).
Raggruppamenti disciplinari: C011, C031, C020, C032, C050, E051, E042, G051.
Area 5 - Struttura e funzione degli organismi microbici e vegetali (120 ore).
Raggruppamenti disciplinari: E051, E012, E033, E031, E011, G052, G025.
Area 6 - Tecnologie cellulari e biomolecolari (laboratorio) (240 ore).
Raggruppamenti disciplinari: E033, E051, E042, G025.
Area 7 - Economia ed organizzazione dell'azienda agro-industriale (120 ore).
Raggruppamenti disciplinari: P041, P042, P021, P022, P023, G010, I270.
2. Formazione di indirizzo.
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore e raggruppamenti
disciplinari attinenti.
2.1. Indirizzo in biotecnologie industriali (200 ore).
Area 8 - Principi di ingegneria biochimica.
Area 9 - Applicazioni di ingegneria biochimica (120 ore).
Raggruppamenti disciplinari: I151, I263, I152, G052, C020, C040.
Area 10 - Microbiologia industriale (80 ore).
Raggruppamenti disciplinari: F052, G052, C100.
2.2. Indirizzo biotecnologie vegetali (200 ore).
Area 11 - Biologia delle piante coltivate (100 ore).
Raggruppamenti disciplinari: E012, G051.
Area 12 - Biotecnologie vegetali (100 ore).
Raggruppamenti disciplinari: G025.
------------------------
(47) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 23 novembre 1991 (Gazz. Uff. 12
maggio 1992, n. 109).
Tabella XXXIX (48)
Diploma universitario per ortottista ed assistente in oftalmologia
Art. 1. - Presso la facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il
corso di diploma universitario di ortottista ed assistente in oftalmologia.
Art. 2. - Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di fornire una
preparazione professionale teorico-pratica a personale sanitario tecnico
operante nel campo dell'oftalmologia, con particolare riguardo a: valutazione
sullo stato motore-sensoriale della visione binoculare e della sua
conservazione; valutazione della motilità oculare e della visione binoculare,
dell'ambliopia, del trattamento pre e post-operatorio dei pazienti con motilità
oculare alterata; valutazione delle problematiche legate ai vizi di refrazione
ed alla loro correzione; utilizzazione di tecniche diagnostiche e di ricerche
strumentali in oftalmologia, di procedure di rieducazione e riabilitazione
funzionale dell'handicap visivo, depistage.
Art. 3. - Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazione, eccetto il
caso di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o all'estero, per
corsi con contenuti ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi
dell'art. 11 della legge 19 novembre 1990, n. 341.
La delibera di riconoscimento dei crediti è adottata dal consiglio del corso di
diploma o dal consiglio di facoltà, secondo la normativa statutaria.
Art. 4. - In base alle strutture ed attrezzature disponibili il numero degli
iscrivibili al corso di diploma di cui all'art. 1 è stabilito dal senato
accademico, sentito il consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati
dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi
dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/1990.
Art. 5. - Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno del
corso di diploma coloro che hanno conseguito un diploma di istruzione secondaria
di secondo grado di durata quinquennale valido per l'accesso all'Università.
L'ammissione avviene previo accertamento dell'idoneità psico-fisica.
Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili,
l'accesso al corso di diploma, nei limiti dei posti determinati, è subordinato
al superamento di un esame mediante prova scritta per il 70% dei punti
disponibili ed alla valutazione del voto del diploma di scuola secondaria
superiore in misura pari al 30% del punteggio complessivo.
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso.
Art. 6. - Il corso di diploma prevede 2400 ore di insegnamento e di attività
pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio. Esso comprende aree, corsi
integrati e discipline ed è organizzato in cicli convenzionali (semestri); ogni
semestre comprende ore di insegnamento e di attività pratiche e di studio
guidate (primo anno 460 ore, secondo anno 420 ore, terzo anno 320 ore), il cui
peso relativo è definito in modo convenzionale (credito, corrispondente
mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio guidate comprendono
almeno il 50% delle ore previste.
Il tirocinio professionale è svolto per 320 ore nel primo anno, 420 ore nel
secondo e 460 nel terzo anno.
Art. 7. - Il consiglio di corso di diploma predispone un apposito libretto di
formazione che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo
dell'attività svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere
gli esami annuali e finali.
Art. 8. - La frequenza alle lezioni, ai tirocini ed alle attività pratiche è
obbligatoria e dev'essere documentata sul libretto personale dello studente. Per
essere ammessi al terzo anno, gli studenti debbono aver regolarmente frequentato
i corsi, superati gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed effettuato,
con positiva valutazione, i tirocini previsti.
Art. 9. - Gli studenti debbono sostenere ciascun anno gli esami per i corsi
integrati compresi nell'ordinamento.
Il consiglio della struttura didattica può organizzare la didattica in semestri.
Gli insegnamenti sono organizzati in cicli didattici successivi, verificabili in
rapporto alla loro propedeuticità, secondo quanto definito dal consiglio della
struttura didattica.
Per il calendario degli esami semestrali si applicano le stesse norme del corso
di laurea in medicina e chirurgia.
Art. 10. - Per attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico
connesse a specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti
a contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti, o attività
professionale svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle
materie che formano oggetto dell'insegnamento.
In tal caso si applica la normativa prevista dall'art. 25 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 382/1980.
Art. 11. - Per essere ammesso all'anno successivo lo studente deve avere
superato nelle due sessioni semestrali, tutti gli esami relativi all'anno di
corso e deve aver completato con positive valutazioni le attività di tirocinio.
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono una positiva
valutazione nelle attività di tirocinio possono ripetere l'anno in soprannumero
per non più di una volta.
Art. 12. - I corsi integrati e le relative discipline, facenti parte
dell'ordinamento del triennio utile per il conseguimento del diploma
universitario, sono comprese in aree. Le aree definiscono gli obiettivi che lo
studente deve raggiungere, nonché il peso relativo dell'area e dei relativi
corsi integrati (credito) ciascuno corrispondente indicativamente a 50 ore di
didattica formale applicata e di apprendimento.
Art. 13. - Sono attivabili come discipline integrate nei corsi previsti
dall'ordinamento discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di
professore di prima e seconda fascia.
Esse non danno luogo a verifiche di profitto autonome, ma costituiscono credito
all'interno del corso nel quale sono integrate.
Art. 14. - Le aree, con indicati i crediti, corrispondenti in linea generale a
50 ore di didattica complessiva, nonché i corsi integrati e le relative
discipline, sono i seguenti:
1° Anno:
I semestre:
Area 1 - Propedeutica (crediti 4.0).
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa dei fenomeni
biomedici.
1.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica:
fisica medica;
statistica medica;
informatica.
1.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica:
chimica;
chimica biologica.
1.3. Corso integrato di biologia e genetica:
biologia generale;
genetica medica.
1.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche.
II semestre:
Area 2 - Anatomia generale, fisiologia (crediti 4.0).
Obiettivo: acquisizione della propedeutica morfologica, funzionale, quantitativa
dei fenomeni biomedici.
2.1. Corso integrato di istologia:
istologia;
embriologia.
2.2. Corso integrato di anatomia generale, fisiologia:
anatomia umana;
fisiologia umana;
fisiologia oculare.
2.3. Inglese scientifico.
2.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche.
2° Anno:
I semestre:
Area III - Fisiopatologia - Visione binoculare (crediti 4.0).
Obiettivo: apprendimento dei fondamenti fisici e morfo-funzionali della funzione
visiva.
3.1. Corso integrato di ottica fisiopatologica:
ortottica I;
ottica e refrazione.
3.2. Corso integrato di anatomia e fisiologia dell'apparato visivo:
anatomia e fisiologia dell'apparato visivo;
ipovisione I.
3.3. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche.
II semestre:
Area IV - Semeiologia e patologia oculare (crediti 4.0).
4.1. Corso integrato di tecniche semeiologiche:
tecniche semeiologiche I;
campimetria;
senso luminoso;
senso cromatico;
adattometria;
contattologia.
4.2. Corso integrato di patologia oculare:
patologia oculare;
ipovisione II.
4.3. Corso integrato di neuroftalmologia:
ortottica II;
neuroftalmologia.
4.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche.
3° Anno:
I semestre:
Area V - Oftalmologia specialistica (crediti 4.0).
Obiettivo: apprendimento delle condizioni caratterizzanti e pertinenti alla
individualità del malato di affezioni dell'apparato visivo.
5.1. Corso integrato di pediatria generale:
pediatria generale;
neonatologia.
5.2. Corso integrato di neuropsichiatria:
fondamenti di neuropsichiatria;
psicologia.
5.3. Corso integrato di chirurgia ed assistenza oftalmica:
nozioni di chirurgia e assistenza oftalmica;
ortottica III.
5.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche.
II semestre:
Area: Tecniche semeiologiche e farmacologia (crediti 4.0).
Obiettivo: apprendimento delle tecniche semeiologiche di immagine, quantitative
ed elettrofisiologiche, acquisizione di aspetti diversi generali dell'attività
sanitaria.
6.1. Corso integrato di tecniche semeiologiche:
tecniche semeiologiche II: ERG, PEV, PERG, EOG, EMG, ecografia,
fluorangiografia, tonometria e tenografia, pachimetria, biometria;
ortottica IV.
6.2. Corso integrato di farmacologia:
farmacologia;
igiene e legislazione sanitaria.
6.3. Corso integrato di etica ed aspetti giuridici della professione:
etica professionale;
aspetti giuridici della professione.
6.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche.
Art. 15. - Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del
tirocinio con relativo esame finale e discussione di una tesi, consistente in
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il
diploma di ortottista ed assistente in oftalmologia.
Art. 16. - La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal
rettore ed è composta dal presidente del corso di diploma o suo delegato, da due
docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti nominati
rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica e dal Ministro della sanità.
Ove i Ministri non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio di ciascun
anno o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, provvede il
rettore, sentito il senato accademico.
Art. 17. - All'esame di diploma lo studente viene ammesso solo se abbia
frequentato i corsi e superato gli esami prescritti ed abbia ottenuto un
giudizio favorevole riguardo al tirocinio professionale.
Le commissioni di esame e di diploma sono costituite secondo le vigenti norme
universitarie.
Art. 18. - Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e
chirurgia.
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli
studi per il conseguimento del diploma di laurea.
