GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 248 DEL 29/10/1938



R.D. 30 settembre 1938, n. 1652.    Agg. G.U. 31/01/2006
Disposizioni sull'ordinamento didattico universitario. 
 

 Pubblicato nel Suppl. ord. alla Gazz. Uff. 29 ottobre 1938, n. 248. 
 

1. All'art. 2 del regio decreto 28 novembre 1935, n. 2044 (2), è sostituito il 
seguente: 
"Ferme restando le norme relative alla durata dei singoli corsi di studio e 
quelle di carattere didattico contenute nelle singole tabelle, gli statuti delle 
università e degli istituti superiori stabiliscono le precedenze, per 
l'iscrizione e per l'esame fra gli insegnanti di ciascuna facoltà e le norme per 
gli esami delle materie a corso pluriennale, nei casi non previsti nelle tabelle 
anzidette. 
Col manifesto degli studi di ogni università sono comunicati annualmente i piani 
di studio consigliati per i singoli corsi di laurea o diploma prescrivendosi 
anche le esercitazioni e le eventuali prove per quegli insegnamenti per i quali 
siano ritenute opportune dalla facoltà". 
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(2) Recante norme relative agli insegnamenti che debbono essere impartiti nelle 
Università e negli istituti superiori. Tale decreto, nelle restanti 
disposizioni, deve ritenersi superato dal decreto che si annota. 
 





2. I titoli di studio per l'ammissione a ciascun corso di laurea o diploma sono 
quelli indicati nelle rispettive tabelle annesse al presente decreto. 
Tuttavia anche coloro che hanno superato l'esame di maturità nei licei 
scientifici italiani all'estero e nel regio istituto d'istruzione media di 
Bengasi ed i giovani delle isole italiane dell'Egeo che hanno superato l'esame 
di maturità scientifica nelle regie scuole medie di Rodi possono essere iscritti 
a tutti i corsi di laurea o diploma ai quali danno adito titoli di scuola media 
di secondo grado, eccetto i corsi di laurea o diploma che, a norma della tabella 
II, annessa al presente decreto, possono essere rilasciati dalla facoltà di 
magistero. 
Coloro, poi, che hanno conseguito il diploma del liceo "Moorat Raphael" di 
Venezia possono essere iscritti a tutti i corsi di laurea o diploma ai quali 
danno adito titoli di scuola media di secondo grado, eccetto i corsi di laurea 
in giurisprudenza, in lettere, in filosofia ed i corsi di laurea o diploma che, 
a norma della tabella II annessa al presente decreto, possono essere rilasciati 
dalla facoltà di magistero. 
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3. Alle tabelle allegate, al regio decreto 7 maggio 1936, n. 882 (3), e ai 
successivi decreti di modificazione e integrazione sono sostituite le tabelle 
annesse al presente decreto e firmate, d'ordine nostro, dal Ministro proponente. 

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(3) Recava la sostituzione della tabella allegata al decreto di cui alla nota 2 
all'art. 1. 
 





4. Il presente decreto ha vigore dall'anno accademico 1938-39. 
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Tabella I 
1. Laurea in giurisprudenza. - 2. Laurea in scienze politiche. - 3. Diploma in 
statistica. - 4. Laurea in scienze statistiche e demografiche. - 5. Laurea in 
scienze statistiche ed attuariali. - 6. Laurea in economia e commercio. - 7. 
Diploma di magistero in economia e diritto. - 8. Diploma di magistero in 
economia aziendale. - 9. Laurea in lettere. - 10. Laurea in filosofia. - 11. 
Laurea in materie letterarie. - 12. Laurea in pedagogia. - 13. Laurea in lingue 
e letterature straniere. - 14. Diploma di abilitazione alla vigilanza nelle 
scuole elementari. - 15. Laurea in medicina e chirurgia. - 16. Laurea in 
chimica. - 17. Laurea in chimica industriale. - 18. Laurea in fisica. 19. Laurea 
in scienze matematiche. - 20. Laurea in matematica e fisica. - 21. Laurea in 
scienze naturali. - 22. Laurea in scienze biologiche. - 23. Laurea in scienze 
geologiche. - 24. Laurea in farmacia. - 25. Diploma in farmacia. - 26. Laurea in 
ingegneria civile (3/a). - 27. Laurea in ingegneria industriale (3/a). - 28. 
Laurea in ingegneria navale e meccanica (3/a). - 29. Laurea in ingegneria 
chimica (3/a). - 30. Laurea in ingegneria aeronautica (3/a). - 31. Laurea in 
ingegneria mineraria (3/a). - 32. Laurea in architettura. - 33. Laurea in 
scienze agrarie. - 34. Laurea in scienze forestali. - 35. Laurea in medicina 
veterinaria. - 36. Laurea in geografia. - 37. Laurea in lingue e letterature 
straniere moderne (4). 
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(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, 
riportato al n. C/XXXIX. 
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, 
riportato al n. C/XXXIX. 
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, 
riportato al n. C/XXXIX. 
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, 
riportato al n. C/XXXIX. 
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, 
riportato al n. C/XXXIX. 
(3/a) Per le lauree in ingegneria, vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, 
riportato al n. C/XXXIX. 
(4) Aggiunta dall'art. 3, L. 26 luglio 1957, n. 741, riportata al n. C/VIII. 
L'art. 1, D.P.R. 13 agosto 1964, n. 1220 (Gazz. Uff. 30 novembre 1964, n. 296), 
ha aggiunto la laurea in Scienze delle preparazioni alimentari. Successivamente, 
l'art. 1, D.P.R. 12 ottobre 1989, riportato al n. C/XLI, ha mutato la 
denominazione del corso di laurea di Scienze delle preparazioni alimentari in 
laurea in Scienze e tecnologie alimentari. L'art. 3, L. 13 luglio 1966, n. 543, 
riportata al n. C/X-bis, ha aggiunto la laurea in Scienze economiche e bancarie 
e la laurea in Scienze economiche e l'art. 1, D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1037 
(Gazz. Uff. 17 novembre 1967, n. 287), ha aggiunto la laurea in Chimica e 
tecnologie farmaceutiche. Vedi, al riguardo, la tabella XXVII-bis. L'art. 2, 
D.P.R. 6 marzo 1978, n. 102, riportato al n. A/LXXI, ha aggiunto alla tabella 1 
la laurea in conservazione dei beni culturali. L'art. 1, D.P.R. 24 febbraio 
1979, n. 309 (Gazz. Uff. 30 luglio 1979, n. 207), ha aggiunto la laurea in 
Agricoltura tropicale e sub-tropicale e l'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1979, n. 282 
(Gazz. Uff. 20 luglio 1979, n. 198), quella in Ingegneria delle tecnologie 
industriali ad indirizzo economico-organizzativo. Il D.P.R. 3 ottobre 1979, n. 
586 (Gazz. Uff. 22 novembre 1979, n. 319), ha aggiunto la laurea in 
conservazione dei beni culturali. Il D.P.R. 28 febbraio 1980, n. 135, riportato 
al n. C/XX, ha aggiunto la laurea in odontoiatria e protesi dentaria. Vedi, 
anche, la L. 14 agosto 1982, n. 590, riportata al n. A/XCII. L'art. 1, D.P.R. 28 
ottobre 1983, n. 946 (Gazz. Uff. 29 febbraio 1984, n. 59), ha aggiunto la laurea 
in ingegneria delle tecnologie industriali. L'articolo unico, D.P.R. 26 aprile 
1988, n. 286 (Gazz. Uff. 25 luglio 1988, n. 173), ha aggiunto la laurea in 
scienze ambientali. Vedi, inoltre, il D.P.R. 3 febbraio 1989 e il D.P.R. 5 
aprile 1989, riportati, rispettivamente, ai nn. C/XXXVI e C/XXXVII. Vedi, 
altresí, il D.P.R. 24 gennaio 1990, riportato al n. C/XLIII. Il D.M. 25 luglio 
1991 (Gazz. Uff. 21 marzo 1992, n. 68) ha aggiunto la laurea in relazioni 
pubbliche. L'art. un., D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15 giugno 1992, n. 139), 
ha aggiunto il corso di laurea in scienze della comunicazione e i corsi di 
diploma universitario in giornalismo ed in tecnica pubblicitaria. L'art. un., 
D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 11 maggio 1992, n. 108), ha aggiunto alla 
Tabella I i seguenti diplomi universitari in: produzioni vegetali; gestione 
tecnica e amministrativa in agricoltura; tecniche forestali; produzioni agrarie 
tropicali e subtropicali; tecnologie alimentari; produzioni animali. L'art. un., 
D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 8 giugno 1992, n. 133), ha aggiunto il diploma 
universitario per tecnico di laboratorio biomedico. L'art. un., D.M. 23 novembre 
1991 (Gazz. Uff. 12 maggio 1992, n. 109), ha aggiunto la laurea in biotecnologie 
agro-industriali e il diploma universitario in biotecnologie agro-industriali. 
L'art. un., D.M. 2 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 5 giugno 1992, n. 131), ha aggiunto 
il diploma universitario in scienze infermieristiche. Inoltre, l'art. un., D.M. 
18 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 11 maggio 1992, n. 108), ha aggiunto i seguenti 
diplomi universitari in: ingegneria aerospaziale; ingegneria biomedica; 
ingegneria chimica; ingegneria dell'ambiente e delle risorse; ingegneria delle 
infrastrutture; ingegneria delle telecomunicazioni; ingegneria elettrica; 
ingegneria elettronica; ingegneria informatica e automatica; ingegneria 
logistica e della produzione; ingegneria meccanica. L'art. un., D.M. 20 gennaio 
1992 (Gazz. Uff. 6 giugno 1992, n. 132), ha aggiunto il diploma universitario 
per ortottista ed assistente in oftalmologia. Il D.M. 31 marzo 1992 (Gazz. Uff. 
2 ottobre 1992, n. 232) ha aggiunto il diploma universitario di terapisti della 
riabilitazione; il D.M. 1° aprile 1992 (Gazz. Uff. 17 settembre 1992, n. 219) ha 
aggiunto il diploma universitario in logopedia; il D.M. 2 aprile 1992 (Gazz. 
Uff. 17 settembre 1992, n. 219) ha aggiunto il diploma universitario in tecnico 
di audiometria e audioprotesi; il D.M. 19 maggio 1992 (Gazz. Uff. 5 gennaio 
1993, n. 3), rettificato con D.M. 11 giugno 1993 (Gazz. Uff. 13 novembre 1993, 
n. 267), ha aggiunto il diploma universitario in igiene e sanità animale; il 
D.M. 31 luglio 1992 (Gazz. Uff. 29 ottobre 1992, n. 255) ha aggiunto i diplomi 
universitari in: economia e amministrazione delle imprese, gestione delle 
amministrazioni pubbliche, commercio estero, economia e gestione dei servizi 
turistici, marketing e comunicazione di azienda, gestione delle imprese 
alimentari. L'art. 1, D.M. 21 ottobre 1992, riportato al n. C/LV, ha così 
disposto: 
"Art. 1. All'elenco delle lauree e dei diplomi di cui alla tabella I, annessa al 
regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, sono aggiunte le seguenti lauree: 
laurea in statistica; 
laurea in statistica e informatica per l'azienda; 
laurea in scienze statistiche, demografiche e sociali. 
Dal predetto elenco viene depennata la laurea in scienze statistiche e 
demografiche e vengono inseriti i seguenti diplomi universitari: 
diploma in statistica e informatica per la gestione delle imprese; 
diploma in statistica e informatica per le amministrazioni pubbliche". 
L'art. 1, D.M. 27 ottobre 1992, riportato al n. C/LV, ha così disposto: 
"Art. 1. All'elenco delle lauree e dei diplomi di cui alla tabella I allegata al 
R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, sono aggiunte le seguenti lauree: 
economia bancaria; 
economia assicurativa e previdenziale; 
economia delle istituzioni e dei mercati finanziari; 
economia delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali; 
economia del commercio internazionale e dei mercati valutari; 
economia marittima e dei trasporti; 
economia ambientale; 
economia industriale; 
economia e legislazione per l'impresa; 
economia del turismo. 
Dal medesimo elenco vengono inoltre soppresse le seguenti lauree: 
scienze economiche e sociali; 
scienze economiche; 
economia bancaria, finanziaria e assicurativa". 
 





Tabella II (4/a) 
Facoltà universitarie dalle quali possono essere rilasciati le lauree e i 
diplomi indicati nella tabella I 
Facoltà di giurisprudenza. - Laurea in giurisprudenza; laurea in scienze 
politiche; diploma in statistica [*]. 
Facoltà di scienze politiche. - Laurea in scienze politiche; laurea in economia 
e commercio; diploma in statistica [*]. 
Facoltà di economia e commercio. - Laurea in economia e commercio; diploma in 
statistica [*]; diploma di magistero in economia e diritto; diploma di magistero 
in economia aziendale; laurea in lingue e letterature straniere [**]. 
Facoltà di scienze statistiche, demografiche ed attuariali. - Diploma in 
statistica; laurea in scienze statistiche e demografiche; laurea in scienze 
statistiche ed attuariali. 
__________ 
[*] Da rilasciarsi solo se presso la facoltà sia costituita una scuola di 
statistica. 
[**] Da rilasciarsi solo dalla facoltà del regio istituto superiore di economia 
e commercio di Venezia. 
Facoltà di lettere e filosofia. - Laurea in lettere; laurea in filosofia; laurea 
in geografia; laurea in lingue straniere e letterature moderne (4/b). 
Facoltà di magistero. - Laurea in materie letterarie; laurea in pedagogia; 
laurea in lingue e letterature straniere; diploma di abilitazione alla vigilanza 
nelle scuole elementari (4/b). 
Facoltà di medicina e chirurgia. - Laurea in medicina e chirurgia. 
Facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali. - Laurea in chimica; laurea 
in chimica industriale; laurea in fisica; laurea in scienze matematiche; laurea 
in matematica e fisica; laurea in scienze naturali; laurea in scienze 
biologiche; laurea in scienze geologiche; laurea in geografia (4/c). 
Facoltà di chimica industriale. - Laurea in chimica industriale. 
Facoltà di farmacia. - Laurea in farmacia; diploma in farmacia (4/d). 
Facoltà di ingegneria. - Laurea in ingegneria civile; laurea in ingegneria 
industriale; laurea in ingegneria navale e meccanica; laurea in ingegneria 
chimica; laurea in ingegneria aeronautica; laurea in ingegneria mineraria (4/e). 

Facoltà di ingegneria mineraria. - Laurea in ingegneria mineraria. 
Facoltà di architettura. - Laurea in architettura. 
Facoltà di agraria. - Laurea in scienze agrarie; laurea in scienze forestali 
(4/f). 
Facoltà di medicina veterinaria. - Laurea in medicina veterinaria. 
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(4/a) L'art. 2, L. 12 marzo 1968, n. 442, ha aggiunto la laurea in ingegneria 
per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale, la laurea in 
tecnologia industriale e la laurea in scienze economiche e sociali. L'art. 1, 
D.P.R. 12 settembre 1978, n. 773 (Gazz. Uff. 7 dicembre 1978, n. 342), ha 
disposto che la facoltà di economia e commercio può rilasciare la laurea in 
scienze statistiche ed attuariali. Vedi, anche, la nota 12/a. L'art. 2, D.P.R. 
24 febbraio 1979, n. 309 (Gazz. Uff. 30 luglio 1979, n. 207), ha disposto che la 
facoltà in agraria può rilasciare la laurea in Agricoltura tropicale e 
sub-tropicale e l'art. 2, D.P.R. 11 maggio 1979, n. 282 (Gazz. Uff. 20 luglio 
1979, n. 198), che la facoltà di ingegneria può rilasciare la laurea in 
ingegneria delle tecnologie industriali ad indirizzo economico-organizzativo. Il 
D.P.R. 3 ottobre 1979, n. 586 (Gazz. Uff. 22 novembre 1979, n. 319), ha disposto 
che la facoltà di lettere e filosofia può rilasciare la laurea in conservazione 
dei beni culturali e il D.P.R. 28 febbraio 1980, n. 135, riportato al n. C/XX, 
che la facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare la laurea in odontoiatria 
e protesi dentaria. Il D.P.R. 16 ottobre 1980, n. 1209 (Gazz. Uff. 29 agosto 
1981, n. 237), ha aggiunto la facoltà di sociologia con la laurea in sociologia. 
Vedi, anche, gli artt. 17, 22, 25, 26, 31, 40 e 42, L. 14 agosto 1982, n. 590, 
riportata al n. A/XCII. L'art. 2, D.P.R. 28 ottobre 1983, n. 946 (Gazz. Uff. 29 
febbraio 1984, n. 59), ha aggiunto la laurea in ingegneria delle tecnologie 
industriali. L'art. un., D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 582 (Gazz. Uff. 11 marzo 
1988, n. 59), ha aggiunto la facoltà di conservazione dei beni culturali con il 
corso di laurea in conservazione dei beni culturali. L'art. un., D.P.R. 25 
novembre 1989 (Gazz. Uff. 2 marzo 1990, n. 51), ha disposto che la facoltà di 
magistero può rilasciare la laurea in conservazione dei beni culturali. L'art. 
un., D.P.R. 13 giugno 1988, n. 433 (Gazz. Uff. 11 ottobre 1988, n. 239), ha 
aggiunto la laurea in scienze internazionali e diplomatiche. Vedi, inoltre, il 
D.P.R. 3 febbraio 1989, il D.P.R. 5 aprile 1989 e il D.P.R. 24 gennaio 1990, 
riportati ai nn. C/XXXVI, C/XXXVII e C/XLIII. Il D.M. 25 luglio 1991 (Gazz. Uff. 
21 marzo 1992, n. 68) ha disposto che le facoltà di scienze politiche, 
sociologia, lingue e letterature straniere, scienze economiche e sociali, 
economia e commercio possono rilasciare anche la laurea in relazioni pubbliche. 
L'art. un., D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15 giugno 1992, n. 139), ha 
disposto che la facoltà di lettere e filosofia, di sociologia, di magistero e di 
scienze politiche possono rilasciare il diploma di laurea in scienze della 
comunicazione e i diplomi universitari in giornalismo ed in tecnica 
pubblicitaria. L'art. un., D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 11 maggio 1992, n. 
108), ha integrato la tabella II nel senso che la facoltà di agraria può 
rilasciare tutti i predetti diplomi universitari, e la facoltà di medicina 
veterinaria quello in "produzioni animali". L'art. un., D.M. 15 novembre 1991 
(Gazz. Uff. 8 giugno 1991, n. 133), ha integrato la tabella II nel senso che la 
facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare il diploma universitario per 
tecnico di laboratorio biomedico. L'art. un., D.M. 23 novembre 1991 (Gazz. Uff. 
12 maggio 1992, n. 109), ha integrato la tabella II nel senso che la facoltà di 
scienze matematiche, fisiche e naturali e la facoltà di agraria possono 
rilasciare anche la laurea in biotecnologie agro-industriali e il diploma 
universitario in biotecnologie agro-industriali. L'art. un., D.M. 2 dicembre 
1991 (Gazz. Uff. 5 giugno 1992, n. 131), ha integrato la tabella II nel senso 
che la facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare il diploma universitario 
in scienze infermieristiche. Inoltre, l'art. un., D.M. 18 dicembre 1991 (Gazz. 
Uff. 11 maggio 1992, n. 108), ha integrato la tabella II nel senso che la 
facoltà di ingegneria può rilasciare tutti i seguenti diplomi universitari: 
ingegneria aerospaziale; ingegneria biomedica; ingegneria chimica; ingegneria 
dell'ambiente e delle risorse; ingegneria delle infrastrutture; ingegneria delle 
telecomunicazioni; ingegneria elettrica; ingegneria elettronica; ingegneria 
informatica e automatica; ingegneria logistica e della produzione; ingegneria 
meccanica. L'art. un., D.M. 20 gennaio 1992 (Gazz. Uff. 6 giugno 1992, n. 132), 
ha integrato la tabella II nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia può 
rilasciare il diploma universitario per ortottista ed assistente in 
oftalmologia. Il D.M. 31 marzo 1992 (Gazz. Uff. 2 ottobre 1992, n. 232) ha 
integrato la tab. II nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia può 
rilasciare il diploma universitario di terapisti della riabilitazione; il D.M. 
1° aprile 1992 (Gazz. Uff. 17 settembre 1992, n. 219) ha integrato la medesima 
tabella nel senso che la facoltà di medicina e chirurgia può rilasciare il 
diploma universitario in logopedia; il D.M. 2 aprile 1992 (Gazz. Uff. 17 
settembre 
1992, n. 219) ha integrato la tab. II nel senso che la facoltà di medicina e 
chirurgia può rilasciare il diploma universitario in tecnico di audiometria e 
audioprotesi; il D.M. 19 maggio 1992 (Gazz. Uff. 28 dicembre 1992, n. 303) ha 
disposto che all'elenco delle facoltà di cui alla tabella II è aggiunta la 
facoltà di scienze ambientali, che rilascia il diploma di laurea in scienze 
ambientali; il D.M. 19 maggio 1992 (Gazz. Uff. 5 gennaio 1993, n. 3), 
rettificato con D.M. 11 giugno 1993 (Gazz. Uff. 13 novembre 1993, n. 267), ha 
integrato la tabella II nel senso che la facoltà di medicina veterinaria può 
rilasciare il diploma universitario in igiene e sanità animale; il D.M. 31 
luglio 1992 (Gazz. Uff. 29 ottobre 1992, n. 255) ha integrato la medesima 
tabella nel senso che la facoltà di economia e commercio, di economia dei 
trasporti e del commercio internazionale, di scienze bancarie, finanziarie e 
assicurative, di scienze economiche e bancarie, di scienze economico-bancarie, 
assicurative e previdenziali e di scienze economiche e sociali possono 
rilasciare i diplomi universitari in: economia e amministrazione delle imprese, 
gestione delle amministrazioni pubbliche, commercio estero, economia e gestione 
dei servizi turistici, marketing e comunicazione di azienda, gestione delle 
imprese alimentari. 
L'art. 2, D.M. 21 ottobre 1992, riportato al n. C/LV, ha così disposto: 
"Art. 2. Nella tabella II, annessa al regio decreto n. 1652/1938, la 
denominazione della facoltà di scienze statistiche, demografiche e attuariali 
muta in quella di facoltà di scienze statistiche. 
La stessa tabella II è integrata nel senso che la facoltà di scienze statistiche 
può rilasciare, oltre alle lauree in scienze statistiche ed economiche ed in 
scienze statistiche ed attuariali e al diploma universitario in statistica, le 
lauree e i diplomi universitari di cui al precedente articolo uno, fatto salvo 
quanto previsto dall'articolo uno, ultimo comma della tabella V, allegata al 
presente decreto. Detta tabella sostituisce le vigenti tabelle V, VI, VII e 
VII-bis annesse al medesimo regio decreto n. 1652/1938". 
L'art. 3, D.M. 27 ottobre 1992 
, riportato al n. C/LV, ha così disposto: 
"Art. 3. La tabella II annessa al predetto regio decreto n. 1652/1938 è 
modificata nel senso che la facoltà di economia e commercio, che muta il nome in 
facoltà di economia, può rilasciare tutte le lauree di cui alla predetta tabella 
VIII allegata al presente decreto. Nella medesima tabella II allegata al regio 
decreto n. 1652/1938 sono soppresse le facoltà di: 
economia dei trasporti e del commercio internazionale; 
scienze bancarie, finanziarie ed assicurative; 
scienze economiche e bancarie; 
scienze economico-bancarie, assicurative e previdenziali; 
scienze economiche e sociali". 
(4/b) L'art. 1, D.P.R. 14 luglio 1970, n. 725 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1970, n. 
264), ha disposto che le facoltà di lettere e filosofia e di magistero rilascino 
anche la laurea in sociologia e l'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1971, n. 452 (Gazz. 
Uff. 21 luglio 1971, n. 183), che rilascino anche la laurea in psicologia. 
(4/b) L'art. 1, D.P.R. 14 luglio 1970, n. 725 (Gazz. Uff. 19 ottobre 1970, n. 
264), ha disposto che le facoltà di lettere e filosofia e di magistero rilascino 
anche la laurea in sociologia e l'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1971, n. 452 (Gazz. 
Uff. 21 luglio 1971, n. 183), che rilascino anche la laurea in psicologia. 
(4/c) L'articolo unico, D.P.R. 26 aprile 1988, n. 286 (Gazz. Uff. 25 luglio 
1988, n. 173), ha disposto che le facoltà di scienze matematiche, fisiche e 
naturali, di chimica industriale, di ingegneria e di agraria possono rilasciare 
anche la laurea in scienze ambientali. 
(4/d) L'art. 1, D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1037 (Gazz. Uff. 17 novembre 1967, 
n. 287), ha disposto che la facoltà di farmacia rilascia anche la laurea in 
Chimica e tecnologie farmaceutiche. Il D.P.R. 18 luglio 1972, n. 524, ha poi 
soppresso il diploma in farmacia. 
(4/e) Vedi, ora, il D.P.R. 20 maggio 1989, riportato al n. C/XXXIX. 
(4/f) L'art. 1, D.P.R. 13 agosto 1964, n. 1220 (Gazz. Uff. 30 novembre 1964, n. 
296), ha disposto che la facoltà di agraria rilascia anche la laurea in scienze 
delle preparazioni alimentari. Vedi la tabella XXXI-bis. L'art. 1, D.P.R. 12 
ottobre 1989, riportato al n. C/XLI, ha mutato la denominazione della laurea in 
scienze delle preparazioni alimentari in laurea in scienze e tecnologie 
alimentari. 
 





Tabella III 
Laurea in giurisprudenza 
Durata del corso degli studi: quattro anni. 
Titolo di ammissione: diploma di maturità classica. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Istituzioni di diritto privato. - 2. Istituzioni 
di diritto romano. - 3. Filosofia del diritto. - 4. Storia del diritto romano. - 
5. Storia del diritto italiano (biennale). - 6. Economia politica del lavoro 
(5). - 7. Scienza delle finanze e diritto finanziario. - 8. Diritto 
costituzionale. - 9. Diritto ecclesiastico. - 10. Diritto romano (biennale). - 
11. Diritto civile (biennale). - 12. Diritto commerciale. - 13. Diritto del 
lavoro (5). - 14. Diritto processuale civile. - 15. Diritto internazionale. - 
16. Diritto amministrativo (biennale). - 17. Diritto penale (biennale). 18. 
Procedura penale. 
Insegnamenti complementari. - 1. Statistica. - 2. Demografia (5). - 3. Medicina 
legale e delle assicurazioni. - 4. Antropologia criminale. - 5. Diritto 
canonico. - 6. Diritto privato comparato. - 7. Diritto svizzero. - 8. Diritto 
coloniale (5/a). - 9. Diritto industriale. - 10. Legislazione del lavoro. - 11. 
Diritto agrario. - 12. Diritto minerario. - 13. Diritto marittimo (6). - 14. 
Diritto aeronautico (6). - 15. Diritto bizantino. - 16. Diritto greco. - 17. 
Diritto musulmano. - 18. Diritti dell'oriente mediterraneo. - 19. Diritto 
comune. - 20. Esegesi delle fonti del diritto romano. - 21. Esegesi delle fonti 
del diritto italiano. - 22. Papirologia giuridica. - 23. Psicologia. - 24. 
Storia dei trattati e politica internazionale (7). - 25. Diritto della 
navigazione (7). 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in tre da lui 
scelti fra i complementari. 
------------------------ 
(5) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
(5) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
(5) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
(5/a) Insegnamento soppresso dal D.P.R. 28 maggio 1968, n. 801 (Gazz. Uff. 22 
luglio 1968, n. 185). 
(6) Insegnamento soppresso dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
(6) Insegnamento soppresso dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
(7) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
(7) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
 





Tabella IV (8-9) 
Laurea in scienze politiche 
I. - Titolo di ammissione: diploma di maturità classica o scientifica. 
II. - Durata del corso degli studi: quattro anni. 
III. - Il corso di studi comprende un biennio propedeutico ed un biennio di 
specializzazione ordinato secondo i seguenti indirizzi: politico-amministrativo, 
politico-economico, politico-internazionale, storico-politico, politico-sociale. 

Il biennio di specializzazione è organizzato da ciascuna facoltà in conformità 
delle proprie esigenze peculiari, scegliendo almeno due degli indirizzi indicati 
o stabilendo eventuali combinazioni. 
IV. - Il biennio propedeutico comprende nove insegnamenti obbligatori. 
Sono obbligatori sul piano nazionale i seguenti sei insegnamenti: 1. Istituzioni 
di diritto pubblico. - 2. Diritto costituzionale italiano e comparato. - 3. 
Economia politica. - 4. Statistica. - 5. Sociologia. - 6. Storia moderna. 
Altri tre insegnamenti obbligatori sono stabiliti da ciascuna facoltà da 
scegliere tra i seguenti: 1. Scienza della politica. - 2. Istituzioni di diritto 
privato. - 3. Organizzazione internazionale. - 4. Storia delle istituzioni 
politiche. - 5. Storia contemporanea. - 6. Storia delle dottrine politiche. - 7. 
Politica economica e finanziaria. - 8. Filosofia della politica. 
Alcuni insegnamenti possono essere mutati da quelli impartiti in altre facoltà. 
Lo studente potrà aggiungere ai nove insegnamenti del biennio propedeutico non 
più di tre insegnamenti obbligatori del biennio di specializzazione, indicati 
nello statuto, a secondo dell'indirizzo prescelto. Tali insegnamenti anticipati 
al biennio propedeutico vanno in detrazione dal numero degli insegnamenti del 
biennio di specializzazione. 
V. - Il biennio di specializzazione si svolge in base a piani di studi 
predisposti da ciascuna facoltà stabilendo l'elenco delle materie di 
insegnamento per ogni indirizzo scelte fra quelle indicate, a carattere 
orientativo, nel seguente elenco: Dottrina dello Stato. - Diritto 
amministrativo. - Diritto internazionale. - Diritto del lavoro. - Storia ed 
istituzioni dei paesi afro-asiatici. - Storia dei trattati e politica 
internazionale. - Geografia politica ed economica. Scienza delle finanze. - 
Istituzioni di diritto e di procedura penale. - Antropologia culturale. - 
Contabilità di Stato. - Contabilità dello Stato e degli enti pubblici. - 
Criminologia. - Demografia. - Diplomazia e diritto diplomatico. - Diritto 
anglo-americano. - Diritto canonico. - Diritto delle comunità europee. - Diritto 
dell'economia. - Diritto diplomatico e consolare. - Diritto ecclesiastico. - 
Diritto ecclesiastico italiano e comparato. - Diritto finanziario. - Diritto 
internazionale privato. - Diritto parlamentare. - Diritto privato comparato. - 
Diritto processuale amministrativo. - Diritto processuale civile. - Diritto 
pubblico americano. - Diritto pubblico comparato. - Diritto pubblico 
dell'economia. - Diritto pubblico romano. - Diritto regionale. - Diritto 
tributario. - Dottrine giuridiche. - Econometria. - Economia aziendale. - 
Economia dei paesi in via di sviluppo. - Economia e politica agraria. - Economia 
e politica industriale. - Economia e politica monetaria. - Economia 
internazionale. - Elementi di diritto romano. - Entologia. - Filosofia del 
diritto. - Filosofia morale. - Istituzioni giuridiche dell'Europa orientale. 
Istituzioni politiche comparate. - Legislazione del lavoro. - Legislazione 
sociale. - Matematica per economisti. - Matematica per le scienze sociali. - 
Metodologia della ricerca storica. - Metodologia delle scienze sociali. - 
Organizzazione economica internazionale. - Pianificazione ed organizzazione 
territoriale. - Programmazione economica. - Psicologia. - Psicologia dinamica. - 
Psicologia sociale. - Relazioni internazionali. - Ricerca operativa. - Scienza 
dell'amministrazione. - Sociologia del lavoro e della industria. - Sociologia 
della conoscenza. - Sociologia della famiglia. - Sociologia delle comunicazioni. 
- Sociologia dell'educazione. - Sociologia dell'organizzazione. - Sociologia 
economica. - Sociologia giuridica. - Sociologia politica. - Sociologia 
religiosa. - Sociologia urbana e rurale. - Statistica economica. - Statistica 
per la ricerca economica. - Storia antica. - Storia dei concordati. - Storia dei 
movimenti sindacali. - Storia dei partiti e dei movimenti politici - Storia del 
giornalismo. - Storia dei rapporti fra Stato e Chiesa. - Storia del diritto 
italiano. - Storia della Chiesa. - Storia dell'amministrazione pubblica. - 
Storia dell'economia. - Storia delle dottrine economiche. - Storia delle 
istituzioni religiose. - Storia del pensiero sociologico. - Storia del 
Risorgimento. - Storia e istituzioni dei paesi di lingua orientale. - Storia e 
politica monetaria. - Storia e politica navale. - Storia medioevale. - Storia e 
sistemi delle relazioni fra Stato e Chiesa nell'età moderna. - Storia moderna e 
contemporanea della Chiesa e delle altre confessioni cristiane. - Storia 
politica e diplomatica dell'Asia orientale. - Tecnica dell'organizzazione e dei 
servizi amministrativi. - Teoria e politica dello sviluppo. - Teoria generale 
del diritto. 
Per ogni indirizzo l'elenco predisposto dalla facoltà non può comprendere più di 
quindici insegnamenti annuali. Di questi non più di sette e non meno di quattro, 
sono fissati dalla Facoltà come obbligatori a tutti gli studenti dell'indirizzo. 

Gli altri saranno scelti dallo studente nell'ambito dei restanti insegnamenti 
del suddetto elenco, predisposto dalla facoltà all'inizio di ogni anno 
accademico. 
Gli insegnamenti a scelta dello studente non possono essere anticipati al 
biennio propedeutico. 
Alcuni insegnamenti possono essere mutati da quelli impartiti in altre facoltà. 
Lo studente è obbligato a frequentare i corsi e a sostenere gli esami per almeno 
dieci materie scelte nell'elenco stabilito dalla facoltà. 
VI. - Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i 
corsi e superati gli esami relativi ad almeno diciannove corsi annuali ed 
inoltre a quelli relativi a due lingue straniere. Qualora le facoltà 
istituiscano corsi semestrali o trimestrali, dovrà essere stabilita dalle 
facoltà l'equivalenza tra corsi frazionali e corsi annuali. Qualora le facoltà 
istituiscano corsi pluriennali di una stessa materia, ogni esame annuale viene 
computato ai fini del numero minimo dei corsi sopra stabilito. 
Le prove annuali d'esame non potranno, nel complesso, superare per ciascun corso 
quadriennale di laurea, il numero di 24, escluse sempre quelle per le lingue. 
Per quanto riguarda le lingue straniere, nei singoli statuti sarà determinata la 
scelta per ogni indirizzo. 
VII. - La propedeuticità degli esami di profitto e le modalità dell'esame di 
laurea verranno stabilite nei singoli statuti. 
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze 
politiche con l'indicazione dell'indirizzo prescelto. 
------------------------ 
(8-9) Tabella così sostituita dall'art. 1, D.P.R. 31 ottobre 1968, n. 1189 
(Gazz. Uff. 30 novembre 1968, n. 304). 
 





Tabella IV-bis (10) 
Corso di laurea in sociologia 
Il corso di laurea in sociologia si articola in quattro anni, suddivisi in due 
bienni, il primo a carattere propedeutico e il secondo articolato in sei 
indirizzi: 
1) politico-istituzionale; 
2) organizzativo, economico e del lavoro; 
3) territorio ed ambiente; 
4) comunicazioni e mass-media; 
5) pianificazione sociale; 
6) socio-antropologico e dello sviluppo. 
La laurea in sociologia si consegue avendo superato gli esami in ventidue 
insegnamenti, di cui dodici fondamentali (allegato A). 
Per ogni indirizzo sono previsti quattro insegnamenti obbligatori (allegato B); 
gli altri sei insegnamenti possono essere scelti nell'elenco delle discipline 
complementari (allegato C), oppure tra le fondamentali che non siano state 
sostenute in quanto tali, o tra quelle degli indirizzi non scelti. La scelta 
dell'indirizzo - tra quelli attivati e la contestuale presentazione di un 
coerente piano di studi - avviene su proposta dello studente ed è approvata dal 
consiglio di facoltà che verifica la coerenza delle discipline complementari con 
l'indirizzo prescelto. 
Prima dell'esame di laurea, il candidato dovrà dimostrare di conoscere due 
lingue straniere, anche attraverso una prova scritta: una di esse dovrà essere 
la lingua inglese. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi, sostenuta - secondo le 
norme vigenti - tra gli insegnamenti per cui il candidato abbia superato 
l'esame. 
------------------------ 
(10) Aggiunta dal D.P.R. 5 dicembre 1980, n. 1210 (Gazz. Uff. 31 agosto 1981, n. 
238), e poi così sostituita dalla tabella allegata al D.M. 6 febbraio 1991, 
riportato al n. C/XLVII-bis. 
 





Allegato A 
Elenco delle discipline fondamentali (n. 12): 
1) sociologia I; 2) sociologia II; 3) storia della sociologia; 4) metodologia e 
tecnica della ricerca sociale; 5) antropologia culturale; 6) psicologia sociale; 
7) storia contemporanea; 8) economia politica; 9) statistica; 10) istituzioni di 
diritto pubblico; 11) metodologia delle scienze sociali o storia della 
filosofia; 12) matematica per le scienze sociali o sociologia della 
comunicazione. 
Le prime dieci discipline fondamentali non potranno, in nessun caso essere 
sostituite e si intendono dunque come "costitutive". 
Tra le discipline poste in alternativa quale undicesima e dodicesima 
fondamentale, ogni consiglio di corso di laurea sceglierà i due insegnamenti 
fondamentali, annunciandoli nel manifesto degli studi. 
Gli insegnamenti non scelti come fondamentali, possono essere indicati come 
obbligatori per gli indirizzi attivati (in aggiunta ai quattro insegnamenti 
specifici dell'indirizzo) o comunque quali complementari. 
------------------------ 
 





Allegato B 
Insegnamenti obbligatori degli indirizzi: 
1) Politico-istituzionale: scienza della politica; sistemi politici comparati o 
storia dei partiti e dei movimenti politici; sociologia del diritto o sociologia 
dell'amministrazione; sociologia politica o sociologia della religione. 2) 
Organizzativo, economico e del lavoro: politica economica; sociologia 
dell'organizzazione o economia aziendale; sociologia economica o analisi delle 
classi e dei gruppi sociali. 3) Territorio e ambiente: geografia politica ed 
economica; sociologia dell'ambiente; sociologia urbana e rurale; sociologia 
delle comunità locali o economia regionale. 4) Comunicazioni e mass-media: 
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa; storia del giornalismo e delle 
comunicazioni sociali; sociologia della conoscenza o sociologia della cultura; 
sociologia delle comunicazioni di massa. 5) Pianificazione sociale: statistica 
sociale; teoria e metodi della pianificazione sociale o politica sociale; 
sociologia dell'educazione; sociologia della famiglia o legislazione sociale. 6) 
Socio-antropologico e dello sviluppo: antropologia economica; storia delle 
tradizioni popolari e etnologia; sociologia dello sviluppo o sociologia delle 
relazioni etniche; teoria e politica dello sviluppo o etnografia. 
Ciascun consiglio di corso di laurea delibera - nei casi in cui figurino più 
alternative - le discipline obbligatorie degli indirizzi, indicandole nel 
manifesto degli studi. 
Gli insegnamenti non resi obbligatori, se attivati, entrano a far parte degli 
insegnamenti complementari dell'indirizzo stesso. 
------------------------ 
 





Allegato C 
Elenco degli esami complementari: 
analisi del linguaggio politico; criminologia; demografia; diritto 
amministrativo; diritto costituzionale italiano e comparato; diritto del lavoro; 
diritto pubblico dell'economia; diritto regionale e degli enti locali; diritto 
sindacale; disciplina giuridica dei mezzi di comunicazione sociale; economia del 
territorio; economia e politica dell'ambiente; economia pubblica; elaborazione 
automatica dei dati; estetica; filosofia del linguaggio; filosofia della 
scienza; filosofia morale; informatica; istituzioni di diritto privato; lingua 
francese; lingua inglese; lingua spagnola; lingua tedesca; linguistica generale; 
logica; modelli matematici per sociologi; organizzazioni internazionali; 
pedagogia; pedagogia sociale; psicologia dei gruppi; psicologia del lavoro; 
psicologia del linguaggio e delle comunicazioni; psicologia dell'età evolutiva; 
psicologia dell'organizzazione; rilevazioni statistiche ufficiali; semiologia; 
socio-linguistica; sociologia dei gruppi; sociologia dei servizi sociali; 
sociologia del mutamento; sociologia del turismo; sociologia dell'arte; 
sociologia della devianza; sociologia della letteratura; sociologia della 
medicina; sociologia della scienza; sociologia delle relazioni internazionali; 
statistica sanitaria; storia americana; storia dei movimenti sindacali; storia 
dell'America Latina; storia del cinema; storia del teatro; storia della 
filosofia contemporanea; storia della medicina; storia della scienza; storia 
delle istituzioni politiche; storia delle religioni; storia di una regione 
(Marche); storia e istituzioni dei Paesi afro-asiatici; storia e tecnica degli 
audiovisivi; storia e tecnica dell'informazione; storia economica; storia 
moderna; storia sociale; tecnica delle ricerche di mercato; tecniche del 
linguaggio radiotelevisivo; teoria della comunicazione; teorie e tecniche di 
marketing; teorie e tecniche pubblicitarie. 
------------------------ 
 





Tabella V (11) 
Corsi di studio delle facoltà di scienze statistiche 
Capo I 
Norme comuni ai corsi di laurea e di diploma 
Art. 1. - Alla facoltà di scienze statistiche afferiscono i seguenti corsi di 
laurea di durata quadriennale: 
statistica; 
scienze statistiche demografiche e sociali; 
scienze statistiche ed attuariali; 
scienze statistiche ed economiche; 
statistica e informatica per l'azienda, ed i seguenti corsi di diploma di durata 
triennale: 
statistica; 
statistica e informatica per la gestione delle imprese; 
statistica e informatica per le amministrazioni pubbliche. 
Nelle sedi universitarie in cui non sia presente la facoltà di scienze 
statistiche i corsi di laurea in scienze statistiche demografiche e sociali, in 
scienze statistiche ed attuariali, in scienze statistiche ed economiche e in 
statistica e informatica per l'azienda e i corsi di diploma universitario di cui 
sopra possono essere attivati nella facoltà di economia e, limitatamente al 
diploma universitario in statistica, anche nelle facoltà di scienze politiche. 
------------------------ 
(11) La tabella V è stata così sostituita dall'art. 2, D.M. 21 ottobre 1992, 
riportato al n. C/LIV, precisando che la presente tabella sostituisce anche le 
tabelle VI, VII e VII-bis. 
 





Art. 2. - Il numero degli iscrivibili al primo anno di corso può essere 
stabilito annualmente dal senato accademico, sentito il consiglio di facoltà, in 
base alle strutture disponibili, alle esigenze del mercato del lavoro e secondo 
i criteri generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica ai sensi dell'art. 9, comma 4, della legge n. 341/90. 
Le modalità delle eventuali prove di ammissione sono stabilite dal consiglio di 
facoltà. 
------------------------ 
 





Art. 3. - Sono titoli di ammissione, tanto per i corsi di laurea che per i corsi 
di diploma universitario, quelli previsti dalle vigenti leggi. 
------------------------ 
 





Art. 4. - Gli insegnamenti attivabili nei corsi di laurea delle facoltà di 
scienze statistiche sono: 
a) quelli indicati nel successivo art. 24, articolati nelle aree seguenti: 
matematica, probabilità, statistica, statistica economica, statistica aziendale, 
demografia, statistica sociale, statistica biomedica, informatica, matematica 
per le decisioni economiche e finanziarie, matematica finanziaria e scienze 
attuariali, ricerca operativa, economia, aziendale, giuridica, sociologia, 
scienze biologiche, e relative sottoaree. 
b) altri insegnamenti diversi da quelli dei punti precedenti, fino ad un massimo 
di otto per ciascun corso di laurea o di diploma attivato presso la facoltà. 
------------------------ 
 





Art. 5. - Ai fini del conseguimento del diploma di laurea e del diploma 
universitario sono riconosciuti gli insegnamenti del corso di diploma 
universitario e del corso di laurea seguiti con esito positivo, in relazione al 
sistema di crediti didattici determinato a norma dell'art. 11 della legge n. 
341/90, a condizione che essi siano compatibili, anche per i contenuti, con il 
piano di studi approvato dalla competente struttura didattica per il corso al 
quale si chiede l'iscrizione. Dovranno essere in ogni caso riconosciute le prove 
di idoneità di lingue. 
Nel caso di passaggio dal corso di laurea al corso di diploma, il riconoscimento 
di altre attività come equivalenti alle esercitazioni pratiche non potrà 
superare le 100 ore. 
Le strutture didattiche competenti determinano, nel regolamento previsto 
dall'art. 11, comma 2, della legge n. 341/90, i criteri per il riconoscimento 
degli insegnamenti ai fini del passaggio tra corsi di diploma e corsi di laurea. 
Ai fini del riconoscimento di cui ai commi precedenti sono da considerarsi 
affini i corsi di laurea e di diploma di cui all'art. 1 della presente Tabella. 
------------------------ 
 





Capo II 
Norme relative ai corsi di laurea 
Art. 6. - Il piano di studi di ciascun corso di laurea comprende insegnamenti 
fondamentali, insegnamenti annuali caratterizzanti il corso di laurea stesso, ed 
altri insegnamenti, per un numero complessivo di annualità stabilito nel 
regolamento didattico di Ateneo tra un minimo di 22 e un massimo di 24. 
Gli insegnamenti fondamentali, in numero di 8, rispondono alla esigenza di 
fornire agli studenti i fondamenti concettuali e metodologici basilari per ogni 
laurea in scienze statistiche e le conoscenze essenziali all'apprendimento delle 
discipline caratterizzanti e degli altri insegnamenti di ciascun corso di 
laurea. 
Nel rigoroso rispetto delle condizioni di cui al comma precedente, la struttura 
didattica competente attiverà tali insegnamenti scegliendoli tra quelli che 
compaiono negli elenchi di cui all'art. 24, secondo la seguente distribuzione e 
tenuto conto di quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 4: 
3 nell'area matematica; 
1 nell'area probabilità; 
3 nell'area statistica; 
1 nell'area informatica. 
Gli insegnamenti fondamentali devono essere annuali e svolti di norma nei primi 
due anni di corso. 
La laurea si consegue dopo aver superato gli esami di profitto per gli 
insegnamenti di cui al comma 1, le prove di idoneità richieste (o gli esami che 
eventualmente le sostituiscono ai sensi del successivo art. 9) e l'esame di 
laurea. 
------------------------ 
 





Art. 7. - La struttura didattica competente garantisce che, tra gli insegnamenti 
attivati nella facoltà, ve ne siano almeno 12 compresi nell'insieme delle aree e 
sottoaree indicate per ciascun corso di laurea; predispone percorsi didattici 
nel rispetto dei vincoli alla distribuzione degli insegnamenti per area e 
prevedendo adeguate possibilità di scelta per gli studenti. 
La struttura didattica competente, nel rispetto dell'ordinamento, individua i 
criteri per la formazione dei piani di studio e indica gli eventuali indirizzi, 
compresi quelli di cui al successivo art. 11, nel Manifesto degli studi o 
secondo le modalità previste dal regolamento di cui all'art. 11 comma secondo, 
della legge n. 341/90. 
Nell'ambito del regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della legge, n. 341/90, 
la struttura didattica competente può assegnare ai corsi denominazioni 
aggiuntive che ne specifichino i contenuti effettivi o li differenzino nel caso 
in cui essi vengano ripetuti con contenuti diversi. 
------------------------ 
 





Art. 8. - Gli insegnamenti annuali comprendono di norma 70 ore di didattica; 
quelli semestrali comprendono di norma 35 ore di didattica. 
La struttura didattica competente stabilisce quali degli insegnamenti sono 
svolti con corsi annuali e quali con corsi semestrali nel rispetto del numero 
complessivo di annualità previste nelle varie aree e sottoaree. 
A tutti gli effetti è stabilita l'equivalenza tra un corso annuale e due corsi 
semestrali. 
Uno stesso insegnamento annuale può essere articolato in due corsi semestrali, 
anche con distinte prove d'esame. 
Ferma restando la possibilità di riconoscimento di crediti didattici, fino a 4 
corsi annuali o 8 semestrali per ciascun corso di laurea possono essere svolti 
coordinando moduli didattici di durata più breve, svolti anche da docenti 
diversi, per un numero complessivamente uguale di ore. 
La struttura didattica competente può autorizzare lo studente ad inserire nel 
proprio piano di studi fino a 6 insegnamenti attivati in altre facoltà 
dell'Università, o in altre Università, anche straniere. In tal caso la 
struttura didattica competente dovrà altresì determinare la categoria e l'area o 
sottoarea di appartenenza dei suddetti insegnamenti ai fini del rispetto 
dell'art. 6 e degli altri vincoli dell'ordinamento. 
------------------------ 
 





Art. 9. - La struttura didattica competente può stabilire che, per il 
conseguimento della laurea lo studente debba anche superare una prova di 
idoneità in una lingua straniera moderna. 
Possono comunque essere attivati insegnamenti di lingue straniere moderne, anche 
articolati su più corsi annuali. In tal caso la struttura didattica competente 
può sostituire le prove di idoneità con esami di profitto, che si aggiungono a 
quelli previsti nell'art. 6. 
Le prove di idoneità possono essere sostenute anche senza la frequenza ai corsi 
eventualmente attivati. 
------------------------ 
 





Art. 10. - La struttura didattica competente stabilisce le modalità degli esami 
di profitto e delle prove di idoneità. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su un 
argomento, scelto dallo studente d'intesa con il relatore, secondo le modalità 
stabilite dalla struttura didattica competente. 
------------------------ 
 





Art. 11. (Corso di laurea in statistica). - Il corso di laurea in statistica è 
disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 
7, 8, 9 e 10 del presente decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in statistica deve 
comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui all'art. 6, i seguenti 
insegnamenti caratterizzanti: 
1 insegnamento dell'area matematica; 
1 insegnamento dell'area probabilità; 
3 insegnamenti dell'area statistica; 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale, 
demografia, statistica sociale e statistica biomedica; 
1 insegnamento dell'area informatica; 
1 insegnamento dell'area Ricerca operativa. 
Nell'ambito del corso di laurea in statistica, la struttura didattica 
competente, qualora siano disponibili le risorse necessarie, può deliberare 
l'attivazione di indirizzi corrispondenti ai corsi di laurea di cui agli 
articoli seguenti, che non siano attivati nella stessa facoltà, con le 
denominazioni per essi previste. I piani di studio dovranno in tal caso 
uniformarsi ai requisiti stabiliti per i corrispondenti corsi di laurea. 
Dell'indirizzo seguito potrà essere data menzione nel diploma di laurea. 
------------------------ 
 





Art. 12 (Corso di laurea in scienze statistiche demografiche e sociali). - Il 
corso di laurea in scienze statistiche demografiche e sociali è disciplinato, 
oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 
del presente decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in scienze statistiche 
demografiche e sociali deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di 
cui all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti: 
1 insegnamento dell'area statistica; 
2 insegnamenti dell'area demografia; 
1 insegnamento dell'area statistica sociale; 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale, 
demografia, statistica sociale e statistica biomedica; 
2 insegnamenti della sottoarea sociologia generale; 
1 insegnamento della sottoarea economica politica; 
1 insegnamento dell'area giuridica. 
------------------------ 
 





Art. 13 (Corso di laurea in scienze statistiche ed attuariali). - Il corso di 
laurea in Scienze statistiche ed attuariali è disciplinato, oltre che dal 
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del presente 
decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in Scienze statistiche ed 
attuariali deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui 
all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti: 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica e probabilità; 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica e statistica aziendale; 
1 insegnamento dell'area demografia; 
4 insegnamenti dell'area matematica finanziaria e scienze attuariali; 
2 insegnamenti scelti dalle aree matematica per le decisioni economiche e 
finanziarie e matematica finanziaria e scienze attuariali; 
1 insegnamento dell'area economica; 
1 insegnamento dell'area giuridica. 
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Art. 14 (Corso di laurea in scienze statistiche ed economiche). - Il corso di 
laurea in scienze statistiche ed economiche è disciplinato, oltre che dal 
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del presente 
decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in scienze statistiche ed 
economiche deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui 
all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti: 
1 insegnamento dell'area statistica; 
2 insegnamenti dell'area statistica economica; 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale, 
demografia, statistica sociale; 
1 insegnamento della sottoarea economia politica; 
1 insegnamento della sottoarea analisi economica; 
1 insegnamento scelto dalle sottoaree economia politica o analisi economica; 
1 insegnamento scelto dalle sottoaree economia politica, analisi economica e 
dell'area aziendale. 
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Art. 15 (Corso di laurea in statistica e informatica per l'azienda). - Il corso 
di laurea in statistica e informatica per l'azienda è disciplinato, oltre che 
dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 del 
presente decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in statistica e informatica 
per l'azienda deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali di cui 
all'art. 6, i seguenti insegnamenti caratterizzanti: 
2 insegnamenti dell'area statistica aziendale; 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica, statistica aziendale, 
demografia e statistica sociale; 
1 insegnamento della sottoarea informatica di base; 
1 insegnamento della sottoarea informatica applicata; 
3 insegnamenti dell'area aziendale; 
1 insegnamento dell'area economia; 
1 insegnamento dell'area giuridica; 
1 insegnamento dell'area ricerca operativa. 
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Capo III 
Norme relative ai corsi di diploma universitario triennali 
Art. 16. - Il piano di studi di ciascun corso di diploma universitario comprende 
insegnamenti fondamentali, insegnamenti caratterizzanti il corso di diploma 
universitario stesso, altri insegnamenti, per un numero di annualità 
complessivo, stabilito nel regolamento didattico di Ateneo, da un minimo di 13 a 
un massimo di 15, e un laboratorio statistico-informatico. 
Gli insegnamenti fondamentali rispondono alla esigenza di fornire agli studenti 
i fondamenti concettuali e metodologici basilari per ogni diploma universitario 
in statistica e le conoscenze essenziali all'apprendimento delle discipline 
caratterizzanti e degli altri insegnamenti di ciascun diploma universitario. 
Nel rigoroso rispetto delle condizioni di cui al comma precedente, la struttura 
didattica competente attiverà tali insegnamenti scegliendoli tra quelli che 
compaiono negli elenchi di cui al successivo art. 24, secondo la seguente 
distribuzione e tenuto conto di quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 4: 
1 dell'area matematica; 
2 dell'area statistica; 
1 dell'area probabilità; 
1 dell'area informatica. 
Gli insegnamenti fondamentali devono essere annuali e svolti di norma nel primo 
anno di corso. 
Il diploma universitario si consegue dopo aver superato gli esami di profitto 
per gli insegnamenti di cui al comma 1, le prove di idoneità richieste (o gli 
esami che eventualmente le sostituiscono ai sensi del successivo 0art. 17) e il 
colloquio finale. 
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Art. 17. - La struttura didattica competente garantisce che, tra gli 
insegnamenti attivati dalla facoltà, ve ne siano almeno 10 compresi nell'insieme 
delle aree e sottoaree indicate per ciascun corso di diploma universitario; 
predispone percorsi didattici, nel rispetto dei vincoli alla distribuzione degli 
insegnamenti per area, prevedendo adeguate possibilità di scelta per gli 
studenti. 
La struttura didattica competente individua, nel rispetto dell'ordinamento, i 
criteri per la formazione dei piani di studio e indica gli eventuali indirizzi, 
compresi quelli di cui al successivo art. 21, nel manifesto degli studi o 
secondo le modalità previste dal regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della 
legge n. 341/90. 
Nell'ambito del regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della legge n. 341/90, 
la struttura didattica competente può assegnare ai corsi denominazioni 
aggiuntive che ne specifichino i contenuti effettivi, o li differenzino nel caso 
in cui essi vengono ripetuti con contenuti diversi. 
La struttura didattica competente può inoltre stabilire che alcuni insegnamenti 
siano impartiti con l'ausilio di laboratori, attivati anche mediante 
convenzioni. 
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Art. 18. - Gli insegnamenti annuali comprendono di norma 70 ore di didattica, 
quelli semestrali comprendono di norma 35 ore di didattica. 
La struttura didattica competente stabilisce quali degli insegnamenti sono 
svolti con corsi annuali e quali con corsi semestrali nel rispetto del numero 
complessivo di annualità previste nelle varie aree e sottoaree. 
A tutti gli effetti è stabilita l'equivalenza tra un corso annuale e due corsi 
semestrali. Uno stesso insegnamento annuale può essere articolato in due corsi 
semestrali, anche con distinte prove d'esame. 
Ferma restando la possibilità di riconoscimento di crediti didattici, fino a 3 
corsi annuali o 6 corsi semestrali per corso di diploma universitario possono 
essere svolti coordinando moduli didattici di durata più breve, svolti anche da 
docenti diversi, per un numero complessivamente uguale di ore. 
Nell'ambito dei corsi di cui ai commi precedenti, la struttura didattica 
competente deve riservare non meno di 200 ore di esercitazioni pratiche 
distribuite tra i vari insegnamenti. 
La struttura didattica competente, per l'approfondimento della formazione 
professionale specifica del corso di diploma universitario, può organizzare la 
permanenza degli studenti, sotto la sorveglianza di un tutor, presso le aziende, 
enti o altri organismi per stages della durata da tre a sei mesi. 
La struttura didattica competente può autorizzare lo studente ad inserire nel 
proprio piano di studi fino a 4 insegnamenti attivati in altre facoltà 
dell'Università, o in altre università, anche straniere. In tal caso la 
struttura didattica competente dovrà altresì determinare la categoria e l'area o 
sottoarea di appartenenza dei suddetti insegnamenti ai fini del rispetto 
dell'art. 16 e degli altri vincoli dell'ordinamento. 
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Art. 19. - La struttura didattica competente può stabilire che, per il 
conseguimento del diploma universitario, lo studente debba anche superare una 
prova di idoneità in una lingua straniera moderna. 
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Art. 20. - La struttura didattica competente definisce l'organizzazione 
didattica del laboratorio statistico-informatico e le modalità di accertamento 
delle competenze in esso acquisite; stabilisce anche le modalità degli esami di 
profitto e della eventuale prova di idoneità nella lingua straniera. 
Il colloquio finale per il conseguimento del diploma consiste in una 
discussione, con gli opportuni riferimenti alle discipline del corso di diploma, 
di un tipico problema professionale, oppure in un rapporto che documenti 
l'attività svolta nell'ambito del laboratorio o l'esperienza, di tirocinio o di 
ricerca applicata, maturata nell'eventuale stage. 
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Art. 21 (Corso di diploma universitario in statistica). - Il diploma 
universitario in statistica è disciplinato, oltre che dal presente articolo, 
dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 16, 17, 18, 19 e 20 del presente decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento del diploma universitario in statistica 
deve comprendere, oltre agli insegnamenti fondamentali e al laboratorio 
statistico-informatico di cui all'art. 16, i seguenti insegnamenti 
caratterizzanti: 
1 insegnamento scelto dalle aree statistica economica e statistica aziendale; 
1 insegnamento dell'area demografica; 
1 insegnamento dell'area statistica sociale; 
2 insegnamenti scelti dalle aree statistica economica, statistica aziendale, 
demografia, statistica sociale e statistica biomedica. 
Nell'ambito del corso di diploma universitario in Statistica la struttura 
didattica competente, qualora siano disponibili le risorse necessarie, può 
deliberare l'attivazione di indirizzi corrispondenti ai corsi di diploma 
universitario di cui agli articoli seguenti, che non siano attivati nella stessa 
facoltà, con la denominazione per essi prevista. I piani di studio dovranno in 
tal caso uniformarsi ai requisiti stabiliti per i corrispondenti corsi di 
diploma universitario. Dell'indirizzo seguito potrà essere data menzione nel 
diploma. 
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Art. 22 (Corso di diploma universitario in statistica e informatica per la 
gestione delle imprese). - Il diploma universitario in statistica e informatica 
per la gestione delle imprese è disciplinato, oltre che dal presente articolo, 
dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 16, 17, 18, 19 e 20 del presente decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento del diploma universitario in statistica e 
informatica per la gestione delle imprese deve comprendere, oltre agli 
insegnamenti fondamentali e al laboratorio statistico-informatico di cui 
all'art. 16, i seguenti insegnamenti caratterizzanti: 
2 insegnamenti scelti dalle aree economia e aziendale; 
2 insegnamenti scelti dalle aree statistica economica e statistica aziendale; 
1 insegnamento dell'area informatica. 
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Art. 23 (Corso di diploma universitario in statistica e informatica per le 
amministrazioni pubbliche). - Il diploma universitario in Statistica e 
informatica per le amministrazioni pubbliche è disciplinato, oltre che dal 
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 16, 17, 18, 19 e 20 del 
presente decreto. 
Il piano di studi per il conseguimento del diploma universitario in statistica e 
informatica per le amministrazioni pubbliche deve comprendere, oltre agli 
insegnamenti fondamentali e al laboratorio statistico-informatico di cui 
all'art. 16, anche i seguenti insegnamenti caratterizzanti: 
1 insegnamento scelto dalla sottoarea economia politica e dall'area aziendale; 
1 insegnamento della sottoarea sociologia generale; 
2 insegnamenti scelti dalle aree demografia e statistica sociale; 
1 insegnamento dell'area giuridica. 
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Art. 24. - Sono discipline attivabili nelle facoltà di scienze statistiche o 
quelle di cui all'art. 1, ultimo comma: 
Area matematica: algebra; algebra lineare; algebra ed elementi di geometria; 
logica matematica; geometria; geometria e algebra; analisi matematica; analisi 
funzionale; analisi superiore; istituzioni di analisi matematica; analisi 
numerica; matematica computazionale; metodi numerici per l'ottimizzazione; 
matematica generale. 
Area probabilità: calcolo delle probabilità; processi stocastici; statistica 
matematica; teoria dei giochi; teoria dell'affidabilità; teoria delle code; 
statistica e calcolo delle probabilità; teoria e tecnica delle rilevazioni 
campionarie. 
Area statistica: analisi dei dati; analisi statistica multivariata; analisi 
statistica spaziale; didattica della statistica; metodi statistici di 
previsione; piano degli esperimenti; rilevazioni statistiche; statistica; 
statistica computazionale; statistica matematica; storia della statistica; 
tecniche di ricerca e di elaborazione dei dati; teoria dei campioni; teoria 
dell'inferenza statistica; teoria statistica delle decisioni; metodi statistici 
di controllo della qualità; metodi statistici di misura; modelli stocastici e 
analisi dei dati; statistica applicata alle scienze fisiche; statistica e 
calcolo delle probabilità; statistica per la ricerca sperimentale; teoria e 
metodi statistici dell'affidabilità; teoria e tecnica delle rilevazioni 
campionarie. 
Area statistica economica: analisi statistico-economica territoriale; 
classificazione e analisi dei dati economici; contabilità nazionale; gestione di 
basi di dati economici; metodi di valutazione di politiche economiche; modelli 
statistici del mercato del lavoro; modelli statistici di comportamento 
economico; rilevazione e controllo di dati economici; serie storiche economiche; 
statistica dei mercati monetari e finanziari; statistica economica. 
Area statistica aziendale: analisi di mercato; controllo statistico della 
qualità; statistica aziendale; statistica industriale. 
Area demografia: analisi demografica; demografia; demografia bio-sanitaria; 
demografia della famiglia; demografia economica; demografia regionale; 
demografia sociale; demografia storica; modelli demografici; politiche della 
popolazione; rilevazioni e qualità dei dati demografici; teorie della 
popolazione. 
Area statistica sociale: indagini campionarie e sondaggi demoscopici; modelli 
statistici del mercato del lavoro; modelli statistici per l'analisi del 
comportamento politico; modelli statistici per l'analisi e la valutazione dei 
processi educativi; metodi statistici per la programmazione e la valutazione dei 
servizi sociali e sanitari; rilevazioni statistiche e qualità dei dati sociali e 
sanitari; statistica del turismo; statistica giudiziaria; statistica per la 
ricerca sociale; statistica psicometrica; statistica sociale. 
Area statistica biomedica: antropometria; biometria; epidemiologia; 
programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari; statistica applicata alle 
scienze biologiche; statistica medica e biometria; statistica per l'ambiente; 
statistica sanitaria. 
Area informatica: 
Sottoarea - Informatica di base: basi di dati; fondamenti di informatica; 
intelligenza artificiale; sistemi informativi; basi di dati e sistemi 
informativi; informatica generale; linguaggi di programmazione; sistemi di 
elaborazione dell'informazione; programmazione. 
Sottoarea - Informatica applicata: statistica computazionale; gestione di basi 
di dati economici; elaborazione automatica dei dati per le decisioni economiche 
e finanziarie. 
Area matematica per le decisioni economiche e finanziarie: metodi matematici per 
la gestione delle aziende; ricerca operativa per le scelte economiche; teoria 
delle decisioni; matematica per le decisioni della finanza aziendale; modelli 
matematici per i mercati finanziari; teoria matematica del portafoglio 
finanziario. 
Area matematica finanziaria e scienze attuariali: economia e finanza delle 
assicurazioni; matematica attuariale; matematica finanziaria; statistica 
assicurativa; tecnica attuariale delle assicurazioni contro i danni; tecnica 
attuariale delle assicurazioni sociali; tecnica attuariale delle assicurazioni 
sulla vita; teoria del rischio. 
Area ricerca operativa: metodi e modelli per il supporto alle decisioni; metodi 
e modelli per l'organizzazione e la gestione; metodi e modelli per la 
pianificazione economica; metodi e modelli per la pianificazione territoriale; 
ottimizzazione; programmazione matematica; ricerca operativa; tecniche di 
simulazione; teoria dei giochi; ricerca operativa per le scelte economiche. 
Area economia: 
Sottoarea - Analisi economica: analisi economica; econometria; economia 
matematica; tecniche di previsione economica. 
Sottoarea - Economia politica: economia politica; istituzioni di economia; 
macroeconomia; microeconomia. 
Sottoarea - Politica economica: economia applicata; economia del lavoro; 
politica economica; programmazione economica. 
Sottoarea - Economia pubblica e scienza delle finanze: analisi costi-benefici; 
economia dell'ambiente; economia della sicurezza sociale; economia pubblica; 
economia sanitaria; scienza delle finanze. 
Sottoarea - Economia dello sviluppo e regionale: economia agraria; economia 
della popolazione; economia dello sviluppo; economia dei Paesi in via di 
sviluppo; economia regionale; pianificazione economica territoriale; geografia 
della popolazione; geografia economica; geografia politica ed economica; 
programmazione dello sviluppo e assetto del territorio. 
Area aziendale: economia e direzione delle imprese; finanza aziendale; gestione 
della produzione e dei materiali; marketing; ragioneria generale ed applicata; 
revisione aziendale; direzione aziendale; organizzazione aziendale; 
organizzazione dei sistemi informativi aziendali; analisi e contabilità dei 
costi; economia aziendale; economia delle aziende e delle amministrazioni 
pubbliche; economia delle aziende di assicurazione; economia degli intermediari 
finanziari; metodologie e determinazioni quantitative di azienda. 
Area giuridica: diritto di famiglia; diritto privato dell'economia; istituzioni 
di diritto privato; diritto commerciale; diritto delle assicurazioni; diritto 
commerciale internazionale; diritto degli intermediari finanziari; legislazione 
bancaria; diritto pubblico dell'economia; diritto regionale e degli enti locali; 
istituzioni di diritto pubblico; contabilità di Stato e degli enti pubblici; 
sociologia del diritto; diritto della Comunità europea; diritto internazionale. 
Area sociologia: 
Sottoarea - Sociologia generale: metodologia e tecnica della ricerca sociale; 
politica sociale; sociologia; sociometria; teoria e metodi della pianificazione 
sociale. 
Sottoarea - Sociologia applicata: sociologia della comunicazione; sociologia 
della famiglia; sociologia dei servizi sociali; relazioni industriali; 
sociologia del lavoro; sociologia dell'organizzazione; sociologia dello 
sviluppo; sociologia economica; sociologia industriale; sociologia dei Paesi in 
via di sviluppo; sociologia dell'ambiente; sociologia urbana e rurale; 
sociologia dei movimenti collettivi; sociologia politica; sociologia della 
devianza. 
Area scienze biologiche: antropometria; biometria; metodologia statistica in 
agricoltura; statistica applicata alle scienze biologiche; statistica 
informatica applicata alla produzione animale; antropologia; biologia delle 
popolazioni umane; ecologia umana; genetica; genetica di popolazioni; genetica 
quantitativa; antropologia sociale; antropologia economica. 
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Tabella VI (12) 
------------------------ 
(12) Tabella sostituita con la tabella V che precede, ai sensi dell'art. 2, D.M. 
21 ottobre 1992, riportato al n. C/LIV. 
 





Tabella VII (13) 
------------------------ 
(13) Tabella sostituita con la tabella V che precede, ai sensi dell'art. 2, D.M. 
21 ottobre 1992, riportato al n. C/LIV. 
 





Tabella VIII (14-16) 
Corsi di laurea delle facoltà di economia 
Capo I 
Norme comuni ai corsi di laurea 
Art. 1. Alla facoltà di economia afferiscono i seguenti corsi di laurea di 
durata quadriennale: economia e commercio; economia aziendale; economia 
politica; economia bancaria; economia assicurativa e previdenziale; economia 
delle istituzioni e dei mercati finanziari; economia delle amministrazioni 
pubbliche e delle istituzioni internazionali; economia del commercio 
internazionale e dei mercati valutari; economia marittima e dei trasporti; 
economia ambientale; economia industriale; discipline economiche e sociali; 
economia e legislazione per l'impresa; economia del turismo. 
------------------------ 
(14-16) L'attuale tabella VIII così sostituisce le precedenti tabelle VIII, 
VIII-bis, VIII-ter, VIII-quater e VIII-quinquies per effetto del D.M. 27 ottobre 
1992, riportato al n. C/LV. 
 