Il consiglio di facoltà con propria delibera potrà eventualmente indicare corsi
integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la
formazione per accedere al corso di laurea.
------------------------
(48) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 20 gennaio 1992 (Gazz. Uff. 6
giugno 1992, n. 132).
Tabella XXXIX-bis (49)
Corso di diploma universitario per tecnico di laboratorio biomedico
Art. 1. - 1. Presso la facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il
corso di diploma universitario di tecnico di laboratorio biomedico.
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori
con conoscenze culturali di base e generali e con competenze professionali
specifiche tali da consentire una attività professionale tecnica e
biotecnologica sia in laboratori di indagine scientifico-sperimentale, sia in
laboratori di medicina clinica, sperimentali e di industrie, rivolta in
particolare alle analisi biochimiche, microbiologiche, di patologia clinica,
citopatologia ed istopatologia.
3. Il corso di diploma si articola negli indirizzi di:
a) patologia clinica;
b) biochimica clinica;
c) microbiologia clinica;
d) citopatologia;
e) laboratorio di anatomia patologica ed istocitopatologia;
f) ricerca biomedica e biotecnologie.
L'indirizzo è scelto dallo studente entro il 15 aprile del secondo anno di
corso.
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di
studi di livello universitario, sostenuti in Italia o all'estero, per corsi con
contenuti ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art.
11 della legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei
crediti è adottata dal consiglio della struttura didattica o dal consiglio di
facoltà, secondo la normativa statutaria.
5. Il corso di diploma prevede 2400 ore di insegnamento e di attività pratiche e
di studio guidate, nonché di tirocinio. Esso comprende aree, corsi integrati e
discipline ed è organizzato in cicli convenzionali (semestri); ogni semestre
comprende ore di insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate (primo
anno 460 ore, secondo anno 420 ore, terzo anno 320 ore), il cui peso relativo è
definito in modo convenzionale (credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le
attività pratiche e di studio guidate comprendono almeno il 50% delle ore
previste.
Il tirocinio professionale è svolto per 320 ore nel primo anno, 420 ore nel
secondo anno e 460 ore nel terzo anno.
6. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9,
quarto comma, della legge n. 341/90.
7. Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale.
Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili,
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati,
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili e dalla valutazione del voto
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio
complessivo.
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso.
8. Gli studenti debbono sostenere ciascun semestre gli esami per i corsi
integrati compresi nell'ordinamento.
Le discipline di un corso integrato non danno luogo ad esami; esse possono
tuttavia dar luogo, a scelta dello studente, ad una valutazione in itinere utile
per l'esame relativo al corso integrato. Non si possono sostenere gli esami di
un anno se non sono stati sostenuti tutti gli esami dell'anno precedente, né ci
si può iscrivere all'anno successivo se non sono stati sostenuti, entro la
sessione autunnale, tutti gli esami, tranne due sostenibili nella sessione di
recupero (gennaio-febbraio), dell'anno precedente.
Art. 2. - 1. I corsi integrati e le relative discipline facenti parte
dell'ordinamento del triennio utile per il conseguimento del diploma sono
compresi in aree. Le aree definiscono gli obiettivi che lo studente deve
raggiungere, nonché il peso relativo all'area.
Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente, a
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare.
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai
singoli corsi integrati può essere utilizzato per approfondimenti nell'area ove
viene preparata la tesi di diploma.
Gli studenti sono altresì tenuti a frequentare un corso di inglese scientifico
inteso ad acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica.
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi
scientifici, sarà effettuato al primo anno.
2. Le aree, con indicati i crediti, corrispondenti in linea generale a 50 ore di
didattica complessiva, nonché i corsi integrati e le relative discipline, sono i
seguenti:
------------------------
(49) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 8
giugno 1992, n. 133).
I Anno
I semestre:
Area 1 - Propedeutica (crediti: 4.0).
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei
fenomeni biologici.
1.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica:
fisica medica;
statistica medica;
informatica generale.
1.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica:
chimica e propedeutica biochimica.
1.3. Corso integrato di istologia ed anatomia:
istologia;
anatomia umana.
1.4. Corso integrato di biologia e genetica:
biologia generale;
biologia cellulare;
genetica generale.
1.5. Inglese scientifico.
I Anno
II semestre:
Area 2 - Biochimica, microbiologia e fisiologia (crediti: 4.0).
Obiettivo: apprendere i principi di funzionamento biochimico-fisiologici di
procarioti, eucarioti ed organismi; apprendere i principi di valutazione dei
parametri relativi.
2.1. Corso integrato di chimica biologica e biochimica clinica:
chimica biologica;
biochimica clinica;
biologia molecolare;
tecniche analitiche di chimica clinica.
2.2. Corso integrato di microbiologia e microbiologia clinica:
microbiologia;
microbiologia clinica.
2.3. Corso integrato di fisiologia umana:
fisiologia umana;
biofisica.
2.4. Corso integrato di organizzazione di laboratorio biomedico:
organizzazione di laboratorio;
norme di sicurezza in laboratorio;
strumentazione di laboratorio;
statistica;
informatica applicata.
------------------------
II Anno
I semestre:
Area 3 - Medicina sperimentale (crediti: 4.0).
Obiettivo: apprendere i fondamenti dei meccanismi eziologici in patologia umana,
compresi quelli indotti da micro-organismi, nonché i principi di loro
valutazione tramite metodologie di laboratorio.
3.1. Corso integrato di patologia generale:
patologia generale;
immunologia;
citopatologia.
3.2. Corso integrato di fisiopatologia generale:
fisiopatologia generale;
fisiopatologia endocrina e metabolica.
3.3. Corso integrato di microbiologia clinica:
microbiologia e virologia;
tecniche di analisi microbiologiche;
tecniche di analisi virologiche;
tecniche di analisi micologiche e parassitologiche.
II Anno
II semestre:
Area 4 - Patologia clinica, citopatologia ed istopatologia (crediti: 4.0).
Obiettivo: apprendere i fondamenti delle metodologie di laboratorio utilizzabili
in patologia umana.
4.1. Corso integrato di patologia clinica e di citopatologia:
patologia clinica;
patologia clinica sistematica;
tecniche di patologia clinica;
tecniche di citopatologia e patologia ultrastrutturale.
4.2. Corso integrato di immunologia e patologia cellulare:
immunologia cellulare;
patologia cellulare;
tecniche di immunologia;
tecniche di colture cellulari.
4.3. Corso integrato di istopatologia:
tecniche di istopatologia;
tecniche di analisi ultrastrutturale.
------------------------
III Anno:
A) Indirizzo in patologia clinica
Area A5 - Patologia clinica (crediti: 8.5).
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in
patologia clinica, immunologia e patologia molecolare diagnostica.
I semestre:
A5.1. Corso integrato di patologia clinica I:
patologia clinica;
metodologia di laboratorio;
controlli di qualità.
A5.2. Corso integrato di immunologia, ematologia di laboratorio ed
immunoematologia:
tecnologie molecolari in immunologia;
immunoematologia;
laboratorio di ematologia;
laboratorio di immunoematologia.
A5.3. Corso integrato di patologia molecolare diagnostica:
laboratorio di patologia clinica;
laboratorio di patologia molecolare.
II semestre:
A5.4. Corso integrato di patologia clinica II:
patologia clinica;
controlli di sicurezza in laboratorio.
A5.5. Corso integrato di patologia molecolare diagnostica;
patologia molecolare diagnostica;
metodologie di diagnosi molecolare in patologia clinica.
III Anno:
B) Indirizzo in biochimica clinica
Area B5 - Biochimica clinica (crediti: 8.5).
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in
biochimica e tossicologia clinica.
I semestre:
B5.1. Corso integrato in chimica e biochimica clinica I:
biochimica sistematica umana;
biochimica clinica;
metodologie biochimiche.
B5.2. Corso integrato di metodologia diagnostica biochimico-clinica I:
enzimologia;
tecniche di analisi automatizzate.
B5.3. Corso integrato di tossicologia clinica;
tossicologia ed analisi tossicologiche;
metodologie di monitoraggio dei farmaci.
II semestre:
B5.4. Corso integrato di chimica e biochimica clinica II;
chimica analitica;
biochimica clinica.
B5.5. Corso integrato di metodologia diagnostica biochimico-clinica II:
metodologia diagnostica molecolare;
analisi automatizzate.
III Anno:
C) Indirizzo di microbiologia clinica
Area C5 - Microbiologia clinica (crediti: 8.5).
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in
microbiologia, virologia, micologia e parassitologia clinica.
I semestre:
C5.1. Corso integrato di microbiologia I:
microbiologia;
batteriologia;
analisi microbiologiche.
C5.2. Corso integrato di virologia:
virologia;
virologia molecolare;
virologia diagnostica.
C5.3. Corso integrato di micologia:
micologia;
micologia diagnostica.
II semestre:
C5.4. Corso integrato di microbiologia II:
microbiologia speciale;
tecniche speciali di analisi nelle malattie infettive.
C5.5. Corso integrato di parassitologia;
parassitologia;
diagnostica parassitologica.
III Anno:
D) Indirizzo di citopatologia
Area D5 - Citopatologia (crediti: 8.5).
Obiettivo: apprendere i principi, le metodologie di analisi e di ricerca
specialistica in citopatologia e citogenetica.
I semestre:
D5.1. Corso integrato di citopatologia:
citopatologia;
tecniche di prelievo;
tecniche di colorazione.
D5.2. Corso integrato di citogenetica:
principi di citogenetica;
colture cellulari;
tecniche di allestimento dei preparati.
II semestre:
D5.3. Corso integrato di citopatologia II:
citopatologia speciale;
metodologie e tecniche di prelievo;
metodologie citologiche molecolari;
tecniche speciali di citopatologia.
D5.4. Corso integrato di immunologia cellulare:
immunologia cellulare;
immunologia molecolare.
D5.5. Corso integrato di colpocitopatologia:
colpocitopatologia;
metodologie e tecniche di prelievo.
E) Indirizzo di laboratorio di anatomia patologica e istocitopatologia
Area E5 - Laboratorio di anatomia patologica e istocitopatologia (crediti: 8.5).
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in
anatomia patologica e istocitopatologia.
I semestre:
E5.1. Corso integrato di anatomia patologica I:
nozioni di anatomia patologica macroscopica e microscopica;
tecniche di preparazione in anatomia patologica macroscopica;
tecniche di diagnostica di anatomia patologica macroscopica.
E5.2. Corso integrato di istopatologia:
nozioni di istopatologia ed istochimica;
tecniche di istopatologia ed istochimica.
II semestre:
E5.3. Corso integrato di anatomia patologica II:
nozioni di anatomia patologica microscopica;
nozioni e tecniche di istopatologia speciale.
E5.4. Corso integrato di patologia diagnostica ultrastrutturale e citologia
diagnostica:
nozioni di citologia diagnostica;
nozioni di patologia ultrastrutturale;
tecniche di indagine citologica ed ultrastrutturale.
F) Indirizzo di ricerca biomedica e biotecnologie
Area F5 - Ricerca biomedica e biotecnologica (crediti: 8.5).
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per la ricerca
biomedica in laboratorio e per lo sviluppo e la produzione di prodotti e sistemi
di laboratorio molecolari e cellulari biotecnologici.
I semestre:
F5.1. Corso integrato di tecnologia del DNA ricombinante:
biotecnologie cellulari;
biochimica degli acidi nucleici.
F5.2. Corso integrato di biologia cellulare ed ultrastrutturale:
biologia cellulare;
colture cellulari;
istologia e citologia;
tecniche di indagine citologica ed ultrastrutturale.
F5.3. Corso integrato utilizzazione animali di laboratorio:
principi di stabulazione degli animali di laboratorio;
animali transgenici;
norme di sicurezza e di conduzione di uno stabulario.
II semestre:
F5.4. Corso integrato di patologia sperimentale:
metodologie molecolari in patologia clinica;
oncologia.
F5.5. Corso integrato di immunologia cellulare e molecolare:
immunologia cellulare;
immunologia diagnostica molecolare;
tecnologie immunologiche avanzate.
3. Sono attivabili, come discipline integrate nei corsi previsti
dall'ordinamento, discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti
di professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una o
all'altra fascia.
Esse non danno luogo a verifiche di profitto autonome, ma costituiscono credito
all'interno del corso nel quale sono integrate.
4. Il consiglio della struttura didattica può distribuire in modo diverso tra i
semestri i corsi integrati previsti in ciascun anno dal presente ordinamento.
5. Al termine del triennio - previo superamento degli esami previsti, del
tirocinio con relativo esame finale e discussione di una tesi, consistente in
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa - viene conseguito il
diploma di tecnico di laboratorio biomedico.
6. La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore ed
è composta dal presidente del corso di diploma o suo delegato, da due docenti
nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti nominati rispettivamente dal
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica e dal
Ministro della sanità.
Ove i Ministri non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio di ciascun
anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, provvede il
rettore, sentito il senato accademico.
Art. 3. - 1. La parte teorica dei corsi integrati è di norma pari al 60%
dell'orario complessivo nei primi tre semestri, pari al 50% nei semestri
successivi. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono
obbligatorie per almeno il 70% dell'orario previsto; esse avvengono secondo
delibera del consiglio di corso di diploma, tale da assicurare ad ogni studente
un adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate.
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa.
2. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione,
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami
annuali e finali.
3. All'esame di diploma lo studente viene ammesso solo se abbia frequentato i
corsi e superato gli esami prescritti ed abbia ottenuto un giudizio favorevole
riguardo al tirocinio professionale. Le commissioni d'esame e di diploma sono
costituite secondo le vigenti norme universitarie.
4. Gli studi compiuti nel corso di diploma, sono riconosciuti anche
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e
chirurgia.
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli
studi per il conseguimento del diploma di laurea.
Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la
formazione per accedere al corso di laurea.
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea, ove abbiano denominazione
uguale o simile, permettono il passaggio dall'uno all'altro mediante una
normativa generale di passaggio approvata dal consiglio di facoltà, tenuto
conto, in particolare, degli studenti fuori corso riguardo alla possibilità di
iscrizione anche in sovrannumero rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto.
------------------------
Tabella XXXIX-ter (50)
Corso di diploma universitario in scienze infermieristiche
Art. 1 (Finalità, organizzazione generale, norme di accesso). - 1. Presso la
facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di diploma
universitario in scienze infermieristiche, articolato nei seguenti indirizzi:
a) assistenza generale;
b) assistenza generale pediatrica;
c) assistenza generale ostetrica.
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori
con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere le funzioni di
infermiere responsabile dell'assistenza generale, nonché pediatrica ed
ostetrica.
Il corso si conclude con il rilascio del diploma universitario in scienze
infermieristiche, con menzione dell'indirizzo seguito.
3. In relazione alla normativa comunitaria e con l'osservanza delle relative
specifiche norme, le università potranno istituire corsi di perfezionamento, ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/1982, riservati ai
possessori del diploma universitario in scienze infermieristiche e finalizzati
alla ulteriore qualificazione degli stessi per quanto riguarda le funzioni
specialistiche e di coordinamento delle funzioni infermieristiche di base nei
seguenti settori:
a) assistenza clinica;
b) geriatria;
c) assistenza chirurgica;
d) area critica;
e) assistenza domiciliare;
f) assistenza domiciliare geriatrica;
g) psichiatria e salute mentale;
h) funzioni didattiche e direttive (caposala);
i) sanità pubblica;
l) igiene ed epidemiologia ospedaliera;
m) pediatria e neonatologia;
n) ostetricia.
Nell'area critica, secondo la normativa CEE, sono comprese: dialisi, terapia
iperbarica, terapia intensiva, terapia enterostomale. Anche per tali settori
possono essere previsti specifici corsi di perfezionamento.
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di
precedente frequenza di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o
all'estero, per corsi di laurea o di diploma con contenuti teorici e pratici
ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 11 della
legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei crediti è
adottata dal consiglio della struttura didattica.
5. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9,
quarto comma, della legge n. 341/1990.
Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale.
Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili,
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati,
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili e dalla valutazione del voto
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio
complessivo.
Il consiglio di facoltà approva con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla
data della prova gli argomenti sui quali verrà effettuata la prova scritta.
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso.
6. L'indirizzo è scelto dallo studente entro il 15 aprile del secondo anno di
corso.
Coloro che siano in possesso del titolo di diploma universitario possono
iscriversi al terzo anno di corso, in soprannumero per non oltre il 15% dei
posti disponibili, al fine del conseguimento del titolo relativo ad altro
indirizzo.
Art. 2 (Ordinamento didattico). - 1. Il corso di diploma prevede 4600 ore di
insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio.
Esso comprende aree, corsi integrati e discipline ed è organizzato in cicli
convenzionali (semestri); ogni semestre comprende ore di insegnamento e di
attività pratiche e di studio guidate (primo anno 650 ore, secondo anno 620 ore,
terzo anno 460 ore), il cui peso relativo è definito in modo convenzionale
(credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio
guidate comprendono almeno il 50% delle ore previste per ciascun anno.
Il tirocinio professionale è svolto per 720 ore nel primo anno (360 per
semestre), 900 ore nel secondo anno (450 per semestre) e 1250 ore nel terzo anno
(625 per semestre).
2. Le attività didattiche sono ordinate in aree formative, che definiscono gli
obiettivi didattici intermedi, in corsi integrati, che definiscono
l'articolazione dell'insegnamento nei diversi semestri e corrispondono agli
esami che debbono essere sostenuti, in discipline che indicano le competenze
scientifico-professionali dei docenti nei singoli corsi integrati.
Sono attivati, come discipline integrate nei corsi previsti dall'ordinamento,
ulteriori discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di
professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una e
all'altra fascia. Le discipline non danno luogo a verifiche di profitto
autonome.
3. Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente, a
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare.
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai
singoli corsi integrati può essere utilizzato per approfondimenti nell'area ove
viene preparata la tesi di diploma.
Lo studente è tenuto altresì a frequentare un corso di inglese scientifico, con
lo scopo di acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica.
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi
scientifici, sarà effettuato al primo anno.
4. Lo studente deve sostenere in ciascun semestre gli esami per i corsi
integrati compresi nell'ordinamento.
Non si possono sostenere gli esami di un anno se non sono stati sostenuti tutti
gli esami dell'anno precedente, né ci si può iscrivere all'anno successivo se
non sono stati sostenuti entro la sessione autunnale tutti gli esami dell'anno
precedente, tranne due, e superato i tirocinii.
Gli esami sono sostenuti di norma al termine di ciascun semestre,
rispettivamente nel mese di febbraio e nei mesi di giugno e luglio. Sessioni di
recupero sono previste, una nel mese di settembre (appello autunnale) ed una
straordinaria (appello invernale) da prevedere in periodi di interruzione delle
lezioni, a gennaio-febbraio. Nella sessione straordinaria non possono essere
sostenuti più di due esami.
5. Per le attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico connesse a
specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti a
contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti o attività professionale
svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle materie che formano
oggetto dell'insegnamento. In tal caso si applica la normativa prevista
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980. I
professori a contratto possono far parte delle commissioni d'esame.
6. Le aree, con indicati i crediti tra parentesi, gli obiettivi didattici, i
corsi integrati e le relative discipline, sono i seguenti:
------------------------
(50) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 2 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 5
giugno 1992, n. 131).
1° Anno
I semestre:
Area 1 - Propedeutica (crediti: 6.0).
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei
fenomeni biologici e le nozioni di base del nursing.
A.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica:
fisica medica;
statistica medica;
informatica generale.
A.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica:
chimica e propedeutica biochimica.
A.3. Corso integrato di istologia ed anatomia:
istologia;
anatomia umana.
A.4. Corso integrato di biologia e genetica:
biologia generale;
biologia cellulare;
genetica generale.
A.5. Corso integrato di infermieristica generale:
infermieristica generale;
infermieristica clinica I;
teoria del nursing.
A.6. Inglese scientifico.
A.7. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in servizi ospedalieri ed
extraospedalieri.
1° Anno
II semestre:
Area B - Biochimica, microbiologia e fisiologia da applicarsi alle scienze
infermieristiche (crediti: 6.0).
Obiettivo: apprendere i principi di funzionamento biochimico-fisiologici di
procarioti, eucarioti ed organismi; apprendere i principi di valutazione dei
parametri relativi; approfondire le nozioni teorico-pratiche di nursing.
B.1. Corso integrato di chimica biologica e biochimica clinica:
clinica biologica;
biochimica clinica;
biologia molecolare;
tecniche analitiche di chimica clinica.