Art. 2. Il numero degli iscritti a ciascun anno di corso può essere stabilito 
annualmente dal senato accademico, sentito il consiglio di facoltà, in base alle 
strutture disponibili, alle esigenze del mercato del lavoro e secondo i criteri 
generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e 
tecnologica ai sensi dell'art. 9, comma 4, della legge n. 341/1990. 
Le modalità delle eventuali prove di ammissione sono stabilite dal consiglio di 
facoltà. 
------------------------ 
 





Art. 3. Sono titoli di ammissione per i corsi di laurea quelli previsti dalle 
vigenti leggi. 
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Art. 4. Gli insegnamenti attivabili nei corsi di laurea di cui all'art. 1 sono: 
a) quelli indicati nel successivo art. 26, articolati nelle quattro aree 
economica, aziendale, giuridica e matematico-statistica e nei relativi settori 
scientifico-disciplinari; 
b) gli insegnamenti caratterizzanti i singoli corsi di laurea o indirizzo 
riportati nei successivi articoli; 
c) le seguenti lingue straniere moderne: lingua inglese, lingua francese, lingua 
spagnola, lingua tedesca, lingua russa, lingua portoghese, lingua araba, lingua 
cinese, lingua giapponese; 
d) insegnamenti di settori scientifico-disciplinari diversi da quelli di cui ai 
commi precedenti, fino ad un massimo di otto per ciascun corso di laurea o 
indirizzo attivato presso la facoltà. 
Gli insegnamenti che compaiono in più settori potranno essere scelti da uno 
qualsiasi di essi, in relazione alle esigenze didattico-scientifiche della 
facoltà. 
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Art. 5. Ai fini del conseguimento del diploma di laurea sono riconosciuti gli 
insegnamenti dei corsi di diploma universitario dell'area economica di cui al 
decreto ministeriale 31 luglio 1992 seguiti con esito positivo, in relazione al 
sistema di crediti didattici determinato a norma dell'art. 11, comma 2, della 
legge n. 341/1990, a condizione che essi siano compatibili, anche per i 
contenuti, con il piano di studi approvato dalla competente struttura didattica 
per il corso di laurea al quale si chiede l'iscrizione. Dovranno essere in ogni 
caso riconosciute le prove di idoneità di lingue e di informatica. 
Le strutture didattiche competenti determinano, nel regolamento previsto 
dall'art. 11, comma 2, della legge n. 341/1990, i criteri per il riconoscimento 
degli insegnamenti. 
Ai fini del riconoscimento di cui ai commi precedenti sono da considerarsi 
affini i corsi di laurea di cui all'art. 1 della presente tabella e quelli di 
diploma universitario dell'area economica di cui al decreto 31 luglio 1992. 
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Art. 6. Il piano di studi di ciascun corso di laurea comprende dieci 
insegnamenti fondamentali, l'equivalente di otto insegnamenti annuali, scelti 
tra i caratterizzanti il corso di laurea stesso, ed altri insegnamenti 
equivalenti ad un numero di annualità stabilito nel regolamento didattico di 
ateneo tra un minimo di quattro e un massimo di sei. 
Gli insegnamenti fondamentali devono rispondere all'esigenza di fornire agli 
studenti i principi e i contenuti basilari dei rispettivi comparti 
scientifico-disciplinari, anche in vista del ruolo propedeutico e complementare 
per l'apprendimento degli altri insegnamenti del corso di laurea. 
Nel rigoroso rispetto delle condizioni di cui al comma precedente la struttura 
didattica competente attiverà tali insegnamenti scegliendoli tra quelli che 
compaiono negli elenchi di cui al successivo art. 26, secondo la seguente 
distribuzione: 
due nell'elenco P01B (economia politica); 
due nell'elenco P02A (economia aziendale); 
uno nell'elenco P03X (storia economica); 
uno nell'elenco N01X (diritto privato); 
uno nell'elenco N04B (istituzioni di diritto pubblico); 
uno nell'elenco S01A (statistica); 
due complessivamente negli elenchi S04A (matematica per le applicazioni 
economiche) e S04B (matematica finanziaria e scienze attuariali). 
Gli insegnamenti che compaiono in più settori potranno essere scelti da uno 
qualsiasi di essi in relazione alle esigenze didattico-scientifiche della 
facoltà. 
Gli insegnamenti fondamentali devono essere annuali e svolti di norma nei primi 
due anni di corso. 
La laurea si consegue dopo aver superato gli esami di profitto per insegnamenti 
equivalenti ad un numero di annualità stabilito nel regolamento didattico di 
ateneo tra un minimo di ventidue e un massimo di ventiquattro, le prove di 
idoneità richieste (o gli esami che eventualmente le sostituiscono ai sensi del 
successivo art. 9) e l'esame di laurea. 
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Art. 7. La struttura didattica competente può integrare l'elenco degli 
insegnamenti caratterizzanti di ciascun corso di laurea con altri quattro 
insegnamenti a sua scelta, che sono considerati caratterizzanti a tutti gli 
effetti. 
La struttura didattica competente garantisce che, tra gli insegnamenti attivati 
nella facoltà, ve ne siano almeno dodici compresi nell'elenco dei 
caratterizzanti di ciascun corso di laurea e predispone percorsi didattici ed 
eventuali indirizzi, nel rispetto dei vincoli alla distribuzione degli 
insegnamenti per area e prevedendo adeguate possibilità di scelta per gli 
studenti. 
La struttura didattica competente, nel rispetto dell'ordinamento, individua i 
criteri per la formazione dei piani di studio e degli eventuali indirizzi 
nell'ambito di ciascun corso di laurea, con il regolamento di cui all'art. 11, 
comma 2, della legge n. 341 del 1990. 
Nell'ambito del regolamento di cui all'art. 11, comma 2, della legge n. 
341/1990, la struttura didattica competente può assegnare ai corsi (ad 
esclusione di quelli fondamentali) denominazioni aggiuntive che ne specifichino 
i contenuti effettivi o li differenzino nel caso in cui essi vengano ripetuti 
con contenuti diversi. 
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Art. 8. Gli insegnamenti annuali comprendono di norma settanta ore di didattica; 
quelli semestrali comprendono di norma trentacinque ore di didattica. 
La struttura didattica competente stabilisce quali degli insegnamenti non 
fondamentali sono svolti con corsi annuali e quali con corsi semestrali. 
A tutti gli effetti è stabilita l'equivalenza tra un corso annuale e due corsi 
semestrali. Uno stesso insegnamento annuale può essere articolato in due corsi 
semestrali, anche con distinte prove d'esame. 
Ferma restando la possibilità di riconoscimento di crediti didattici, per 
ciascun corso di laurea, possono essere svolti fino a quattro corsi annuali o 
otto semestrali coordinando moduli didattici di durata più breve, svolti anche 
da docenti diversi, per un numero complessivamente uguale di ore. 
La struttura didattica competente può autorizzare lo studente ad inserire nel 
proprio piano di studi fino a sei insegnamenti attivati in altre facoltà 
dell'università, o in altre università, anche straniere. In tal caso la 
struttura didattica competente dovrà altresì determinare la categoria e l'area 
di appartenenza dei suddetti insegnamenti ai fini del rispetto dell'art. 6 e 
degli altri vincoli dell'ordinamento. 
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Art. 9. Per il conseguimento della laurea lo studente deve anche superare una 
prova di idoneità in una lingua straniera moderna ed una prova di conoscenze 
informatiche di base. 
La struttura didattica competente può stabilire che sia superata una prova di 
idoneità in una seconda lingua straniera moderna. 
Possono comunque essere attivati insegnamenti di informatica e di lingue 
straniere moderne, anche articolati su più corsi annuali. In tal caso la 
struttura didattica competente può sostituire le prove di idoneità con esami di 
profitto, che si aggiungono a quelli previsti nell'art. 6. 
Le prove di idoneità possono essere sostenute anche senza la frequenza ai corsi 
eventualmente attivati. 
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Art. 10. La struttura didattica competente stabilisce le modalità degli esami di 
profitto e delle prove di idoneità. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su un 
argomento, scelto dallo studente d'intesa con il relatore, secondo le modalità 
stabilite dalla struttura didattica competente. 
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Capo II 
Norme relative ai singoli corsi di laurea 
Art. 11. Corso di laurea in economia e commercio. - Il corso di laurea in 
economia e commercio è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli 
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia e commercio i 
seguenti: 
Area economica: economia agraria; economia industriale; economia internazionale; 
geografia economica; politica economica; scienza delle finanze. 
Area aziendale: marketing; merceologia; organizzazione aziendale; revisione 
aziendale; tecnica bancaria; tecnica industriale e commerciale. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro; diritto fallimentare; 
diritto pubblico dell'economia; diritto tributario; legislazione bancaria. 
Area matematico-statistica: matematica finanziaria (secondo corso se presente 
tra i fondamentali); statistica (secondo corso se presente tra i fondamentali); 
statistica economica. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia e commercio, nel 
complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, deve 
comprendere almeno cinque insegnamenti dell'area economica, almeno cinque 
insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti dell'area 
giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
Nell'ambito del corso di laurea in economia e commercio la struttura didattica 
competente, qualora siano disponibili le risorse necessarie, può deliberare 
l'attivazione di indirizzi corrispondenti ai corsi di laurea di cui agli 
articoli seguenti, con le denominazioni per essi previste. Ciò se tali corsi di 
laurea non sono già attivati nella facoltà. I piani di studio dovranno in tal 
caso uniformarsi ai requisiti stabiliti per i corrispondenti corsi di laurea. 
Dell'indirizzo seguito potrà essere data menzione nel diploma di laurea. 
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Art. 12. Corso di laurea in economia aziendale. - Il corso di laurea in economia 
aziendale è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia aziendale i 
seguenti: 
Area economica: economia industriale; economia internazionale; politica 
economica; scienza delle finanze. 
Area aziendale: analisi e contabilità dei costi; economia degli intermediari 
finanziari; economia e direzione delle imprese; finanza aziendale; marketing; 
metodologie e determinazioni quantitative di azienda; organizzazione aziendale; 
organizzazione del lavoro; revisione aziendale; strategia e politica aziendale; 
tecnologia dei cicli produttivi. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro; diritto fallimentare; 
diritto tributario; legislazione bancaria. 
Area matematico-statistica: statistica aziendale. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia aziendale deve 
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed 
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno otto insegnamenti 
dell'area aziendale, almeno tre insegnamenti dell'area giuridica e almeno tre 
insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
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Art. 13. Corso di laurea in economia politica. - Il corso di laurea in economia 
politica è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia politica i 
seguenti: 
Area economica: econometria; economia agraria; economia del lavoro; economia 
dello sviluppo; economia industriale; economia internazionale; economia 
monetaria; economia pubblica; economia regionale; politica economica; 
programmazione dello sviluppo e assetto del territorio; storia del pensiero 
economico. 
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia e direzione 
delle imprese; finanza aziendale. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto della Comunità europea; diritto 
pubblico dell'economia. 
Area matematico-statistica: statistica (secondo corso se presente tra i 
fondamentali); statistica economica. 
Altre aree: sociologia. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia politica deve 
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed 
altri, almeno otto insegnamenti dell'area economica, almeno tre insegnamenti 
dell'area aziendale, almeno tre insegnamenti dell'area giuridica e almeno 
quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
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Art. 14. Corso di laurea in economia bancaria. - Il corso di laurea in economia 
bancaria è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia bancaria i 
seguenti: 
Area economica: economia dei mercati monetari e finanziari; economia monetaria; 
politica economica; storia e politica monetaria. 
Area aziendale: analisi finanziaria; economia degli intermediari finanziari; 
economia delle aziende di credito; finanza aziendale; finanziamenti di aziende; 
gestione informatica dei dati aziendali; organizzazione delle aziende di 
credito; tecnica bancaria; tecnica dei crediti speciali. 
Area giuridica: diritto bancario; diritto commerciale; diritto degli 
intermediari finanziari; diritto della Comunità europea; diritto del mercato 
finanziario; diritto tributario; legislazione bancaria. 
Area matematico-statistica: statistica dei mercati monetari e finanziari. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia bancaria deve 
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed 
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno cinque 
insegnamenti dell'area aziendale, almeno cinque insegnamenti dell'area giuridica 
e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
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Art. 15. Corso di laurea in economia assicurativa e previdenziale. - Il corso di 
laurea in economia assicurativa e previdenziale è disciplinato, oltre che dal 
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia assicurativa e 
previdenziale i seguenti: 
Area economica: economia della sicurezza sociale; politica economica; storia 
delle assicurazioni e della previdenza. 
Area aziendale: economia delle aziende di assicurazione; economia del mercato 
mobiliare; economia e tecnica dell'assicurazione. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro e della previdenza 
sociale; diritto delle assicurazioni; diritto delle assicurazioni marittime; 
diritto della Comunità europea; diritto pubblico dell'economia; diritto 
tributario. 
Area matematico-statistica: calcolo delle probabilità; economia e finanza delle 
assicurazioni; modelli demografici; statistica assicurativa; tecnica attuariale 
delle assicurazioni contro i danni; tecnica attuariale delle assicurazioni 
sociali; tecnica attuariale delle assicurazioni sulla vita; teoria del rischio. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia assicurativa e 
previdenziale deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, 
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, 
almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti 
dell'area giuridica e almeno cinque insegnamenti dell'area 
matematico-statistica. 
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Art. 16. Corso di laurea in economia delle istituzioni e dei mercati finanziari. 
- Il corso di laurea in economia delle istituzioni e dei mercati finanziari è 
disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 
7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia delle 
istituzioni e dei mercati finanziari i seguenti: 
Area economica: economia internazionale; economia monetaria; economia monetaria 
internazionale; politica economica; scienza delle finanze; sistemi fiscali 
comparati; storia e politica monetaria. 
Area aziendale: analisi finanziaria; economia degli intermediari finanziari; 
economia del mercato mobiliare; finanza aziendale; tecnica di borsa. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto degli intermediari finanziari; 
diritto della borsa e dei cambi; diritto del mercato finanziario; legislazione 
bancaria. 
Area matematico-statistica: economia e finanza delle assicurazioni; elaborazione 
automatica dei dati per le decisioni economiche e finanziarie; modelli 
matematici per i mercati finanziari; statistica dei mercati monetari e 
finanziari. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia delle 
istituzioni e dei mercati finanziari deve comprendere, nel complesso degli 
insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno cinque insegnamenti 
dell'area economica, almeno quattro insegnamenti dell'area aziendale, almeno 
cinque insegnamenti dell'area giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area 
matematico-statistica. 
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Art. 17. Corso di laurea in economia delle amministrazioni pubbliche e delle 
istituzioni internazionali. - Il corso di laurea in economia delle 
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali è disciplinato, 
oltre che dal presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia delle 
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali i seguenti: 
Area economica: cooperazione allo sviluppo; economia internazionale; economia 
pubblica; istituzioni economiche internazionali; politica economica; 
programmazione dello sviluppo e assetto del territorio; programmazione 
economica; storia delle relazioni economiche internazionali. 
Area aziendale: economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche; 
organizzazione delle aziende e delle amministrazioni pubbliche; programmazione e 
controllo delle amministrazioni pubbliche. 
Area giuridica: contabilità di Stato; diritto amministrativo; diritto del 
lavoro; diritto internazionale dell'economia; diritto pubblico dell'economia. 
Area matematico-statistica: contabilità nazionale; statistica sociale. 
Altre aree: scienza dell'amministrazione; sociologia; storia 
dell'amministrazione pubblica. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia delle 
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali deve comprendere, 
nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno 
cinque insegnamenti dell'area economica, almeno cinque insegnamenti dell'area 
aziendale, almeno cinque insegnamenti dell'area giuridica e almeno tre 
insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
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Art. 18. Corso di laurea in economia del commercio internazionale e dei mercati 
valutari. - Il corso di laurea in economia del commercio internazionale e dei 
mercati valutari è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli articoli 
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia del commercio 
internazionale e dei mercati valutari i seguenti: 
Area economica: economia dei trasporti; economia internazionale; economia 
monetaria internazionale; geografia economica; storia del commercio; storia 
delle relazioni economiche internazionali. 
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia e direzione 
delle imprese commerciali; gestione finanziaria e valutaria; marketing 
internazionale; merceologia doganale; organizzazione delle aziende commerciali; 
programmazione e controllo. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto dei trasporti; diritto della borsa 
e dei cambi; diritto della Comunità europea; diritto internazionale 
dell'economia; diritto tributario; legislazione bancaria. 
Area matematico-statistica: statistica economica. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia del commercio 
internazionale e dei mercati valutari deve comprendere, nel complesso degli 
insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed altri, almeno cinque insegnamenti 
dell'area economica, almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno 
cinque insegnamenti dell'area giuridica e almeno tre insegnamenti dell'area 
matematico-statistica. 
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Art. 19. Corso di laurea in economia marittima e dei trasporti. - Il corso di 
laurea in economia marittima e dei trasporti è disciplinato, oltre che dal 
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia marittima e 
dei trasporti i seguenti: 
Area economica: economia dei trasporti; economia delle attività terziarie; 
economia internazionale; geografia economica; storia dei trasporti. 
Area aziendale: economia e direzione delle imprese di viaggio e di trasporto; 
economia e tecnica dell'assicurazione; marketing internazionale; merceologia; 
organizzazione delle aziende di viaggio di trasporto; programmazione e 
controllo. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto dei trasporti; diritto del lavoro e 
della previdenza sociale; diritto delle assicurazioni marittime; diritto 
internazionale dell'economia; diritto pubblico dell'economia; diritto 
tributario. 
Area matematico-statistica: analisi di mercato; statistica assicurativa; tecnica 
attuariale delle assicurazioni contro i danni. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia marittima e dei 
trasporti deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, 
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, 
almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno cinque insegnamenti 
dell'area giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area 
matematico-statistica. 
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Art. 20. Corso di laurea in economia ambientale. - Il corso di laurea in 
economia ambientale è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli 
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia ambientale i 
seguenti: 
Area economica: economia agraria; economia dell'ambiente; economia delle fonti 
di energia; economia dello sviluppo; economia e politica montana e forestale; 
economia pubblica; geografia economica; pianificazione economica territoriale; 
politica economica dell'ambiente; programmazione dello sviluppo e assetto del 
territorio. 
Area aziendale: merceologia delle risorse naturali; programmazione e controllo 
delle amministrazioni pubbliche; tecnologia dei cicli produttivi. 
Area giuridica: diritto dei beni pubblici e delle fonti di energia; diritto 
dell'ambiente; diritto regionale e degli enti locali; diritto urbanistico. 
Area matematico-statistica: demografia; statistica per l'ambiente; metodi 
statistici di valutazione di politiche. 
Altre aree: sociologia dell'ambiente. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia ambientale deve 
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed 
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno quattro 
insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti dell'area 
giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. Deve 
inoltre comprendere l'equivalente di almeno quattro annualità tratte dalle 
discipline dei seguenti settori scientifico-disciplinari: 
C11X Chimica dell'ambiente e della conservazione dei beni culturali; 
E03B Ecologia; 
G03A Assestamento forestale e selvicoltura; 
H02X Ingegneria sanitaria-ambientale; 
H10B Architettura del paesaggio e del territorio; 
H14A Tecnica e pianificazione urbanistica; 
H14B Urbanistica; 
M06A Geografia. 
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Art. 21. Corso di laurea in economia industriale. - Il corso di laurea in 
economia industriale è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli 
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia industriale i 
seguenti: 
Area economica: economia dello sviluppo; economia industriale; economia 
internazionale; economia pubblica; economia regionale; geografia economica; 
storia economica delle innovazioni tecnologiche. 
Area aziendale: analisi e contabilità dei costi; economia e direzione delle 
imprese industriali; finanza aziendale; gestione informatica dei dati aziendali; 
marketing; metodologie e determinazioni quantitative di azienda; organizzazione 
aziendale; tecnologia dei cicli produttivi; tecnologia ed economia delle fonti 
di energia. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto del lavoro e delle relazioni 
industriali; diritto pubblico dell'economia. 
Area matematico-statistica: controllo statistico della qualità; matematica 
finanziaria (secondo corso se presente tra i fondamentali). 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia industriale deve 
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed 
altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, almeno quattro 
insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti dell'area 
giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. Deve 
inoltre comprendere l'equivalente di almeno quattro annualità tratte dalle 
discipline dei seguenti settori scientifico-disciplinari: 
A05X Ricerca operativa; 
H15X Estimo; 
I10X Tecnologie e sistemi di lavorazione; 
I11X Impianti industriali meccanici; 
I27X Ingegneria economico-gestionale; 
K04X Automatica; 
K05A Sistemi di elaborazione delle informazioni; 
K05B Informatica. 
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Art. 22. Corso di laurea in discipline economiche e sociali. - Il corso di 
laurea in discipline economiche e sociali è disciplinato, oltre che dal presente 
articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in discipline economiche e 
sociali i seguenti: 
Area economica: econometria; economia dello sviluppo; economia internazionale; 
economia monetaria; economia pubblica; politica economica; storia del pensiero 
economico. 
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia e direzione 
delle imprese; finanza aziendale; marketing; organizzazione aziendale. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto pubblico dell'economia. 
Area matematico-statistica: calcolo delle probabilità; demografia; matematica 
per le scienze sociali; ricerca operativa; statistica (secondo corso se presente 
tra i fondamentali); statistica sociale. 
Altre aree: storia delle relazioni internazionali. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in discipline economiche e 
sociali deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, 
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, 
almeno due insegnamenti dell'area aziendale, almeno quattro insegnamenti 
dell'area giuridica e almeno quattro insegnamenti dell'area 
matematico-statistica. Deve inoltre comprendere almeno sei annualità tratte 
dalle discipline dei seguenti settori scientifico-disciplinari: 
M04X Storia contemporanea; 
M07B Logica e filosofia della scienza; 
Q01B Storia delle dottrine politiche; 
Q02X Scienza politica; 
Q05A Sociologia generale; 
Q05C Sociologia dei processi economici e del lavoro; 
Q05D Sociologia del territorio e dell'ambiente; 
Q05E Sociologia dei fenomeni politici. 
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Art. 23. Corso di laurea in economia e legislazione per l'impresa. - Il corso di 
laurea in economia e legislazione per l'impresa è disciplinato, oltre che dal 
presente articolo, dagli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia e legislazione 
per l'impresa i seguenti: 
Area economica: economia del lavoro; economia e politica industriale; scienza 
delle finanze; storia dell'industria. 
Area aziendale: economia degli intermediari finanziari; economia dei gruppi 
delle concentrazioni e delle cooperazioni aziendali; economia e direzione delle 
imprese; finanza aziendale; metodologie e determinazioni quantitative di 
azienda; strategia e politica aziendale. 
Area giuridica: diritto bancario; diritto commerciale; diritto degli 
intermediari finanziari; diritto del lavoro; diritto della Comunità europea; 
diritto fallimentare; diritto internazionale; diritto penale commerciale; 
diritto pubblico dell'economia; diritto tributario. 
Area matematico-statistica: statistica aziendale. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia e legislazione 
per l'impresa deve comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, 
caratterizzanti ed altri, almeno quattro insegnamenti dell'area economica, 
almeno cinque insegnamenti dell'area aziendale, almeno sei insegnamenti 
dell'area giuridica e almeno tre insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
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Art. 24. Corso di laurea in economia del turismo. - Il corso di laurea in 
economia del turismo è disciplinato, oltre che dal presente articolo, dagli 
articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10. 
Sono insegnamenti caratterizzanti del corso di laurea in economia del turismo i 
seguenti: 
Area economica: economia dei beni culturali; economia dei trasporti; economia 
dell'ambiente; economia del turismo; geografia del turismo; politica economica. 
Area aziendale: economia e direzione delle imprese di viaggio e di trasporto; 
economia e direzione delle imprese turistico-ricettive; gestione finanziaria e 
valutaria; marketing del turismo; metodologie e determinazioni quantitative di 
azienda; organizzazione delle aziende turistiche; organizzazione e gestione dei 
sistemi informativi aziendali. 
Area giuridica: diritto commerciale; diritto dei trasporti; diritto della 
Comunità europea; legislazione del turismo. 
Area matematico-statistica: elaborazione automatica dei dati per le decisioni 
economiche e finanziarie; informatica generale; statistica del turismo. 
Altre aree: sociologia del turismo. 
Il piano di studi per il conseguimento della laurea in economia del turismo deve 
comprendere, nel complesso degli insegnamenti fondamentali, caratterizzanti ed 
altri, almeno cinque insegnamenti dell'area economica, almeno sei insegnamenti 
dell'area aziendale, almeno tre insegnamenti dell'area giuridica e almeno 
quattro insegnamenti dell'area matematico-statistica. 
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Art. 25. A tutti i fini previsti dal presente ordinamento gli elenchi degli 
insegnamenti di cui al successivo art. 26 saranno sostituiti dai settori 
scientifico-disciplinari previsti dall'art. 14 della legge n. 341/1990. 
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Art. 26. Discipline delle aree economica, aziendale, giuridica e 
matematico-statistica attivabili nella facoltà di economica 
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Area economica 
P01A Analisi economica: analisi economica; dinamica economica; econometria; 
economia matematica; istituzioni di economia; tecniche di previsione economica; 
teoria della programmazione economica. 
P01B Economia politica: economia politica; istituzioni di economia; 
macroeconomia; microeconomia. 
P01C Storia del pensiero economico: storia dell'analisi economica; storia del 
pensiero economico. 
P01D Politica economica: analisi economica congiunturale; economia applicata; 
economia del benessere; economia del lavoro; economia delle grandi aree 
geografiche; economia delle istituzioni; economia dell'istruzione e della 
ricerca scientifica; istituzioni di economia; politica economica; politica 
economica agraria; politica economica dell'ambiente; politica economica europea; 
programmazione economica; sistemi di contabilità macroeconomica; sistemi 
economici comparati. 
P01E Economia pubblica e scienza delle finanze: analisi costi-benefici; analisi 
economica delle istituzioni; economia dell'ambiente; economia dell'arte e della 
cultura; economia della sicurezza sociale; economia dell'impresa pubblica; 
economia pubblica; economia sanitaria; finanza degli enti locali; scienza delle 
finanze; sistemi fiscali comparati. 
P01F Economia monetaria: economia dei mercati monetari e finanziari; economia 
monetaria; istituzioni di economia; politica monetaria; sistemi finanziari 
comparati. 
P01G Economia internazionale: economia europea; economia internazionale; 
economia monetaria internazionale; istituzioni di economia; istituzioni 
economiche internazionali; politica economica internazionale. 
P01H Economia dello sviluppo: cooperazione allo sviluppo; economia dei Paesi in 
via di sviluppo; economia della popolazione; economia dello sviluppo; 
istituzioni di economia; politica dello sviluppo economico; sviluppo delle 
economie agricole; teoria dello sviluppo economico. 
P01I Economia dei settori produttivi: economia delle attività terziarie; 
economia delle fonti di energia; economia delle imprese internazionali; economia 
dell'impresa; economia dell'innovazione; economia e politica industriale; 
economia industriale. 
P01J Economia regionale: economia del territorio; economia del turismo; economia 
regionale; economia urbana; pianificazione economica territoriale; politica 
economica regionale. 
P01K Economia dei trasporti: economia dei trasporti. 
P03X Storia economica: storia dei trasporti; storia del commercio; storia della 
finanza pubblica; storia dell'agricoltura; storia della moneta e della banca; 
storia delle assicurazioni e della previdenza; storia delle relazioni economiche 
internazionali; storia dell'industria; storia economica; storia economica dei 
Paesi in via di sviluppo; storia economica delle innovazioni tecnologiche; 
storia economica dell'Europa; storia economica del turismo; storia e politica 
monetaria; storia marittima. 
G01X Economia ed estimo rurale: agricoltura e sviluppo economico; economia 
agraria; economia agro-alimentare; economia dei mercati agricoli e forestali; 
economia dell'ambiente agroforestale; economia delle produzioni zootecniche; 
economia e gestione dell'azienda agraria e agro-industriale; economia e politica 
agraria comparata; economia e politica montana e forestale; estimo forestale e 
ambientale; estimo rurale; marketing dei prodotti agro-alimentari; 
pianificazione agricola; politica agraria; storia dell'agricoltura. 
M06B Geografia economico-politica: cartografia; cartografia tematica per 
geografi; geografia applicata; geografia della popolazione; geografia delle 
comunicazioni; geografia dello sviluppo; geografia del turismo; geografia 
economica; geografia politica; geografia politica ed economica; geografia 
politica ed economica di Stati e grandi aree; geografia urbana e organizzazione 
territoriale; politica dell'ambiente; programmazione dello sviluppo e assetto 
del territorio. 
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Area aziendale 
P02A Economia aziendale: analisi e contabilità dei costi; economia aziendale; 
economia dei gruppi, delle concentrazioni e delle cooperazioni aziendali; 
economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche; economia delle imprese 
pubbliche; gestione informatica dei dati aziendali; istituzioni e dottrine 
economiche aziendali comparate; metodologie e determinazioni quantitative di 
azienda; programmazione e controllo; programmazione e controllo delle 
amministrazioni pubbliche; ragioneria generale ed applicata; revisione 
aziendale; storia della ragioneria; strategia e politica aziendale; tecnica 
professionale. 
P02B Economia e direzione delle imprese: analisi finanziaria; economia e 
direzione delle imprese; economia e direzione delle imprese commerciali; 
economia e direzione delle imprese di servizi; economia e direzione delle 
imprese di viaggio e di trasporto; economia e direzione delle imprese 
industriali; economia e direzione delle imprese internazionali; economia e 
direzione delle imprese turistiche; economia e tecnica della pubblicità; finanza 
aziendale; gestione della produzione e dei materiali; marketing; marketing 
industriale; marketing internazionale; strategie di impresa; tecnica industriale 
e commerciale. 
P02C Organizzazione aziendale: amministrazione del personale; direzione 
aziendale; organizzazione aziendale; organizzazione dei sistemi informativi 
aziendali; organizzazione della produzione; organizzazione del lavoro; 
organizzazione delle aziende commerciali; organizzazione delle aziende di 
credito; organizzazione delle aziende e delle amministrazioni pubbliche; 
organizzazione delle aziende industriali; organizzazione delle aziende 
turistiche; organizzazione delle aziende di viaggio e di trasporto; 
organizzazione e controllo aziendale; relazioni industriali. 
P02D Economia degli intermediari finanziari: economia degli intermediari 
finanziari; economia delle aziende di assicurazione; economia delle aziende di 
credito; economia del mercato mobiliare; economia e tecnica dell'assicurazione; 
finanziamenti di aziende; gestione finanziaria e valutaria; tecnica bancaria; 
tecnica dei crediti speciali; tecnica di borsa. 
C01B Chimica merceologica: analisi merceologica; chimica merceologica; 
merceologia; merceologia dei prodotti alimentari; merceologia delle risorse 
naturali; merceologia doganale; tecnologia dei cicli produttivi; tecnologia ed 
economia delle fonti di energia. 
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Area giuridica 
N01X Diritto privato: diritto agrario; diritto agrario comparato; diritto 
agrario comunitario; diritto agrario e legislazione forestale; diritto civile; 
diritto di famiglia; diritto privato comparato; diritto privato dell'economia; 
diritto sportivo; istituzioni di diritto privato; legislazione del turismo. 
N02A Diritto commerciale: diritto commerciale; diritto commerciale 
internazionale; diritto d'autore; diritto della cooperazione; diritto delle 
assicurazioni; diritto fallimentare; diritto fallimentare e delle procedure 
concorsuali; diritto industriale. 
N02B Diritto bancario: controlli pubblici nel settore creditizio e assicurativo; 
diritto bancario; diritto della borsa e dei cambi; diritto degli intermediari 
finanziari; diritto del mercato finanziario; diritto pubblico dell'economia; 
diritto valutario; legislazione bancaria. 
N02C Diritto della navigazione: diritto aeronautico; diritto aerospaziale; 
diritto dei trasporti; diritto della navigazione; diritto delle assicurazioni 
marittime; diritto internazionale della navigazione. 
N03X Diritto del lavoro: diritto comparato del lavoro; diritto della previdenza 
sociale; diritto della sicurezza sociale; diritto del lavoro; diritto del lavoro 
e della previdenza sociale; diritto del lavoro e delle relazioni industriali; 
diritto del lavoro e diritto sindacale; diritto sindacale. 
N04A Diritto costituzionale: diritto costituzionale; diritto costituzionale 
regionale; diritto parlamentare. 
N04B Istituzioni di diritto pubblico: diritto e legislazione universitaria; 
diritto pubblico comparato; diritto pubblico dell'economia; diritto regionale; 
diritto regionale e degli enti locali; istituzioni di diritto pubblico; 
legislazione del turismo; legislazione per lo sviluppo del Mezzogiorno. 
N05X Diritto amministrativo: contabilità degli enti pubblici; contabilità di 
Stato; diritto amministrativo; diritto degli enti locali; diritto dei beni 
pubblici e delle fonti di energia; diritto dell'ambiente; diritto minerario; 
diritto processuale amministrativo; diritto pubblico dell'economia; diritto 
scolastico; diritto urbanistico; disciplina giuridica delle attività 
tecnico-ingegneristiche; legislazione dei beni culturali; legislazione delle 
opere pubbliche e dell'edilizia; legislazione forestale. 
N07X Diritto tributario: diritto doganale; diritto finanziario; diritto 
tributario; diritto tributario comparato; sistemi fiscali comparati. 
N08X Diritto internazionale: diritto degli scambi internazionali; diritto della 
Comunità europea; diritto delle comunicazioni internazionali; diritto 
diplomatico e consolare; diritto internazionale; diritto internazionale della 
navigazione; diritto internazionale del lavoro; diritto internazionale 
dell'economia; diritto internazionale privato; organizzazione internazionale. 
N09X Diritto processuale civile: diritto dell'arbitrato interno e 
internazionale; diritto dell'esecuzione civile; diritto fallimentare; diritto 
processuale civile; diritto processuale civile comparato. 
N10B Diritto penale: diritto penale amministrativo; diritto penale commerciale; 
diritto penale comparato; diritto penale dell'ambiente; diritto penale del 
lavoro; diritto penale dell'economia; diritto penale tributario. 
------------------------ 
 





Area matematico-statistica 
S01A Statistica: analisi dei dati; analisi statistica multivariata; analisi 
statistica spaziale; didattica della statistica; metodi statistici di 
previsione; piano degli esperimenti; rilevazioni statistiche; statistica; 
statistica computazionale; statistica matematica; storia della statistica; 
tecniche di ricerca e di elaborazione dei dati; teoria dei campioni; teoria 
dell'inferenza statistica; teoria statistica delle decisioni. 
S01B Statistica per la ricerca sperimentale: antropometria; biometria; metodi 
statistici di controllo della qualità; metodi statistici di misura; metodologia 
statistica in agricoltura; modelli stocastici e analisi dei dati; piano degli 
esperimenti; statistica; statistica applicata alle scienze biologiche; 
statistica applicata alle scienze fisiche; statistica e calcolo delle 
probabilità; statistica medica; statistica per l'ambiente; statistica per la 
ricerca sperimentale; teoria e metodi statistici dell'affidabilità. 
S02X Statistica economica: analisi di mercato; analisi statistico-economica 
territoriale; classificazione e analisi dei dati economici; contabilità 
nazionale; controllo statistico della qualità; gestione di basi di dati 
economici; metodi statistici di valutazioni di politiche; modelli statistici del 
mercato del lavoro; modelli statistici di comportamento economico; rilevazione e 
controllo dei dati economici; serie storiche economiche; statistica aziendale; 
statistica dei mercati monetari e finanziari; statistica economica; statistica 
industriale. 
S03A Demografia: analisi demografica; demografia; demografia bio-sanitaria; 
demografia della famiglia; demografia economica; demografia regionale; 
demografia sociale; demografia storica; modelli demografici; politiche della 
popolazione; rilevazioni e qualità dei dati demografici; teoria della 
popolazione. 
S03B Statistica sociale: indagini campionarie e sondaggi demoscopici; metodi 
statistici per la programmazione e la valutazione dei servizi sociali e 
sanitari; modelli statistici del mercato del lavoro; modelli statistici per 
l'analisi del comportamento politico; modelli statistici per l'analisi e la 
valutazione dei processi educativi; rilevazioni statistiche e qualità dei dati 
sociali e sanitari; statistica del turismo; statistica giudiziaria; statistica 
per la ricerca sociale; statistica psicometrica; statistica sanitaria; 
statistica sociale. 
S04A Matematica per le decisioni economiche e finanziarie: elaborazione 
automatica dei dati per le decisioni economiche e finanziarie; matematica 
generale; matematica per le applicazioni economiche e finanziarie; matematica 
per le decisioni della finanza aziendale; matematica per l'economia; matematica 
per le scienze sociali; metodi matematici per la gestione delle aziende; modelli 
matematici per i mercati finanziari; ricerca operativa per le scelte economiche; 
teoria dei giochi; teoria delle decisioni; teoria matematica del portafoglio 
finanziario. 
S04B Matematica finanziaria e scienze attuariali: economia e finanza delle 
assicurazioni; matematica attuariale; matematica finanziaria; statistica 
assicurativa; tecnica attuariale delle assicurazioni contro i danni; tecnica 
attuariale delle assicurazioni sociali; tecnica attuariale delle assicurazioni 
sulla vita; teoria del rischio. 
A01A Algebra e logica matematica: algebra lineare. 
A01B Geometria: geometria. 
A02A Analisi matematica: analisi matematica. 
A02B Calcolo delle probabilità: calcolo delle probabilità; processi stocastici. 
A04A Analisi numerica: analisi numerica; calcolo numerico; matematica 
computazionale; metodi numerici per l'ottimizzazione. 
A04B Ricerca operativa: ottimizzazione; programmazione matematica; ricerca 
operativa; tecniche di simulazione. 
K04X Automatica: analisi dei sistemi; modellistica e gestione delle risorse 
naturali; modellistica e gestione dei sistemi ambientali; modellistica e 
simulazione. 
K05A Sistemi di elaborazione delle informazioni: informatica grafica; ingegneria 
della conoscenza e sistemi esperti; sistemi informativi. 
K05B Informatica: informatica generale; intelligenza artificiale; 
programmazione; sistemi operativi. 
K05B Cibernetica: cibernetica; elaborazioni di immagini. 
------------------------ 
 





Tabella B 
Laurea in Scienze economiche 
Durata del corso degli studi: quattro anni. 
Titolo di ammissione: diploma di Istituto secondario superiore ordinato su non 
meno di cinque anni di corso. 
Istituzioni di diritto privato. 
Istituzioni di diritto pubblico. 
Istituzioni di statistica. 
Istituzioni di economia politica (biennale). 
Diritto commerciale. 
Matematica. 
Scienza delle finanze. 
Storia economica. 
Economia monetaria e creditizia (biennale). 
Politica economica. 
Economia monetaria e creditizia (biennale). 
------------------------ 
 





Tabella C 
Laurea in Scienze economiche e bancarie 
Laurea in Scienze economiche 
Diritto pubblico dell'economia. 
Diritto finanziario. 
Diritto amministrativo. 
Diritto del lavoro. 
Diritto fallimentare. 
Legislazione sulle banche, sulle borse e sul risparmio. 
Economia e tecnica delle imprese di assicurazione. 
Economia e politica agraria. 
Economia internazionale. 
Storia delle dottrine economiche. 
Storia delle dottrine politiche. 
Econometria. 
Economia applicata. 
Economia matematica. 
Tecnica di borsa. 
Tecnica del commercio interno e internazionale. 
Contabilità economica nazionale. 
Statistica. 
Sociologia. 
Demografia. 
Geografia economica. 
Contabilitèa di Stato. 
Storia economica italiana dell'unità nazionale. 
Prima lingua straniera. 
Seconda lingua straniera. 
Per il conseguimento della laurea in entrambi i corsi è necessario aver superato 
un esame di lingua straniera. 
------------------------ 
 





Tabella IX (17) 
Laurea in lingue e letterature straniere 
Laurea da conseguirsi presso le facoltà di lingue e letterature straniere, 
lingue e letterature straniere moderne, lettere e filosofia, magistero, economia 
e commercio (a Verona). 
Titoli di ammissione: quelli previsti dalle norme vigenti. 
Durata del corso di studi: quattro anni. 
Il corso di laurea si articola in bienni ed indirizzi. Il primo biennio è comune 
a tutti gli indirizzi e comprende nove esami, con quattro prove scritte e orali 
di lingua. Il secondo biennio si articola in tre indirizzi 
(filologico-letterario, linguistico-glottodidattico, storico-culturale), 
ciascuno dei quali comprende dieci esami con tre prove scritte e orali di 
lingua. 
Gli esami delle lingue e letterature straniere comprendono per ciascun anno di 
corso una prova scritta e orale di lingua, le cui modalità sono determinate dai 
singoli corsi di laurea. 
Questi potranno prevedere anche uno sbarramento tra il primo e il secondo 
biennio per lo studente che non abbia superato tutti gli esami di lingue e 
letterature straniere previsti per il primo biennio. 
Al fine esclusivo di facilitare le scelte didattiche dello studente, ciascun 
corso di laurea provvede ad includere le discipline attivate o mutabili in aree 
didattiche, che comprendono una o piú discipline omogenee: 
a) lingue e letterature straniere (un'area per ogni lingua: anglistica, 
germanistica, ecc.); 
b) italianistica; 
c) scienze del linguaggio; 
d) scienze glottodidattiche; 
e) scienze dell'educazione; 
f) scienze geografiche; 
g) scienze filosofiche; 
h) lingue e culture classiche; 
i) scienze dell'arte, della musica e dello spettacolo; 
k) scienze filologiche; 
l) scienze storiche; 
m) scienze storico-culturali (storia della cultura, storia della civiltà, ecc.); 

n) scienze della letteratura (storia della critica, letterature comparate, 
ecc.); 
o) scienze della comunicazione (semeiologia, sociologia della comunicazione, 
ecc.). 
Specifiche discipline che possono riferirsi a campi specifici diversi, potranno 
essere incluse in non più di due aree didattiche. 
Il biennio comune prevede le seguenti annualità: 
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con relativa prova scritta 
e orale di lingua; 
due della lingua e letteratura triennale, ciascuna con la relativa prova scritta 
e orale di lingua; 
una di italianistica (da scegliersi tra "letteratura italiana" e "lingua e 
letteratura italiana"), cui è propedeutica una prova scritta; 
una di scienze storiche; 
una di scienze del linguaggio; 
una a scelta libera (la scelta dello studente può aver luogo tra tutte le 
discipline attivate o mutuabili); 
una a scelta guidata (la scelta dello studente è limitata alle discipline 
incluse nelle seguenti aree didattiche: area della lingua e letteratura 
quadriennale, area della lingua e letteratura triennale, italianistica, scienze 
storico-culturali, scienze della letteratura, scienze geografiche, lingue e 
culture classiche). 
Il secondo biennio si articola in tre indirizzi: filologico-letterario, 
linguistico-glottodidattico, storico-culturale. 
L'idirizzo filologico-letterario comprende le seguenti annualità: 
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con la relativa prova 
scritta e orale di lingua; 
una della lingua e letteratura triennale, con la relativa prova scritta e orale 
di lingua; 
una della filologia afferente alla lingua quadriennale; 
una della filologia afferente alla lingua triennale; 
due dell'area della lingua e letteratura quadriennale; 
due a scelta libera; 
una a scelta guidata (la scelta è tra le discipline incluse nelle seguenti aree 
didattiche: scienze della letteratura, lingue e culture classiche, 
italianistica, scienze glottodidattiche). 
L'indirizzo linguistico-glottodidattico comprende le seguenti annualità: 
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con la relativa prova 
scritta e orale di lingua; 
una della lingua e letteratura triennale, con la relativa prova scritta ed orale 
di lingua; 
una della filologia afferente alla lingua quadriennale; 
una di scienze del linguaggio; 
una di scienze glottodidattiche; 
una di scienze dell'educazione; 
due a scelta libera; 
una a scelta guidata (la scelta è tra le discipline incluse nelle seguenti aree 
didattiche: area della lingua e letteratura quadriennale, area della lingua e 
letteratura triennale, scienze filosofiche, scienze della comunicazione). 
L'indirizzo storico-culturale comprende le seguenti annualità: 
due della lingua e letteratura quadriennale, ciascuna con la relativa prova 
scritta ed orale di lingua; 
una della lingua e letteratura triennale, con la relativa prova scritta ed orale 
di lingua; 
una della filologia afferente alla lingua quadriennale; 
una di scienze storiche; 
due da scegliersi tra le seguenti aree: scienze filosofiche, scienze 
geografiche, scienze dell'arte, della musica e dello spettacolo; 
due a scelta libera; 
una a scelta guidata (la scelta è tra le discipline incluse nelle seguenti aree 
didattiche: scienze storico-culturali, area della lingua e letteratura 
quadriennale, lingua e culture classiche, italianistica). 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente dovrà seguire i corsi e 
superare gli esami per un totale di diciannove esami con sette prove scritte ed 
orali di lingue straniere. La tesi di laurea verrà scelta all'interno 
dell'indirizzo di specializzazione e nel quadro della civiltà della lingua 
quadriennale. Il diploma di laurea menzionerà sia la lingua quadriennale sia 
l'indirizzo di specializzazione. 
------------------------ 
(17) La presente tabella IX sostituisce la precedente tab. IX, la tab. XVI e la 
tab. XIII-bis per effetto del D.P.R. 3 febbraio 1989, riportato al n. C/XXXVI. 
La definizione del corso di laurea è stata così corretta con D.M. 22 giugno 1991 
(Gazz. Uff. 7 maggio 1992, n. 105). 
 





Allegato: Tabella IX-bis (18) 
Laurea in lingua e letterature orientali 
Durata del corso di studi: quattro anni. 
Sono insegnamenti fondamentali: 
1) una prima lingua e letteratura orientale (da scegliere tra l'araba, 
l'ebraica, la cinese, la giapponese, la hindi, l'iranica, l'afghana e la turca); 

2) una seconda lingua e letteratura orientale (da scegliere come sopra); 
3) lingua inglese o lingua russa (biennale); 
4) geografia del vicino, medio ed estremo oriente; 
5) storia politica e delle istituzioni del vicino oriente; 
6) storia politica e delle istituzioni del medio ed estremo oriente; 
7) islamistica; 
8) religioni e filosofia dell'India; 
9) religioni e filosofia dell'Asia orientale; 
10) lingua e letteratura italiana (biennale); 
Sono insegnamenti complementari: 
1) dialetti arabi; 
2) dialetti iranici; 
3) diritto musulmano; 
4) filologia semitica (18/a); 
5) filologia iranica (18/a); 
6) filologia uralo-altaica (18/a); 
7) filologia ebraica medioevale; 
8) indologia; 
9) sinologia (18/a); 
10) grammatica tradizionale della lingua araba; 
11) linguistica dell'indo-ario; 
12) filosofia islamica; 
13) lingua e letteratura armena; 
14) lingua e letteratura bengali; 
15) lingua e letteratura birmana; 
16) lingua e letteratura cambogiana; 
17) lingua e letteratura coreana; 
18) lingua e letteratura cinese moderna; 
19) lingua e letteratura ebraica moderna; 
20) lingua e letteratura amarica; 
21) lingua e letteratura malese e indonesiana; 
22) lingua e letteratura mongola; 
23) lingua e letteratura thai; 
24) lingua e letteratura tamil; 
25) lingua e letteratura tibetana; 
26) lingua e letteratura urdu; 
27) lingua e letteratura vietnamita; 
28) storia dell'arte islamica; 
29) storia dell'arte dell'India e dell'Asia centrale; 
30) storia dell'arte dell'Asia orientale; 
31) storia dell'ebraismo; 
32) storia politica e delle istituzioni del subcontinente indiano; 
33) storia religiosa dell'Iran e dell'Asia centrale; 
34) storia delle esplorazioni dell'Asia; 
35) caucasologia. 
Lo studente deve seguire per quattro anni lo insegnamento di una lingua e 
letteratura orientale fondamentale e per un triennio (o per un biennio se dà 
l'esame annuale di una terza lingua) l'insegnamento di una seconda lingua 
orientale o occidentale (scelta fra quelle effettivamente insegnate 
nell'Università di Venezia). 
Per essere ammesso all'esame di laurea (il cui diploma indicherà la 
specializzazione della lingua scelta come materia quadriennale), lo studente 
deve aver seguito i corsi e superato gli esami della lingua quadriennale, della 
triennale e un esame annuale della storia (numeri 5 e 6) e uno della religione 
(numeri 7, 8 e 9) afferenti alla civiltà di cui si studia la lingua come 
quadriennale e altri sette esami (di cui tre di disciplina non linguistica) 
scelti liberamente tra le materie complementari. 
Lo studente peraltro potrà scegliere per questi sette anni, anche qualunque 
materia fondamentale, tenendo presente che, ove si tratti di materia 
fondamentale linguistica, dovrà trattarsi di una lingua e letteratura diversa da 
quella da lui scelta come quadriennale e triennale. Anche per gli insegnamenti 
non linguistici una materia può essere scelta come biennale o triennale. 
------------------------ 
(18) Tabella aggiunta dal D.P.R. 16 aprile 1973, n. 354 (Gazz. Uff. 4 luglio 
1973, n. 168). 
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha 
così disposto: 
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio 
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e 
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti 
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia 
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti 
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese. 

Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si 
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a 
cominciare dall'anno accademico 1980-81". 
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha 
così disposto: 
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio 
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e 
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti 
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia 
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti 
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese. 

Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si 
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a 
cominciare dall'anno accademico 1980-81". 
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha 
così disposto: 
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio 
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e 
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti 
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia 
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti 
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese. 

Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si 
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a 
cominciare dall'anno accademico 1980-81". 
(18/a) Il D.P.R. 5 settembre 1980, n. 934 (Gazz. Uff. 13 gennaio 1981, n. 11) ha 
così disposto: 
"Art. 1. La tabella IX-bis, dell'ordinamento didattico vigente, annessa al regio 
decreto 30 settembre 1938, n. 1652, concernente il corso di laurea in lingue e 
letterature orientali, è modificata nel senso che i seguenti insegnamenti 
complementari: filologia semitica, sinologia, filologia iranica e filologia 
uralo-altaica, diventano fondamentali; inoltre, tra gli insegnamenti 
fondamentali è aggiunto il seguente: filologia e storia della lingua giapponese. 

Art. 2. La disposizione del presente decreto ha effetto per coloro che si 
iscrivono al primo anno del corso di laurea in lingue e letterature orientali a 
cominciare dall'anno accademico 1980-81". 
 





Tabella X 
Diploma di magistero in economia e diritto 
Durata del corso degli studi: un anno. 
Titolo di ammissione: laurea in economia e commercio. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Economia politica. - 2. Storia delle dottrine 
economiche. - 3. Contabilità di Stato. - 4. Diritto civile. - 5. Diritto 
processuale civile. - 6. Diritto e procedura penale. - 7. Diritto 
amministrativo. - 8. Diritto del lavoro (19). - 9. Economia coloniale (19/a). 
Per essere ammesso all'esame di diploma lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e deve aver dato prova 
di attitudine all'insegnamento con una lezione pratica. 
------------------------ 
(19) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
(19/a) Insegnamento soppresso dal D.P.R. 28 maggio 1968, n. 801 (Gazz. Uff. 22 
luglio 1968, n. 185). 
 





Tabella XI 
Diploma di magistero in economia aziendale 
Durata del corso degli studi: un anno. 
Titolo di ammissione: laurea in economia e commercio. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Economia politica (19). - 2. Elementi di diritto 
processuale civile. - 3. Elementi di diritto e procedura penale. - 4. Ragioneria 
generale ed applicata - economia aziendale. - 5. Tecnica amministrativa delle 
aziende industriali. - 6. Tecnica commerciale e bancaria. - 7. Contabilità di 
Stato. - 8. Diritto del lavoro (19). 
Per essere ammesso all'esame di diploma lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e deve aver dato prova 
di attitudine all'insegnamento con una lezione pratica. 
------------------------ 
(19) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
(19) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
 





Tabella XII 
Laurea in lettere 
Durata del corso degli studi: quattro anni. 
Titolo di ammissione: diploma di maturità classica. 
Il corso di studi si distingue in due indirizzi: classico e moderno. 
Insegnamenti fondamentali comuni. - 1. Letteratura italiana. - 2. Letteratura 
latina. - 3. Storia romana (con esercitazioni di epigrafia romana). - 4. 
Geografia. - 5. Filosofia (con facoltà di scelta fra gli insegnanti di filosofia 
teoretica, filosofia morale, storia della filosofia, pedagogia). 
Insegnamenti fondamentali per l'indirizzo classico. - 1. Letteratura greca. - 2. 
Storia greca. - 3. Glottologia. - 4. Archeologia e storia dell'arte greca e 
romana. 
Insegnamenti fondamentali per l'indirizzo moderno. - 1. Filologia romanza. - 2. 
Storia medioevale. - 3. Storia moderna. - 4. Storia dell'arte medioevale e 
moderna. 
Insegnamenti complementari. - 1. Filologia greco-latina. - 2. Grammatica greca e 
latina. - 3. Storia comparata delle lingue classiche. - 4. Epigrafia greca. - 5. 
Papirologia. - 6. Antichità greche e romane. - 7. Etruscologia ed archeologia 
italica. - 8. Topografia dell'Italia antica. - 9. Topografia romana. - 10. 
Antichità pompeiane ed ercolanesi. - 11. Archeologia dell'Africa romana. - 12. 
Storia della letteratura latina medioevale. - 13. Storia della lingua italiana. 
- 14. Storia del risorgimento. - 15. Sanscrito. - 16. Lingue ariane moderne 
dell'Indio (indostano e bengalico). - 17. Filologia iranica. - 18. Lingua e 
letteratura persiana. - 19. Lingua e letteratura armena. - 20. Lingua e 
letteratura turca. - 21. Lingua e letteratura siriaca. - 22. Ebraico e lingue 
semitiche comparate. - 23. Epigrafi ed antichità semitiche. - 24. Lingua e 
letteratura araba. - 25. Filologia ed antichità libico-berbere. - 26. Storia e 
lingue dell'Abissinia. - 27. Lingua e letteratura copta. - 28. Storia e 
istituzioni etiopiche. - 29. Lingue e letterature semitiche dell'A.O.I. - 30. 
Lingue non semitiche dell'A.O.I. - 31. Filologia bizantina. - 32. Filologia 
germanica. - 33. Filologia slava. - 34. Paleografia e diplomatica. - 35. 
Numismatica. - 36. Paletnologia. - 37. Lingua e letteratura francese. - 38. 
Lingua e letteratura tedesca. - 39. Lingua e letteratura inglese. - 40. Lingua e 
letteratura spagnola. - 41. Lingua e letteratura portoghese. - 42. Lingua e 
letteratura neo-greca. - 43. Lingua e letteratura romena. - 44. Lingua e 
letteratura russa. - 45. Lingua e letteratura polacca. - 46. Lingua e 
letteratura bulgara. - 47. Lingua e letteratura ungherese. - 48. Lingua e 
letteratura albanese. - 49. Lingua, letteratura e storia cinese. - 50. Lingua, 
letteratura e storia giapponese. - 51. Storia delle religioni. - 52. Storia del 
cristianesimo. - 53. Storia della Chiesa. - 54. Archeologia cristiana. - 55. 
Letteratura cristiana antica. - 56. Storia religiosa dell'Oriente cristiano. - 
57. Egittologia. - 58. Religioni e filosofie dell'India e dell'estremo Oriente. 
- 59. Assirologia ed archeologia orientale. - 60. Storia orientale antica. - 61. 
Storia e geografia dell'Asia orientale. - 62. Storia dell'arte del medio ed 
estremo Oriente. - 63. Storia e istituzioni musulmane. - 64. Storia della 
filosofia e della scienza musulmane. - 65. Storia dell'arte musulmana e copta. - 
66. Biblioteconomia e bibliografia. - 67. Storia della musica. - 68. Letteratura 
delle tradizioni popolari. - 69. Etnologia. - 70. Uno degli insegnamenti 
filosofici che non sia stato prescelto come fondamentale. - 71. Lingua e 
letteratura slovena (20). - 72. Storia della letteratura italiana moderna e 
contemporanea. - 73. Metodologia organizzativa e tecnica della documentazione 
bibliografica (21). 
Lo studente deve seguire i corsi e sostenere gli esami negli insegnamenti 
fondamentali comuni ed in quelli dell'indirizzo prescelto; lo studente deve 
inoltre prendere iscrizione e sostenere gli esami in altre otto discipline da 
lui scelte fra le fondamentali dell'indirizzo diverso da quello che egli segue e 
fra le discipline complementari. 
Due degli insegnamenti complementari possono essere sostituiti dallo studente 
con due discipline di altri corsi di studio della stessa o di diversa facoltà 
dell'ateneo. 
Tre degli insegnamenti, fondamentali o complementari, debbono essere seguiti per 
un biennio; può però lo studente seguire per un biennio anche uno o due 
insegnamenti in più, ed in tal caso può ridurre rispettivamente di uno o due gli 
altri insegnamenti che deve scegliere. 
Lo studente deve superare una prova scritta di traduzione latina. 
Nelle facoltà, dove gli insegnamenti di "storia greca" e di "storia romana", di 
"storia medioevale" e di "storia moderna", sono riuniti in una unica cattedra, i 
corsi rispettivi debbono essere tenuti alternativamente e deve essere indicato 
ogni anno, nel manifesto degli studi, il corso che sarà impartito. 
L'insegnamento di "archeologia e storia dell'arte greca e romana" può essere 
scisso nei due insegnamenti di "archeologia e storia dell'arte greca" e di 
"archeologia e storia dell'arte romana", e così l'insegnamento di "storia 
dell'arte medioevale e moderna" sdoppiato nei due insegnamenti di "storia 
dell'arte medioevale" e di "storia dell'arte moderna". 
Il preside, sentita, ove ritenga, la facoltà, deve controllare i piani di studio 
presentati dagli studenti per il loro coordinamento, ed approvarli prima che 
siano resi definitivi. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali comuni e 
dell'indirizzo da lui scelto ed in tutti gli altri insegnamenti compresi nel 
piano di studi approvato dal preside della facoltà. 
------------------------ 
(20) Aggiunto dal R.D. 10 ottobre 1941, n. 1173. 
(21) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
 





Tabella XIII 
Laurea in filosofia 
Durata del corso degli studi: quattro anni. 
Titolo di ammissione: diploma di maturità classica. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Letteratura italiana. - 2. Letteratura latina. - 
3. Storia romana (con esercitazioni di epigrafia romana). - 4. Storia 
medioevale. - 5. Storia moderna. - 6. Storia della filosofia (biennale). - 7. 
Filosofia teoretica (biennale). - 8. Filosofia morale (biennale). - 9. 
Pedagogia. - 10. Un insegnamento scelto fra i seguenti: psicologia o una delle 
discipline biologiche, fisiche, chimiche o matematiche. 
Insegnamenti complementari. - 1. Estetica. - 2. Filosofia del diritto. - 3. 
Storia della filosofia antica. - 4. Storia della filosofia medioevale. - 5. 
Religioni e filosofie dell'India e dell'Estremo Oriente. - 6. Storia delle 
religioni. - 7. Storia del cristianesimo. - 8. Storia della pedagogia italiana. 
- 9. Psicologia. - 10. Storia del Risorgimento. - 11. Storia del diritto 
italiano. - 12. Storia delle dottrine politiche. - 13. Storia delle dottrine 
economiche. - 14. Storia orientale antica. - 15. Letteratura greca. - 16. 
Economia politica (22). - 17. - Biologia delle razze umane. - 18. Filosofia 
della storia (22/a). - 19. Filosofia della religione (22/a). - 20. Una lingua e 
letteratura straniera scelta tra quelle previste nella tabella XII (22/a). 
Nelle facoltà, dove gli insegnamenti di "storia medioevale" e di "storia 
moderna" sono uniti in unica cattedra, il corso deve essere dedicato 
alternativamente un anno alla "storia medioevale" ed un anno alla "storia 
moderna". 
Il Ministro può disporre che gl'insegnamenti di "filosofia teoretica" e di 
"filosofia morale" siano affidati ad un solo professore. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in sei da lui 
scelti fra i complementari previa approvazione del preside della facoltà. 
------------------------ 
(22) Così modificato dal R.D.L. 27 gennaio 1944, n. 58. 
(22/a) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
(22/a) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
(22/a) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
 





Tabella XIII-bis (22/b) 
Laurea in lingue e letterature straniere moderne 
------------------------ 
(22/b) Vedi, ora, la nuova tab. IX, allegata al presente decreto, che ha 
sostituito la precedente tab. IX, la tab. XIII-bis e la tabella XVI, per effetto 
del D.P.R. 3 febbraio 1989, riportato al n. C/XXXVI. 
 





Tabella XIII-ter (22/c) 
Laurea in conservazione dei beni culturali 
Articolo unico 
Il corso di laurea in conservazione dei beni culturali ha la durata di quattro 
anni. 
I titoli di ammissione sono quelli prescritti dalle vigenti disposizioni. 
Il corso di laurea si articola in quattro indirizzi: 
a) archivistici o librari; 
b) architettonici, archeologici e dell'ambiente (archeologici); 
c) mobili o artistici (storici, artistici, architettonici); 
d) beni musicali (22/d). 
L'attivazione del corso di laurea non comporta necessariamente quella di tutti 
gli indirizzi previsti: essa può avvenire per ciascuno degli indirizzi stessi 
quando sia assicurata, al momento della proposta dell'inserimento del relativo 
indirizzo nello statuto dell'Ateneo, la disponibilità di idonee strutture ed 
attrezzature e del necessario personale docente e non docente, tenuto conto 
della specificità dell'indirizzo. 
Da tale norma si deroga per le Università di nuova istituzione. 
Lo studente per essere ammesso all'esame di laurea dovrà frequentare 
insegnamenti e superare gli esami per un totale di 24 annualità così suddivise: 
4 annualità caratterizzanti il corso di laurea; 
4 annualità caratterizzanti l'indirizzo; 
15 annualità scelte tra quelle proprie a ciascun indirizzo, attingendo, in 
misura diversa, da ciascuna delle aree in cui le discipline sono raggruppate, a 
seconda delle norme indicate per ciascun indirizzo; 
1 annualità tra le discipline dell'area giuridica comune a tutti gli indirizzi. 
Talune discipline (indicate con "s") prevedono uno svolgimento semestrale; due 
di esse costituiscono una annualità. 
Coerentemente con il taglio specifico del piano di studi, 2 insegnamenti possono 
essere scelti nell'ambito delle aree proprie ad altri indirizzi dello stesso 
corso di laurea o in quello di corsi di laurea o indirizzi di altre facoltà 
previsti nel piano per la formazione degli operatori del patrimonio culturale ed 
ambientale, purché attivati nella stessa sede. 
La tesi di laurea dovrà essere scelta nell'ambito delle discipline annuali 
proprie dell'area la cui tematica è prevalente nel piano di studio prescelto. 
Discipline caratterizzanti il corso di laurea (4 annualità) 
1) Letteratura italiana; 
2) Letteratura latina; 
3) Linguistica generale (in prima applicazione sostituibile con glottologia o 
filologia romanza); 
4) Geografia. 
------------------------ 
(22/c) Tabella aggiunta dal D.P.R. 3 ottobre 1979, n. 586 (Gazz. Uff. 22 
novembre 1979, n. 319) e poi così sostituita dal D.P.R. 22 luglio 1983, n. 484, 
riportato al n. C/XXIV. 
(22/d) Comma così sostituito dall'articolo unico, D.M. 21 ottobre 1991 (Gazz. 
Uff. 21 aprile 1992, n. 93). 
 





I. - Indirizzo dei beni architettonici, archeologici e dell'ambiente 
(archeologici) 
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità): 
1) Letteratura greca; 
2) Storia greca; 
3) Storia romana; 
4) Archeologia (metodologia della ricerca archeologica). 
a) Area della metodologia e delle tecniche: 
1) Antropologia fisica; 
2) Archeologia industriale; 
3) Archeologia subacquea (s); 
4) Archeometria (s); 
5) Bioarcheologia (s); 
6) Cartografia tematica (s); 
7) Elementi di ecologia (s); 
8) Elementi di informatica (s); 
9) Elementi di topografia e fotogrammetria (s); 
10) Esegesi delle fonti letterarie; 
11) Geoarcheologia (s); 
12) Metrologia antica; 
13) Museografia e museologia; 
14) Rilievo e analisi tecnica dei monumenti antichi; 
15) Storia dell'archeologia; 
16) Storia della produzione artigianale e della cultura materiale; 
17) Metodologia e tecniche della ricognizione e dello scavo; 
18) Tecniche della documentazione, classificazione ed edizione; 
19) Telerilevamenti ed intepretazione di immagini (s); 
20) Teoria e tecniche del restauro architettonico (s); 
21) Teoria e tecniche del restauro di manufatti archeologici (s). 
b) Area della preistoria e protostoria: 
1) Antichità celtiche; 
2) Antichità sarde; 
3) Ecologia ed archeologia del paleolitico; 
4) Ecologia preistorica; 
5) Etnografia preistorica dell'Africa; 
6) Paletnologia; 
7) Paleontologia umana ed animale; 
8) Preistoria del Vicino Medio Oriente; 
9) Preistoria e protostoria dell'Asia; 
10) Preistoria e protostoria europea. 
c) Area dell'archeologia classica: 
1) Antichità greche e romane; 
2) Antichità pompeiane ed ercolanesi; 
3) Antichità teatrali del mondo greco e romano; 
4) Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia; 
5) Archeologia delle province romane di Oriente; 
6) Archeologia delle province romane di Occidente; 
7) Archeologia egea; 
8) Archeologia e storia dell'arte greca e romana [*]; 
9) Civiltà dell'Italia preromana; 
10) Drammaturgia del mondo greco e romano; 
11) Epigrafia greca; 
12) Epigrafia latina; 
13) Etruscologia; 
14) Geografia storica del mondo antico; 
15) Numismatica greca; 
16) Numismatica romana; 
17) Storia dell'agricoltura e del paesaggio agrario nella antichità; 
18) Storia dell'architettura greca e romana; 
19) Storia dell'urbanistica antica; 
20) Topografia antica; 
21) Topografia romana; 
22) Topografia urbana del mondo classico; 
23) Archeologia di un'area regionale italiana nell'antichità. 
------ 
[*] L'insegnamento di archeologia e storia dell'arte greca e romana può essere 
scisso, con la procedura di cui all'art. 17 del testo unico 31 agosto 1933, n. 
1592, nei due insegnamenti di archeologia e storia dell'arte greca e archeologia 
e storia dell'arte romana. 
d) Area dell'archeologia della tarda antichità e del Medioevo: 
1) Antichità ed epigrafia cristiane; 
2) Antichità ed epigrafia medioevali; 
3) Archeologia cristiana; 
4) Archeologia della tarda antichità; 
5) Archeologia islamica; 
6) Archeologia medievale; 
7) Archeologia partica e sasanide; 
8) Esegesi delle fonti medievali; 
9) Filologia latina medievale; 
10) Storia degli insediamenti e del paesaggio agrario nella tarda antichità; 
11) Numismatica medievale; 
12) Paleografia e diplomatica; 
13) Sfragistica; 
14) Storia bizantina; 
15) Storia dell'arte medievale; 
16) Storia dell'arte bizantina; 
17) Storia dell'arte islamica; 
18) Storia medievale; 
19) Storia dell'urbanistica medievale; 
20) Topografia medievale; 
21) Archeologia di un'area regionale italiana nel Medioevo. 
e) Area dell'archeologia orientale: 
1) Antichità cipriote; 
2) Antichità copte; 
3) Archeologia del Giappone; 
4) Archeologia della Cina; 
5) Archeologia dell'Asia centrale; 
6) Archeologia ed antichità etiopiche; 
7) Archeologia e storia dell'arte dell'India; 
8) Archeologia islamica; 
9) Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico; 
10) Archeologia fenicio-punica; 
11) Archeologia iranica; 
12) Archeologia orientale; 
13) Archeologia pratica e sasanide; 
14) Assirologia; 
15) Egittologia; 
16) Epigrafia semitica; 
17) Filologia iranica; 
18) Filologia semitica; 
19) Ittitologia; 
20) Numismatica islamica; 
21) Storia dell'Asia Anteriore antica; 
22) Storia del Mediterraneo antico orientale; 
23) Storia orientale antica; 
24) Sumerologia. 
Lo studente dovrà seguire 15 annualità scelte secondo un piano coerente sulla 
tematica di una delle aree che deve, però, includere almeno una annualità di 
ciascuna delle altre e quattro annualità da quella della metodologia e delle 
tecniche. 
------------------------ 
 





II - Indirizzo dei beni mobili e artistici (storici - artistici - 
architettonici) 
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità): 
1) Storia medievale; 
2) Storia moderna; 
3) Storia contemporanea; 
4) Storia dell'arte (metodologia della ricerca storico-artistica). 
a) Area delle discipline di interesse generale: 
1) Analisi delle forme e metodi di attribuzione; 
2) Antropologia culturale; 
3) Elementi di ecologia (s); 
4) Elementi di informatica e scienza della catalogazione dei beni culturali (s); 

5) Esegesi delle fonti d'archivio per la storia dell'architettura e della città 
(s); 
6) Estetica; 
7) Iconologia ed iconografia; 
8) Museologia e storia del collezionismo; 
9) Paleografia e diplomatica; 
10) Psicologia della percezione (s); 
11) Psicologia dell'arte (s); 
12) Semiotica delle arti; 
13) Sociologia dell'arte; 
14) Sociologia urbana e rurale; 
15) Storia del disegno e della grafica; 
16) Storia dell'abbigliamento (s); 
17) Storia della critica d'arte; 
18) Storia della musica; 
19) Storia della scenografia; 
20) Storia della scienza e della tecnica; 
21) Storia del restauro; 
22) Trattati e precettistica (s); 
23) Una storia regionale del Medioevo e dell'età moderna. 
b) Area del Medioevo: 
1) Storia dell'arte medievale I; 
2) Storia dell'arte medievale II; 
3) Storia dell'arte medievale III; 
4) Archeologia medievale; 
5) Epigrafia e paleografia medievali (s); 
6) Filologia latina medievale; 
7) Storia degli insediamenti e del paesaggio agrario medievali; 
8) Storia della produzione artigianale e della cultura materiale nel Medioevo; 
9) Storia dell'architettura nel Medioevo; 
10) Storia bizantina; 
11) Storia dell'arte bizantina; 
12) Storia dell'arte copta; 
13) Storia dell'arte islamica; 
14) Storia dell'arte delle aree europee nel Medioevo I; 
15) Storia dell'arte delle aree europee nel Medioevo II; 
16) Storia dell'arte delle aree extraeuropee I; 
17) Storia dell'arte delle aree extraeuropee II; 
18) Storia della cultura classica nell'arte medievale (s); 
19) Storia della miniatura; 
20) Storia delle arti applicate e dell'oreficeria; 
21) Topografia medievale (s); 
22) Una storia dell'arte di un'area regionale italiana nel Medioevo. 
c) Area dell'età moderna: 
1) Storia dell'arte moderna I; 
2) Storia dell'arte moderna II; 
3) Storia dell'arte moderna III; 
4) Numismatica e medaglistica nell'età moderna; 
5) Storia dei giardini (s); 
6) Storia dell'arte dei Paesi europei I; 
7) Storia dell'arte dei Paesi europei II; 
8) Storia dell'arte delle aree extraeuropee I; 
9) Storia dell'arte delle aree extraeuropee II; 
10) Storia della tradizione classica nell'arte europea; 
11) Storia dell'architettura moderna; 
12) Storia della città e del territorio; 
13) Storia della miniatura; 
14) Storia delle arti applicate e dell'oreficeria; 
15) Storia dell'urbanistica moderna; 
16) Una storia dell'arte di un'area regionale italiana in età moderna. 
d) Area dell'età contemporanea: 
1) Storia dell'arte contemporanea I; 
2) Storia dell'arte contemporanea II; 
3) Storia dell'arte contemporanea III; 
4) Archeologia industriale; 
5) Storia dell'architettura contemporanea; 
6) Storia dell'arte dei Paesi europei I; 
7) Storia dell'arte dei Paesi europei II; 
8) Storia dell'arte dei Paesi extraeuropei I; 
9) Storia dell'arte dei Paesi extraeuropei II; 
10) Storia del cinema; 
11) Storia del disegno industriale e delle arti applicate; 
12) Storia della città e del territorio; 
13) Storia dell'urbanistica contemporanea; 
14) Teoria e tecniche della comunicazione. 
e) Area delle tecniche: 
1) Archeometria (s); 
2) Geoarcheologia (s); 
3) Elementi di topografia e fotogrammetria (s); 
4) Metodologia e tecniche della ricognizione e dello scavo; 
5) Museografia e museotecnica; 
6) Storia dei materiali e delle tecniche architettoniche; 
7) Storia delle arti grafiche; 
8) Storia delle tecniche artistiche; 
9) Storia e tecnica della fotografia; 
10) Telerilevamenti ed interpretazione di immagini (s); 
11) Teoria e storia della cartografia (s); 
12) Teoria e tecniche del restauro di manufatti (s); 
13) Teoria e tecniche del restauro architettonico (s); 
14) Teoria e tecniche di intervento urbanistico nei centri storici (s). 
Lo studente dovrà seguire 15 annualità secondo un piano coerente fondato sulla 
tematica di una delle aree del Medioevo dell'età moderna o dell'età 
contemporanea. 
Il piano di studio dovrà includere almeno la disciplina indicata per prima in 
ciascuna delle tre aree suddette, quattro discipline dall'area di interesse 
generale e due discipline dall'area delle tecniche. 
------------------------ 
 





III. - Indirizzo dei beni archivistici e librari 
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità): 
1) Storia medievale; 
2) Storia moderna; 
3) Storia contemporanea; 
4) Paleografia latina. 
a) Area dell'archivistica: 
1) Archivistica generale e storia degli archivi; 
2) Archivistica speciale (s); 
3) Chimica dei supporti cartacei (s); 
4) Codicologia; 
5) Conservazione del materiale d'archivio non cartaceo (s); 
6) Diplomatica; 
7) Istituzioni medievali; 
8) Filologia latina medievale e umanistica; 
9) Metodologie e tecniche di difesa dalle aggressioni di agenti biologici (s); 
10) Numismatica e medaglistica; 
11) Paleografia greca; 
12) Paleografia musicale; 
13) Restauro del documento d'archivio (s); 
14) Sfragistica; 
15) Storia della cartografia; 
16) Storia del diritto italiano; 
17) Storia della Chiesa medievale e moderna; 
18) Storia della miniatura del manoscritto (s); 
19) Storia della tradizione manoscritta (s). 
b) Area della biblioteconomia: 
1) Bibliologia; 
2) Bibliografia; 
3) Biblioteconomia; 
4) Chimica dei supporti cartacei (s); 
5) Conservazione del materiale librario; 
6) Gestione del materiale periodico a stampa (s); 
7) Gestione del materiale minore a stampa (s); 
8) Metodologie e tecniche di difesa dalle aggressioni di agenti biologici (s); 
9) Restauro del libro; 
10) Storia della legatura (s); 
11) Storia delle biblioteche; 
12) Storia dell'editoria e del commercio librario (s); 
13) Storia del libro e della stampa; 
14) Teoria e tecniche della catalogazione e classificazione. 
c) Area della documentazione: 
1) Gestione automatica degli archivi e delle biblioteche; 
2) Informatica documentale; 
3) Tecniche per le basi dati bibliografiche e documentali; 
4) Teoria e tecniche della comunicazione; 
5) Teoria e tecniche della classificazione. 
Lo studente dovrà seguire 15 annualità secondo un piano coerente fondato su una 
delle due aree a) e b) includendo però almeno 3 annualità dell'area c) della 
documentazione. 
Area giuridica (comune a tutti gli indirizzi); 
1) Legislazione dei beni culturali e ambientali (s); 
2) Legislazione dei centri storici (s); 
3) Legislazione internazionale e comparata dei beni culturali e ambientali (s); 
4) Legislazione regionale dei beni culturali e ambientali (s). 
Lo studente è tenuto altresì a sottoporsi all'accertamento della conoscenza di 
almeno due lingue straniere mediante colloquio e traduzione di testi scientifici 
da effettuarsi, prima della assegnazione della tesi di laurea con docenti di 
discipline attinenti alla tesi stessa. 
------------------------ 
 





IV. - Indirizzo dei beni musicali (22/e) 
Discipline caratterizzanti l'indirizzo (4 annualità): 
1) storia medievale; 
2) storia moderna; 
3) storia contemporanea; 
4) elementi di teoria musicale. 
Area delle discipline di interesse generale: 
1) antropologia culturale; 
2) biblioteconomia e archivistica musicale; 
3) critica musicale; 
4) didattica musicale; 
5) drammaturgia musicale; 
6) elementi di armonia e contrappunto; 
7) estetica musicale; 
8) esegesi delle fonti d'archivio per la storia della musica; 
9) etnomusicologia italiana; 
10) filologia musicale; 
11) filosofia della musica; 
12) iconografia musicale; 
13) metodologia d'analisi critica musicale; 
14) musicologia e conservazione degli strumenti musicali; 
15) paleografia e diplomatica; 
16) psicologia della musica; 
17) sociologia della musica; 
18) semiologia della musica; 
19) storia degli strumenti a fiato e loro letteratura; 
20) storia dei manufatti architettonici musicali; 
21) storia del clavicembalo e della sua letteratura; 
22) storia del cristianesimo; 
23) storia della critica e della ricezione musicale; 
24) storia della danza e della musica di danza; 
25) storia della filosofia; 
26) storia della liturgia cattolica e problemi di musica liturgica; 
27) storia della liuteria e della sua letteratura; 
28) storia della musica delle aree extraeuropee; 
29) storia della poesia per musica; 
30) storia della prassi esecutiva; 
31) storia della stampa e dell'editoria musicale; 
32) storia della vocalità; 
33) storia dell'interpretazione musicale; 
34) storia dell'organo e della sua letteratura; 
35) storia del pianoforte e della sua letteratura; 
36) storia del restauro; 
37) storia del teatro; 
38) storia e critica del testo musicale; 
39) teoria e forme del canto cristiano. 
Area storica: 
a) età classica: 
1) storia della musica dell'età classica; 
2) storia greca; 
3) storia romana; 
4) letteratura greca; 
5) filologia classica: filologia greca o filologia latina; 
6) archeologia e storia dell'arte greca e romana; 
7) paleografia greca; 
8) papirologia; 
9) storia della teoria musicale greca e romana; 
10) storia del teatro antico; 
11) strutture architettoniche musicali antiche; 
12) storia degli strumenti musicali antichi e loro conservazione; 
13) storia della musica bizantina. 
b) età medievale: 
1) storia della musica medievale; 
2) euristica e istituzioni medievali; 
3) filologia latina medievale e umanistica; 
4) letteratura italiana medievale e moderna; 
5) archeologia medievale; 
6) storia dell'arte medievale; 
7) storia della poesia per musica del medioevo; 
8) teoria e storia della notazione musicale nel medioevo; 
9) storia del teatro medievale; 
10) storia della miniatura. 
c) età moderna: 
1) storia della musica dell'età moderna; 
2) storia dell'età della riforma e della controriforma; 
3) storia dell'arte moderna; 
4) storia della musica rinascimentale; 
5) teoria e storia della notazione musicale nel Rinascimento; 
6) storia della musica barocca; 
7) storia della teoria musicale moderna. 
d) età contemporanea: 
1) storia della musica contemporanea; 
2) storia dell'arte contemporanea; 
3) storia del cinema; 
4) storia della musica per films; 
5) storia del jazz; 
6) storia delle musiche alternative (canzone, cabaret, pop music, rock, ecc.); 
7) storia della musica riprodotta; 
8) storia dell'allestimento scenico musicale. 
Area tecnica: 
1) acustica musicale; 
2) elementi di informatica e scienze della notalogazione dei beni musicali; 
3) storia del sistema produttivo musicale; 
4) storia delle tecniche orchestrali; 
5) fonetica sperimentale; 
6) museografia e museotecnica musicale; 
7) metodologia e tecniche del restauro dei beni musicali; 
8) storia delle arti grafiche d'interesse musicale; 
9) teorie e tecniche del restauro dei beni architettonici di interesse musicale; 

10) impianti di riproduzione del suono; 
11) acustica applicata; 
12) elementi di elettroacustica. 
Lo studente dovrà seguire quindici annualità secondo un piano coerente fondato 
sulla tematica di una delle età del Medioevo, dell'età moderna o dell'età 
contemporanea. 
Il piano di studio dovrà includere almeno la disciplina indicata per prima in 
ciascuna delle tre età suddette, quattro discipline dell'area di interesse 
generale e quattro discipline dell'area delle tecniche (23). 
------------------------ 
(22/e) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
(23) Indirizzo così aggiunto dall'articolo unico, D.M. 21 ottobre 1991 (Gazz. 
Uff. 21 aprile 1992, n. 93). 
 





Tabella XIV (23/a) 
Laurea in materie letterarie 
Durata del corso degli studi: quattro anni. 
Titoli di ammissione: diploma di abilitazione magistrale e concorso. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Lingua e letteratura italiana (triennale). - 2. 
Lingua e letteratura latina (triennale). - 3. Storia (triennale). - 4. Geografia 
(triennale). - 5. Pedagogia. - 6. Storia della filosofia. - 7. Lingua e 
letteratura moderna straniera a scelta (biennale). 
Insegnamenti complementari. - 1. Grammatica latina. - 2. Filologia romanza. - 3. 
Filologia germanica. - 4. Istituzioni di diritto pubblico e legislazione 
scolastica. - 5. Storia dell'arte medioevale e moderna. - 6. Biologia delle 
razze umane. - 7. Storia della grammatica e della lingua italiana (23/b). 
Il corso di ammissione consiste: 
a) nella valutazione dei voti riportati, agli esami per il conseguimento del 
diploma di abilitazione magistrale, nel gruppo delle materie letterarie; 
b) in una prova scritta di cultura generale, per cui sono concesse sei ore di 
tempo. 
Il terzo anno di corso di "geografia" deve essere differenziato come corso di 
applicazione. 
Nel corso di "storia" (triennale) un anno deve essere dedicato alla storia 
romana, un anno alla storia medioevale ed un anno alla storia moderna, 
alternativamente. 
Lo studente deve sostenere una prova scritta di traduzione latina, una della 
lingua straniera scelta ed una di cultura generale. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed almeno in quattro 
da lui scelti fra i complementari. 
------------------------ 
(23/a) Il D.P.R. 5 marzo 1974, n. 175 (Gazz. Uff. 20 maggio 1974, n. 130) ha 
così disposto: 
"Le tabelle XIV, XV, XVI e XVII, annesse al R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, 
concernenti rispettivamente l'ordinamento dei corsi di laurea in materie 
letterarie, in pedagogia, in lingue e letterature straniere e del diploma di 
abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari della facoltà di magistero 
sono modificate nel senso che l'insegnamento fondamentale di storia viene così 
ripartito: 
Storia romana; 
Storia medioevale; 
Storia moderna. 
Negli stessi corsi di laurea è soppresso l'insegnamento di storia (triennale o 
biennale): conseguentemente viene spostata la numerazione dei successivi 
insegnamenti fondamentali. 
Sono altresì soppressi i commi relativi alle disposizioni riguardanti le 
modalità dell'esame di storia. Per i corsi di laurea in pedagogia (tab. XV), in 
lingue e letterature straniere (tab. XVI) e nel corso di studi per il 
conseguimento del diploma di abilitazione alla vigilanza delle scuole elementari 
(tab. XVII) al posto del comma soppresso è inserito il seguente: 
"Lo studente è tenuto a sostenere due esami annuali da scegliere tra i tre 
insegnamenti di storia impartiti". 
I professori di ruolo, titolari di storia della facoltà di magistero, sono 
assegnati con decreto del Ministro per la pubblica istruzione, con il loro 
consenso e su proposta della facoltà da adottarsi entro un mese dalla data di 
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale, ad una delle tre 
discipline, che sostituiscono l'insegnamento di storia soppresso. 
I predetti professori, dopo l'assegnazione di cui al precedente comma, possono 
essere chiamati a far parte delle commissioni giudicatrici, previste dall'art. 2 
del D.L. 1° ottobre 1973, n. 580, convertito in L. 30 novembre 1973, n. 766, sin 
dal corrente anno accademico". 
(23/b) Aggiunto dal R.D. 5 settembre 1942, n. 1319. 
 





Tabella XV (24) 
Laurea in scienze dell'educazione 
Titolo di ammissione: quello previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11 
dicembre 1969, n. 910. 
Durata e articolazione degli studi. Gli studi hanno la durata di quattro anni, e 
si articolano in un biennio iniziale comune e in tre bienni di indirizzo 
(insegnanti di scuola secondaria superiore, educatori professionali 
extrascolastici, esperti nei processi di formazione). 
Titolo di studio rilasciato dal corso di laurea. Diploma di laurea in scienze 
dell'educazione. L'indirizzo seguito è menzionato nel certificato di laurea. 
Denominazione degli insegnamenti. Nella tabella delle discipline, gli 
insegnamenti di area pedagogica a statuto nelle università sono indicati 
mediante denominazioni semplificate. Ciascuna denominazione semplificata 
corrisponde a uno o più insegnamenti a statuto. Le corrispondenze tra le 
denominazioni semplificate e gli insegnamenti o i gruppi di insegnamenti a 
statuto sono contenute nella tabella 1. 
Durata complessiva degli studi e durata annuale o semestrale degli insegnamenti. 
Gli insegnamenti del piano di studio corrispondono, nel complesso, a venti 
annualità, cioè a quaranta semestralità. Venti semestralità sono collocate nel 
primo biennio, venti nel secondo. Per taluni insegnamenti è prevista una durata 
semestrale, per altri insegnamenti la decisione intorno alla durata annuale o 
semestrale è demandata, anno per anno, al consiglio di corso di laurea. 
Esame di laurea. Per essere ammesso all'esame di Laurea, lo studente deve aver 
superato gli esami degli insegnamenti del primo biennio, pari a venti 
semestralità, del biennio di indirizzo scelto, pari a venti semestralità e dovrà 
aver ottenuto un giudizio favorevole secondo modalità stabilite dalla facoltà al 
termine di due semestri di una lingua straniera e di un semestre di informatica. 