B.2. Corso integrato di microbiologia e microbiologia clinica:
microbiologia;
microbiologia clinica.
B.3. Corso integrato di fisiologia umana:
fisiologia umana;
biofisica;
scienza dell'alimentazione e principi di dietetica.
B.4. Corso integrato di infermieristica:
infermieristica clinica II;
etica professionale;
elementi di psicologia e pedagogia;
epidemiologia.
B.5. Attività di tirocinio guidata: da effettuarsi in servizi ospedalieri ed
extraospedalieri.
------------------------
2° Anno:
Area C - Fisiopatologia, farmacologia e medicina generale e principi di nursing
(crediti: 12.0).
Obiettivo: apprendere i principi generali di patologia e fisiopatologia, i
principali parametri di valutazione e le relative metodiche di analisi più
comuni; apprendere i principi di farmacologia, sanità pubblica e medicina
clinica in relazione alla professione infermieristica.
I semestre:
C.1. Corso integrato di patologia e fisiopatologia generale:
patologia generale;
fisiopatologia generale.
C.2. Corso integrato di patologia clinica:
patologia clinica;
immunoematologia.
C.3. Corso integrato di medicina:
farmacologia;
elementi di medicina interna e di terapia e dietetica.
C.4. Corso integrato di infermieristica clinica I:
infermieristica clinica in medicina generale;
infermieristica clinica in chirurgia generale;
psicologia e pedagogia applicata.
C.5. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti ospedalieri,
servizi ambulatoriali e territoriali.
II semestre:
C.6. Corso integrato di sanità pubblica:
igiene ed educazione sanitaria;
legislazione ed organizzazione sanitaria;
organizzazione della professione infermieristica, aspetti giuridici e
deontologici.
C.7. Corso integrato di medicina materno-infantile:
ostetricia e ginecologia I;
puericultura e pediatria I.
C.8. Corso integrato di infermieristica clinica II:
infermieristica clinica in ostetricia e ginecologia;
infermieristica clinica in puericultura e pediatria.
C.9. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti ospedalieri,
servizi ambulatoriali e territoriali. Si devono iniziare esperienze di tirocinio
notturno.
------------------------
3° Anno - indirizzo in assistenza generale:
Area D - Infermieristica speciale (crediti: 12.0).
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per lo svolgimento
della professione infermieristica in reparti clinici ed ambulatoriali e per la
successiva specializzazione settoriale.
I semestre:
D.1. Corso integrato di medicina clinica e d'urgenza:
medicina interna;
chirurgia generale;
gerontologia e geriatria.
D.2. Corso integrato di medicina d'urgenza e del paziente critico:
terapia intensiva, rianimazione e pronto soccorso;
igiene mentale e neuropsichiatria.
D.3. Corso integrato di infermieristica clinica III:
infermieristica clinica in medicina specialistica;
infermieristica clinica in chirurgia specialistica.
D.4. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi nei reparti specialistici e
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
II semestre:
D.5. Corso integrato di infermieristica clinica IV:
infermieristica clinica in area critica;
infermieristica clinica in igiene mentale.
D.6. Corso integrato di medicina sociale:
medicina preventiva, riabilitativa e sociale;
legislazione sociale;
medicina del lavoro;
sociologia;
metodologia della ricerca;
storia della medicina.
D.7. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi nei reparti specialistici e
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
3° Anno - indirizzo in assistenza generale pediatrica:
Area E - Infermieristica speciale pediatrica (crediti: 12.0).
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per lo svolgimento
della professione infermieristica in reparti clinici ed ambulatoriali pediatrici
e per la successiva specializzazione settoriale.
I semestre:
E.1. Corso integrato di pediatria:
pediatria clinica;
pediatria preventiva e sociale.
E.2. Corso integrato di neonatologia:
perinatologia e puericultura;
terapia intensiva neonatale.
E.3. Corso integrato di infermieristica pediatrica speciale I:
infermieristica clinica in neonatologia;
infermieristica clinica in pediatria.
E.4. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
II semestre:
E.5. Corso integrato di neuropsichiatria infantile:
neuropsichiatria infantile;
psicologia dell'età evolutiva.
E.6. Corso integrato di infermieristica pediatrica speciale II:
infermieristica clinica in neuropsichiatria;
infermieristica preventiva in ambito pediatrico.
E.7. Corso integrato di medicina sociale:
medicina preventiva, riabilitativa e sociale;
legislazione sociale;
medicina del lavoro;
sociologia;
metodologia della ricerca;
storia della medicina.
E.8. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
3° Anno - indirizzo di assistenza generale ostetrica:
Area F - Infermieristica speciale ostetrica (crediti 12.0).
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per lo svolgimento
della professione infermieristica in reparti clinici ed ambulatoriali di
ostetricia e ginecologia e per la successiva specializzazione settoriale.
I semestre:
F.1. Corso integrato di fisiopatologia ostetrica:
fisiopatologia ostetrica;
ginecologia.
F.2. Corso integrato di medicina neonatale:
patologia neonatale;
elementi di anestesia e rianimazione neonatale.
F.3. Corso integrato di infermieristica speciale ostetrico-ginecologica:
infermieristica speciale ostetrica;
infermieristica speciale ginecologica.
F.4. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
II semestre:
F.5. Corso integrato di psicologia e psicosomatica:
psicosomatica della gravidanza e preparazione al parto;
psicologia sociale.
F.6. Corso integrato di infermieristica speciale ostetrico-ginecologica:
infermieristica speciale ostetrica;
metodologia del nursing.
F.7. Corso integrato di medicina sociale:
medicina preventiva, riabilitativa e sociale;
legislazione sociale;
medicina del lavoro;
sociologia;
metodologia della ricerca;
storia della medicina.
F.8. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
Art. 3 (Organizzazione didattica - Verifiche di profitto - Esame finale). - 1.
La frequenza alle lezioni, ai tirocinii ed alle attività pratiche è obbligatoria
e deve essere documentata sul libretto personale dello studente. Per essere
ammessi all'esame finale di diploma, gli studenti debbono avere regolarmente
frequentato i corsi, superato gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed
effettuato, con positiva valutazione, i tirocinii prescritti.
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono positiva
valutazione nei tirocinii possono ripetere l'anno per non più di una volta come
fuori corso, venendo collocati in soprannumero.
2. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono obbligatorie
per almeno il 75% dell'orario previsto; esse avvengono secondo delibera del
consiglio della struttura didattica, tale da assicurare ad ogni studente un
adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate.
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa.
3. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione,
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami
annuali e finali.
4. Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del
tirocinio con relativo esame finale e la discussione di una tesi, consistente in
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il
diploma in scienze infermieristiche, con menzione dell'indirizzo seguito.
5. La commissione finale di esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore
ed è composta dal presidente del corso della specifica struttura didattica o suo
delegato, da due docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti
nominati rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica e dal Ministro della sanità tra iscritti all'albo
professionale degli infermieri.
Ove i Ministri interessati non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio
di ciascun anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami,
provvede il rettore, sentito il senato accademico.
6. La commissione per l'esame finale di diploma è nominata dal rettore in base
alla vigente normativa.
7. Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e
chirurgia.
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli
studi per il conseguimento del diploma di laurea.
Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la
formazione per accedere al corso di laurea. I corsi di diploma universitario e
quelli di laurea, ove abbiano denominazione uguale o simile, permettono il
passaggio dall'uno all'altro mediante una normativa generale di passaggio,
approvata dal consiglio di facoltà, tenuto conto in particolare degli studenti
fuori corso riguardo alla possibilità di iscrizione anche in soprannumero
rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto.
------------------------
Tabella XL (51)
Corso di laurea in scienze della comunicazione
Art. 1 (Durata e articolazione del corso di laurea). - Titolo di ammissione al
corso di laurea in scienze della comunicazione è quello previsto dalle leggi
vigenti per gli studi universitari.
La durata del corso di laurea è di cinque anni.
Il corso degli studi si struttura in un biennio formativo di base e in un
successivo triennio, articolato in due indirizzi, destinati ad offrire una
preparazione professionale in uno specifico settore.
L'attività didattica complessiva ammonta a 1550 ore, comprensive di lezioni,
esercitazioni, seminari, prove di valutazione.
Gli indirizzi sono i seguenti:
A) Comunicazioni di massa.
B) Comunicazione istituzionale e d'impresa.
L'attivazione e l'eventuale disattivazione degli indirizzi sono disposte, su
proposta del consiglio di corso di laurea, dal consiglio di facoltà.
Art. 2 (Biennio di formazione di base). - Nel corso del primo biennio il piano
degli studi consiste di dieci insegnamenti per un impegno didattico di 700 ore,
scelti entro le seguenti aree disciplinari:
1) Area scientifico-tecnologica:
informatica generale;
sistemi e tecnologie della comunicazione.
2) Area comunicativa:
sociologia della comunicazione;
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa.
3) Area economica:
economia politica;
politica economica;
economia pubblica.
4) Area sociologica:
sociologia.
5) Area semiologica:
semiotica.
6) Area linguistica:
linguistica generale;
sociolinguistica.
7) Area psicologica:
psicologia dei processi cognitivi;
psicolinguistica.
8) Area giuridica:
diritto pubblico;
diritto privato.
9) Area storica:
storia economica e sociale dell'età contemporanea;
storia contemporanea.
Le prime nove discipline saranno scelte dalla facoltà entro le aree (con non più
di un insegnamento per ciascuna area), mentre le decima disciplina sarà scelta
tra gli insegnamenti non sostenuti nelle aree 1 e 2.
Le facoltà potranno sostituire gli insegnamenti indicati nelle aree con altri
strettamente affini, con identiche finalità ed analogo contenuto culturale e
comunque entro lo stesso raggruppamento concorsuale.
Entro il biennio di formazione di base o al massimo entro il terzo anno, lo
studente dovrà sostenere inoltre:
due prove scritte di composizione o elaborazione di testi con l'uso di un
programma di elaborazione testi, una in lingua italiana e l'altra in lingua
inglese;
un colloquio diretto ad accertare la conoscenza della lingua inglese.
Ai fini della preparazione a queste prove la struttura didattica competente
organizza appositi corsi, avvalendosi del centro linguistico interfacoltà, ove
istituito, o di altre strutture idonee.
Art. 3 (Triennio di indirizzo). - Per essere ammesso agli esami di profitto del
triennio lo studente deve aver superato tutti gli esami obbligatori del biennio
propedeutico.
Le due prove scritte di lingua e il colloquio di conoscenza della lingua inglese
possono essere superati anche entro il terzo anno.
La scelta dell'indirizzo da seguire avviene all'atto dell'iscrizione al terzo
anno, e può essere successivamente modificata.
Ogni indirizzo comporta tre insegnamenti fondamentali comuni, sette insegnamenti
costitutivi dell'indirizzo e quattro insegnamenti opzionali, da scegliere tra
quelli indicati al successivo art. 5, per un'attività didattica complessiva di
850 ore.
Insegnamenti fondamentali comuni del terzo anno:
1) Un insegnamento a scelta tra:
retorica e stilistica;
lingua straniera moderna;
grammatica italiana;
storia della lingua italiana.
2) Un insegnamento a scelta tra:
comunicazione visiva;
iconologia e iconografia;
semiologia del cinema e degli audiovisivi;
disegno industriale.
3) Un insegnamento a scelta tra:
antropologia culturale;
psicologia sociale;
scienza della politica;
sociologia dei processi culturali.
I sette insegnamenti costitutivi di ogni indirizzo sono scelti entro i seguenti
elenchi di nove insegnamenti:
Indirizzo di comunicazioni di massa.
Insegnamenti costitutivi:
1) diritto dell'informazione e della comunicazione;
2) teorie e tecniche del linguaggio cinematografico;
3) teorie e tecniche del linguaggio giornalistico;
4) teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo;
5) storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali;
6) economia e organizzazione delle imprese editoriali;
7) storia delle relazioni internazionali;
8) metodologia e tecnica della ricerca sociale;
9) teorie e tecniche dei nuovi media.
Indirizzo in comunicazione istituzionale e d'impresa.
Insegnamenti costitutivi:
1) diritto dell'economia;
2) economia aziendale o organizzazione aziendale;
3) marketing;
4) scienza dell'opinione pubblica o istituzioni politiche e gruppi di pressione;
5) metodologia e tecnica della ricerca sociale;
6) teorie e tecniche della comunicazione pubblica;
7) teorie e tecniche della promozione di immagine;
8) tecniche della comunicazione pubblicitaria;
9) storia dell'industria o storia economica contemporanea.
Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto
annuale degli studi, il consiglio di facoltà, su proposta del consiglio di corso
di laurea, definisce il piano di studi ufficiale del corso di laurea, in
applicazione di quanto disposto al secondo comma dell'art. 11 della legge n.
341/90.
Art. 5 (Insegnamenti opzionali comuni a tutti gli indirizzi del triennio):
comunicazione politica;
diritto all'informazione;
diritto della persona;
diritto d'autore;
economia dei media;
economia della cultura;
elementi di musica elettronica;
epistemologia;
estetica;
filosofia del linguaggio;
filosofia della scienza;
formazione e gestione delle risorse umane;
informatica applicata;
interazione uomo-macchina;
letterature comparate;
linguistica computazionale;
logica;
logica dei linguaggi naturali;
storia della scienza e della tecnica;
storia del pensiero politico contemporaneo;
relazioni internazionali;
logica matematica;
politica sociale;
psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni;
scienze cognitive;
semiologia della musica;
semiologia delle arti;
semiotica del testo;
sistemi esperti e intelligenza artificiale;
sistemi grafici;
sociologia dei processi di socializzazione;
sociologia dell'organizzazione;
sociologia delle comunicazioni di massa;
sociologia politica;
storia del cinema;
storia del pensiero scientifico;
storia del teatro;
storia dell'arte;
storia dell'arte contemporanea;
storia della filosofia;
storia della letteratura italiana moderna e contemporanea;
storia della musica;
storia della scienza;
tecnologie dell'educazione;
teoria dell'informazione;
teorie della traduzione.
Possono essere inoltre scelte come complementari anche le discipline
fondamentali non scelte come tali e le discipline costitutive degli indirizzi
diversi da quello scelto.
Art. 6 (Esame di laurea). - Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente
deve aver superato gli esami relativi ai dieci insegnamenti del biennio di
formazione di base e ai quattordici insegnamenti del triennio di indirizzo, di
cui quattro scelti nell'elenco dei complementari.
L'esame di laurea consisterà nella discussione di una tesi di laurea nell'ambito
dell'indirizzo prescelto (incluse le discipline fondamentali pertinenti
all'indirizzo).
Art. 7 (Raccordo con il diploma). - Lo studente del corso di laurea in scienze
della comunicazione che abbia concluso il biennio propedeutico è ammesso al
terzo anno del corso di diploma in giornalismo e tecnica pubblicitaria, con il
riconoscimento degli esami sostenuti negli insegnamenti obbligatori comuni
nonché delle prove scritte di lingua e del colloquio di conoscenza della lingua
inglese, e con l'obbligo di integrare il piano di studi con gli insegnamenti
obbligatori non seguiti.
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(51) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15
giugno 1992, n. 139).
Allegato 2
Tabella XL-bis (52)
Diplomi Universitari in giornalismo e in tecnica pubblicitaria
Art. 1. - Sono istituiti i corsi di diploma universitario in giornalismo e
tecnica pubblicitaria.
I corsi di studio hanno durata triennale.
L'iscrizione ai corsi è regolata in conformità alle leggi di accesso agli studi
universitari.
Il numero degli studenti iscritti - e la loro eventuale selezione - è
determinato dal senato accademico, sentito il consiglio di facoltà competente,
in base ai criteri generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica; a tal fine il Ministro, per il diploma universitario
in giornalismo, acquisisce il parere dell'Ordine nazionale dei giornalisti per
la determinazione di cui all'art. 9, comma 4, della legge n. 341/90.
Al compimento degli studi viene conseguito il titolo di diplomato in ". . .",
con la specificazione del diploma universitario seguito.
Art. 2 (Articolazione del corso degli studi). Il corso degli studi è articolato
in un primo biennio, inteso a fornire una preparazione di base e in un anno
conclusivo di carattere specificamente professionale.
L'attività didattica complessiva ammonta ad almeno ottocentocinquanta ore,
comprensive di lezioni, esercitazioni, seminari, ecc.
Diploma universitario in giornalismo
Art. 3 (Biennio di formazione di base). - Nel corso del primo biennio, il piano
degli studi deve prevedere almeno otto insegnamenti, per un impegno didattico di
almeno cinquecento ore che rientrino nelle seguenti aree disciplinari:
1) Area comunicativa:
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa.
2) Area scientifico-tecnologica:
informatica generale;
sistemi e tecnologie della comunicazione.
3) Area giuridica:
diritto pubblico;
diritto privato.
4) Area economica:
economia politica;
politica economica.
5) Area psicologica:
psicologia dei processi cognitivi;
psicologia sociale.
6) Area sociologica:
sociologia.
7) Area storica:
storia contemporanea;
storia economica e sociale dell'età contemporanea.
8) Area linguistico-comunicativa:
sociolinguistica;
sociologia della comunicazione.
Gli otto insegnamenti devono essere scelti nelle suddette aree disciplinari,
ciascuna delle quali deve essere presente, nel piano degli studi, con almeno un
insegnamento.
Le facoltà potranno sostituire gli insegnamenti indicati nelle aree con altri
strettamente affini, con identiche finalità ed analogo contenuto culturale e
comunque entro lo stesso raggruppamento concorsuale.
Entro il biennio lo studente deve inoltre sostenere due prove scritte di
composizione o elaborazione testi, con l'uso di un programma di elaborazione
testi, l'una in lingua italiana e l'altra in lingua inglese, nonché un colloquio
diretto ad accertare la conoscenza della lingua inglese.
Ai fini della preparazione a queste prove, la struttura didattica competente
organizza appositi corsi, avvalendosi - per la lingua inglese - del centro
linguistico interfacoltà, o di altre strutture idonee.
Art. 4 (Anno professionale). - Per sostenere gli esami del terzo anno lo
studente deve aver superato tutti gli esami, le prove e il colloquio del biennio
precedente.
Il terzo anno comprende sei insegnamenti per un'attività didattica di almeno
trecentocinquanta ore; di questi, quattro insegnamenti sono obbligatori e devono
essere scelti nel seguente elenco:
1) diritto dell'informazione e della comunicazione - diritto e deontologia delle
professioni comunicative;
2) storia del giornalismo - storia del giornalismo e delle comunicazioni
sociali;
3) teorie e tecniche del linguaggio giornalistico;
4) teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo.
Lo studente, deve inoltre seguire i seminari specialistici con esperti,
organizzati dalla struttura didattica competente che ne stabilisce le modalità
di svolgimento, la durata e le forme di controllo.
Gli altri due insegnamenti sono scelti tra quelli attivati entro il seguente
elenco:
1) geografia umana;
2) statistica sociale;
3) storia delle relazioni internazionali;
4) retorica e statistica;
5) semiotica;
6) storia della scienza;
7) storia della scienza e della tecnica;
8) tecniche dell'intervista;
9) sociologia delle comunicazioni di massa;
10) sociologia delle relazioni internazionali;
11) estetica;
12) letterature comparate.
Art. 5 (Pratica giornalistica). - Nel corso del triennio lo studente deve
compiere per un periodo di dodici mesi anche non consecutivi, pratica
giornalistica presso un organo di informazione quotidiano o periodico, scritto,
parlato o visivo, o presso un'agenzia di stampa di informazione generale o
un'agenzia di produzione di servizi giornalistici che svolgano attività
giornalistica continuativa da almeno cinque anni, e comunque previa stipula di
specifiche convenzioni.
Art. 6 (Esame di diploma). - Per il conseguimento del diploma, lo studente dovrà
sostenere uno specifico "esame finale di diploma", consistente in un colloquio
interdisciplinare sul contenuto degli insegnamenti e dei seminari dell'anno
conclusivo, integrato dalla presentazione e discussione di un testo
giornalistico.
Per essere ammesso all'esame di diploma, lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami negli otto insegnamenti obbligatori del primo biennio e nei
quattro insegnamenti dell'anno conclusivo, nonché in due insegnamenti opzionali,
e deve inoltre aver superato le due prove scritte di lingua e il colloquio di
conoscenza della lingua inglese; infine, deve presentare una dichiarazione del
direttore responsabile del quotidiano o periodico o dell'agenzia presso cui ha
svolto la propria pratica professionale, attestante il compimento della medesima
e le mansioni affidategli nel corso di essa.