L'esame di laurea consiste nella discussione di un elaborato scritto. 
------------------------ 
(24) Tabella così sostituita dal D.M. 11 febbraio 1991, riportato al n. 
C/XLVII-ter. 
 







                           Tabella 1

  Insegnamenti di area pedagogica            Denominazioni      
    a statuto nelle università               semplificate       
               ___                                ___           

Filosofia  dell'educazione, istitu-      Pedagogia generale
 zioni di pedagogia, pedagogia, pe-
 dagogia generale, pedagogia socia-
 le

Educazione degli adulti . . . . . .      Educazione degli adulti

Storia della pedagogia, storia del-      Storia della pedagogia
 la pedagogia e  delle  istituzioni
 scolastiche

Storia della  scuola, storia  della      Storia  della  scuola e
 scuola e delle  istituzioni educa-       delle istituzioni edu-
 tive, storia della  scuola e delle       cative
 istituzioni    scolastiche, storia
 delle istituzioni  educative, sto-
 ria delle  scuole e delle  istitu-
 zioni educative, storia  dell'edu-
 cazione e delle istituzioni scola-
 stiche

Educazione     comparata, pedagogia      Educazione comparata
 comparata, storia  comparata delle
 istituzioni educative

Didattica, didattica  generale, me-      Metodologia e didattica
 todologia   didattica, metodologia
 didattica  dell'insegnamento medi-
 co, metodologia  e  didattica, me-
 todologia  e  didattica dell'inse-
 gnamento medico, metodologia e di-
 dattica generale, teoria  e storia
 della   didattica, istituzioni  di
 educazione civica

Ortopedagogia, pedagogia  speciale,      Pedagogia speciale
 pedagogia speciale e correttiva

Informatica e tecnologie  dell'edu-      Tecnologie  dell'istru-
 cazione, metodologia  e  didattica       zione
 degli   audiovisivi, pedagogia   e
 psicologia delle  comunicazioni di
 massa, tecnologia dell'educazione

Docimologia . . . . . . . . . . . .      Docimologia

Pedagogia sperimentale. . . . . . .      Pedagogia sperimentale

Filosofia e storia della letteratu-      Letteratura  per  l'in-
 ra  per  la  infanzia, letteratura       fanzia
 per l'infanzia, storia della  let-
 teratura per l'infanzia

Istituzioni di  diritto  pubblico e      Istituzioni di  diritto
 legislazione  scolastica,  diritto       pubblico e legislazio-
 scolastico  italiano e  comparato,       ne scolastica
 diritto   scolastico   italiano  e
 straniero
------------------------ 
 







                           Tabella 2

                 Insegnamenti del primo biennio
                              ___

a) Insegnamenti di area pedagogica:

   pedagogia generale;
   storia della pedagogia;
   storia della scuola e delle istituzioni educative.

b) Insegnamenti di area filosofica:

   filosofia teoretica;
   storia della filosofia.

c) Insegnamenti di area psicologica:

   psicologia generale;
   psicologia dell'età evolutiva;
   psicologia sociale.

d) Insegnamenti di area socio-antropologica:

   antropologia culturale;
   sociologia;
   sociologia dell'educazione.

e) Insegnamenti riguardanti la metodologia della ricerca:

   metodologia della ricerca sociale;
   pedagogia sperimentale;
   statistica (applicata alla ricerca educativa).

f) Insegnamenti di area storica:

   storia medioevale;
   storia moderna;
   storia contemporanea.

g) Insegnamenti opzionali:

   due corsi semestrali, oppure un corso annuale.

__________
Note.

  Ciascuno   degli  insegnamenti  compresi  nella  area  pedago-
gica, filosofica, psicologica, socio-antropologica e della meto-
dologia della ricerca deve  essere  seguito  almeno per un corso
semestrale.
  Gli insegnamenti dell'area  pedagogica  devono  essere seguiti
per una durata complessiva equivalente a quattro corsi semestra-
li.
  Gli insegnamenti  dell'area  filosofica  devono essere seguiti
per tre corsi semestrali o per una durata complessiva ad essi e-
quivalente.
  Lo studente  deve  seguire  due  insegnamenti di area storica,
scegliendoli fra i tre indicati.
  Tra gli insegnamenti opzionali rientrano tutti quelli attivati
dal corso di laurea e non ancora scelti.
  Nel corso del  primo biennio, lo studente deve altresì seguire
due corsi semestrali di lingua straniera e un  corso  semestrale
di  informatica  tra  quelli  attivati  presso  la  facoltà.  Le
modalità  di  valutazione  saranno  definite  dal  consiglio  di
facoltà.
------------------------ 
 







                           Tabella 3

               Insegnamenti del secondo biennio:
     indirizzo "insegnanti di scuola secondaria superiore"
                             ___

a) Insegnamenti di area pedagogica:

   educazione comparata;
   metodologia e didattica;
   docimologia;
   tecnologie dell'istruzione;
   letteratura per l'infanzia.

b) Insegnamenti di area filosofica:

   estetica;
   filosofia teoretica;
   filosofia morale;
   logica;
   filosofia della scienza;
   filosofia del linguaggio;
   storia della filosofia.

c) Insegnamenti di area storica:

   storia antica;
   storia medioevale;
   storia moderna;
   storia contemporanea.

d) Insegnamenti di area psicologica:

   psicologia generale;
   storia della psicologia;
   psicologia dell'educazione (oppure  psicologia pedagogica op-
   pure psicopedagogia);
   psicologia dinamica;
   psicologia dell'età evolutiva;
   psicologia sociale.

e) Insegnamenti di area socio-antropologica:

   sociologia della famiglia;
   sociologia delle comunicazioni di massa;
   sociologia dei processi culturali;
   storia della sociologia;
   sociologia;
   antropologia culturale;
   sociologia dell'educazione.

f) Insegnamenti di area giuridica:

   istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica.

__________
Note.

  Ciascuno  degli  insegnamenti  compresi  nella   area  pedago-
gica e filosofica  deve essere seguito almeno per un corso seme-
strale.
  Lo studente deve seguire almeno tre  semestralità di area sto-
rica.
  Sulla base delle indicazioni del consiglio di corso di laurea,
gli  studenti  scelgono  cinque  corsi   semestrali   (o   corsi
semestrali  e/o annuali per una durata complessiva equivalente a
cinque corsi semestrali) tra o entro gli  insegnamenti  di  area
psicologica, socio-antropologica e giuridica.
------------------------ 
 







                           Tabella 4

               Insegnamenti del secondo biennio:
      indirizzo "educatori professionali extrascolastici"
                              ___

a) Insegnamenti di area pedagogica:

   educazione degli adulti;
   storia della scuola e delle istituzioni educative;
   pedagogia generale;
   metodologia e didattica;
   pedagogia speciale;
   docimologia;
   tecnologie dell'istruzione.

b) Insegnamenti di area filosofica:

   filosofia morale;
   filosofia del linguaggio;
   estetica.

c) Insegnamenti riguardanti la metodologia della ricerca:

   pedagogia sperimentale;
   statistica (applicata alla ricerca educativa).

d) Insegnamenti di area psicologica:

   psicologia dell'età evolutiva;
   psicologia dell'educazione (oppure psicologia  pedagogica op-
   pure psicopedagogia);
   psicologia dinamica;
   psicologia sociale;
   neuropsichiatria;
   psicopatologia dell'età evolutiva;
   igiene mentale.

e) Insegnamenti di area socio-antropologica:

   antropologia culturale;
   sociologia della famiglia;
   sociologia dei processi culturali;
   sociologia delle comunicazioni di massa;
   sociologia dell'organizzazione.

f) Insegnamenti di area biologico-medica:

   fondamenti di biologia;
   igiene;
   puericultura;
   metodi e tecniche della psicomotricità.

g) Insegnamenti di area giuridica:

   istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica;
   legislazione minorile;
   legislazione e organizzazione dei servizi sociali;
   istituzioni e politica scolastica;
   diritto e legislazione universitaria;
   istituzioni e politica dei beni culturali;
   diritto e legislazione dei beni culturali.

h) Insegnamenti che affrontano problemi riguardanti la conserva-
   zione, la documentazione, la comunicazione delle  forme della
   cultura:

   storia del teatro e dello spettacolo;
   filmologia;
   storia del cinema;
   storia della musica;
   fondamenti della comunicazione musicale;
   storia dell'arte e del restauro;
   biblioteconomia;
   museografia;
   archivistica.

__________
Note.

  Ciascuno  degli  insegnamenti  compresi  nella   area  pedago-
gica e della metodologia  della ricerca dovrà essere seguito al-
meno per un corso semestrale.
  Lo studente deve seguire  due insegnamenti semestrali o un in-
segnamento di durata  annuale  di  area filosofica, scegliendolo
fra i tre indicati.
  Sulla base delle indicazioni del consiglio di corso di laurea,
lo studente sceglie nove corsi semestrali  (o  corsi  semestrali
e/o  annuali per una durata complessiva equivalente a nove corsi
semestrali) tra o entro gli insegnamenti  di  area  psicologica,
socio-antropologica,   biologico-medica,   giuridica,   e  delle
discipline riguardanti la conservazione, la documentazione e  la
comunicazione delle forme della cultura.
------------------------ 
 







                           Tabella 5

               Insegnamenti del secondo biennio:
          indirizzo "esperti nei processi formativi"
                             ___

a) Insegnamenti di area pedagogica:

   educazione degli adulti;
   educazione comparata;
   metodologia e didattica;
   tecnologie dell'istruzione;
   docimologia.

b) Insegnamenti di area filosofica:

   logica.

c) Insegnamenti di area psicologica:

   psicologia sociale;
   psicologia dell'educazione (oppure  psicologia pedagogica op-
   pure psicopedagogia).

d) Insegnamenti di area socio-antropologica:

   antropologia culturale;
   sociologia dei processi culturali;
   sociologia delle comunicazioni di massa.

e) Insegnamenti riguardanti la metodologia della ricerca:

   pedagogia sperimentale;
   metodologia della ricerca sociale;
   statistica (applicata alla ricerca educativa).

f) Insegnamenti riguardanti  problemi dell'organizzazione, della

   comunicazione, dell'informazione:

   economia dell'istruzione;
   sociologia dell'organizzazione;
   teoria della comunicazione;
   archivistica;
   biblioteconomia;
   informatica.

g) Insegnamenti di area giuridica:

   istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica;
   istituzioni e politica scolastica;
   diritto e legislazione universitaria.

h) Insegnamenti opzionali:

   due corsi semestrali, oppure un corso annuale.

__________
Note.

  Ciascuno  degli  insegnamenti   compresi  nella  area  pedago-
gica, filosofica,della metodologia della ricerca e dell'organiz-
zazione, della  comunicazione  e dell'informazione, deve  essere
seguito almeno per un corso semestrale.
  Lo studente deve  seguire  un  insegnamento semestrale di area
socio-antropologica, scegliendolo fra i  tre  indicati,  un  in-
segnamento di area psicologica scegliendolo fra i due indicati e
un insegnamento di  area  giuridica, scegliendolo  fra i tre in-
dicati.
  Tra gli insegnamenti opzionali rientrano tutti quelli attivati
dal corso di laurea e non ancora scelti.
------------------------ 
 





Tabella XV-bis (24/a) 
Laurea in sociologia 
------------------------ 
(24/a) Tabella aggiunta dal D.P.R. 14 luglio 1970, numero 725 (Gazz. Uff. 19 
ottobre 1970, n. 264) e poi sostituita dalla Tab. IV-bis di questo stesso R.D. 
mediante il D.M. 6 febbraio 1991, riportato al n. C/XLVII-bis. 
 





Tabella XV-ter (24/b) 
Laurea in psicologia 
Titolo di ammissione: quello previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11 
dicembre 1969, n. 910. 
La durata del corso degli studi per la laurea in psicologia è di cinque anni. 
Il corso degli studi si distingue in un biennio propedeutico, inteso a fornire 
una preparazione di base comune, e in un successivo triennio articolato in 
indirizzi destinati a offrire una preparazione professionale in un settore 
specifico di attività e le relative tecniche di ricerca. 
Gli indirizzi in cui il triennio può articolarsi sono i seguenti: 
1) indirizzo di psicologia generale e sperimentale; 
2) indirizzo di psicologia dello sviluppo e dell'educazione; 
3) indirizzo di psicologia clinica e di comunità; 
4) indirizzo di psicologia del lavoro e delle organizzazioni. 
L'attivazione e l'eventuale disattivazione degli indirizzi inseriti nello 
statuto delle singole università sono disposte dal rettore, su proposta del 
consiglio di corso di laurea. 
Biennio propedeutico 
Nel corso del biennio propedeutico lo studente deve seguire nove insegnamenti 
comuni e tre insegnamenti opzionali, scelti tra quelli attivati dal corso di 
laurea. Gli insegnamenti del biennio vengono impartiti mediante corsi 
istituzionali. 
Sono insegnamenti comuni: 
psicologia generale; 
psicologia dinamica; 
psicologia della personalità e delle differenze individuali; 
psicologia dell'età evolutiva; 
psicologia fisiologica; 
psicologia sociale; 
biologia generale; 
fondamenti anatomo-fisiologici dell'attività psichica; 
statistica psicometrica. 
Sono insegnamenti complementari: 
antropologia culturale; 
etologia; 
genetica umana; 
metodologia delle scienze del comportamento; 
pedagogia; 
sociologia; 
storia della filosofia contemporanea; 
storia della psicologia. 
Al termine del biennio lo studente deve inoltre sostenere una prova di lingua 
inglese consistente nella traduzione scritta in italiano di un brano tratto da 
una opera psicologica e in un colloquio diretto ad accertare la conoscenza del 
lessico psicologico. Ai fini della preparazione a questa prova il corso di 
laurea organizza appositi corsi, tenuti da docenti ufficiali, oppure cicli di 
esercitazioni affidati a lettori sotto la responsabilità di un docente di altro 
corso di laurea o, ove istituito, del centro linguistico interfacoltà. 
Triennio di indirizzo 
Per iscriversi al triennio lo studente deve aver superato tutti gli esami 
costitutivi comuni del biennio propedeutico e la prova di lingua inglese; gli 
esami opzionali devono essere superati entro il terzo anno. 
La scelta dell'indirizzo da seguire avviene all'atto dell'iscrizione al terzo 
anno, e può essere modificata al momento dell'iscrizione al quarto o al quinto 
anno. In caso di passaggio ad altro indirizzo lo studente ha l'obbligo di 
iscriversi a tutti gli insegnamenti costitutivi dell'indirizzo al quale si è 
trasferito e di sostenere i relativi, esami. 
Ogni indirizzo comporta la frequenza di otto insegnamenti costitutivi e di 
cinque insegnamenti opzionali, di cui due possono essere stabiliti dal consiglio 
di corso di laurea. 
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di 
psicologia generale e sperimentale: 
psicologia fisiologica (corso progredito); 
neuropsicologia; 
psicologia animale e comparata; 
psicologia dell'apprendimento e della memoria; 
psicologia della percezione; 
psicologia del pensiero; 
psicometria; 
tecniche sperimentali di ricerca. 
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di psicologia dello sviluppo e 
dell'educazione: 
psicologia dell'età evolutiva (corso progredito); 
psicologia dell'educazione; 
psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni familiari; 
psicopatologia generale e dell'età evolutiva; 
tecniche di osservazione del comportamento infantile; 
tecniche di ricerca psicologica e di analisi dei dati; 
teoria e metodi di programmazione e di valutazione scolastica; 
teoria e tecniche dei tests. 
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di psicologia clinica e di 
comunità: 
psicologia dinamica (corso progredito); 
psicologia clinica con elementi di psicoterapia individuale; 
psicologia di comunità; 
psicofisiologia clinica; 
tecniche di ricerca psicologica e di analisi dei dati; 
teorie e tecniche del colloquio psicologico; 
teoria e tecniche della dinamica di gruppo; 
teoria e tecniche dei tests di personalità. 
Sono insegnamenti costitutivi per l'indirizzo di psicologia del lavoro e delle 
organizzazioni: 
psicologia sociale (corso progredito); 
psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni; 
psicologia del lavoro; 
psicologia delle organizzazioni; 
psicologia dell'orientamento e della formazione professionale; 
sociologia del lavoro; 
metodologia della ricerca psico-sociale; 
tecniche dell'intervista e del questionario. 
Sono insegnamenti opzionali comuni a tutti gli indirizzi: 
criminologia; 
economia del lavoro; 
elementi di programmazione ed elaborazione automatica dei dati; 
epidemiologia dei disturbi psichici; 
epistemologia genetica; 
ergonomia; 
fisica; 
igiene mentale; 
informatica; 
legislazione del lavoro; 
legislazione scolastica; 
legislazione socio-sanitaria; 
linguistica teorica; 
logica; 
medicina del lavoro; 
metodologia dell'insegnamento; 
neurofisiologia; 
neuropsichiatria infantile; 
neuropsicofarmacologia; 
neuropsicofarmacologia clinica; 
pedagogia sperimentale; 
principi di medicina psicosomatica; 
psichiatria; 
psicobiologia dello sviluppo; 
psicofisiologia del sonno e del sogno; 
psicolinguistica; 
psicologia ambientale; 
psicologia dell'arte e della letteratura; 
psicologia dell'handicap e della riabilitazione; 
psicologia delle comunicazioni di massa; 
psicologia dello sport; 
psicologia dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione; 
psicologia ed epidemiologia delle tossicodipendenze; 
psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale; 
psicologia gerontologica; 
psicologia giuridica; 
psicologia industriale; 
psicopedagogia; 
psicopedagogia del linguaggio e della comunicazione; 
psicopedagogia differenziale; 
psicosociologia delle istituzioni educative; 
psicosociologia delle istituzioni sanitarie; 
sociologia dell'educazione; 
sociologia della comunicazione; 
sociologia della famiglia; 
sociologia industriale; 
tecniche di analisi dei dati; 
tecniche di indagini della personalità; 
tecniche psicologiche di ricerca di mercato; 
teoria e sistemi di intelligenza artificiale. 
Per gli insegnamenti relativi alle "tecniche" di ricerca e per altri eventuali 
insegnamenti il consiglio di corso di laurea stabilisce le modalità di 
svolgimento, la durata e le forme di controllo delle relative esperienze 
pratiche guidate. La verifica dell'esito positivo di tali esperienze è 
condizione preliminare per poter sostenere l'esame. 
Lo studente può sostituire uno o più insegnamenti opzionali del triennio con 
altrettanti insegnamenti costitutivi di indirizzi diversi da quello prescelto, 
oppure - previa deliberazione del consiglio di corso di laurea - con altrettanti 
insegnamenti opzionali del biennio propedeutico di cui non abbia prima sostenuto 
l'esame, o ancora con insegnamenti, fino al massimo di due, di altri corsi di 
laurea dell'ateneo. 
Norme finali 
Lo studente, è tenuto a definire, all'inizio del quarto anno di corso, 
l'argomento della tesi di laurea in uno degli insegnamenti costitutivi 
dell'indirizzo o in un insegnamento opzionale coerente con tale indirizzo. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti costitutivi comuni e in tre 
insegnamenti opzionali del biennio propedeutico, negli insegnamenti costitutivi 
dell'indirizzo seguito e in cinque insegnamenti opzionali del triennio, e aver 
inoltre superato la prova di lingua inglese. 
Il diploma di laurea reca l'indicazione dell'indirizzo seguito nel triennio. 
------------------------ 
(24/b) Tabella aggiunta dall'art. 1, D.P.R. 11 maggio 1971, n. 452 (Gazz. Uff. 
21 luglio 1971, n. 183) e poi così sostituita dal D.P.R. 6 febbraio 1985, n. 
216, riportato al n. C/XXVI. 
 





Tabella XVI (24/c) 
Laurea in lingue e letterature straniere 
------------------------ 
(24/c) Vedi, ora, la tab. IX, allegata al presente decreto, che ha sostituito la 
precedente tab. IX, la tabella XIII-bis e la tab. XVI, per effetto del D.P.R. 3 
settembre 1989, riportato al n. C/XXXVI. 
 





Tabella XVII (24/d) 
Diploma di abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari 
Durata del corso degli studi: tre anni. 
Titoli di ammissione: diploma di abilitazione magistrale e concorso. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Pedagogia (triennale). - 2. Lingua e letteratura 
italiana (biennale). - 3. Lingua e letteratura latina (biennale). - 4. Storia 
(biennale). - 5. Geografia (biennale). - 6. Storia della filosofia (biennale). - 
7. Istituzioni di diritto pubblico e legislazione scolastica. - 8. Igiene. 
Insegnamenti complementari. - 1. Lingua moderna straniera a scelta (biennale). 
Il concorso di ammissione consiste: 
a) nella valutazione dei voti riportati, agli esami per il conseguimento del 
diploma di abilitazione magistrale, nel gruppo delle materie letterarie e nella 
filosofia e pedagogia; 
b) in una prova scritta di cultura generale per cui sono concesse sei ore di 
tempo. 
Lo studente deve sostenere una prova scritta di pedagogia, una di italiano ed 
una della lingua straniera prescelta. 
Per conseguire il diploma lo studente deve aver seguito i corsi e superato gli 
esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed in quello complementare. 
------------------------ 
(24/d) Vedi la nota 23/a. 
 





Tabella XVIII (25) 
Corso di laurea in medicina e chirurgia 
A) Titolo di ammissione 
Titolo di ammissione al corso di laurea è quello previsto dal primo comma 
dell'art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n. 910. 
------------------------ 
(25) Così sostituita dal D.P.R. 28 febbraio 1986, n. 95, riportata al n. 
C/XXVIII. 
 





B) Scopo, durata ed articolazione del corso 
La durata del corso di studi in medicina e chirurgia è di sei anni e comporta 
non meno di 5500 ore di attività didattico-formativa (teorica e teorica-pratica, 
comprensiva questa dell'attività pratica guidata, dell'attività seminariale e di 
quella tutoriale). 
Fermo restando l'obbligo delle anzidette cinquemilacinquecento ore totali le 
singole facoltà hanno la possibilità di modificare rispetto all'ordinamento 
tabellare la ripartizione delle ore di didattica tra le varie aree 
didattico-formative e pertanto anche la ripartizione tra il monte ore del primo 
triennio e quello del secondo ai sensi delle leggi 11 dicembre 1969, n. 910 e 30 
novembre 1970, n. 924 (25/a). Il corso di studi è suddiviso in due cicli 
triennali per un totale di dodici semestri. 
Lo studente alla fine del primo ciclo triennale deve dimostrare, attraverso le 
verifiche di profitto, di aver acquisito: 
a) una solida cultura biologica con adeguate conoscenze di metodologia 
scientifica, ivi compresi i principi relativi alla misura delle funzioni 
biologiche, alla valutazione dei fatti scientifici ed all'analisi dei dati; 
b) una buona conoscenza di fisiopatologia umana e dei rapporti tra ambiente 
fisico e sociale dell'uomo e del suo stato di salute; 
c) la comprensione delle cause e dei meccanismi delle fondamentali alterazioni 
delle funzioni biologiche nell'uomo. 
Al termine del corso di laurea lo studente deve dimostrare, attraverso le 
verifiche di profitto, di possedere l'atteggiamento scientifico, le nozioni 
fondamentali, le capacità e l'esperienza sufficiente per eseguire l'esame di un 
paziente, effettuare esami di laboratorio, saper decidere sull'opportunità di 
esami o analisi speciali, essere in grado di stabilire misure terapeutiche 
(comprese le prime misure d'urgenza e le più semplici cure di pronto soccorso), 
formulare la probabile diagnosi delle malattie più comuni per frequenza o per 
rischio, essere in grado di comunicare con chiarezza ed umanità con pazienti e 
familiari, prendere misure preventive di tutela e promozione della salute, 
conoscere la normativa e la legislazione sanitaria e saper rispettare gli 
aspetti etici della medicina. Deve infine possedere le basi metodologiche e 
culturali per l'ulteriore specializzazione professionale e per la formazione 
permanente. 
------------------------ 
(25/a) Comma aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 ottobre 
1989, n. 246). 
 





C) Aree didattico-formative, corsi integrati, discipline 
Ciascun ciclo triennale si articola in aree didattico-formative. Ogni area è 
definita: 
a) dagli obiettivi didattico-formativi propri di ciascuna area; 
b) dai corsi integrati che obbligatoriamente appartengono all'area e la 
caratterizzano; 
c) dalle discipline proprie dei corsi integrati; 
d) dal numero minimo di ore di didattica relative a ciascuna area. 
Sono comunque irrinunciabili gli obiettivi didattico-formativi propri di 
ciascuna area ed il numero minimo di ore relativo a ciascuna area. 
Le ore di didattica del corso di laurea comprendono l'attività didattica 
formale, l'attività didattica teorico-pratica e l'attività didattica 
integrativa. L'attività didattica teorico-pratica dovrà rappresentare, in linea 
di massima, almeno un terzo dell'intero ammontare della didattica nel primo 
triennio e di 2/3 di esso nel secondo triennio ed include l'attività tutoriale, 
l'attività pratica guidata (laboratorio, attività assistenziale e l'attività 
seminariale). L'attività tutoriale sarà effettuata mediante l'affidamento di 
piccoli gruppi di studenti a singoli docenti. L'attività didattica integrativa 
potrà essere svolta anche presso strutture e da personale del Servizio sanitario 
nazionale dopo stipula di apposite convenzioni. 
L'insegnamento si svolge per corsi integrati. Essi sono organizzati per 
raggiungere gli obiettivi indicati nelle singole aree. Il corso integrato è 
impartito da uno o più docenti della stessa disciplina e/o di discipline affini. 
I corsi integrati, se non corrispondenti ad una singola specifica disciplina di 
stessa denominazione, non danno luogo a titolarietà dei docenti. 
Le discipline corrispondono alla titolarietà dei docenti. Le discipline elencate 
nella tabella come afferenti ai vari corsi integrati non sono obbligatorie e 
pertanto non devono essere necessariamente tutte attivate. Il consiglio di 
facoltà, sentito il consiglio di corso di laurea, attiva le discipline 
necessarie per realizzare il corso integrato. Le discipline attivate concorrono 
necessariamente al corso integrato, nei limiti delle ore di didattica attribuite 
a ciascuna di esse dai consigli di corso di laurea e di facoltà per le 
rispettive competenze. 
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D) Corsi monografici 
Il consiglio di corso di laurea annualmente registra la disponibilità dei 
professori di ruolo a svolgere corsi monografici di approfondimento nell'ambito 
dei corsi integrati. Tali corsi monografici, compresi nel monte ore destinato 
all'attività didattica teorico-pratica del corso integrato, vengono 
effettivamente attivati ove raggiungano un numero minimo di iscritti. Ogni 
studente può frequentare non oltre otto corsi monografici nell'intero corso di 
laurea, e non più di tre corsi monografici nell'ambito di ciascun corso 
integrato. La relativa verifica di profitto costituisce "credito" in relazione 
al corso integrato medesimo. I corsi monografici saranno valutati ai fini del 
punteggio previsto dall'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 
162/82 e dal decreto ministeriale 16 settembre 1982 per i concorsi di ammissione 
alle scuole di specializzazione. La valutazione corrisponde al voto di esame 
relativo al corso integrato ai quali afferisce il corso monografico. 
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E) Esami 
Gli esami sono effettuati al termine di ciascun semestre per ciascuno dei corsi 
integrati previsti nello stesso semestre (25/b). 
Gli esami sono sostenuti, di regola, nei mesi di febbraio e giugno-luglio e nel 
periodo 10 settembre-10 ottobre. Ciascuna sessione non può avere durata 
superiore a venti giorni. La sessione autunnale, ed il prolungamento di essa 
nell'appello di febbraio sono riservati alle prove di recupero. 
Le prove di esame possono essere orali e/o scritte con domande a risposta 
singola o multipla, con brevi elaborati o con soluzioni di problemi clinici. Nel 
determinare il voto di esame, il docente potrà avvalersi delle valutazioni di 
profitto in itinere durante lo svolgimento dei corsi. Il profitto realizzato 
nell'attività tutoriale dovrà essere necessariamente valutato nella verifica di 
profitto di ciascun corso integrato. 
Il numero delle verifiche di profitto è fissato in dodici nel primo triennio e 
in ventiquattro nel secondo triennio per un totale di trentasei nell'intero 
corso di laurea. Tale numero viene raggiunto accorpando per una verifica di 
profitto contestuale più corsi integrati dello stesso semestre. I consigli di 
corso di laurea ed i consigli di facoltà per le rispettive competenze, 
stabiliscono quali corsi integrati debbano dar luogo ad esami contestuali. Tali 
esami contestuali non potranno essere relativi a corsi integrati il cui 
svolgimento comporti nel semestre oltre duecentocinquanta ore di didattica 
(25/c). 
Le commissioni di esame sono costituite dai docenti che hanno afferito al corso 
integrato: nel caso di verifiche di profitto contestuali il preside costituisce 
le commissioni di profitto utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le 
norme dettate dall'art. 160 del testo unico e dell'art. 42 del regolamento 
studenti. 
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(25/b) Comma così modificato dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 
ottobre 1989, n. 246). 
(25/c) Comma così sostituito dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 
ottobre 1989, n. 246). 
 





F) Corso di lingua inglese con orientamento medico-scientifico (25/d) 
Lo studente dovrà seguire il corso di " lingua inglese con orientamento 
medico-scientifico " che le università attiveranno tenendo conto che il corso 
stesso dovrà avere riferimento precipuo ai problemi inerenti al corso di laurea. 

L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi 
scientifici, sarà effettuato entro il primo triennio. 
Il corso di lingua inglese con orientamento medico scientifico fa parte 
integrante dell'ordinamento didattico universitario della facoltà di medicina e 
chirurgia (25/e). 
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(25/d) Così sostituito dall'articolo unico, D.P.R. 21 dicembre 1988 (Gazz. Uff. 
3 maggio 1989, n. 101). 
(25/e) Comma aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 ottobre 
1989, n. 246). 
 





G) Esame di laurea 
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente deve aver seguito 
tutti i corsi integrati previsti dal piano di studi approvato dalla facoltà per 
almeno 5500 ore di didattica e aver superato i relativi esami. Per le modalità 
di svolgimento dell'esame di laurea si applicano le disposizioni vigenti. 
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H) Tirocinio post-laurea 
Per essere ammessi a sostenere l'esame di abilitazione all'esercizio 
professionale, i laureati in medicina e chirurgia devono aver compiuto, dopo il 
conseguimento della laurea, un tirocinio pratico continuativo presso cliniche 
universitarie o presso presidi del Servizio sanitario nazionale o equiparati 
aventi i requisiti di idoneità di cui al decreto interministeriale 9 novembre 
1982, della durata di almeno sei mesi. 
Il numero dei posti per tirocinanti presso le cliniche universitarie o presso i 
presidi del Servizio sanitario nazionale o equiparati, è fissato entro il 30 
aprile di ogni anno, in relazione alla disponibilità di posti dichiarata dalle 
facoltà mediche, sentite le unità sanitarie locali e gli altri istituti ed enti 
aventi i prescritti requisiti di idoneità. Con lo stesso decreto sono stabilite 
le modalità di iscrizione per lo svolgimento del tirocinio. 
Durante il periodo di tirocinio i laureati in medicina e chirurgia sono 
autorizzati ad esercitare le attività necessarie per il conseguimento di una 
adeguata preparazione professionale presso le cliniche ed i presidi presso cui 
svolgono il tirocinio. 
Per svolgere detto tirocinio il laureato in medicina e chirurgia dovrà 
frequentare, per il periodo di tempo indicato, i seguenti reparti: 
due mesi in medicina generale; 
un mese in chirurgia generale; 
un mese in ostetricia, ginecologia, pediatria; 
un mese in pronto soccorso; 
un mese in laboratorio (25/f). 
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(25/f) Comma aggiunto dall'articolo unico, D.P.R. 13 marzo 1989 (Gazz. Uff. 18 
luglio 1989, n. 166). 
 





I) Programmazione annuale, piani di studio e ripartizione semestrale dei corsi 
integrati 
Programmazione annuale, piani di studio 
Nell'ambito della programmazione prevista dagli articoli 10 e 94 del decreto del 
Presidente della Repubblica n. 382/80, i consigli di corso di laurea e quelli di 
facoltà, per le rispettive competenze, prima dell'inizio di ciascun anno 
accademico, stabiliscono le modalità del coordinamento didattico di ciascuna 
area didattico-formativa e di ciascun corso integrato. Essi stabiliscono 
altresì: 
a) la ripartizione delle ore di didattica tra i vari corsi integrati 
caratterizzanti ciascuna area; 
b) la ripartizione delle ore di didattica tra i docenti afferenti alle varie 
discipline attivate in ciascun corso integrato. 
Ai sensi dell'art. 3 del regolamento generale universitario, tali ripartizioni 
saranno pubblicate nel manifesto annuale degli studi. 
I consigli di corso di laurea e quelli di facoltà, per le rispettive competenze, 
debbono tener conto, nella programmazione delle attività didattiche, della 
necessità di raccordare la formazione del laureato in medicina alle esigenze del 
Servizio sanitario nazionale, secondo indirizzi formulati di intesa tra il 
Ministro della pubblica istruzione e il Ministro della sanità. I predetti 
consigli sono tenuti a valutare criticamente con frequenza triennale in 
un'apposita relazione i risultati ottenuti nell'applicazione degli anzidetti 
indirizzi. 
Ai sensi dell'art. 2 della L. 11 dicembre 1969, n. 910, e dell'art. 4 della L. 
30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi diverso 
da quello consigliato dalla facoltà e previsto dal manifesto degli studi, purché 
nell'ambito delle discipline attivate e nel rispetto del numero di ore dei corsi 
relativo a ciascuna area didattico-formativa. Il consiglio di corso di laurea 
valuterà la congruità del piano di studi proposto dallo studente con il 
raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi previsti dalla presente 
tabella. 
I consigli di corso di laurea e i consigli di facoltà per le rispettive 
competenze possono predisporre, all'inizio di ogni anno accademico, ai sensi 
delle leggi 11 ottobre 1969, n. 910 e 30 novembre 1970, n. 924, uno o più piani 
di studio alternativi a quello tabellare. In tali piani di studio possono essere 
esclusi anche, per motivate ragioni, alcuni corsi integrati, fino a un massimo 
di tre nell'intero corso di laurea. Qualora un corso integrato non fosse incluso 
in alcun piano di studio consigliato dalla facoltà esso potrà non essere 
attivato. Analoga possibilità è riservata allo studente fatte salve le 
limitazioni previste nel precedente comma. 
Il consiglio di facoltà ed il consiglio di corso di laurea programmano 
annualmente, per le rispettive competenze la distribuzione del carico didattico 
tra i docenti ai sensi degli artt. 7, 9, 10 e 94 del D.P.R. n. 382/80. 
Ripartizione dei corsi integrati in semestri 
Ai sensi del quarto comma dell'articolo 7 del D.P.R. n. 382/80, la didattica del 
corso di laurea in medicina e chirurgia è organizzata per ciascun anno di corso 
in due cicli coordinati di durata inferiore all'anno. Ciascun ciclo, di seguito 
indicato convenzionalmente quale "semestre", ha durata minima di 
quattordici-quindici settimane. Di regola il primo "semestre" di attività 
didattica si svolge dal mese di ottobre a quello di gennaio incluso; il secondo 
"semestre" dal mese di marzo al mese di giugno incluso. 
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L) Norme finali e transitorie 
All'atto dell'inserimento del presente ordinamento tabellare nello statuto delle 
rispettive Università, le facoltà possono: 
a) richiedere il non inserimento nello statuto di una o più discipline, incluse 
nella presente tabella, proprie di ciascun corso integrato, a condizione che 
permanga almeno una delle discipline di titolarità proprie di ciascun corso; 
b) richiedere l'inserimento nello statuto di un limitato numero di discipline 
caratterizzanti gli indirizzi scientifico-culturali propri della facoltà. Le 
discipline aggiuntive dovranno essere inserite in uno dei corsi integrati 
previsti dall'ordinamento tabellare nazionale ed i contenuti di esse non 
dovranno costituire né ripetizione né parte preminente di discipline già 
rappresentate in tale ordinamento. Tali discipline vengono inserite nello 
statuto, previo esplicito parere favorevole del Consiglio universitario 
nazionale, secondo la procedura prevista dall'art. 17 del testo unico (R.D. 31 
agosto 1933, n. 1952). 
È fatta salva la possibilità di successive modifiche dello statuto secondo la 
normativa attualmente vigente. 
I docenti attualmente titolari di discipline non comprese nella presente tabella 
possono optare per una delle seguenti possibilità: 
1) richiedere il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo 
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale; il 
passaggio, corredato da motivato parere consultivo del consiglio di corso di 
laurea e del consiglio di facoltà per le rispettive competenze, è disposto dal 
Ministro della pubblica istruzione con apposito provvedimento; 
2) richiedere il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità 
presente nel nuovo ordinamento e riconosciuta affine a quella di attuale 
titolarità dal Consiglio universitario nazionale; anche in tal caso il 
passaggio, corredato da motivato parere consultivo dei consigli di corso di 
laurea e di facoltà, è disposto dal Ministro della pubblica istruzione con 
apposito provvedimento su parere conforme del CUN. 
I titolari di discipline comprese nella presente tabella possono richiedere il 
passaggio in una disciplina di titolarità affine, introdotta nella tabella XVIII 
con la presente revisione e della quale pertanto manchino i titolari. Il 
passaggio è disposto dal Ministro della pubblica istruzione con apposito 
provvedimento su parere conforme del CUN. 
Nei primi anni di applicazione delle nuove norme, i consigli di corso di laurea 
e quelli di facoltà per le rispettive competenze, nell'esprimere i motivati 
pareri consultivi di cui ai precedenti commi, debbono garantire, a seguito delle 
opzioni esercitate, l'equilibrata distribuzione dei docenti tra i vari corsi 
integrati e le varie discipline, tenendo presente la domanda didattica globale 
richiesta per ciascun corso integrato e per ciascun semestre. 
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Schema 1° 
Aree didattico-formative del corso di laurea in medicina e chirurgia (25/g) 
Aree del primo ciclo triennale 
1. Area della metodologia sperimentale applicata agli studi medici. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere capace di applicare il metodo sperimentale allo studio 
dei fenomeni della vita, dimostrando di conoscere e di saper utilizzare i 
principi fondamentali della fisica, statistica, matematica, informatica, 
biologia e genetica relativi all'analisi qualitativa e quantitativa dei fenomeni 
biologici, con particolare riguardo a quelli fondamentali per le scienze 
mediche. 
Corsi integrati: 
fisica; 
statistica e matematica; 
biologia; 
genetica. 
Discipline: 
fisica (corso integrato): 
fisica; 
fisica medica; 
statistica e matematica (corso integrato): 
statistica medica e biometria; 
biomatematica; 
biologia (corso integrato): 
biologia cellulare; 
biologia generale; 
psicologia; 
genetica (corso integrato): 
genetica umana; 
genetica generale applicata alle scienze biomediche. 
Numero di ore 350. 
2. Area della morfologia umana macroscopica, microscopica e ultrastrutturale. 
Obiettivi: 
lo studente deve dimostrare di comprendere l'organizzazione strutturale del 
corpo umano, dal livello macroscopico a quello microscopico ed ultrastrutturale, 
ed i meccanismi attraverso i quali tale organizzazione si realizza nel corso 
dello sviluppo; deve altresì poter riconoscere le caratteristiche morfologiche 
essenziali dei tessuti, delle cellule e delle strutture subcellulari normali 
dell'organismo umano. 
Corsi integrati: 
istologia ed embriologia; 
anatomia. 
Discipline: 
istologia ed embriologia (corso integrato): 
istologia; 
istochimica; 
citologia; 
citologia molecolare; 
embriologia; 
anatomia (corso integrato): 
anatomia umana; 
anatomia topografica; 
anatomia radiologica; 
anatomia clinica; 
neuroanatomia. 
Numero di ore 400. 
3. Area della struttura, funzione e metabolismo delle molecole di interesse 
biologico. 
Obiettivi: 
lo studente deve dimostrare di aver compreso i fondamentali meccanismi dei 
fenomeni biologici normali a livello cellulare, subcellulare e molecolare; deve 
altresì essere in grado almeno di descrivere e spiegare i fondamenti delle 
principali metodologie di laboratorio capaci di verificare e quantizzare i 
fenomeni biologici di essenziale significato per le scienze mediche. 
Corsi integrati: 
chimica e propedeutica biochimica; 
biochimica. 
Discipline: 
chimica e propedeutica biochimica (corso integrato): 
chimica applicata alle scienze biomediche; 
propedeutica biochimica; 
biochimica (corso integrato): 
chimica biologica; 
enzimologia; 
biologia molecolare; 
biochimica cellulare; 
biochimica sistematica umana; 
biochimica applicata. 
Numero di ore 400. 
4. Area delle funzioni biologiche integrate: organi ed apparati umani. 
Obiettivi: 
lo studente deve dimostrare di aver compreso il funzionamento dei diversi organi 
del corpo umano, la loro dinamica integrazione negli apparati, i meccanismi 
generali di controllo delle funzioni di essi in condizioni normali, ed i 
principali reperti funzionali nell'uomo sano; deve inoltre dimostrare di 
possedere sia gli elementi per valutare i principali parametri fisiologici 
nell'uomo, sia i principi fondamentali della biofisica applicata alle scienze 
mediche e delle principali tecnologie e strumentazioni pertinenti allo sviluppo 
attuale delle scienze biomediche. 
Corsi integrati: 
fisiologia; 
biofisica e tecnologie biomediche. 
Discipline: 
fisiologia (corso integrato): 
fisiologia umana; 
fisiologia della nutrizione; 
neurofisiologia; 
fisiologia applicata; 
fisiologia dello sport; 
biofisica e tecnologie biomediche (corso integrato): 
biofisica; 
informatica medica; 
strumentazione biomedica; 
tecnologie biomediche; 
fisica sanitaria. 
Numero di ore 350. 
5. Area della patologia cellulare e molecolare, patologia delle funzioni 
biologiche integrate (raccordo biologico-clinico). 
Obiettivi: 
lo studente deve dimostrare di aver compreso le cause determinanti ed i 
meccanismi patogenetici delle malattie dell'uomo, il rapporto tra microrganismi 
e ospiti nelle malattie da infezione, nonché l'etiopatogenesi delle alterazioni 
fondamentali delle strutture, delle funzioni e dei meccanismi di controllo ai 
vari livelli di integrazione. 
Corsi integrati: 
patologia generale; 
immunologia; 
fisiopatologia generale ed applicata; 
microbiologia. 
Discipline: 
patologia generale (corso integrato): 
patologia generale; 
citopatologia; 
patologia molecolare; 
oncologia; 
patologia genetica; 
immunologia (corso integrato): 
immunologia; 
immunoematologia; 
immunopatologia; 
fisiopatologia generale ed applicata (corso integrato): 
patologia generale; 
fisiopatologia generale; 
fisiopatologia clinica; 
fisiopatologia endocrina e del metabolismo; 
microbiologia (corso integrato): 
microbiologia; 
micologia medica; 
virologia; 
parassitologia. 
Numero di ore 600. 
6. "Tirocinio elettivo" di ricerca sperimentale o di frequenza in strutture 
sanitarie. 
Obiettivi: 
lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito alcuni dei principi fondamentali 
della ricerca scientifica anche bibliografica. In particolare dovrà essere 
capace di: 
a) disegnare un esperimento atto a fornire una risposta ad un interrogativo 
biologico in un campo a sua scelta; 
b) condurre direttamente (o almeno in collaborazione) le operazioni previste dal 
disegno dell'esperimento; 
c) interpretare criticamente i risultati sperimentali ottenuti. 
Lo studente - ove venga deliberato dal consiglio di corso di laurea (o di 
facoltà) - può in alternativa frequentare reparti di degenza o strutture 
ambulatoriali. 
Contenuti tematici: 
frequenza in istituto o dipartimento, con finalità dirette alla ricerca 
scientifica. Approccio alla ricerca, sia di laboratorio che bibliografica, in 
disciplina del primo o del secondo triennio rivolta alla acquisizione delle 
metodologie proprie della ricerca sperimentale in quanto utili per l'esercizio 
della professione medica. Le singole facoltà possono sostituire per tutti gli 
studenti o per parte di essi, il tirocinio elettivo di ricerca sperimentale con 
un periodo di frequenza in reparto di degenza o altro servizio assistenziale 
finalizzata all'apprendimento della metodologia dell'approccio al malato. 
Numero di ore 100 (da documentare a cura dell'istituto o dipartimento). 
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(25/g) Schema così sostituito dall'art. 2, D.P.R. 24 maggio 1989 (Gazz. Uff. 20 
ottobre 1989, n. 246). 
 





Aree del secondo ciclo triennale 
7. Area della metodologia dell'approccio clinico, terapeutico, preventivo e 
riabilitativo. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere in grado di: 
a) realizzare una comunicazione adeguata con il paziente; 
b) rilevare e comprendere il significato delle alterazioni dei reperti fisici e 
funzionali nell'uomo; 
c) valutare criticamente sia il valore delle metodologie pertinenti alla 
medicina di laboratorio, sia il significato dei dati da essa ottenibili relativi 
alle condizioni patologiche dell'uomo. 
Corsi integrati: 
medicina di laboratorio; 
metodologia clinica. 
Discipline: 
medicina di laboratorio (corso integrato): 
biochimica clinica; 
patologia clinica; 
microbiologia clinica; 
semeiotica funzionale e strumentale; 
metodologia clinica (corso integrato): 
semeiotica e metodologia medica; 
semeiotica e metodologia chirurgica; 
psicologia medica; 
storia della medicina; 
metodologia epidemiologica e igiene; 
metodologia epidemiologica clinica. 
Numero di ore 300. 
8. Area della patologia sistematica ed integrata medico-chirurgica. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere capace di identificare, integrando le informazioni 
derivanti dallo studio clinico, nosografico e fisiopatologico, gli elementi 
caratteristici delle varie malattie e delle alterazioni d'organo e d'apparato. 
Corsi integrati: 
anatomia patologica I (propedeutica e sistematica); 
malattie dell'apparato digerente; 
malattie dell'apparato respiratorio; 
malattie dell'apparato cardiovascolare; 
malattie del rene e delle vie urinarie; 
malattie del sistema endocrino e del metabolismo; 
malattie del sangue e degli organi emopoietici; 
malattie del sistema immunitario e reumatologia; 
malattie infettive; 
medicina interna e chirurgia generale. 
Discipline: 
anatomia patologica I (propedeutica e sistematica) (corso integrato): 
anatomia ed istologia patologica; 
morfologia dei tumori; 
malattie dell'apparato digerente (corso integrato): 
gastroenterologia; 
chirurgia dell'apparato digerente; 
chirurgia generale; 
malattie dell'apparato respiratorio (corso integrato): 
malattie dell'apparato respiratorio; 
fisiopatologia respiratoria; 
chirurgia toracica; 
malattie dell'apparato cardiovascolare (corso integrato): 
cardiologia; 
cardiochirurgia; 
chirurgia vascolare; 
angiologia; 
malattie del rene e delle vie urinarie (corso integrato): 
nefrologia; 
urologia; 
malattie del sistema endocrino e del metabolismo (corso integrato): 
endocrinologia; 
malattie del metabolismo; 
endocrinochirurgia; 
malattie del sangue e degli organi emopoietici (corso integrato): 
ematologia; 
malattie del sistema immunitario e reumatologia (corso integrato): 
immunologia clinica e allergologia; 
reumatologia; 
malattie infettive (corso integrato): 
malattie infettive; 
malattie tropicali; 
parassitologia clinica; 
medicina interna e chirurgia generale (corso integrato): 
medicina interna I; 
chirurgia generale I. 
Numero di ore 875. 
9. Area delle scienze del comportameno umano. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere in grado di analizzare e comprendere il comportamento 
della persona umana in relazione ai problemi di salute e di malattia e: 
a) riconoscere le alterazioni comportamentali e psichiche; 
b) spiegarne le cause etiologiche ed i meccanismi patogenetici; 
c) indicarne gli indirizzi terapeutici di prevenzione e assistenziali. 
Corsi integrati: 
psichiatria e psicologia clinica. 
Discipline: 
psichiatria e psicologia clinica (corso integrato): 
psichiatria; 
psicoterapia; 
psicologia clinica; 
igiene mentale. 
Numero di ore 125. 
10. Area delle scienze neurologiche. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere in grado di: 
a) riconoscere, mediante lo studio fisiopatologico e clinico le alterazioni del 
sistema nervoso; 
b) spiegarne le cause etiologiche ed i meccanismi patogenetici; 
c) indicarne gli indirizzi terapeutici. 
Corsi integrati: 
malattie del sistema nervoso. 
Discipline: 
malattie del sistema nervoso (corso integrato): 
neurologia; 
neurofisiopatologia; 
neurochirurgia; 
neuroradiologia; 
riabilitazione neurologica. 
Numero di ore 100. 
11. Area delle specialità medico-chirurgiche. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere capace di: 
a) riconoscere ed eventualmente diagnosticare le più frequenti forme di 
patologia oculare, dell'orecchio, del naso, della faringe e della laringe, del 
cavo orale e del complesso facciale, della cute e dell'apparato locomotore; 
b) dimostrare di conoscerne i principi terapeutici fondamentali anche in 
relazione ad altri sistemi od apparati. 
Corsi integrati: 
malattie odontostomatologiche e del cavo orale; 
malattie dell'apparato visivo; 
malattie dell'apparato locomotore; 
malattie otorinolaringoiatriche; 
malattie cutanee e veneree e chirurgia plastica. 
Discipline: 
malattie odontostomatologiche (corso integrato): 
odontostomatologia; 
chirurgia maxillo-facciale; 
malattie dell'apparato visivo (corso integrato): 
oftalmologia; 
ottica fisiopatologica; 
malattie dell'apparato locomotore (corso integrato): 
ortopedia e traumatologia; 
chirurgia della mano; 
medicina fisica e riabilitazione; 
malattie otorinolaringoiatriche (corso integrato): 
otorinolaringoiatria; 
audiologia; 
foniatria; 
malattie cutanee e veneree e chirurgia plastica (corso integrato): 
dermatologia; 
chirurgia plastica e ricostruttiva; 
dermatologia allergologica e professionale; 
venereologia. 
Numero di ore 250. 
12. Area della medicina clinica. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere capace di valutare e di affrontare nel singolo individuo 
lo stato di salute, sotto l'aspetto preventivo, diagnostico, terapeutico e 
riabilitativo ed integrare gli apporti della patologia sistematica e della 
medicina specialistica in una visione unitaria dell'uomo ammalato. 
Corsi integrati: 
medicina interna; 
chirurgia generale; 
oncologia clinica; 
geriatria. 
Discipline: 
medicina interna (corso integrato): 
medicina interna II; 
terapia medica; 
genetica medica; 
nutrizione clinica; 
medicina termale; 
chirurgia generale (corso integrato): 
chirurgia generale II; 
oncologia clinica (corso integrato): 
oncologia medica; 
oncologia radioterapica; 
chirurgia generale; 
medicina interna; 
geriatria (corso integrato): 
geriatria e gerontologia; 
chirurgia geriatrica. 
Numero di ore 600. 
13. Area di farmacoterapia e tossicologia. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere in grado di: 
a) dimostrare di conoscere il meccanismo di azione, il metabolismo e gli effetti 
dei farmaci; 
b) dimostrare le applicazioni terapeutiche e la tossicità dei farmaci. 
Corsi integrati: 
farmacologia generale; 
farmacologia speciale. 
Discipline: 
farmacologia generale (corso integrato): 
farmacologia I; 
farmacologia cellulare e molecolare; 
farmacologia speciale (corso integrato): 
farmacologia II; 
chemioterapia; 
tossicologia; 
neuropsicofarmacologia. 
Numero di ore 150. 
14. Area della pediatria generale e specialistica. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere capace di valutare ed affrontare, sotto l'aspetto 
preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, i problemi generali della 
salute e della patologia nell'età neonatale, nell'infanzia e nell'adolescenza, 
nonché i problemi principali, per frequenza e per rischio, della patologia 
specialistica pediatrica. 
Corsi integrati: 
pediatria generale e specialistica (medicina dell'età neonatale, dell'infanzia, 
dell'adolescenza). 
Discipline: 
pediatria generale e specialistica (corso integrato): 
pediatria; 
chirurgia pediatrica; 
neuropsichiatria infantile; 
neonatologia; 
terapia pediatrica speciale; 
pediatria preventiva e sociale. 
Numero di ore 200. 
15. Area della ginecologia ed ostetricia. 
Obiettivi e contenuti: 
lo studente deve essere capace di: 
a) identificare le caratteristiche fisiologiche ed endocrinologiche, normali e 
patologiche, connesse con il processo riproduttivo e le tematiche psicologiche 
legate ad esso; 
b) riconoscere ed affrontare i problemi clinici riguardanti la tutela della 
procreazione e la morbilità perinatale; 
c) porre in atto un'opera di prevenzione e di diagnosi precoce della patologia 
tumorale nella donna. 
Corsi integrati: 
ginecologia ed ostetricia. 
Discipline: 
ginecologia ed ostetricia (corso integrato): 
ginecologia ed ostetricia; 
fisiopatologia della riproduzione umana; 
ginecologia endocrinologica; 
ginecologia oncologica; 
medicina dell'età prenatale. 
Numero di ore 150. 
------------------------ 
 





16. Area della patologia applicata e correlazioni anatomo-cliniche. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere in grado di correlare i quadri morfologici con quelli 
clinici e sapersi avvalere dei reperti diagnostici della anatomia ed istologia 
patologica nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. 
Corsi integrati: 
anatomia patologica II. 
Discipline: 
anatomia patologica II (corso integrato): 
anatomia ed istologia patologica; 
diagnostica isto-e cito-patologica; 
diagnostica ultrastrutturale; 
istochimica ed immunoistochimica patologica. 
Numero di ore 100. 
17. Area della diagnostica per immagini e della radioterapia. 
Obiettivi: 
lo studente deve sapersi avvalere delle indagini per immagini nella diagnostica 
delle forme morbose e conoscere le indicazioni per l'uso terapeutico di 
radiazioni e traccianti radioattivi. 
Corsi integrati: 
diagnostica per immagini. 
Discipline: 
diagnostica per immagini (corso integrato): 
radiologia; 
radiobiologia; 
radioterapia; 
medicina nucleare; 
anatomia radiologica clinica. 
Numero ore 100. 
18. Area delle emergenze medico-chirurgiche. 
Obiettivi: 
lo studente deve essere in grado di riconoscere e trattare, a livello di primo 
intervento, le situazioni cliniche di emergenza nell'uomo. 
Corsi integrati: 
emergenze medico-chirurgiche. 
Discipline: 
emergenze medico-chirurgiche (corso integrato): 
medicina d'urgenza e pronto soccorso; 
chirurgia d'urgenza e pronto soccorso; 
anestesiologia e rianimazione; 
terapia del dolore; 
terapia intensiva; 
medicina subacquea e iperbarica. 
Numero minimo di ore 100. 
19. Area della medicina e sanità pubblica. 
Obiettivi: 
lo studente deve dimostrare di: 
a) conoscere le norme fondamentali per conservare e promuovere la salute del 
singolo e della comunità, nonché quelle relative ai compiti del medico in tale 
campo; 
b) conoscere le principali malattie professionali e gli atti necessari a 
mantenere e promuovere la salute negli ambienti di lavoro; 
c) conoscere le principali norme legislative che regolano la sanità, le norme 
deontologiche e quelle di responsabilità professionale; 
d) conoscere i principi e le applicazioni della medicina preventiva, curativa e 
riabilitativa a livello delle comunità locali. 
Corsi integrati: 
igiene e sanità pubblica; 
medicina legale; 
medicina del lavoro; 
medicina delle comunitèa. 
Discipline: 
igiene e sanità pubblica (corso integrato): 
igiene; 
programmazione e organizzazione dei servizi sanitari; 
economia sanitaria; 
educazione sanitaria; 
medicina legale (corso integrato): 
medicina legale; 
deontologia ed etica medica; 
psicopatologia forense; 
tossicologia forense; 
criminologia e difesa sociale; 
medicina sociale; 
medicina del lavoro (corso integrato): 
medicina del lavoro; 
igiene industriale; 
medicina delle comunità (corso integrato): 
medicina di comunità; 
igiene ambientale. 
Numero di ore 250. 
------------------------ 
 





Schema 2° 


         Piano di studio tipo a titolo esemplificativo

                             I ANNO

I semestre: 

 Chimica e propedeutica biochimica. . . . . . . . .    ore   125
 Fisica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Statistica e matematica. . . . . . . . . . . . . .     "     75
                                                             ___
                            Totale I semestre . . .    ore   300


II semestre: 

 Biologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   100
 Genetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "     75
 Istologia ed embriologia . . . . . . . . . . . . .     "    125
                                                             ___
                           Totale II semestre . . .    ore   300
                                                             ___
                                Totale I anno . . .    ore   600

                            II ANNO

I semestre: 

 Anatomia I . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   175
 Biochimica I . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    175
                                                             ___
                            Totale I semestre . . .    ore   350


II semestre: 

 Anatomia II. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   100
 Biochimica II. . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Fisiologia II. . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    150
                                                             ___
                           Totale II semestre . . .    ore   350
                                                             ___
                               Totale II anno . . .    ore   700

                            III ANNO

I semestre:

 Fisiologia II. . . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   150
 Biofisica e tecnologie biomediche. . . . . . . . .     "     50
 Microbiologia I. . . . . . . . . . . . . . . . . .     "     50
 Immunologia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Patologia generale I . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
                                                             ___
                            Totale I semestre . . .    ore   450

II semestre: 

 Microbiologia II . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   100
 Patologia generale I . . . . . . . . . . . . . . .     "    150
 Fisiopatologia generale ed applicata . . . . . . .     "    100
 Tirocinio    di    ricerca    sperimentale   (area             
  didattico-formativa). . . . . . . . . . . . . . .     "    100
                                                             ___
                           Totale II semestre . . .    ore   450
                                                             ___
                              Totale III anno . . .    ore   900

                            IV ANNO

I semestre:

 Farmacologia generale. . . . . . . . . . . . . . .    ore   100
 Medicina di laboratorio. . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Metodologia clinica. . . . . . . . . . . . . . . .     "    200
 Malattie infettive . . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
                                                             ___
                            Totale I semestre . . .    ore   500


II semestre:

 Anatomia patologica I. . . . . . . . . . . . . . .    ore   150
 Malattie apparato cardiovascolare. . . . . . . . .     "     75
 Malattie apparato respiratorio . . . . . . . . . .     "    75
 Malattie dell'apparato digerente . . . . . . . . .     "     75
 Malattie del rene e delle vie urinarie . . . . . .     "     75
 Malattie del sistema endocrino e del metabolismo .     "     75
                                                             ___
                           Totale II semestre . . .    ore   525
                                                            ____
                               Totale IV anno . . .    ore  1025

                             V ANNO

I semestre: 

 Malattie del sangue e degli organi emopoietici . .    ore    75
 Malattie del sistema immunitario e reumatologia. .     "     50
 Oncologia clinica. . . . . . . . . . . . . . . . .     "     75
 Diagnostica per immagini . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Anatomia patologica II . . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Medicina interna . . . . . . . . . . . . . . . . .     "     75
 Chirurgia generale . . . . . . . . . . . . . . . .     "     50
                                                             ___
                            Totale I semestre . . .    ore   525


II semestre: 

 Malattie sistema nervoso . . . . . . . . . . . . .    ore    75
 Psichiatria e psicologia clinica . . . . . . . . .     "    150
 Specialità medico-chirurgiche (area didattico-for-
   mativa). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    250
   malattie cutanee e veneree e chirurgia plastica
   malattie otorinolaringoiatriche
   malattie odontostomatologiche
   malattie dell'apparato visivo
   malattie dell'apparato locomotore
 Terapia medica (medicina interna). . . . . . . . .     "     75
   farmacologia speciale
                                                             ___
                           Totale II semestre . . .    ore   550
                                                            ____
                                Totale V anno . . .    ore  1075

                            VI ANNO

I semestre: 

 Medicina interna . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   150
 Chirurgia generale . . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Pediatria generale e specialistica . . . . . . . .     "    200
 Ginecologia ed ostetricia. . . . . . . . . . . . .     "    150
                                                             ___
                            Totale I semestre . . .    ore   600


II semestre: 

 Medicina interna . . . . . . . . . . . . . . . . .    ore   150
 Chirurgia generale . . . . . . . . . . . . . . . .     "    100
 Emergenze medico-chirurgiche . . . . . . . . . . .     "    100
 Medicina di sanità pubblica (area didattico-forma-
   tiva). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .     "    250
   medicina legale
   igiene e sanità pubblica
   medicina del lavoro
   medicina delle comunità
                                                             ___
                           Totale II semestre . . .    ore   600
                                                            ____
                               Totale VI anno . . .    ore  1200
------------------------ 
 





Tabella XVIII-bis (26) (27) (27/a) 
Laurea in odontoiatria e protesi dentaria 
Durata del corso di studi: cinque anni, suddivisi in un biennio ed un triennio. 
Titolo di ammissione: quello consentito dalle vigenti disposizioni di legge. 
Ammissione al corso: nel far luogo all'istituzione del corso di laurea si deve 
tener conto delle strutture disponibili (cliniche e didattiche) per la 
determinazione del numero e delle modalità di accesso degli studenti. 
Le relative decisioni dovranno essere sottoposti al parere vincolante del 
Consiglio universitario nazionale. 
Insegnamenti fondamentali. 
Biennio: 1. Anestesia generale e speciale odontostomatologia (semestrale). - 2*. 
Biologia generale applicata agli studi medici. - 3*. Chimica. - 4*. Chimica 
biologica. - 5. Farmacologia (semestrale). - 6*. Fisica medica. - 7. Fisiologia 
umana e dell'apparato stomatognatico. - 8. Igiene e odontoiatria preventiva e 
sociale con epidemiologia (semestrale). - 9. Istituzioni di anatomia umana 
normale e dell'apparato stomatognatico. - 10. Istituzione di anatomia ed 
istologia patologica (27/a). - 11*. Istologia ed embriologia generale (compresa 
la citologia). - 12. Materiali dentari - 13. Microbiologia (semestrale). - 14. 
Odontoiatria conservatrice (triennale - 2°, 3° e 4° anno). - 15. Patologia 
generale. 
Triennio: 16. Chirurgia speciale odontostomatologica (biennale - 3° e 4° anno). 
- 17. Clinica odontostomatologica (biennale - 4° e 5° anno). - 18. Medicina 
legale e delle assicurazioni e deontologia in odontostomatologia (semestrale). - 
19. Neuropatologia e psicopatologia (semestrale) (27/b). - 20. Ortognatodonzia e 
gnatologia (funzione masticatoria) (biennale - 4° e 5° anno). - 21. 
Parodontologia (biennale - 4° e 5° anno). - 22. Patologia speciale chirurgica e 
propedeutica clinica. - 23. Patologia speciale e medica e metodologia clinica 
(compresa la pediatria) (27/b). - 24. Patologia speciale odontostomatologica. - 
25. Pedodonzia (semestrale). - 26. Protesi dentaria (triennale 3°, 4°, e 5° 
anno). Radiologia generale e speciale odontostomatologica (semestrale). 
Insegnamenti complementari. - 1*. Chirurgia maxillo-facciale. - 2* Dermatologia 
e venerologia (semestrale). - 3*. Otorinolaringoiatria (semestrale), - 4*. 
Statistica sanitaria. - 5*. Psichiatria (semestrale) (27/c). Pediatria 
(semestrale) (27/c). 
Altri insegnamenti complementari nel piano della facoltà sempre mutuati dal 
corso di laurea in medicina e chirurgia (27/d). 
Gli insegnamenti segnati con asterisco sono mutuati dal corso di laurea in 
medicina e chirurgia. 
Gli insegnamenti fondamentali sono teorici e pratici e la loro frequenza è 
obbligatoria. 
Gli insegnamenti specificatamente odontostomatologici di ordine clinico 
comportano anche un tirocinio pratico continuativo da espletare prima di 
sostenere i relativi esami. 
Gli allievi, che non conseguono le attestazioni di frequenza, non possono essere 
ammessi a sostenere le relative prove di esame. 
Il tirocinio pratico, relativo ad ogni insegnamento clinico, deve prevedere da 
parte di componenti dell'organico, un'assistenza didattica adeguata al numero 
degli studenti. 
------------------------ 
(26) Tabella inserita dall'art. 2, D.P.R. 28 febbraio 1980, n. 135, riportato al 
n. C/XX. L'articolo unico della L. 20 marzo 1984, n. 47 (Gazz. Uff. 3 aprile 
1984, n. 93), ha così disposto: 
"Gli studenti del triennio del corso di laurea in odontoiatria e protesi 
dentaria sono autorizzati ad espletare, sotto il controllo e le direttive del 
personale docente degli insegnamenti specificatamente odontostomatologici, le 
esercitazioni cliniche ed il tirocinio pratico di cui alla tabella XVIII-bis 
dell'ordinamento didattico universitario, annessa al R.D. 30 settembre 1938, n. 
1652, e successive modificazioni, necessari per essere ammessi a sostenere 
l'esame di laurea. 
Per la copertura dei rischi per responsabilità civile connessi allo svolgimento 
della predetta attività pratica, i consigli di amministrazione delle università 
stipulano apposite polizze di assicurazione stabilendo la quota parte a carico 
degli studenti e rimanendo la residua parte a carico del bilancio 
universitario". 
(27) Il D.P.R. 31 ottobre 1981, n. 1089 (Gazz. Uff. 24 marzo 1982, n. 81), ha 
disposto che la tabella XVIII-bis è modificata nel senso che sono soppressi 
tutti gli asterischi apposti sia agli insegnamenti fondamentali, sia agli 
insegnamenti complementari. 
(27/a) Il D.P.R. 22 dicembre 1982, n. 1143 (Gazz. Uff. 18 marzo 1983, n. 76), ha 
così disposto: 
"Articolo unico. La tabella XVIII-bis dell'ordinamento didattico universitario, 
annessa al R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, relativa al corso di laurea in 
odontoiatria e protesi dentaria, è modificata nel senso che l'insegnamento 
fondamentale del biennio n. 10 "istituzioni di anatomia patologica" passa al 
triennio con il n. 16, con la conseguente variazione della numerazione degli 
insegnamenti contrassegnati con i numeri 11, 12, 13, 14 e 15 del biennio e 16 
del triennio che diventano rispettivamente numeri 10, 11, 12, 13 e 14 nel 
biennio e 15 nel triennio". 
(27/a) Il D.P.R. 22 dicembre 1982, n. 1143 (Gazz. Uff. 18 marzo 1983, n. 76), ha 
così disposto: 
"Articolo unico. La tabella XVIII-bis dell'ordinamento didattico universitario, 
annessa al R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, relativa al corso di laurea in 
odontoiatria e protesi dentaria, è modificata nel senso che l'insegnamento 
fondamentale del biennio n. 10 "istituzioni di anatomia patologica" passa al 
triennio con il n. 16, con la conseguente variazione della numerazione degli 
insegnamenti contrassegnati con i numeri 11, 12, 13, 14 e 15 del biennio e 16 
del triennio che diventano rispettivamente numeri 10, 11, 12, 13 e 14 nel 
biennio e 15 nel triennio". 
(27/b) L'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII ha disposto 
che gli insegnamenti del triennio: 
19) neuropatologia e psicopatologia (semestrale); 23) patologia speciale medica 
e metodologia clinica (compresa la pediatria) sono soppressi e sostituiti da: 
19) neurologia (semestrale); 23) medicina interna. 
(27/b) L'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII ha disposto 
che gli insegnamenti del triennio: 
19) neuropatologia e psicopatologia (semestrale); 23) patologia speciale medica 
e metodologia clinica (compresa la pediatria) sono soppressi e sostituiti da: 
19) neurologia (semestrale); 23) medicina interna. 
(27/c) Aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII. 
(27/c) Aggiunto dall'art. 1, D.P.R. 27 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIII. 
(27/d) Tabella così modificata con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 1° agosto 
1980, n. 210. Nella medesima tabella sono inoltre, soppressi al sesto comma, la 
frase dopo l'elenco degli insegnamenti complementari: "altri insegnamenti 
complementari nel piano della facoltà sempre mutuati dal corso di laurea in 
medicina e chirurgia" ed il testo del comma settimo. 
 







------------------------------+---------------------------------
    Non si può essere         |
   ammessi a sostenere        |       Se non si è superato
       l'esame di:            |            l'esame di:
------------------------------+---------------------------------
                              | +-
                              | |istituzioni di  anatomia  umana
fisiolofia umana dell'apparato| | normale e dell'apparato stoma-
 stomatognatico;              | | tognatico;
                              | |chimica;
                              |<
patologia generale            | |biologia   generale   applicata
                              | | agli studi medici;
                              | |
                              | |fisica medica;
                              | +-
                              | +-
patologia   speciale  medica e| |fisiologia umana e dell'appara-
 metodologia  clinica (compre-| | to stomatognatico;
 sa la pediatria)             |<
patologia speciale chirurgica | |patologia generale;
 e propedeutica clinica       | |
                              | +-
                              | +-
                              | |patologia   speciale  medica  e
                              | | metodologica clinica (compresa
                              | | la pediatria);
                              | |patologia speciale chirurgica e
                              | | propedeutica clinica;
clinica odontostomatologica   |< istituzioni   di   anatomia  ed
                              | | istologia patologica;
                              | |patologia speciale odontostoma-
                              | | tologica
                              | |chirurgia speciale odontostoma-
                              | | tologica (27/e).
                              | +-
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea in odontoiatria e protesi 
dentaria, lo studente deve aver seguito i corsi ed aver superato gli esami in 
tutti gli insegnamenti fondamentali ed almeno in due insegnamenti scelti tra i 
complementari ed aver, inoltre, seguito le prescritte esercitazioni cliniche, i 
tirocini pratici ed averne conseguito le relative attestazioni. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su argomenti di 
odontostomatologia da richiedere almeno all'inizio dell'ultimo anno di corso. 
Per il trasferimento degli studenti iscritti al corso di laurea in medicina e 
chirurgia le abbreviazioni di corso non possono superare l'ammissione oltre il 
secondo anno, subordinatamente al numero di posti resisi disponibili all'inizio 
del secondo anno sempre che gli aspiranti abbiano superato gli esami di biologia 
generale applicata agli studi medici, chimica, fisica medica, istologia ed 
embriologia generale (compresa la citologia). 
Per i laureati in medicina e chirurgia le abbreviazioni di corso potranno essere 
concesse, sempre con iscrizione al secondo anno subordinatamente al numero di 
posti resisi disponibili all'inizio del secondo anno e dopo che sia trascorso un 
anno accademico dal conseguimento della laurea precedente. 
Per esercitare la professione i laureati in odontoiatria e protesi dentaria 
devono superare un apposito esame di Stato. 
------------------------ 
(27/e) Vedi nota 27. 
 