Art. 7 (Raccordo con i corsi di laurea e diplomi affini). - Il diplomato in
giornalismo può essere iscritto al terzo anno del corso di laurea in scienze
della comunicazione, con il riconoscimento da parte della struttura didattica
competente degli esami sostenuti negli insegnamenti obbligatori - purché con
identica denominazione o strettamente affini - del biennio propedeutico e
dell'indirizzo scelto e di altri due esami, in luogo di altrettanti insegnamenti
opzionali, nonché delle prove scritte di lingua e del colloquio di conoscenza
della lingua inglese.
Diploma universitario in tecnica pubblicitaria
Art. 8 (Biennio di formazione di base). - Nel corso del primo biennio, il piano
degli studi deve prevedere almeno otto insegnamenti, per un impegno didattico di
almeno cinquecento ore che rientrino nelle seguenti aree disciplinari:
1) Area comunicativa:
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa.
2) Area giuridica:
diritto pubblico dell'informazione e della
comunicazione.
3) Area economica:
economia politica;
economia aziendale.
4) Area psicologica:
psicologia dei processi cognitivi;
psicologia sociale.
5) Area sociologica:
sociologia;
sociologia economica.
6) Area metodologica:
metodologia e tecnica della ricerca sociale;
statistica.
7) Area retorico-semiologica:
semiotica;
retorica e stilistica.
I primi sette insegnamenti devono essere scelti nelle suddette aree
disciplinari, ciascuna delle quali deve essere presente, nel piano degli studi,
con almeno un insegnamento.
L'ultimo insegnamento sarà scelto dalla facoltà entro le suddette aree.
Le facoltà potranno sostituire gli insegnamenti indicati nelle aree con altri
strettamente affini, con identiche finalità ed analogo contenuto culturale e
comunque entro lo stesso raggruppamento concorsuale.
Entro il biennio lo studente deve inoltre sostenere due prove scritte di
composizione o elaborazione testi, con l'uso di un programma di elaborazione
dati, l'una in lingua italiana e l'altra in lingua inglese, nonché un colloquio
diretto ad accertare la conoscenza della lingua inglese.
Ai fini della preparazione a queste prove, la struttura didattica competente
organizza appositi corsi, avvalendosi - per la lingua inglese - del centro
linguistico interfacoltà, o di altre strutture adeguate.
Art. 9 (Anno professionale). - Per sostenere gli esami del terzo anno lo
studente deve aver superato tutti gli esami, le prove e il colloquio del biennio
precedente.
Il terzo anno comprende sei insegnamenti per un'attività didattica di almeno
trecentocinquanta ore; di questi, quattro insegnamenti sono obbligatori e devono
essere scelti nel seguente elenco:
1) economia e tecnica della pubblicità;
2) strumenti e strategie della comunicazione d'impresa - teorie e tecniche della
promozione di immagine;
3) tecniche della comunicazione pubblicitaria;
4) informatica generale o informatica applicata.
Lo studente deve inoltre seguire i seminari specialistici con esperti,
organizzati dalla struttura didattica competente che ne stabilisce le modalità
di svolgimento, la durata e le forme di controllo.
Gli altri due insegnamenti sono scelti dallo studente tra quelli attivati entro
il seguente elenco, eventualmente integrato secondo le procedure di cui all'art.
11, comma 1, della legge n. 341/90:
1) disegno industriale;
2) marketing;
3) psicolinguistica;
4) psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni;
5) sociolinguistica;
6) sociologia della comunicazione;
7) tecnica della comunicazione visiva;
8) teorie e tecniche della comunicazione pubblica;
9) statistica sociale;
10) teorie e tecniche della promozione di immagine;
11) estetica.
Art. 10 (Formazione professionale). - Nel corso del terzo anno lo studente deve
seguire, per un periodo di almeno quattro mesi, uno stage di formazione
professionale organizzato anche sulla base di intese o di convenzioni fra
l'Università e un ente o istituzione pubblici o privati, che ne certifichi
l'esito.
Art. 11 (Esame di diploma). - Per il conseguimento del diploma, lo studente
dovrà sostenere uno specifico esame finale consistente in un colloquio
interdisciplinare sul contenuto degli insegnamenti e dei laboratori dell'anno
conclusivo, integrato dalla presentazione e discussione di un progetto
pubblicitario.
Per essere ammesso all'esame di diploma, lo studente deve aver seguito i corsi e
superato gli esami negli otto insegnamenti obbligatori del primo biennio e nei
quattro insegnamenti obbligatori dell'anno conclusivo, nonché in due
insegnamenti opzionali, e deve inoltre aver superato le due prove scritte di
lingua e il colloquio di conoscenza della lingua inglese; infine, deve aver
frequentato con esito positivo lo stage di formazione professionale.
Art. 12 (Raccordo con il corso di laurea in scienze della comunicazione). - Il
diplomato in tecnica pubblicitaria può essere iscritto al terzo anno del corso
di laurea in scienze della comunicazione, con il riconoscimento da parte della
struttura didattica competente degli esami sostenuti negli insegnamenti
obbligatori del biennio propedeutico e dell'indirizzo scelto, purché di uguale
denominazione o strettamente affine, e di altri due esami, in luogo di
altrettanti insegnamenti opzionali, nonché delle prove scritte di lingua e del
colloquio di conoscenza della lingua inglese.
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(52) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15
giugno 1992, n. 139).
Tabella XLI (53)
Corso di diploma universitario di terapista della riabilitazione
Art. 1. (Finalità, organizzazione generale, norme di accesso). - 1. Presso la
facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di diploma
universitario di terapista della riabilitazione, articolato nei seguenti
indirizzi:
a) neurologico;
b) ortopedico e medicina fisica e riabilitazione.
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori
con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere le funzioni di
terapista della riabilitazione. Il corso si conclude con il rilascio del diploma
universitario di terapista della riabilitazione, con menzione dell'indirizzo
seguito.
3. In relazione alla normativa comunitaria e con l'osservanza delle relative
specifiche norme, le università potranno istituire corsi di perfezionamento, ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/82, riservati ai
possessori del diploma universitario di terapista della riabilitazione e
finalizzati alla ulteriore qualificazione degli stessi per quanto riguarda le
funzioni specialistiche e di coordinamento delle funzioni.
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di
precedente frequenza di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o
all'estero, per corsi di laurea o di diploma con contenuti teorici e pratici
ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 11 della
legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei crediti è
adottata dal consiglio della struttura didattica. Il consiglio della struttura
didattica con propria delibera riconosce altresì, anche parzialmente, gli studi
compiuti in scuole italiane o straniere di livello universitario, con titolo di
accesso analogo a quello del diploma universitario.
5. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9,
quarto comma, della legge n. 341/90.
Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale.
Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili,
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati,
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili ed alla valutazione del voto
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio
complessivo.
Il consiglio di facoltà approva con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla
data della prova gli argomenti sui quali verrà effettuata la prova scritta.
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso.
6. L'indirizzo è scelto dallo studente entro la fine del secondo anno di corso.
Coloro che siano in possesso del titolo di un indirizzo di diploma universitario
possono iscriversi al secondo semestre del terzo anno di corso, in soprannumero
per non oltre il 15% dei posti disponibili, al fine del conseguimento del titolo
relativo ad altro indirizzo.
Art. 2. (Ordinamento didattico). - 1. Il corso di diploma prevede 4.000 ore di
insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio.
Esso comprende aree, corsi integrati e discipline ed è organizzato in cicli
convenzionali (semestri); ogni semestre comprende ore di insegnamento e di
attività pratiche e di studio guidate (primo anno 600 ore, secondo anno 600 ore,
terzo anno 400 ore), il cui peso relativo è definito in modo convenzionale
(credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio
guidate comprendono almeno il 50% delle ore previste per ciascun anno.
Il tirocinio professionale è svolto per 600 ore nel primo anno (300 per
semestre), 800 ore nel secondo anno (400 per semestre), e 1000 ore nel terzo
anno (500 per semestre). Lo studente deve seguire altresì attività complementari
che assicurino sotto l'aspetto professionale, compreso l'orario complessivo, il
rispetto della normativa comunitaria.
2. Le attività didattiche sono ordinate in aree formative, che definiscono gli
obiettivi didattici intermedi, in corsi integrati, che definiscono
l'articolazione dell'insegnamento nei diversi semestri e corrispondono agli
esami che debbono essere sostenuti, in discipline che indicano le competenze
scientifico-professionali dei docenti nei singoli corsi integrati.
Sono attivate, come discipline integrate nei corsi previsti dall'ordinamento,
ulteriori discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di
professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una e
all'altra fascia. Le discipline non danno luogo a verifiche di profitto
autonome.
3. Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente, a
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare.
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai
singoli corsi integrati può essere utilizzato anche per approfondimenti
nell'area ove viene preparata la tesi di diploma.
Lo studente è tenuto altresì a frequentare un corso di inglese scientifico, con
lo scopo di acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica.
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi
scientifici, sarà effettuato al primo anno.
4. Lo studente deve sostenere in ciascun semestre gli esami per i corsi
integrati compresi nell'ordinamento.
Non si possono sostenere gli esami di un anno se non sono stati sostenuti tutti
gli esami dell'anno precedente, né ci si può iscrivere all'anno successivo se
non sono stati sostenuti entro la sessione autunnale tutti gli esami dell'anno
precedente, tranne due, e superato i tirocini.
Gli esami sono sostenuti di norma al termine di ciascun semestre,
rispettivamente nel mese di febbraio e nei mesi di giugno e luglio.
Sessioni di recupero sono previste, una nel mese di settembre (appello
autunnale) ed una straordinaria (appello invernale) da prevedere in periodi di
interruzione delle lezioni, a gennaio-febbraio. Nella sessione straordinaria non
possono essere sostenuti più di due esami.
5. Per le attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico connesse a
specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti a
contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti o attività professionale
svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle materie che formano
oggetto dell'insegnamento. In tal caso si applica la normativa prevista
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/80. I professori
a contratto possono far parte delle commissioni d'esame.
6. Le aree, con indicati i crediti tra parentesi, gli obiettivi didattici, i
corsi integrati e le relative discipline, sono le seguenti:
I Anno - I semestre:
Area A: Propedeutica (crediti 6).
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei
fenomeni biologici e le nozioni di base propedeutiche alle conoscenze dei mezzi
fisici utilizzati nella riabilitazione medica, nonché introdurre l'allievo
all'interno dei concetti base della riabilitazione.
A.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica:
fisica medica;
biofisica;
statistica medica;
informatica generale.
A.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica:
chimica e propedeutica biochimica.
A.3. Corso integrato di istologia ed anatomia:
istologia;
anatomia umana;
neuroanatomia.
A.4. Corso integrato di biologia e genetica:
biologia generale;
biologia cellulare;
genetica generale.
A.5. Corso integrato di infermieristica generale e riabilitazione:
infermieristica generale;
riabilitazione generale;
teoria del nursing (assistenza e sussidi domiciliari).
A.6. Corso integrato di medicina fisica e riabilitazione:
riabilitazione generale.
A.7. Inglese scientifico.
A.8. Attività tutoriale e di tirocinio guidato: attività da svolgersi in servizi
ospedalieri di recupero e rieducazione funzionale.
I Anno - II semestre:
Area B: Funzioni del corpo umano e riabilitazione generale (crediti 6).
Obiettivo: lo studente deve apprendere i principi del funzionamento
dell'organismo umano e delle basi scientifiche dell'attività motoria e del
comportamento, nonché i principi di fisiopatologia applicati alla
riabilitazione.
B.1. Corso integrato di biochimica e fisiologia umana:
chimica biologica;
fisiologia umana;
neurofisiologia.
B.2. Corso integrato di patologia e fisiopatologia generale:
patologia generale;
fisiopatologia generale.
B.3. Corso integrato di cinesiologia:
anatomo-fisiologia dell'apparato locomotore;
cinesiologia generale;
cinesiologia speciale.
B.4. Corso integrato di psicologia:
psicologia generale;
psicologia dell'età evolutiva;
psicometria.
B.5. Attività tutoriali e di tirocinio pratico: da svolgersi in strutture
ospedaliere di recupero e rieducazione funzionale relativamente ai corsi
integrati del semestre.
II Anno - I semestre:
Area C: Principi della riabilitazione e propedeutica alla riabilitazione motoria
(crediti 6).
Obiettivi: lo studente deve apprendere i fondamenti teorici ed applicativi,
relativamente alle modalità generali dell'approccio alle menomazioni, disabilità
ed handicap, nonché degli interventi riabilitativi di base.
C.1. Corso integrato: metodologia generale della medicina fisica e
riabilitativa:
chinesiterapia generale;
massoterapia;
terapia fisica strumentale.
C.2. Corso integrato di pediatria:
neonatologia;
patologia pediatrica.
C.3. Corso integrato di psichiatria:
psichiatria generale;
neuropsichiatria infantile.
C.4. Corso integrato di neuropsicologia e neurolinguistica:
neuropsicologia;
neurolinguistica.
C.5. Attività tutoriali e di tirocinio pratico guidato: da effettuarsi presso
strutture sanitarie ospedaliere ed extra-ospedaliere.
II Anno - II semestre:
Area D: Medicina interna e specialità mediche, neurologia e disabilità delle
funzioni viscerali (crediti 6).
Obiettivi: acquisizione delle conoscenze e degli esiti delle disabilità motorie,
della comunicazione e viscerali, di tecniche specifiche di riabilitazione e di
principi di medicina generale orientati alle disabilità viscerali neurocorrelate
e di specifiche funzioni, nonché alla gestione generale e medica del disabile.
D.1. Corso integrato di neurologia:
neurologia;
neurofisiopatologia;
neurotraumatologia.
D.2. Corso integrato di medicina generale e specialistica:
medicina interna ad indirizzo specialistico;
pneumologia;
cardiologia;
geriatria;
oncologia;
nefrologia;
reumatologia.
D.3. Corso integrato di patologia dell'apparato locomotore:
ortopedia;
traumatologia;
patologia articolare.
D.4. Tirocinio pratico guidato: da svolgersi presso strutture ospedaliere ed
extraospedaliere di recupero e rieducazione funzionale.
III Anno - I semestre:
Area E: Metodi e tecniche della riabilitazione (crediti 4).
Obiettivi: lo studente deve acquisire le conoscenze teoriche dei principi di
riabilitazione speciale di base, nonché apprendere le rispettive metodiche
applicative.
E.1. Corso integrato di metodologia e tecniche della riabilitazione motoria e
fisioterapia strumentale:
cinesiologia speciale;
cinesiterapia speciale;
fisioterapia speciale;
terapia occupazionale generale;
protesiologia ed ortesiologia;
massoterapia speciale.
E.2. Corso integrato di riabilitazione delle disabilità viscerali:
patologia e tecniche di riabilitazione speciali;
riabilitazione respiratoria;
riabilitazione uro-ginecologica;
riabilitazione oncologica;
riabilitazione dell'ustionato;
riabilitazione delle funzioni viscerali.
E.3. Tirocinio pratico: da svolgersi presso strutture specialistiche ospedaliere
ed extraospedaliere di recupero e rieducazione funzionale.
Indirizzo neurologico
III Anno - II semestre:
Area F: Metodi e tecniche della riabilitazione neurologica e neuromotoria
(crediti 4).
Obiettivi: lo studente deve acquisire le conoscenze e le tecniche di
riabilitazione specifiche anche speciali nell'ambito delle menomazioni e
disabilità di natura neurologica.
F.1. Corso integrato di metodi e tecniche della riabilitazione neuromotoria:
tecniche di riabilitazione neuromotoria;
tecniche di riabilitazione neuromotoria speciale.
F.2. Corso integrato di neuropsicologia:
psicologia dell'età evolutiva;
patologia della psicomotricità.
F.3. Corso integrato di neuropsichiatria infantile:
neurologia pediatrica;
neuropsichiatria infantile.
F.4. Tirocinio pratico: da svolgersi presso strutture specialistiche ospedaliere
ed extraospedaliere.
Indirizzo in ortopedia e medicina fisica e riabilitazione
III Anno - II semestre:
Area G: Metodi e tecniche della riabilitazione ortopedico-reumatologica (crediti
4).
Obiettivi: acquisizione delle conoscenze delle disabilità osteoartromuscolari e
di tecniche specifiche della riabilitazione in ambito ortopedico.
G.1. Corso integrato di metodologia e tecniche della riabilitazione
dell'appartato locomotore:
tecniche di riabilitazione speciale;
cinesiterapia strumentale;
idrocinesiterapia;
balnoterapia;
terapia occupazionale speciale.
G.2. Corso integrato di metodologia e tecniche della riabilitazione
dell'apparato locomotore nell'età evolutiva:
tecniche di riabilitazione speciale;
cinesiterapia strumentale;
idrocinesiterapia;
balnoterapia;
terapia occupazionale speciale.
G.3. Attività tutoriali e tirocinio pratico: da svolgersi presso strutture
specialistiche ospedaliere ed extra-ospedaliere di recupero e rieducazione
funzionale.
Art. 3. (Organizzazione didattica - Verifiche di profitto - Esame finale). - 1.
La frequenza alle lezioni, ai tirocini ed alle attività pratiche è obbligatoria
e deve essere documentata sul libretto personale dello studente. Per essere
ammessi all'esame finale di diploma, gli studenti debbono avere regolarmente
frequentato i corsi, superato gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed
effettuato, con positiva valutazione, i tirocini prescritti.
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono positiva
valutazione nei tirocini possono ripetere l'anno per non più di una volta come
fuori corso, venendo collocati in soprannumero.
2. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono obbligatorie
per almeno il 70% dell'orario previsto; esse avvengono secondo delibera del
consiglio della struttura didattica, tale da assicurare ad ogni studente un
adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate.
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa.
3. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione,
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami
annuali e finali.
4. Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del
tirocinio con relativo esame finale e la discussione di una tesi, consistente in
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il
diploma in terapista della riabilitazione, con menzione dell'indirizzo seguito.
5. La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore ed
è composta dal presidente del corso della specifica struttura didattica o suo
delegato, da due docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti
nominati rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica e dal Ministro della sanità tra iscritti all'albo
professionale.
Ove i Ministri interessati non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio
di ciascun anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami,
provvede il rettore, sentito il senato accademico.
6. La commissione finale per l'esame di diploma è nominata dal rettore in base
alla vigente normativa.
7. Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e
chirurgia.
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli
studi per il conseguimento del diploma di laurea.
Il consiglio della struttura didattica con propria delibera riconosce altresì,
anche parzialmente, gli studi compiuti in scuole italiane o straniere di livello
universitario, con titolo di accesso analogo a quello del diploma universitario.
Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la
formazione per accedere al corso di laurea.
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea, ove abbiano denominazione
uguale o simile, permettono il passaggio dall'uno all'altro mediante una
normativa generale di passaggio, approvata dal consiglio di facoltà, tenuto
conto in particolare degli studenti fuori corso riguardo alla possibilità di
iscrizione anche in soprannumero rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto.
------------------------
(53) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 31 marzo 1992 (Gazz. Uff. 2
ottobre 1992, n. 232).
Tabella XLI-bis (54)
Corso di diploma universitario in logopedia
Art. 1. (Finalità, organizzazione generale, norme di accesso). - 1. Presso la
facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di diploma
universitario in logopedia.
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori
con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere le funzioni di
logopedista e di riabilitazione del linguaggio.
Il corso si conclude con il rilascio del diploma universitario in logopedia.
3. In relazione alla normativa comunitaria e con l'osservanza delle relative
specifiche norme, le università potranno istituire corsi di perfezionamento, ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/1982, riservati ai
possessori del diploma universitario per logopedisti e finalizzati alla
ulteriore qualificazione degli stessi per quanto riguarda le funzioni
specialistiche.
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di
precedente frequenza di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o
all'estero, per corsi di laurea o di diploma con contenuti teorici e pratici
ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 11 della
legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei crediti è
adottata dal consiglio della struttura didattica. Il consiglio della struttura
didattica con propria delibera può riconoscere altresì, anche parzialmente, gli
studi compiuti in scuole italiane o straniere di livello universitario, con
titolo di accesso analogo a quello del diploma universitario.
5. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9,
comma 4, della legge n. 341/1990.
Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale.
Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili,
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati,
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili ed alla valutazione del voto
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio
complessivo.
Il consiglio di facoltà approva con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla
data della prova gli argomenti sui quali verrà effettuata la prova scritta.
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso.