Tabella XIX (28) 
Corso di laurea in chimica 
La durata del corso di studi in chimica è di cinque anni, articolati in un 
triennio propedeutico, a carattere formativo di base, ed in successivi distinti 
indirizzi di durata biennale e di contenuti più specifici sia sotto l'aspetto 
scientifico che sotto quello applicativo. 
L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge. 
Il numero di esami è non meno di ventitrè. 
Nel caso di verifiche di profitto contestuali - accorpamento di più insegnamenti 
dello stesso anno accademico - il preside costituisce le commissioni di profitto 
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio 
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti 
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto all'elenco delle discipline 
non obbligatorie, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a 
statuto nelle singole università delle singole discipline in relazione agli 
indirizzi scientifico-culturali. 
La didattica del corso di laurea in chimica è organizzata per ciascun anno di 
corso in due cicli coordinati di durata inferiore all'anno. Ciascun ciclo di 
seguito indicato convenzionalmente come semestre, ha durata minima di 
quattordici-quindici settimane. L'intervallo tra i due semestri deve essere 
almeno di quattro settimane. Gli esami sono effettuati al termine di ciascun 
semestre, prevedendo tre sessioni di esami: una durante la pausa tra i due 
semestri dell'anno accademico, una alla fine del secondo semestre, ed una di 
recupero prima dell'inizio dei corsi, e ciò nel rispetto di quanto stabilito dal 
testo unico n. 1592/1933 e dal R.S. n. 1269/1938. 
Il totale delle ore di insegnamento è nel triennio di 1.680 ore, suddivise in 
ventisei corsi e sedici esami e nel biennio di cinquecentoquaranta ore suddivise 
in nove corsi e sette esami; lo studente dovrà inoltre svolgere un lavoro di 
tesi sperimentale per un periodo di non meno di nove mesi (equivalente ad un 
impegno minimo di milleduecento ore) su argomenti attinenti all'indirizzo 
prescelto. Di norma i corsi di lezione sono di sessanta ore di cui almeno 1/4 
dedicate agli esercizi mentre i corsi di laboratorio sono di settantacinque ore 
di cui almeno i 2/3 di esercitazione pratica. L'accertamento finale del 
profitto, secondo le modalità previste dai consigli di corso di laurea, avverrà 
per singolo insegnamento tranne nei casi elencati più avanti in cui è prevista 
una prova di esame unica per due corsi della stessa area. 
I corsi, come previsto dall'art. 6, primo comma, della legge 18 marzo 1958, n. 
311, comprendono lezioni, esercitazioni , esercizi, sperimentazioni e 
dimostrazioni a seconda della natura degli insegnamenti. 
Nell'ambito della programmazione prevista dagli articoli 10 e 94 del D.P.R. n. 
382/80, i consigli di corso di laurea e quelli di facoltà, per le rispettive 
competenze, stabiliscono le modalità di coordinamento didattico nell'ambito di 
ciascuna area e tra le diverse aree. In tale ambito possono essere previste 
forme di coordinamento e interscambio tra i vari docenti ai sensi del terzo 
comma dell'art. 7 del D.P.R. n. 382/80. 
I consigli di corso di laurea stabiliranno l'organizzazione dei corsi nei vari 
semestri. 
Nell'ambito del biennio, i consigli di corso di laurea possono definire 
combinazioni di corsi opzionali, che rispondano ad una logica di natura 
culturale, in modo da costituire orientamento all'interno dei singoli indirizzi. 
Tali combinazioni vengono pubblicate nel manifesto annuale degli studi. 
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910 e dell'art. 4 della 
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi 
diverso da quello consigliato dalla facoltà e previsto dal manifesto degli 
studi, purché nell'ambito delle discipline attivate e nel rispetto del numero 
dei corsi relativo a ciascuna area e del rapporto tra i corsi di lezione e di 
laboratorio. 
Il consiglio di corso di laurea valuterà la congruità del piano di studi 
proposto dallo studente con raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi 
previsti dalla presente tabella. 
Triennio propedeutico 
L'attività didattica del triennio è articolata in aree, ciascuna comprende i 
corsi fondamentali indicati. 
A) Area matematica (240 ore totali): 
istituzioni di matematiche (primo corso); 
istituzioni di matematiche (secondo corso); 
calcolo numerico; 
laboratorio di programmazione e calcolo. 
B) Area di fisica (180 ore totali): 
fisica generale (primo corso); 
fisica generale (secondo corso); 
laboratorio di fisica generale. 
C) Area di chimica analitica (270 ore totali): 
chimica analitica (primo corso); 
laboratorio di chimica analitica (primo corso); 
laboratorio di chimica analitica (secondo corso); 
laboratorio di chimica analitica (terzo corso). 
D) Area di chimica fisica (270 ore totali): 
chimica fisica (primo corso); 
chimica fisica (secondo corso); 
laboratorio di chimica fisica (primo corso); 
laboratorio di chimica fisica (secondo corso). 
E) Area di chimica organica (270 ore totali): 
chimica organica (primo corso); 
chimica organica (secondo corso); 
laboratorio di chimica organica (primo corso); 
laboratorio di chimica organica (secondo corso). 
F) Area di chimica inorganica (270 ore totali): 
chimica generale ed inorganica; 
chimica inorganica (primo corso); 
laboratorio di chimica generale ed inorganica; 
laboratorio di chimica inorganica (primo corso). 
G) Area di chimica biologica (60 ore totali): 
chimica biologica (primo corso). 
Gli studenti sono inoltre tenuti a frequentare due corsi opzionali (60 ore 
ciascuno), scelti tra quelli proposti dal consiglio di corso di laurea. 
Gli studenti che intendono seguire nel biennio l'indirizzo di chimica biologica 
devono scegliere i due corsi opzionali tra i seguenti: 
1) biologia cellulare; 
2) biologia generale; 
3) genetica; 
4) microbiologia generale. 
Gli studenti che intendono seguire nel biennio l'indirizzo chimica ambientale 
devono scegliere i due corsi opzionali tra i seguenti: 
1) biologia generale; 
2) ecologia; 
3) ecotossicologia; 
4) litologia e geologia. 
Allo studente che ha superato tutti gli esami prescritti nel triennio su 
richiesta viene rilasciato un certificato attestante il completamento degli 
studi propedeutici alla laurea in chimica. 
I seguenti insegnamenti comportano una prova di esame unica per i due corsi: 
calcolo numerico e laboratorio di programmazione e calcolo; 
chimica generale ed inorganica e laboratorio di chimica generale e inorganica; 
fisica generale (secondo corso) e laboratorio di fisica generale; 
laboratorio di chimica analitica (primo corso) e laboratorio di chimica 
analitica (secondo corso); 
chimica analitica (primo corso) e laboratorio di chimica analitica (terzo 
corso); 
chimica fisica (primo corso) e laboratorio di chimica fisica (primo corso); 
chimica fisica (secondo corso) e laboratorio di chimica fisica (secondo corso); 
chimica organica (primo corso) e laboratorio di chimica organica (primo corso); 
chimica organica (secondo corso) e laboratorio di chimica organica (secondo 
corso); 
chimica inorganica (primo corso) e laboratorio di chimica inorganica (primo 
corso). 
I corsi e laboratori possono essere svolti, per necessità didattiche, in due 
semestri successivi: in tal caso l'esame relativo sarà sostenuto alla fine della 
seconda parte. 
Lo studente sarà tenuto a dimostrare di aver appreso almeno una lingua straniera 
moderna (di regola la lingua inglese) tra quelle proposte dal consiglio di corso 
di laurea nel manifesto degli studi. La conoscenza verrà verificata attraverso 
un colloquio regolarmente verbalizzato da una commissione nominata dalla facoltà 
di scienze matematiche, fisiche e naturali. 
Biennio (28/a) 
Sono ammessi al quarto anno coloro che abbiano superato gli esami del triennio 
propedeutico. È comunque consentita l'iscrizione al quarto anno in difetto di 
due soli degli esami del triennio, che dovranno peraltro essere sostenuti prima 
di quelli del biennio. 
Il biennio si articola in indirizzi. 
Ogni università, sede del corso di laurea in chimica, in relazione alle proprie 
competenze ed esigenze scientifiche ed alle esigenze del territorio, inserisce a 
statuto da due a cinque indirizzi del biennio, tenendo conto della disponibilità 
effettiva di docenti in rapporto agli insegnamenti da impartire, nonché delle 
attrezzature e del numero di studenti iscritti al corso di laurea e previo 
parere del Consiglio universitario nazionale. 
Gli indirizzi sono caratterizzati da due insegnamenti fondamentali comuni a 
tutti i piani di studio dell'indirizzo, con i rispettivi laboratori o 
esercitazioni, e da cinque insegnamenti opzionali da scegliere tra quelli 
attivati nella sede. 
Gli indirizzi possono essere anche articolati in orientamenti. 
Gli indirizzi articolati in orientamenti sono caratterizzati da un insegnamento 
fondamentale comune a tutti i piani di studio dell'indirizzo, con il rispettivo 
laboratorio o esercitazioni, da un fondamentale di orientamento, con il 
rispettivo laboratorio o esercitazioni e da cinque insegnamenti opzionali da 
scegliere tra quelli attivati nella sede. 
A titolo esemplificativo si individuano i seguenti indirizzi; 
chimica analitica, chimica biologica, chimica fisica, chimica inorganica, 
chimica organica, chimica dei materiali; 
applicativo: che prevede due orientamenti: ambientale e/o alimentare. 
Fermo restando il numero massimo di cinque, le facoltà possono richiedere 
l'inserimento a statuto, con le procedure previste dall' art. 17 del testo unico 
delle leggi sull'istruzione superiore approvate con regio decreto 31 agosto 
1933, n. 1592, di indirizzi diversi da quelli riportati che prevedano però lo 
stesso numero di corsi e di esami, rispettando il numero dei laboratori. 
Gli indirizzi proposti debbono riflettere effettive competenze ed esigenze della 
sede in specifici settori scientifico-professionali o possono derivare dalla 
integrazione di due o più degli indirizzi riportati nella presente tabella. 
Indirizzo: chimica analitica 
I corsi fondamentali sono: 
1) chimica analitica (secondo corso); 
2) chimica analitica (terzo corso); 
3) laboratorio di chimica analitica (quarto corso); 
4) laboratorio di chimica analitica (quinto corso). 
I corsi di chimica analitica (secondo corso) e laboratorio di chimica analitica 
(quarto corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi 
di chimica analitica (terzo corso) e laboratorio di chimica analitica (quinto 
corso). 
Indirizzo: chimica fisica 
I corsi fondamentali sono: 
1) chimica fisica (terzo corso); 
2) chimica fisica (quarto corso); 
3) laboratorio di chimica fisica (terzo corso); 
4) laboratorio di chimica fisica (quarto corso). 
I corsi di chimica fisica (terzo corso) e laboratorio di chimica fisica (terzo 
corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi di 
chimica fisica (quarto corso) e laboratorio di chimica fisica (quarto corso). 
Indirizzo: chimica inorganica 
I corsi fondamentali sono: 
1) chimica inorganica (secondo corso); 
2) chimica inorganica (terzo corso); 
3) laboratorio di chimica inorganica (secondo corso); 
4) laboratorio di chimica inorganica (terzo corso). 
I corsi di chimica inorganica (secondo corso) e laboratorio di chimica 
inorganica (secondo corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così 
come i corsi di chimica inorganica (terzo corso) e laboratorio di chimica 
inorganica (terzo corso). 
Indirizzo: chimica organica 
I corsi fondamentali sono: 
1) chimica organica (terzo corso); 
2) chimica organica (quarto corso); 
3) laboratorio di chimica organica (terzo corso); 
4) laboratorio di chimica organica (quarto corso). 
I corsi di chimica organica (terzo corso) e laboratorio di chimica organica 
(terzo corso) danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi 
di chimica organica (quarto corso) e laboratorio di chimica organica (quarto 
corso). 
Indirizzo: chimica biologica 
I corsi fondamentali sono: 
1) chimica biologica (secondo corso); 
2) biologia molecolare; 
3) laboratorio di chimica biologica; 
4) laboratorio di biologia molecolare. 
I corsi di chimica biologica (secondo corso) e di laboratorio di chimica 
biologica danno luogo ad una prova di accertamento unica così come i corsi di 
biologia molecolare e di laboratorio di biologia molecolare. 
Indirizzo: chimica dei materiali 
I corsi fondamentali sono: 
1) chimica dei materiali; 
2) laboratorio di chimica dei materiali; 
3) chimica macromolecolare; 
4) laboratorio di chimica macromolecolare. 
I corsi di chimica dei materiali e laboratorio di chimica macromolecolare e 
laboratorio di chimica macromolecolare danno luogo ad una prova di accertamento 
unica. 
Indirizzi: 
Applicativo - Orientamento ambientale e/o alimentare: 
1) chimica analitica (secondo corso); 
2) laboratorio di chimica analitica (quarto corso). 
Orientamento ambientale: 
3) chimica fisica ambientale; 
4) laboratorio di chimica fisica ambientale. 
Orientamento alimentare: 
3) chimica degli alimenti; 
4) laboratorio di chimica degli alimenti. 
I corsi di chimica analitica (secondo corso) e laboratorio di chimica analitica 
(quarto corso) così come chimica fisica ambientale e laboratorio di chimica 
fisica ambientale o i corsi di chimica degli alimenti e laboratorio di chimica 
degli alimenti danno luogo ad una prova di accertamento unica. 
Prova di accertamento unica 
Il preside della facoltà per la prova di accertamento unica, prevista per i 
corsi del triennio propedeutico e per i corsi di indirizzo del biennio, 
costituisce le relative commissioni per gli esami di profitto utilizzando i 
docenti dei rispettivi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 del testo 
unico n. 1592/1933 e dall'art. 42 del R.S. n. 1269/1938. 
Corsi opzionali: i corsi opzionali potranno essere scelti dallo studente fra 
quelli indicati in un apposito elenco predisposto dalla sede, fra le discipline 
attivate. 
Possono anche essere inserite a statuto, con la procedura prevista dall'art. 17 
del testo unico n. 1592/1933, ed utilizzate, nel rispetto del limite numerico 
previsto dalle norme vigenti, come corsi opzionali tutte le discipline 
fondamentali dell'ordinamento nazionale. Quando vengono scelti come corsi 
opzionali i fondamentali con i relativi laboratori, di un indirizzo diverso da 
quello prescelto dallo studente, il corso fondamentale ed il corrispondente 
corso di laboratorio, che sono stati sostitutivi di due corsi opzionali, 
comportano due esami distinti. 
Esame e diploma di laurea 
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente deve avere seguito 
tutti i corsi previsti dal piano di studi approvato dalla facoltà e superato i 
relativi esami. Lo studente deve aver inoltre svolto il lavoro di tesi 
sperimentale. 
L'esame di laurea consiste nella discussione della tesi sperimentale con le 
modalità stabilite dai singoli consigli di corso di laurea, in applicazione 
delle disposizioni vigenti. 
Il diploma di laurea riporta il titolo di laureato in chimica, mentre il 
relativo certificato rilasciato al laureato, farà menzione all'indirizzo 
seguito. 
Norme finali e transitorie 
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le 
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente 
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti 
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non 
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti 
fondamentali del triennio e del biennio, con le seguenti modalità: 
a) utilizzando le equivalenze sottoelencate: 
fisica sperimentale equivalente a fisica generale; 
esercitazioni di fisica sperimentale equivalente a laboratorio di fisica 
generale; 
esercitazioni di analisi chimica qualitativa equivalente a laboratorio di 
chimica analitica; 
esercitazioni di analisi chimica quantitativa equivalente a laboratorio di 
chimica analitica; 
esercitazioni di analisi chimica applicata equivalente a laboratorio di chimica 
analitica; 
esercitazioni di chimica fisica equivalente a laboratorio di chimica fisica; 
esercitazioni di chimica organica e analisi organica equivalente a laboratorio 
di chimica organica; 
esercitazioni di preparazione chimica quinto anno equivalente a laboratorio di 
chimica organica oppure laboratorio di chimica inorganica; 
esercitazioni di preparazione chimica primo anno equivalente a laboratorio di 
chimica generale e inorganica oppure laboratorio di chimica inorganica; 
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo 
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella 
attuale di titolarità; 
c) attraverso il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità 
presente nel nuovo ordinamento appartenente allo stesso gruppo concorsuale di 
quella di attuale titolarità o riconosciuta affine a quella di attuale 
titolarità dal Consiglio universitario nazionale. 
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione con apposito 
provvedimento su conforme parere favorevole del Consiglio universitario 
nazionale, ove richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate. 
Dopo almeno dieci anni dalla entrata in vigore della presente tabella deve 
essere prevista una verifica del nuovo ordinamento. 
------------------------ 
(28) Tabella così sostituita prima dal R.D. 24 ottobre 1941, n. 1375, e poi 
dall'allegato 1 al D.P.R. 31 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXV. 
(28/a) Il testo, limitatamente al "biennio" è stato così sostituito dal D.P.R. 
20 ottobre 1990 (Gazz. Uff. 8 febbraio 1991, n. 33). 
 





Tabella XX (29) 
Corso di laurea in chimica industriale 
La durata del corso di studi in chimica industriale è di cinque anni, articolati 
in un triennio propedeutico, a carattere formativo di base, ed in successivi 
distinti indirizzi di durata biennale a carattere applicativo. 
L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge. 
Il numero di esami è non meno di ventiquattro. 
Nel caso di verifiche di profitto contestuali - accorpamento di più insegnanti 
dello stesso anno accademico - il preside costituisce le commissioni di profitto 
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio 
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti 
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
I consigli di corso di laurea e le facoltà, propongono ai competenti organi 
accademici l'inclusione a statuto nelle singole università delle singole 
discipline non obbligatorie in relazione agli indirizzi attivati. 
La didattica del corso di laurea in chimica industriale è organizzata per 
ciascun anno di corso in due cicli coordinati di durata inferiore all'anno. 
Ciascun ciclo di seguito indicato convenzionalmente come semestre, ha durata 
minima di quattordici-quindici settimane. L'intervallo tra i due semestri deve 
essere almeno di quattro settimane. Gli esami sono effettuati al termine di 
ciascun semestre, prevedendo tre sessioni di esami: una durante la pausa tra i 
due semestri dell'anno accademico, una alla fine del secondo semestre, ed una di 
recupero prima dell'inizio dei corsi e ciò nel rispetto di quanto stabilito dal 
testo unico numero 1592/1933 e dal R.S. n. 1269/1938. 
Il totale delle ore di insegnamento è nel triennio di millesettecentosettanta 
ore, suddivise in ventisette corsi e diciassette esami e nel biennio di 
cinquecentosettanta ore suddivise in nove corsi e sette esami. Di norma i corsi 
di lezione sono di sessanta ore di cui almeno 1/4 dedicate agli esercizi mentre 
i corsi di laboratorio sono di settantacinque ore di cui almeno i 2/3 di 
esercitazione pratica. L'accertamento finale del profitto, secondo le modalità 
previste dai consigli di corso di laurea, avverrà per singolo insegnamento 
tranne nei casi elencati più avanti in cui è prevista una prova di esame unica 
per due corsi della stessa area. 
I corsi, come previsto dall'art. 6, primo comma, della legge 18 marzo 1958, n. 
311, comprendono lezioni, esercitazioni, esercizi, sperimentazioni e 
dimostrazioni a seconda della natura degli insegnamenti. 
Nell'ambito della programmazione prevista dagli articoli 10 e 94 del D.P.R. n. 
382/80, i consigli di corso di laurea e quelli di facoltà, per le rispettive 
competenze, stabiliscono le modalità di coordinamento didattico nell'ambito di 
ciascuna area e tra le diverse aree. In tale ambito possono essere previste 
forme di coordinamento e interscambio tra i vari docenti ai sensi del terzo 
comma dell'art. 7 del D.P.R. n. 382/80. 
I consigli di corso di laurea stabiliranno l'organizzazione dei corsi nei vari 
semestri. 
Nell'ambito del biennio, i consigli di corso di laurea possono definire 
combinazioni di corsi opzionali, che rispondano ad una logica di natura 
culturale, in modo da costituire orientamento all'interno dei singoli indirizzi. 
Tali combinazioni vengono pubblicate nel manifesto annuale degli studi. 
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910 e dell'art. 4 della 
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi 
diverso da quello consigliato dalla facoltà e previsto dal manifesto degli 
studi, purché nell'ambito delle discipline attivate e nel rispetto del numero 
dei corsi relativo a ciascuna area e del rapporto tra i corsi di lezione e di 
laboratorio. 
Il consiglio di corso di laurea valuterà la congruità del piano di studi 
proposto dallo studente per il raggiungimento degli obbiettivi 
didattico-formativi previsti dalla presente tabella. 
Triennio di studi propedeutici 
L'attività didattica del triennio è articolata in aree, ciascuna comprendente i 
corsi fondamentali indicati. 
Area matematica (180 ore totali): 
istituzioni di matematiche (primo corso); 
istituzioni di matematiche (secondo corso); 
calcolo numerico e programmazione. 
Area fisica (180 ore totali): 
fisica generale (primo corso); 
fisica generale (secondo corso); 
laboratorio di fisica generale. 
Area di chimica generale ed inorganica (270 ore totali): 
chimica generale ed inorganica; 
laboratorio di chimica generale ed inorganica; 
chimica inorganica; 
laboratorio di chimica inorganica. 
Area di chimica organica (270 ore totali): 
chimica organica (primo corso); 
laboratorio di chimica organica (primo corso); 
chimica organica (secondo corso); 
laboratorio di chimica organica (secondo corso). 
Area di chimica analitica (270 ore totali): 
chimica analitica; 
laboratorio di chimica analitica; 
chimica analitica strumentale; 
laboratorio di chimica analitica strumentale. 
Area di chimica fisica (270 ore totali): 
chimica fisica (primo corso); 
laboratorio di chimica fisica; 
chimica fisica (secondo corso); 
chimica fisica industriale. 
Area di chimica industriale (270 ore totali): 
chimica industriale I; 
laboratorio di chimica industriale I; 
processi ed impianti industriali chimici I; 
laboratorio di processi ed impianti industriali chimici. 
Area di chimica biologica (60 ore totali): 
chimica biologica. 
"Allo studente che ha superato tutti gli esami prescritti nel triennio su 
richiesta viene rilasciato un certificato attestante il completamento degli 
studi propedeutici alla laurea in chimica industriale". 
È prevista una prova di esame unica nei casi elencati qui di seguito: 
1) chimica generale ed inorganica, laboratorio di chimica generale ed 
inorganica; 
2) fisica generale II, laboratorio di fisica generale; 
3) chimica analitica, laboratorio di chimica analitica; 
4) chimica analitica strumentale, laboratorio di chimica analitica strumentale; 
5) chimica fisica II, laboratorio di chimica fisica; 
6) chimica organica I, laboratorio di chimica organica I; 
7) chimica organica II, laboratorio di chimica organica II; 
8) chimica inorganica, laboratorio di chimica inorganica; 
9) chimica industriale I, laboratorio di chimica industriale I; 
10) processi e impianti industriali chimici I, laboratorio di processi e 
impianti industriali chimici. 
I corsi e laboratori possono essere svolti, per necessità didattiche, in due 
semestri successivi: in tal caso l'esame relativo sarà sostenuto alla fine della 
seconda parte. 
Lo studente sarà tenuto a dimostrare di aver appreso almeno una lingua straniera 
moderna (di regola la lingua inglese) tra quelle proposte dal consiglio di corso 
di laurea nel manifesto degli studi. La conoscenza verrà verificata attraverso 
un colloquio regolarmente verbalizzato da una commissione nominata dalla facoltà 
di scienze matematiche, fisiche e naturali o dalla facoltà di chimica 
industriale. 
Biennio 
Sono ammessi al quarto anno coloro che abbiano superato gli esami del triennio 
propedeutico. È comunque consentita l'iscrizione al quarto anno in difetto di 
due soli degli esami del triennio, che dovranno peraltro essere sostenuti prima 
di quelli del biennio. 
Il biennio si articola in indirizzi. 
Lo studente dovrà seguire tre insegnamenti fondamentali comuni a tutti gli 
indirizzi (corrispondenti a due esami) e sei insegnamenti di indirizzo di cui 
uno abbinato ad un omonimo corso di laboratorio con esame unico, per un totale 
di cinque esami. Il biennio ha quattro diversi indirizzi: ricerca e sviluppo dei 
processi, ricerca e sviluppo dei materiali, ricerca e sviluppo dei prodotti, 
chimico-biotecnologico. 
Ogni sede potrà inserire a statuto uno o più degli indirizzi sopra indicati 
tenendo conto della disponibilità effettiva di docenti in rapporto agli 
insegnamenti da impartire, nonché delle attrezzature e del numero di studenti 
iscritti al corso di laurea e previo parere del Consiglio universitario 
nazionale. Fermo restando il numero massimo di quattro, possono essere inseriti 
a statuto, con le procedure previste dalle vigenti disposizioni dell'ordinamento 
didattico, indirizzi diversi da quelli sopra riportati che prevedano però lo 
stesso numero di corsi e di esami. Gli indirizzi proposti debbono riflettere 
effettive competenze ed esigenze della sede in specifici settori 
scientifico-professionali o possono derivare dalla integrazione di due o più 
degli indirizzi sopra indicati. 
Nel biennio lo studente dovrà svolgere un lavoro di tesi sperimentale per un 
periodo di non meno di nove mesi (equivalente ad un impegno minimo di 
milleduecento ore) su argomenti attinenti l'indirizzo prescelto. 
Insegnamenti fondamentali del biennio comuni a tutti gli indirizzi 
Chimica industriale II; 
Laboratorio di chimica industriale II; 
Processi e impianti industriali chimici II; 
Gli insegnamenti di chimica industriale II e di laboratorio di chimica 
industriale II danno luogo a una prova di esame unica. 
Prova di accertamento unica 
Il preside della facoltà per la prova di accertamento unica, prevista per i 
corsi del triennio propedeutico e per i corsi fondamentali del biennio comune a 
tutti gli indirizzi costituisce le relative commissioni per gli esami di 
profitto utilizzando i docenti dei rispettivi corsi, secondo le norme dettate 
dall'art. 160 del testo unico n. 1592/1933 e dall'art. 42 del R.S. numero 
1269/1938. 
Insegnamenti di indirizzo 
Sono irrinunciabili i seguenti insegnamenti di indirizzo: 
teoria e sviluppo dei processi chimici (ricerca e sviluppo dei processi); 
chimica organica industriale (ricerca e sviluppo dei prodotti); 
chimica fisica dei materiali (ricerca e sviluppo dei materiali); 
chimica delle fermentazioni e microbiologia industriale 
(chimico-biotecnologico). 
Gli altri cinque insegnamenti di indirizzo potranno essere scelti dallo studente 
fra quelli indicati in un apposito elenco predisposto dalla sede fra le 
discipline attivate. 
Possono anche essere inserite a statuto, con la procedura prevista dall'art. 17 
del testo unico n. 1592/1933, ed utilizzate, nel rispetto del limite numerico 
previsto dalle norme vigenti, come corsi opzionali tutte le discipline 
fondamentali dell'ordinamento nazionale. Quando vengono scelti come corsi 
opzionali i fondamentali con i relativi laboratori, di un indirizzo diverso da 
quello prescelto dallo studente, il corso fondamentale ed il corrispondente 
corso di laboratorio, che sono stati sostitutivi di due corsi opzionali, 
comportano due esami distinti. 
In tale elenco saranno indicati con asterisco gli insegnamenti che la sede 
intende consigliare in via preferenziale. La sede potrà, altresì, individuare 
all'interno dell'indirizzo vari orientamenti e indicare, per ciascuno di essi, 
gli insegnamenti consigliati. 
Esami e diploma di laurea 
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente deve avere seguito 
tutti i corsi previsti dal piano di studi approvato dalla facoltà e superati i 
relativi esami. Lo studente deve aver inoltre svolto il lavoro di tesi 
sperimentale. 
L'esame di laurea consiste nella discussione della tesi sperimentale con le 
modalità stabilite dai singoli consigli di corso di laurea, in applicazione 
delle disposizioni vigenti. 
Il diploma di laurea riporta il titolo di laurea in chimica industriale, mentre 
il certificato relativo, rilasciato al laureato farà menzione all'indirizzo 
seguito. 
Norme finali e transitorie 
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le 
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente 
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti 
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non 
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti 
fondamentali del triennio e del biennio, con le seguenti modalità: 
a) utilizzando le equivalenze sottoelencate: 
esercitazioni di preparazioni chimiche con laboratorio di chimica generale ed 
inorganica; 
fisica sperimentale con fisica generale; 
esercitazioni di fisica sperimentale con laboratorio di fisica generale; 
esercitazioni di chimica fisica con laboratorio di chimica fisica; 
esercitazioni di analisi chimica qualitativa con laboratorio di chimica 
analitica; 
esercitazioni di chimica organica e analisi organica con laboratorio di chimica 
organica; 
impianti industriali chimici con elementi di disegno con processi ed impianti 
industriali chimici; 
esercitazioni di chimica industriale con laboratorio di chimica industriale; 
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo 
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella di 
attuale titolarità; 
c) attraverso il passaggio di posto a persona ad altra disciplina di titolarità 
presente nel nuovo ordinamento appartenente allo stesso gruppo concorsuale di 
quella di attuale titolarità o riconosciuta affine a quella di attuale 
titolarità dal Consiglio universitario nazionale. 
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione con apposito 
provvedimento su conforme parere favorevole del Consiglio universitario 
nazionale, ove richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate. 
Dopo almeno dieci anni dalla entrata in vigore della presente tabella deve 
essere prevista una verifica del nuovo ordinamento. 
------------------------ 
(29) Tabella così sostituita prima dal R.D. 24 ottobre 1941, n. 1375, e poi dal 
D.P.R. 31 ottobre 1988, riportato al n. C/XXXV. 
 





Tabella XXI (30) 
Corso di laurea in fisica 
1. L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge. 
Il corso di studi per il conseguimento della laurea in fisica ha una durata di 
quattro anni e si articola nei seguenti indirizzi: 
indirizzo di fisica nucleare e subnucleare; 
indirizzo di fisica della materia; 
indirizzo di astrofisica e fisica dello spazio; 
indirizzo di fisica applicata; 
indirizzo didattico e di storia della fisica; 
indirizzo teorico generale; 
indirizzo di geofisica e fisica dell'ambiente; 
indirizzo elettronico-cibernetico; 
indirizzo di fisica dei biosistemi. 
Le facoltà possono, sulla base di effettive esigenze e competenze locali, 
proporre indirizzi alternativi, che comunque dovranno includere un laboratorio 
specialistico. Tali indirizzi alternativi sono inseriti nello statuto 
dell'Università con le procedure previste dal vigente ordinamento universitario. 

Il numero minimo di indirizzi attivabili presso le singole facoltà di scienze 
matematiche, fisiche e naturali per il corso di laurea in fisica è tre. 
In sede di prima applicazione della tabella e per i corsi di laurea di nuova 
istituzione il numero degli indirizzi, tenuto conto delle risorse disponibili, 
può essere inferiore a tre. Le facoltà in ogni caso, nel richiedere 
l'inserimento a statuto degli indirizzi, dovranno documentare sia le competenze 
che le risorse per la copertura degli insegnamenti necessari. 
I corsi obbligatori e comuni a tutti gli indirizzi sono i seguenti: 
1° Anno: 
1) Fisica generale I. 
2) Esperimentazioni di fisica I. 
3) Analisi matematica I. 
4) Geometria. 
2° Anno: 
5) Fisica generale II. 
6) Esperimentazioni di fisica II. 
7) Analisi matematica II. 
8) Chimica. 
9) Meccanica razionale con elementi di meccanica statistica. 
Entro il secondo anno si richiederà la prova di conoscenza di almeno una lingua 
straniera di rilevanza scientifica in base alle indicazioni del consiglio del 
corso di laurea (30/a). 
Il corso di meccanica razionale con elementi di meccanica statistica dovrà 
contenere argomenti di meccanica analitica e una introduttiva conoscenza degli 
ensemble microcanonico, canonico e gran-canonico. 
(31) 
3° Anno: 
10) Metodi matematici della fisica. 
11) Istituzioni di fisica teorica. 
12) Esperimentazioni di fisica III. 
13) Struttura della materia. 
14) Istituzioni di fisica nucleare e subnucleare. 
Per consentire ai consigli di corso di laurea di pianificare l'organizzazione 
dei corsi, la scelta dell'indirizzo con il piano di studi deve essere effettuata 
al momento dell'iscrizione al terzo anno. Lo studente potrà, all'atto 
dell'iscrizione al quarto anno, chiedere con domanda motivata, di cambiare 
l'indirizzo prescelto (31/a). 
I corsi dei primi due anni sono propedeutici ai corsi degli anni successivi. 
I corsi 1), 3), 4), 5), 7), 9), 10), 11), 13), 14) sono accompagnati da 
esercitazioni (non di laboratorio) che ne fanno parte integrante. Il corso 8) 
può essere accompagnato da esercitazioni di laboratorio che ne fanno parte 
integrante. 
I corsi terminanti con I e II sono propedeutici rispettivamente agli analoghi 
corsi terminanti con II e III, essi constano di corsi distinti e di esami 
distinti. 
I corsi, differenziati per vari indirizzi, al quarto anno sono i seguenti: 
Indirizzo di fisica nucleare e subnucleare 
15) Annuale a scelta tra: 
Fisica nucleare 
Fisica delle particelle elementari. 
16) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di fisica nucleare 
Laboratorio di fisica subnucleare. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo di fisica della materia 
15) Annuale a scelta tra: 
Fisica dello stato solido 
Fisica dei fluidi 
Fisica dei plasmi 
Fisica atomica 
Ottica quantistica. 
16) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di fisica della materia 
Laboratorio di ottica quantistica. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo di astrofisica e fisica dello spazio (31/b) 
15) Annuale a scelta tra: 
Astronomia 
Fisica dello spazio 
Astrofisica. 
16) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di astrofisica 
Laboratorio di fisica spaziale. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo di fisica applicata (31/b) 
15) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di strumentazioni fisiche 
Laboratorio di tecnologie fisiche. 
16) Annuale a scelta tra: 
Fisica degli acceleratori 
Fisica dei materiali 
Fisica dei dispositivi elettronici. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo didattico e di storia della fisica (31/b) 
15) Annuale a scelta tra: 
Complementi di fisica 
Fisica superiore 
Storia della fisica. 
16) Annuale a scelta tra: 
Preparazione di esperienze didattiche 
Laboratorio di strumentazioni fisiche. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo teorico generale (31/b) 
15) Annuale a scelta tra: 
Fisica teorica 
Fisica superiore 
Fisica teorica applicata. 
16) Annuale a scelta tra: 
Meccanica statistica 
Fisica dei sistemi dinamici 
Teoria dei sistemi a molti corpi. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo di geofisica e fisica dell'ambiente (31/b) 
15) Annuale a scelta tra: 
Geofisica 
Fisica dell'atmosfera 
Fisica dell'ambiente. 
16) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di geofisica 
Laboratorio di fisica dell'ambiente. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo elettronico-cibernetico (31/b) 
15) Annuale a scelta tra: 
Fisica dei dispositivi elettronici 
Teoria dell'informazione 
Teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici. 
16) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di elettronica 
Laboratorio di cibernetica. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
Indirizzo di fisica dei biosistemi (31/c) 
15) Annuale a scelta tra: 
Fisica biologica 
Fisica medica, sostituibile in sede di modifica di statuto 
con l'insegnamento di fisica biomedica 
Biofisica 
Chimica biologica 
Misure nucleari 
Struttura della materia biologica. 
16) Annuale a scelta tra: 
Laboratorio di fisica biologica 
Laboratorio di fisica sanitaria. 
17) Annuale a scelta. 
18) Semestrale a scelta. 
19) Semestrale a scelta. 
I due corsi di insegnamento semestrali, a scelta dello studente, non possono 
essere sostituiti con un solo annuale mentre il corso di insegnamento annuale, a 
scelta dello studente, può essere sostituito con due insegnamenti semestrali 
dopo l'approvazione da parte del consiglio di corso di laurea. 
Il consiglio di corso di laurea propone quali insegnamenti dell'ordinamento 
didattico approvato dalla facoltà, siano da considerarsi semestrali, ovvero 
quale parte di quelli annuali può essere considerata equivalente ad un corso di 
insegnamento semestrale. 
Uno dei due insegnamenti 13) o 14) del 3° anno può essere seguito nel 4° anno. 
In caso lo studente può chiedere, in sede di presentazione del piano di studi, 
di sostenere nel terzo anno uno dei semestrali del quarto anno (31/d). 
Propedeuticità e sbarramenti 
Potranno iscriversi al 3° anno soltanto gli studenti che abbiano superato gli 
esami di fisica generale I e II e analisi matematica I e II (31/e). 
Possono iscriversi al terzo anno solo gli studenti che abbiano superato almeno 
quattro esami. Possono sostenere esami del terzo anno solo gli studenti che 
abbiano superato analisi matematica I e II e fisica generale I e II. Possono 
ottenere l'iscrizione al quarto anno soltanto quegli studenti che abbiano già 
sostenuto otto esami (31/f). 
Il consiglio di corso di laurea potrà stabilire anche la propedeuticità di certi 
esami rispetto ad altri. 
Esami di laurea 
Il consiglio di corso di laurea stabilisce le modalità di svolgimento dell'esame 
di laurea che deve comprendere almeno la discussione di una tesi scritta. 
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in fisica, 
indipendentemente dall'indirizzo prescelto del quale verrà fatta menzione 
soltanto nella carriera scolastica. 
Norma transitoria 
Nell'ambito della programmazione didattica susseguente all'entrata in vigore 
della presente tabella, i consigli di facoltà e i consigli di corso di laurea 
per le rispettive competenze, propongono, con il consenso dei docenti 
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non 
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura degli 
insegnamenti fondamentali, attraverso il passaggio di posto e persona alla nuova 
disciplina di titolarità appartenente allo stesso, o riconosciuto affine dal 
Consiglio universitario nazionale, gruppo concorsuale della precedente 
titolarità. Tali passaggi sono disposti dal Ministro dell'università e della 
ricerca scientifica e tecnologica con apposito provvedimento sulla base di 
delibere delle facoltà interessate e nel caso di cambio di raggruppamento previo 
parere conforme del Consiglio universitario nazionale. 
------------------------ 
(30) Tabella così sostituita dal D.P.R. 26 luglio 1960, n. 1692 e poi dal D.P.R. 
17 aprile 1990, riportato al n. C/XLIV-bis. 
(30/a) Così sostituito dall'articolo unico, D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31) Il comma che si omette è stato trasferito come primo comma al testo che 
figura sotto il titolo "propedeuticità e sbarramenti" dall'articolo unico D.M. 
11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 maggio 1991, n. 105). 
(31/a) Così sostituito dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/b) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/c) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/d) Comma così integrato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. 
Uff. 7 maggio 1991, n. 105). 
(31/e) Così inserito dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/f) Comma così sostituito dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. 
Uff. 7 maggio 1991, n. 105). 
 





ALLEGATO A 
Elenco a carattere orientativo dei corsi complementari 
Gruppo A01: 
Algebra; Algebra superiore; Geometria differenziale; Geometria superiore; 
Istituzioni di geometria superiore; Logica matematica; Teoria dei gruppi; 
Topologia. 
Gruppo A02 (31/c): 
Analisi funzionale; Analisi superiore; Statistica matematica; Teoria delle 
funzioni. 
Gruppo A03: 
Fisica matematica; Istituzioni di fisica matematica; Magnetofluidodinamica; 
Meccanica dei continui; Meccanica dei fluidi (limitatamente a: scienze 
matematiche, fisiche e naturali); Meccanica non lineare; Meccanica superiore; 
Teorie relativistiche. 
Gruppo A04 (31/c): 
Analisi numerica; Calcoli numerici e grafici; Cibernetica e teoria 
dell'informazione; Calcolo operativo; Cibernetica. 
Gruppo A05: 
Macchine calcolatrici; Teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici 
Gruppo A06: 
Ricerca operativa. 
------------------------ 
(31/c) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/c) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
 





Gruppo B01 (31/g): 
Acquisizione ed analisi dei segnali; Analisi ed elaborazione dei segnali; 
Complementi di fisica generale; Didattica della fisica; Effetti biologici delle 
radiazioni; Elettronica; Fisica degli ecosistemi; Fisica dei sistemi biologici; 
Fisica del mare; Fisica medica; Fisica nucleare applicata alla medicina; Fisica 
sanitaria; Fisica superiore; Fondamenti della fisica; Metodi di osservazione e 
misura; Metodi fisici per la biologia; Metodi informatici della fisica; 
Metodologie fisiche nell'archeologia e nell'arte; Metrologia; Microscopia 
elettronica; Onde elettromagnetiche; Preparazione di esperienze didattiche; 
Storia della fisica; Storia della scienza e della tecnica; Strumentazione di 
fisica medica (laboratorio); Strumentazione fisica ed impianti; Tecniche 
automatiche di acquisizione dati in fisica; Tecniche diagnostiche per immagini; 
Tecniche elettroniche per la fisica; Termodinamica. 
Gruppo B02: 
Applicazioni fisiche della teoria dei gruppi; Complementi di fisica teorica; 
Complementi di meccanica statistica; Elettrodinamica; Fisica dei sistemi 
dinamici; Fisica relativistica; Fisica statistica; Fisica teorica; Fisica 
teorica applicata; Istituzioni di meccanica quantistica; Logica quantistica; 
Meccanica quantistica; Meccanica statistica; Meccanica statistica di non 
equilibrio; Metodi matematici dell'astronomia; Metodi matematici per la 
geofisica; Metodi numerici della fisica; Metodi probabilistici della fisica; 
Teoria dei campi; Teoria dei processi irreversibili; Teoria dei sistemi e 
molticorpi; Teorie delle forze nucleari; Teoria dello stato solido; Teoria 
quantistica dei campi; Teoria quantistica dei solidi; Teorie quantistiche. 
Gruppo B03: 
Acustica; Complementi di fisica del plasma; Complementi di ottica; Complementi 
di ottica quantistica; Componenti elettronici; Conduzione elettrica dei gas; 
Diffrazione e spettroscopia neutronica; Diffrazione di raggi X; Elettronica 
quantistica; Fisica atomica; Fisica biologica; Fisica degli aerosol; Fisica 
degli stati condensati; Fisica dei dispositivi elettronici; Fisica dei 
dispositivi a stato solido; Fisica dei fenomeni cooperativi e delle transizioni 
di fase; Fisica dei films sottili; Fisica dei fluidi; Fisica dei laser; Fisica 
dei metalli; Fisica dei plasmi; Fisica dei semiconduttori; Fisica dei sistemi 
disordinati; Fisica della materia biologica; Fisica delle basse temperature; 
Fisica delle macromolecole; Fisica delle superfici; Fisica dello stato solido; 
Fisica molecolare; Impiantazione ionica; Luce di sincrotone; Microelettronica; 
Ottica; Ottica elettronica; Ottica non lineare; Ottica quantistica; Proprietà 
magnetiche della materia; Spettroscopia atomica e molecolare; Spettroscopia a 
radiofrequenze e microonde; Spettroscopia dello stato solido; Struttura della 
materia biologica; Superconduttività; Tecnica del vuoto; Termodinamica di non 
equilibrio. 
Gruppo B04 (31/g): 
Acceleratori di particelle; Fisica dei neutroni; Fisica del reattore nucleare; 
Fisica delle interazioni elettrodeboli; Fisica delle interazioni forti; Fisica 
delle particelle elementari; Fisica delle radiazioni; Fisica nucleare; Fisica 
sperimentale delle particelle elementari; Fisica subnucleare; Metodi e tecniche 
nucleari; Particelle ad altissima energia; Radioattività; Radioprotezione; 
Reazioni nucleari; Spettroscopia nucleare; Struttura e spettroscopia degli 
adroni; Teoria dei reattori nucleari; Teoria delle interazioni fondamentali; 
Teorie di gange in fisica subnucleare. 
Gruppo B05 (31/g): 
Astrofisica; Astrofisica delle alte energie; Astrofisica del plasma; Astrofisica 
relativistica; Astrofisica spaziale; Astrofisica teorica; Astrometria; Atronomia 
infrarossa; Astronomia X e gamma; Complementi di astronomia; Cosmologia; 
Cosmologia teorica; Elaborazione dei dati astronomici; Elettrodinamica cosmica; 
Fisica dei pianeti; Fisica dei sistemi dinamici; Fisica del campo 
gravitazionale; Fisica del mezzo interstellare; Fisica del sistema solare; 
Fisica della gravitazione; Fisica delle galassie; Fisica dello spazio; Fisica 
solare; Fisica stellare; Istituzioni di astrofisica; Meccanica celeste; Ottica 
astronomica; Radioastronomia; Radiazione cosmica; Relatività; Spettroscopia 
astronomica; Statistica stellare; Storia dell'astronomia; Tecniche astrofisiche; 
Tecniche astronomiche; Tecniche di fisica dello spazio; Teoria della 
gravitazione. 
------------------------ 
(31/g) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/g) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
(31/g) Così modificato dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
 





Gruppo C02: 
Chimica fisica; Chimica fisica dello stato solido; Chimica teorica; 
Elettrochimica; Spettroscopia. 
Gruppo C04: 
Chimica delle macromolecole. 
------------------------ 
 





Gruppo D03: 
Mineralogia. 
Gruppo D04: 
Climatologia e meteorologia; Complementi di geofisica; Fisica ambientale; Fisica 
del vulcanismo; Fisica dell'atmosfera; Fisica della ionosfera; Fisica della 
terra solida; Fisica terrestre; Geodesia; Geofisica; Geologia; Geologia 
strutturale; Meteorologia; Meteorologia oceanografica; Meteorologia sinottica e 
previsioni del tempo; Micrometeorologia e meteorologia; Misura fisiche 
dell'ambiente; Oceanografia; Oceanografia costiera; Oceanografia fisica; 
Previsioni meteorologiche numeriche; Sismologia; Sismologia teorica; 
Telerilevamento dell'atmosfera; Vulcanologia. 
------------------------ 
 





Gruppo E03: 
Biologia generale. 
Gruppo E04: 
Biologia molecolare; Fisiologia generale. 
Gruppo E05: 
Biochimica; Chimica biologica; Genetica. 
Gruppo E10: 
Biofisica. 
Gruppo I03: 
Fluidodinamica. 
------------------------ 
 





Gruppo I05: 
Fisica tecnica. 
Gruppo I21: 
Elettronica applicata. 
------------------------ 
 





Gruppo M07: 
Epistemologia e metodologia; Filosofia della scienza. 
Gruppo M09: 
Pedagogia. 
Gruppo M10: 
Psicologia cognitiva. 
Sono considerati insegnamenti complementari a scelta, oltre quelli riportati 
nell'allegato A, anche quelli indicati negli indirizzi (31/h). 
------------------------ 
(31/h) Comma aggiunto dall'articolo unico D.M. 11 febbraio 1991 (Gazz. Uff. 7 
maggio 1991, n. 105). 
 





Tabella XXII (32). 
Corso di laurea in matematica 
La durata del corso di laurea in matematica è di quattro anni, articolati in un 
biennio propedeutico - a carattere formativo di base - ed in successivi 
indirizzi di durata biennale e di contenuti più specifici. 
L'accesso al corso di laurea è regolato dalle disposizioni di legge. 
Il numero delle annualità è pari a quindici. 
Il biennio di base è articolato in otto corsi annuali (quattro al primo e 
quattro al secondo anno) e non è consentita l'articolazione in moduli ridotti. I 
bienni di indirizzo sono articolati in sette corsi annuali (quattro al terzo e 
tre al quarto) o negli equivalenti moduli ridotti. 
Sono previsti tre indirizzi: generale, didattico, applicativo. 
Uno o più degli indirizzi sopra indicati potranno essere istituiti presso le 
singole facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali, in relazione alle 
effettive disponibilità di docenti in rapporto agli insegnamenti da impartire, 
nonché alle attrezzature ed al numero degli studenti iscritti al corso di 
laurea, con le modalità previste dalla vigente normativa. 
Biennio di base 
Sono insegnamenti obbligatori: 
1° Anno: 
1) Analisi matematica I; 2) Geometria I; 3) Algebra; 4) Fisica generale I. 
2° Anno: 
1) Analisi matematica II; 2) Geometria II; 3) Meccanica razionale; 4) Fisica 
generale II. 
Per ciascuno degli insegnamenti elencati vi è un esame finale. 
Gli insegnamenti sopra elencati sono accompagnati da un corso di esercitazioni 
che ne è parte integrante. 
I corsi di "analisi matematica", "geometria", e "fisica generale" non debbono 
essere considerati come dei comuni corsi biennali; essi constano ciascuno di due 
parti annuali distinte, la prima propedeutica alla seconda e con due esami 
distinti, il primo propedeutico al secondo. 
Potranno essere iscritti al secondo anno gli studenti che abbiano superato 
almeno due esami del primo anno. 
Potranno essere iscritti al terzo anno gli studenti che abbiano superato almeno 
quattro esami del primo biennio. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente sarà tenuto a dimostrare, con 
modalità definite dal consiglio di corso di laurea, e preferibilmente entro i 
primi due anni di corso, la conoscenza della lingua inglese. 
All'atto dell'iscrizione al terzo anno ogni studente deve presentare un piano di 
studi che indica il biennio di indirizzo ed i corsi opzionali scelti. 
L'approvazione e l'eventuale revisione dei piani di studio sono regolate dalla 
normativa vigente. 
Biennio di indirizzo 
Le singole facoltà, per favorire un più efficace approfondimento da parte degli 
studenti dei contenuti culturali dei diversi settori disciplinari e per fornire 
una preparazione più completa nei diversi indirizzi di laurea, potranno disporre 
nei loro statuti, che alcuni o tutti gli insegnamenti del secondo biennio 
possono essere divisi in due moduli ridotti di eguale estensione e durata. 
Per ogni modulo ridotto sarà previsto un esame distinto alla fine del semestre 
in cui è impartito il relativo insegnamento. 
Lo svolgimento di due moduli ridotti dello stesso insegnamento potrà essere 
affidato a due diversi docenti secondo le norme dell'art. 9 del decreto del 
Presidente della Repubblica n. 382/80. Il titolare di un insegnamento dovrà 
comunque svolgere in ogni anno accademico un insegnamento annuale ovvero due 
moduli ridotti, in applicazione di quanto disposto dall'ultimo comma dell'art. 
92 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/80. 
Nell'ambito della programmazione didattica, prevista dalle norme vigenti, i 
consigli di corso di laurea ed i consigli di facoltà cureranno che ogni modulo 
ridotto abbia una contenuto culturale compiuto ed un programma ben definito. 
Nei piani di studio degli studenti, potranno essere inclusi singoli moduli 
ridotti. 
Singoli moduli ridotti potranno essere indicati nello statuto come obbligatori 
per tutti gli studenti o per gli studenti di un particolare indirizzo di laurea, 
secondo le norme dei successivi paragrafi. 
Nel computo degli esami sostenuti per conseguire il diploma di laurea due moduli 
ridotti equivalgono ad un insegnamento annuale. 
I programmi dei moduli ridotti saranno oggetto di certificazione nel caso di 
trasferimento degli studenti ad altre sedi universitarie o ad altri corsi di 
laurea. 
Sono insegnamenti obbligatori, comuni a tutti gli indirizzi: 
1) istituzioni di geometria superiore; 
2) istituzioni di analisi superiore; 
3) istituzioni di fisica matematica. 
Nel caso che i predetti insegnamenti siano divisi in moduli ridotti potrà essere 
seguito, da parte dello studente, un solo modulo ridotto di ciascun 
insegnamento. 
Le facoltà indicheranno nei loro statuti i corsi (annuali e/o semestrali) 
caratterizzanti ciascun indirizzo di cui ai gruppi A), B), C), E), F), di 
seguito riportati. 
In questi gruppi lo studente dovrà scegliere gli insegnamenti come specificato 
per ciascun indirizzo. 
Gli insegnamenti dei predetti gruppi A), B), C), D), E), F), potranno essere 
sostituiti negli statuti con insegnamenti che abbiano le stesse finalità e 
analogo contenuto culturale purché compresi nell'ordinamento didattico 
nazionale. 
Per quanto riguarda gli insegnamenti opzionali (moduli ridotti o insegnamenti 
annuali) a scelta dello studente, non si potrà superare l'equivalente di due 
insegnamenti annuali e non si potrà essere al di sotto dell'equivalente di un 
insegnamento annuale. Tale scelta dovrà essere operata dallo studente fra i 
corsi attivati di un apposito elenco predisposto dalla facoltà ed inserito in 
statuto, ovvero tra gli insegnamenti attivati in altri corsi di laurea della 
stessa facoltà o di altre facoltà, purché coerenti con il piano di studi. 
Gli eventuali rimanenti moduli ridotti per raggiungere l'equivalente dei 
previsti sette corsi annuali, tenuto conto della possibile suddivisione in 
moduli ridotti degli insegnamenti obbligatori comuni a tutti gli indirizzi, 
saranno determinati dalla facoltà per ogni indirizzo e riportati in statuto. 
Indirizzo generale 
Lo studente dovrà scegliere, tra gli insegnamenti attivati, un insegnamento 
annuale o due moduli ridotti in ciascuno dei seguenti gruppi: 
A) Algebra superiore. Geometria superiore. 
B) Analisi superiore. 
C) Analisi numerica. Calcolo delle probabilità. Fisica matematica. 
A questo scopo, nel caso di articolazione in moduli ridotti degli insegnamenti 
obbligatori comuni a tutti gli indirizzi, potranno essere utilizzati gli 
ulteriori moduli ridotti degli stessi insegnamenti. In tal caso l'insegnamento 
di "istituzioni di geometria superiore" si considera appartenente al gruppo A), 
l'insegnamento di "istituzioni di analisi superiore" si considera appartenente 
al gruppo B) e l'insegnamento di "istituzioni di fisica matematica" si considera 
appartenente al gruppo C). 
Indirizzo didattico 
Lo studente dovrà scegliere, tra gli insegnamenti attivati, due insegnamenti o 
un numero equivalente di moduli ridotti nel seguente gruppo D) ed un 
insegnamento o due moduli ridotti nel seguente gruppo E): 
D) Didattica nella matematica. Logica matematica. Matematiche complementari. 
Storia della matematica. 
E) Calcolo delle probabilità. Analisi numerica. Statistica matamatica. Teoria e 
applicazioni delle macchine calcolatrici. 
Indirizzo applicativo 
Lo studente dovrà scegliere, tra gli insegnamenti attivati, almeno tre moduli 
ridotti nel seguente gruppo F): 
F) Analisi numerica. Calcolo delle probabilità. Teoria e applicazioni delle 
macchine calcolatrici. Ricerca operativa. 
Le facoltà determineranno nei loro statuti gli altri insegnamenti (annuali o 
ridotti) che debbono essere eseguiti dagli studenti dell'indirizzo applicativo, 
anche in relazione a diversi orientamenti professionali di questo indirizzo. 
Tali orientamenti sono inseriti negli statuti delle università secondo la 
normativa vigente. 
Le singole facoltà potranno disporre che taluni insegnamenti del secondo biennio 
siano accompagnati da esercitazioni che ne costituiscano parte integrante. 
L'esame di laurea deve comprendere, secondo modalità che saranno stabilite dalle 
singole facoltà, la discussione di una dissertazione scritta nonché la 
discussione di una o più tesine orali. A giudizio delle singole facoltà potrà 
richiedersi anche un esame di cultura generale sulle scienze matematiche. 
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in 
matematica, indipendentemente dall'indirizzo prescelto. 
L'indirizzo prescelto potrà essere indicato, a richiesta dell'interessato, nei 
certificati contenenti gli esami superati e le votazioni riportate. 
Le facoltà, in applicazione dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969 e dell'art. 
4 della legge 20 novembre 1970, n. 924, possono approvare piani di studio 
individuali in deroga all'ordinamento previsto dallo statuto. In questo caso le 
delibere di approvazione indicheranno l'indirizzo cui fa riferimento il piano di 
studi. 
------------------------ 
(32) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 26 luglio 1960, n. 1692 e poi dal 
D.P.R. 5 dicembre 1990 (Gazz. Uff. 4 maggio 1991, n. 103), il cui art. 3 ha così 
disposto: 
"Art. 3. Quando le facoltà si saranno adeguate all'ordinamento di cui 
all'allegata tabella gli studenti già iscritti potranno completare gli studi 
previsti dal precedente ordinamento. Le facoltà, inoltre, sono tenute a 
stabilire le modalità per la convalida di tutti gli esami sostenuti, qualora gli 
studenti già iscritti optino per il nuovo ordinamento. L'opzione potrà essere 
esercitata fino ad un termine pari alla durata legale del corso di studi". 
 





Tabella XXII-bis (32/a). 
Laurea in astronomia 
Titolo di ammissione: quello previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11 
dicembre 1969, n. 910. 
Durata degli studi: quattro anni. 
Insegnamenti fondamentali: 
1° Anno: 
Analisi matematica I. 
Geometria. 
Fisica generale I. 
Esperimentazioni di fisica I. 
Chimica. 
2° Anno: 
Analisi matematica II. 
Istituzioni di fisica matematica. 
Fisica generale II. 
Esperimentazioni di fisica II. 
Astronomia I. 
3° Anno: 
Istituzioni di fisica teorica. 
Struttura della materia. 
Astronomia II. 
Laboratorio di astronomia I. 
4° Anno: 
Astrofisica. 
Laboratorio di astronomia II. 
Tre corsi annuali a scelta tra quelli dell'allegato A. 
Ciascun corso comporta un esame finale. In relazione a particolari esigenze 
didattiche potranno essere impartiti corsi complementari semestrali monografici 
di trenta ore di lezione. Due di tali corsi, con relativi esami, avranno la 
valenza di un corso normale. 
Entro il secondo anno sarà richiesta la prova di conoscenza di almeno una lingua 
straniera di rilevanza scientifica, in base alle indicazioni del consiglio di 
corso di laurea. 
Propedeuticità e sbarramenti. 
Non si possono sostenere gli esami del terzo e quarto anno, se prima non si sono 
superati gli esami di fisica generale I e II e analisi matematica I e II. 
Possono ottenere l'iscrizione al quarto anno solo quegli studenti che abbiano 
già sostenuto otto esami. 
Il consiglio di corso di laurea potrà stabilire ulteriori propedeuticità. 
Esami di laurea. 
L'esame di laurea è preceduto da un colloquio di cultura generale. 
Il consiglio di corso di laurea stabilisce le modalità di svolgimento dell'esame 
di laurea che consiste nella discussione di una tesi scritta. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato diciannove 
insegnamenti annuali, oppure diciotto insegnamenti annuali e due semestrali. 
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in 
astronomia. 
------------------------ 
(32/a) Tabella aggiunta dal D.M. 29 aprile 1991, riportato al n. C/LIII. 
 





Allegato A 
Elenco orientativo dei corsi complementari: 
Acquisizione ed analisi di segnali 
Algebra 
Algebra superiore 
Analisi funzionale 
Analisi superiore 
Analisi numerica 
Astrodinamica 
Astrofisica delle alte energie 
Astrofisica molecolare 
Astrofisica nucleare 
Astrofisica relativistica 
Astrofisica teorica 
Astrometria 
Astronautica 
Astronomia dei neutrini 
Astronomia delle onde gravitazionali 
Astronomia infrarossa 
Astronomia ultravioletta 
Astronomia X e gamma 
Biochimica 
Biofisica 
Biologia molecolare 
Calcolo delle probabilità 
Chimica fisica 
Chimica organica 
Cibernetica e teoria dell'informazione 
Complementi di astronomia 
Componenti elettronici 
Cosmologia 
Criogenia 
Didattica dell'astronomia 
Dinamica del volo spaziale 
Elaborazione dei dati astronomici 
Elettrodinamica cosmica 
Elettronica 
Elettronica applicata 
Fisica degli stati condensati 
Fisica dei laser 
Fisica dei pianeti 
Fisica dei semiconduttori 
Fisica dei sistemi disordinati 
Fisica dell'atmosfera 
Fisica delle galassie 
Fisica delle interazioni deboli 
Fisica delle interazioni forti 
Fisica delle particelle elementari 
Fisica della ionosfera 
Fisica dello spazio 
Fisica dello stato solido 
Fisica del mezzo interplanetario 
Fisica del mezzo interstellare 
Fisica del plasma 
Fisica del sistema solare 
Fisica matematica 
Fisica molecolare 
Fisica nucleare 
Fisica solare 
Fisica stellare 
Fisica superiore 
Fisica teorica 
Fisica terrestre 
Fluidodinamica 
Geochimica 
Geodesia spaziale 
Geofisica 
Geologia 
Geometria differenziale 
Interferometria astronomica 
Istituzioni di fisica nucleare 
Magnetofluidodinamica 
Meccanica analitica 
Meccanica celeste 
Meccanica dei continui 
Meccanica quantistica 
Meccanica razionale 
Meccanica statistica 
Meccanica superiore 
Meteorologia 
Metodi di analisi di immagini 
Metodi matematici della fisica 
Metodi matematici dell'astronomia 
Metodi numerici dell'astronomia 
Metodi numerici della fisica 
Metodi probabilistici della fisica 
Microelettronica 
Navigazione spaziale 
Onde elettromagnetiche 
Ottica astronomica 
Ottica elettronica 
Ottica quantistica 
Ottica spaziale 
Planetologia 
Plasmi astrofisici 
Radar astronomia 
Radioastronomia 
Raggi cosmici 
Relatività 
Sismologia 
Sistemi di analisi di dati 
Spettroscopia 
Spettroscopia astronomica 
Spettroscopia atomica e molecolare 
Spettroscopia a radiofrequenze e microonde 
Statistica stellare 
Storia dell'astronomia 
Storia della fisica 
Strumentazione spaziale 
Superconduttività 
Tecnica del vuoto 
Tecniche astrofisiche 
Tecniche astronomiche 
Telerilevamento 
Teoria e applicazione delle macchine calcolatrici 
Teorie dei campi 
Teoria dei gruppi 
Teoria dei processi irreversibili 
Teoria dei sistemi a molti corpi 
Teoria della gravitazione 
Teoria delle funzioni 
Teoria delle interazioni fondamentali 
Teoria delle orbite 
Teoria quantistica dei campi 
Termodinamica 
Termodinamica di non equilibrio 
Topologia 
------------------------ 
 





Tabella XXIII. 
Laurea in matematica e fisica (33) 
------------------------ 
(33) Il corso di laurea in matematica e fisica è stato soppresso, con effetto 
dall'anno accademico 1961-62, dall'art. 1, D.P.R. 26 luglio 1960, n. 1692. 
 





Tabella XXIV (34). 
Laurea in scienze naturali 
Il titolo di ammissione al corso di laurea è quello previsto dalla legge. Il 
corso di laurea in scienze naturali è di quattro anni, con ventitré insegnamenti 
annuali complessivi dei quali sedici, che costituiscono l'area comune, sono 
insegnamenti obbligatori di base, e sette insegnamenti di indirizzo: di questi 
ultimi, tre sono obbligatori sul piano nazionale, due sono obbligatori in sede 
locale a scelta della facoltà e due sono a scelta dello studente. 
Sono previsti tre indirizzi: un indirizzo generale e didattico con un 
orientamento generale ed un orientamento didattico, un indirizzo conservazione 
della natura e delle sue risorse, e un indirizzo paleobiologico. Limitatamente 
all'orientamento didattico, e a seguito di una sperimentazione triennale, le 
facoltà potranno chiederne la trasformazione in indirizzo, con le procedure 
previste dalle vigenti disposizioni sull'ordinamento didattico. 
La facoltà per l'attivazione di un indirizzo deve scegliere due insegnamenti, 
uno per ciascuno dei due blocchi di disciplina appositamente indicate per ogni 
indirizzo sulla base di insegnamenti effettivamente attivati o attivabili. 
La scelta dello studente deve riguardare i restanti due insegnamenti tra tutte 
le discipline attivate dalla facoltà, purché in armonia con l'indirizzo e con 
l'orientamento di cui al proprio piano di studio. La facoltà, inoltre, può 
predisporre un elenco di discipline facoltative a copertura di settori 
caratterizzanti non adeguatamente rappresentati nei corsi di laurea attivati. 
Detto eventuale elenco deve fare parte integrante della proposta di adozione del 
nuovo ordinamento e deve contenere, disciplina per disciplina, la motivazione. 
Le facoltà possono decidere la suddivisione di non più di due insegnamenti 
annuali in insegnamenti semestrali, nonché l'organizzazione degli insegnamenti 
in corsi semestrali compatti. Tale suddivisione comunque deve essere realizzata 
in modo da non comportare aumento del numero dei docenti. 
I corsi di insegnamento annuale devono disporre di non meno di 70 e non più di 
90 ore, comprensive di lezioni, esercitazioni, sperimentazioni, esercizi e 
dimostrazioni; quelli semestrali di non meno di 45 ore. 
Gli insegnamenti obbligatori di base sono da distribuire principalmente nel 
primo biennio e in numero minore nel terzo e nel quarto anno di corso nei quali 
prevalgono gli insegnamenti di indirizzo. 
Le facoltà devono, altresì, provvedere all'organizzazione di due corsi integrati 
introduttivi, di cui uno di biologia ed uno di scienze della terra, articolati 
in non meno di 100 ore di lezione e 20 ore di esercitazione, ciascuno secondo lo 
schema sottoriportato. Detti corsi integrati introduttivi hanno il fine di 
superare la attuale frammentarietà e additività dell'insegnamento nelle diverse 
discipline e di far percepire fin dall'inizio gli elementi di integrazione che 
devono essere specifici e caratterizzanti della formazione del naturalista. I 
corsi sono attuati con il concorso di più docenti delle discipline interessate: 
non danno quindi luogo a titolarità. 
Articolazione del corso introduttivo integrato di biologia 
1) Basi molecolari. 
2) Citologia. 
3) Tessuti, sistemi, piano di struttura dell'organismo. 
4) Funzioni generali. 
5) Genetica. 
6) Specie, tassonomia, evoluzione. 
7) Riproduzione, sviluppo, differenziamento. 
8) Ecologia. 
9) Etologia. 
Detto corso prevede indicativamente l'utilizzazione dei seguenti docenti: 
genetica, anatomia comparata, zoologia, botanica, fisiologia, ecologia, o 
comunque non meno di quattro e non più di sei docenti designati dal consiglio di 
corso di laurea tra quelli delle discipline comprendenti gli argomenti sopra 
elencati. 
Articolazione del corso integrato di scienze della terra 
1) Erosione, morfogenesi, cartografia. 
2) Sedimentazione, ambienti e facies. 
3) I fossili, loro ralazioni con l'ambiente, biostratigrafia. 
4) Magmatismo e metamorfismo. 
5) Tettonica, geometrie e processi deformativi. 
6) Dinamica delle zolle litosferiche, ortogenesi. 
7) Storia geologica della terra dal precambriano al famerozoico. 
8) Elementi di geologia regionale. 
Detto corso prevede indicativamente l'utilizzazione dei seguenti docenti: 
geografia, geologia, paleontologia, mineralogia, petrografia, o comunque non 
meno di quattro e non più di sei docenti designati dal consiglio di corso di 
laurea tra quelli delle discipline comprendenti gli argomenti sopra elencati. 
La facoltà nell'organizzare detti corsi integrati indica anno per anno un 
coordinamento per ciascuno di essi, scelto ovviamente tra i docenti impegnati 
nei cicli di lezione. 
Parte delle ore destinate alle esercitazioni può essere utilizzata per analisi, 
in laboratorio e/o sul campo, di " casi " che si prestino ad un approccio 
interdisciplinare, in coerenza con il significato dei corsi integrati. 
La facoltà, inoltre, stabilisce le modalità di accertamento della frequenza 
obbligatoria di detti corsi introduttivi integrati. 
Nei quattro anni di corso, e in particolare nei primi due anni, i consigli di 
corso di laurea devono organizzare escursioni per attività di studio sul campo. 
Il numero complessivo delle ore di insegnamento deve essere contenuto in 1800, 
escluse quelle destinate ai corsi introduttivi integrati. 
Ai fini degli esami di profitto, piú insegnamenti disciplinari possono essere 
accorpati secondo un criterio di affinità, su deliberazione del consiglio di 
corso di laurea e della facoltà, in modo che lo studente debba superare un 
minimo di ventuno esami. Il preside costituisce le commissioni di esami con 
docenti dei rispettivi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 del testo 
unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 
agosto 1933, n. 1952 e dall'art. 42 del regolamento studenti approvato con regio 
decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
La facoltà organizza, altresí, corsi di lingua inglese che si concludono con un 
colloquio da superarsi prima dell'assegnazione formale della tesi di laurea. 
Ai fini dell'esame di laurea è obbligatorio la elaborazione di una tesi 
sperimentale. 
Le norme di cui al presente ordinamento didattico saranno riviste, ove 
necessario, ai fini di un adeguamento alle direttive CEE in materia. 
Insegnamenti obbligatori di base 
1) Istituzioni di matematiche [1,2]. 
2) Fisica [1,2]. 
3) Chimica generale e inorganica [1]. 
4) Chimica organica [3]. 
5) Anatomia comparata [4], [9]. 
6) Botanica. 
7) Sistemazione e filogenesi animale o botanica sistematica [10]. 
8) Ecologia. 
9) Fisiologia generale. 
10) Antropologia [9]. 
11) Genetica. 
12) Geografia [5]. 
13) Geologia [6]. 
14) Mineralogia [7]. 
15) Paleontologia. 
16) Zoologia [8]. 
__________ 
[1] Ciascuno dei corsi 1, 2 e 3 deve prevedere un congruo numero di lezioni 
introduttive di allineamento destinate a facilitare la comprensione dei 
rispettivi contenuti, metodi e linguaggio a giovani provenienti da scuole 
pre-universitarie di tipo diverso. 
[2] I corsi 1 e 2 devono essere coordinati per assicurare fra i contenuti 
elementi di statistica ed elementi di informatica. 
[3] Comprende anche elementi di biorganica. 
[4] Comprende anche elementi di embriologia comparata e causale. 
[5] Comprende anche elementi di meteorologia e climatologia. 
[6] Comprende anche elementi di rilevamento geologico. 
[7] Comprende anche elementi di petrografia. 
[8] Comprende anche elementi di etologia e di sistematica zoologica. 
[9] I docenti degli insegnamenti di anatomia comparata e di antropologia 
coordineranno tra loro, su indicazione del consiglio di corso di laurea, lo 
svolgimento di "elementi di anatomia umana". 
[10] La scelta delle due discipline è decisa dal consiglio di facoltà che deve 
inserire tra gli insegnamenti obbligatori dei tre indirizzi quella delle due che 
non risulterà tra gli insegnamenti obbligatori di base. 
Indirizzo generale e didattico 
Due sono le finalità di importanza strategica dell'indirizzo generale e 
didattico. 
Con l'orientamento generale ci si propone di avviare l'allievo attraverso 
contenuti e metodologie idonee, allo studio dei processi e dei sistemi naturali, 
visti nella dimensione spazio-temporale. Quanto obiettivo assume un ruolo 
importante come fondamento dell'identità del naturalista, sia esso ricercatore, 
che professionista. 
Con l'orientamento didattico, ci si propone di sviluppare gradualmente 
fondamenti scientifici e metodologici per una didattica avanzata e con una sua 
specifica identità, per ogni ordine e grado di scuola preuniversitaria. 
Insegnamenti obbligatori 
1) Fisiologia vegetale. 
2) Geografia fisica. 
3) Sistematica e filogenesi animale oppure botanica sistematica. 
Orientamento generale 
Insegnamento a scelta da parte della facoltà, obbligatori per lo studente (due 
su dieci, uno per blocco): 
Blocco A: 
1) Biogeografia 
2) Biologia cellulare 
3) Chimica biologica 
4) Metodi probabilistici, statistici e processi stocastici 
5) Ecologia microbica 
Blocco B: 
6) Geochimica 
7) Geologia stratigrafica 
8) Petrografia 
9) Geofisica 
10) Vulcanologia 
Orientamento didattico 
Insegnamenti a scelta da parte della facoltà obbligatori per lo studente (due su 
dieci, uno per blocco): 
Blocco A: 
1) Analisi degli ecosistemi 
2) Anatomia umana 
3) Fitosociologia 
4) Geologia storica 
5) Etologia 
Blocco B: 
6) Didattica delle scienze naturali 
7) Educazione ambientale 
8) Metodologia didattica 
9) Laboratorio di esperienze didattiche di scienze biologiche 
10) Laboratorio di esperienze didattiche di scienze della terra 
Indirizzo conservazione della natura e delle sue risorse 
Questo indirizzo è finalizzato ad esprimere competenze specifiche del 
naturalista da far valere nello studio, nella operatività gestionale e 
nell'attività di consulenze e di progettazione, nei musei naturalistici, negli 
orti botanici, nei parchi e nelle riserve naturali, e in ogni campo in cui sia 
richiesta una competenza sulla tutela di specie viventi anche come beni naturali 
nonché nella conservazione e valorizzazione di significativi beni geologici e 
paleontologici. 
Perticolare rilevanza assume, oggi, la richiesta di professionalità del 
naturalista sia per la combinazione dei dossiers d'impatto ambientale, che per 
la valutazione degli stessi. 
Insegnamenti obbligatori 
1) Conservazione della natura e delle sue risorse. 
2) Geologia ambientale. 
3) Sistematica e filogenesi animale o botanica sistematica. 
Insegnamenti a scelta da parte della facoltà obbligatori per lo studente (due su 
dieci, uno per blocco): 
Blocco A: 
1) Ecologia delle acque interne 
2) Geobotanica 
3) Zoocenosi e protezione della fauna 
4) Igiene ambientale 
5) Museologia naturalistica 
Blocco B: 
6) Idrogeologia 
7) Geologia del quaternario 
8) Geologia regionale 
9) Sedimentologia e regime dei litorali 
10) Telerilevamento delle risorse ambientali 
Indirizzo paleobiologico: 
Questo indirizzo è strutturato in modo da poter conferire al laureato una 
preparazione idonea (e diversificata rispetto a quella conseguibile in altri 
corsi di laurea) ad affrontare uno studio integrato dell'evoluzione (e o 
dell'estinzione) delle specie vegetali e animali. 
In una formazione integrata in questo tipo, debbono essere in particolare 
valorizzate le conoscenze tassonomico-evolutive delle specie fossili in 
riferimento ai relativi ecosistemi e ai loro mutamenti nel tempo geologico come 
si evincono dalla moderna stratigrafia. Analogamente sono valorizzati anche la 
paleontologia umana e la paleontologia dei vertebrati nel quadro della geologia 
del quaternario, cogliendo il rapporto tra quanto deriva tra i grandi cicli 
della natura e quanto è determinato dalle attività dell'uomo. 
Insegnamenti obbligatori 
1) Sistematica e filogenesi animale o botanica sistematica. 
2) Stratigrafia. 
3) Paleontologia vegetale o paleobotanica. 
Insegnamenti a scelta da parte della facoltà, obbligatori per lo studente (due 
su dodici, uno per blocco): 
Blocco A: 
1) Ecologia preistorica 
2) Paleoecologia 
3) Paleontologia umana e paleoetnologia 
4) Palinologia 
5) Paleontologia dei vertebrati 
6) Paleopatologia 
Blocco B: 
7) Geologia marina 
8) Geochimica 
9) Geologia e paleontologia del quaternario 
10) Micropaleontologia 
11) Sedimentologia 
12) Paleontologia stratigrafica 
------------------------ 
(34) Tabella così sostituita dal D.M. 12 ottobre 1989, riportato al n. C/XLII. 
 





Tabella XXV. 
Laurea in scienze biologiche (35) 
Il corso di laurea in scienze biologiche ha la durata di cinque anni ed è 
suddiviso in un triennio propedeutico ed in un biennio di applicazione 
articolato in indirizzi. L'accesso al corso di laurea è regolato dalle 
disposizioni di legge. Il numero di esami è non meno di ventisei. 
Nel caso di verifiche di profitto contestuali - accorpamento di più insegnamenti 
dello stesso anno accademico - il preside costituisce le commissioni di profitto 
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio 
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti 
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto all'elenco delle discipline 
non obbligatorie, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a 
statuto nelle singole Università delle singole discipline in relazione agli 
indirizzi scientifico-culturali. 
I corsi di insegnamento possono essere organizzati in moduli semestrali secondo 
le norme vigenti. Il totale delle ore di insegnamento è di milleseicento per il 
triennio e di cinquecento per il biennio. I corsi di insegnamento annuali devono 
disporre di non meno di novanta ore, quelli semestrali di quarantacinque ore. 
Nel computo orario sono comprese lezioni, esercitazioni, esercizi, 
sperimentazioni e dimostrazioni, a seconda della natura dei corsi. 
Triennio propedeutico: 
1) istituzioni di matematiche; 
2) metodi matematici e statistici [a]; 
3) fisica; 
4) laboratorio di fisica [b]; 
5) chimica generale ed inorganica; 
6) chimica organica; 
7) chimica fisica; 
8) laboratorio di chimica [c]; 
9) citologia ed istologia [d]; 
10) chimica biologica; 
11) fisiologia generale; 
12) genetica; 
13) zoologia; 
14) anatomia comparata [e]; 
15) botanica; 
16) fisiologia vegetale; 
17) microbiologia generale; 
18) ecologia; 
19) biologia molecolare. 
__________ 
[a] Compresi modelli matematici ed elementi di probabilità applicati alla 
biologia. 
[b] Compreso il trattamento dei dati sperimentali. 
[c] Comprende parti inorganiche, organiche, strumentali ed analitiche. 
[d] Comprende argomenti riguardanti le cellule animali e vegetali. 
[e] Comprende l'anatomia e l'embriologia dei vertebrati. 
I consigli di corso di laurea e le facoltà, per le rispettive competenze, 
nell'ambito delle milleseicento ore previste per il triennio propedeutico, 
organizzano didattica applicata secondo moduli didattici programmati. Le 
Università possono sostituire nei loro statuti con altre discipline non più di 
due corsi fra quelli previsti nel triennio di aree disciplinari diverse. 
Tutti gli studenti sono inoltre tenuti a frequentare per due anni consecutivi 
del triennio propedeutico un laboratorio di biologia sperimentale di 
settantacinque ore per anno, nel quale dovrà essere elemento preminente la 
partecipazione attiva degli studenti agli esperimenti. 
Tali corsi di laboratorio sono organizzati, per le parti di competenza, dai 
docenti di discipline "biologiche" del triennio (quelle indicate coi numeri dal 
9 al 19) nonché da eventuali altri docenti, secondo modalità fissate dal 
consiglio di corso di laurea. Quest'ultimo designa a tale fine fra i docenti, 
avvalendosi anche delle vigenti disposizioni di legge, un coordinatore per 
ciascun corso di laboratorio di biologia sperimentale. Al termine di ciascun 
corso annuale lo studente deve superare un colloquio con giudizio di merito 
sull'attività svolta, a cura di una commissione costituita dal coordinatore e da 
almeno altri due docenti. 
Lo studente inoltre deve superare un colloquio di lingua inglese. Il colloquio 
comprende la traduzione di un brano di un'opera scientifica di argomento 
biologico. 
Gli esami di istituzioni di matematiche, fisica, chimica generale ed inorganica 
sono propedeutici agli esami del secondo anno e successivi. Gli statuti possono 
fissare altre precedenze, anche per quanto riguarda gli esami del biennio di 
applicazione. L'iscrizione al biennio per l'indirizzo prescelto è condizionata 
al superamento dei tre esami suddetti ed inoltre di chimica organica, 
laboratorio di fisica, laboratorio di chimica, di almeno sette esami di 
discipline "biologiche", dei due colloqui del laboratorio di biologia 
sperimentale e del colloquio di lingua inglese. 
Biennio di applicazione 
Ogni Università sede del corso di laurea in scienze biologiche inserisce a 
statuto, in relazione alle proprie competenze ed esigenze scientifiche ed alle 
esigenze del territorio, uno o più indirizzi del biennio fra quelli sotto 
riportati. Ogni indirizzo definisce uno specifico settore culturale e di 
ricerca. 
Ogni indirizzo comprende non meno di sette corsi per un totale di cinquecento 
ore. Gli insegnamenti caratterizzanti ogni indirizzo sul piano nazionale, 
riportati di seguito, vengono tutti inseriti a statuto. Essi sono obbligatori 
per l'indirizzo, eccetto che l'Università può indicare nello statuto uno solo di 
essi come materia facoltativa. Qualora si intendano attivare degli 
"orientamenti" interni agli indirizzi, possono essere indicate nel manifesto 
annuale degli studi quelle combinazioni di discipline non obbligatorie che 
meglio rispondano ad una logica di natura culturale applicativa. Possono essere 
altresì inseriti a statuto, con le procedure previste dalle vigenti disposizioni 
dell'ordinamento didattico, altri indirizzi, purché questi riflettano effettive 
esigenze e competenze della sede in settori scientifico-professionali diversi da 
quelli degli indirizzi sotto riportati. 
La tesi di laurea consiste in un elaborato su dati sperimentali e deve comunque 
portare un contributo originale. A tale fine è obbligatoria la frequenza per non 
meno di un anno presso un laboratorio scientifico sotto la responsabilità del 
relatore. 
Gli indirizzi e le relative discipline caratterizzanti sono: 
A) Indirizzo morfologico funzionale: 
antropologia; 
botanica II; 
fisiologia generale II; 
zoologia II. 
B) Indirizzo biologico ecologico: 
botanica II; 
ecologia applicata; 
igiene (o chimica dell'ambiente); 
zoologia II. 
C) Indirizzo biomolecolare: 
biologia molecolare II; 
chimica biologica II; 
genetica II; 
metodologia biochimica (o microbiologia applicata). 
D) Indirizzo fisiopatologico: 
anatomia umana; 
farmacologia; 
fisiologia generale II; 
igiene; 
patologia generale. 
Disposizioni transitorie e finali 
Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve avere seguito non meno 
di ventisei corsi per un totale di duemilacento ore, e superato i relativi 
esami, secondo quanto previsto dallo statuto dell'Ateneo, ed avere inoltre 
superato i due colloqui di laboratorio di biologia sperimentale ed il colloquio 
di lingua inglese. 
Il diploma di laurea riporta il titolo di laureato in scienze biologiche, mentre 
il relativo certificato, rilasciato al laureato, farà menzione dell'indirizzo 
seguito. 
Elenco dei corsi non obbligatori (eventualmente accorpabili con i corsi 
irrinunciabili): 
1) algologia; 2) analisi biochimico-cliniche; 3) anatomia vegetale; 4) 
antropometria; 5) batteriologia; 6) biochimica cellulare; 7) biochimica 
comparata; 8) biochimica fisica; 9) biochimica industriale; 10) biochimica 
macromolecolare; 11) biochimica vegetale; 12) biofisica; 13) biologia cellulare; 
14) biologia della pesca ed acquacoltura; 15) biologia delle popolazioni umane; 
16) biologia dello sviluppo; 17) biologia marina; 18) biologia umana; 19) 
biometria; 20) biologia vegetale applicata; 21) botanica sistematica; 22) 
calcolo numerico e programmazione; 23) chimica analitica; 24) chimica analitica 
clinica; 25) chimica analitica strumentale; 26) chimica degli alimenti; 27) 
chimica delle fermentazioni e microbiologia industriale; 28) chimica delle 
sostanze organiche naturali; 29) chimica fisica biologica; 30) citochimica ed 
istochimica; 31) citogenetica; 32) citologia animale; 33) citologia 
sperimentale; 34) citologia vegetale; 35) citopatologia; 36) complementi di 
chimica organica; 37) complementi di fisiologia generale; 38) conservazione 
della natura e delle sue risorse; 39) didattica naturalistica e biologica; 40) 
ecofisiologia vegetale; 41) ecologia animale; 42) ecologia microbica; 43) 
ecologia preistorica; 44) ecologia umana; 45) ecologia vegetale; 46) 
elettrofisiologia; 47) embiologia comparata; 48) embriologia e morfologia 
sperimentale; 49) endocrinologia comparata; 50) entomologia; 51) enzimologia; 
52) etologia; 53) etologia applicata; 54) evoluzione biologica; 55) farmacologia 
cellulare; 56) farmacologia molecolare; 57) fisiologia cellulare; 58) fisiologia 
comparata; 59) fisiologia delle piante coltivate; 60) fisiopatologia endocrina; 
61) fitogeografia; 62) fitobiologia (35/a); 63) biocristallografia; 64) genetica 
dei microrganismi; 65) genetica delle popolazioni; 66) genetica molecolare; 67) 
genetica quantitativa; 68) genetica umana; 69) genetica vegetale; 70) 
geobotanica; 71) idrobiologia e pescicolture; 72) igiene degli alimenti; 73) 
igiene ambientale; 74) immunologia; 75) ingegneria genetica; 76) laboratorio di 
biologia molecolare; 77) laboratorio di ecologia; 78) laboratorio di metodologie 
botaniche; 79) laboratorio di metodologie farmacologiche; 80) laboratorio di 
metodologie fisiologiche; 81) laboratorio di metodologie genetiche; 82) 
laboratorio di metodologie zoologiche; 83) laboratorio di microbiologia e 
serologia; 84) laboratorio di patologia generale; 85) laboratorio di tecniche 
ultrastrutturali; 86) metodi fisici della biologia; 87) metodi per il 
trattamento della informazione; 88) merceologia; 89) micologia; 90) 
microbiologia ambientale; 91) microbiologia industriale; 92) mutagenesi 
ambientale; 93) neurobiologia; 94) neurobiologia comparata; 95) oceanografia; 
96) paleobotanica; 97) paleontologia; 98) paleontologia umana e paleoetnologia; 
99) palinologia; 100) parassitologia; 101) patologia cellulare; 102) patologia 
molecolare; 103) patologia vegetale; 104) plantologia; 105) primatologia; 106) 
protozoologia; 107) psicobiologia; 108) radiobiologia; 109) scienza della 
alimentazione; 110) storia della biologia; 111) tossicologia; 112) 
ultrastrutture vegetali; 113) virologia vegetale; 114) virologia; 115) 
zoocolture; 116) zoogeografia; 117) zoologia applicata; 118) zoologia 
sistematica; 119) zoologia dei vertebrati. 
Possono inoltre essere inserite a statuto ed utilizzate anche come corsi non 
obbligatori tutte le discipline fondamentali dell'ordinamento nazionale. 
------------------------ 
(35) La L. 21 giugno 1967, n. 489, ha così disposto: 
"Articolo unico. Agli insegnamenti fondamentali del corso di laurea in Scienze 
biologiche, previsti nella tabella XXV del regio decreto 30 settembre 1938, n. 
1652, a partire dal 1° novembre 1967, è aggiunto quello di "genetica". Tale 
materia, pertanto, viene eliminata dall'elenco degli insegnamenti complementari 
riguardanti il corso di laurea suddetto e il numero degli esami da sostenere 
nelle materie complementari è ridotto a tre". Successivamente, peraltro, il 
D.P.R. 3 aprile 1987, n. 234, riportato al n. C/XXXII, ha così sostituito la 
presente tabella XXV. 
(35/a) Così rettificato con D.P.R. 12 ottobre 1989 (Gazz. Uff. 18 gennaio 1990, 
n. 14). 
 





Tabella XXVI (35/aa) 
Laurea in scienze geologiche 
Il corso di laurea in scienze geologiche ha la durata di cinque anni ed è 
articolato in un triennio di base ed un biennio di applicazione, con distinti 
indirizzi. 
L'accesso ai corsi di laurea è regolato dalle disposizione di legge. Il numero 
dei corsi di insegnamento e dei relativi esami è di non meno di ventiquattro, di 
cui sedici nel triennio e otto nel biennio. 
Ciascun corso di insegnamento comporta uno svolgimento di circa novanta ore, 
comprensive di lezioni, esercitazioni, attività pratiche guidate e seminari. 
Tra le discipline del triennio di base sono inclusi cinque laboratori per un 
totale di trecento ore; ai fini della valutazione finale, lo studente sosterrà 
l'esame integrato con la disciplina relativa. 
La frequenza ai corsi ed ai laboratori comporta un monte ore di non meno di 
duemilacinquecento, di cui circa millesettecento nel triennio e circa ottocento 
nel biennio; in tale computo sono comprese le lezioni, le esercitazioni in aula 
e in laboratorio, le esercitazioni sul terreno ed i seminari. 
L'organizzazione didattica per corsi a svolgimento intensivo semestralizzato è 
demandata alle singole facoltà e/o corsi di laurea, in rapporto alle esigenze di 
propedeuticità e funzionalità, secondo le leggi vigenti. 
Triennio di base: 
Il triennio di base comprende i seguenti insegnamenti irrinunciabili: 
1) istituzioni di matematiche I; 
2) istituzioni di matematiche II; 
3) fisica sperimentale I; 
4) fisica sperimentale II; 
5) chimica generale e inorganica con elementi di organica; 
6) geochimica; 
7) geografia fisica; 
8) geomorfologia; 
9) mineralogia; 
10) laboratorio di mineralogia (9, 10, esame integrato); 
11) petrografia; 
12) laboratorio di petrografia (11, 12, esame integrato); 
13) paleontologia; 
14) laboratorio di paleontologia (13, 14, esame integrato); 
15) geologia I; 
16) laboratorio di geologia I (15, 16, esame integrato); 
17) geologia II; 
18) laboratorio di geologia II (17, 18, esame integrato); 
19) rilevamento geologico; 
20) fisica terrestre; 
21) geologia applicata. 
Per la prova di accertamento unica, prevista per le materie che danno luogo ad 
esame integrato, il preside costituisce la commissione per l'esame di profitto 
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio 
decreto 31 agosto 1933, n. 1592 e dell'art. 42 del regolamento studenti, 
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
Nel triennio lo studente deve partecipare ad esercitazioni sul terreno, oltre a 
quelle previste dai singoli corsi e laboratori, per non meno di sei giorni. Sarà 
compito dei singoli consigli di corso di laurea la scelta sia delle modalità di 
effettuazione di tali esercitazioni, se attribuite ad alcuni corsi e laboratori, 
con particolare riferimento al corso di rilevamento geologico, o se organizzato 
come campagna estiva, sia delle modalità di partecipazione di diversi docenti 
del corso di laurea stesso. 
La distribuzione dei corsi, laboratori ed esercitazioni di terreno nei tre anni 
sono stabiliti dal consiglio di corso di laurea. 
La facoltà organizza, altresì, corsi di lingua inglese, che si concludono con un 
colloquio. 
L'iscrizione al biennio di applicazione, nell'indirizzo prescelto è condizionata 
dal: 
superamento di tutti gli esami propedeutici (istituzioni di matematiche, primo e 
secondo corso, fisica sperimentale, primo e secondo corso, chimica generale ed 
inorganica con elementi di organica) e di non meno di nove tra i restanti undici 
esami previsti dalla tabella; 
superamento del colloquio di lingua inglese. 
In ogni caso nessun esame del biennio può essere sostenuto prima di aver 
superato tutti gli esami del triennio. 
Allo studente che ha superato tutti gli esami prescritti nel triennio, su 
richiesta, viene rilasciato un certificato attestante il completamento degli 
studi propedeutici alla laurea in scienze geologiche. 
Biennio di applicazione. 
Il biennio di applicazione è distinto in indirizzi, ciascuno dei quali definisce 
uno specifico settore culturale e scientifico-professionale. 
Le università sedi del corso di laurea iscrivono a statuto uno o più indirizzi, 
fino ad un massimo di quattro, in relazione alle proprie competenze e 
possibilità, scegliendo tra quelli sottoindicati, o proponendone di diversi in 
base ad esigenze e competenze specifiche e locali. In quest'ultimo caso 
l'organizzazione degli studi ed il numero dei corsi dei corsi ed esami dovrà 
essere conforme a quelli degli indirizzi nazionali. 
L'inserimento a statuto degli indirizzi avviene con le procedure previste dalle 
vigenti disposizione dell'ordinamento didattico. Ogni indirizzo è costituito da 
otto corsi di novanta ore, di cui cinque caratterizzanti, che vengono inseriti 
tutti a statuto nelle sedi di attivazione. 
Le restanti tre discipline sono scelte dagli studenti preferibilmente nelle 
apposite liste di indirizzo delle discipline attivate dalle facoltà. Lo stesso 
corso può essere svolto per più indirizzi. 
Lo studente può, motivandolo, scegliere discipline da liste di indirizzi 
diversi. 
A) Indirizzo geologico paleontologico: 
Discipline caratterizzanti: 
1) geologia regionale; 
2) paleontologia II; 
3) micropaleontologia; 
4) sedimentologia; 
5) geologia stratigrafica. 
Lista delle discipline facoltative: 
1) paleocologia; 
2) paleoclimatologia; 
3) paleontologia vegetale; 
4) paleobiogeografia; 
5) geologia del quaternario; 
6) paleontologia del quaternario; 
7) geologia strutturale; 
8) geologia marina; 
9) geologia storica; 
10) fotogeologia; 
11) paleontologia stratigrafica; 
12) stratigrafia; 
13) paleontologia dei vertebrati; 
14) biostratigrafia; 
15) petrografia del sedimentario; 
16) mineralogia dei sedimenti; 
17) oceanografia; 
18) geologia del cristallino; 
19) vulcanologia; 
20) geologia degli idrocarburi; 
21) geofisica marina. 
B) Indirizzo mineralogico - petrologico - giacimentologico - geochimico: 
Discipline caratterizzanti: 
1) chimica fisica; 
2) cristallografia; 
3) petrologia; 
4) giacimenti minerari; 
5) vulcanologia. 
Lista delle discipline facoltative: 
1) geochimica nucleare; 
2) mineralogia dei sedimenti; 
3) analisi mineralogiche; 
4) mineralogia applicata; 
5) prospezioni geochimiche; 
6) geotermia; 
7) rilevamento petrografico - giacimentologico; 
8) petrografia applicata; 
9) geologia regionale; 
10) esplorazione geologica del sottosuolo; 
11) analisi geochimiche; 
12) petrologia del metamorfico; 
13) geochimica applicata; 
14) cristallochimica; 
15) mineralogia sistematica; 
16) minerogenesi; 
17) geologia dei combustibili fossili; 
18) giacimenti di idrocarburi; 
19) prospezione geomineraria; 
20) prospezioni geofisiche. 
C) Indirizzo geofisico e geologico strutturale: 
Discipline caratterizzanti: 
1) fisica della terra solida; 
2) sismologia; 
3) geologia strutturale; 
4) geologia del cristallino; 
5) geodinamica. 
Lista delle discipline facoltative: 
1) prospezioni geofisiche; 
2) geofisica applicata; 
3) geofisica marina; 
4) fisica del vulcanismo; 
5) vulcanologia; 
6) geotermia; 
7) sismica applicata; 
8) geodesia e cartografia; 
9) esplorazione geologica del sottosuolo; 
10) geomagnetismo; 
11) giacimenti minerari; 
12) geologia regionale; 
13) oceanografia fisica; 
14) calcolo automatico; 
15) sismometria; 
16) geochimica applicata; 
17) complementi di geofisica; 
18) geofisica mineraria; 
19) paleomagnetismo; 
20) tettonofisica. 
D) Indirizzo geologico applicato: 
Discipline caratterizzanti: 
1) complementi di geologia applicata; 
2) rilevamento geologico tecnico; 
3) idrogeologia; 
4) fotogeologia; 
5) esplorazione geologica del sottosuolo. 
Lista delle discipline facoltative: 
1) geologia regionale; 
2) mineralogia applicata; 
3) geomorfologia applicata; 
4) geofisica applicata; 
5) sedimentologia e regime dei litoerali; 
6) geotecnica; 
7) estimo (con principi tecnico-economici); 
8) meterie giuridiche e legislazione dei lavori pubblici; 
9) geochimica applicata; 
10) idrogeologia applicata; 
11) topografia e cartografia; 
12) petrografia applicata; 
13) sismica applicata. 
Norme finali. 
L'ammissione all'esame di laurea comporta il superamento di non meno di 
ventiquattro esami, ed il colloquio di lingua inglese. 
Gli studenti, per la tesi di laurea devono svolgere un lavoro sperimentale 
impostato e coordinato dal relatore. 
Il diploma di laurea riporta il titolo di laureato in scienze geologiche; il 
relativo certificato farà menzione dell'indirizzo seguito. 
------------------------ 
(35/aa) Tabella così sostituita dal D.P.R. 4 maggio 1989, riportato al n. 
C/XXXVIII. 
 





Tabella XXVII (36) 
Corso di laurea in farmacia 
Il corso di laurea in farmacia si effettua mediante un ciclo di studi 
universitario della durata di cinque anni di insegnamento teorico e pratico 
comprendente un periodo semestrale di tirocinio pratico pre-laurea. Il numero 
degli esami annuali, semestrali e di corso integrato è non inferiore a 
venticinque. Per ogni materia la ripartizione tra insegnamento teorico e pratico 
deve lasciare spazio sufficiente alla teoria. 
Il titolo di ammissione è quello previsto dalla legge. Per realizzare una 
migliore professionalità del laureato sono previsti degli orientamenti. 
Il corso di studi si articola in insegnamenti fondamentali annuali o semestrali 
ed insegnamenti di orientamento fondamentali annuali ed opzionali semestrali. La 
frequenza dei corsi è obbligatoria. Sono suggeriti i seguenti orientamenti: 
farmaceutico, farmacologico, biochimico-clinico, fisiologico-nutrizionale, 
cosmetologico. 
Essi devono essere basati sulla combinazione di quelle discipline che meglio 
rispondono ad una logica di natura culturale applicativa che rifletta le 
effettive esigenze e competenze della sede nei diversi settori 
scientifico-professionali nonché sulla disponibilità effettiva di docenti ed 
attrezzature. 
Possono essere altresì previsti altri orientamenti sempreché riflettano le 
effettive esigenze e competenze della sede. 
Insegnamenti fondamentali: 
1) fisica; 
2) istituzioni di matematica [a]; 
[a] Con elementi di statistica ed informatica. 
3) chimica generale ed inorganica; 
4) botanica farmaceutica; 
5) biologia generale [b]; 
[b] Corso integrato. Discipline: 1) biologia animale; 2) biologia vegetale. 
6) anatomia umana; 
7) fisiologia generale; 
8) chimica organica; 
9) chimica analitica (semestrale) [c]; 
[c] Per la facoltà di farmacia. 
10) analisi dei medicinali I (semestrale); 
11) microbiologia (semestrale); 
12) chimica biologica [d]; 
[d] Biochimica generale ed applicata (medica). 
13) patologia generale [e]; 
[e] Con elementi di terminologia medica. 
14) farmacologia e farmacognosia I [f]; 
[f] Farmacognosia. 
15) chimica farmaceutica e tossicologica II; 
16) analisi dei medicinali II; 
17) farmacologia e farmacognosia II [g]; 
[g] Farmacologia e farmacoterapia. 
18) chimica farmaceutica e tossicologica II; 
19) analisi dei medicinali III; 
20) tecnologia, socioeconomia e legislazione farmaceutiche II; 
21) disciplina fondamentale di orientamento; 
22) tecnologia, socio-economia e legislazione farmaceutiche II; 
23) farmacologia e farmacognosia III [h]; 
[h] Tossicologia. 
24) igiene (semestrale) [i]; 
[i] Con elementi di epidemiologia e di medicina preventiva. 
25) discipline complementari (semestrali) di orientamento: esame integrato. 
Insegnamenti fondamentali orientamento: 
1) Farmaceutico: 
complementi di chimica farmaceutica. 
2) Farmacologico: 
farmacologia applicata. 
3) Biochimico clinico: 
biochimica applicata. 
4) Fisiologico-nutrizionale: 
fisiologia generale II [1]. 
[1] Vita di relazione. 
5) Cosmetologico: 
chimica dei prodotti cosmetici. 
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto alle discipline di 
orientamento, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a statuto 
nelle Università delle singole discipline in relazione agli orientamenti 
scientifico-professionali. 
Possono essere inserite in statuto ai sensi dell'art. 17 del testo unico delle 
leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 
1592, ed utilizzate come corsi di orientamento tutte le discipline 
dell'ordinamento didattico nazionale. 
Lo studente deve scegliere l'orientamento all'atto di iscrizione al quarto anno. 

Per ciascun anno accademico ogni consiglio di corso di laurea e facoltà, 
nell'ambito della propria autonomia didattica, può deliberare di attivare uno o 
più orientamenti, indicando in aggiunta alla disciplina fondamentale di 
orientamento altre due o piú discipline semestrali. 
La stessa disciplina può far parte di più orientamenti. Gli organi accademici 
propongono, per l'inserimento a statuto, sia gli orientamenti che le discipline 
ad essi afferenti (non meno di due complementari semestrali per ogni 
orientamento). Gli organi accademici propongono anche la propedeuticità delle 
discipline dei corsi fondamentali e di orientamento. 
Lo studente, scelto l'orientamento, è tenuto a superare l'esame del corso 
fondamentale di orientamento e l'esame, come esame integrato, di almeno altri 
due corsi semestrali scelti fra quelli indicati per detto orientamento. 
Nel caso di verifiche di profitto contestuali, accorpamento di più insegnamenti 
dello stesso anno accademico, il preside costituisce le commissioni di profitto 
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio 
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti 
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910, e dell'art. 4 della 
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi 
diverso da quello consigliato dalla facoltà. Il consiglio di corso di laurea 
valuterà la congruità del piano di studi proposto dallo studente con il 
raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi previsti dalla presente 
tabella. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato gli esami 
di tutti gli insegnamenti fondamentali e di quelli che costituiscono 
l'orientamento scelto ed avere effettuato il tirocinio pratico. Lo studente 
inoltre sarà tenuto a dimostrare di aver appreso l'inglese scientifico ed una 
eventuale seconda lingua in accordo a quanto proposto dal consiglio di corso di 
laurea. La conoscenza verrà verificata attraverso un colloquio da tenersi entro 
il quarto anno. Esso sarà regolarmente verbalizzato da una commissione che potrà 
comprendere il lettore di lingua attribuito alla facoltà di farmacia. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi sperimentale o 
compilativa su argomento concordato con un docente della facoltà. Per la tesi 
sperimentale è obbligatoria la frequenza per almeno un anno accademico in un 
laboratorio scientifico preferibilmente appartenente alla facoltà. 
Il tirocinio pratico sperimentale di sei mesi, di regola da espletare durante il 
quinto anno, deve essere fatto presso una farmacia aperta al pubblico o in un 
ospedale sotto la sorveglianza del servizio farmaceutico dell'ospedale. 
Norme finali e transitorie 
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le 
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente 
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti 
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non 
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti 
fondamentali, con le seguenti modalità: 
a) utilizzando le equivalenze delle discipline che saranno determinate dal 
Consiglio universitario nazionale; 
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo 
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella 
attuale di titolarità; 
c) attraverso il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità 
presente nel nuovo ordinamento e riconosciuta affine a quella di attuale 
titolarità dal Consiglio universitario nazionale. 
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione con apposito 
provvedimento sentito il parere del Consiglio universitario nazionale, ove 
richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate. 
Dopo il termine massimo di dieci anni dall'entrata in vigore della presente 
tabella deve essere prevista una verifica del nuovo ordinamento. 
------------------------ 
(36) Tabella così sostituita dall'allegato 1 al D.P.R. 31 ottobre 1988, 
riportato al n. C/XXXIV. 
 





Tabella XXVII-bis (37) 
Corso di laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche 
Il corso di laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche si effettua mediante un 
ciclo di studi universitario della durata di cinque anni di insegnamento teorico 
e pratico suddivisi in un triennio propedeutico ed in un biennio. L'ammissione 
al quarto anno potrà avvenire soltanto dopo il superamento di almeno diciassette 
dei diciannove esami fondamentali del primo triennio. È previsto un periodo di 
tirocinio pratico post-lauream. 
Il numero degli esami annuali, semestrali e di corso integrato è non meno di 
trenta. 
Per ogni materia la ripartizione tra insegnamento teorico e pratico deve 
lasciare spazio sufficiente alla teoria. 
Il titolo di ammissione è quello previsto dalla legge. Per realizzare una 
migliore professionalità del laureato sono previsti degli orientamenti. 
Il corso di studi si articola perciò in insegnamenti fondamentali annuali o 
semestrali ed insegnamenti di orientamento fondamentali annuali ed opzionali 
semestrali. La frequenza dei corsi è obbligatoria. Sono suggeriti i seguenti 
orientamenti: farmaceutico, farmacologico, biochimico-clinico, 1) scienza e 
sviluppo del farmaco; 2) farmacoterapeutico; 3) tecnologico; 4) igienico 
nutrizionale; 5) fitofarmaceutico. 
Essi devono essere basati sulla combinazione di quelle discipline che meglio 
rispondono ad una logica di natura culturale applicativa che rifletta le 
effettive esigenze e competenze della sede nei diversi settori 
scientifico-professionali nonché sulla disponibilità effettiva di docenti ed 
attrezzature. 
Possono essere altresì previsti altri orientamenti sempreché riflettano le 
effettive esigenze e competenze della sede. 
Insegnamenti fondamentali: 
1) matematica; 
2) fisica; 
3) chimica generale ed inorganica; 
4) biologia generale [a]; 
[a] Corso integrato: discipline: 1) biologia animale; 2) biologia vegetale. 
5) anatomia umana; 
6) microbiologia (semestrale); 
7) chimica organica I; 
8) chimica fisica; 
9) chimica analitica (semestrale) [b]; 
[b] Per la facoltà di farmacia. 
10) analisi dei medicinali (semestrale); 
11) chimica biologica [c]; 
[c] Biochimica generale ed applicata (medica). 
12) fisiologia generale; 
13) farmacologia e farmacognosia I [d]; 
[d] Farmacognosia. 
14) chimica organica II; 
15) metodi fisici in chimica organica; 
16) biochimica applicata; 
17) analisi dei farmaci I; 
18) chimica farmaceutica e tossicologica I; 
19) patologia generale (semestrale) [e]; 
[e] Con elementi di terminologia medica. 
20) chimica degli alimenti (semestrale); 
21) farmacologia e farmacognosia II [f]; 
[f] Farmacologia e farmacoterapia. 
22) chimica farmaceutica e tossicologica II; 
23) analisi dei farmaci II; 
24) tecnologia, socio-economia e legislazione farmaceutiche; 
25) farmacologia e farmacognosia III (semestrale) [g]; 
[g] Tossicologia. 
26) disciplina fondamentale di orientamento; 
27) laboratorio di preparazione estrattiva e sintetica dei farmaci; 
28) chimica farmaceutica applicata; 
29) impianti dell'industria farmaceutica; 
30) discipline complementari (semestrali) di orientamento: esame integrato. 
Triennio propedeutico esami 1-19. 
Biennio esami 20-30. 
Insegnamenti fondamentali di orientamento: 
1) Scienze e sviluppo del farmaco: 
chimica farmaceutica e tossicologica III. 
2) Farmaco terapeutico: 
saggi e dosaggi farmacologici. 
3) Tecnologico: 
tecnologia, socio-economia e legislazione farmaceutiche II. 
4) Igienico nutrizionale: 
igiene [h]. 
[h] Con elementi di epidemiologia e medicina preventiva. 
5) Fitofarmaceutico: 
botanica farmaceutica. 
I consigli di corso di laurea e le facoltà, rispetto alle discipline di 
orientamento, propongono ai competenti organi accademici l'inclusione a statuto 
nelle università delle singole discipline in relazione agli orientamenti 
scientifico-professionali. 
Possono essere inserite in statuto, ai sensi dell'art. 17 del testo unico delle 
leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 
1592, ed utilizzate come corsi di orientamento tutte le discipline 
dell'ordinamento didattico nazionale. 
Lo studente deve scegliere l'orientamento all'atto di iscrizione al quarto anno. 

Per ciascun anno accademico ogni consiglio di corso di laurea e facoltà, 
nell'ambito della propria autonomia didattica, può deliberare di attivare uno o 
piú orientamenti, indicando in aggiunta alla disciplina fondamentale di 
orientamento altre due o piú discipline semestrali. La stessa disciplina può far 
parte di piú orientamenti. Gli organi accademici propongono, per l'inserimento a 
statuto, sia gli orientamenti che le discipline ad essi afferenti (non meno di 
due complementari semestrali per ogni orientamento). Gli organi accademici 
propongono anche la propedeuticità dei corsi fondamentali e di orientamento. 
Lo studente, scelto l'orientamento, è tenuto a superare l'esame del corso 
fondamentale di orientamento e l'esame integrato di almeno altri due corsi 
semestrali scelti fra quelli indicati per detto orientamento. 
Nel caso di verifiche di profitto contestuali, accorpamento di piú insegnamenti 
nello stesso anno accademico, il preside costituisce le commissioni di profitto 
utilizzando i docenti dei relativi corsi, secondo le norme dettate dall'art. 160 
del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con regio 
decreto 31 agosto 1933, n. 1592, e dall'art. 42 del regolamento studenti 
approvato con regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269. 
Ai sensi dell'art. 2 della legge 11 dicembre 1969, n. 910, e dell'art. 4 della 
legge 30 novembre 1970, n. 924, lo studente può presentare un piano di studi 
diverso da quello consigliato dalla facoltà. Il consiglio di corso di laurea 
valuterà la congruità del piano di studi proposto dallo studente con il 
raggiungimento degli obiettivi didattico-formativi previsti dalla presente 
tabella. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato gli esami 
di tutti gli insegnamenti fondamentali e di quelli che costituiscono 
l'orientamento scelto. 
Lo studente inoltre sarà tenuto a dimostrare di aver appreso l'inglese 
scientifico ed una eventuale seconda lingua in accordo a quanto proposto dal 
consiglio di corso di laurea. La conoscenza verrà verificata attraverso un 
colloquio da tenersi entro il quarto anno. Esso sarà regolarmente verbalizzato 
da una commissione che comprenderà il lettore di lingua attribuito alla facoltà 
di farmacia. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi sperimentale su 
argomento concordato con un docente della facoltà. Lo studente deve iniziare 
l'attività di tesi all'inizio del quarto anno frequentando un laboratorio 
scientifico preferibilmente afferente alla facoltà. 
Il tirocinio pratico professionale di sei mesi avviene dopo la laurea e può aver 
luogo presso una farmacia aperta al pubblico o in un ospedale sotto la 
sorveglianza del servizio farmaceutico dell'ospedale. Può essere anche 
effettuato per metà tempo in farmacia e per l'altra metà presso l'industria 
farmaceutica. 
Norme finali e transitorie 
I consigli di dipartimento, i consigli di corso di laurea e le facoltà, per le 
rispettive competenze, nell'ambito della programmazione didattica susseguente 
all'entrata in vigore della presente tabella propongono, sentiti i docenti 
interessati, la copertura degli insegnamenti compresi nella nuova tabella e non 
compresi nella vecchia, garantendo prioritariamente la copertura di insegnamenti 
fondamentali, con le seguenti modalità: 
a) utilizzando le equivalenze delle discipline che saranno determinate dal 
Consiglio universitario nazionale; 
b) attraverso il passaggio ad altra disciplina di titolarità presente nel nuovo 
ordinamento purché compresa nello stesso raggruppamento concorsuale di quella 
attuale di titolarità; 
c) attraverso il passaggio di posto e persona ad altra disciplina di titolarità 
presente nel nuovo ordinamento e riconosciuta affine a quella di attuale 
titolarità dal Consiglio universitario nazionale. 
Tali passaggi sono disposti dal Ministro della pubblica istruzione, con apposito 
provvedimento sentito il parere del Consiglio universitario nazionale 
(alternativamente su conforme parere favorevole del Consiglio universitario 
nazionale), ove richiesto, sulla base delle delibere delle facoltà interessate. 
Dopo il termine massimo di dieci anni dall'entrata in vigore della presente 
tabella deve essere prevista una verifica del nuovo ordinamento. 
------------------------ 
(37) Tabella aggiunta dall'art. 1, D.P.R. 5 settembre 1967, n. 1037 (Gazz. Uff. 
17 novembre 1967, n. 287), e poi così sostituita dall'allegato 2 al D.P.R. 31 
ottobre 1988, riportato al n. C/XXXIV. 
Uff. 19 settembre 1972, n. 245). 
 





Tabella XXVIII (37/a) 
Diploma in farmacia 
------------------------ 
(37/a) Tabella soppressa dal D.P.R. 18 luglio 1972, n. 524 (Gazz. Uff. 19 
settembre 1972, n. 245). 
 





Tabella XXIX (37/b) 
Lauree in ingegneria 
------------------------ 
(37/b) Più volte modificata ed integrata, la tabella XXIX da ultimo è stata 
abrogata e sostituita da quella allegata al D.P.R. 20 maggio 1989, riportato al 
n. C/XXXIX. 
 





Tabella XXIX-bis (38) 
Diploma universitario in ingegneria 
Art. 1 (Diplomi universitari). - Presso la facoltà di ingegneria possono essere 
istituiti i seguenti corsi di diploma universitario, di durata triennale, di cui 
all'art. 2 della legge 19 novembre 1990, n. 341: 
1) ingegneria aerospaziale; 
2) ingegneria biomedica; 
3) ingegneria chimica; 
4) ingegneria dell'ambiente e delle risorse; 
5) ingegneria delle infrastrutture; 
6) ingegneria delle telecomunicazioni; 
7) ingegneria elettrica; 
8) ingegneria elettronica; 
9) ingegneria informatica e automatica; 
10) ingegneria logistica e della produzione; 
11) ingegneria meccanica. 
I predetti corsi di diploma sono raggruppati in tre settori, corrispondenti a 
vaste aree scientifico-culturali e distinti ambiti professionali, ad eccezione 
di quelli di ingegneria biomedica, di ingegneria dell'ambiente e delle risorse e 
di ingegneria logistica e della produzione, aventi caratteristiche 
intersettoriali. 
1) settore civile - corso di diploma universitario in ingegneria delle 
infrastrutture; 
2) settore dell'informazione - corsi di diploma universitario in: ingegneria 
delle telecomunicazioni, ingegneria elettronica, ingegneria informatica e 
automatica; 
3) settore industriale - corsi di diploma universitario in: ingegneria 
aerospaziale, ingegneria chimica, ingegneria elettrica, ingegneria meccanica. 
L'iscrizione a tali corsi è regolata in conformità alle leggi di accesso agli 
studi universitari. 
Il numero degli iscritti sarà stabilito annualmente dal senato accademico, 
sentito il consiglio della facoltà di ingegneria, in base ai criteri generali 
fissati dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, 
ai sensi dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/1990. 
Ciascun corso può essere articolato in orientamenti fissati da ciascuna facoltà 
all'atto dell'emanazione del regolamento. 
Al compimento degli studi viene conseguito il titolo di "diplomato in ingegneria 
", con la specificazione del corso di diploma seguito. 
Art. 2 (Corsi di laurea e di diploma universitario affini). - Ai fini del 
proseguimento degli studi i corsi di diploma universitario di cui all'art. 1 
sono dichiarati mutuamente affini ed affini a tutti i corsi di laurea della 
facoltà di ingegneria di cui all'art. 1 della tabella XXIX, decreto del 
Presidente della Repubblica 20 maggio 1989 (Gazzetta Ufficiale 10 agosto 1989, 
n. 186). 
Il criterio generale nel riconoscimento degli insegnamenti, seguiti con esito 
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità 
culturale (propedeutica o professionale) nell'ottica della formazione richiesta 
per il conseguimento del diploma di laurea. Conseguentemente la facoltà potrà 
riconoscere tutti o parte degli insegnamenti seguiti con esito positivo nel 
corso di diploma universitario, indicando le singole corrispondenze anche 
parziali con gli insegnamenti del corso di laurea; la facoltà indicherà, 
inoltre, sia gli insegnamenti integrativi, appositamente istituiti ed attivati, 
per completare la formazione per accedere al corso di laurea, che gli 
insegnamenti specifici del corso di laurea necessari per conseguire il diploma 
di laurea. Gli insegnamenti integrativi non sono necessariamente propedeutici 
agli insegnamenti specifici. 
Il consiglio di facoltà indicherà, inoltre, l'anno di corso del corso di laurea 
cui lo studente si potrà iscrivere; tale anno di corso, per coloro che siano in 
possesso di diploma universitario, sarà di regola il terzo. 
Nei trasferimenti degli studenti tra diversi corsi di diploma universitario o da 
un corso di laurea ad un corso di diploma universitario, sempre della facoltà di 
ingegneria, il competente consiglio di facoltà riconoscerà gli insegnamenti 
sempre col criterio della loro utilità al fine della formazione necessaria per 
il conseguimento del nuovo titolo ed indicherà il piano degli studi da 
completare per conseguire il titolo e l'anno di corso cui lo studente potrà 
iscriversi. Particolare attenzione sarà rivolta dalle facoltà sia agli studenti, 
iscritti come fuori corso ad un corso di laurea, che a coloro che avessero 
interrotto gli studi di ingegneria, nel caso che volessero completare gli studi 
nell'ambito dei corsi di diploma. 
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea aventi identica 
denominazione sono considerati strettamente affini. 
La facoltà, nel riconoscere gli studi del corso di diploma per un proseguimento 
nel corso di laurea strettamente affine, riconoscerà gli studi completati, in 
modo che per conseguire il diploma di laurea gli insegnamenti aggiuntivi, a 
livello di annualità, comprendenti sia i corsi di insegnamento integrativi che 
gli insegnamenti propri del corso di laurea, non siano maggiori di norma 
rispettivamente di quattro e di quattordici. La facoltà dovrà, quindi, formulare 
i piani degli studi tenendo presente questi vincoli per il proseguimento degli 
studi. 
Art. 3 (Articolazione del corso degli studi). - La durata degli studi dei corsi 
di diploma universitario in ingegneria è fissata in tre anni. 
Ciascuno dei tre anni di corso potrà essere articolato in periodi didattici più 
brevi, specificandoli nel regolamento didattico della facoltà. 
Complessivamente l'attività didattica comprende almeno 2100 ore, di cui almeno 
500 di attività pratiche di laboratorio o di tirocinio. L'attività di 
laboratorio potrà anche essere associata ai diversi corsi di insegnamento. 
L'attività di laboratorio e di tirocinio potrà essere svolta all'interno o 
all'esterno dell'Università, anche in relazione ad un elaborato finale, presso 
qualificate istituzioni italiane o straniere con le quali si siano stipulate 
apposite convenzioni. L'attività di tirocinio, potrà essere ritenuta equivalente 
dal consiglio di corso di diploma, al massimo a due dei trenta moduli didattici 
necessari per conseguire il titolo. 
L'ordinamento didattico è formulato con riferimento al modulo didattico che 
comprende un'attività didattica complessiva (lezioni, esercitazioni, laboratori, 
ecc.) di almeno 50 ore. Per conseguire il diploma universitario occorre aver 
superato l'accertamento, con esito positivo, relativo agli insegnamenti previsti 
nel piano degli studi, con modalità di esame stabilite dai consigli di facoltà. 
Le facoltà nello stabilire le prove di valutazione della preparazione degli 
studenti faranno ricorso a criteri di continuità e di accorpamento in modo da 
limitare il numero degli esami tradizionali ad un numero sensibilmente inferiore 
a quello dei moduli didattici. L'art. 6 riporta per ciascun corso di diploma 
universitario il numero dei moduli didattici e le relative aree disciplinari da 
includere obbligatoriamente nei curricula didattici. La facoltà completerà le 
indicazioni, fino ad un numero di trenta moduli didattici, per raggiungere 
definiti obiettivi didattico-formativi. 
L'esame di diploma consiste in una discussione tendente ad accertare la 
preparazione di base e professionale del candidato; in esso potrà essere 
discusso un eventuale elaborato scritto. 
Art. 4 (Regolamento dei corsi di diploma universitario). - I consigli delle 
competenti strutture didattiche determinano, con apposito regolamento, in 
conformità del regolamento didattico di Ateneo, l'articolazione dei corsi di 
diploma universitario, in accordo con quanto previsto dall'art. 11, secondo 
comma, della legge n. 341/1990. 
In particolare, nel regolamento saranno indicati il piano degli studi, nel 
rispetto dei vincoli di ore complessive di didattica e di area disciplinare di 
appartenenza dei moduli didattici. 
Nel piano degli studi sarà individuata la denominazione degli insegnamenti; 
ciascun insegnamento sarà costituito da un singolo modulo o dalla integrazione 
di diversi moduli o frazioni di moduli. Le denominazioni degli insegnamenti sono 
quelle riportate nei gruppi della tabella F del decreto del Presidente della 
Repubblica 20 maggio 1989, di cui nella Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 1989, e 
successive modificazioni. Nel caso in cui il corso di insegnamento è specifico 
del diploma e non è mutuato da un corso di laurea affine, occorre aggiungere 
alla denominazione dell'insegnamento la sigla D.U. La denominazione di 
insegnamenti integrati, con moduli didattici appartenenti a diversi gruppi 
concorsuali, sarà diversa da quelle riportate nei gruppi stessi. 
Nel regolamento saranno anche riportati i vincoli, quanto ad insegnamenti 
positivamente superati, perché uno studente possa iscriversi ad un anno di corso 
successivo. 
Art. 5 (Docenza). - La copertura dei moduli didattici attivati è affidata, nel 
rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio di facoltà ai professori di ruolo 
dello stesso gruppo disciplinare o di gruppo ritenuto dalla facoltà affine, 
ovvero per affidamento a professore di ruolo o ricercatore confermato. Per 
realizzare una efficace attività didattica, con adeguata assistenza agli 
studenti, la singola classe di insegnamento avrà un numero di studenti iscritti 
non superiore, di norma, alle cento unità. 
Al fine di facilitare il ricorso ad esperienze e professionalità esterne il 
corso d'insegnamento potrà comprendere moduli da affidare a professori a 
contratto, con le modalità previste negli statuti delle singole università. 
Art. 6 (Formulazione dei curricula). - I curricula dei diplomi universitari in 
ingegneria sono formulati con riferimento al modulo didattico. Nelle tabelle che 
seguono sono riportati il, o i, gruppi di discipline con il relativo numero di 
moduli didattici; quando necessario, è anche riportata una precisazione sui 
contenuti scientifico-professionali. 
Nella tabella A sono indicati i moduli didattici che concorrono a costituire gli 
insegnamenti comuni a tutti i diplomi di ingegneria; nella tabella B i moduli 
didattici caratterizzanti i tre settori dell'ingegneria (civile, 
dell'informazione, industriale); nella tabella C gli ulteriori moduli didattici, 
specifici dei singoli corsi di diploma. 
Per i corsi di diploma intersettoriali, la tabella D insieme con la tabella A 
indica l'orientamento didattico complessivo. 
(Si omettono le tabelle A, B, C, D) 
------------------------ 
(38) Tabella aggiunta dall'articolo unico D.M. 18 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 11 
maggio 1992, n. 108). 
 





Tabella XXX (38/a) 
Laurea in architettura 
Durata del corso degli studi: 5 anni. 
Gli insegnamenti propri del corso di laurea in architettura si articolano per 
aree disciplinari. Le aree disciplinari sono le seguenti: 
1) area progettuale architettonica; 
2) area della progettazione territoriale ed urbanistica; 
3) area storico-critica e del restauro; 
4) area tecnologica; 
5) area impiantistica; 
6) area fisico-matematica; 
7) area della scienza e tecnica delle costruzioni; 
8) area socio-economica; 
9) area della rappresentazione. 
Il corso di laurea prevede i seguenti indirizzi: 
progettazione architettonica; 
tutela e recupero del patrimonio storico-architettonico; 
tecnologico; 
urbanistico. 
Altri indirizzi potranno essere proposti dalle singole facoltà secondo le 
procedure previste dal vigente ordinamento didattico. 
L'ammissione all'esame di laurea avviene dopo il superamento degli esami nelle 
annualità previste dallo statuto per la parte relativa alla facoltà; il numero 
complessivo di dette annualità non può essere né inferiore a ventisette né 
superiore a trenta. Lo studente è, comunque, tenuto a frequentare lezioni, 
seminari ed esercitazioni come previsti nel manifesto annuale di ciascuna 
facoltà. 
La scelta delle discipline per i piani di studio dovrà adeguarsi ai seguenti 
criteri: 
nove discipline annuali, le prime indicate per ciascuna area (1-9) sono 
fondamentali per tutte le facoltà; 
nove discipline annuali, attinte dalle singole aree nel numero indicato più 
sotto, sono caratterizzanti il corso di laurea e sono specificate negli statuti 
per la parte relativa alla facoltà; un terzo delle suddette discipline può 
essere diversamente specificato, in funzione degli indirizzi attivati, nel 
manifesto annuale della facoltà. 
Le rimanenti discipline annuali individuano un indirizzo: esse andranno attinte 
dalle singole aree nel numero indicato più sotto. Il manifesto annuale delle 
facoltà indicherà i titoli delle discipline di ciascuna area propria 
dell'indirizzo attivato. 
Il numero complessivo delle annualità caratterizzanti il corso di laurea deve 
essere così costituito: 
tre annualità dall'area 1 progettuale architettonica; 
una annualità dall'area 2 della progettazione territoriale ed urbanistica; 
due annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro; 
una annualità dall'area 4 tecnologica; 
una annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni; 
una annualità dall'area 8 socio-economica. 
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo di progettazione 
architettonica deve essere così costituito: 
tre annualità dall'area 1 progettuale architettonica; 
una annualità dall'area 2 della progettazione territoriale ed urbanistica; 
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro; 
una annualità dell'area 4 tecnologica; 
due annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni; 
una annualità dall'area 9 della rappresentazione. 
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo tutela e recupero 
del patrimonio storico architettonico deve essere così costituito: 
due annualità dall'area 1 progettuale architettonica; 
una annualità dall'area 2 della progettazione territoriale ed urbanistica; 
tre annualità dell'area 3 storico-critica e del restauro; 
una annualità dall'area 4 tecnologica; 
una annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni; 
una annualità dall'area 9 della rappresentazione. 
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo tecnologico deve 
essere così costituito: 
una annualità dall'area 1 progettuale architettonica; 
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro; 
tre annualità dall'area 4 tecnologica; 
una annualità dall'area 5 impiantistica; 
una annualità dall'area 6 fisico-matematica; 
una annualità dall'area 7 della scienza e tecnica delle costruzioni; 
una annualità dell'area 9 della rappresentazione. 
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo urbanistico deve 
essere così costituito: 
tre annualità dall'area 2 della progettazione territoriale e urbanistica; 
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro; 
una annualità dall'area 4 tecnologica; 
una annualità dall'area 6 fisico-matematica; 
due annualità dall'area 8 socio-economica; 
una annualità dall'area 9 della rappresentazione. 
Nella parte dello statuto relativa a ciascuna facoltà saranno indicate le 
propedeuticità e le eventuali iterazioni. 
ELENCO DELLE DISCIPLINE 
1) Area progettuale architettonica (12 discipline): 
composizione architettonica (1ª annualità); 
composizione architettonica (2ª annualità); 
allestimento e museografia; 
arredamento e architettura degli interni; 
arte dei giardini; 
caratteri tipologici dell'architettura; 
normative e legislazione per l'edilizia; 
progettazione architettonica (1ª annualità); 
progettazione architettonica (2ª annualità); 
scenografia; 
teoria dei modelli per la progettazione; 
teoria e tecniche della progettazione architettonica. 
2) Area della progettazione territoriale e urbanistica (15 discipline): 
urbanistica (1ª annualità); 
urbanistica (2ª annualità); 
analisi di sistemi urbani; 
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (1ª annualità); 
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (2ª annualità); 
diritto e legislazione urbanistica; 
ecologia applicata; 
geologia applicata ed idrogeologia; 
gestione urbanistica del territorio; 
organizzazione del territorio; 
pianificazione del territorio; 
progettazione urbanistica (1ª annualità); 
progettazione urbanistica (2ª annualità); 
teoria dell'urbanistica (1ª annualità); 
teoria dell'urbanistica (2ª annualità); 
3) Area storico-critica e del restauro (13 discipline): 
storia dell'architettura (1ª annualità); 
storia dell'architettura (2ª annualità); 
storia dell'urbanistica (1ª annualità); 
storia dell'urbanistica (2ª annualità); 
storia dell'architettura contemporanea; 
storia dell'arte; 
storia della città e del territorio; 
storia della critica e della letteratura architettonica; 
storia della scienza; 
storia della tecnologia; 
restauro architettonico; 
restauro urbano; 
teoria del restauro. 
4) Area tecnologica (13 discipline): 
tecnologia dell'architettura (1ª annualità); 
tecnologia dell'architettura (2ª annualità); 
cultura tecnologica della progettazione; 
disegno industriale; 
ergonomia; 
igiene ambientale; 
morfologia dei componenti; 
progettazione ambientale; 
sperimentazione di sistemi e componenti; 
tecnica ed economia della produzione edilizia; 
tecnologie dei materiali da costruzione; 
tipologia strutturale; 
unificazione edilizia e prefabbricazione. 
5) Area impiantistica (5 discipline): 
fisica tecnica e impianti; 
illuminotecnica, acustica e climatizzazione nell'edilizia; 
impianti speciali di sicurezza; 
impianti tecnici urbani; 
ubicazione e distribuzione della produzione dell'energia. 
6) Area fisico-matematica (9 discipline): 
istituzioni di matematica; 
calcolo numerico e programmazione; 
elaborazione elettronica dei dati; 
elaborazione elettronica della progettazione; 
fisica; 
geometria descrittiva; 
istituzioni di statistica; 
linguaggio per l'uso dei calcolatori; 
matematica applicata. 
7) Area della scienza e tecnica delle costruzioni (9 discipline): 
statica; 
consolidamento ed adattamento degli edifici; 
costruzioni in zone sismiche; 
dinamica delle costruzioni; 
geotecnica e tecnica delle fondazioni; 
progettazione di grandi strutture; 
scienza delle costruzioni; 
tecnica delle costruzioni (1ª annualità); 
tecnica delle costruzioni (2ª annualità); 
8) Area socio-economica (8 discipline): 
estimo ed esercizio professionale; 
economia urbana e regionale; 
antropologia culturale; 
demografia; 
economia dei trasporti; 
fondamenti di economia; 
geografia urbana e regionale; 
sociologia urbana e rurale. 
9) Area della rappresentazione (10 discipline): 
disegno e rilievo; 
applicazioni di geometria descrittiva; 
cartografia tematica; 
elementi di fotogrammetria; 
interpretazione di immagini e telerilevamenti; 
strumenti e metodi per il rilievo architettonico; 
strumenti e tecniche di comunicazione visiva; 
tecniche della cartografia automatica; 
tecniche di rappresentazione dell'architettura; 
topografia. 
Lo studente, inoltre, dovrà essere sottoposto all'accertamento della conoscenza 
di almeno una lingua straniera fra quelle indicate dalla facoltà nel manifesto 
annuale degli studi, mediante colloquio e traduzione di testi scientifici, da 
effettuarsi prima dell'assegnazione della tesi di laurea con docenti di 
discipline attinenti alla tesi stessa. 
------------------------ 
(38/a) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 31 ottobre 1969, n. 975, 
riportato al n. C/XIII, e poi dal D.P.R. 9 settembre 1982, n. 806, riportato al 
n. C/XXIII. 
 





Tabella XXX-bis (38/b) 
Laurea in pianificazione territoriale ed urbanistica 
Durata del corso degli studi: 5 anni. 
Gli insegnamenti propri del corso di laurea in pianificazione territoriale ed 
urbanistica si articolano per aree disciplinari. Le aree disciplinare sono le 
seguenti: 
1) area della progettazione territoriale ed urbanistica; 
2) area progettuale architettonica; 
3) area storico-critica e del restauro; 
4) area tecnologica; 
5) area impiantistica; 
6) area fisico-matematica; 
7) area della scienza e tecnica delle costruzioni; 
8) area socio-economica; 
9) area della rappresentazione. 
Il corso di laurea prevede i seguenti indirizzi: 
pianificazione territoriale; 
pianificazione urbanistica. 
Altri indirizzi potranno essere proposti dalle singole facoltà secondo le 
procedure previste dal vigente ordinamento didattico. 
L'ammissione all'esame di laurea avviene dopo il superamento degli esami nelle 
annualità previste dallo statuto per la parte relativa alla facoltà; il numero 
di dette annualità non può essere né inferiore a ventisette né superiore a 
trenta. Lo studente è comunque tenuto a frequentare lezioni, seminari ed 
esercitazioni come previsto dal manifesto annuale della facoltà. 
La scelta delle discipline per i piani di studio dovrà adeguarsi ai seguenti 
criteri: 
nove discipline annuali, le prime indicate per ciascuna area (1-9) sono 
fondamentali per ciascuna facoltà; 
nove discipline annuali, attinte dalle singole aree nel numero indicato più 
sotto, sono caratterizzanti il corso di laurea e sono specificate negli statuti 
per la parte relativa alla facoltà; un terzo delle suddette discipline può 
essere diversamente specificato, in funzione degli indirizzi attivati, nel 
manifesto annuale delle facoltà. 
Le rimanenti discipline individuano un indirizzo: esse andranno attinte dalle 
singole aree nel numero indicato più sotto. Il manifesto annuale delle facoltà 
indicherà i titoli delle discipline, in ciascuna area, relative all'indirizzo 
attivato. 
Il numero complessivo delle annualità caratterizzanti il corso di laurea deve 
essere così costituito: 
quattro annualità dall'area 1 della progettazione territoriale e urbanistica; 
una annualità dall'area 3 storico-critica e del restauro; 
una annualità dall'area 5 impiantistica; 
una annualità dall'area 6 fisico-matematica; 
una annualità dall'area 8 socio-economica; 
una annualità dall'area 9 della rappresentazione. 
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo di pianificazione 
territoriale deve essere così costituito: 
tre annualità dall'area 1 della progettazione territoriale e urbanistica; 
una annualità dall'area 2 progettuale architettonica; 
una annualità dall'area 4 tecnologica; 
una annualità dall'area fisico-matematica; 
due annualità dall'area 8 socio-economica; 
una annualità dall'area 9 della rappresentazione. 
Il numero complessivo delle annualità individuanti l'indirizzo di pianificazione 
urbanistica deve essere così costituito: 
tre annualità dall'area 1 della progettazione territoriale e urbanistica; 
una annualità dall'area 2 progettuale architettonica; 
una annualità dall'area 4 tecnologica; 
una annualità dall'area 6 fisico-matematica; 
due annualità dall'area 8 socio-economica; 
una annualità dall'area 9 della rappresentazione. 
Nella parte dello statuto relativa a ciascuna facoltà saranno indicate le 
propedeuticità e le eventuali iterazioni. 
ELENCO DELLE DISCIPLINE 
1) Area della progettazione territoriale e urbanistica (19 discipline): 
fondamenti di urbanistica; 
urbanistica; 
analisi di sistemi urbani; 
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (1ª annualità); 
analisi delle strutture urbanistiche e territoriali (2ª annualità); 
diritto e legislazione urbanistica; 
diritto e legislazione ambientale; 
diritto regionale e degli enti locali; 
ecologia applicata; 
geologia applicata ed idrogeologia; 
gestione urbanistica del territorio; 
organizzazione del territorio; 
progettazione del territorio (1ª annualità); 
progettazione del territorio (2ª annualità); 
progettazione urbanistica (1ª annualità); 
progettazione urbanistica (2ª annualità); 
teorie dell'urbanistica (1ª annualità); 
teorie dell'urbanistica (2ª annualità); 
teorie e tecniche della pianificazione. 
2) Area progettuale architettonica (7 discipline): 
caratteri tipologici dell'architettura; 
arte dei giardini; 
composizione architettonica (1ª annualità); 
composizione architettonica (2ª annualità); 
normative e legislazione per l'edilizia; 
progettazione architettonica; 
teoria dei modelli per la progettazione. 
3) Area storico critica e del restauro (15 discipline): 
storia dell'architettura (1ª annualità); 
storia dell'architettura (2ª annualità); 
storia dell'urbanistica (1ª annualità); 
storia dell'urbanistica (2ª annualità); 
storia dell'architettura contemporanea; 
storia dell'arte; 
storia della cartografia; 
storia della città e del territorio; 
storia della critica e della letteratura architettonica; 
storia del paesaggio urbano e rurale; 
storia della scienza; 
storia della tecnologia; 
restauro architettonico; 
restauro urbano; 
teoria del restauro. 
4) Area tecnologica (9 discipline): 
cultura tecnologica della progettazione; 
tecnologia dell'architettura; 
ergonomia; 
igiene ambientale; 
progettazione ambientale; 
sperimentazione di sistemi e componenti; 
tecniche ed economia della produzione edilizia; 
tecnologie dei materiali da costruzione; 
tipologia strutturale. 
5) Area impiantistica (5 discipline): 
fisica tecnica e impianti; 
impianti speciali di sicurezza; 
impianti tecnici urbani e territoriali; 
infrastrutture di viabilità e trasporto; 
ubicazione e distribuzione della produzione dell'energia. 
6) Area fisico-matematica (12 discipline): 
istituzioni di matematica; 
calcolo numerico e programmazione; 
elaborazione elettronica dei dati; 
elaborazione elettronica della progettazione; 
fisica; 
geometria descrittiva; 
istituzioni di statistica; 
linguaggio per l'uso dei calcolatori; 
matematica applicata; 
modelli matematici per la programmazione territoriale; 
statistica applicata; 
teoria dei sistemi. 
7) Area della scienza delle costruzioni (7 discipline): 
statica; 
costruzioni in zone sismiche; 
dinamica delle costruzioni; 
geotecnica e tecnica delle fondazioni; 
progettazione di grandi strutture; 
scienza delle costruzioni; 
tecnica delle costruzioni. 
8) Area socio-economica (11 discipline): 
economia urbana e regionale (1ª annualità); 
economia urbana e regionale (2ª annualità); 
antropologia culturale; 
demografia; 
econometria; 
economia dei trasporti; 
economia politico-agraria; 
fondamenti di economia; 
geografia urbana e regionale; 
sociologia urbana e rurale; 
tecniche economiche e finanziarie della programmazione. 
9) Area della rappresentazione (10 discipline): 
disegno a rilievo; 
applicazioni di geometria descrittiva; 
cartografia tematica; 
elementi di fotogrammetria; 
interpretazione di immagini e telerilevamenti; 
rappresentazione dei fenomeni territoriali; 
strumenti e metodi per il rilievo architettonico; 
strumenti e tecniche di comunicazione visiva; 
tecniche della cartografia automatica; 
topografia. 
------------------------ 
(38/b) Tabella aggiunta dal D.P.R. 9 settembre 1982, n. 806, riportato al n. 
C/XXIII. 
 





Tabella XXXI (39) 
Laurea in scienze agrarie (39) 
------------------------ 
(39) Vedi, ora, il D.P.R. 19 aprile 1982, n. 299, riportato al n. C/XXII. 
(39) Vedi, ora, il D.P.R. 19 aprile 1982, n. 299, riportato al n. C/XXII. 
 





Tabella XXXI-bis (39/a) 
Laurea in "scienze e tecnologie alimentari" 
Durata del corso degli studi: cinque anni, comprendente ventiquattro 
insegnamenti fondamentali (di cui venti annuali e quattro semestrali) e cinque 
annualità di insegnamenti opzionali (due corsi semestrali equivalgono ad uno 
annuale). 
I titoli di ammissione sono quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. 

Insegnamenti fondamentali propedeutici 


 Numero
d'ordine           Annualità

    1  Biochimica generale;
    2  Chimica analitica I;
    3  Chimica analitica II;
    4  Chimica fisica;
    5  Chimica generale ed inorganica;
    6  Chimica organica I;
    7  Chimica organica II;
    8  Enzimologia (semestrale);
    9  Fisica;
   10  Fisica tecnica (semestrale);
   11  Igiene;
   12  Matematica;
   13  Microbiologia generale;
   14  Morfologia e fisiologia animale;
   15  Morfologia e fisiologia vegetale.
Insegnamenti fondamentali di applicazione 


   16 Analisi chimica dei prodotti alimentari;
   17 Economia delle industrie agro-alimentari;
   18 Fisiologia della nutrizione e razionamento:
   19 Microbiologia degli alimenti;
   20 Microbiologia industriale;
   21 Produzioni animali (semestrale);
   22 Preduzioni vegetali (semestrale);
   23 Tecnologie alimentari I (operazioni fondamentali);
   24 Tecnologie alimentari II (processi).
Insegnamenti opzionali distinti per aree disciplinari 


 a) Discipline economiche statistiche e giuridiche:

    1) approvvigionamenti e mercato;
    2) contabilità aziendale;
    3) istituzioni di economia politica;
    4) legislazione alimentare;
    5) metodologia e statistica sperimentale.

 b) Discipline biologiche:

    1) botanica sistematica ed applicata;
    2) zootecnia generale.

 c) Discipline chimiche e biochimiche:

    1) analisi chimica spettroscopica;
    2) biochimica degli alimenti;
    3) biochimica industriale;
    4) chimica delle fermentazioni;
    5) chimica e tecnologia degli aromi;
    6) gestione della qualità  dei prodotti alimentari;
    7) esercitazioni di analisi chimica dei prodotti alimentari;
    8) residui ed additivi;
    9) biochimica applicata.

 d) Discipline igieniche e microbiologiche:

    1) biotecnologia delle fermentazioni;
    2) detergenza e sanificazione degli impianti delle industrie
       alimentari;
    3) difesa degli alimenti dagli animali infestanti;
    4) genetica dei microrganismi;
    5) igiene degli alimenti;
    6) ispezione degli alimenti di origine animale;
    7) microbiologia lattiero-casearia;
    8) patologia animale e ispezione delle carni;
    9) patologia dei prodotti e delle derrate vegetali;
   10) virologia;
   11) tecniche microbiologiche.

 e) Discipline nutrizionistiche;

    1) principi di dietetica;
    2) programmazione nutrizionale;
    3) valutazione nutrizionale degli alimenti.

 f) Discipline tecnologiche:

    1) chimica e tecnologia del latte;
    2) disegno tecnico e materiali;
    3) enologia;
    4) ergotecnica ed organizzazione aziendale;
    5) macchine ed impianti per le industrie alimentari;
    6) proprietà  fisico-meccaniche  dei   prodotti  agricoli  e
       alimentari;
    7) tecnica della ristorazione;
    8) tecnologia dei cereali e derivati;
    9) tecnologia   dei   prodotti   alimentari    tropicali   e
       subtropicali;
   10) tecnologia del condizionamento e della distribuzione;
   11) tecnologia della birra;
   12) tecnologia delle applicazioni frigorifere;
   13) tecnologia delle bevande alcoliche;
   14) tecnologia delle conserve alimentari;
   15) tecnologia delle sostanze grasse;
   16) trattamento   dei   sottoprodotti, degli   affluenti   ed
       approvvigionamento delle acque.
Ogni insegnamento opzionale, a giudizio di ciascuna facoltà, nel manifesto potrà 
avere durata annuale o semestrale. 
Le singole facoltà potranno inserire nel loro statuto altre discipline opzionali 
la cui denominazione ed il cui contenuto non potranno comunque ricalcare in 
tutto o in parte quelli degli insegnamenti già esistenti. 
Tutti gli insegnamenti del corso di laurea in "scienze e tecnologie alimentari" 
dovranno essere autonomi rispetto a quelli di uguale denominazione eventualmente 
presenti in altri corsi di laurea. 
Le singole facoltà cureranno l'organizzazione dei piani di studio secondo le 
propedeuticità proposte e scegliendo gli insegnamenti opzionali da attivare 
secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, in logica distribuzione per 
area disciplinare. 
Le singole facoltà stabiliscono il numero e l'ordine di successione degli 
insegnamenti fondamentali propedeutici che lo studente deve seguire durante i 
primi due anni di corso. Per ottenere l'iscrizione al terzo anno lo studente 
deve aver seguito i corsi e superato gli esami in tutti gli insegnamenti dei 
primi due anni di corso, o al massimo meno due, fermo restando che lo studente 
non potrà sostenere esami del terzo anno se prima non avrà superato i restanti 
due esami dei primi due anni di corso. 
Lo studente, prima dell'assegnazione della tesi di laurea, deve aver sostenuto 
un accertamento della conoscenza della lingua inglese, mediante colloquio e 
traduzione di testi scientifici, effettuato con docenti di discipline attinenti 
alla tesi stessa. 
Le discipline indicate come I e II devono intendersi di due diversi contenuti e 
corrispondenti a due distinti esami. 
A giudizio delle singole facoltà le discipline "produzioni animali" e 
"produzioni vegetali" potranno avere durata annuale e potranno essere sostituite 
da discipline di pari durata miranti comunque a fornire le nozioni 
indispensabili sulla produzione primaria oggetto della trasformazione in 
alimenti. Nel caso che la facoltà stabilisca che le precitate due discipline 
abbiano ciascuna una durata annuale, il numero delle annualità riservate agli 
insegnamenti opzionali si ridurrà di conseguenza da cinque a quattro. 
Per il conseguimento della laurea lo studente, dopo aver sostenuto e superato 
gli esami relativi alle ventisette discipline annuali o equivalenti (due 
discipline semestrali equivalgono ad una annuale) del piano di studio, dovrà 
superare l'esame di laurea consistente nella discussione di una tesi a carattere 
sperimentale. 
------------------------ 
(39/a) Tabella aggiunta dal D.P.R. 13 agosto 1964, n. 1220 (Gazz. Uff. 30 
novembre 1964, n. 296). Successivamente l'articolo unico, D.P.R. 31 ottobre 
1985, n. 1027 (Gazz. Uff. 2 maggio 1986, n. 100), ha così disposto: 
"Articolo unico. L'ordinamento didattico del corso degli studi per il 
conseguimento della laurea in scienze delle preparazioni alimentari, di cui alla 
tabella XXXI-bis del R.D. 30 settembre 1938, n. 1652, è modificato come appresso 
specificato: 
Biennio di studi propedeutici. 
Sono soppressi gli insegnamenti di: 
chimica organica (biennale); 
chimica analitica (biennale), 
e sono sostituiti con la conseguente variazione della numerazione degli 
insegnamenti del biennio medesimo, rispettivamente con i seguenti insegnamenti: 
chimica organica I; 
chimica organica II; 
chimica analitica I; 
chimica analitica II. 
Triennio di studi di applicazione 
È soppresso l'insegnamento biennale di "industrie alimentari" ed è sostituito, 
con la conseguente variazione della numerazione degli insegnamenti del triennio 
medesimo, dagli insegnamenti di: 
industrie alimentari I; 
industrie alimentari II". Da ultimo, la tabella è stata così sostituita dal 
D.P.R. 12 ottobre 1989 
, riportato al n. C/XLI. 
 





Tabella XXXI-ter (39/b) 
Laurea in "scienze della produzione animale" 
Durata del corso degli studi: cinque anni. 
Discipline obbligatorie e comuni per tutte le facoltà: 


      1)   agronomia generale e coltivazioni;
      2)   anatomia degli animali domestici;
      3)   avicoltura;
      4)   biochimica;
      5)   biomatematica;
      6)   botanica;
      7)   chimica;
      8)   coltivazioni e conservazioni dei foraggi (39/c);
      9)   costruzioni zootecniche ed elementi di topografia;
     10)   economia e politica agraria;
     10.5) elementi di fisica (sem.);
     11.5) estimo ed amministrazione delle imprese agrozootecni-
             che;
     12.5) fisiologia degli animali domestici;
     13.5) fisiopatologia della  riproduzione animale e feconda-
             zione artificiale;
     14.5) genetica;
     15.5) igiene veterinaria;
     16.5) industrie alimentari dei prodotti di origine animale;
     17.5) istituzioni di economia e di statistica agraria;
     18)   meccanizzazione ed impiantistica zootecnica (sem.);
     19)   Microbiologia generale e  applicata  alle  produzioni
             animali (39/c);
     20)   miglioramento genetico degli  animali  in  produzione
             zootecnica;
     21)   nutrizione ed alimentazione animale;
     22)   patologia generale comparata;
     22.5) valutazione morfofunzionale  degli  animali in produ-
             zione zootecnica (sem.);
     23.5) zooeconomia;
     24)   zoologia (sem.);
     25)   zootecnica speciale I:
     26)   zootecnica speciale II.
Le discipline sopra indicate possono essere sostituite dalle singole facoltà, in 
determinati orientamenti, da corsi a svolgimento più ampio, purché attivati e 
afferenti alla stessa area disciplinare e con il medesimo peso didattico 
complessivo. 
Lingua straniera. 
Accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera fra quelle indicate 
dalla facoltà, mediante colloquio e traduzione di testi scientifici da 
effettuarsi prima della presentazione della tesi di laurea con docenti di 
discipline attinenti alla tesi stessa. 
Orientamenti. 
Il completamento della carriera didattica dello studente è articolato in 
"orientamenti" autonomamente stabiliti dalle singole sedi nel manifesto annuale 
in base agli insegnamenti attivati. Ciascun orientamento viene definito da un 
gruppo di discipline, il cui numero concorre al raggiungimento di complessive 
trentuno annualità, scelto dallo studente fra gruppi predisposti dalla facoltà. 
La facoltà, nel predisporre gli orientamenti, indicherà, di volta in volta, 
l'ampiezza di svolgimento dei corsi. 
Laurea. 
Lo studente per accedere all'esame di laurea dovrà aver seguito i corsi e 
superato gli esami relativi a trentuno discipline annuali o equivalenti (due 
discipline semestrali equivalgono ad una annuale), avere elaborato una tesi di 
laurea derivante da ricerca o progettazione o sperimentazione originali ed avere 
effettuato un tirocinio pratico-applicativo della durata minima da tre a sei 
mesi presso aziende della facoltà o aziende, enti ed istituzioni riconosciute 
dalla facoltà. 
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze 
della produzione animale. 
Elenco in ordine alfabetico delle discipline del corso di laurea in scienze 
della produzione animale 
A 
Acquacoltura 
Agronomia generale e coltivazioni 
Agronomia montana 
Agronomia tropicale e sub-tropicale 
Allevamento degli animali da affezione 
Allevamento degli animali da pelliccia e da laboratorio 
Allevamento degli animali di interesse faunistico e venatorio 
Allevamento di invertebrati (bachi da seta, anellidi, chiocciole, ecc.) (39/d). 
Allevamenti ovi-caprini 
Alpicoltura (prati, pascoli e colture di montagna) 
Analisi dei sistemi agro-zootecnici 
Anatomia degli animali domestici 
Anatomia e fisiologia delle specie ittiche 
Apicoltura 
Approvvigionamenti annonari, mercati ed industrie dei prodotti di origine 
animale 
Aridocoltura 
Avicoltura 
B 
Biochimica 
Biochimica applicata 
Biofisica 
Biologia generale 
Biologia molecolare 
Biometria zootecnica 
Biomatematica 
Biotecnologie agrozootecniche 
Botanica 
Botanica sistematica 
C 
Chimica 
Chimica analitica e strumentale 
Chimica generale ed inorganica 
Chimica lattiero-casearia 
Chimica organica 
Citogenetica zootecnica 
Coltivazioni arboree 
Coltivazione e conservazione dei foraggi (39/e) 
Commercio internazionale dei prodotti agricoli 
Coniglicoltura 
Controllo sanitario dei prodotti animali 
Cooperazione ed associazionismo in agricoltura 
Costruzioni zootecniche ed elementi di topografia 
D 
Dietologia ed igiene alimentare degli allevamenti animali 
Diritto agro-zootecnico 
E 
Ecologia zootecnica 
Economia del mercato dei mezzi tecnici in agricoltura 
Economia del mercato dei prodotti zootecnici 
Economia della produzione ittica 
Economia e politica agraria 
Edilizia zootecnica 
Elementi di farmacologia e farmacognosia veterinaria 
Elementi di fisica 
Elementi di patologia aviare 
Elementi di patologia bovina 
Elementi di patologia ovi-caprina 
Elementi di patologia suina 
Endocrinologia degli animali 
Entomologia e aracnologia veterinaria 
Ergotecnica ed infortunistica 
Estimo e amministrazione delle imprese agrozootecniche 
Etnografia e demografia zootecnica 
Etologia zootecnica 
F 
Farmacologia e tossicologia veterinaria 
Foraggicoltura intensiva 
Foraggicoltura mediterranea 
Fisioclimatologia zootecnica 
Fisiologia degli animali domestici (39/f) 
Fisiopatologia degli animali domestici (39/f) 
Fisiopatologia della nutrizione animale (39/f) 
Fisiopatologia della riproduzione e tecnica della fecondazione artificiale 
(39/f) 
G 
Genetica 
Genetica quantitativa 
I 
Idrologia ai fini ittici 
Idronomia ittica 
Igiene del latte e dei prodotti lattiero-caseari 
Igiene delle carni e prodotti derivati (39/f) 
Igiene e controllo dei prodotti della pesca 
Igiene e profilassi degli allevamenti ittici 
Igiene veterinaria 
Igiene zootecnica 
Immunologia 
Immunogenetica zootecnica 
Impiantistica ittica 
Informatica applicata ai sistemi zootecnici 
Industrie alimentari dei prodotti di origine animale 
Istituzioni di economia e di statistica agraria 
Istituzioni di entomologia agraria 
Istituzioni di patologia vegetale 
Itticoltura intensiva 
L 
Legislazione zootecnica, ambientale e mangimistica 
Lingua francese 
Lingua inglese 
Lingua russa 
Lingua spagnola 
Lingua tedesca 
Lotta alle malerbe 
M 
Malattie parassitarie 
Meccanica agraria 
Meccanizzazione ed impiantistica zootecnica 
Metodologia dell'assistenza tecnica e divulgazione in agricoltura 
Metodologia statistica e sperimentale 
Microbiologia degli alimenti di origine animale 
Microbiologia dell'apparato digerente degli animali 
Microbiologia delle acque 
Microbiologia generale e applicata alle produzioni animali 
Microbiologia lattiero-casearia 
Microbiologia veterinaria 
Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica 
Molluschicoltura e crostaceicoltura 
N 
Nutrizione e alimentazione animale (39/g) 
O 
Organizzazione e gestione delle industrie zootecniche 
Organizzazione del lavoro nelle imprese agro-zootecniche 
P 
Parassitologia veterinaria (39/g) 
Pascoli e foraggere tropicali e sub-tropicali (39/g) 
Patologia generale comparata 
Politica agraria della Comunità economica europea 
Produzioni foraggicole accessorie e sottoprodotti 
Progettazione di impianti zootecnici e pianificazione territoriale 
R 
Residui additivi alimentari (39/g) 
Ricerche di mercato in agricoltura 
S 
Storia dell'agricoltura e delle produzioni animali 
Struttura ed impianti per l'industria di trasformazione dei prodotti zootecnici 
T 
Tecnica agronomica dell'irrigazione 
Tecnica della conservazione dei foraggi 
Tecnica degli impianti di riscaldamento e frigoriferi per l'agricoltura 
Tecnica mangimistica 
Tecniche della conservazione dei prodotti animali 
Tecnologia dei prodotti agricoli 
Tecnologia dei prodotti avicoli 
Tecnologia dei prodotti ittici 
Tecnologia dei sottoprodotti di origine animale (39/g) 
Tecnologia del condizionamento e della distribuzione dei prodotti animali 
Tecnologia delle carni e dei prodotti derivati 
Tecnologia delle produzioni bovine 
Tecnologia delle produzioni equine 
Tecnologia delle produzioni suine 
Tecnologia lattiero-casearia 
Tecnologie alimentari (operazioni fondamentali, processi) 
Tecnologie di smaltimento e di recupero dei residui zootecnici 
Tecnologie ed impianti per il controllo ambientale dei ricoveri zootecnici 
(39/g) 
Tecnologie energetiche nel settore agro-zootecnico 
Tecnopatie degli allevamenti intensivi 
Tossicologia alimentare 
Trattamento dei sottoprodotti, degli effluenti e approvvigionamenti delle acque 
(39/g) 
V 
Vallicoltura 
Valutazione morfo-funzionale degli animali in produzione zootecnica 
Valutazione nutrizionale degli alimenti e dei sottoprodotti 
Z 
Zooeconomia 
Zooinformatica Zooinformatica gestionale (39/g) 
Zoologia 
Zootecnica montana 
Zootecnica speciale I 
Zootecnica speciale II 
Zootecnica tropicale e sub-tropicale 
------------------------ 
(39/b) Tabella aggiunta dal D.P.R. 19 luglio 1986, n. 994, riportata al n. 
C/XXIX-bis. 
(39/c) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/c) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/d) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/e) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/f) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
 





Elenco delle predette discipline del corso di laurea in scienze della produzione 
animale suddivise per aree disciplinari 
Area n. 1 - Discipline propedeutiche. 
Biochimica 
Biofisica 
Biologia generale 
Biologia molecolare 
Biomatematica 
Botanica 
Botanica sistematica 
Chimica 
Chimica generale ed inorganica 
Chimica organica 
Elementi di fisica 
Genetica 
Lingua francese 
Lingua inglese 
Lingua russa 
Lingua spagnola 
Lingua tedesca 
Metodologia statistica e sperimentale (39/g) 
Zoologia 
------------------------ 
(39/g) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
 





Area n. 2 - Agronomia. 
Agronomia generale e coltivazioni 
Agronomia montana 
Agronomia tropicale e sub-tropicale 
Alpicoltura (prati, pascoli e colture di montagna) 
Aridocoltura 
Coltivazioni arboree 
Coltivazione e conservazione dei foraggi 
Foraggicoltura intensiva 
Foraggicoltura mediterranea 
Istituzioni di entomologia agraria 
Istituzioni di patologia vegetale 
Lotta alle malerbe 
Pascoli e foraggere tropicali e sub-tropicali 
Produzioni foraggicole accessorie e sottoprodotti 
Tecnica agronomica dell'irrigazione 
Tecnica della conservazione dei foraggi 
------------------------ 
 





Area n. 3 - Biotecnologia. 
Biotecnologie agrozootecniche 
Chimica analitica e strumentale 
Chimica lattiero-casearia 
Industrie alimentari dei prodotti di origine animale 
Microbiologia degli alimenti di origine animale 
Microbiologia dell'apparato digerente degli animali 
Microbiologia delle acque 
Microbiologia generale e applicata alle produzioni animali 
Microbiologia lattiero-casearia 
Residui e additivi alimentari (39/h) 
Tecniche della conservazione dei prodotti animali 
Tecnologia del condizionamento e della distribuzione dei prodotti animali 
Tecnologia lattiero-casearia 
Tecnologie alimentari (operazioni fondamentali, processi) 
Trattamento dei sottoprodotti, degli effluenti e approvvigionamento delle acque 
(39/h) 
Tecnologie delle carni e dei prodotti derivati (39/h) 
Tecnologia dei prodotti agricoli (39/h) 
Tecnologia dei prodotti ittici 
Tecnologia dei prodotti avicoli 
Tecnologia dei sottoprodotti di origine animale 
------------------------ 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
 





Area n. 4 - Economica. 
Analisi dei sistemi agro-zootecnici 
Commercio internazionale dei prodotti agricoli 
Cooperazione ed associazionismo in agricoltura 
Diritto agro-zootecnico 
Economia e politica agraria 
Economia del mercato dei mezzi tecnici in agricoltura 
Economia del mercato dei prodotti zootecnici 
Economia della produzione ittica 
Estimo e amministrazione delle imprese agrozootecniche 
Istituzioni di economia e di statistica agraria 
Legislazione zootecnica, ambientale e mangimistica 
Metodologia dell'assistenza tecnica e divulgazione in agricoltura 
Organizzazione e gestione delle industrie zootecniche 
Organizzazione del lavoro nelle imprese agrozootecniche 
Politica agraria della Comunità economica europea 
Ricerche di mercato in agricoltura 
Storia dell'agricoltura e delle produzioni animali 
Zooeconomia 
Zooinformatica gestionale 
------------------------ 
 





Area n. 5 - Igienistica. 
Dietologia ed igiene alimentare degli allevamenti animali 
Entomologia e aracnologia veterinaria 
Elementi di farmacologia e farmacognosia veterinaria 
Elementi di patologia aviare 
Elementi di patologia bovina 
Elementi di patologia suina 
Elementi di patologia ovi-caprina 
Farmacologia e tossicologia veterinaria 
Fisiopatologia degli animali domestici (39/h) 
Fisiopatologia della riproduzione animale e fecondazione artificiale (39/h) 
Igiene del latte e dei prodotti lattiero-caseari 
Igiene delle carni e dei prodotti derivati 
Igiene e controllo dei prodotti della pesca 
Igiene e profilassi degli allevamenti ittici 
Igiene veterinaria 
Immunologia 
Malattie parassitarie (39/h) 
Microbiologia delle acque 
Microbiologia dell'apparato digerente degli animali 
Microbiologia veterinaria 
Parassitologia veterinaria 
Patologia generale e comparata (39/h) 
Tecnopatie degli allevamenti intensivi 
Tossicologia alimentare 
------------------------ 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
 





Area n. 6 - Ingegneristica. 
Costruzioni zootecniche ed elementi di topografia 
Edilizia zootecnica 
Ergotecnica ed infortunistica 
Impiantistica ittica 
Meccanica agraria 
Meccanizzazione ed impiantistica zootecnica 
Progettazione di impianti zootecnici e pianificazione territoriale 
Struttura ed impianti per l'industria di trasformazione dei prodotti zootecnici 
Tecnica degli impianti di riscaldamento e frigoriferi per l'agricoltura 
Tecnologia e impianti per il controllo ambientale dei ricoveri zootecnici (39/h) 

Tecnologie energetiche nel settore agro-zootecnico 
Tecnologie di smaltimento e di recupero dei residui zootecnici 
------------------------ 
(39/h) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
 





Area n. 7 - Zootecnica e zoonomica. 
Acquacoltura 
Allevamento degli animali da affezione 
Allevamento degli animali da pelliccia e da laboratorio 
Allevamento di invertebrati (bachi da seta, anellidi, chiocciole ed altri) 
(39/i) 
Allevamenti ovi-caprini 
Allevamento degli animali di interesse faunistico e venatorio (39/i) 
Anatomia degli animali domestici (39/i) 
Anatomia e fisiologia delle specie ittiche 
Apicoltura 
Approvvigionamenti annonari, mercati e industrie dei prodotti di origine animale 
(39/i) 
Avicoltura 
Biochimica applicata 
Biometria zootecnica 
Citogenetica zootecnica 
Coniglicoltura 
Ecologia zootecnica 
Endocrinologia degli animali (39/i) 
Etnografia e demografia zootecnica 
Etologia zootecnica 
Fisioclimatologia zootecnica 
Fisiopatologia della nutrizione animale 
Fisiologia degli animali domestici 
Genetica quantitativa (39/i) 
Idrologia a fini ittici (39/i) 
Igiene zootecnica (39/i) 
Immunogenetica zootecnica 
Informatica applicata ai sistemi zootecnici 
Idronomia ittica 
Itticoltura intensiva 
Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica 
Molluschicoltura e crostaceicoltura 
Nutrizione e alimentazione animale (39/i) 
Tecnica mangimistica 
Tecnologia delle produzioni bovine 
Tecnologia delle produzioni equine 
Tecnologia delle produzioni suine 
Valutazione morfo-funzionale degli animali in produzione zootecnica 
Valutazione nutrizionale degli alimenti e dei sottoprodotti 
Vallicoltura 
Zootecnica montana 
Zootecnica speciale I 
Zootecnica speciale II 
Zootecnica tropicale e sub-tropicale 
------------------------ 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
(39/i) Così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 585 (Gazz. Uff. 24 marzo 
1988, n. 70). 
 