------------------------
(54) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 1° aprile 1992 (Gazz. Uff. 17
settembre 1992, n. 219).
Art. 2. (Ordinamento didattico). - 1. Il corso di diploma prevede 4.000 ore di
insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio.
Esso comprende aree, corsi integrati e discipline ed è organizzato in cicli
convenzionali (semestri); ogni semestre comprende ore di insegnamento e di
attività pratiche e di studio guidate (primo anno 500 ore, secondo anno 500 ore,
terzo anno 400 ore), il cui peso relativo è definito in modo convenzionale
(credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio
guidate comprendono almeno il 50% delle ore previste per ciascuno anno.
Il tirocinio professionale è svolto per 700 ore nel primo anno (350 per
semestre), 900 ore nel secondo anno (450 per semestre), 1.000 ore nel terzo anno
(500 per semestre). Lo studente deve seguire altresì attività complementari che
assicurino sotto l'aspetto professionale, compreso l'orario complessivo, il
rispetto della normativa comunitaria.
2. Le attività didattiche sono ordinate in aree formative, che definiscono gli
obiettivi didattici intermedi, in corsi integrati, che definiscono
l'articolazione dell'insegnamento nei diversi semestri e corrispondono agli
esami che debbono essere sostenuti, in discipline che indicano le competenze
scientifico-professionali dei docenti nei singoli corsi integrati.
Sono attivati, come discipline integrate nei corsi previsti dall'ordinamento,
ulteriori discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di
professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una e
all'altra fascia. Le discipline non danno luogo a verifiche di profitto
autonome.
3. Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente: a
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare.
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai
singoli corsi integrati può essere utilizzato anche per approfondimenti
nell'area ove viene preparata la tesi di diploma.
Lo studente è tenuto altresì a frequentare un corso di inglese scientifico, con
lo scopo di acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica.
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi
scientifici, sarà effettuato al I anno.
4. Lo studente deve sostenere in ciascun semestre gli esami per i corsi
integrati compresi nell'ordinamento.
Non si possono sostenere gli esami di un anno se non sono stati sostenuti tutti
gli esami dell'anno precedente, né ci si può iscrivere all'anno successivo se
non sono stati sostenuti entro la sessione autunnale tutti gli esami dell'anno
precedente, tranne due, e superato i tirocini.
Gli esami sono sostenuti di norma al termine di ciascun semestre,
rispettivamente nel mese di febbraio e nei mesi di giugno e luglio. Sessioni di
recupero sono previste, una nel mese di settembre (appello autunnale) ed una
straordinaria (appello invernale) da prevedere in periodi di interruzione delle
lezioni, a gennaio-febbraio. Nella sessione straordinaria non possono essere
sostenuti più di due esami.
5. Per le attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico connesse a
specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti a
contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti o attività professionale
svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle materie che formano
oggetto dell'insegnamento. In tal caso si applica la normativa prevista
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980. I
professori a contratto possono far parte delle commissioni d'esame.
6. Le aree, con indicati i crediti tra parentesi, gli obiettivi didattici, i
corsi integrati e le relative discipline, sono i seguenti:
I Anno - I semestre:
Area A. Propedeutica (crediti: 5.0).
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei
fenomeni biologici della comunicazione.
A.1. Corso integrato di fisica, statistica e informatica:
fisica medica;
statistica medica;
informatica generale.
A.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica:
chimica e propedeutica biochimica;
chimica biologica.
A.3. Corso integrato di istologia e anatomia:
istologia;
anatomia umana.
A.4. Corso integrato di biologia e genetica:
biologia generale;
biologia cellulare;
genetica medica.
A.5. Corso integrato di linguistica I:
fonetica e fonologia;
psicolinguistica.
A.6. Inglese scientifico.
A.7. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in servizi universitari
ospedalieri ed extra-ospedalieri.
I Anno - II semestre:
Area B. Fisiologia, psicologia e scienza della comunicazione applicata alla
logopedia (crediti 5.0).
Obiettivo: apprendere i principi di funzionamento fisiologici della
comunicazione umana nei suoi aspetti di afferenza sensoriale, di afferenza
espressiva, di elaborazione centrale e di relazione interindividuale.
B.1. Corso integrato di anatomia e fisiologia:
anatomia umana;
fisiologia umana;
neurofisiologia;
fisiologia degli organi sensoriali.
B.2. Corso integrato di psicologia:
psicologia generale;
psicologia evolutiva;
psicometria.
B.3. Corso integrato di scienza della comunicazione:
fisiologia umana;
semiologia generale;
fisiologia evolutiva della comunicazione.
B.4. Corso integrato di linguistica II:
linguistica generale;
semantica e morfosintassi.
B.5. Corso integrato di logopedia generale:
logopedia generale;
logopedia clinica;
teoria delle tecniche logopediche.
B.6. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi
universitari ospedalieri ed extraospedalieri.
II Anno - I semestre:
Area C. Fisiopatologia della comunicazione, elementi di scienze cliniche,
tecniche logopediche, semeiotiche e riabilitative (crediti 10).
Obiettivo: apprendere i principi generali di fisiopatologia, patologia e clinica
generali e della comunicazione, conoscere elementi generali della neurologia,
dell'audiologia, dell'otorinolaringoiatria, della odontostomatologia e della
chirurgia maxillo-facciale e specialistica, della pediatria e della geriatria;
apprendere le tecniche della logopedia.
C.1. Corso integrato di fisiopatologia e patologia generale:
fisiopatologia generale;
patologia generale;
patologia della comunicazione.
C.2. Corso integrato di medicina e chirurgia:
foniatria;
audiologia;
otorinolaringoiatria;
odontostomatologia e chirurgia maxillo-facciale;
pediatria;
geriatria e gerontologia.
C.3. Corso integrato di patologia e clinica della comunicazione I:
patologia della voce;
patologia dell'articolazione verbale;
patologia del flusso verbale;
patologia dell'acquisizione verbale.
C.4. Corso integrato di semeiotica I:
semeiotica audiologica generale;
semeiotica foniatrica generale;
semeiotica logopedica generale.
C.5. Corso integrato di linguistica III:
linguistica;
sociolinguistica;
neurolinguistica.
C.6. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi
universitari, ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali.
II semestre:
C.7. Corso integrato di semeiotica II:
semeiotica foniatrica speciale;
semeiotica logopedica speciale.
C.8. Corso integrato nelle scienze neurologiche:
neurologia;
psichiatria;
neuropsicologia clinica;
neuropsichiatria infantile.
C.9. Corso integrato di logopedia I (voce, articolazione verbale, flusso
verbale, acquisizione verbale):
riabilitazione foniatrica generale;
riabilitazione logopedica generale.
C.10. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in
servizi universitari ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali, con
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
III Anno - I semestre:
Area D. Patologia della comunicazione, tecniche logopediche semeiotiche e
riabilitative; i principi di sanità pubblica (crediti 8).
Obiettivo: formare il logopedista nella conoscenza e nella pratica degli atti
professionali specifici: osservazione, valutazione, programmazione, attuazione e
verifica del piano di trattamento.
D.1. Corso integrato di patologia e clinica della comunicazione II:
patologia dello sviluppo del linguaggio;
patologia afasica e disartrica.
D.2. Corso integrato di logopedia II:
riabilitazione foniatrica speciale;
riabilitazione logopedica speciale.
D.3. Corso di fonologopedia di interesse audiologico:
audiologia infantile;
riabilitazione speciale;
medicina sociale.
D.4. Corso integrato di scienze umane:
pedagogia;
sociologia.
D.5. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi
universitari ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali, con
assunzione progressiva di responsabilità professionale.
II semestre:
D.6. Corso integrato di logopedia III:
semeiotica logopedica;
riabilitazione logopedica speciale.
D.7. Corso integrato di psicomotricità:
psicomotricità;
musicoterapia generale.
D.8. Corso integrato di sanità pubblica:
legislazione sociale;
etica professionale.
D.9. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi
universitari, ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali, con una
progressiva assunzione di responsabilità professionali.
------------------------
Art. 3. (Organizzazione didattica - Verifiche di profitto - Esame finale). - 1.
La frequenza alle lezioni, ai tirocini ed alle attività pratiche è obbligatoria
e deve essere documentata sul libretto personale dello studente. Per essere
ammessi all'esame finale di diploma, gli studenti debbono avere regolarmente
frequentato i corsi, superato gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed
effettuato, con positiva valutazione, i tirocini prescritti.
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono positiva
valutazione nei tirocini possono ripetere l'anno per non più di una volta come
fuori corso, venendo collocati in soprannumero.
2. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono obbligatorie
per almeno il 70% dell'orario previsto; esse avvengono secondo delibera del
consiglio della struttura didattica, tale da assicurare ad ogni studente un
adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate.
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa.
3. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione,
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami
annuali e finali.
4. Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del
tirocinio con relativo esame finale e la discussione di una tesi, consistente in
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il
diploma in logopedista.
5. La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore ed
è composta dal presidente del corso della specifica struttura didattica o suo
delegato, da due docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti
nominati rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica e dal Ministro della sanità tra iscritti all'albo
professionale.
Ove i Ministri interessati non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio
di ciascun anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami,
provvede il rettore, sentito il senato accademico.
6. La commissione finale per l'esame di diploma è nominata dal rettore in base
alla vigente normativa.
7. Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e
chirurgia.
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli
studi per il conseguimento del diploma di laurea.
Il consiglio della struttura didattica con propria delibera riconosce altresì,
anche parzialmente, gli studi compiuti in scuole italiane o straniere di livello
universitario, con titolo di accesso analogo a quello del diploma universitario.
Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la
formazione per accedere al corso di laurea.
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea, ove abbiano denominazione
uguale o simile, permettono il passaggio dall'uno all'altro mediante una
normativa generale di passaggio, approvata dal consiglio di facoltà, tenuto
conto in particolare degli studenti fuori corso riguardo alla possibilità di
iscrizione anche in soprannumero rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto.
8. Le iscrizioni ad anni successivi al primo anno sono subordinate alla
disponibilità di posti ed al possesso dei prescritti requisiti per l'iscrizione
al corso di diploma. Il riconoscimento degli studi già effettuati nelle
preesistenti scuole dirette e fini speciali in corsi di diploma universitario o
in corsi di laurea è effettuato dal consiglio della competente struttura
didattica.
------------------------
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