Tabella XXXI-quater (39/l) 
Corsi di diploma universitario nelle facoltà di agraria e di veterinaria 
------------------------ 
(39/l) Tabella aggiunta dall'articolo unico D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 11 
maggio 1992, n. 108). 
 





Art. 1 (Diplomi universitari). - Presso le facoltà di agraria possono essere 
istituiti i seguenti corsi di diploma universitario, di cui all'art. 2 della 
legge 19 novembre 1991, n. 341: 
1) produzioni vegetali; 
2) gestione tecnica e amministrativa in agricoltura; 
3) tecniche forestali; 
4) produzioni agrarie tropicali e subtropicali; 
5) tecnologie alimentari; 
6) biotecnologie agro-industriali. 
Presso le facoltà di agraria e di medicina veterinaria può essere istituito il 
corso di diploma universitario in: 
7) produzioni animali. 
I corsi degli studi hanno durata triennale. 
L'iscrizione ai corsi è regolata in conformità alle leggi di accesso agli studi 
universitari. 
Il numero degli iscritti sarà stabilito annualmente dal senato accademico, 
sentito il consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal 
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi 
dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/1990. 
Ciascun diploma universitario deve essere articolato in orientamenti fissati dal 
regolamento di Ateneo. Il profilo professionale specifico relativo a ciascun 
orientamento sarà oggetto di certificazione da parte dell'università che 
conferisce il titolo. 
------------------------ 
 





Art. 2 (Corsi di laurea e di diploma universitario affini). - Ai fini del 
proseguimento degli studi i corsi di diploma universitario di cui all'art. 1 
sono dichiarati strettamente affini tra loro e strettamente affini a tutti i 
corsi di laurea delle facoltà di agraria di cui all'art. 1 delle tabelle XXXI 
(Gazzetta Ufficiale 19 aprile 1982), XXXI-bis (Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 
1989), XXXI-ter (Gazzetta Ufficiale 9 luglio 1986, XXXII (Gazzetta Ufficiale 11 
ottobre 1984), XXXII-bis (Gazzetta Ufficiale 5 aprile 1989); il corso di diploma 
universitario in produzioni animali è dichiarato anche affine ai corsi di laurea 
delle facoltà di medicina veterinaria di cui all'art. 1 delle tabelle XXXIII 
(Gazzetta Ufficiale 12 gennaio 1987) e XXXI-ter (Gazzetta Ufficiale 7 febbraio 
1987). 
Per il riconoscimento degli insegnamenti ai fini del passaggio dai corsi di 
diploma universitario ai corsi di laurea sopracitati ed a quelli di altre 
facoltà, il consiglio di facoltà adotterà il criterio generale della loro 
validità culturale (propedeutica o professionale) nell'ottica della formazione 
richiesta per il conseguimento del diploma di laurea. Conseguentemente le 
facoltà potranno riconoscere gli insegnamenti seguiti con esito positivo nei 
corsi di diploma universitario, indicando le singole corrispondenze anche 
parziali con gli insegnamenti dei corsi di laurea; le facoltà indicheranno, 
inoltre, sia gli eventuali insegnamenti integrativi, appositamente istituiti ed 
attivati per completare la formazione per accedere ai corsi di laurea, che gli 
insegnamenti specifici dei corsi di laurea necessari per conseguire i diplomi di 
laurea. Gli insegnamenti integrativi non sono necessariamente propedeutici agli 
insegnamenti specifici. 
I consigli di facoltà indicheranno inoltre l'anno di corso del corso di laurea 
cui lo studente si potrà iscrivere. 
Nei trasferimenti degli studenti tra diversi corsi di diploma universitario o da 
un corso di laurea anche di altre facoltà ad un corso di diploma universitario, 
i consigli di facoltà riconosceranno gli insegnamenti sempre col criterio della 
loro utilità al fine della formazione necessaria per il conseguimento del nuovo 
titolo ed indicheranno il piano degli studi da completare per conseguire il 
titolo e l'anno di corso cui lo studente potrà iscriversi. 
Particolare attenzione sarà rivolta dalle facoltà agli studenti iscritti come 
fuori corso ad un corso di laurea o che abbiano interrotto gli studi, nel caso 
che volessero completare gli studi nell'ambito dei corsi di diploma. 
------------------------ 
 





Art. 3 (Articolazione del corso degli studi). - La durata degli studi dei corsi 
di diploma universitario in agraria e veterinaria è fissata in tre anni. 
Ciascuno dei tre anni di corso potrà essere articolato in periodi didattici più 
brevi, specificandoli nel regolamento didattico della facoltà. 
Complessivamente l'attività didattica comprende 1800 ore, di cui almeno 200 
dedicate al tirocinio e/o elaborato finale. L'attività di laboratorio e di 
tirocinio potrà essere svolta all'interno o all'esterno dell'Università, anche 
in relazione ad un elaborato finale, presso qualificate istituzioni italiane o 
straniere con le quali si siano stipulate apposite convenzioni. 
L'attività didattica è di norma organizzata sulla base di annualità, costituite 
da corsi ufficiali monodisciplinari o integrati. Il corso di insegnamento 
integrato è costituito da moduli coordinati, eventualmente impartiti da più 
docenti. 
Il numero delle annualità non potrà essere inferiore a 15 e superiore a 18. 
Durante il primo biennio del corso di diploma lo studente dovrà dimostrare la 
conoscenza pratica e la comprensione di almeno una lingua straniera. La lingua 
straniera e le modalità dell'accertamento saranno definite dal consiglio di 
facoltà. 
Per essere ammessi a sostenere l'esame di diploma universitario occorre aver 
superato l'accertamento, con esito positivo, relativo agli insegnamenti previsti 
nel piano di studi, con modalità di esame stabilite dai consigli di facoltà. 
Le facoltà, nello stabilire prove di valutazione della preparazione degli 
studenti, faranno ricorso a criteri di continuità, di globalità e di 
accorpamento in modo da limitare il numero degli eventuali esami tradizionali 
tra 15 e 18. 
L'esame di diploma consiste in una discussione tendente ad accertare la 
preparazione di base e professionale del candidato, durante la quale potrà 
essere discusso un eventuale elaborato finale. 
I contenuti didattico-formativi minimi obbligatori del corso di studi sono 
articolati in aree didattiche indicate negli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 11. 
Su proposta delle facoltà, verranno indicate nel regolamento di Ateneo le aree, 
gli obiettivi didattico-formativi e il relativo impegno in ore o crediti 
didattici per ciascun orientamento, fino a completamento del monte ore totale 
previsto. 
------------------------ 
 





Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto 
annuale degli studi, il consiglio di facoltà definisce il piano di studi 
ufficiale del corso di diploma comprendente le denominazioni degli insegnamenti 
da attivare, in applicazione di quanto disposto dal secondo comma dell'art. 11 
della legge n. 341/1990. 
In particolare il consiglio di facoltà: 
a) delibera il numero dei posti a disposizione degli iscritti al 1° anno, 
secondo quanto previsto dal precedente art. 1; 
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento (monodisciplinari od integrati) 
che costituiscono le singole annualità e le relative denominazioni facendo 
riferimento ai contenuti didattico-scientifici dei raggruppamenti indicati 
nell'ordinamento didattico. In attesa della definizione dei settori 
scientifico-disciplinari previsti dalla legge n. 341/1990, i raggruppamenti sono 
quelli indicati dal decreto ministeriale del 28 luglio 1990, pubblicato sulla 
Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 1990, n. 70-bis (concorso pubblico a posti di 
professore universitario di ruolo, fascia degli associati); 
c) ripartisce il monte ore di ciascuna area fra le annualità che vi afferiscono, 
precisando per ogni corso la frazione destinata alle attività teorico-pratiche; 
d) fissa la frazione temporale delle discipline afferenti ad una medesima 
annualità integrata; 
e) indica le annualità di cui lo studente dovrà aver ottenuto l'attestazione di 
frequenza e superato il relativo esame al fine di ottenere l'iscrizione all'anno 
di corso successivo e precisa, altresì, le eventuali propedeuticità degli esami 
di profitto. 
------------------------ 
 





Art. 5 (Docenza). - La copertura dei moduli didattici attivati è affidata, nel 
rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio di facoltà ai professori di ruolo 
dello stesso gruppo disciplinare o di gruppo ritenuto dalla facoltà affine, 
ovvero per affidamento o supplenza a professore di ruolo o ricercatore 
confermato. Per realizzare un'efficace attività didattica, con adeguata 
assistenza agli studenti, la singola classe di insegnamento avrà un numero di 
studenti iscritti non superiore, di norma, alle cento unità. 
Al fine di facilitare il ricorso ad esperienze e professionalità esterne il 
corso di insegnamento potrà comprendere moduli da affidare a professori a 
contratto, con le modalità previste negli statuti delle singole università. 
------------------------ 
 





Art. 6 (Articolazione del diploma universitario in produzioni vegetali). 
1. Formazione di base comune (500 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre 
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando 
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve 
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei 
calcolatori. 
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041. 
Area 2 - Fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla 
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve 
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica, 
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni 
fondamentali di fisica atomica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012. 
Area 3 - Chimica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura 
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le 
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti 
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni 
delle specie chimiche. 
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una 
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio. 
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051. 
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le basi della conoscenza delle principali molecole di 
interesse biologico e dei meccanismi molecolari dei fenomeni biologici. Egli 
dovrà apprendere quindi il funzionamento dei principali cicli metabolici 
relativi al suolo, ai microrganismi ed alle piante. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012. 
Area 5 - Biologia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno 
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali. Egli dovrà inoltre 
conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni filogenetiche 
tra gli organismi vegetali. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; E033; E031; E011; G025; E042; G021; 
G022; G023. 
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia delle produzioni 
agricole, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e gestionali 
dell'azienda di produzione agraria. Deve inoltre acquisire conoscenze di base di 
contabilità aziendale e di economia di mercato dei prodotti vegetali e dei loro 
derivati. 
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112. 
2. Formazione professionale di base (400 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 7 - Agronomia e produzioni vegetali (150 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema 
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il 
funzionamento. Dovranno essere fornite le conoscenze essenziali relative 
all'agroecosistema ed ai sistemi colturali che sono in grado di finalizzarne il 
funzionamento a scopi produttivi, nel rispetto e nella tutela del sistema 
stesso. Lo studente dovrà inoltre acquisire i concetti generali e fondamentali 
relativi alla tecnologia delle coltivazioni. 
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023. 
Area 8 - Genetica agraria (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le conoscenze relative alle basi della variabilità 
genetica in collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma. 
Dovrà inoltre acquisire i principi fondamentali del miglioramento genetico dei 
vegetali. 
Raggruppamento disciplinare: G025. 
Area 9 - Difesa delle colture (50 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente 
dannoso e piante agrarie. Egli dovrà essere introdotto alla comprensione dei 
criteri integrati di lotta preventiva e curativa, inclusa la lotta biologica, le 
loro relazioni con l'attività produttiva, le caratteristiche igienico-sanitarie 
dei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente. 
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042. 
Area 10 - Chimica agraria (50 ore). 
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti 
chimico-fisici, biochimici e fisiologici relativi ai flussi di materia e di 
energia che ne determinano il funzionamento. In particolare dovrà comprendere 
gli aspetti essenziali della fertilità dei suoli, della nutrizione delle piante 
e dei processi metabolici connessi. Lo studente dovrà anche conoscere i fattori 
di alterazione dell'equilibrio naturale del sistema. 
Raggruppamento disciplinare: G051. 
Area 11 - Microbiologia applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire nozioni di microbiologia agraria con particolare 
riguardo ai temi dell'ecologia microbica e del ruolo dei microrganismi 
sull'equilibrio del sistema suolo-pianta (fertilità del suolo, degradazione dei 
materiali organici, fissazione simbiontica dell'azoto, meccanismi microbiologici 
di decontaminazione). Devono essere sviluppati anche i temi della selezione, 
competizione e attività antibiotica anche nei riflessi della lotta biologica ai 
parassiti delle piante. 
Raggruppamento disciplinare: G052. 
Area 12 - Ingegneria agraria (50 ore). 
Lo studente deve acquisire i principi fondamentali della meccanizzazione delle 
attività agricole con particolare riguardo alle colture erbacee ed arboree. Egli 
dovrà inoltre conoscere gli aspetti essenziali della gestione delle acque ed in 
particolare i principi dell'irrigazione e del drenaggio. 
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032. 
3. Formazione professionale specifica. 
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o 
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo 
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto. 
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Art. 7 (Articolazione del diploma universitario in produzioni animali). 
1. Formazione di base comune (500 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre 
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando 
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve 
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei 
calcolatori. 
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041. 
Area 2 - Fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla 
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve 
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica, 
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni 
fondamentali di fisica atomica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012. 
Area 3 - Chimica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura 
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le 
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti 
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni 
delle specie chimiche. 
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una 
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio. 
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C050; E051; G051; F350. 
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le basi delle funzioni biologiche delle proteine, dei 
glucidi e dei lipidi, dell'enzimologia e delle vie metaboliche dei principi 
organici ed inorganici nei microrganismi e negli animali. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012; E052; F350. 
Area 5 - Biologia, morfologia e fisiologia degli animali (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno 
studio morfologico, fisiologico e genetico degli animali. Egli dovrà inoltre 
conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni filogenetiche 
tra gli organismi animali. 
Raggruppamenti disciplinari: E033; E031; E021; G060; F301; F302. 
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia delle produzioni 
zootecniche, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e gestionali 
dell'azienda di produzione zootecnica. Deve inoltre acquisire conoscenze di base 
di contabilità aziendale e di economia di mercato dei prodotti zootecnici e dei 
loro derivati. 
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112. 
2. Formazione professionale di base (400 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 7 - Agronomia e produzioni vegetali (50 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema 
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il 
funzionamento e la produttività. Lo studente dovrà inoltre acquisire i concetti 
generali e fondamentali relativi alla tecnologia delle coltivazioni, 
particolarmente per quelle destinate all'alimentazione zootecnica. 
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023. 
Area 8 - Microbiologia applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire sia nozioni di microbiologia industriale applicata 
alle trasformazioni dei prodotti, sia nozioni relative al controllo e 
all'igiene. Per quest'ultimo aspetto verrà in particolare sviluppato il concetto 
di prevenzione delle contaminazioni e acquisire competenze di analisi del 
rischio (HACCP: Hazard Analysis Critical Control Point), in una necessaria 
integrazione di competenze di microbiologia, igiene, tecnologia e legislazione. 
Raggruppamenti disciplinari: G052; F312; F321. 
Area 9 - Tecnologie alimentari (50 ore). 
Lo studente deve acquisire i principi delle tecnologie di conservazione e 
trasformazione dei prodotti di origine animale. Deve acquisire inoltre una 
visione integrata dei processi tecnologici considerando i problemi di 
approvvigionamento, di marketing, di gestione e controllo della qualità. 
Raggruppamenti disciplinari: G052; G080. 
Area 10 - Ingegneria agraria (50 ore). 
Lo studente deve dimostrare di aver acquisito i concetti di base sul 
funzionamento delle attrezzature utilizzate nell'allevamento animale. Dovrà 
inoltre conoscere i problemi dell'edilizia zootecnica in relazione alle 
condizioni ambientali e alle tecnologie di trattamento e depurazione dei rifiuti 
organici. 
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032. 
Area 11 - Produzioni animali (150 ore). 
Lo studente dovrà acquisire i fondamenti della genetica e della nutrizione e 
alimentazione animale. Egli dovrà inoltre acquisire le nozioni relative alle 
tecnologie di allevamento con una visione generale ed integrata dei problemi di 
logistica, etologia, fisioclimatologia ed igiene zootecnica. Fin dal corso 
generale verranno introdotti con esemplificazioni ed esercitazioni pratiche i 
concetti e problemi specifici del settore di orientamento. 
Raggruppamento disciplinare: G060. 
Area 12 - Igiene degli allevamenti (50 ore). 
Lo studente dovrà dimostrare di conoscere i principali fattori che condizionano 
la salute animale e le misure di profilassi delle malattie infettive, infestive 
e metaboliche. 
Raggruppamenti disciplinari: F311; F321; F322; F332; F312. 
3. Formazione professionale specifica. 
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o 
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo 
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto. 
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Art. 8 (Articolazione del diploma universitario in gestione tecnica e 
amministrativa in agricoltura). 
1. Formazione di base comune (500 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre 
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando 
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve 
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei 
calcolatori. 
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041. 
Area 2 - Fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla 
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve 
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica, 
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni 
fondamentali di fisica atomica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012. 
Area 3 - Chimica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura 
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le 
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti 
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni 
delle specie chimiche. 
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una 
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio. 
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051. 
Area 4 - Biologia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno 
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali e degli animali. Egli 
dovrà inoltre conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni 
filogenetiche tra gli organismi. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; E033; E031; E011; G025; E042; G021; 
G022; G023; E021; E022; G060. 
Area 5 - Economia generale e applicata (150 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia dei sistemi 
agricoli ed i relativi principi dell'assistenza e divulgazione agricola. Deve 
inoltre acquisire i principi metodologici della pianificazione in agricoltura, 
con particolare riferimento agli impatti economici ed ambientali delle scelte 
imprenditoriali. 
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112. 
2. Formazione professionale di base (400 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 6 - Agronomia e produzioni vegetali (50 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema 
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il 
funzionamento e la produttività, nel rispetto e tutela dell'ambiente. Lo 
studente dovrà inoltre acquisire i concetti generali e fondamentali relativi 
alla tecnologia delle coltivazioni. 
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023. 
Area 7 - Difesa delle colture (50 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente 
dannoso e piante agrarie. Egli dovrà essere introdotto alla comprensione dei 
criteri integrati di lotta preventiva e curativa, inclusa la lotta biologica, le 
loro relazioni con l'attività produttiva, le caratteristiche igienico-sanitarie 
dei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente. 
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042. 
Area 8 - Chimica agraria (50 ore). 
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti essenziali 
relativi ai flussi di materia e di energia. Egli dovrà inoltre conoscere i 
principi fondamentali della pedogenesi, della classificazione dei suoli e della 
valutazione della loro destinazione d'uso, insieme ai concetti fondamentali 
della conservazione del suolo. 
Raggruppamento disciplinare: G051. 
Area 9 - Tecnologie alimentari (50 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle tecnologie di conservazione e di 
trasformazione dei prodotti alimentari, con una visione integrata e complessiva 
dei processi, dei mezzi, e delle procedure. Alla descrizione dei processi e 
degli impianti devono essere affiancate nozioni di organizzazione e gestione 
degli approvvigionamenti e del marketing nonché nozioni di controllo e gestione 
della qualità. 
Raggruppamento disciplinare: G052. 
Area 10 - Ingegneria agraria (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i principi fondamentali della meccanizzazione delle 
attività agricole. Egli dovrà inoltre conoscere i principi dell'idrologia ed in 
particolare gli aspetti della gestione delle acque, anche in relazione a 
problemi di sistemazione e di bonifica dei territori agricoli e forestali. Dovrà 
infine, acquisire conoscenze relative alle tecniche di tutela e riassetto 
dell'ambiente agricolo e forestale. 
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032. 
Area 11 - Produzioni animali (50 ore). 
Lo studente dovrà acquisire nozioni generali relative alle tecnologie di 
allevamento, alla nutrizione e alimentazione animale ed all'igiene zootecnica. 
Raggruppamento disciplinare: G060. 
Area 12 - Diritto agrario (50 ore). 
Lo studente deve acquisire i principi generali del diritto in materia di 
agricoltura con particolare riferimento alla normativa della Comunità economica 
europea e alla legislazione di diritto pubblico dell'ordinamento italiano. 
Raggruppamento disciplinare: N012. 
3. Formazione professionale specifica. 
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o 
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo 
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto. 
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Art. 9 (Articolazione del diploma universitario in tecniche forestali). 
1. Formazione di base comune (500 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre 
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando 
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve 
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei 
calcolatori. 
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041. 
Area 2 - Fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla 
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve 
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica, 
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni 
fondamentali di fisica atomica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012. 
Area 3 - Chimica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura 
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le 
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti 
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni 
delle specie chimiche. 
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una 
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio. 
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032 C050; G051. 
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le basi della conoscenza delle principali molecole di 
interesse biologico e dei meccanismi molecolari dei fenomeni biologici. Egli 
dovrà apprendere quindi il funzionamento dei principali cicli metabolici 
relativi al suolo, ai microrganismi ed alle piante. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012. 
Area 5 - Biologia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno 
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali. Egli dovrà inoltre 
conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni filogenetiche 
tra gli organismi vegetali. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; G031; E011; G025; E033; E042; G021; 
G022; G023. 
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza di base dell'economia delle produzioni 
forestali. Deve inoltre acquisire i principi metodologici della pianificazione 
forestale, con particolare riferimento agli impatti economici ed ambientali 
delle scelte imprenditoriali. Infine lo studente deve acquisire le conoscenze 
relative all'economia di mercato dei principali prodotti forestali. 
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112. 
2. Formazione professionale di base (400 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 7 - Genetica agraria (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le conoscenze relative alle basi della variabilità 
genetica in collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma. 
Dovrà inoltre acquisire i principi fondamentali del miglioramento genetico dei 
vegetali. 
Raggruppamento disciplinare: G025. 
Area 8 - Selvicoltura e tecnologia del legno (150 ore). 
Lo studente deve acquisire conoscenze essenziali riguardanti l'ecosistema 
forestale, le tecniche d'impianto e di coltivazione dei boschi, le metodologie 
di rilevazione quali-quantitativa relative ai popolamenti forestali ed alle 
colture specializzate da legno. La formazione riguarderà inoltre lo studio delle 
proprietà fisiche e meccaniche della materia legno e delle tecniche di 
lavorazione, preservazione e collaudo del legno. 
Raggruppamento disciplinare: G024. 
Area 9 - Difesa delle colture (50 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente 
dannoso e piante forestali. Egli dovrà essere introdotto alla comprensione dei 
criteri integrati di lotta preventiva e curativa, inclusa la lotta biologica, le 
loro relazioni con l'attività produttiva, le caratteristiche igienicosanitarie 
dei prodotti e la salvaguardia dell'ambiente. 
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042. 
Area 10 - Chimica agraria (50 ore). 
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti 
chimico-fisici, biochimici e fisiologici relativi ai flussi di materia e di 
energia che ne determinano il funzionamento. In particolare dovrà comprendere 
gli aspetti essenziali della fertilità dei suoli forestali, della nutrizione 
delle piante forestali e dei processi metabolici connessi. Lo studente dovrà 
anche conoscere i fattori di alterazione dell'equilibrio naturale del sistema 
suolo-pianta nelle foreste. 
Raggruppamento disciplinare: G051. 
Area 11 - Microbiologia applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire nozioni di microbiologia agraria con particolare 
riguardo ai temi dell'ecologia microbica e del ruolo dei microrganismi 
sull'equilibrio del sistema forestale suolo-pianta. Devono essere anche 
sviluppati i temi della selezione, competizione e attività antibiotica anche nei 
riflessi della lotta biologica ai parassiti delle piante forestali. 
Raggruppamento disciplinare: G052. 
Area 12 - Ingegneria agraria (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le conoscenze essenziali di idrologia, stabilità dei 
versanti, sistemazioni idraulico-forestali sia come opere estensive che 
intensive. Inoltre si richiedono conoscenze di organizzazione e direzione di 
cantieri nel settore delle sistemazioni idraulico-forestali, costruzioni di 
strade forestali, meccanizzazione dei lavori forestali, individuazione dei 
sistemi e mezzi di esbosco del legname. 
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032. 
3. Formazione professionale specifica. 
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o 
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo 
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto. 
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Art. 10 (Articolazione del diploma universitario in produzioni agrarie tropicali 
e subtropicali). 
1. Formazione di base comune (500 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica. Deve inoltre 
impadronirsi delle nozioni di calcolo della probabilità e statistica sviluppando 
i concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio. Deve 
infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato all'uso dei 
calcolatori. 
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041. 
Area 2 - Fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla 
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve 
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica, 
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni 
fondamentali di fisica atomica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012. 
Area 3 - Chimica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura 
atomica e le proprietà degli elementi; la natura dei legami chimici, le 
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti 
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni 
delle specie chimiche. 
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una 
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio. 
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051. 
Area 4 - Biochimica applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le basi della conoscenza delle principali molecole di 
interesse biologico e dei meccanismi molecolari dei fenomeni biologici. Egli 
dovrà apprendere quindi il funzionamento dei principali cicli metabolici 
relativi al suolo, ai microrganismi ed alle piante. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012. 
Area 5 - Biologia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno 
studio morfologico, fisiologico e genetico dei vegetali e degli animali. Egli 
dovrà inoltre conoscere i principi fondamentali dell'ecologia e delle relazioni 
filogenetiche tra gli organismi. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; G031; E011; G025; E033; E042; G021; 
G022; G023; G060. 
Area 6 - Economia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza dei caratteri economico-sociali dei 
Paesi tropicali e subtropicali ed i relativi principi dell'assistenza tecnica 
allo sviluppo. Deve inoltre acquisire i principi fondamentali dell'economia 
delle principali produzioni tropicali e subtropicali e deve essere in grado di 
seguire la gestione operativa dei progetti di cooperazione allo sviluppo. 
Raggruppamenti disciplinari: G010; P0112. 
2. Formazione professionale di base (400 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 7 - Agronomia e produzioni vegetali (100 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza complessiva del sistema 
suolo-pianta-atmosfera e dei componenti e fattori che ne condizionano il 
funzionamento. Dovranno essere fornite le conoscenze essenziali relative 
all'agroecosistema ed a sistemi colturali che sono in grado di finalizzarne il 
funzionamento a scopi produttivi, nel rispetto e nella tutela del sistema 
stesso. Lo studente dovrà inoltre acquisire i concetti generali e fondamentali 
relativi alla tecnologia delle coltivazioni tropicali. 
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023. 
Area 8 - Genetica agraria (50 ore). 
Lo studente dovrà acquisire le conoscenze relative alle basi della variabilità 
genetica in collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma. 
Dovrà inoltre acquisire i principi fondamentali del miglioramento genetico dei 
vegetali e degli animali. 
Raggruppamenti disciplinari: G025; G060. 
Area 9 - Difesa delle colture (50 ore). 
Lo studente deve acquisire una conoscenza essenziale dei rapporti fra agente 
dannoso e piante agrarie con particolare riguardo a quelle tropicali. Egli dovrà 
essere introdotto alla comprensione dei criteri integrati di lotta preventiva e 
curativa, inclusa la lotta biologica, le loro relazioni con l'attività 
produttiva, le caratteristiche igienico-sanitarie dei prodotti e la salvaguardia 
dell'ambiente. 
Raggruppamenti disciplinari: G041; G042. 
Area 10 - Chimica agraria (50 ore). 
Lo studente deve conoscere il sistema suolo-pianta per gli aspetti 
chimico-fisici, biochimici e fisiologici relativi ai flussi di materia e di 
energia che ne determinano il funzionamento. In particolare dovrà comprendere 
gli aspetti essenziali della fertilità dei suoli, della nutrizione delle piante 
e dei processi metabolici connessi. Lo studente dovrà anche conoscere i fattori 
di alterazione dell'equilibrio naturale del sistema. 
Raggruppamenti disciplinari: G051. 
Area 11 - Microbiologia applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire nozioni di microbiologia agraria con particolare 
riguardo ai temi dell'ecologia microbica e del ruolo dei microrganismi 
sull'equilibrio del sistema suolo-pianta (fertilità del suolo, degradazione dei 
materiali organici, fissazione simbiontica dell'azoto, meccanismi microbiologici 
di decontaminazione). Devono essere sviluppati anche i temi della selezione, 
competizione e attività antibiotica anche nei riflessi della lotta biologica ai 
parassiti delle piante. 
Raggruppamenti disciplinari: G052. 
Area 12 - Ingegneria agraria (50 ore). 
Lo studente deve acquisire i principi fondamentali della meccanizzazione delle 
attività agricole con particolare riguardo alle colture tropicali e alla 
utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili. Egli dovrà inoltre conoscere gli 
aspetti essenziali della gestione delle acque ed in particolare i principi della 
bonifica, dell'irrigazione e del drenaggio. 
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032. 
Area 13 - Produzioni animali (50 ore). 
Lo studente dovrà acquisire nozioni generali relative alla tecnologie di 
allevamento, alla nutrizione o alimentazione animale ed all'igiene zootecnica in 
ambiente tropicale. 
Raggruppamento disciplinare: G060. 
3. Formazione professionale specifica. 
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o 
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo 
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto. 
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Art. 11 (Articolazione del diploma universitario in tecnologie alimentari). 
1. Formazione di base comune (500 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti base dell'analisi matematica, del calcolo 
differenziale e integrale, dell'algebra lineare e del calcolo vettoriale. Egli 
deve inoltre acquisire i concetti base dell'analisi statistica con lo studio 
delle leggi della probabilità, la valutazione dei parametri di popolazioni e 
campioni e la ricerca di correlazioni fra dati in sistemi uni e multivariati. Lo 
studente deve infine acquisire nozioni generali di informatica ed essere avviato 
all'uso dei calcolatori. 
Raggruppamenti disciplinari: A021; A022; A023; A041; A042; I250; P041. 
Area 2 - Fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le nozioni fondamentali della fisica che sono alla 
base della comprensione dei processi naturali e tecnologici. In particolare deve 
svolgere in modo più approfondito i capitoli della metrologia, meccanica, 
energetica ed elettricità. Devono essere, infine, fornite le nozioni 
fondamentali di fisica atomica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011; B012. 
Area 3 - Chimica (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle relazioni tra la struttura 
atomica e le proprietà degli elementi, la natura dei legami chimici, le 
relazioni fra struttura molecolare e proprietà per le diverse classi di composti 
della chimica inorganica e organica, le leggi che regolano le trasformazioni 
delle specie chimiche. 
Lo studente deve inoltre acquisire nozioni di base della chimica analitica e una 
generale iniziale formazione al lavoro analitico di laboratorio. 
Raggruppamenti disciplinari: C011; C031; C020; C032; C050; G051. 
Area 4 - Chimica fisica (50 ore). 
Lo studente deve acquisire le conoscenze fondamentali della termodinamica; deve 
conoscere il significato delle grandezze e funzioni utilizzate per 
caratterizzare lo stato di un sistema. Deve conoscere le teorie cinetiche delle 
reazioni chimiche e dei fenomeni biochimici coinvolti nella trasformazione degli 
alimenti. Deve conoscere infine le proprietà e i comportamenti dei sistemi 
chimico-fisici rilevanti per le tecnologie alimentari come colloidi emulsioni, 
gel, ecc. 
Raggruppamento disciplinare: G020. 
Area 5 - Biochimica applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza dei meccanismi molecolari dei fenomeni 
biologici, con particolare riferimento ai processi fermentativi e alla 
fisiologia della post-raccolta e post-macellazione. Deve inoltre approfondire la 
conoscenza dei meccanismi molecolari di trasformazione e alterazione dei 
prodotti in conseguenza di variazioni del contenuto termico e in funzione delle 
diverse possibili condizioni del mezzo. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E042; G051; E012. 
Area 6 - Biologia generale e applicata (50 ore). 
Lo studente deve acquisire i concetti fondamentali della biologia attraverso uno 
studio morfologico, fisiologico e genetico delle cellule microbiche, vegetali e 
animali. Tale studio comprenderà anche nozioni sulle interazioni cellulari, i 
riconoscimenti, le comunicazioni e i fenomeni di membrana. 
Raggruppamenti disciplinari: E051; E012; E031; E011; G025; E033; E042; G021; 
G022; G023; E021; E022; G060. 
Area 7 - Economia generale e applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire le conoscenze di base dell'economia e dei sistemi 
organizzativi dell'impresa alimentare nonché i principi e le tecniche della 
contabilità e del controllo aziendale. Deve acquisire inoltre le conoscenze 
fondamentali relative al marketing dei prodotti. 
Raggruppamenti disciplinari: G010; I270; P021; P023. 
2. Formazione professionale di base (400 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi didattici e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
Area 8 - Produzioni vegetali e/o animali (50 ore). 
Con questi corsi, offerti in alternativa a seconda degli orientamenti e del loro 
riferimento a prodotti di origine vegetale o animale, lo studente deve acquisire 
una conoscenza non dettagliata ma sistemica di tecniche, problemi, limiti e 
tendenze di sviluppo delle produzioni primarie. Deve acquisire in questo corso 
nozioni generali riguardanti le tecniche di coltivazione o di allevamento e 
coglierne in particolare gli effetti sulla qualità delle materie prime 
alimentari. 
Raggruppamenti disciplinari: G021; G022; G023; G060. 
Area 9 - Microbiologia applicata (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza delle specie microbiche di interesse 
industriale e alimentare. Deve inoltre acquisire i principi della 
moltiplicazione e delle attività microbiche in sistemi controllati. Devono 
essere gettate in questo corso le basi per lo studio delle microbiologia 
alimentare, delle interazioni microrganismi-prodotto e microrganismi-processo e 
dei sistemi HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point) di prevenzione delle 
contaminazioni microbiche. 
Raggruppamenti disciplinari: G052; F312. 
Area 10 - Tecnologie alimentari (100 ore). 
Lo studente deve acquisire la conoscenza dei principi delle tecnologie 
alimentari per essere in grado di descrivere quantitativamente un processo in 
termini di bilancio materiale, bilancio energetico e relazioni cinetiche. 
Dopo una prima parte dedicata allo studio dei fenomeni di trasporto (di materia, 
calore e quantità di moto) lo studente deve svolgere un appropriato programma 
teorico-pratico sulle operazioni unitarie della tecnologia alimentare che sono 
più importanti ai fini della formazione specifica di orientamento. 
Raggruppamento disciplinare: G052. 
Area 11 - Ingegneria alimentare (50 ore). 
Lo studente deve acquisire nozioni di ingegneria meccanica pertinenti con le 
tecnologie tipiche del settore di orientamento. Il corso è dedicato alla 
conoscenza degli impianti con particolare riferimento ai problemi di 
automazione, controllo e manutenzione. Lo studente dovrà inoltre acquisire 
nozioni sulla gestione degli impianti deputati alla produzione e distribuzione 
di fluidi di servizio e di energia elettrica. Dovrà essere in grado di valutare 
i consumi energetici e di proporre interventi di risparmio energetico. 
Raggruppamenti disciplinari: G031; G032. 
Area 12 - Legislazione alimentare (50 ore). 
Lo studente deve acquisire nozioni di diritto di carattere generale e specifico 
con lo scopo di familiarizzarsi con il linguaggio ed il metodo, con la ricerca e 
il confronto delle fonti (internazionali, nazionali, regionali). Deve essere 
avviato in questa fase lo studio dei testi legislativi che riguardano il settore 
dello specifico orientamento del D.U. 
Raggruppamenti disciplinari: N012; N021; N050. 
Area 13 - Alimentazione e nutrizione umana (50 ore). 
Lo studente deve acquisire i principi della fisiologia della nutrizione in 
relazione all'organismo sano nonché i fondamenti della dietologia. Egli deve 
anche acquisire una conoscenza degli alimenti dal punto di vista degli apporti 
di nutrienti e antinutrienti ed essere in grado di impostare la loro valutazione 
nutrizionale. 
Raggruppamenti disciplinari: E060; F302. 
3. Formazione professionale specifica. 
Le aree disciplinari, gli obiettivi didattici e i relativi impegni in ore o 
crediti didattici sono definiti dalle facoltà per i singoli orientamenti secondo 
le modalità previste negli articoli 3 e 4 del presente decreto. 
------------------------ 
 





Tabella XXXII (40) 
Laurea in scienze forestali 
Durata del corso degli studi cinque anni. 
Il corso degli studi è articolato nei seguenti due indirizzi: 
tecnico culturale; 
gestione dell'ambiente e conservazione del suolo. 
Lo studente è tenuto a scegliere l'indirizzo non oltre il termine del secondo 
anno. 
Discipline comuni a tutti gli indirizzi 
------------------------ 
(40) Tabella così sostituita prima dall'allegato al D.P.R. 12 luglio 1977, n. 
817, riportato al n. C/XVIII e poi dall'allegato al D.P.R. 11 ottobre 1984, n. 
936, riportato al n. C/XXV. 
 







+--------+-------------------------------------------+---------+
| Numero |                                           |         |
|d'ordine|                Discipline                 |Attualità|
+--------+-------------------------------------------+---------+
|   1    |  Alpicoltura I (prati, pascoli, agricoltu-|         |
|        |    ra nelle regioni di montagna) . . . . .|   1,0   |
|   2    |  Alpicoltura II (zootecnica nella  regione|         |
|        |    di montagna) (semestrale) . . . . . . .|   1,5   |
|   3    |  Assestamento forestale. . . . . . . . . .|   2,5   |
|   4    |* Botanica generale . . . . . . . . . . . .|   3,5   |
|   5    |* Botanica sistematica (semestrale) . . . .|   4,0   |
|   6    |  Botanica forestale. . . . . . . . . . . .|   5,0   |
|   7    |* Chimica . . . . . . . . . . . . . . . . .|   6,0   |
|   8    |  Chimica forestale . . . . . . . . . . . .|   7,0   |
|   9    |  Dendrometria. . . . . . . . . . . . . . .|   8,0   |
|  10    |  Economia e politica forestale . . . . . .|   9,0   |
|  11    |  Estimo forestale (semestrale) . . . . . .|   9,5   |
|  12    |* Fisica. . . . . . . . . . . . . . . . . .|  10,5   |
|  13    |  Istituzioni di  economia politica e  sta-|         |
|        |    tistica forestale . . . . . . . . . . .|  11,5   |
|  14    |  Istituzioni di entomologia forestale (se-|         |
|        |    mestrale) . . . . . . . . . . . . . . .|  12,0   |
|  15    |  Legislazione forestale (semestrale) . . .|  12,5   |
|  16    |  Litologia e geomorfologia . . . . . . . .|  13,5   |
|  17    |* Matematica. . . . . . . . . . . . . . . .|  14,5   |
|  18    |  Metodologia statistica (semestrale) . . .|  15,0   |
|  19    |  Patologia vegetale forestale. . . . . . .|  16,0   |
|  20    |  Selvicoltura I (ecologia  e  selvicoltura|         |
|        |    generale) . . . . . . . . . . . . . . .|  17,0   |
|  21    |  Selvicoltura II (selvicoltura speciale) .|  18,0   |
|  22    |  Sistemazioni idraulico-forestali. . . . .|  19,0   |
|  23    |  Tecnologia del legno ed utilizzazioni fo-|         |
|        |    restali . . . . . . . . . . . . . . . .|  20,0   |
|  24    |  Topografia. . . . . . . . . . . . . . . .|  21,0   |
|  25    |  Zoologia generale forestale . . . . . . .|  22,0   |
Le discipline comuni a tutti gli indirizzi possono essere sostituite dalle 
singole facoltà, in determinati indirizzi e orientamenti, da corsi a svolgimento 
più ampio, purché attivati e afferenti alla stessa area disciplinare e con il 
medesimo peso didattico complessivo. 
------------------------ 
 







            DISCIPLINE CARATTERIZZANTI GLI INDIRIZZI
                 Indirizzo:  tecnico-colturale
+--------+-------------------------------------------+---------+
| Numero |                                           |         |
|d'ordine|                 Discipline                |Attualità|
+--------+-------------------------------------------+---------+
|    1   |Economia  di mercato dei prodotti forestali|         |
|        |  (semestrale). . . . . . . . . . . . . . .|   0,5   |
|    2   |Industrie chimico-forestali  (semestrale) .|   1,0   |
|    3   |Meccanizzazione forestale . . . . . . . . .|   2,0   |
|    4   |Miglioramento genetico  degli  alberi fore-|         |
|        |  stali (semestrale). . . . . . . . . . . .|   2,5   |
|    5   |Selvicoltura industriale e  alberature (se-|         |
|        |  mestrale) . . . . . . . . . . . . . . . .|   3,0   |
|    6   |Zoologia forestale, venatoria e acquicoltu-|         |
|        |  ra. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   4,0   |
|        |                                           |         |
|        |      Indirizzo:  gestione dell'ambiente   |         |
|        |          e conservazione del suolo        |         |
|        |                                           |         |
|    1   |Complementi di  ecologia  forestale  (seme-|         |
|        |  strale) . . . . . . . . . . . . . . . . .|   0,5   |
|    2   |Costruzioni forestali (semestrale). . . . .|   1,0   |
|    3   |Idrologia forestale . . . . . . . . . . . .|   2,0   |
|    4   |Pedologia forestale (semestrale). . . . . .|   2,5   |
|    5   |Protezione dagli  incendi  boschivi  (seme-|         |
|        |  strale) . . . . . . . . . . . . . . . . .|   3,0   |
|    6   |Tutela  del  paesaggio agricolo-forestale e|         |
|        |  riassetto del territorio. . . . . . . . .|   4,0   |
Ogni indirizzo è articolato in orientamenti autonomamente stabiliti dalle 
singole sedi nel manifesto annuale e in base agli insegnamenti attivati. Ciascun 
orientamento viene definito da un gruppo di discipline, il cui numero concorre 
al raggiungimento di complessive trentuno annualità, scelto dallo studente fra 
gruppi predisposti dalla facoltà. 
Le materie contrassegnate con l'asterisco sono in comune con il corso di laurea 
in scienze agrarie, qualora in tale corso siano attivate. Altre eventuali 
discipline potranno essere mutate su delibera della facoltà. 
Tutti gli insegnamenti impartiti constano di lezioni teoriche e di esercizi 
pratici; la facoltà stabilisce le esercitazioni che costituiscono parte 
integrante dell'insegnamento delle discipline forestali e che devono essere 
integrate da visite ed esercitazioni in foresta. 
Gli esami di profitto sono orali, ma possono essere integrati da prove pratiche. 
Il voto è però complessivo. 
Lo studente è tenuto a sottoporsi all'accertamento della conoscenza di almeno 
una lingua straniera fra quelle previste dalla facoltà ed indicate nel manifesto 
annuale degli studi, mediante colloquio e traduzione di testi scientifici, da 
effettuarsi prima dell'assegnazione della tesi di laurea con docenti di 
discipline attinenti alla tesi stessa. 
Lo studente per accedere all'esame di laurea dovrà aver seguito i corsi e 
superato gli esami relativi a trentuno discipline annuali o equivalenti (due 
discipline semestrali equivalgono ad una annuale), avere elaborato una tesi di 
laurea derivante da ricerca o progettazione o sperimentazione ed aver effettuato 
un tirocinio pratico-applicativo da tre a sei mesi presso aziende della facoltà, 
presso centri universitari appositamente istituiti per il tirocinio forestale, 
presso aziende od istituzioni riconosciute dalla facoltà, presso le istituzioni 
responsabili dell'inventario forestale nazionale. 
Superato l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di dottore in scienze 
forestali con l'indicazione dell'indirizzo seguito. 
Elenco in ordine alfabetico delle discipline del corso di laurea in scienze 
forestali 
------------------------ 
 





A 
Acarologia forestale 
Agronomia montana 
Allelopatie forestali 
Allevamento degli animali di interesse faunistico venatorio 
Allevamenti minori in zone montane 
Alpicoltura I (prati, pascoli, agricoltura nella regione di montagna) 
Alpicoltura II (zootecnica nella regione di montagna) 
Alterazioni del legname e suoi derivati 
Alterazioni e protezione del legno 
Alterazioni microbiche del legno 
Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici 
Apicoltura 
Arboricoltura da legno 
Archeologia forestale 
Assestamento dei parchi e delle riserve naturali 
Assestamento faunistico 
Assestamento forestale 
Assestamento forestale e dendrometria tropicale e sub-tropicale 
Assetto del territorio agricolo e forestale 
Auxologia 
Avifauna forestale e montana 
------------------------ 
 





B 
Batteriologia fitopatologia forestale 
Biochimica del legno 
Biochimica forestale 
Biochimica vegetale forestale 
Biofertilizzazione 
Biologia e produzione dei semi forestali 
Biologia del legno 
Biometria 
Botanica forestale 
Botanica forestale e diagnosi vegetazionale 
Botanica generale 
Botanica sistematica 
------------------------ 
 





C 
Cartografia e fotointerpretazione forestale 
Catasto terreni e fabbricati 
Chimica 
Chimica dei composti umici 
Chimica della fertilizzazione 
Chimica delle fermentazioni 
Chimica del suolo 
Chimica e tecnologia dei prodotti forestali 
Chimica forestale 
Chimica generale e inorganica 
Chimica organica 
Citogenetica forestale 
Citologia ed embriologia vegetale forestale 
Climatologia forestale 
Coltivazioni arbustive delle regioni tropicali e subtropicali 
Coltivazione delle specie officinali 
Coltivazioni legnose ornamentali 
Commercio internazionale dei prodotti forestali 
Complementi di assestamento forestale 
Complementi di ecologia forestale 
Complementi di sistemazioni idraulico-forestali 
Complementi di utilizzazioni forestali 
Conservazione della natura e delle sue risorse 
Conservazione del legname 
Conservazione del suolo e difesa dell'ambiente 
Contabilità e tecnica amministrativa delle imprese forestali 
Cooperazione ed associazione nei territori montani 
Costruzioni forestali 
Costruzioni in legno 
Costruzioni stradali forestali ed agrarie 
Costruzioni zootecniche per gli allevamenti di montagna 
------------------------ 
 





D 
Danni alle foreste da avversità atmosferiche 
Dendrocronologia 
Dendrologia 
Dendrometria 
Dendrometria e auxologia 
Dendrometria e inventari forestali 
Diagnosi vegetazionale 
Difesa dagli inquinamenti 
Difesa e conservazione del suolo 
Diritto amministrativo regionale 
Diritto forestale 
Disegno tecnico 
Diserbanti 
------------------------ 
 





E 
Ecofisiologia vegetale forestale 
Ecologia forestale 
Ecologia zootecnica 
Econometria forestale 
Economia degli investimenti nei territori montani 
Economia delle industrie forestali 
Economia di mercato dei prodotti forestali 
Economia e politica forestale 
Economia montana 
Elementi di telerilevamento 
Elementi di idraulica e idrologia 
Elementi di idrogeologia 
Elementi di impiantistica delle industrie del legno 
Elementi di informatica 
Elementi di scienza e tecnica delle costruzioni 
Entomofaunistica forestale e montana 
Entomologia forestale 
Entomologia forestale tropicale e subtropicale 
Epidemiologia delle malattie delle piante forestali 
Ergotecnica infortunistica e organizzazione del lavoro forestale 
Essiccazione del legno 
Estimo forestale 
Estimo forestale e contabilità 
------------------------ 
 





F 
Faunistica e venatoria 
Fisica 
Fisioclimatologia forestale 
Fisiologia degli alberi forestali 
Fisiopatologia vegetale forestale 
Fitogeografia 
Fitoiatria forestale 
Fitopatie non parassitarie 
Fitormoni 
Fitosociologia 
Fitotossicità degli inquinanti 
Foraggicoltura 
------------------------ 
 





G 
Genesi, classificazione e cartografia dei suoli forestali 
Genetica della produzione sementiera forestale 
Genetica forestale 
Geobotanica forestale 
Geografia economica forestale 
Geologia applicata 
Geopedologia 
Gestione delle risorse faunistiche 
Giardini e parchi urbani 
------------------------ 
 





I 
Idraulica dei corsi d'acqua 
Idrobiologia e acquacoltura montana 
Idrologia e pianificazione delle risorse idriche 
Idrologia forestale 
Idronomia montana 
Indagine stazionale 
Industrie chimico-forestali 
Industrie del legno e derivati 
Industrie di seconda trasformazione del legno 
Infestanti del legname 
Informatica applicata alle attività forestali 
Infrastrutture territoriali agrarie e forestali 
Inventari forestali 
Inventari forestali e cartografia 
Istituzioni di dititto pubblico 
Istituzioni di economia politica e statistica forestale 
Istituzioni di entomologia forestale 
Istituzioni di microbiologia forestale 
Istituzioni di patologia forestale 
Istituzioni di selvicoltura 
------------------------ 
 





L 
Legislazione dei lavori pubblici 
Legislazione dell'ambiente e delle aree protette 
Legislazione forestale 
Legislazione forestale e dei lavori pubblici 
Legnami per usi navali 
Lingua francese 
Lingua inglese 
Lingua portoghese 
Lingua russa 
Lingua spagnola 
Lingua tedesca 
Litologia e geomorfologia 
Lotta biologica ed integrata in foresta 
------------------------ 
 





M 
Macchine per la lavorazione del legno 
Matematica 
Materiali e tecniche delle costruzioni forestali 
Meccanica del terreno applicata ai sistemi forestali 
Meccanizzazione forestale 
Meteorologia e climatologia 
Metodologia statistica 
Micologia 
Micologia fitopatologica 
Micologia forestale 
Microbiologia forestale 
Miglioramento genetico degli alberi forestali 
Mineralogia e geologia 
Modellistica dei sistemi forestali 
Mutagenesi e differenziamento degli alberi forestali 
------------------------ 
 





N 
Nematologia forestale 
Nutrizione minerale delle piante forestali 
------------------------ 
 





O 
Organizzazione e contabilità dell'azienda forestale 
Organizzazione e gestione dell'azienda forestale 
------------------------ 
 





P 
Paleobotanica forestale 
Parassitologia animale degli alberi forestali 
Patologia dei semi forestali 
Patologia del legno e derivati 
Patologia delle piante forestali tropicali e subtropicali 
Patologia vegetale forestale 
Pedologia forestale 
Pianificazione della difesa dagli incendi forestali 
Pianificazione delle sistemazioni idraulico-forestali 
Pianificazione ecologica del territorio 
Pianificazione e gestione delle risorse idriche 
Pianificazione e gestione economica del territorio 
Politica forestale 
Politica forestale internazionale comparata 
Principi di modellistica matematica applicata alle scienze forestali 
Progettazione delle opere di sistemazione idraulico-forestali 
Protezione dagli incendi boschivi 
Protezione dalle valanghe 
Protezione della natura e riassetto del paesaggio 
Protezione del legno dal fuoco 
------------------------ 
 





Q 
Qualificazione e collaudo dei legnami 
------------------------ 
 





R 
Restauro del legno 
Ricerche di mercato dei prodotti legnosi 
Rilevamento e cartografia del suolo 
------------------------ 
 





S 
Selvicoltura 
Selvicoltura I (ecologia e selvicoltura generale) 
Selvicoltura II (selvicoltura speciale) 
Selvicoltura industriale ed alberature 
Selvicoltura dei parchi e delle riserve naturali 
Selvicoltura tropicale e sub-tropicale 
Selvicoltura urbana 
Silvonica 
Sistemazioni idrauliche collinari e montane 
Sistemazioni idrauliche e difesa del suolo 
Sistemazioni idraulico-forestali 
Sistemi informativi per la gestione delle risorse forestali 
Sociologia rurale 
Statistica forestale 
Storia comparata delle utilizzazioni forestali 
Storia della selvicoltura 
Storia dell'assestamento forestale 
Storia forestale 
------------------------ 
 





T 
Tecnica dei frangiventi 
Tecnica della bonifica 
Tecnica di indagine ecologica 
Tecnica vivaistica forestale 
Tecniche di inerbimento nei territori montani 
Tecniche di rimboschimento nelle zone aride 
Tecniche di rimboschimento 
Tecniche di valutazione delle malattie delle piante 
Tecnologia dei legnami tropicali 
Tecnologia del legno 
Tecnologia del legno ed utilizzazioni forestali 
Tecnologia del legno ed utilizzazioni forestali tropicali e sub-tropicali 
Telerilevamento forestale 
Tipologia forestale 
Topografia 
Topografia e fotogrammetria 
Tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio 
------------------------ 
 





U 
Utilizzazione chimica della biomassa forestale 
Utilizzazioni forestali 
Utilizzazioni forestali tropicali 
------------------------ 
 





V 
Viabilità e trasporti forestali 
Virologia vegetale forestale 
Vivaistica forestale e rimboschimento 
------------------------ 
 





Z 
Zooecologia e zoogeografia forestale e montana 
Zoologia forestale 
Zoologia forestale, venatoria ed acquicoltura 
Zoologia generale forestale 
Zoologia venatoria 
Zootecnica montana 
------------------------ 
 





Elenco delle discipline del corso di laurea in scienze forestali suddivise per 
aree disciplinari 
Area n. 1 - Alpicoltura e agronomia montana: 
Agronomia montana 
Alpicoltura I (prati, pascoli, agricoltura nella regione di montagna) 
Coltivazione delle specie officinali 
Diserbanti 
Foraggicoltura 
Tecniche di inerbimenti nei territori montani 
------------------------ 
 





Area n. 2 - Assestamento forestale: 
Assestamento dei parchi e delle riserve naturali 
Assestamento forestale 
Assestamento forestale e dendrometria tropicale e sub-tropicale 
Assetto del territorio agricolo e forestale 
Auxologia 
Complementi di assestamento forestale 
Dendrometria 
Dendrometria e auxologia 
Dendrometria e inventari forestali 
Inventari forestali 
Inventari forestali e cartografia 
Pianificazione della difesa dagli incendi forestali 
Pianificazione ecologica del territorio 
Storia dell'assestamento forestale 
------------------------ 
 





Area n. 3 - Botanica: 
Biologia del legno 
Botanica forestale 
Botanica forestale e diagnosi vegetazionale 
Botanica generale 
Botanica sistematica 
Citologia ed embriologia vegetale forestale 
Dendrocronologia 
Fitogeografia 
Fitormoni 
Fitosociologia 
Geobotanica forestale 
Istituzioni di microbiologia forestale 
Microbiologia forestale 
Paleobotanica forestale 
Tipologia forestale 
Tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio (40/a). 
------------------------ 
(40/a) L'articolo unico, D.P.R. 12 giugno 1985, n. 660 (Gazz. Uff. 22 novembre 
1985, n. 275) ha così disposto: "Nell'elenco delle discipline del corso di 
laurea in scienze forestali suddivise per aree disciplinari l'insegnamento 
"tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio" passa 
dall'area n. 3-botanica, all'area n. 5-costruzioni forestali e topografia". 
 





Area n. 4 - Chimica: 
Biochimica del legno 
Biochimica forestale 
Biochimica vegetale forestale 
Biofertilizzazione 
Chimica 
Chimica dei composti umici 
Chimica della fertilizzazione 
Chimica delle fermentazioni 
Chimica del suolo 
Chimica e tecnologia dei prodotti forestali 
Chimica forestale 
Chimica generale ed inorganica 
Chimica organica 
Difesa dagli inquinamenti 
Industrie chimico-forestali 
Nutrizione minerale delle piante forestali 
Utilizzazione chimica della biomassa forestale 
------------------------ 
 





Area n. 5 - Costruzioni forestali e topografia (40/a): 
Cartografia e fotointerpretazione forestale 
Costruzioni forestali 
Costruzioni in legno 
Costruzioni stradali forestali ed agrarie 
Costruzioni zootecniche per gli allevamenti di montagna 
Disegno tecnico 
Elementi di telerilevamento 
Elementi di scienza e tecnica delle costruzioni 
Infrastrutture territoriali agrarie e forestali 
Materiali e tecniche delle costruzioni forestali 
Topografia 
Topografia e fotogrammetria 
------------------------ 
(40/a) L'articolo unico, D.P.R. 12 giugno 1985, n. 660 (Gazz. Uff. 22 novembre 
1985, n. 275) ha così disposto: "Nell'elenco delle discipline del corso di 
laurea in scienze forestali suddivise per aree disciplinari l'insegnamento 
"tutela del paesaggio agricolo-forestale e riassetto del territorio" passa 
dall'area n. 3-botanica, all'area n. 5-costruzioni forestali e topografia". 
 





Area n. 6 - Economica giuridica: 
Catasto terreni e fabbricati 
Commercio internazionale dei prodotti forestali 
Contabilità e tecnica amministrativa delle imprese forestali 
Cooperazione ed associazione nei territori montani 
Diritto amministrativo regionale 
Diritto forestale 
Econometria forestale 
Economia degli investimenti nei territori montani 
Economia delle industrie forestali 
Economia di mercato dei prodotti forestali 
Economia e politica forestale 
Economia montana 
Estimo forestale 
Estimo forestale e contabilità 
Geografia economica forestale 
Istituzioni di diritto pubblico 
Istituzioni di economia politica e statistica forestale 
Legislazione dei lavori pubblici 
Legislazione dell'ambiente e delle aree protette 
Legislazione forestale 
Legislazione forestale e dei lavori pubblici 
Modellistica dei sistemi forestali 
Organizzazione e contabilità dell'azienda forestale 
Organizzazione e gestione dell'azienda forestale 
Pianificazione e gestione economica del territorio 
Politica forestale 
Politica forestale internazionale comparata 
Principi di modellistica matematica applicata alle scienze forestali 
Ricerche di mercato dei prodotti legnosi 
Sistemi informativi per la gestione delle risorse forestali 
Sociologia rurale 
Statistica forestale 
Ogni insegnamento, a giudizio di ciascuna facoltà, nel manifesto annuale potrà 
avere durata semestrale o annuale (40/b). 
------------------------ 
(40/b) Tabella aggiunta dall'art. 2, D.P.R. 24 febbraio 1979, n. 309 (Gazz. Uff. 
30 luglio 1979, n. 207), e poi così sostituita dal D.P.R. 5 aprile 1989, 
riportato al n. C/XXXVII. 
 





Area n. 7 - Entomologia e zoologia: 
Acarologia forestale 
Assestamento faunistico 
Avifauna forestale e montana 
Entomofaunistica forestale e montana 
Entomologia forestale 
Entomologia forestale tropicale e sub-tropicale 
Faunistica e venatoria 
Infestanti del legname 
Istituzioni di entomologia forestale 
Lotta biologica ed integrata in foresta 
Nematologia forestale 
Parassitologia animale degli alberi forestali 
Zooecologia e zoogeografia forestale e montana 
Zoologia forestale 
Zoologia forestale, venatoria ed acquicoltura 
Zoologia generale forestale 
Zoologia venatoria 
------------------------ 
 





Area n. 8 - Fisica e matematica: 
Biometria 
Elementi di informatica 
Fisica 
Informatica applicata alle attività forestali 
Matematica 
Metodologia statistica 
------------------------ 
 





Area n. 9 - Genetica: 
Citogenetica forestale 
Conservazione del germoplasma forestale 
Genetica della produzione sementiera forestale 
Genetica forestale 
Miglioramento genetico degli alberi forestali 
Mutagenesi e differenziamento degli alberi forestali 
------------------------ 
 





Area n. 10 - Patologia vegetale: 
Allelopatie forestali 
Alterazione del legname e suoi derivati 
Alterazioni microbiche del legno 
Batteriologia fitopatologica forestale 
Danni alle foreste da avversità atmosferiche 
Epidemiologia delle malattie delle piante forestali 
Fisiopatologia vegetale forestale 
Fitoiatria forestale 
Fitopatie non parassitarie 
Fitotossicità degli inquinamenti 
Istituzioni di patologia forestale 
Micologia 
Micologia fitopatologica 
Micologia forestale 
Patologia dei semi forestali 
Patologia del legno e derivati 
Patologia delle piante forestali tropicali e subtropicali 
Patologia vegetale forestale 
Tecniche di valutazione delle malattie delle piante 
Virologia vegetale forestale 
------------------------ 
 





Area n. 11 - Pedologia e geologia: 
Difesa e conservazione del suolo 
Elementi di idrogeologia 
Genesi, classificazione e cartografia dei suoli forestali 
Geologia applicata 
Geopedologia 
Litologia e geomorfologia 
Meccanica del terreno applicata ai sistemi forestali 
Mineralogia e geologia 
Pedologia forestale 
Rilevamento e cartografia del suolo 
------------------------ 
 





Area n. 12 - Selvicoltura: 
Arboricoltura da legno 
Archeologia forestale 
Biologia e produzione dei semi forestali 
Climatologia forestale 
Coltivazioni arbustive delle regioni tropicali e sub-tropicali 
Coltivazioni legnose ornamentali 
Complementi di ecologia forestale 
Conservazione della natura e delle sue risorse 
Dendrologia 
Diagnosi vegetazionale 
Ecofisiologia vegetale forestale 
Ecologia forestale 
Fisioclimatologia forestale 
Fisiologia degli alberi forestali 
Giardini e parchi urbani 
Indagine stazionale 
Istituzioni di selvicoltura 
Meteorologia e climatologia 
Protezione dagli incendi boschivi 
Protezione della natura e riassetto del paesaggio 
Selvicoltura 
Selvicoltura I (ecologia e selvicoltura generale) 
Selvicoltura II (selvicoltura speciale) 
Selvicoltura industriale ed alberature 
Selvicoltura dei parchi e delle riserve naturali 
Selvicoltura tropicale e sub-tropicale 
Selvicoltura urbana 
Silvonica 
Storia della selvicoltura 
Storia forestale 
Tecnica dei frangiventi 
Tecnica di indagine ecologica 
Tecnica vivaistica forestale 
Tecniche di rimboschimento 
Tecniche di rimboschimento nelle zone aride 
Telerilevamento forestale 
Vivaistica forestale e rimboschimento 
------------------------ 
 





Area n. 13 - Sistemazioni idraulico-forestali: 
Complementi di sistemazioni idraulico-forestali 
Conservazione del suolo e difesa dell'ambiente 
Elementi di idraulica e idrologia 
Idraulica dei corsi d'acqua 
Idrologia forestale 
Idrologia e pianificazione delle risorse idriche 
Idronomia montana 
Pianificazione delle sistemazioni idraulico-forestali 
Pianificazione e gestione delle risorse idriche 
Progettazione delle opere di sistemazione idraulico-forestale 
Protezione dalle valanghe 
Sistemazioni idrauliche collinari e montane 
Sistemazioni idrauliche e difesa del suolo 
Sistemazioni idraulico-forestali 
Tecnica della bonifica 
------------------------ 
 





Area n. 14 - Tecnologia e utilizzazioni forestali: 
Alterazioni e protezione del legno 
Anatomia e riconoscimento del legno 
Complementi di utilizzazioni forestali 
Conservazione del legname 
Elementi di impiantistica delle industrie del legno 
Ergotecnica, infortunistica e organizzazione del lavoro forestale 
Essiccazione del legno 
Industrie del legno e derivati 
Industrie di seconda trasformazione del legno 
Legnami per usi navali 
Macchine per la lavorazione del legno 
Meccanizzazione forestale 
Protezione del legno dal fuoco 
Qualificazione e collaudo dei legnami 
Restauro del legno 
Storia comparata delle utilizzazioni forestali 
Tecnologia del legno 
Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali 
Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali tropicali e sub-tropicali 
Tecnologia dei legnami tropicali 
Utilizzazioni forestali 
Utilizzazioni forestali tropicali 
Viabilità e trasporti forestali 
------------------------ 
 





Area n. 15 - Zootecnica: 
Allevamento degli animali di interesse faunistico venatorio 
Allevamenti minori in zone montane 
Alpicoltura II (zootecnica nella regione di montagna) 
Anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici 
Apicoltura 
Ecologia zootecnica 
Gestione delle risorse faunistiche 
Idrobiologia e acquacoltura montana 
Zootecnica montana 
------------------------ 
 





Area n. 16 - Lingue 
Lingua francese 
Lingua inglese 
Lingua portoghese 
Lingua russa 
Lingua spagnola 
Lingua tedesca 
------------------------ 
 





Tabella XXXII-bis (40/c) 
Laurea in Scienze agrarie tropicali e subtropicali 
La durata del corso degli studi per la laurea in scienze agrarie tropicali e 
subtropicali è di cinque anni. I titoli di ammissione sono quelli previsti dalle 
vigenti disposizioni di legge. 
Sono discipline fondamentali irrinunciabili: 


     1)   agronomia delle regioni tropicali e subtropicali;
  *  2)   anatomia, fisiologia e  morfologia  degli  animali do-
            mestici;
  *  3)   botanica generale;
     4)   botanica sistematica ad indirizzo tropicale;
     5)   chimica del suolo tropicale e subtropicale;
  *  5,5) chimica generale ed inorganica (sem.);
  *  6)   chimica organica (sem.);
     7)   coltivazioni arboree delle regioni tropicali e subtro-
            picali;
     8)   coltivazioni erbacee delle regioni tropicali e subtro-
            picali;
     9)   economia agraria e forestale tropicale e subtropicale;
    10)   elementi di idraulica ed idrologia;
    11)   entomologia agraria tropicale e subtropicale;
  * 12)   estimo rurale e contabilità;
  * 13)   fisica;
  * 14)   genetica agraria;
    15)   industrie agroalimentari tropicali e subtropicali;
  * 16)   istituzioni di economia e statistica agraria;
  * 16,5) istituzioni di microbiologia agraria (sem.);
    17,5) litologia e geomorfologia tropicale e subtropicale;
  * 18,5) matematica;
  * 19)   materiali e tecnica delle costruzioni rurali (sem.);
  * 20)   meccanica e meccanizzazione agricola;
    21)   patologia vegetale tropicale e subtropicale;
    22)   pedologia tropicale e subtropicale;
  * 22,5) topografia rurale (sem.);
  * 23)   zoologia generale agraria (sem.);
    24)   zootecnica generale delle  regioni tropicali e subtro-
            picali;
    25)   zootecnica speciale tropicale e subtropicale.
Conoscenza di almeno una lingua straniera fra quelle indicate dalla facoltà nel 
manifesto annuale degli studi; l'accertamento verrà compiuto mediante colloquio 
e traduzione di testi scientifici, da effettuarsi prima dell'assegnazione della 
tesi di laurea, con un docente della lingua prescelta e con docenti di 
discipline attinenti alla tesi stessa. 
Le materie contrassegnate con asterisco sono in comune con il corso di laurea in 
scienze agrarie, qualora in tale corso siano attivate. Altre discipline potranno 
essere mutate su delibera delle facoltà. 
Orientamenti: 
il corso di studi è articolato in "orientamenti" stabiliti dalla facoltà nel 
manifesto annuale in base agli insegnamenti attivati. Ciascun orientamente viene 
definito da un gruppo di discipline, il cui numero concorre al raggiungimento di 
complessive trentuno annualità, scelto dallo studente tra gruppi predisposti 
dalla facoltà. Negli orientamenti alcune discipline semestrali possono essere 
sostituite dalle facoltà, nel manifesto annuale, con corsi a svolgimento più 
ampio, purché attivati ed afferenti alla stessa area disciplinare, fermo 
restando in trentuno il numero complessivo delle annualità. 
Laurea: 
lo studente per accedere all'esame di laurea dovrà aver seguito i corsi e 
superato gli esami relativi a trentuno discipline annuali o equivalenti (due 
discipline semestrali equivalgono ad una annuale), aver elaborato una tesi di 
laurea derivante da ricerca o progettazione o sperimentazione originale. Deve 
inoltre aver effettuato un tirocinio pratico-applicativo della durata da tre a 
sei mesi presso aziende (anche di trasformazione dei prodotti agricoli) 
riconosciute dalla facoltà, preferibilmente nei Paesi tropicali e subtropicali, 
secondo modalità che saranno indicate dal consiglio di corso di laurea. Superato 
l'esame di laurea lo studente consegue il titolo di "Dottore in scienze agrarie 
tropicali e subtropicali". 
Elenco in ordine alfabetico delle discipline del corso di laurea in scienze 
agrarie tropicali e subtropicali: 


    1) acquacoltura;
    2) agricoltura e sviluppo economico dei Paesi emergenti;
    3) agrometeorologia e climatologia;
    4) agronomia delle regioni tropicali e subtropicali;
    5) allevamento degli animali di interesse faunistico e vena-
        torio;
    6) allevamenti pastorali e nomadici;
    7) alterazione e protezione del legno (40/d);
    8) anatomia e riconoscimento dei legnami tropicali;
    9) anatomia, fisiologia  e  morfologia degli  animali  dome-
        stici;
   10) approvvigionamento energetico in agricoltura;
   11) approvvigionamento idrico per l'agricoltura;
   12) arboricoltura da legno in Paesi tropicali e subtropicali;
   13) arboricoltura speciale tropicale e subtropicale;
   14) aridocoltura;
   15) assestamento e dendrometria forestale tropicale e subtro-
        picale;
   16) assetto del territorio agricolo e forestale;
   17) associazionismo e cooperazione rurale nei Paesi tropicali
        e subtropicali;
   18) avicoltura;
   19) biochimica vegetale;
   20) biometria;
   21) biotecnologie dei prodotti agroalimentari tropicali;
   22) biotecnologie della produzione fotosintetica di  biomasse
        microbiche;
   23) botanica generale;
   24) botanica sistematica ad indirizzo tropicale;
   25) chimica agraria vegetale;
   26) chimica degli alimenti;
   27) chimica della fermentazione e microbiologia industriale;
   28) chimica del suolo tropicale e subtropicale;
   29) chimica della fertilizzazione;
   30) chimica delle acque ad uso irriguo;
   31) chimica generale ed inorganica;
   32) chimica organica;
   33) coltivazioni arboree tropicali e subtropicali;
   34) coltivazioni delle specie aromatiche medicinali tropicali
        e subtropicali;
   35) coltivazioni erbacee delle regioni tropicali e  subtropi-
        cali;
   36) colture industriali e  alimentari delle regioni tropicali
        e subtropicali;
   37) colture protette;
   38) commercio internazionale dei prodotti agricoli;
   39) complementi di costruzioni rurali tropicali;
   40) coniglicoltura;
   41) contabilità tecnica amministrativa delle imprese agricole
        e zootecniche tropicali e subtropicali;
   42) controllo e climatizzazione degli ambienti agricoli;
   43) conservazione dell'acqua e del suolo nelle regioni tropi-
        cali e subtropicali;
   44) conservazione del suolo e difesa dell'ambiente;
   45) costruzioni forestali tropicali;
   46) costruzioni rurali;
   47) difesa degli alimenti dagli animali infestanti;
   48) difesa e conservazione del suolo;
   49) dinamica, valutazione e gestione delle qualità chimiche e
        fisiche del suolo;
   50) disegno tecnico;
   51) ecologia microbica;
   52) ecologia vegetale ad indirizzo tropicale;
   53) ecologia vegetale agraria;
   54) ecologia zootecnica;
   55) economia agraria e forestale tropicale e subtropicale;
   56) economia  degli  investimenti  pubblici  e  privati   nei
        P.V.S.;
   57) economia del  mercato dei  prodotti agricoli  tropicali e
        subtropicali;
   58) economia del mercato dei  prodotti  forestali  tropicali e
        subtropicali;
   59) economia del mercato dei  prodotti zootecnici  tropicali e
       subtropicali;
   60) economia della  trasformazione  dei  prodotti  agricoli  e
        zootecnici tropicali e subtropicali;
   61) economia e pianificazione dei Paesi tropicali e subtropi-
        cali;
   62) ecosistemi delle foreste tropicali e subtropicali;
   63) elementi di idraulica ed idrologia;
   64) elementi di idrogeologia;
   65) elementi di informatica;
   66) elementi di scienza tecnica delle costruzioni;
   67) entomologia agraria tropicale e subtropicale;
   68) entomologia forestale tropicale e subtropicale;
   69) estimo rurale e contabilità;
   70) etnologia zootecnica;
   71) etologia degli animali in produzione zootecnica;
   72) fisica;
   73) fisica del suolo;
   74) fisica del terreno agrario;
   75) fisioclimatologia animale;
   76) fisiologia degli alberi forestali  tropicali e  subtropi-
        cali;
   77) fisiologia delle piante coltivate;
   78) fisiologia post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli;
   79) fisiologia vegetale dei prodotti ortofrutticoli;
   80) fitogeografia a indirizzo tropicale e subtropicale;
   81) fitopatie da frigo-conservazione;
   82) fondamenti di diritto agrario;
   83) formazione, divulgazione e partecipazione allo sviluppo;
   84) frutticoltura;
   85) frutticoltura tropicale e subtropicale;
   86) genetica agraria;
   87) geobotanica;
   88) geochimica;
   89) geografia economica dei Paesi tropicali e subtropicali;
   90) gestione delle risorse faunistiche nei  Paesi tropicali e
        subtropicali;
   91) gestione dei pascoli e delle foreste;
   92) idraulica agraria;
   93) idrologia agraria;
   94) idrologia forestale;
   95) igiene degli allevamenti e profilassi;
   96) impianti di irrigazione e drenaggio dei Paesi aridi;
   97) impianti elettrici e fonti alternative di energia;
   98) industrie agro-alimentari tropicali e subtropicali;
   99) industrie chimico-forestali;
  100) industrie del legno in zone tropicali;
  101) informatica per l'agricoltura;
  102) inventari forestali e cartografia;
  103) irrigazione e drenaggio;
  104) istituzioni di economia e statistica agraria;
  105) istituzioni di microbiologia agraria;
  106) istituzioni e servizi internazionali in agricoltura;
  107) legislazione forestale  dei  Paesi tropicali e  subtropi-
        cali;
  108) lingua araba;
  109) lingua cinese;
  110) lingua francese;
  111) lingua inglese;
  112) lingua portoghese;
  113) lingua russa;
  114) lingua spagnola;
  115) lingua tedesca;
  116) litologia e geomorfologia tropicale e subtropicale;
  117) macchine e automatismi per l'irrigazione;
  118) macchine e impianti di industrie agro-alimentari;
  119) malerbologia;
  120) matematica;
  121) materiali e tecniche delle costruzioni rurali;
  122) meccanica agraria;
  123) meccanica del suolo e interazione macchine terreno;
  124) meccanica e meccanizzazione agricola;
  125) meccanizzazione agricola dei  Paesi tropicali e subtropi-
        cali;
  126) meccanizzazione agricola forestale;
  127) meccanizzazione degli impianti zootecnici;
  128) meccanizzazione delle colture tropicali e subtropicali;
  129) meteorologia e climatologia;
  130) metodologia sperimentale in agricoltura;
  131) microbiologia agraria e tecnica;
  132) microbiologia degli alimenti e dei prodotti tropicali;
  133) microbiologia dei prodotti alimentari;
  134) microbiologia dei suoli tropicali;
  135) microbiologia lattiero-casearia;
  136) micromorfologia del suolo;
  137) miglioramento genetico delle piante tropicali e subtropi-
        cali;
  138) normativa e classificazione dei legnami tropicali;
  139) orticoltura e floricoltura tropicale e subtropicale;
  140) pascoli e foraggere tropicali e subtropicali;
  141) patologia delle sementi tropicali e subtropicali;
  142) patologia forestale tropicale e subtropicale;
  143) patologia vegetale tropicale e subtropicale;
  144) pedologia tropicale e subtropicale;
  145) piante ornamentali;
  146) piste e  viabilità  forestale  in  ambianti  tropicali  e
        subtropicali;
  147) politica agraria e forestale tropicale e subtropicale;
  148) processi microbiologici di  depurazione e  recupero delle
        acque di scarico;
  149) prodotti chimici di uso agrario;
  150) produzione e conservazione dei foraggi;
  151) produzione e conservazione delle sementi;
  152) progetti e strutture di sviluppo nel settore zootecnico;
  153) regimazione idrica e difesa del suolo;
  154) resistenza  alle  malattie e  selezione  sanitaria  delle
        piante tropicali e subtropicali;
  155) rilevamento e  cartografia  del  suolo  con  elementi  di
        aereofotointerpretazione;
  156) scienza dell'alimentazione;
  157) selvicoltura tropicale e subtropicale;
  158) servizi fitopatologici, norme fitosanitarie e quarantena;
  159) sistemazione idraulica e difesa del suolo;
  160) sistemazioni idraulico-forestali;
  161) sociologia pastorale e nomadica;
  162) sociologia rurale;
  163) statistica agraria;
  164) suinicoltura tropicale e subtropicale;
  165) tecnica agronomica della fertilizzazione;
  166) tecnica agronomica dell'irrigazione;
  167) tecnica degli impianti irrigui;
  168) tecnica della bonifica;
  169) tecnica dell'indagine economica e metodologia statistica;
  170) tecnica di protezione delle colture;
  171) tecnica di lotta delle malerbe;
  172) tecniche irrigue dei Paesi aridi;
  173) tecniche di produzione di biomasse;
  174) tecnologia dei legnami tropicali;
  175) tecnologia  dei   prodotti   agroalimentari  tropicali  e
        subtropicali;
  176) tecnologia del  legno e utilizzazioni forestali tropicali
        e subtropicali;
  177) tecnologia della conservazione dei prodotti agroalimenta-
        ri;
  178) tecnologia della produzione della carne;
  179) tecnologia della produzione del latte;
  180) tecnologia di conservazione e trasformazione della  frut-
        ta;
  181) tecnologia lattiero-casearia;
  182) tecnologie appropriate agro-meccaniche;
  183) tecnologie appropriate delle costruzioni;
  184) topografia, fotogrammetria e cartografia;
  185) topografia rurale;
  186) trattrici agricole e macchine per la lavorazione del ter-
        reno;
  187) uso del suolo;
  188) uso e riciclo delle biomasse in agricoltura;
  189) valutazione delle terre a scopi agricoli e forestali;
  190) valutazioni morfo-funzionali degli animali domestici tro-
        picali e subtropicali;
  191) virosi delle colture mediterranee;
  192) vivaistica  e  rimboschimenti  in  ambiente  tropicale  e
        subtropicale;
  193) zoogeografia;
  194) zoologia generale e agraria;
  195) zootecnica generale delle regioni tropicali e subtropica-
        li;
  196) zootecnica speciale delle regioni tropicali e subtropica-
        li.
------------------------ 
(40/c) Tabella aggiunta dall'art. 2, D.P.R. 24 febbraio 1979, n. 309 (Gazz. Uff. 
30 luglio 1979, n. 207), e poi così sostituita dal D.P.R. 5 aprile 1989, 
riportato al n. C/XXXVII. 
(40/d) Il D.M. 13 settembre 1991 (Gazz. Uff. 9 ottobre 1992, n. 238) ha così 
disposto: 
"Articolo unico. Gli insegnamenti di "tecnologia del legno e utilizzazioni 
forestali tropicali" e di "alterazione e protezione del legno", incluse 
rispettivamente al n. 14 dell'area 7 e al n. 7 dell'elenco alfabetico generale 
delle discipline del corso di laurea in scienze agrarie tropicali e 
subtropicali, di cui alla tabella XXXII-bis dell'ordinamento didattico 
universitario, annessa al D.P.R. 5 aprile 1989, mutano rispettivamente 
denominazioni in "tecnologia del legno e utilizzazioni forestali tropicali e 
subtropicali" e in "alterazioni e protezione del legno". 
 







          Area 1 - Agronomia e miglioramento genetico:

   1) agrometeorologia e climatologia;
   2) agronomia delle regioni tropicali e subtropicali;
   3) aridocoltura;
   4) coltivazione delle specie aromatiche e medicinali tropica-
       li e subtropicali;
   5) coltivazioni erbacee delle regioni tropicali subtropicali;
   6) colture industriali e alimentari delle regioni tropicali e
       subtropicali;
   7) colture protette;
   8) conservazione dell'acqua e del suolo nelle regioni  tropi-
       cali e subtropicali;
   9) ecologia vegetale agraria;
  10) fisica del terreno agrario;
  11) genetica agraria;
  12) gestione dei pascoli e delle foreste;
  13) informatica per l'agricoltura;
  14) irrigazione e drenaggio;
  15) metodologia sperimentale in agricoltura;
  16) miglioramento  genetico delle piante tropicali e subtropi-
       cali;
  17) pascoli e foraggere tropicali e subtropicali;
  18) piante ornamentali;
  19) produzione e conservazione dei foraggi;
  20) produzione e conservazione delle sementi;
  21) regimazione idrica e difesa del suolo;
  22) tecnica agronomica della fertilizzazione;
  23) tecnica agronomica dell'irrigazione;
  24) tecnica di lotta alle malerbe;
  25) uso del suolo.
------------------------ 
 







                       Area 2 - Botanica:

   1) botanica generale;
   2) botanica sistematica ad indirizzo tropicale;
   3) ecologia vegetale a indirizzo tropicale;
   4) fisiologia degli  alberi  forestali  tropicali e subtropi-
      cali;
   5) fisiologia delle piante coltivate;
   6) fitogeografia a indirizzo tropicale e subtropicale;
   7) genetica agraria;
   8) geobotanica.
------------------------ 
 







                   Area 3 - Chimica agraria:

   1) chimica agraria vegetale;
   2) chimica del suolo tropicale e subtropicale;
   3) chimica della fertilizzazione;
   4) chimica delle acque per uso irriguo;
   5) chimica generale e inorganica;
   6) chimica organica;
   7) industrie chimico forestali;
   8) prodotti chimici di uso agrario.
------------------------ 
 







                  Area 4 - Costruzioni rurali:

   1) approvvigionamento energetico in agricoltura;
   2) assetto del territorio agricolo e forestale;
   3) complementi di costruzioni rurali tropicali;
   4) controllo e climatizzazione degli ambienti agricoli;
   5) costruzioni forestali tropicali;
   6) costruzioni rurali;
   7) disegno tecnico;
   8) elementi di scienza e tecnica delle costruzioni;
   9) impianti elettrici e fonti alternative di energia;
  10) materiali e tecniche delle costruzioni rurali;
  11) piste e  viabilità rurali e  forestale in  ambiente tropi-
       cale;
  12) tecnologie appropriate delle costruzioni;
  13) topografia, fotogrammetria e cartografia;
  14) topografia rurale.
------------------------ 
 







                 Area 5 - Economico-estimativa:

   1) agricoltura e sviluppo economico dei Paesi emergenti;
   2) associazionismo e cooperazione rurale nei  Paesi tropicali
       e subtropicali;
   3) commercio internazionale dei prodotti agricoli;
   4) contabilità e tecnica amministrativa delle imprese agrico-
       le e zootecniche tropicali e subtropicali;
   5) economia agraria e forestale tropicale e subtropicale;
   6) economia degli investimenti pubblici e privati nei P.V.S.;
   7) economia del  mercato dei  prodotti agricoli  tropicali  e
       subtropicali;
   8) economia del  mercato dei prodotti  forestali tropicali  e
       subtropicali;
   9) economia del mercato dei prodotti  zootecnici tropicali  e
       subtropicali;
  10) economia della  trasformazione  dei  prodotti  agricoli  e
       zootecnici tropicali e subtropicali;
  11) economia e pianificazione dei Paesi tropicali e  subtropi-
       cali;
  12) estimo rurale e contabilità;
  13) fondamenti del diritto agrario;
  14) formazione, divulgazione e partecipazione allo sviluppo;
  15) geografia economica dei Paesi tropicali e subtropicali;
  16) istituzioni di economia e statistica agraria;
  17) istituzioni e servizi internazionali in agricoltura;
  18) legislazione forestale dei Paesi tropicali e subtropicali;
  19) politica agraria e forestale tropicali e subtropicali;
  20) sociologia pastorale e nomadica;
  21) sociologia rurale;
  22) tecnica dell'indagine economica e metodologica statistica.
------------------------ 
 







                  Area 6 - Fisico-matematica:

   1) biometria;
   2) elementi di informatica;
   3) fisica;
   4) matematica;
   5) statistica agraria.
------------------------ 
 







                      Area 7 - Forestale:

   1) alterazione e protezione del legno;
   2) anatomia e riconoscimento dei legnami tropicali;
   3) arboricoltura da legno in Paesi tropicali e subtropicali;
   4) assestamento e dendrometria forestale tropicale e  subtro-
       picale;
   5) ecosistemi delle foreste tropicali e subtropicali;
   6) fisiologia degli  alberi forestali  tropicali e  subtropi-
       cali;
   7) gestione dei pascoli e delle foreste;
   8) industrie del legno in zone tropicali;
   9) inventari forestali e cartografia;
  10) normativa e classificazione dei legnami tropicali;
  11) piste  e  viabilità  forestali  in  ambienti  tropicali  e
       subtropicali;
  12) selvicoltura tropicale e subtropicale;
  13) tecnologia dei legnami tropicali;
  14) tecnologia del  legno e utilizzazioni  forestali tropicali
       (40/e);
  15) vivaistica  e  rimboschimenti  in   ambiente  tropicale  e
       subtropicale.
------------------------ 
(40/e) Vedi, anche, la nota 40/d al numero 7 dell'elenco alfabetico generale 
delle discipline del corso di laurea in scienze agrarie tropicali e 
sub-tropicali. 
 







                  Area 8 - Idraulica agraria:

   1) approvvigionamento idrico per l'agricoltura;
   2) conservazione del suolo e difesa dell'ambiente;
   3) elementi di idraulica e idrologia;
   4) idraulica agraria;
   5) idrologia agraria;
   6) idrologia forestale;
   7) impianti di irrigazione e drenaggio nei Paesi aridi;
   8) irrigazione e drenaggio;
   9) macchine e automatismi per l'irrigazione;
  10) sistemazioni idrauliche e difesa del suolo;
  11) sistemazioni idrauliche-forestali;
  12) tecnica degli impianti irrigui;
  13) tecnica della bonifica;
  14) tecniche irrigue dei Paesi aridi.
------------------------ 
 







                  Area 9 - Industrie agrarie:

   1) biotecnologie dei prodotti agro-alimentari tropicali;
   2) chimica degli alimenti;
   3) chimica delle fermentazioni;
   4) industrie agro-alimentari tropicali e subtropicali;
   5) macchine e impianti di industrie agro-alimentari;
   6) microbiologia dei prodotti alimentari;
   7) scienza dell'alimentazione;
   8) tecniche di produzione di biomasse;
   9) tecnologia dei prodotti agro-alimentari;
  10) tecnologia della conservazione dei prodotti agro-alimenta-
       ri;
  11) tecnologie di conservazione e trasformazione della frutta;
  12) tecnologia lattiera-casearia.
------------------------ 
 







                       Area 10 - Lingue:

   1) lingua araba;
   2) lingua cinese;
   3) lingua francese;
   4) lingua inglese;
   5) lingua portoghese;
   6) lingua russa;
   7) lingua spagnola;
   8) lingua tedesca.
------------------------ 
 







                  Area 11 - Meccanica agraria:

   1) approvvigionamento energetico in agricoltura;
   2) impianti elettrici e fonti alternative di energia;
   3) macchine e impianti di industrie agro-alimentari;
   4) meccanica agraria;
   5) meccanica del suolo e interazione macchine terreno;
   6) meccanica e meccanizzazione agricola;
   7) meccanizzazione agricola dei  Paesi tropicali e  subtropi-
       cali;
   8) meccanizzazione agricolo forestale;
   9) meccanizzazione degli impianti zootecnici;
  10) meccanizzazioni delle colture tropicali e subtropicali;
  11) tecnologie appropriate agro-meccaniche;
  12) trattrici agricole e macchine per la  lavorazione del ter-
       reno.
------------------------ 
 







                Area 12 - Microbiologia agraria:

   1) biotecnologie dei prodotti agro-alimentari tropicali;
   2) biotecnologia della  produzione fotosintetica di  biomasse
       microbiche;
   3) ecologia microbica;
   4) istituzioni di microbiologia agraria;
   5) microbiologia agraria e tecnica;
   6) microbiologia degli alimenti e dei prodotti tropicali;
   7) microbiologia dei suoli tropicali;
   8) microbiologia lattiero-casearia;
   9) processi microbiologici di depurazione e recupero delle
       acque di scarico;
  10) uso e riciclo delle biomasse in agricoltura.
------------------------ 
 







              Area 13 - Orto-floro-frutticoltura:

   1) arboricoltura speciale tropicale e subtropicale;
   2) coltivazioni arboree tropicali e subtropicali;
   3) coltivazioni delle specie aromatiche e medicinali tropica-
      li e subtropicali;
   4) fisiologia post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli;
   5) fisiologia vegetale dei prodotti ortofrutticoli;
   6) frutticoltura;
   7) frutticoltura tropicale e subtropicale;
   8) orticoltura e floricoltura tropicale e subtropicale;
   9) tecnica di protezione delle colture.
------------------------ 
 







     Area 14 - Patologia vegetale ed entomologica agraria:

   1) difesa degli alimenti dagli animali infestanti;
   2) entomologia agraria tropicale e subtropicale;
   3) entomologia forestale tropicale e subtropicale;
   4) fitopatie da frigoconservazione;
   5) malerbologia;
   6) patologia delle sementi tropicali e subtropicali;
   7) patologia forestale tropicale e subtropicale;
   8) patologia vegetale tropicale e suptropicale;
   9) resistenza alle malattie e selezione sanitaria delle pian-
       te tropicali e subtropicali;
  10) servizi fitopatologici, norme fitosanitarie e quarantena;
  11) virosi delle colture mediterranee;
  12) zoologia generale agraria.
------------------------ 
 







                 Area 15 - Produzione animale:

   1) acquacoltura;
   2) allevamento degli animali di interesse faunistico e  vena-
       torio;
   3) allevamenti pastorali e nomadici;
   4) anatomia, fisiologia e morfologia degli animali domestici;
   5) avicoltura;
   6) ecologia zootecnica;
   7) etnologia zootecnica;
   8) etologia degli animali in produzione zootecnica;
   9) fisioclimatologia animale;
  10) gestione delle  risorse faunistiche nei  Paesi tropicali e
       subtropicali;
  11) igiene degli allevamenti e profilassi;
  12) progetti e strutture di sviluppo nel settore zootecnico;
  13) suinicoltura tropicale e subtropicale;
  14) tecnologia della produzione del latte;
  15) tecnologia della produzione della carne;
  16) valutazione morfofunzionale degli animali domestici tropi-
       cali e subtropicali;
  17) zoogeografia;
  18) zoologia generale agraria;
  19) zootecnia generale delle regioni tropicali e subtropicali;
  20) zootecnia speciale delle regioni tropicali e subtropicali.
------------------------ 
 







                  Area 16 - Scienza del suolo:

   1) conservazione  dell'acqua e del suolo nelle regioni tropi-
       cali e subtropicali;
   2) difesa e conservazione del suolo;
   3) elementi di idrogeologia;
   4) fisica del suolo;
   5) geochimica;
   6) litologia e geomorfologia tropicale e subtropicale;
   7) meteorologia e climatologia;
   8) micromorfologia del suolo;
   9) pedologia tropicale e subtropicale;
  10) rilevamento  e  cartografia  del  suolo  con  elementi  di
       aereofotointerpretazione;
  11) dinamica, valutazione e gestione delle  qualità chimiche e
       fisiche del suolo;
  12) valutazione delle terre a scopi agricoli e forestali;
  13) uso del suolo.
Ogni insegnamento a giudizio della facoltà nel manifesto annuale portà avere 
durata semestrale o annuale. 
------------------------ 
 





Tabella XXXIII (41) 
Laurea in medicina veterinaria 
Il corso di laurea in medicina veterinaria si effettua mediante un ciclo di 
studi universitari della durata di cinque anni di insegnamento teorico e pratico 
e comprende un ciclo di studi universitari di almeno quattromilacinquecento ore 
complessive di lezioni teoriche, esercitazioni nonché il periodo semestrale di 
tirocinio pratico post lauream. 
Il titolo di ammissione è quello previsto dalla legge. 
I cinque anni di studio comprendono un biennio propedeutico ed un triennio 
professionale. 
Non sono ammessi a sostenere gli esami del triennio professionale gli studenti 
che non abbiano superato gli esami delle materie relative al biennio 
propedeutico nonché una prova di accertamento della conoscenza della lingua 
inglese. 
Per realizzare una migliore professionalità del laureato sono previsti degli 
orientamenti per i singoli settori delle attività veterinarie. 
Il corso di studi si articola perciò in insegnamenti comuni ed insegnamenti di 
orientamento. 
La frequenza ai corsi è obbligatoria. 
Gli orientamenti previsti per ogni facoltà sono cinque e precisamente: clinico, 
ispettivo, infettivistico zootecnico, bio-patologico generale e sperimentale. 
Tutte le discipline degli orientamenti hanno durata semestrale. 
Lo studente è tenuto a scegliere l'orientamento all'atto dell'iscrizione al 
terzo anno. 
Per ciascun anno accademico, ogni facoltà, nell'ambito della propria autonomia 
didattica, delibera di attivare per ciascun orientamento sei discipline, 
fissando però soltanto tre prove di esami finali, accorpando le discipline 
attivate. 
Se del caso le facoltà possono attivare, per un determinato orientamento, anche 
discipline facenti parte dell'elenco di un altro orientamento. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver superato gli esami 
di tutti gli insegnamenti comuni e di quelli che costituiscono l'orientamento da 
lui scelto. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una tesi scritta su di un 
argomento concordato con un docente della facoltà. 
Ogni facoltà stabilisce annualmente il piano degli studi indicando le norme di 
propedeuticità per le discipline dei corsi comuni e degli orientamenti. 
Le facoltà in ragione delle esigenze didattiche relative allo svolgimento 
propedeutico di alcune materie dello stesso anno di corso, possono stabilire 
corsi intensivi di due cicli distinti, con esami finali delle singole discipline 
durante l'anno accademico. 
Il tirocinio pratico semestrale per essere ammesso a sostenere l'esame di Stato 
di abilitazione all'esercizio professionale deve essere effettuato dopo il 
conseguimento della laurea. Esso si svolge in due periodi distinti per ciascun 
anno accademico. 
------------------------ 
(41) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 23 ottobre 1969, n. 987, riportato 
al n. C/XII e poi dal D.P.R. 29 agosto 1986, n. 947, riportato al n. C/XXX. 
Successivamente, il D.P.R. 5 aprile 1989 (Gazz. Uff. 13 settembre 1989, n. 214) 
ha così statuito: 
"Gli studenti iscritti al primo anno del corso di laurea in medicina veterinaria 
a partire dall'anno accademico 1985-86 devono avere comunque sostenuto, ai fini 
del conseguimento della laurea, gli esami dei due insegnamenti: 
etologia e protezione animale; 
igiene e tecnologia alimentare". 
Successivamente ancora, il D.M. 6 agosto 1991 (Gazz. Uff. 11 agosto 1992, n. 
188) ha così disposto: 
"Articolo unico. - L'insegnamento di tossicologia, incluso nell'elenco degli 
insegnamenti comuni del triennio professionale del corso di laurea in medicina 
veterinaria, di cui alla tabella XXXIII dell'ordinamento didattico 
universitario, annessa al D.P.R. 29 agosto 1986, n. 947, è soppresso e 
sostituito dall'insegnamento di "tossicologia veterinaria". Di conseguenza, 
l'insegnamento di "tossicologia veterinaria", incluso nell'elenco delle 
discipline previste per l'orientamento biopatologico generale e sperimentale di 
cui alla predetta tabella, è soppresso". 
 







          Insegnamenti comuni del biennio propedeutico
+-------------------------------------------+---------+--------+
|                                           |Annualità|  Esami |
|                                           +---------+--------+
|                                           |         |-+      |
|Fisica. . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   0,5   |  > 1   |
|Biomatematica . . . . . . . . . . . . . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|                                           |         |-+      |
|Chimica . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Chimica propedeutica alla biochimica. . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|                                           |         |        |
|Botanica veterinaria. . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Zoologia generale e speciale veterinaria. .|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Anatomia veterinaria sistematica e compara-|         | |      |
|  ta I. . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     | |      |
|Anatomia veterinaria sistematica e compara-|         |  > 1   |
|  ta II . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     | |      |
|Anatomia topografica veterinaria. . . . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|Istologia ed embriologia generale e specia-|         |        |
|  le veterinaria. . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Fisiologia veterinaria ed  etologia (e pro-|         | |      |
|  tezione animale I). . . . . . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Fisiologia veterinaria  ed etologia (e pro-|         | |      |
|  tezione animale II) . . . . . . . . . . .|   1     | |      |
|                                           |         |-+      |
|Biochimica. . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Microbiologia ed immunologia veterinaria. .|   1     |    1   |
|Elementi di agronomia ed economia rurale. .|   0,5   |    1   |
                                               ____      ____
                                Totale . . .   12,5       10

         Insegnamenti comuni del triennio professionale
+-------------------------------------------+---------+--------+
|                                           |Annualità|  Esami |
|                                           +---------+--------+
|Patologia generale veterinaria. . . . . . .|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Anatomia patologica veterinaria I . . . . .|   1     |  > 1   |
|Anatomia patologica veterinaria II. . . . .|   1     | |      |
|                                           |         |-+      |
|Farmacologia, farmacodinamia e farmacia ve-|         |        |
|  terinaria . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Tossicologia. . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Patologia della riproduzione e fecondazione|         |        |
|  artificiale . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|                                           |         |        |
|Cilinica ostetrica  e ginecologia veterina-|   1     |    1   |
|  ria . . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Propedeutica I: semeiologia  medica veteri-|         | |      |
|  naria e metodologia clinica . . . . . . .|   0.5   |  > 1   |
|Propedeutica II: semeiologia chirurgica ve-|         | |      |
|  terinaria e metodologia clinica . . . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|Patologia medica veterinaria. . . . . . . .|   1     |    1   |
|Patologia chirurgica veterinaria. . . . . .|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Clinica medica veterinaria. . . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Terapia medica veterinaria. . . . . . . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|                                           |         |-+      |
|Clinica chirurgica veterinaria. . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Anestesiologia veterinaria. . . . . . . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|Medicina legale, deontologia e legislazione|         |        |
|  e protezione animale. . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Radiologia veterinaria e medicina nucleare.|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Malattie  infettive  (eziologia, patologia,|         | |      |
|  epidemiologia, prevenzione) e polizia sa-|         | |      |
|  nitaria I . . . . . . . . . . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Malattie infettive  (eziologia,  patologia,|         | |      |
|  epidemiologia, prevenzione) e polizia sa-|         | |      |
|  nitaria II. . . . . . . . . . . . . . . .|   1     | |      |
|                                           |         |-+      |
|Zootecnica I: valutazione  morfo-funzionale|         |        |
|  degli animali, etnologia, igiene  ed eto-|         |        |
|  logia zootecnica. . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Zootecnica II: genetica, allevamento e pro-|         |        |
|  duzione animale . . . . . . . . . . . . .|   1     |    1   |
|Nutrizione e alimentazione animale  . . . .|   1     |    1   |
|                                           |         |-+      |
|Ispezione e controllo dei  prodotti alimen-|         | |      |
|  tari di origine animale I . . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Lavori  pratici  nei  macelli, laboratori e|         | |      |
|  derrate alimentari.(41/a). . . . . . . . |   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|                                           |         |-+      |
|Ispezione  e controllo dei prodotti alimen-|         | |      |
|  tari di origine animale II. . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Igiene e tecnologia alimentare. . . . . . .|   0.5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|                                           |         |-+      |
|Patologia aviare. . . . . . . . . . . . . .|   1     |  > 1   |
|Parassitologia veterinaria. . . . . . . . .|   0,5   | |      |
|                                           |         |-+      |
|Malattie parassitarie degli  animali  dome-|         |        |
|  stici . . . . . . . . . . . . . . . . . .|   0,5   |    1   |
                                               ____      ____
                                Totale . . .   25         21
Per gli insegnamenti rispettivamente di fisica e biomatematica, di chimica e 
chimica propedeutica alla biochimica, di anatomia veterinaria I e II e anatomia 
topografica veterinaria, di fisiologia veterinaria ed etologia I e II, di 
anatomia patologica veterinaria I e II, di propedeutica I: semeiologia medica 
veterinaria e metodologia clinica e propedeutica II: semeiologia chirurgica 
veterinaria e metodologia clinica, di clinica medica veterinaria e terapia 
medica veterinaria, di clinica chirurgica veterinaria e anestesiologia 
veterinaria, di malattie infettive (eziologia, patologia, epidemiologia, 
prevenzione) e polizia sanitaria I e II, di ispezione e controllo dei prodotti 
alimentari di origine animale I e lavori pratici nei macelli, laboratori e 
derrate alimentari, di ispezione e controllo dei prodotti alimentari di origine 
animale II e igiene e tecnologia alimentare, di parassitologia veterinaria e 
malattie parassitarie degli animali domestici, si procederà ad un unico esame 
finale di profitto. 
A giudizio della facoltà alcune discipline del biennio propedeutico possono 
essere insegnate durante il terzo anno; però la prova di esame finale di quelle 
discipline è propedeutica rispetto a quelle del triennio professionale. Sempre a 
giudizio della facoltà, alcune discipline del triennio professionale possono 
essere impartite durante il secondo anno, nel quale caso la prova finale di 
esame può essere sostenuta senza tener conto della propedeuticità prevista per 
le discipline del biennio propedeutico. 
Lo studente, inoltre, è tenuto a sottoporsi ad una prova di accertamento della 
conoscenza della lingua inglese, mediante colloquio e traduzione di testi 
scientifici, prima dell'iscrizione al terzo anno. 
Discipline degli orientamenti 
A) Orientamento clinico: 
Andrologia veterinaria 
Biochimica clinica veterinaria 
Biomeccanica applicata 
Chemioterapia veterinaria 
Clinica traumatologica veterinaria 
Diagnostica di laboratorio 
Ematologia clinica comparata 
Endocrinologia degli animali domestici 
Etologia e protezione animale 
Immunologia clinica veterinaria 
Istopatologia 
Medicina operatoria veterinaria 
Micologia clinica veterinaria 
Oftalmologia comparata 
Oncologia veterinaria 
Ortopedia veterinaria 
Ostetricia veterinaria 
Patologia avicunicola 
Patologia bovina 
Patologia degli animali da compagnia 
Patologia degli animali da laboratario e da pelliccia 
Patologia della riproduzione degli animali in allevamento intensivo 
Patologia endocrina 
Patologia equina 
Patologia nutrizionale e metabolica 
Patologia ovina e caprina 
Patologia suina 
Patologia tropicale veterinaria 
Podologia 
Tecnica delle autopsie e diagnostica cadaverica 
B) Orientamento ispettivo: 
Analisi chimico-fisica delle carni, dei prodotti derivati e degli altri prodotti 
di origine animale 
Approvvigionamenti annonari, mercati ed industrie degli alimenti di origine 
animale 
Biochimica applicata 
Chimica degli additivi e dei residui 
Chimica e biochimica degli alimenti di origine animale 
Igiene del latte e dei latticini 
Igiene e controllo dei prodotti della pesca 
Ispezione sanitaria del pollame 
Istopatologia 
Legislazione veterinaria nazionale e della C.E.E. sugli alimenti di origine 
animale 
Microbiologia degli alimenti di origine animale 
Tecnica conservatrice degli alimenti di origine animale 
Tecnica delle applicazioni frigorifere 
Tecnica delle autopsie e diagnostica cadaverica 
Tecnologia applicata alla lavorazione e trasformazione dei prodotti di origine 
animale 
Tossicologia dei residui negli alimenti 
C) Orientamento infettivistico: 
Antropozoonosi 
Batteriologia veterinaria 
Chemioterapia veterinaria 
Diagnostica sperimentale delle malattie infettive 
Entomologia e aracnologia veterinaria 
Epidemiologia veterinaria 
Genetica dei microrganismi e biotecnologia 
Igiene del latte e dei latticini 
Igiene e tecnologia avicola 
Immunologia clinica veterinaria 
Immunopatologia 
Informatica e statistica applicata alle malattie infettive 
Ittiopatologia 
Malattie delle api 
Micologia veterinaria 
Microbiologia degli alimenti di origine animale 
Patologia del coniglio e della selvaggina 
Patologia infettiva degli animali da laboratorio e da pelliccia 
Patologia infettiva degli equini 
Patologia infettiva degli ovini e caprini 
Patologia infettiva dei carnivori 
Patologia infettiva del bovino 
Patologia infettiva del suino 
Patologia tropicale veterinaria 
Profilassi delle malattie parassitarie 
Protozoologia 
Sanità pubblica veterinaria 
Tecnica di risanamento ambientale in sanità pubblica veterinaria 
Tecniche di sondaggio in sanità pubblica veterinaria 
Virologia veterinaria 
D) Orientamento zootecnico: 
Acquacoltura 
Allevamento degli animali di interesse faunistico e venatorio 
Allevamento degli animali da affezione 
Allevamento degli equini 
Allevamento degli ovini e dei caprini 
Allevamento dei bovini 
Allevamento dei bufali 
Allevamento dei suini 
Alpicoltura e zootecnia montana 
Approvvigionamenti annonari, mercati ed industrie degli alimenti di origine 
animale 
Avicoltura 
Biochimica applicata 
Biologia vegetale applicata 
Biometria zootecnica 
Coniglicoltura ed allevamento degli animali da pelliccia e da laboratorio 
Contabilità e gestione dell'azienda zootecnica 
Dietologia ed igiene alimentare nell'allevamento intensivo 
Ecologia 
Endocrinologia degli animali domestici 
Elicicoltura 
Etnografia e demografia zootecnica 
Etologia e protezione animale 
Etologia zootecnica 
Fisioclimatologia ed ecologia veterinaria 
Foraggicoltura e conservazione dei foraggi 
Idrobiologia e piscicoltura 
Igiene zootecnica 
Igiene degli alimenti e delle produzioni animali 
Igiene ed edilizia zootecnica 
Immunogenetica zootecnica 
Informatica applicata alle produzioni animali e statistica 
Legislazione zootecnica e mangimistica 
Miglioramento genetico degli animali in produzione zootecnica 
Produzione ed igiene del latte 
Tecnica mangimistica 
Tecnologia delle carni 
Tecnologia dei prodotti lattiero-caseari 
Tossicologia applicata alle produzioni animali 
Valutazione nutrizionale degli alimenti per animali 
Zoocolture 
Zootecnica tropicale e subtropicale 
E) Orientamento biopatologico generale e sperimentale: 
Acquacoltura 
Anatomia aviare 
Anatomia comparata 
Biochimica applicata 
Biochimica comparata 
Biochimica zootecnica 
Biologia dei vertebrati di interesse medico veterinario 
Biologia molecolare 
Biologia vegetale applicata 
Chimica degli alimenti di origine animale 
Chimica delle acque 
Chimica e biochimica clinica veterinaria 
Chimica fisiologica 
Citologia 
Diagnostica di laboratorio 
Ecologia 
Ematologia comparata 
Embriologia sperimentale 
Endrocrinologia degli animali domestici 
Enzimologia 
Etologia veterinaria 
Fisioclimatologia 
Fisiologia comparata 
Fisiologia della nutrizione animale 
Fisiopatologia comparata degli animali domestici 
Genetica 
Inquinamento ambientale 
Istochimica 
Istopatologia 
Metabolismo energetico 
Metodologie strumentali chimiche e biochimiche 
Morfologia delle specie ittiche 
Neuroanatomia veterinaria 
Neurofisiologia veterinaria 
Oncologia veterinaria 
Patologia degli animali da laboratorio 
Sviluppo e senescenza degli animali domestici 
Tecnica delle autopsie e diagnostica cadaverica 
Tecniche fisiologiche e metodologiche sperimentali 
Tecnologie chimiche e biochimiche 
Teratologia veterinaria 
Tossicologia sperimentale veterinaria 
Tossicologia veterinaria 
------------------------ 
(41/a) Insegnamento così modificato dal D.P.R. 30 ottobre 1987, n. 584 (Gazz. 
Uff. 24 marzo 1988, n. 70). 
 





Tabella XXXIII-bis (41/b) 
Laurea in storia 
Durata del corso di studio: quattro anni. 
Il corso di studi si distingue in sei indirizzi: 
A) Antico; B) Medioevale; C) Moderno; D) Contemporaneo; E) Orientale; F) 
Storico-religioso. 
Sono titoli di ammissione: a) il diploma di scuola media superiore di durata 
quinquennale; b) il diploma rilasciato al termine dell'anno integrativo 
frequentato dopo il conseguimento del diploma di scuola media superiore di 
durata quadriennale. 
A) Indirizzo antico: 


  Sono insegnamenti fondamentali:
  * storia romana;
  * storia greca;
  * storia orientale antica;
  * storia medioevale;
    archeologia e storia dell'arte greca e romana;
    storia del Mediterraneo antico orientale;
  * papirologia;
    geografia storica del mondo antico;
    epigrafia e antichità greche;
    epigrafia e antichità romane;
  * letteratura italiana.

  Sono insegnamenti complementari:
    antichità greche e romane;
  * archeologia cristiana;
    archeologia fenicio-punica;
    archeologia greca e romana;
    archeologia orientale;
    archeologia delle province romane;
    assiriologia;
  * ebraico e lingue semitiche comparate;
    egittologia;
    epigrafia greca;
    epigrafia latina;
    epigrafia semitica;
    esegesi delle fonti della storia greca e romana;
  * etnologia;
    etruscologia e archeologia italica;
    filologia semitica;
    filologia greca e latina;
    ittitologia;
  * letteratura cristiana antica;
  * letteratura greca;
  * letteratura latina;
    numismatica antica;
    paleografia greca;
    paleografia latina;
    paletnologia;
    storia del cristianesimo antico;
    storia del diritto greco;
  * storia del diritto romano;
    storia economica del mondo antico;
    storia della filosofia antica;
    storia delle religioni del mondo classico;
    una storia  regionale del mondo antico (da specificare nello
      statuto);
    storia sociale del mondo antico;
    topografia dell'Italia antica;
    storia delle origini cristiane.
B) Indirizzo medioevale: 


  Sono insegnamenti fondamentali:
  * storia medioevale;
  * storia romana;
  * storia moderna;
    storia dell'arte medioevale;
  * letteratura italiana;
  * paleografia e diplomatica;
    lingua e letteratura medioevale;
    storia economica medioevale;
  * geografia storica dell'Europa;
    storia della filosofia medioevale;
    istituzioni medioevali.

  Sono insegnamenti complementari:
  * archivistica;
    storia bizantina;
    filologia romanza;
    storia medioevale dell'oriente europeo;
    storia dei Paesi islamici;
    archeologia medioevale;
    bibliografia e biblioteconomia;
    cronologia e cronografia;
    numismatica, sfragistica e araldica;
    epigrafia medioevale;
    storia del diritto italiano;
    museologia;
    didattica della storia;
  * antropologia culturale;
    teoria e storia della storiografia;
    storia del commercio e della navigazione;
    codicologia;
    storia delle esplorazioni geografiche;
    storia e civiltà precolombiane dell'America;
    storia dell'Europa medioevale;
  * politica economica europea;
    paleografia bizantina;
    esegesi delle fonti della storia medioevale;
    letteratura umanistica;
    storia agraria medioevale;
    una storia  regionale italiana  nel  medioevo (da  precisare
      nello statuto);
    storia del Cristianesimo medioevale;
    pubblicistica e cronachistica medioevale;
    storia degli insediamenti tardo-antichi e medioevali;
    linguistica, onomastica e toponomastica medioevale;
    storia della Chiesa medioevale e dei movimenti ereticali.
------------------------ 
(41/b) Tabella così sostituita prima dal D.P.R. 31 ottobre 1972, n. 847 (Gazz. 
Uff. 4 gennaio 1973, n. 4), e poi dal D.P.R. 14 gennaio 1980, n. 280 (Gazz. Uff. 
26 giugno 1980, n. 174), il quale agli artt. 2 e 3, ha così disposto: 
"Art. 2. - Entro il termine massimo di quattro anni dalla data del presente 
decreto, i piani di studio per il conseguimento della laurea in storia saranno 
modificati per ciascuna Università in conformità al nuovo ordinamento con la 
procedura di cui all'art. 17 del testo unico delle leggi sull'istruzione 
superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592. 
Art. 3. - Lo studente in corso, o fuori corso, può optare per il nuovo 
ordinamento. In tal caso la facoltà stabilirà per ciascun studente le modalità 
per la convalida degli esami sostenuti ed il nuovo piano di studi da seguire per 
il conseguimento della laurea". 
 





C) Indirizzo moderno: 


  Sono insegnamenti fondamentali:
  * storia moderna;
    storia dell'arte moderna;
  * storia delle istituzioni e delle dottrine politiche;
    teoria e storia della storiografia nell'età moderna;
  * letteratura italiana;
    storia economica dell'età moderna;
  * geografia storica dell'Europa;
  * storia della filosofia moderna e contemporanea;
    metodi quantitativi applicati alla storia;
    storia della scienza e della tecnica nell'età moderna;
    storia degli antichi stati italiani.

  Sono insegnamenti complementari:
    storia dell'Africa;
    storia dell'Asia;
    storia dell'America latina;
    storia dell'Europa orientale;
    storia del Rinascimento;
    storia dell'America settentrionale;
    letteratura italiana moderna;
    storia dell'età della Riforma e Controriforma;
    storia dell'età dell'Illuminismo;
  * storia del Risorgimento;
  * storia e tecnica militare;
    storia di una regione italiana nell'età moderna (da specifi-
      care in ciascun statuto);
    storia della sanità;
    storia della chimica;
    storia urbana;
  * storia delle tecnologie;
    storia agraria moderna;
    storia delle esplorazioni e scoperte geografiche;
    storia del commercio e dell'industria;
    storia della moneta e della borsa;
  * politica economica europea;
    etnologia storica;
    cronologia e tecniche della misura del tempo;
  * istituzioni di educazione civica;
    storia della fisica;
    storia delle matematiche;
    storia della navigazione;
    storia dell'Europa occidentale nell'età moderna.
D) Indirizzo contemporaneo: 


  Sono insegnamenti fondamentali:
  * storia contemporanea;
  * storia del Risorgimento;
  * storia delle istituzioni e delle dottrine politiche;
    storia dell'arte contemporanea;
  * letteratura italiana;
    storia economica dell'età industriale;
  * geografia storica dell'Europa;
  * storia della filosofia moderna e contemporanea;
    metodologie sociologiche;
    storia della scienza e della tecnica nell'età contemporanea;
    teoria e storia della storiografia nell'età contemporanea.

  Sono insegnamenti complementari:
  * geografia politica ed economica;
    metodi quantitativi applicati alle scienze storiche e tecni-
      che delle previsioni;
    letteratura italiana contemporanea;
    storia della colonizzazione e della decolonizzazione;
    storia dei Paesi africani nell'età contemporanea;
    storia dei Paesi del vicino e medio Oriente nell'età contem-
      poranea;
    storia degli Stati Uniti d'America;
  * storia della Cina contemporanea;
  * storia del Giappone contemporaneo;
    storia dell'America latina contemporanea;
    storia dell'Europa contemporanea;
  * storia della Russia e dell'Unione sovietica;
    storia della Gran Bretagna e del Commonwealth;
    storia della Francia contemporanea;
    storia della Spagna contemporanea;
    storia della Germania contemporanea;
    storia contemporanea dei Paesi scandinavi;
    storia del giornalismo;
    demografia storica;
    storia della moneta e della banca;
    storia di una regione italiana (da precisare nello statuto);
  * storia e tecnica militare;
    storia dell'aviazione;
    storia dei trasporti;
    storia degli sport;
  * politica economica europea;
  * storia delle tecnologie;
  * istituzioni di educazione civica;
    storia delle dottrine economiche;
    storia delle tradizioni popolari;
    storia dell'industria;
    storia agraria contemporanea.
E) Indirizzo orientale: 


  Sono insegnamenti fondamentali:
  * storia contemporanea;
  * storia moderna;
    storia economica;
  * politica economica europea;
  * geografia politica ed economica:
  * letteratura italiana;
  * antropologia culturale;
    storia dell'Europa orientale;
    storia e istituzioni dei Paesi islamici;
    storia e istituzioni dell'Africa sub-sahariana;
    storia del sub-continente indiano e dell'Asia orientale.

  Sono insegnamenti complementari:
    storia dell'Islamismo;
    istituzioni giuridiche e sociali dell'Europa orientale;
    lingua bulgara;
    lingua ceca;
    lingua greca moderna;
    lingua polacca;
    lingua romena;
    lingua russa;
    lingua serbocroata;
    lingua svedese;
    lingua tedesca;
    lingua turca;
    lingua ungherese;
    storia della storiografia russa e sovietica;
    storia economica dell'Europa orientale;
    storia della Polonia;
  * storia della Russia e dell'Unione sovietica;
    diritto mussulmano;
    dialettologia araba;
    lingua araba;
    lingua cinese;
    lingua giapponese;
    lingua hindi;
    lingua indonesiana;
    lingua persiana;
  * storia del Giappone contemporaneo;
  * storia della Cina contemporanea;
    storia dell'India contemporanea;
    storia e civiltà del  vicino e  medio  Oriente  dall'avvento
      dell'Islam all'età moderna;
    lingua amarica;
    lingua berbera;
    lingua hausa;
    lingua somala;
    lingua svahili;
    storia dell'Africa e dell'Asia mediterranea;
    religione e istituzioni dei popoli dell'Africa.
F) Indirizzo storico-religioso: 


  Sono insegnamenti fondamentali:
  * storia greca;
  * storia romana;
  * storia medioevale;
  * storia moderna;
  * storia contemporanea;
    storia della Chiesa;
    storia del Cristianesimo;
    storia delle religioni;
  * letteratura italiana;
  * letteratura cristiana antica;
  * archeologia cristiana.

  Sono insegnamenti complementari:
    filologia veterotestamentaria;
    filologia neotestamentaria;
  * ebraico e lingue semitiche comparate;
    storia della letteratura latina medioevale;
  * letteratura latina;
  * paleografia e diplomatica;
  * archivistica;
  * papirologia;
    storia della teologia;
  * letteratura greca;
    filologia bizantina;
    filologia medioevale e umanistica;
    storia e sistemi delle relazioni tra Stato e Chiesa nell'età
      moderna;
    filosofia della storia;
    filosofia della religione;
    filosofia morale;
    storia della filosofia;
    filosofia teoretica;
    sanscrito;
  * etnologia;
    sociologia;
    storia religiosa dell'oriente cristiano;
    agiografia;
    storia dell'arte medioevale e moderna;
  * storia del diritto romano;
    storia della pedagogia;
    storia dell'espansione coloniale e della decolonizzazione;
    metodologia didattica della storia;
    islamistica;
    religioni dell'India e dell'estremo Oriente;
    storia della liturgia;
    ideologie sociali cristiane;
    storia delle Chiese e dei movimenti religiosi cristiani;
    storia religiosa dell'Europa.
Le materie fondamentali e complementari segnate con asterisco sono comuni ai 
diversi indirizzi del corso di laurea. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali ed in almeno otto 
insegnamenti complementari di cui sei dell'indirizzo prescelto. 
Lo studente dovrà, inoltre, aver superato gli esami in due insegnamenti di 
lingua straniera da muturarsi presso la stessa o altre facoltà della medesima 
Università: una delle due lingue dovrà essere scelta fra quelle del gruppo 
anglosassone ed una fra quelle del gruppo neolatino. 
L'esame di laurea in storia consiste nella discussione di una dissertazione 
scritta svolta dal candidato in uno degli insegnamenti relativi al corso di 
laurea ed in rapporto al carattere della laurea stessa e dell'indirizzo 
prescelto. 
------------------------ 
 





Tabella XXXIV 
Laurea in geografia 
Durata del corso degli studi: due anni. 
Titolo di ammissione: 
a) primo biennio della laurea di lettere, con obbligo di aver superato gli esami 
negli insegnamenti fondamentali consigliati, compresi in ogni caso i seguenti: 
storia greca, ovvero storia romana (con esercitazioni di epigrafia romana), e 
storia medioevale ovvero storia moderna; 
b) primo biennio di una delle lauree in scienze naturali, scienze biologiche e 
scienze geologiche, con obbligo di aver superato gli esami negli insegnamenti 
fondamentali consigliati, e in ogni caso gli esami di botanica, zoologia, 
mineralogia; 
c) primo biennio della laurea in scienze politiche, con obbligo, di aver 
superato gli esami negli insegnamenti fondamentali consigliati, compresi in ogni 
caso i seguenti: storia moderna, storia e politica coloniale, statistica; 
d) primo biennio della laurea in economia e commercio, con obbligo di aver 
superato gli esami negli insegnamenti fondamentali consigliati, compresi in ogni 
caso i seguenti: storia economica, statistica. 
Insegnamenti fondamentali. - 1. Geografia (biennale). - 2. Geografia fisica. - 
3. Geografia politica ed economica. - 4. Geologia. - 5. Antropologia. - 6. 
Etnologia. 
Insegnamenti complementari. - 1. Fisica terrestre. - 2. Astronomia. - 3. 
Geodesia e topografia. - 4. Oceanografia. - 5. Vulcanologia. - 6. Geografia ed 
etnografia dell'Africa italiana. - 7. Economia coloniale (42). - 8. Geografia 
storica. - 9. Storia delle esplorazioni geografiche. - 10. Storia dei trattati e 
politica internazionale. - 11. Storia e geografia dell'Asia orientale. - 12. 
Storia e geografia dei paesi del Levante. 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami in tutti gli insegnamenti fondamentali e almeno in tre da lui 
scelti fra i complementari. 
Lo studente deve inoltre superare una prova attestante la conoscenza di due 
lingue straniere moderne a sua scelta. 
------------------------ 
(42) Insegnamento soppresso dal D.P.R. 28 maggio 1968, n. 801 (Gazz. Uff. 22 
luglio 1968, n. 185). 
 





Tabella XXXV (43) 
Laurea in scienze ambientali 
Titolo di ammissione al corso di laurea è quello previsto dal primo comma 
dell'art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n. 910. 
Il corso di laurea in scienze ambientali è organizzato in cinque anni, con 
trentadue discipline annuali che danno luogo a ventotto esami dei quali quattro 
integrati. L'impegno didattico complessivo è di 2.720 ore. Per le discipline 
indicate, l'esame integrato è obbligatorio. Il numero degli studenti deve essere 
determinato di anno in anno dal Ministero su proposta della facoltà, anche in 
dipendenza delle prospettive del mercato del lavoro. 
Il corso di studi è suddiviso in un biennio propedeutico ed in un triennio 
articolato in due indirizzi: terrestre e marino. 
L'indirizzo terrestre prevede due orientamenti: chimico, biologico. 
L'indirizzo marino prevede quattro orientamenti: oceanografico, risorse 
biotiche, risorse abiotiche, inquinamento. 
L'organizzazione del corso di laurea è identificata da tre gruppi di discipline: 

I) Discipline di formazione generale (biennio propedeutico). 
II) Discipline di indirizzo (diffuse nel 3°, 4° e 5° anno anche se 
principalmente concentrate nel 3° e 4°). 
III) Discipline di orientamento (essenzialmente diffuse nel 4° e nel 5°). 
Gli insegnamenti del primo e del secondo gruppo sono identificati 
nominativamente, senza gradi di libertà per i corsi di laurea; le discipline di 
orientamento sono invece attivate a scelta dei corsi di laurea, a condizione che 
almeno due terzi di esse siano comprese negli elenchi contenuti nella tabella. 
Più precisamente: 
a) gli insegnamenti del bienno propedeutico costituiti da quattordici discipline 
di formazione generale, obbligatorie per tutti i corsi di laurea e per tutti gli 
indirizzi, che danno luogo a dodici esami di cui due integrati. 
Il monte orario per l'attività didattica complessiva nel biennio è di 1.190 ore, 
ripartite tra le diverse discipline; 
b) per ciascuno degli indirizzi attivabili, è previsto un numero di discipline 
obbligatorie di indirizzo, pari a dodici con dieci esami, di cui due integrati. 
Il monte orario per l'attività didattica complessiva è di 1.020 ore. 
Alcune di esse discipline possono essere comuni a più di un indirizzo. 
La disciplina " teoria e applicazioni delle macchine calcolatrici " è 
obbligatoria per tutti gli indirizzi; 
c) per ciascun orientamento la tabella contiene un elenco di discipline, tra le 
quali le facoltà devono scegliere quelle necessarie a costituire due o più 
blocchi alternativi di quattro per ognuno di essi. Lo studente deve scegliere 
uno di essi e le due discipline rimanenti a completamento dei trentadue 
insegnamenti previsti dal curriculum. Le due discipline possono essere scelte 
anche da elenchi di diversi orientamenti, purché coerenti con quello adottato. 
Il monte orario per l'attività didattica complessiva relativa alle sei 
discipline ammonta a cinquecentodieci ore. 
Fermo restando il monte orario fissato nonché il numero delle discipline e degli 
esami, la facoltà può adottare il metodo della didattica integrata limitatamente 
agli orientamenti. 
Il consiglio di corso di laurea determina, nel rispetto delle norme vigenti, 
anche le modalità di svolgimento degli esami, fermi restando gli esami integrati 
previsti dalla tabella, per i quali le commissioni di esame sono costituite dai 
docenti che hanno afferito agli insegnamenti che danno luogo all'esame 
integrato. 
Sono ammessi al terzo anno gli studenti che hanno superato almeno dieci esami 
dei dodici previsti nel biennio. Per sostenere gli esami delle discipline del 
biennio bisogna avere superato quella o quelle a completamento del biennio. 
Lo studente, preferibilmente nel biennio propedeutico, è tenuto a sostenere un 
colloquio di conoscenza veicolare di lingua straniera. 
La tesi di laurea dovrà comportare un lavoro sperimentale. 
L'indirizzo di norma va riferito agli ecosistemi (suolo, mare, ecc.) mentre gli 
orientamenti possono essere e tematici (chimico, biologico, ecc.) e rivolti ad 
un particolare aspetto dell'ecosistema che caratterizza l'indirizzo (risorse 
biotiche dell'ecosistema marino ecc.). 
La presente tabella prevede due indirizzi (marino e terrestre) e sei 
orientamenti. Le facoltà possono proporre l'introduzione di orientamenti diversi 
da quelli in tabella, in dipendenza di accertate competenze e di esigenze 
locali. Possono altresí proporre indirizzi diversi dai due in tabella, derivanti 
dalla trasformazione di orientamenti attivati e sperimentati. 
Gli eventuali orientamenti ed indirizzi diversi da quelli in tabella comportano 
modifica di statuto e sono soggetti alle procedure previste dalle vigenti 
disposizioni dell'ordinamento didattico. 
Biennio propedeutico. 
1° Anno: 
1) istituzioni di matematica I; 
2) fisica generale I; 
3) chimica generale ed inorganica; 
4) biologia I [a]; 
[a] Area biologica generale. 
5) litologia e geologia; 
6) diritto e legislazione dell'ambiente; 
2° Anno 
1) istituzioni di matematica II; 
2) fisica generale II; 
3) chimica organica; 
4) biologia II [b]; 
[b] Area fisiologica generale. 
5) ecologia; 
6) fondamenti di analisi di sistemi ecologici (5,6 esame integrato); 
7) laboratorio di fisica generale (2,7 esame integrato); 
8) economia dell'ambiente. 
Nel biennio propedeutico sono obbligatorie anche esercitazioni pratiche (ivi 
compresi esercitazioni numeriche, metodi di osservazione, campionamento e 
misure) secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge 18 marzo 
1958, n. 311. 
Del monte orario per esercitazioni almeno il 50% deve essere dedicato ad 
esercitazioni di laboratorio e di campagna integrale all'interno delle singole 
aree e tra le varie aree. 
Indirizzi e orientamenti 
Indirizzo: terrestre. 
Titolo conseguibile: laurea in scienze ambientali (indirizzo terrestre). 
Le seguenti dodici discipline di indirizzo distribuite sette nel terzo anno, 
quattro nel quarto e una nel quinto anno, per complessivi dodici esami, 
comportano un monte orario per l'attività didattica complessiva di milleventi 
ore. In deroga a quanto previsto nei principi generali, solo per questo 
indirizzo è consentito alle facoltà di sostituire l'ecologia applicata (terzo 
anno) con la disciplina geografia fisica. Ove ciò avvenisse la disciplina 
ecologia applicata è obbligatoria in tutti gli orientamenti dell'indirizzo. 
3° Anno: 
1) chimica analitica; 
2) ecologia applicata; 
3) fisica terrestre; 
4) geopedologia; 
5) teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici; 
6) laboratorio di analisi chimica (1,6 esame integrato); 
7) laboratorio di geopedologia (4,7 esame integrato). 
4° Anno: 
1) climatologia e meteorologia; 
2) idrologia e idrogeologia; 
3) metodi probabilistici, statistici e processi stocastici; 
4) microbiologia. 
5° Anno: 
1) principi di valutazione di impatto ambientale. 
Anche per dette discipline è da prevedere un numero di ore di esercitazioni 
pratiche con le stesse modalità previste per il biennio propedeutico. 
Le tabelle appresso riportate contengono le discipline entro le quali le facoltà 
devono scegliere quattro insegnamenti per costituire i blocchi facoltativi di 
orientamento e gli studenti i restanti due insegnamenti. Gli orientamenti, 
mantenendo fede allo spirito dell'indirizzo, hanno una chiara connotazione di 
tipo applicativo, alla quale è funzionale la scelta delle discipline indicate 
nelle tabelle. Le discipline di orientamento devono essere opportunamente 
distribuite nei tre anni. Esse dispongono di un monte orario per l'attività 
didattica complessiva di cinquecentodieci ore. 
Orientamento chimico 
Nell'orientamento chimico è obbligatoria la scelta della chimica fisica: 


   1) analisi chimica strumentale;
   2) analisi costi-benefici;
   3) analisi degli inquinanti;
   4) biochimica applicata;
   5) chemiometria;
   6) chimica dell'ambiente;
   7) chimica delle fermentazioni e microbiologia industriale;
   8) chimica del restauro;
   9) chimica del terreno;
  10) chimica fisica;
  11) chimica tossicologica;
  12) cooperazione internazionale per la tutela dell'ambiente;
  13) diritto comparato dell'ambiente;
  14) diritto regionale e degli enti locali;
  15) ecologia applicata;
  16) economia dei processi produttivi;
  17) economia dello sviluppo e tutela dell'ambiente;
  18) ecotossicologia;
  19) esercitazioni di preparazioni chimiche;
  20) geografia fisica;
  21) geochimica;
  22) istituzioni e politica dell'ambiente;
  23) metodi e tecniche di antinquinamento;
  24) metodi e tecniche di disinquinamento;
  25) modelli matematici;
  26) pianificazione ed assetto del territorio;
  27) politica economica dell'ambiente;
  28) radioattività;
  29) radiochimica ambientale;
  30) tossicologia e controllo degli inquinanti;
  31) tutela dei beni artistici e monumentali;
  32) tutela dei parchi e delle risorse naturali;
  33) chimica fisica ambientale;
  34) geomorfologia.
Orientamento biologico: 


   1) analisi costi-benefici;
   2) antropologia;
   3) biochimica;
   4) biochimica applicata;
   5) biogeografia;
   6) biopedologia;
   7) conservazione e protezione della natura;
   8) cooperazione internazionale per la tutela dell'ambiente;
   9) economia dello sviluppo e tutela dell'ambiente;
  10) etologia;
  11) fisiologia comparata;
  12) fisiologia vegetale;
  13) genetica;
  14) genetica di popolazioni;
  15) geografia economica;
  16) geografia fisica;
  17) gestione delle risorse idriche;
  18) idrobiologia;
  19) igiene;
  20) istituzioni e politica comunitaria dell'ambiente;
  21) limnologia;
  22) metodi e tecniche di disinquinamento;
  23) modelli matematici;
  24) politica economica dell'ambiente;
  25) radioattività;
  26) ricerca operativa e pianificazione delle risorse;
  27) sistematica animale;
  28) sistematica vegetale.
Indirizzo: marino. 
Titolo conseguibile: laurea in scienze ambientali (indirizzo marino). 
Le dodici discipline di indirizzo risultano collocate sette nel terzo anno, 
quattro nel quarto e una nel quinto anno, con un monte orario per l'attività 
didattica complessiva di milleventi ore. 
3° Anno: 
1) chimica analitica; 
2) sedimentologia; 
3) oceanografia e meteorologia; 
4) oceanografia biologica; 
5) oceanografica chimica; 
6) teoria ed applicazione delle macchine calcolatrici; 
7) laboratorio di strumentazione oceanografica (3,7 esame integrato). 
4° Anno: 
1) ecologia applicata; 
2) geologia marina; 
3) laboratorio di ecologia applicata (1,3 esame integrato); 
4) metodi probabilistici, statistici e processi stocastici. 
5° Anno: 
1) principi di valutazione di impatto ambientale. 
Orientamenti. 
Si tratta di quattro possibili orientamenti per i quali si forniscono i relativi 
elenchi di discipline cui le facoltà dovranno attingere per creare blocchi 
facoltativi di cinque materie cadauno. Anche in questo caso le restanti due 
discipline potranno essere scelte liberamente purché coerenti con 
l'orientamento. 
Oceanografico: 
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento; 
2) diritto del mare; 
3) elementi di costruzioni marittime; 
4) elettronica applicata; 
5) fisica terrestre; 
6) geodesia e idrografia; 
7) geofisica marina; 
8) idrodinamica costiera e difesa litorale; 
9) planctologia; 
10) protezione dell'ambiente marino; 
11) radioattività; 
12) topografia e cartografia. 
Risorse biotiche: 
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento; 
2) biochimica degli organismi marini; 
3) biologia della pesca e acquacoltura; 
4) biotecnologia marina; 
5) chimica delle sostanze naturali marine; 
6) diritto del mare; 
7) economia delle risorse biotiche marine; 
8) elettronica applicata; 
9) fisiologia degli organismi marini; 
10) fitobiologia; 
11) genetica; 
12) inquinamento e depurazione dell'ambiente marino; 
13) metodi matematici di ottimizzazione; 
14) microbiologia marina; 
15) modelli matematici; 
16) planctologia; 
17) protezione dell'ambiente marino; 
18) sistematica degli organismi animali marini; 
19) sistematica degli organismi vegetali marini. 
Risorse abiotiche: 
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento; 
2) chimica delle sostanze naturali marine; 
3) diritto del mare; 
4) elettronica applicata; 
5) evoluzione delle coste e della piattaforma continentale; 
6) fisica terrestre; 
7) geofisica marina; 
8) geofisica mineraria; 
9) geologia marina applicata; 
10) regime e protezione dei litorali; 
11) inquinamento e depurazione dell'ambiente marino; 
12) metodi matematici di ottimizzazione; 
13) modelli matematici; 
14) protezione dell'ambiente marino; 
15) radioattività; 
16) stratigrafia marina; 
17) topografia e cartografia. 
Inquinamento: 
1) aerofotointerpretazione e telerilevamento; 
2) biochimica degli organismi marini; 
3) chimica degli inquinanti; 
4) chimica tossicologica; 
5) corrosione; 
6) dinamica delle grandi masse; 
7) elementi di costruzioni marittime; 
8) fisiologia degli organismi marini; 
9) impianti e processi industriali chimici; 
10) inquinamento e depurazione dell'ambiente marino; 
11) metodi matematici di ottimizzazione; 
12) microbiologia marina; 
13) modelli matematici; 
14) protezione dell'ambiente marino; 
15) radioattività; 
16) fisica terrestre. 
------------------------ 
(43) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.P.R. 26 aprile 1988, n. 286 (Gazz. 
Uff. 25 luglio 1988, n. 173) e poi così sostituita dal D.P.R. 31 ottobre 1988 
(Gazz. Uff. 3 giugno 1989, n. 128). 
 





Tabella XXXVI (44) 
Laurea in scienze internazionali e diplomatiche 
Il corso degli studi per la laurea in scienze internazionali e diplomatiche ha 
la durata di quattro anni. 
Il corso di studio comprende un biennio di specializzazione ordinato secondo i 
due indirizzi di operatore diplomatico e di operatore internazionale. 
Al primo anno di corso possono iscriversi coloro che sono in possesso del titolo 
di studio previsto dal primo comma dell'art. 1 della legge 11 dicembre 1969, n. 
910, previo superamento dell'esame di idoneità all'ammissione e nei limiti del 
numero di posti disponibili fissato annualmente dal competente consiglio di 
corso di laurea. 
L'esame di idoneità all'ammissione ha luogo in un'unica sessione autunnale. La 
commissione per l'esame di ammissione risulta formata dal preside della facoltà 
di scienze politiche, dal presidente del corso di laurea, dai due docenti di 
lingua inglese I e lingua francese I e da altri tre docenti del corso di laurea 
in scienze internazionali e diplomatiche. Essa è inoltre affiancata da due 
osservatori nominati dal Ministero degli affari esteri. 
I candidati devono dimostrare di possedere una buona conoscenza della lingua 
scritta e parlata inglese o francese, nonché una buona cultura generale. A 
questo fine oltre ad una prova orale è prevista una prova di componimento 
scritta nella lingua straniera scelta su un tema di attualità. 
La commissione forma una graduatoria di merito che viene esposta all'albo del 
corso di laurea. L'idoneità non costituisce titolo di studio e non dà luogo ad 
attestazioni di alcun genere. 
Il trasferimento agli anni di corso successivi al primo degli studenti iscritti 
ad altri corsi di laurea e l'iscrizione dei laureati ha luogo subordinatamente 
al numero di posti resisi disponibili per quell'anno. 
Ogni insegnamento può essere articolato in corsi di lezioni ufficiali 
integrative, esercitazioni e seminari. Gli insegnamenti sono annuali o 
semestrali. Due insegnamenti semestrali sono equivalenti ad un insegnamento 
annuale. Sono materie di insegnamento distinte per durata in annuali (A) e 
semestrali (S): 
1° Anno: 
istituzioni di diritto pubblico (A); 
istituzioni di diritto privato (A); 
istituzioni di sociologia (A); 
storia moderna (S); 
storia contemporanea (S); 
istituzioni di economia politica (S); 
istituzioni di politica economica (S); 
scienza della politica (S); 
statistica (S); 
lingua francese I (A); 
lingua inglese I (A). 
2° Anno: 
sistemi politici comparati (S); 
storia ed istituzioni dei Paesi dell'Asia (S); 
storia ed istituzioni dei Paesi dell'Africa (S); 
storia ed istituzioni dei Paesi dell'America Latina (S); 
storia ed istituzioni del Mondo Arabo (S); 
economia internazionale (S); 
diritto internazionale pubblico (A); 
diritto internazionale privato (S); 
organizzazioni internazionali (S); 
diritti dell'uomo (S); 
storia delle dottrine politiche (S); 
lingua francese II (A); 
lingua francese II (A). 
3° Anno (Indirizzo operatore diplomatico): 
storia dei trattati (S); 
storia diplomatica (S); 
stile diplomatico (S); 
diritto comunitario (S); 
geografia politica ed economica (A); 
teoria ed analisi dei sistemi I (S); 
cooperazione internazionale allo sviluppo (S); 
lingua francese III (A); 
lingua inglese III (A); 
lingua complementare I (A); 
un complementare annuale o due complementari semestrali. 
3° Anno (Indirizzo operatore internazionale): 
sistemi economici comparati (S); 
economia aziendale (S); 
finanza d'impresa (S); 
economia monetaria e bancaria (S); 
tecnica bancaria (S); 
istituzioni finanziarie internazionali (S); 
teoria ed analisi dei sistemi I (S); 
cooperazione internazionale allo sviluppo (S); 
lingua francese III (A); 
lingua inglese III (A); 
lingua complementare I (A); 
un complementare annuale o due complementari semestrali. 
4° Anno (Indirizzo operatore diplomatico): 
sistemi economici comparati (S); 
relazioni internazionali (S); 
politica internazionale (S); 
irenologia (S); 
polemologia (S); 
metodologia e tecnica del negoziato (S); 
letterature moderne comparate (A); 
lingua francese IV (A); 
lingua inglese IV (A); 
lingua complementare II (A) (stessa I); 
un complementare annuale o due complementari semestrali. 
4° Anno (Indirizzo operatore internazionale): 
diritto e tecnica del commercio internazionale (S); 
sistemi industriali comparati (S); 
sistemi fiscali comparati (S); 
relazioni economiche internazionali (A); 
organizzazione industriale (S); 
metodologie e tecniche del negoziato (S); 
teoria ed analisi dei sistemi II (S); 
lingua francese IV (A); 
lingua inglese IV (A); 
lingua complementare II (A) (stessa I); 
un complementare annuale o due complementari semestrali. 
Gli insegnamenti complementari e le lingue complementari vengono attivate dalla 
facoltà nell'ambito degli insegnamenti compresi nel seguente elenco: 
antropologia culturale (S); 
diritto aerospaziale (S); 
diritto amministrativo delle organizzazioni internazionali (S); 
diritto consolare e notariato (S); 
diritto contabile pubblico comparato (S); 
diritto costituzionale italiano e comparato (S); 
diritto del mare (S); 
diritto diplomatico (S); 
diritto ecclesiastico (S); 
diritto internazionale dell'ambiente (S); 
diritto internazionale dell'economia (S); 
diritto penale internazionale (S); 
diritto tributario (S); 
ecologia (S); 
economia dei trasporti e reti internazionali di trasporto (S); 
etnolinguistica (S); 
filosofia del diritto (A); 
filosofia della politica (S); 
fondamenti geografici delle relazioni internazionali (S); 
geografia urbana (S); 
politica agraria comparata (S); 
psicologia applicata (S); 
psicologia delle relazioni interpersonali (S); 
psicologia sociale (S); 
marketing internazionale (S); 
merceologia delle fonti alimentari (S); 
merceologia delle risorse naturali (S); 
sociologia delle comunicazioni (S); 
sociologia delle relazioni etniche (S); 
sociologia delle relazioni internazionali (S); 
sociologia politica (S); 
storia ed istituzioni dell'America settentrionale (S); 
storia ed istituzioni dell'Asia meridionale (S); 
storia ed istituzioni dell'Europa orientale (S); 
studi strategici (A); 
tecniche di previsione (S); 
tecniche valutarie dei progetti (S); 
teoria e tecnica delle comunicazioni di massa (S); 
lingua araba (A); 
lingua cinese (A); 
lingua danese (A); 
lingua giapponese (A); 
lingua greca (A); 
lingua hindi (A); 
lingua olandese (A); 
lingua portoghese (A); 
lingua russa (A); 
lingua spagnola (A); 
lingua swahili (A); 
lingua serbo-croata (A); 
lingua tedesca (A); 
Possono essere scelti come insegnamenti complementari oltre a quelli attivati di 
cui al relativo elenco anche quelli fondamentali dell'indirizzo non scelto. 
Agli insegnamenti del biennio propedeutico lo studente potrà aggiungere non più 
di due insegnamenti attivati nel biennio di specializzazione. 
Per poter sostenere gli esami di ciascuna disciplina lo studente deve ottenere 
l'attestato di frequenza ai corsi, alle esercitazioni ed ai seminari (firma sul 
libretto) ed aver sostenuto con esito positivo apposite prove scritte che 
verranno indicate nel manifesto annuale degli studi. 
Il voto nella disciplina comprende la valutazione sulle prove scritte e sulla 
prova orale. Per la frequenza ai corsi si richiamano espressamente gli articoli 
14 e 15 del regolamento studenti. 
Le precedenze per l'iscrizione e per l'esame fra gli insegnamenti del corso di 
laurea sono stabilite come segue: 
istituzioni di economia politica rispetto istituzioni di politica economica, 
economia internazionale ed economia aziendale; 
istituzioni di politica economica ed economia internazionale rispetto economia 
monetaria e bancaria, sistemi economici comparati, economia dei trasporti e reti 
internazionali di trasporto; 
sistemi economici comparati rispetto sistemi industriali comparati e sistemi 
fiscali comparati; 
storia moderna rispetto storia contemporanea; 
storia contemporanea rispetto tutte le altre discipline storiche; 
scienza della politica rispetto sistemi politici comparati e relazioni 
internazionali; 
relazioni internazionali rispetto politica internazionale; 
istituzioni di diritto pubblico ed istituzioni di diritto privato rispetto a 
tutti gli altri insegnamenti giuridici; 
diritto internazionale pubblico rispetto diritto internazionale privato, 
organizzazioni internazionali, diritti dell'uomo, diritto comunitario, diritto 
amministrativo delle organizzazioni internazionali, diritto aerospaziale, 
diritto consolare e notariato, diritto diplomatico, diritto internazionale 
dell'ambiente, diritto del mare e diritto penale internazionale; 
diritto internazionale privato rispetto diritto internazionale dell'economia; 
organizzazioni internazionali rispetto a diritto amministrativo delle 
organizzazioni internazionali; 
istituzioni di sociologia rispetto tutte le altre discipline sociologiche; 
ogni anno di lingua rispetto l'anno successivo. 
Per l'iscrizione al secondo biennio di specializzazione è necessario aver 
superato gli esami delle lingue inglese II e francese II ed almeno otto 
insegnamenti annuali o equivalenti del biennio propedeutico. 
Una commissione interna integrata da due osservatori nominati dal Ministero 
degli affari esteri esaminerà il curriculum di studi del candidato al biennio di 
specializzazione e, avvalendosi anche di un colloquio integrativo, formulerà un 
giudizio di orientamento per la sua iscrizione ad uno dei due indirizzi di 
specializzazione (operatore diplomatico o operatore internazionale). 
Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente deve aver frequentato i corsi 
e superato gli esami in tutte le discipline fondamentali e complementari 
previste dallo statuto dell'Ateneo. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di una dissertazione scritta su un 
argomento attinente almeno a tre degli insegnamenti seguiti dal candidato. Essa 
dovrà essere depositata presso la segreteria in tre copie a stampa o 
dattiloscritte entro venti giorni prima della sessione dei relativi esami. 
La commissione di laurea sarà integrata da due osservatori nominati dal 
Ministero degli affari esteri. 
Sul diploma verrà indicato l'indirizzo seguito. 
------------------------ 
(44) Tabella aggiunta dal D.P.R. 13 giugno 1988, n. 433 (Gazz. Uff. 11 ottobre 
1988, n. 239). 
 





Tabella XXXVII (45) 
Laurea in relazioni pubbliche 
La durata del corso di studi è di quattro anni. 
I titoli di ammissione sono quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. 

Per essere ammesso all'esame di laurea, lo studente deve seguire i corsi e 
superare gli esami in tutte le materie fondamentali (19 annualità) e in sei 
insegnamenti complementari, per un totale di 25 annualità. 
L'esame di laurea consiste nella discussione di un elaborato scritto. 


Insegnamenti fondamentali:
   1)        Istituzioni di diritto privato;
   2)        Istituzioni di diritto pubblico;

   3)        Storia contemporanea;
   4)        Economia politica;
   5)        Economia aziendale;
   6-7-8)    Lingua inglese (triennale);
   9-10-11)  Altra lingua straniera (triennale);
  12)        Psicologia;
  13)        Sociologia;
  14)        Sociologia della comunicazione;
  15)        Statistica;
  16)        Tecniche pubblicitarie;
  17)        Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa;
  18)        Teoria e tecnica delle relazioni pubbliche;
  19)        Tecniche di ricerca di mercato.

Insegnamenti complementari:
   1)   Diritto costituzionale italiano e comparato;
   2)   Diritto della Comunità europea;
   3)   Comunicazioni delle organizzazioni complesse;
   4)   Comunicazioni d'impresa;
   5)   Diritto pubblico comparato;
   6)   Economia dell'impresa;
   7)   Economia dell'informazione;
   8)   Etica sociale;
   9)   Geografia (soprattutto antropica);
  10)   Politica della comunicazione pubblicitaria;
  11)   Lingua e letteratura italiana;
  12)   Economia ed organizzazione dello spettacolo;
  13)   Pianificazione e controllo della comunicazione pubblici-
          taria;
  14)   Programmazione e controllo delle relazioni pubbliche;
  15)   Psicologia sociale;
  16)   Analisi di mercato;
  17)   Scienza dell'amministrazione;
  18)   Scienza della politica;
  19)   Semiotica;
  20)   Sociologia dei consumi;
  21)   Sociologia dell'organizzazione;
  22)   Sociologia della cultura;
  23)   Sociologia politica;
  24)   Statistica sociale;
  25)   Storia del costume e della moda;
  26)   Storia del giornalismo e delle comunicazioni di massa;
  27)   Storia della filosofia;
  28)   Storia dell'arte;
  29)   Storia della musica moderna e contemporanea;
  30)   Storia del teatro e dello spettacolo;
  31)   Storia moderna;
  32)   Metodologia e tecnica della ricerca sociale;
  33)   Tecniche di ricerca sociale;
  34)   Teoria e tecnica della elaborazione automatica dei dati;
  35)   Storia delle relazioni internazionali;
  36)   Storia e istituzioni della Comunità europea;
  37)   Psicologia del lavoro;
  38)   Sociologia del lavoro;
  39)   Diritto e legislazione dei beni culturali;
  40)   Storia del cinema;
  41)   Lingua straniera (quarta annualità).
------------------------ 
(45) Tabella aggiunta dal D.M. 25 luglio 1991 (Gazz. Uff. 21 marzo 1992, n. 68). 

 





Tabella XXXVIII (46) 
Laurea in biotecnologie agro-industriali 
Art. 1 (Accesso al corso di laurea). - Costituiscono titoli di ammissione al 
corso di laurea quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Il numero 
degli iscritti sarà stabilito annualmente dal consiglio di facoltà, sentito il 
consiglio di corso di laurea, sulla base dei criteri generali fissati dal 
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi 
dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/90. Il corso di laurea è 
articolato in due indirizzi: 
a) biotecnologie industriali; 
b) biotecnologie vegetali. 
Art. 2 (Durata degli studi del corso di laurea e articolazione dei curricula). - 
La durata degli studi del corso di laurea è fissata in cinque. Ciascuno dei 
cinque anni di corso potrà essere articolato in periodi didattici più brevi, 
specificati nel regolamento didattico della facoltà. 
L'attività didattico-formativa del corso di laurea comprende didattica 
teorico-formale e didattica teorico-pratica. L'attività teorico-pratica è 
comprensiva di esercitazioni, laboratori, seminari, corsi monografici, 
dimostrazioni, attività guidate, visite tecniche, prove parziali di 
accertamento, correzione e discussione di progetti ed elaborati, ecc. Parte 
dell'attività didattica pratica potrà essere svolta anche presso qualificate 
strutture e da personale degli istituti di ricerca scientifica, nonché dei 
reparti ricerca e sviluppo di enti ed imprese pubbliche e private operanti nel 
settore delle biotecnologie agro-industriali, previa stipula di apposite 
convenzioni. 
I contenuti didattico-formativi del corso di studi sono articolati in aree, i 
cui obiettivi assieme con il monte ore minimo previsto per ciascuna area, sono 
indicati nel successivo art. 5. 
L'attività didattica è di norma organizzata sulla base di annualità, costituite 
da corsi ufficiali di insegnamento monodisciplinari o integrati. Il corso di 
insegnamento integrato è costituito da moduli coordinati eventualmente impartiti 
da più docenti. 
Nell'ambito della sperimentazione didattica, anche al fine di facilitare il 
ricorso ad esperienze e professionalità esterne, nella predisposizione dei 
curricula potrà essere previsto dal consiglio di corso di laurea l'utilizzazione 
di speciali attività didattiche (quali corsi intensivi brevi, seminari, stages 
in laboratori di istituti di ricerca scientifica operanti nel settore delle 
biotecnologie agro-industriali) da quotarsi in ore sino ad una concorrenza 
massima di duecento. 
Durante il primo triennio del corso di laurea lo studente dovrà dimostrare la 
conoscenza pratica e la comprensione di almeno una lingua straniera. Le modalità 
dell'accertamento saranno definite dal consiglio di corso di laurea. 
Per essere ammesso a sostenere l'esame di laurea lo studente dovrà: 
a) aver seguito con esito positivo gli insegnamenti impartiti per un totale di 
3000 ore di attività didattica complessiva. Il numero delle annualità non potrà 
essere inferiore a ventisette, né superiore a trenta; 
b) aver svolto una tesi prevalentemente sperimentale. 
Le facoltà, nello stabilire prove di valutazione della preparazione degli 
studenti, faranno ricorso al criterio di continuità, di globalità e di 
accorpamento in modo da limitare il numero degli eventuali esami tradizionali 
tra ventisette e trenta. 
L'impiego didattico complessivo in ore (tremila) è suddiviso in una prima parte 
destinata alla formazione di base comune, per 1380 ore, una seconda parte alla 
formazione di indirizzo per 360 ore. Le rimanenti ore sono destinate, per una 
parte inferiore a 500, alla formazione nel settore applicativo, comprendente un 
tirocinio pratico, secondo quanto specificato dall'art. 5, ultimo comma. 
Art. 3 (Regolamenti di Ateneo). - Le facoltà, nel recepire nel regolamento di 
Ateneo e nel regolamento didattico, l'ordinamento didattico nazionale 
indicheranno per ciascuna area gli insegnamenti attingendoli dai raggruppamenti 
indicati nell'art. 5 e che fanno riferimento al decreto ministeriale 28 luglio 
1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 1990, n. 70-bis 
(concorso pubblico a posti di professore universitario di ruolo, fascia degli 
associati). 
Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto 
annuale degli studi, il consiglio di facoltà, su proposta del consiglio di corso 
di laurea, definisce il piano di studi ufficiale del corso di laurea 
comprendente le denominazioni degli insegnamenti da attivare, in applicazione di 
quanto disposto al secondo comma dell'art. 11 della legge n. 341/90. 
In particolare il consiglio di facoltà: 
a) delibera il numero dei posti a disposizione degli iscritti al primo anno, 
secondo quanto previsto dal precedente art. 1; 
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento (monodisciplinari o integrati) 
che costituiscono le singole annualità e le denominazioni dei corsi integrati; 
c) sceglie le relative discipline rispettando le indicazioni dei raggruppamenti 
di cui all'art. 5; 
d) ripartisce il monte ore di ciascuna area fra le annualità che vi afferiscono, 
precisando per ogni corso la frazione destinata alle attività teorico-pratiche; 
e) fissa la frazione temporale delle discipline afferenti ad una medesima 
annualità integrata; 
f) indica le annualità di cui lo studente dovrà aver ottenuto l'attestazione di 
frequenza e superato il relativo esame al fine di ottenere l'iscrizione all'anno 
di corso successivo e precisa, altresì, le eventuali propedeuticità degli esami 
di profitto. 
Art. 5 (Articolazione del corso di laurea). 
1. Formazione di base (1380 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, obiettivi 
didattico-formativi, insegnamenti consigliati e raggruppamenti disciplinari 
attinenti. 
Area 1 - Matematica (240 ore). 
Lo studente deve dimostrare di aver acquisito i concetti base dell'analisi 
matematica, del calcolo differenziale e dell'analisi numerica, con padronanza di 
quegli strumenti di calcolo e metodologia che trovano applicazione nella 
formulazione quantitativa di modelli matematici di processi a livello cellulare 
e biomolecolare. Gli argomenti suddetti vengono illustrati con una formulazione 
orientata ad una descrizione algoritmica e quindi molto legata all'uso del 
calcolatore. Oltre ai concetti base di natura deterministica, lo studente deve 
impadronirsi di un approccio di tipo stocastico: allo scopo vengono sviluppati i 
concetti di fenomeno aleatorio e le relative metodologie di studio, il tutto 
integrato con l'uso del calcolatore. 
Insegnamenti consigliati: 
analisi matematica; 
calcolo delle probabilità e statistica; 
calcolo numerico e programmazione. 
Raggruppamenti disciplinari: A021, A022, A041, A042, I250. 
Area 2 - Fisica (120 ore). 
Lo studente deve dimostrare di conoscere la formulazione classica dei grandi 
settori della fisica (meccanica, termodinamica, ottica ed elettromagnetismo) che 
sono alla base della comprensione dei fenomeni e dei processi naturali. Lo 
studente deve infine mostrare di conoscere i principi della meccanica 
quantistica, elementi che sono alla base delle interazioni tra radiazione e 
materia. 
Insegnamenti consigliati: fisica. 
Raggruppamenti disciplinari: B011, B012. 
Area 3 - Chimica (240 ore). 
Lo studente deve dimostrare di conoscere la relazione tra la struttura atomica e 
le proprietà degli elementi, la natura dei legami chimici alla luce delle 
interpretazioni moderne, le relazioni fra struttura molecolare e proprietà per 
le diverse classi composti della chimica inorganica ed organica, le leggi che 
regolano le trasformazioni delle specie chimiche. Lo studente deve mostrare 
padronanza della chimica organica e conoscere le più importanti metodiche 
spettroscopiche che consentono di inferire dall'osservabile sperimentale la 
struttura di molecole e macromolecole di interesse biologico. Lo studente dovrà 
infine aver acquisito le basi teoriche e le tecniche sperimentali che sono 
utilizzate per la caratterizzazione chimica dei sistemi biologici, incluse le 
tecniche di separazione e purificazione e l'uso di sensori specifici. Lo 
studente deve altresì dimostrare di aver acquisto una sufficiente abilità 
manuale in laboratorio. 
Insegnamenti consigliati: 
chimica generale e inorganica; 
chimica organica; 
chimica analitica; 
chimica fisica. 
Raggruppamenti disciplinari: C011, C031, C020, C032, C050. 
Area 4 - Struttura e funzione delle molecole di interesse biologico e cicli 
metabolici (180 ore). 
Lo studente deve dimostrare di aver acquisito le basi sperimentali e 
metodologiche per lo studio delle principali molecole di interesse biologico e 
di aver compreso, sulla base di tali conoscenze, i meccanismi molecolari dei 
fenomeni biologici. 
Insegnamenti consigliati: 
biochimica; 
biologia molecolare. 
Raggruppamenti disciplinari: E051, E042, G051. 
Area 5 - Struttura e funzione degli organismi microbici e vegetali (240 ore). 
Lo studente deve impadronirsi dei concetti fondamentali della biologia 
attraverso uno studio morfologico fisiologico e genetico delle cellule, con 
particolare riguardo ai microrganismi pro- ed eucariotici e alle cellule 
vegetali. Tale studio comprenderà anche le interazioni cellulari, i 
riconoscimenti, le comunicazioni, i fenomeni di membrana. Dalle leggi generali 
della genetica e dello sviluppo si discenderà agli esempi particolari che 
interessano la biologia dei microrganismi e delle piante. Lo studente dovrà 
infine conoscere le relazioni filogenetiche tra gli organismi e la loro 
posizione nella scala evolutiva e sistematica. 
Insegnamenti consigliati: 
biologia generale; 
microbiologica generale; 
genetica; 
fisiologia vegetale; 
citologia. 
Raggruppamenti disciplinari: E051, E012, E033, E031, E011, G052, G025, E022. 
Area 6 - Tecnologie cellulari e biomolecolari (laboratorio) (240 ore). 
Lo studente deve acquisire i fondamenti e le metodologie per lo studio e la 
manipolazione in vitro di cellule, e funzioni cellulari, anche mediante 
modificazioni del patrimonio genetico, al fine di selezionare e produrre 
cellule, macromolecole ed organismi di interesse biotecnologico. A tal fine lo 
studente deve anche essere in grado di analizzare la struttura primaria delle 
macromolecole di interesse biologico, di modificarle e sintetizzarle. Apprenderà 
le tecniche di clonaggio, costruzione di genoteche e ibridazione di acidi 
nucleici. Dovrà altresì conoscere le metodologie dell'uso di anticorpi 
policlonali e monoclonali. 
Insegnamenti consigliati: 
biochimica cellulare; 
tecniche di colture cellulari; 
biochimica macromolecolare; 
fisiologia cellulare. 
Raggruppamenti discipinari: E033, E051, E042, G025, E041, G052. 
Area 7 - Economia ed organizzazione dell'azienda agro-industriale (120 ore). 
Lo studente deve acquisire le conoscenze di base dell'economia e dei sistemi 
organizzativi dell'azienda agro-industriale. Dovrà acquisire le conoscenze 
fondamentali relative al marketing dei prodotti agro-industriali. 
Insegnamenti consigliati: 
economia e gestione dell'azienda; 
agraria e agro-industriale; 
marketing dei prodotti agro-alimentari; 
metodologia statistica in agricoltura. 
Raggruppamenti disciplinari: P041, P042, P021, P022, P023, G010, I270. 
2. Formazione di indirizzo. 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore, insegnamenti consigliati e 
raggruppamenti disciplinari attinenti. 
2.1. Indirizzo in biotecnologie industriali (360 ore). 
Area 8 - Principi di ingegneria biochimica (120 ore). 
Lo studente deve saper affrontare sistematicamente lo studio dell'equilibrio 
chimico fisico di un sistema e la sua evoluzione a partire da uno stato di non 
equilibrio. In particolare deve conoscere i principi della termodinamica e il 
significato delle varie grandezze e funzioni utilizzate per caratterizzare lo 
stato di un sistema. Deve conoscere i fondamenti della cinetica chimica in 
relazione dell'azione catalitica e fisica con riferimento ai fenomeni di 
trasporto di proprietà (materia, calore e quantità di moto) ed inoltre deve 
conoscere le moderne teorie termodinamiche dei processi che evolvono 
irreversibilmente al di fuori delle condizioni di equilibrio. Lo studente deve 
anche dimostrare di avere padronanza dei principi del comportamento reologico 
dei fluidi non-newtoniani. Particolare attenzione deve essere posta a verificare 
che lo studente abbia acquisito la capacità di usare i concetti suddetti per 
affrontare e simulare matematicamente processi a livello biochimico e cellulare. 

Insegnamenti consigliati: 
principi di ingegneria biochimica; 
termodinamica dell'ingegneria chimica; 
chimica industriale; 
biochimica industriale. 
Raggruppamenti disciplinari: I151, I153, I152, C020, C040, E051. 
Area 9 - Applicazioni di ingegneria biochimica (120 ore). 
Lo studente deve dimostrare di conoscere i principi di funzionamento delle 
operazioni unitarie di interesse biotecnologico, della stretta interconnessione 
dei suddetti principi con quanto appreso a livello di ingegneria cellulare e 
biomolecolare. Lo studente deve inoltre dimostrare di saper compiere un percorso 
culturale che, partendo dalla programmazione degli esperimenti, dall'analisi dei 
dati e dalle conoscenze delle tecniche di ottimizzazione, sia in grado di 
simulare matematicamente e quindi sviluppare un processo biotecnologico. Lo 
studente deve essere perciò padrone di quei concetti di impiantistica che 
consentono di trasformare il processo biotecnologico studiato in una 
realizzazione produttiva. 
Insegnamenti consigliati: 
analisi e simulazione dei processi biotecnologici; 
processi biologici industriali; 
impianti biotecnologici. 
Raggruppamenti disciplinari: I152, I151, G052, C040, C090. 
Area 10 - Microbiologia industriale (120 ore). 
Lo studente deve dimostrare di aver appreso i principi della moltiplicazione e 
riproduzione microbica in sistemi chiusi ed aperti, deve conoscere la geometria 
dei bioreattori, la composizione dei mezzi colturali, il trasferimento di massa 
e di energia, in funzione della natura delle cellule e delle esigenze del 
processo fermentativo. Dovrà inoltre saper trasformare le conoscenze 
microbiologiche di base in procedimenti di produzione di biomassa microbica e 
saper impostare il controllo delle varie fasi del processo produttivo o 
trasformativo. 
Insegnamenti consigliati: microbiologia industriale. 
Raggruppamenti disciplinari: F052, G052, C100. 
2.2. Indirizzo biotecnologie vegetali (360 ore). 
Area 11 - Biologia delle piante coltivate (180 ore). 
Lo studente deve dimostrare di conoscere le basi biochimiche e fisiologiche 
della produttività delle piante. Dovrà inoltre conoscere i processi di 
acquisizione dei nutrienti e dell'energia, dei meccanismi di regolazione 
metabolica, nonché di adattamento delle piante alle condizioni ambientali. 
Insegnamenti consigliati: 
fisiologia delle piante coltivate; 
fertilità del suolo e nutrizione delle piante; 
biochimica agraria. 
Raggruppamenti disciplinari: E012, G051. 
Area 12 - Biotecnologie vegetali (180 ore). 
Lo studente deve dimostrare di conoscere le basi della variabilità genetica in 
collegamento con la conservazione ed utilizzazione del germoplasma. 
Insegnamenti consigliati: 
biotecnologie genetiche; 
miglioramento genetico delle piante coltivate; 
risorse genetiche agrarie; 
genetica applicata. 
Raggruppamenti disciplinari: G025, E033, G041, G042, G052. 
La facoltà, nel destinare agli specifici insegnamenti le rimanenti 1260 ore, ha 
il vincolo di destinare almeno 500 ore alle discipline del settore applicativo 
per dare allo studente un'adeguata conoscenza del sistema nel quale le 
biotecnologie dovranno essere applicate. 
Per l'indirizzo "biotecnologie industriali" le 500 ore dedicate alla conoscenza 
del settore applicativo riguarderanno: 
l'industria agro-alimentare; 
l'industria farmaceutica; 
il riciclo delle biomasse; 
i processi di depurazione e disinquinamento. 
Per l'indirizzo "biotecnologie vegetali" la conoscenza del sistema applicativo 
riguarderà: 
le tecnologie agronomiche; 
le coltivazioni; 
la difesa delle colture dai parassiti; 
la conoscenza dell'ambiente agro-forestale. 
------------------------ 
(46) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 23 novembre 1991 (Gazz. Uff. 12 
maggio 1992, n. 109). 
 





Tabella XXXVIII-bis (47) 
Corso di diploma universitario in biotecnologie agro-industriali 
Art. 1 (Accesso al corso di diploma). - Costituiscono titoli di ammissione al 
corso di diploma quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Il numero 
degli iscritti sarà stabilito annualmente dal consiglio di facoltà in base ai 
criteri generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 
341/90. Il corso di diploma è articolato in due indirizzi: 
a) biotecnologie industriali; 
b) biotecnologie vegetali. 
Art. 2 (Durata degli studi e articolazione dei curricula). - La durata degli 
studi è fissata in tre anni. Ciascuno dei tre anni di corso potrà essere 
articolato in periodi didattici più brevi, specificati nel regolamento didattico 
della facoltà. 
L'attività didattico-formativa comprende didattica teorico-formale e didattica 
teorico-pratica. L'attività teorico-pratica è comprensiva di esercitazioni, 
laboratori, seminari, corsi monografici, dimostrazioni, attività guidate, visite 
tecniche, prove parziali di accertamento, correzione e discussione di progetti 
ed elaborati, ecc. Parte dell'attività didattica pratica potrà essere svolta 
anche presso qualificate strutture e da personale degli istituti di ricerca 
scientifica, nonché dei reparti ricerca e sviluppo di enti ed imprese pubbliche 
e private operanti nel settore delle biotecnologie agro-industriali, previa 
stipula di apposite convenzioni. 
L'impegno didattico complessivo (in ore 1800) è suddiviso in una prima parte 
destinata alla formazione di base comune, per 860 ore, una seconda parte 
destinata alla formazione di indirizzo per 200 ore ed una quota di almeno 200 
ore al tirocinio e/o elaborato finale. Le rimanenti ore sono affidate alla 
scelta delle singole sedi per approfondimenti teorici o pratici, ampliamenti 
professionali, ecc. 
I contenuti didattico-formativi sono articolati in aree; il monte ore minimo 
previsto per ciascuna area è indicato nell'art. 6. 
L'attività didattica è di norma organizzata sulla base di annualità, in numero 
compreso tra quindici e diciotto, costituite da corsi ufficiali di insegnamento 
monodisciplinari o integrati. Il corso di insegnamento integrato è costituito da 
moduli coordinati eventualmente impartiti da più docenti. 
Le facoltà, nello stabilire prove di valutazione della preparazione degli 
studenti, faranno ricorso a criteri di continuità, di globalità e di 
accorpamento in modo da limitare il numero degli eventuali esami tradizionali 
tra quindici e diciotto. 
Nell'ambito della sperimentazione didattica, anche al fine di facilitare il 
ricorso ad esperienze e professionalità esterne, nella predisposizione dei 
curricula potrà essere previsto dal consiglio di corso di laurea l'utilizzazione 
di speciali attività didattiche (quali corsi intensivi brevi, seminari, stages 
in laboratori di istituti di ricerca scientifica operanti nel settore delle 
biotecnologie agro-industriali), da quotarsi in ore sino ad una concorrenza 
massima di centoventi. 
Durante il primo biennio lo studente dovrà dimostrare la conoscenza pratica e la 
comprensione di almeno una lingua straniera. Le modalità dell'accertamento 
saranno definite dal consiglio di facoltà. 
L'esame di diploma consiste in una discussione tendente ad accertare la 
preparazione di base e professionale del candidato, durante la quale potrà 
essere discusso un eventuale elaborato finale. 
Art. 3. - Le facoltà, nel recepire nel regolamento di ateneo e nel regolamento 
didattico, l'ordinamento didattico nazionale, indicheranno per ciascuna area gli 
insegnamenti attingendoli dai raggruppamenti indicati nell'art. 5 e che fanno 
riferimento al decreto ministeriale 28 luglio 1990, pubblicato nella Gazzetta 
Ufficiale n. 70-bis del 4 settembre 1990 (concorso pubblico a posti di 
professore universitario di ruolo, fascia degli associati). 
Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto 
annuale degli studi, il consiglio di facoltà definisce il piano di studi 
ufficiale comprendente le denominazioni degli insegnamenti da attivare, in 
applicazione di quanto disposto dal secondo comma dell'art. 11 della legge n. 
341/90. 
In particolare il consiglio di facoltà: 
a) delibera il numero dei posti a disposizione degli iscrivibili al primo anno, 
secondo quanto previsto dal precedente art. 1; 
b) stabilisce i corsi ufficiali di insegnamento (monodisciplinari o integrati), 
che costituiscono le singole annualità e le denominazioni dei corsi integrati; 
c) sceglie le relative discipline, rispettando le indicazioni dei raggruppamenti 
di cui all'art. 5; 
d) ripartisce il monte ore di ciascuna area fra le annualità che vi afferiscono, 
precisando, per ogni corso, la frazione destinata alle attività 
teorico-pratiche; 
e) fissa la frazione temporale delle discipline afferenti ad una medesima 
annualità integrata; 
f) indica le annualità di cui lo studente dovrà aver ottenuto l'attestazione di 
frequenza e superato il relativo esame al fine di ottenere l'iscrizione all'anno 
di corso successivo e precisa altresì le eventuali propedeuticità degli esami di 
profitto. 
Art. 5 (Riconoscimento degli studi). - Ai fini del proseguimento degli studi, il 
corso di diploma universitario di cui all'art. 1 è strettamente affine al corso 
di laurea in biotecnologie agroindustriali. Per il riconoscimento degli studi, 
ai fini del passaggio ad altri corsi di laurea o di diploma della stessa o di 
altre facoltà, le strutture didattiche pertinenti utilizzeranno il criterio 
generale della loro validità culturale (propedeutica o professionale), 
nell'ottica della formazione richiesta per il conseguimento del diploma di 
laurea. Conseguentemente la facoltà potrà riconoscere tutti o parte degli 
insegnamenti seguiti con esito positivo nel corso di diploma universitario, 
indicando le singole corrispondenze anche parziali, con gli insegnamenti del 
corso di laurea; la facoltà indicherà, inoltre, sia gli eventuali insegnamenti 
integrativi, appositamente istituiti ed attivati, per completare la formazione 
per accedere al corso di laurea, sia gli insegnamenti specifici del corso di 
laurea necessari per conseguire il diploma di laurea. Gli insegnamenti 
integrativi non sono necessariamente propedeutici agli insegnamenti specifici. 
Il consiglio di facoltà indicherà, inoltre, l'anno di corso del corso di laurea 
cui lo studente si potrà iscrivere; tale anno di corso, per coloro che siano in 
possesso del diploma universitario, sarà almeno il terzo. 
Nei trasferimenti degli studenti dal corso di laurea al corso di diploma il 
consiglio di facoltà riconoscerà gli insegnamenti sempre con il criterio della 
loro utilità al fine della formazione necessaria per il conseguimento del nuovo 
titolo ed indicherà il piano degli studi da completare per conseguire il titolo 
e l'anno di corso cui lo studente potrà iscriversi. 
Art. 6 (Docenza). - La copertura dei moduli didattici attivati è affidata, nel 
rispetto delle leggi vigenti, dal consiglio di facoltà ai professori di ruolo 
dello stesso gruppo disciplinare o di gruppo ritenuto dalla facoltà affine, 
ovvero per affidamento o supplenza a professore di ruolo o ricercatore 
confermato. Per realizzare una efficace attività didattica con adeguata 
assistenza agli studenti, la singola classe di insegnamento avrà un numero di 
studenti iscritti non superiore, di norma, alle cento unità. 
Alla fine di facilitare il ricorso ad esperienze e professionalità esterne il 
corso di insegnamento potrà comprendere moduli da affidare a professori a 
contratto, con le modalità previste negli statuti delle singole università, nel 
rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia. 
Art. 7 (Articolazione del corso di diploma). 
1. Formazione di base comune (860 ore). 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore e raggruppamenti 
disciplinari attinenti. 
Area 1 - Matematica (120 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: A021, A022, A041, A042, I250. 
Area 2 - Fisica (60 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: B011, B012. 
Area 3 - Chimica. 
Area 4 - Struttura e funzione delle molecole di interesse biologico e cicli 
metabolici (200 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: C011, C031, C020, C032, C050, E051, E042, G051. 
Area 5 - Struttura e funzione degli organismi microbici e vegetali (120 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: E051, E012, E033, E031, E011, G052, G025. 
Area 6 - Tecnologie cellulari e biomolecolari (laboratorio) (240 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: E033, E051, E042, G025. 
Area 7 - Economia ed organizzazione dell'azienda agro-industriale (120 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: P041, P042, P021, P022, P023, G010, I270. 
2. Formazione di indirizzo. 
Aree disciplinari obbligatorie, numero minimo di ore e raggruppamenti 
disciplinari attinenti. 
2.1. Indirizzo in biotecnologie industriali (200 ore). 
Area 8 - Principi di ingegneria biochimica. 
Area 9 - Applicazioni di ingegneria biochimica (120 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: I151, I263, I152, G052, C020, C040. 
Area 10 - Microbiologia industriale (80 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: F052, G052, C100. 
2.2. Indirizzo biotecnologie vegetali (200 ore). 
Area 11 - Biologia delle piante coltivate (100 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: E012, G051. 
Area 12 - Biotecnologie vegetali (100 ore). 
Raggruppamenti disciplinari: G025. 
------------------------ 
(47) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 23 novembre 1991 (Gazz. Uff. 12 
maggio 1992, n. 109). 
 





Tabella XXXIX (48) 
Diploma universitario per ortottista ed assistente in oftalmologia 
Art. 1. - Presso la facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il 
corso di diploma universitario di ortottista ed assistente in oftalmologia. 
Art. 2. - Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di fornire una 
preparazione professionale teorico-pratica a personale sanitario tecnico 
operante nel campo dell'oftalmologia, con particolare riguardo a: valutazione 
sullo stato motore-sensoriale della visione binoculare e della sua 
conservazione; valutazione della motilità oculare e della visione binoculare, 
dell'ambliopia, del trattamento pre e post-operatorio dei pazienti con motilità 
oculare alterata; valutazione delle problematiche legate ai vizi di refrazione 
ed alla loro correzione; utilizzazione di tecniche diagnostiche e di ricerche 
strumentali in oftalmologia, di procedure di rieducazione e riabilitazione 
funzionale dell'handicap visivo, depistage. 
Art. 3. - Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazione, eccetto il 
caso di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o all'estero, per 
corsi con contenuti ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi 
dell'art. 11 della legge 19 novembre 1990, n. 341. 
La delibera di riconoscimento dei crediti è adottata dal consiglio del corso di 
diploma o dal consiglio di facoltà, secondo la normativa statutaria. 
Art. 4. - In base alle strutture ed attrezzature disponibili il numero degli 
iscrivibili al corso di diploma di cui all'art. 1 è stabilito dal senato 
accademico, sentito il consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati 
dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi 
dell'art. 9, quarto comma, della legge n. 341/1990. 
Art. 5. - Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno del 
corso di diploma coloro che hanno conseguito un diploma di istruzione secondaria 
di secondo grado di durata quinquennale valido per l'accesso all'Università. 
L'ammissione avviene previo accertamento dell'idoneità psico-fisica. 
Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili, 
l'accesso al corso di diploma, nei limiti dei posti determinati, è subordinato 
al superamento di un esame mediante prova scritta per il 70% dei punti 
disponibili ed alla valutazione del voto del diploma di scuola secondaria 
superiore in misura pari al 30% del punteggio complessivo. 
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in 
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre 
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto 
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso. 
Art. 6. - Il corso di diploma prevede 2400 ore di insegnamento e di attività 
pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio. Esso comprende aree, corsi 
integrati e discipline ed è organizzato in cicli convenzionali (semestri); ogni 
semestre comprende ore di insegnamento e di attività pratiche e di studio 
guidate (primo anno 460 ore, secondo anno 420 ore, terzo anno 320 ore), il cui 
peso relativo è definito in modo convenzionale (credito, corrispondente 
mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio guidate comprendono 
almeno il 50% delle ore previste. 
Il tirocinio professionale è svolto per 320 ore nel primo anno, 420 ore nel 
secondo e 460 nel terzo anno. 
Art. 7. - Il consiglio di corso di diploma predispone un apposito libretto di 
formazione che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo 
dell'attività svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere 
gli esami annuali e finali. 
Art. 8. - La frequenza alle lezioni, ai tirocini ed alle attività pratiche è 
obbligatoria e dev'essere documentata sul libretto personale dello studente. Per 
essere ammessi al terzo anno, gli studenti debbono aver regolarmente frequentato 
i corsi, superati gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed effettuato, 
con positiva valutazione, i tirocini previsti. 
Art. 9. - Gli studenti debbono sostenere ciascun anno gli esami per i corsi 
integrati compresi nell'ordinamento. 
Il consiglio della struttura didattica può organizzare la didattica in semestri. 
Gli insegnamenti sono organizzati in cicli didattici successivi, verificabili in 
rapporto alla loro propedeuticità, secondo quanto definito dal consiglio della 
struttura didattica. 
Per il calendario degli esami semestrali si applicano le stesse norme del corso 
di laurea in medicina e chirurgia. 
Art. 10. - Per attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico 
connesse a specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti 
a contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti, o attività 
professionale svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle 
materie che formano oggetto dell'insegnamento. 
In tal caso si applica la normativa prevista dall'art. 25 del decreto del 
Presidente della Repubblica n. 382/1980. 
Art. 11. - Per essere ammesso all'anno successivo lo studente deve avere 
superato nelle due sessioni semestrali, tutti gli esami relativi all'anno di 
corso e deve aver completato con positive valutazioni le attività di tirocinio. 
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono una positiva 
valutazione nelle attività di tirocinio possono ripetere l'anno in soprannumero 
per non più di una volta. 
Art. 12. - I corsi integrati e le relative discipline, facenti parte 
dell'ordinamento del triennio utile per il conseguimento del diploma 
universitario, sono comprese in aree. Le aree definiscono gli obiettivi che lo 
studente deve raggiungere, nonché il peso relativo dell'area e dei relativi 
corsi integrati (credito) ciascuno corrispondente indicativamente a 50 ore di 
didattica formale applicata e di apprendimento. 
Art. 13. - Sono attivabili come discipline integrate nei corsi previsti 
dall'ordinamento discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di 
professore di prima e seconda fascia. 
Esse non danno luogo a verifiche di profitto autonome, ma costituiscono credito 
all'interno del corso nel quale sono integrate. 
Art. 14. - Le aree, con indicati i crediti, corrispondenti in linea generale a 
50 ore di didattica complessiva, nonché i corsi integrati e le relative 
discipline, sono i seguenti: 
1° Anno: 
I semestre: 
Area 1 - Propedeutica (crediti 4.0). 
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa dei fenomeni 
biomedici. 
1.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica: 
fisica medica; 
statistica medica; 
informatica. 
1.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica: 
chimica; 
chimica biologica. 
1.3. Corso integrato di biologia e genetica: 
biologia generale; 
genetica medica. 
1.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche. 
II semestre: 
Area 2 - Anatomia generale, fisiologia (crediti 4.0). 
Obiettivo: acquisizione della propedeutica morfologica, funzionale, quantitativa 
dei fenomeni biomedici. 
2.1. Corso integrato di istologia: 
istologia; 
embriologia. 
2.2. Corso integrato di anatomia generale, fisiologia: 
anatomia umana; 
fisiologia umana; 
fisiologia oculare. 
2.3. Inglese scientifico. 
2.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche. 
2° Anno: 
I semestre: 
Area III - Fisiopatologia - Visione binoculare (crediti 4.0). 
Obiettivo: apprendimento dei fondamenti fisici e morfo-funzionali della funzione 
visiva. 
3.1. Corso integrato di ottica fisiopatologica: 
ortottica I; 
ottica e refrazione. 
3.2. Corso integrato di anatomia e fisiologia dell'apparato visivo: 
anatomia e fisiologia dell'apparato visivo; 
ipovisione I. 
3.3. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche. 
II semestre: 
Area IV - Semeiologia e patologia oculare (crediti 4.0). 
4.1. Corso integrato di tecniche semeiologiche: 
tecniche semeiologiche I; 
campimetria; 
senso luminoso; 
senso cromatico; 
adattometria; 
contattologia. 
4.2. Corso integrato di patologia oculare: 
patologia oculare; 
ipovisione II. 
4.3. Corso integrato di neuroftalmologia: 
ortottica II; 
neuroftalmologia. 
4.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche. 
3° Anno: 
I semestre: 
Area V - Oftalmologia specialistica (crediti 4.0). 
Obiettivo: apprendimento delle condizioni caratterizzanti e pertinenti alla 
individualità del malato di affezioni dell'apparato visivo. 
5.1. Corso integrato di pediatria generale: 
pediatria generale; 
neonatologia. 
5.2. Corso integrato di neuropsichiatria: 
fondamenti di neuropsichiatria; 
psicologia. 
5.3. Corso integrato di chirurgia ed assistenza oftalmica: 
nozioni di chirurgia e assistenza oftalmica; 
ortottica III. 
5.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche. 
II semestre: 
Area: Tecniche semeiologiche e farmacologia (crediti 4.0). 
Obiettivo: apprendimento delle tecniche semeiologiche di immagine, quantitative 
ed elettrofisiologiche, acquisizione di aspetti diversi generali dell'attività 
sanitaria. 
6.1. Corso integrato di tecniche semeiologiche: 
tecniche semeiologiche II: ERG, PEV, PERG, EOG, EMG, ecografia, 
fluorangiografia, tonometria e tenografia, pachimetria, biometria; 
ortottica IV. 
6.2. Corso integrato di farmacologia: 
farmacologia; 
igiene e legislazione sanitaria. 
6.3. Corso integrato di etica ed aspetti giuridici della professione: 
etica professionale; 
aspetti giuridici della professione. 
6.4. Attività di tirocinio guidato in strutture specialistiche. 
Art. 15. - Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del 
tirocinio con relativo esame finale e discussione di una tesi, consistente in 
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il 
diploma di ortottista ed assistente in oftalmologia. 
Art. 16. - La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal 
rettore ed è composta dal presidente del corso di diploma o suo delegato, da due 
docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti nominati 
rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e 
tecnologica e dal Ministro della sanità. 
Ove i Ministri non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio di ciascun 
anno o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, provvede il 
rettore, sentito il senato accademico. 
Art. 17. - All'esame di diploma lo studente viene ammesso solo se abbia 
frequentato i corsi e superato gli esami prescritti ed abbia ottenuto un 
giudizio favorevole riguardo al tirocinio professionale. 
Le commissioni di esame e di diploma sono costituite secondo le vigenti norme 
universitarie. 
Art. 18. - Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche 
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e 
chirurgia. 
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito 
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità 
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli 
studi per il conseguimento del diploma di laurea. 
Il consiglio di facoltà con propria delibera potrà eventualmente indicare corsi 
integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la 
formazione per accedere al corso di laurea. 
------------------------ 
(48) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 20 gennaio 1992 (Gazz. Uff. 6 
giugno 1992, n. 132). 
 





Tabella XXXIX-bis (49) 
Corso di diploma universitario per tecnico di laboratorio biomedico 
Art. 1. - 1. Presso la facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il 
corso di diploma universitario di tecnico di laboratorio biomedico. 
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori 
con conoscenze culturali di base e generali e con competenze professionali 
specifiche tali da consentire una attività professionale tecnica e 
biotecnologica sia in laboratori di indagine scientifico-sperimentale, sia in 
laboratori di medicina clinica, sperimentali e di industrie, rivolta in 
particolare alle analisi biochimiche, microbiologiche, di patologia clinica, 
citopatologia ed istopatologia. 
3. Il corso di diploma si articola negli indirizzi di: 
a) patologia clinica; 
b) biochimica clinica; 
c) microbiologia clinica; 
d) citopatologia; 
e) laboratorio di anatomia patologica ed istocitopatologia; 
f) ricerca biomedica e biotecnologie. 
L'indirizzo è scelto dallo studente entro il 15 aprile del secondo anno di 
corso. 
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di 
studi di livello universitario, sostenuti in Italia o all'estero, per corsi con 
contenuti ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 
11 della legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei 
crediti è adottata dal consiglio della struttura didattica o dal consiglio di 
facoltà, secondo la normativa statutaria. 
5. Il corso di diploma prevede 2400 ore di insegnamento e di attività pratiche e 
di studio guidate, nonché di tirocinio. Esso comprende aree, corsi integrati e 
discipline ed è organizzato in cicli convenzionali (semestri); ogni semestre 
comprende ore di insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate (primo 
anno 460 ore, secondo anno 420 ore, terzo anno 320 ore), il cui peso relativo è 
definito in modo convenzionale (credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le 
attività pratiche e di studio guidate comprendono almeno il 50% delle ore 
previste. 
Il tirocinio professionale è svolto per 320 ore nel primo anno, 420 ore nel 
secondo anno e 460 ore nel terzo anno. 
6. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli 
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il 
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro 
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9, 
quarto comma, della legge n. 341/90. 
7. Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati 
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale. 

Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili, 
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati, 
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a 
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili e dalla valutazione del voto 
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio 
complessivo. 
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in 
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre 
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto 
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso. 
8. Gli studenti debbono sostenere ciascun semestre gli esami per i corsi 
integrati compresi nell'ordinamento. 
Le discipline di un corso integrato non danno luogo ad esami; esse possono 
tuttavia dar luogo, a scelta dello studente, ad una valutazione in itinere utile 
per l'esame relativo al corso integrato. Non si possono sostenere gli esami di 
un anno se non sono stati sostenuti tutti gli esami dell'anno precedente, né ci 
si può iscrivere all'anno successivo se non sono stati sostenuti, entro la 
sessione autunnale, tutti gli esami, tranne due sostenibili nella sessione di 
recupero (gennaio-febbraio), dell'anno precedente. 
Art. 2. - 1. I corsi integrati e le relative discipline facenti parte 
dell'ordinamento del triennio utile per il conseguimento del diploma sono 
compresi in aree. Le aree definiscono gli obiettivi che lo studente deve 
raggiungere, nonché il peso relativo all'area. 
Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio 
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente, a 
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si 
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare. 
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai 
singoli corsi integrati può essere utilizzato per approfondimenti nell'area ove 
viene preparata la tesi di diploma. 
Gli studenti sono altresì tenuti a frequentare un corso di inglese scientifico 
inteso ad acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica. 
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi 
scientifici, sarà effettuato al primo anno. 
2. Le aree, con indicati i crediti, corrispondenti in linea generale a 50 ore di 
didattica complessiva, nonché i corsi integrati e le relative discipline, sono i 
seguenti: 
------------------------ 
(49) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 15 novembre 1991 (Gazz. Uff. 8 
giugno 1992, n. 133). 
 





I Anno 
I semestre: 
Area 1 - Propedeutica (crediti: 4.0). 
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei 
fenomeni biologici. 
1.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica: 
fisica medica; 
statistica medica; 
informatica generale. 
1.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica: 
chimica e propedeutica biochimica. 
1.3. Corso integrato di istologia ed anatomia: 
istologia; 
anatomia umana. 
1.4. Corso integrato di biologia e genetica: 
biologia generale; 
biologia cellulare; 
genetica generale. 
1.5. Inglese scientifico. 
I Anno 
II semestre: 
Area 2 - Biochimica, microbiologia e fisiologia (crediti: 4.0). 
Obiettivo: apprendere i principi di funzionamento biochimico-fisiologici di 
procarioti, eucarioti ed organismi; apprendere i principi di valutazione dei 
parametri relativi. 
2.1. Corso integrato di chimica biologica e biochimica clinica: 
chimica biologica; 
biochimica clinica; 
biologia molecolare; 
tecniche analitiche di chimica clinica. 
2.2. Corso integrato di microbiologia e microbiologia clinica: 
microbiologia; 
microbiologia clinica. 
2.3. Corso integrato di fisiologia umana: 
fisiologia umana; 
biofisica. 
2.4. Corso integrato di organizzazione di laboratorio biomedico: 
organizzazione di laboratorio; 
norme di sicurezza in laboratorio; 
strumentazione di laboratorio; 
statistica; 
informatica applicata. 
------------------------ 
 





II Anno 
I semestre: 
Area 3 - Medicina sperimentale (crediti: 4.0). 
Obiettivo: apprendere i fondamenti dei meccanismi eziologici in patologia umana, 
compresi quelli indotti da micro-organismi, nonché i principi di loro 
valutazione tramite metodologie di laboratorio. 
3.1. Corso integrato di patologia generale: 
patologia generale; 
immunologia; 
citopatologia. 
3.2. Corso integrato di fisiopatologia generale: 
fisiopatologia generale; 
fisiopatologia endocrina e metabolica. 
3.3. Corso integrato di microbiologia clinica: 
microbiologia e virologia; 
tecniche di analisi microbiologiche; 
tecniche di analisi virologiche; 
tecniche di analisi micologiche e parassitologiche. 
II Anno 
II semestre: 
Area 4 - Patologia clinica, citopatologia ed istopatologia (crediti: 4.0). 
Obiettivo: apprendere i fondamenti delle metodologie di laboratorio utilizzabili 
in patologia umana. 
4.1. Corso integrato di patologia clinica e di citopatologia: 
patologia clinica; 
patologia clinica sistematica; 
tecniche di patologia clinica; 
tecniche di citopatologia e patologia ultrastrutturale. 
4.2. Corso integrato di immunologia e patologia cellulare: 
immunologia cellulare; 
patologia cellulare; 
tecniche di immunologia; 
tecniche di colture cellulari. 
4.3. Corso integrato di istopatologia: 
tecniche di istopatologia; 
tecniche di analisi ultrastrutturale. 
------------------------ 
 





III Anno: 
A) Indirizzo in patologia clinica 
Area A5 - Patologia clinica (crediti: 8.5). 
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in 
patologia clinica, immunologia e patologia molecolare diagnostica. 
I semestre: 
A5.1. Corso integrato di patologia clinica I: 
patologia clinica; 
metodologia di laboratorio; 
controlli di qualità. 
A5.2. Corso integrato di immunologia, ematologia di laboratorio ed 
immunoematologia: 
tecnologie molecolari in immunologia; 
immunoematologia; 
laboratorio di ematologia; 
laboratorio di immunoematologia. 
A5.3. Corso integrato di patologia molecolare diagnostica: 
laboratorio di patologia clinica; 
laboratorio di patologia molecolare. 
II semestre: 
A5.4. Corso integrato di patologia clinica II: 
patologia clinica; 
controlli di sicurezza in laboratorio. 
A5.5. Corso integrato di patologia molecolare diagnostica; 
patologia molecolare diagnostica; 
metodologie di diagnosi molecolare in patologia clinica. 
III Anno: 
B) Indirizzo in biochimica clinica 
Area B5 - Biochimica clinica (crediti: 8.5). 
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in 
biochimica e tossicologia clinica. 
I semestre: 
B5.1. Corso integrato in chimica e biochimica clinica I: 
biochimica sistematica umana; 
biochimica clinica; 
metodologie biochimiche. 
B5.2. Corso integrato di metodologia diagnostica biochimico-clinica I: 
enzimologia; 
tecniche di analisi automatizzate. 
B5.3. Corso integrato di tossicologia clinica; 
tossicologia ed analisi tossicologiche; 
metodologie di monitoraggio dei farmaci. 
II semestre: 
B5.4. Corso integrato di chimica e biochimica clinica II; 
chimica analitica; 
biochimica clinica. 
B5.5. Corso integrato di metodologia diagnostica biochimico-clinica II: 
metodologia diagnostica molecolare; 
analisi automatizzate. 
III Anno: 
C) Indirizzo di microbiologia clinica 
Area C5 - Microbiologia clinica (crediti: 8.5). 
Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in 
microbiologia, virologia, micologia e parassitologia clinica. 
I semestre: 
C5.1. Corso integrato di microbiologia I: 
microbiologia; 
batteriologia; 
analisi microbiologiche. 
C5.2. Corso integrato di virologia: 
virologia; 
virologia molecolare; 
virologia diagnostica. 
C5.3. Corso integrato di micologia: 
micologia; 
micologia diagnostica. 
II semestre: 
C5.4. Corso integrato di microbiologia II: 
microbiologia speciale; 
tecniche speciali di analisi nelle malattie infettive. 
C5.5. Corso integrato di parassitologia; 
parassitologia; 
diagnostica parassitologica. 
III Anno: 
D) Indirizzo di citopatologia 
Area D5 - Citopatologia (crediti: 8.5). 
Obiettivo: apprendere i principi, le metodologie di analisi e di ricerca 
specialistica in citopatologia e citogenetica. 
I semestre: 
D5.1. Corso integrato di citopatologia: 
citopatologia; 
tecniche di prelievo; 
tecniche di colorazione. 
D5.2. Corso integrato di citogenetica: 
principi di citogenetica; 
colture cellulari; 
tecniche di allestimento dei preparati. 
II semestre: 
D5.3. Corso integrato di citopatologia II: 
citopatologia speciale; 
metodologie e tecniche di prelievo; 
metodologie citologiche molecolari; 
tecniche speciali di citopatologia. 
D5.4. Corso integrato di immunologia cellulare: 
immunologia cellulare; 
immunologia molecolare. 
D5.5. Corso integrato di colpocitopatologia: 
colpocitopatologia; 
metodologie e tecniche di prelievo. 
E) Indirizzo di laboratorio di anatomia patologica e istocitopatologia 
Area E5 - Laboratorio di anatomia patologica e istocitopatologia (crediti: 8.5). 

Obiettivo: apprendere le metodologie di analisi e di ricerca specialistica in 
anatomia patologica e istocitopatologia. 
I semestre: 
E5.1. Corso integrato di anatomia patologica I: 
nozioni di anatomia patologica macroscopica e microscopica; 
tecniche di preparazione in anatomia patologica macroscopica; 
tecniche di diagnostica di anatomia patologica macroscopica. 
E5.2. Corso integrato di istopatologia: 
nozioni di istopatologia ed istochimica; 
tecniche di istopatologia ed istochimica. 
II semestre: 
E5.3. Corso integrato di anatomia patologica II: 
nozioni di anatomia patologica microscopica; 
nozioni e tecniche di istopatologia speciale. 
E5.4. Corso integrato di patologia diagnostica ultrastrutturale e citologia 
diagnostica: 
nozioni di citologia diagnostica; 
nozioni di patologia ultrastrutturale; 
tecniche di indagine citologica ed ultrastrutturale. 
F) Indirizzo di ricerca biomedica e biotecnologie 
Area F5 - Ricerca biomedica e biotecnologica (crediti: 8.5). 
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per la ricerca 
biomedica in laboratorio e per lo sviluppo e la produzione di prodotti e sistemi 
di laboratorio molecolari e cellulari biotecnologici. 
I semestre: 
F5.1. Corso integrato di tecnologia del DNA ricombinante: 
biotecnologie cellulari; 
biochimica degli acidi nucleici. 
F5.2. Corso integrato di biologia cellulare ed ultrastrutturale: 
biologia cellulare; 
colture cellulari; 
istologia e citologia; 
tecniche di indagine citologica ed ultrastrutturale. 
F5.3. Corso integrato utilizzazione animali di laboratorio: 
principi di stabulazione degli animali di laboratorio; 
animali transgenici; 
norme di sicurezza e di conduzione di uno stabulario. 
II semestre: 
F5.4. Corso integrato di patologia sperimentale: 
metodologie molecolari in patologia clinica; 
oncologia. 
F5.5. Corso integrato di immunologia cellulare e molecolare: 
immunologia cellulare; 
immunologia diagnostica molecolare; 
tecnologie immunologiche avanzate. 
3. Sono attivabili, come discipline integrate nei corsi previsti 
dall'ordinamento, discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti 
di professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai 
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una o 
all'altra fascia. 
Esse non danno luogo a verifiche di profitto autonome, ma costituiscono credito 
all'interno del corso nel quale sono integrate. 
4. Il consiglio della struttura didattica può distribuire in modo diverso tra i 
semestri i corsi integrati previsti in ciascun anno dal presente ordinamento. 
5. Al termine del triennio - previo superamento degli esami previsti, del 
tirocinio con relativo esame finale e discussione di una tesi, consistente in 
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa - viene conseguito il 
diploma di tecnico di laboratorio biomedico. 
6. La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore ed 
è composta dal presidente del corso di diploma o suo delegato, da due docenti 
nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti nominati rispettivamente dal 
Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica e dal 
Ministro della sanità. 
Ove i Ministri non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio di ciascun 
anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, provvede il 
rettore, sentito il senato accademico. 
Art. 3. - 1. La parte teorica dei corsi integrati è di norma pari al 60% 
dell'orario complessivo nei primi tre semestri, pari al 50% nei semestri 
successivi. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono 
obbligatorie per almeno il 70% dell'orario previsto; esse avvengono secondo 
delibera del consiglio di corso di diploma, tale da assicurare ad ogni studente 
un adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture 
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate. 
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa. 

2. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione, 
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività 
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami 
annuali e finali. 
3. All'esame di diploma lo studente viene ammesso solo se abbia frequentato i 
corsi e superato gli esami prescritti ed abbia ottenuto un giudizio favorevole 
riguardo al tirocinio professionale. Le commissioni d'esame e di diploma sono 
costituite secondo le vigenti norme universitarie. 
4. Gli studi compiuti nel corso di diploma, sono riconosciuti anche 
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e 
chirurgia. 
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito 
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità 
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli 
studi per il conseguimento del diploma di laurea. 
Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare 
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la 
formazione per accedere al corso di laurea. 
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea, ove abbiano denominazione 
uguale o simile, permettono il passaggio dall'uno all'altro mediante una 
normativa generale di passaggio approvata dal consiglio di facoltà, tenuto 
conto, in particolare, degli studenti fuori corso riguardo alla possibilità di 
iscrizione anche in sovrannumero rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto. 
------------------------ 
 





Tabella XXXIX-ter (50) 
Corso di diploma universitario in scienze infermieristiche 
Art. 1 (Finalità, organizzazione generale, norme di accesso). - 1. Presso la 
facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di diploma 
universitario in scienze infermieristiche, articolato nei seguenti indirizzi: 
a) assistenza generale; 
b) assistenza generale pediatrica; 
c) assistenza generale ostetrica. 
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori 
con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere le funzioni di 
infermiere responsabile dell'assistenza generale, nonché pediatrica ed 
ostetrica. 
Il corso si conclude con il rilascio del diploma universitario in scienze 
infermieristiche, con menzione dell'indirizzo seguito. 
3. In relazione alla normativa comunitaria e con l'osservanza delle relative 
specifiche norme, le università potranno istituire corsi di perfezionamento, ai 
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/1982, riservati ai 
possessori del diploma universitario in scienze infermieristiche e finalizzati 
alla ulteriore qualificazione degli stessi per quanto riguarda le funzioni 
specialistiche e di coordinamento delle funzioni infermieristiche di base nei 
seguenti settori: 
a) assistenza clinica; 
b) geriatria; 
c) assistenza chirurgica; 
d) area critica; 
e) assistenza domiciliare; 
f) assistenza domiciliare geriatrica; 
g) psichiatria e salute mentale; 
h) funzioni didattiche e direttive (caposala); 
i) sanità pubblica; 
l) igiene ed epidemiologia ospedaliera; 
m) pediatria e neonatologia; 
n) ostetricia. 
Nell'area critica, secondo la normativa CEE, sono comprese: dialisi, terapia 
iperbarica, terapia intensiva, terapia enterostomale. Anche per tali settori 
possono essere previsti specifici corsi di perfezionamento. 
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di 
precedente frequenza di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o 
all'estero, per corsi di laurea o di diploma con contenuti teorici e pratici 
ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 11 della 
legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei crediti è 
adottata dal consiglio della struttura didattica. 
5. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli 
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il 
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro 
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9, 
quarto comma, della legge n. 341/1990. 
Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati 
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale. 

Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili, 
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati, 
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a 
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili e dalla valutazione del voto 
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio 
complessivo. 
Il consiglio di facoltà approva con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla 
data della prova gli argomenti sui quali verrà effettuata la prova scritta. 
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in 
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre 
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto 
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso. 
6. L'indirizzo è scelto dallo studente entro il 15 aprile del secondo anno di 
corso. 
Coloro che siano in possesso del titolo di diploma universitario possono 
iscriversi al terzo anno di corso, in soprannumero per non oltre il 15% dei 
posti disponibili, al fine del conseguimento del titolo relativo ad altro 
indirizzo. 
Art. 2 (Ordinamento didattico). - 1. Il corso di diploma prevede 4600 ore di 
insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio. 
Esso comprende aree, corsi integrati e discipline ed è organizzato in cicli 
convenzionali (semestri); ogni semestre comprende ore di insegnamento e di 
attività pratiche e di studio guidate (primo anno 650 ore, secondo anno 620 ore, 
terzo anno 460 ore), il cui peso relativo è definito in modo convenzionale 
(credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio 
guidate comprendono almeno il 50% delle ore previste per ciascun anno. 
Il tirocinio professionale è svolto per 720 ore nel primo anno (360 per 
semestre), 900 ore nel secondo anno (450 per semestre) e 1250 ore nel terzo anno 
(625 per semestre). 
2. Le attività didattiche sono ordinate in aree formative, che definiscono gli 
obiettivi didattici intermedi, in corsi integrati, che definiscono 
l'articolazione dell'insegnamento nei diversi semestri e corrispondono agli 
esami che debbono essere sostenuti, in discipline che indicano le competenze 
scientifico-professionali dei docenti nei singoli corsi integrati. 
Sono attivati, come discipline integrate nei corsi previsti dall'ordinamento, 
ulteriori discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di 
professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai 
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una e 
all'altra fascia. Le discipline non danno luogo a verifiche di profitto 
autonome. 
3. Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio 
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente, a 
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si 
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare. 
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai 
singoli corsi integrati può essere utilizzato per approfondimenti nell'area ove 
viene preparata la tesi di diploma. 
Lo studente è tenuto altresì a frequentare un corso di inglese scientifico, con 
lo scopo di acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica. 
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi 
scientifici, sarà effettuato al primo anno. 
4. Lo studente deve sostenere in ciascun semestre gli esami per i corsi 
integrati compresi nell'ordinamento. 
Non si possono sostenere gli esami di un anno se non sono stati sostenuti tutti 
gli esami dell'anno precedente, né ci si può iscrivere all'anno successivo se 
non sono stati sostenuti entro la sessione autunnale tutti gli esami dell'anno 
precedente, tranne due, e superato i tirocinii. 
Gli esami sono sostenuti di norma al termine di ciascun semestre, 
rispettivamente nel mese di febbraio e nei mesi di giugno e luglio. Sessioni di 
recupero sono previste, una nel mese di settembre (appello autunnale) ed una 
straordinaria (appello invernale) da prevedere in periodi di interruzione delle 
lezioni, a gennaio-febbraio. Nella sessione straordinaria non possono essere 
sostenuti più di due esami. 
5. Per le attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico connesse a 
specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti a 
contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti o attività professionale 
svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle materie che formano 
oggetto dell'insegnamento. In tal caso si applica la normativa prevista 
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980. I 
professori a contratto possono far parte delle commissioni d'esame. 
6. Le aree, con indicati i crediti tra parentesi, gli obiettivi didattici, i 
corsi integrati e le relative discipline, sono i seguenti: 
------------------------ 
(50) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 2 dicembre 1991 (Gazz. Uff. 5 
giugno 1992, n. 131). 
 





1° Anno 
I semestre: 
Area 1 - Propedeutica (crediti: 6.0). 
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei 
fenomeni biologici e le nozioni di base del nursing. 
A.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica: 
fisica medica; 
statistica medica; 
informatica generale. 
A.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica: 
chimica e propedeutica biochimica. 
A.3. Corso integrato di istologia ed anatomia: 
istologia; 
anatomia umana. 
A.4. Corso integrato di biologia e genetica: 
biologia generale; 
biologia cellulare; 
genetica generale. 
A.5. Corso integrato di infermieristica generale: 
infermieristica generale; 
infermieristica clinica I; 
teoria del nursing. 
A.6. Inglese scientifico. 
A.7. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in servizi ospedalieri ed 
extraospedalieri. 
1° Anno 
II semestre: 
Area B - Biochimica, microbiologia e fisiologia da applicarsi alle scienze 
infermieristiche (crediti: 6.0). 
Obiettivo: apprendere i principi di funzionamento biochimico-fisiologici di 
procarioti, eucarioti ed organismi; apprendere i principi di valutazione dei 
parametri relativi; approfondire le nozioni teorico-pratiche di nursing. 
B.1. Corso integrato di chimica biologica e biochimica clinica: 
clinica biologica; 
biochimica clinica; 
biologia molecolare; 
tecniche analitiche di chimica clinica. 
B.2. Corso integrato di microbiologia e microbiologia clinica: 
microbiologia; 
microbiologia clinica. 
B.3. Corso integrato di fisiologia umana: 
fisiologia umana; 
biofisica; 
scienza dell'alimentazione e principi di dietetica. 
B.4. Corso integrato di infermieristica: 
infermieristica clinica II; 
etica professionale; 
elementi di psicologia e pedagogia; 
epidemiologia. 
B.5. Attività di tirocinio guidata: da effettuarsi in servizi ospedalieri ed 
extraospedalieri. 
------------------------ 
 





2° Anno: 
Area C - Fisiopatologia, farmacologia e medicina generale e principi di nursing 
(crediti: 12.0). 
Obiettivo: apprendere i principi generali di patologia e fisiopatologia, i 
principali parametri di valutazione e le relative metodiche di analisi più 
comuni; apprendere i principi di farmacologia, sanità pubblica e medicina 
clinica in relazione alla professione infermieristica. 
I semestre: 
C.1. Corso integrato di patologia e fisiopatologia generale: 
patologia generale; 
fisiopatologia generale. 
C.2. Corso integrato di patologia clinica: 
patologia clinica; 
immunoematologia. 
C.3. Corso integrato di medicina: 
farmacologia; 
elementi di medicina interna e di terapia e dietetica. 
C.4. Corso integrato di infermieristica clinica I: 
infermieristica clinica in medicina generale; 
infermieristica clinica in chirurgia generale; 
psicologia e pedagogia applicata. 
C.5. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti ospedalieri, 
servizi ambulatoriali e territoriali. 
II semestre: 
C.6. Corso integrato di sanità pubblica: 
igiene ed educazione sanitaria; 
legislazione ed organizzazione sanitaria; 
organizzazione della professione infermieristica, aspetti giuridici e 
deontologici. 
C.7. Corso integrato di medicina materno-infantile: 
ostetricia e ginecologia I; 
puericultura e pediatria I. 
C.8. Corso integrato di infermieristica clinica II: 
infermieristica clinica in ostetricia e ginecologia; 
infermieristica clinica in puericultura e pediatria. 
C.9. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti ospedalieri, 
servizi ambulatoriali e territoriali. Si devono iniziare esperienze di tirocinio 
notturno. 
------------------------ 
 





3° Anno - indirizzo in assistenza generale: 
Area D - Infermieristica speciale (crediti: 12.0). 
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per lo svolgimento 
della professione infermieristica in reparti clinici ed ambulatoriali e per la 
successiva specializzazione settoriale. 
I semestre: 
D.1. Corso integrato di medicina clinica e d'urgenza: 
medicina interna; 
chirurgia generale; 
gerontologia e geriatria. 
D.2. Corso integrato di medicina d'urgenza e del paziente critico: 
terapia intensiva, rianimazione e pronto soccorso; 
igiene mentale e neuropsichiatria. 
D.3. Corso integrato di infermieristica clinica III: 
infermieristica clinica in medicina specialistica; 
infermieristica clinica in chirurgia specialistica. 
D.4. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi nei reparti specialistici e 
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
II semestre: 
D.5. Corso integrato di infermieristica clinica IV: 
infermieristica clinica in area critica; 
infermieristica clinica in igiene mentale. 
D.6. Corso integrato di medicina sociale: 
medicina preventiva, riabilitativa e sociale; 
legislazione sociale; 
medicina del lavoro; 
sociologia; 
metodologia della ricerca; 
storia della medicina. 
D.7. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi nei reparti specialistici e 
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
3° Anno - indirizzo in assistenza generale pediatrica: 
Area E - Infermieristica speciale pediatrica (crediti: 12.0). 
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per lo svolgimento 
della professione infermieristica in reparti clinici ed ambulatoriali pediatrici 
e per la successiva specializzazione settoriale. 
I semestre: 
E.1. Corso integrato di pediatria: 
pediatria clinica; 
pediatria preventiva e sociale. 
E.2. Corso integrato di neonatologia: 
perinatologia e puericultura; 
terapia intensiva neonatale. 
E.3. Corso integrato di infermieristica pediatrica speciale I: 
infermieristica clinica in neonatologia; 
infermieristica clinica in pediatria. 
E.4. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e 
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
II semestre: 
E.5. Corso integrato di neuropsichiatria infantile: 
neuropsichiatria infantile; 
psicologia dell'età evolutiva. 
E.6. Corso integrato di infermieristica pediatrica speciale II: 
infermieristica clinica in neuropsichiatria; 
infermieristica preventiva in ambito pediatrico. 
E.7. Corso integrato di medicina sociale: 
medicina preventiva, riabilitativa e sociale; 
legislazione sociale; 
medicina del lavoro; 
sociologia; 
metodologia della ricerca; 
storia della medicina. 
E.8. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e 
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
3° Anno - indirizzo di assistenza generale ostetrica: 
Area F - Infermieristica speciale ostetrica (crediti 12.0). 
Obiettivo: fornire le basi culturali e quelle applicative per lo svolgimento 
della professione infermieristica in reparti clinici ed ambulatoriali di 
ostetricia e ginecologia e per la successiva specializzazione settoriale. 
I semestre: 
F.1. Corso integrato di fisiopatologia ostetrica: 
fisiopatologia ostetrica; 
ginecologia. 
F.2. Corso integrato di medicina neonatale: 
patologia neonatale; 
elementi di anestesia e rianimazione neonatale. 
F.3. Corso integrato di infermieristica speciale ostetrico-ginecologica: 
infermieristica speciale ostetrica; 
infermieristica speciale ginecologica. 
F.4. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e 
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
II semestre: 
F.5. Corso integrato di psicologia e psicosomatica: 
psicosomatica della gravidanza e preparazione al parto; 
psicologia sociale. 
F.6. Corso integrato di infermieristica speciale ostetrico-ginecologica: 
infermieristica speciale ostetrica; 
metodologia del nursing. 
F.7. Corso integrato di medicina sociale: 
medicina preventiva, riabilitativa e sociale; 
legislazione sociale; 
medicina del lavoro; 
sociologia; 
metodologia della ricerca; 
storia della medicina. 
F.8. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in reparti specialistici e 
nei servizi territoriali in relazione agli indirizzi, con turni notturni ed 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
Art. 3 (Organizzazione didattica - Verifiche di profitto - Esame finale). - 1. 
La frequenza alle lezioni, ai tirocinii ed alle attività pratiche è obbligatoria 
e deve essere documentata sul libretto personale dello studente. Per essere 
ammessi all'esame finale di diploma, gli studenti debbono avere regolarmente 
frequentato i corsi, superato gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed 
effettuato, con positiva valutazione, i tirocinii prescritti. 
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono positiva 
valutazione nei tirocinii possono ripetere l'anno per non più di una volta come 
fuori corso, venendo collocati in soprannumero. 
2. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono obbligatorie 
per almeno il 75% dell'orario previsto; esse avvengono secondo delibera del 
consiglio della struttura didattica, tale da assicurare ad ogni studente un 
adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture 
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate. 
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa. 

3. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione, 
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività 
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami 
annuali e finali. 
4. Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del 
tirocinio con relativo esame finale e la discussione di una tesi, consistente in 
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il 
diploma in scienze infermieristiche, con menzione dell'indirizzo seguito. 
5. La commissione finale di esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore 
ed è composta dal presidente del corso della specifica struttura didattica o suo 
delegato, da due docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti 
nominati rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica e dal Ministro della sanità tra iscritti all'albo 
professionale degli infermieri. 
Ove i Ministri interessati non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio 
di ciascun anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, 
provvede il rettore, sentito il senato accademico. 
6. La commissione per l'esame finale di diploma è nominata dal rettore in base 
alla vigente normativa. 
7. Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche 
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e 
chirurgia. 
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito 
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità 
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli 
studi per il conseguimento del diploma di laurea. 
Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare 
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la 
formazione per accedere al corso di laurea. I corsi di diploma universitario e 
quelli di laurea, ove abbiano denominazione uguale o simile, permettono il 
passaggio dall'uno all'altro mediante una normativa generale di passaggio, 
approvata dal consiglio di facoltà, tenuto conto in particolare degli studenti 
fuori corso riguardo alla possibilità di iscrizione anche in soprannumero 
rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto. 
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Tabella XL (51) 
Corso di laurea in scienze della comunicazione 
Art. 1 (Durata e articolazione del corso di laurea). - Titolo di ammissione al 
corso di laurea in scienze della comunicazione è quello previsto dalle leggi 
vigenti per gli studi universitari. 
La durata del corso di laurea è di cinque anni. 
Il corso degli studi si struttura in un biennio formativo di base e in un 
successivo triennio, articolato in due indirizzi, destinati ad offrire una 
preparazione professionale in uno specifico settore. 
L'attività didattica complessiva ammonta a 1550 ore, comprensive di lezioni, 
esercitazioni, seminari, prove di valutazione. 
Gli indirizzi sono i seguenti: 
A) Comunicazioni di massa. 
B) Comunicazione istituzionale e d'impresa. 
L'attivazione e l'eventuale disattivazione degli indirizzi sono disposte, su 
proposta del consiglio di corso di laurea, dal consiglio di facoltà. 
Art. 2 (Biennio di formazione di base). - Nel corso del primo biennio il piano 
degli studi consiste di dieci insegnamenti per un impegno didattico di 700 ore, 
scelti entro le seguenti aree disciplinari: 
1) Area scientifico-tecnologica: 
informatica generale; 
sistemi e tecnologie della comunicazione. 
2) Area comunicativa: 
sociologia della comunicazione; 
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa. 
3) Area economica: 
economia politica; 
politica economica; 
economia pubblica. 
4) Area sociologica: 
sociologia. 
5) Area semiologica: 
semiotica. 
6) Area linguistica: 
linguistica generale; 
sociolinguistica. 
7) Area psicologica: 
psicologia dei processi cognitivi; 
psicolinguistica. 
8) Area giuridica: 
diritto pubblico; 
diritto privato. 
9) Area storica: 
storia economica e sociale dell'età contemporanea; 
storia contemporanea. 
Le prime nove discipline saranno scelte dalla facoltà entro le aree (con non più 
di un insegnamento per ciascuna area), mentre le decima disciplina sarà scelta 
tra gli insegnamenti non sostenuti nelle aree 1 e 2. 
Le facoltà potranno sostituire gli insegnamenti indicati nelle aree con altri 
strettamente affini, con identiche finalità ed analogo contenuto culturale e 
comunque entro lo stesso raggruppamento concorsuale. 
Entro il biennio di formazione di base o al massimo entro il terzo anno, lo 
studente dovrà sostenere inoltre: 
due prove scritte di composizione o elaborazione di testi con l'uso di un 
programma di elaborazione testi, una in lingua italiana e l'altra in lingua 
inglese; 
un colloquio diretto ad accertare la conoscenza della lingua inglese. 
Ai fini della preparazione a queste prove la struttura didattica competente 
organizza appositi corsi, avvalendosi del centro linguistico interfacoltà, ove 
istituito, o di altre strutture idonee. 
Art. 3 (Triennio di indirizzo). - Per essere ammesso agli esami di profitto del 
triennio lo studente deve aver superato tutti gli esami obbligatori del biennio 
propedeutico. 
Le due prove scritte di lingua e il colloquio di conoscenza della lingua inglese 
possono essere superati anche entro il terzo anno. 
La scelta dell'indirizzo da seguire avviene all'atto dell'iscrizione al terzo 
anno, e può essere successivamente modificata. 
Ogni indirizzo comporta tre insegnamenti fondamentali comuni, sette insegnamenti 
costitutivi dell'indirizzo e quattro insegnamenti opzionali, da scegliere tra 
quelli indicati al successivo art. 5, per un'attività didattica complessiva di 
850 ore. 
Insegnamenti fondamentali comuni del terzo anno: 
1) Un insegnamento a scelta tra: 
retorica e stilistica; 
lingua straniera moderna; 
grammatica italiana; 
storia della lingua italiana. 
2) Un insegnamento a scelta tra: 
comunicazione visiva; 
iconologia e iconografia; 
semiologia del cinema e degli audiovisivi; 
disegno industriale. 
3) Un insegnamento a scelta tra: 
antropologia culturale; 
psicologia sociale; 
scienza della politica; 
sociologia dei processi culturali. 
I sette insegnamenti costitutivi di ogni indirizzo sono scelti entro i seguenti 
elenchi di nove insegnamenti: 
Indirizzo di comunicazioni di massa. 
Insegnamenti costitutivi: 
1) diritto dell'informazione e della comunicazione; 
2) teorie e tecniche del linguaggio cinematografico; 
3) teorie e tecniche del linguaggio giornalistico; 
4) teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo; 
5) storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali; 
6) economia e organizzazione delle imprese editoriali; 
7) storia delle relazioni internazionali; 
8) metodologia e tecnica della ricerca sociale; 
9) teorie e tecniche dei nuovi media. 
Indirizzo in comunicazione istituzionale e d'impresa. 
Insegnamenti costitutivi: 
1) diritto dell'economia; 
2) economia aziendale o organizzazione aziendale; 
3) marketing; 
4) scienza dell'opinione pubblica o istituzioni politiche e gruppi di pressione; 

5) metodologia e tecnica della ricerca sociale; 
6) teorie e tecniche della comunicazione pubblica; 
7) teorie e tecniche della promozione di immagine; 
8) tecniche della comunicazione pubblicitaria; 
9) storia dell'industria o storia economica contemporanea. 
Art. 4 (Manifesto degli studi). - All'atto della predisposizione del manifesto 
annuale degli studi, il consiglio di facoltà, su proposta del consiglio di corso 
di laurea, definisce il piano di studi ufficiale del corso di laurea, in 
applicazione di quanto disposto al secondo comma dell'art. 11 della legge n. 
341/90. 
Art. 5 (Insegnamenti opzionali comuni a tutti gli indirizzi del triennio): 
comunicazione politica; 
diritto all'informazione; 
diritto della persona; 
diritto d'autore; 
economia dei media; 
economia della cultura; 
elementi di musica elettronica; 
epistemologia; 
estetica; 
filosofia del linguaggio; 
filosofia della scienza; 
formazione e gestione delle risorse umane; 
informatica applicata; 
interazione uomo-macchina; 
letterature comparate; 
linguistica computazionale; 
logica; 
logica dei linguaggi naturali; 
storia della scienza e della tecnica; 
storia del pensiero politico contemporaneo; 
relazioni internazionali; 
logica matematica; 
politica sociale; 
psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni; 
scienze cognitive; 
semiologia della musica; 
semiologia delle arti; 
semiotica del testo; 
sistemi esperti e intelligenza artificiale; 
sistemi grafici; 
sociologia dei processi di socializzazione; 
sociologia dell'organizzazione; 
sociologia delle comunicazioni di massa; 
sociologia politica; 
storia del cinema; 
storia del pensiero scientifico; 
storia del teatro; 
storia dell'arte; 
storia dell'arte contemporanea; 
storia della filosofia; 
storia della letteratura italiana moderna e contemporanea; 
storia della musica; 
storia della scienza; 
tecnologie dell'educazione; 
teoria dell'informazione; 
teorie della traduzione. 
Possono essere inoltre scelte come complementari anche le discipline 
fondamentali non scelte come tali e le discipline costitutive degli indirizzi 
diversi da quello scelto. 
Art. 6 (Esame di laurea). - Per essere ammesso all'esame di laurea lo studente 
deve aver superato gli esami relativi ai dieci insegnamenti del biennio di 
formazione di base e ai quattordici insegnamenti del triennio di indirizzo, di 
cui quattro scelti nell'elenco dei complementari. 
L'esame di laurea consisterà nella discussione di una tesi di laurea nell'ambito 
dell'indirizzo prescelto (incluse le discipline fondamentali pertinenti 
all'indirizzo). 
Art. 7 (Raccordo con il diploma). - Lo studente del corso di laurea in scienze 
della comunicazione che abbia concluso il biennio propedeutico è ammesso al 
terzo anno del corso di diploma in giornalismo e tecnica pubblicitaria, con il 
riconoscimento degli esami sostenuti negli insegnamenti obbligatori comuni 
nonché delle prove scritte di lingua e del colloquio di conoscenza della lingua 
inglese, e con l'obbligo di integrare il piano di studi con gli insegnamenti 
obbligatori non seguiti. 
------------------------ 
(51) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15 
giugno 1992, n. 139). 
 





Allegato 2 
Tabella XL-bis (52) 
Diplomi Universitari in giornalismo e in tecnica pubblicitaria 
Art. 1. - Sono istituiti i corsi di diploma universitario in giornalismo e 
tecnica pubblicitaria. 
I corsi di studio hanno durata triennale. 
L'iscrizione ai corsi è regolata in conformità alle leggi di accesso agli studi 
universitari. 
Il numero degli studenti iscritti - e la loro eventuale selezione - è 
determinato dal senato accademico, sentito il consiglio di facoltà competente, 
in base ai criteri generali fissati dal Ministro dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica; a tal fine il Ministro, per il diploma universitario 
in giornalismo, acquisisce il parere dell'Ordine nazionale dei giornalisti per 
la determinazione di cui all'art. 9, comma 4, della legge n. 341/90. 
Al compimento degli studi viene conseguito il titolo di diplomato in ". . .", 
con la specificazione del diploma universitario seguito. 
Art. 2 (Articolazione del corso degli studi). Il corso degli studi è articolato 
in un primo biennio, inteso a fornire una preparazione di base e in un anno 
conclusivo di carattere specificamente professionale. 
L'attività didattica complessiva ammonta ad almeno ottocentocinquanta ore, 
comprensive di lezioni, esercitazioni, seminari, ecc. 
Diploma universitario in giornalismo 
Art. 3 (Biennio di formazione di base). - Nel corso del primo biennio, il piano 
degli studi deve prevedere almeno otto insegnamenti, per un impegno didattico di 
almeno cinquecento ore che rientrino nelle seguenti aree disciplinari: 
1) Area comunicativa: 
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa. 
2) Area scientifico-tecnologica: 
informatica generale; 
sistemi e tecnologie della comunicazione. 
3) Area giuridica: 
diritto pubblico; 
diritto privato. 
4) Area economica: 
economia politica; 
politica economica. 
5) Area psicologica: 
psicologia dei processi cognitivi; 
psicologia sociale. 
6) Area sociologica: 
sociologia. 
7) Area storica: 
storia contemporanea; 
storia economica e sociale dell'età contemporanea. 
8) Area linguistico-comunicativa: 
sociolinguistica; 
sociologia della comunicazione. 
Gli otto insegnamenti devono essere scelti nelle suddette aree disciplinari, 
ciascuna delle quali deve essere presente, nel piano degli studi, con almeno un 
insegnamento. 
Le facoltà potranno sostituire gli insegnamenti indicati nelle aree con altri 
strettamente affini, con identiche finalità ed analogo contenuto culturale e 
comunque entro lo stesso raggruppamento concorsuale. 
Entro il biennio lo studente deve inoltre sostenere due prove scritte di 
composizione o elaborazione testi, con l'uso di un programma di elaborazione 
testi, l'una in lingua italiana e l'altra in lingua inglese, nonché un colloquio 
diretto ad accertare la conoscenza della lingua inglese. 
Ai fini della preparazione a queste prove, la struttura didattica competente 
organizza appositi corsi, avvalendosi - per la lingua inglese - del centro 
linguistico interfacoltà, o di altre strutture idonee. 
Art. 4 (Anno professionale). - Per sostenere gli esami del terzo anno lo 
studente deve aver superato tutti gli esami, le prove e il colloquio del biennio 
precedente. 
Il terzo anno comprende sei insegnamenti per un'attività didattica di almeno 
trecentocinquanta ore; di questi, quattro insegnamenti sono obbligatori e devono 
essere scelti nel seguente elenco: 
1) diritto dell'informazione e della comunicazione - diritto e deontologia delle 
professioni comunicative; 
2) storia del giornalismo - storia del giornalismo e delle comunicazioni 
sociali; 
3) teorie e tecniche del linguaggio giornalistico; 
4) teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo. 
Lo studente, deve inoltre seguire i seminari specialistici con esperti, 
organizzati dalla struttura didattica competente che ne stabilisce le modalità 
di svolgimento, la durata e le forme di controllo. 
Gli altri due insegnamenti sono scelti tra quelli attivati entro il seguente 
elenco: 
1) geografia umana; 
2) statistica sociale; 
3) storia delle relazioni internazionali; 
4) retorica e statistica; 
5) semiotica; 
6) storia della scienza; 
7) storia della scienza e della tecnica; 
8) tecniche dell'intervista; 
9) sociologia delle comunicazioni di massa; 
10) sociologia delle relazioni internazionali; 
11) estetica; 
12) letterature comparate. 
Art. 5 (Pratica giornalistica). - Nel corso del triennio lo studente deve 
compiere per un periodo di dodici mesi anche non consecutivi, pratica 
giornalistica presso un organo di informazione quotidiano o periodico, scritto, 
parlato o visivo, o presso un'agenzia di stampa di informazione generale o 
un'agenzia di produzione di servizi giornalistici che svolgano attività 
giornalistica continuativa da almeno cinque anni, e comunque previa stipula di 
specifiche convenzioni. 
Art. 6 (Esame di diploma). - Per il conseguimento del diploma, lo studente dovrà 
sostenere uno specifico "esame finale di diploma", consistente in un colloquio 
interdisciplinare sul contenuto degli insegnamenti e dei seminari dell'anno 
conclusivo, integrato dalla presentazione e discussione di un testo 
giornalistico. 
Per essere ammesso all'esame di diploma, lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami negli otto insegnamenti obbligatori del primo biennio e nei 
quattro insegnamenti dell'anno conclusivo, nonché in due insegnamenti opzionali, 
e deve inoltre aver superato le due prove scritte di lingua e il colloquio di 
conoscenza della lingua inglese; infine, deve presentare una dichiarazione del 
direttore responsabile del quotidiano o periodico o dell'agenzia presso cui ha 
svolto la propria pratica professionale, attestante il compimento della medesima 
e le mansioni affidategli nel corso di essa. 
Art. 7 (Raccordo con i corsi di laurea e diplomi affini). - Il diplomato in 
giornalismo può essere iscritto al terzo anno del corso di laurea in scienze 
della comunicazione, con il riconoscimento da parte della struttura didattica 
competente degli esami sostenuti negli insegnamenti obbligatori - purché con 
identica denominazione o strettamente affini - del biennio propedeutico e 
dell'indirizzo scelto e di altri due esami, in luogo di altrettanti insegnamenti 
opzionali, nonché delle prove scritte di lingua e del colloquio di conoscenza 
della lingua inglese. 
Diploma universitario in tecnica pubblicitaria 
Art. 8 (Biennio di formazione di base). - Nel corso del primo biennio, il piano 
degli studi deve prevedere almeno otto insegnamenti, per un impegno didattico di 
almeno cinquecento ore che rientrino nelle seguenti aree disciplinari: 
1) Area comunicativa: 
teoria e tecniche delle comunicazioni di massa. 
2) Area giuridica: 
diritto pubblico dell'informazione e della 
comunicazione. 
3) Area economica: 
economia politica; 
economia aziendale. 
4) Area psicologica: 
psicologia dei processi cognitivi; 
psicologia sociale. 
5) Area sociologica: 
sociologia; 
sociologia economica. 
6) Area metodologica: 
metodologia e tecnica della ricerca sociale; 
statistica. 
7) Area retorico-semiologica: 
semiotica; 
retorica e stilistica. 
I primi sette insegnamenti devono essere scelti nelle suddette aree 
disciplinari, ciascuna delle quali deve essere presente, nel piano degli studi, 
con almeno un insegnamento. 
L'ultimo insegnamento sarà scelto dalla facoltà entro le suddette aree. 
Le facoltà potranno sostituire gli insegnamenti indicati nelle aree con altri 
strettamente affini, con identiche finalità ed analogo contenuto culturale e 
comunque entro lo stesso raggruppamento concorsuale. 
Entro il biennio lo studente deve inoltre sostenere due prove scritte di 
composizione o elaborazione testi, con l'uso di un programma di elaborazione 
dati, l'una in lingua italiana e l'altra in lingua inglese, nonché un colloquio 
diretto ad accertare la conoscenza della lingua inglese. 
Ai fini della preparazione a queste prove, la struttura didattica competente 
organizza appositi corsi, avvalendosi - per la lingua inglese - del centro 
linguistico interfacoltà, o di altre strutture adeguate. 
Art. 9 (Anno professionale). - Per sostenere gli esami del terzo anno lo 
studente deve aver superato tutti gli esami, le prove e il colloquio del biennio 
precedente. 
Il terzo anno comprende sei insegnamenti per un'attività didattica di almeno 
trecentocinquanta ore; di questi, quattro insegnamenti sono obbligatori e devono 
essere scelti nel seguente elenco: 
1) economia e tecnica della pubblicità; 
2) strumenti e strategie della comunicazione d'impresa - teorie e tecniche della 
promozione di immagine; 
3) tecniche della comunicazione pubblicitaria; 
4) informatica generale o informatica applicata. 
Lo studente deve inoltre seguire i seminari specialistici con esperti, 
organizzati dalla struttura didattica competente che ne stabilisce le modalità 
di svolgimento, la durata e le forme di controllo. 
Gli altri due insegnamenti sono scelti dallo studente tra quelli attivati entro 
il seguente elenco, eventualmente integrato secondo le procedure di cui all'art. 
11, comma 1, della legge n. 341/90: 
1) disegno industriale; 
2) marketing; 
3) psicolinguistica; 
4) psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni; 
5) sociolinguistica; 
6) sociologia della comunicazione; 
7) tecnica della comunicazione visiva; 
8) teorie e tecniche della comunicazione pubblica; 
9) statistica sociale; 
10) teorie e tecniche della promozione di immagine; 
11) estetica. 
Art. 10 (Formazione professionale). - Nel corso del terzo anno lo studente deve 
seguire, per un periodo di almeno quattro mesi, uno stage di formazione 
professionale organizzato anche sulla base di intese o di convenzioni fra 
l'Università e un ente o istituzione pubblici o privati, che ne certifichi 
l'esito. 
Art. 11 (Esame di diploma). - Per il conseguimento del diploma, lo studente 
dovrà sostenere uno specifico esame finale consistente in un colloquio 
interdisciplinare sul contenuto degli insegnamenti e dei laboratori dell'anno 
conclusivo, integrato dalla presentazione e discussione di un progetto 
pubblicitario. 
Per essere ammesso all'esame di diploma, lo studente deve aver seguito i corsi e 
superato gli esami negli otto insegnamenti obbligatori del primo biennio e nei 
quattro insegnamenti obbligatori dell'anno conclusivo, nonché in due 
insegnamenti opzionali, e deve inoltre aver superato le due prove scritte di 
lingua e il colloquio di conoscenza della lingua inglese; infine, deve aver 
frequentato con esito positivo lo stage di formazione professionale. 
Art. 12 (Raccordo con il corso di laurea in scienze della comunicazione). - Il 
diplomato in tecnica pubblicitaria può essere iscritto al terzo anno del corso 
di laurea in scienze della comunicazione, con il riconoscimento da parte della 
struttura didattica competente degli esami sostenuti negli insegnamenti 
obbligatori del biennio propedeutico e dell'indirizzo scelto, purché di uguale 
denominazione o strettamente affine, e di altri due esami, in luogo di 
altrettanti insegnamenti opzionali, nonché delle prove scritte di lingua e del 
colloquio di conoscenza della lingua inglese. 
------------------------ 
(52) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 31 ottobre 1991 (Gazz. Uff. 15 
giugno 1992, n. 139). 
 





Tabella XLI (53) 
Corso di diploma universitario di terapista della riabilitazione 
Art. 1. (Finalità, organizzazione generale, norme di accesso). - 1. Presso la 
facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di diploma 
universitario di terapista della riabilitazione, articolato nei seguenti 
indirizzi: 
a) neurologico; 
b) ortopedico e medicina fisica e riabilitazione. 
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori 
con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere le funzioni di 
terapista della riabilitazione. Il corso si conclude con il rilascio del diploma 
universitario di terapista della riabilitazione, con menzione dell'indirizzo 
seguito. 
3. In relazione alla normativa comunitaria e con l'osservanza delle relative 
specifiche norme, le università potranno istituire corsi di perfezionamento, ai 
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/82, riservati ai 
possessori del diploma universitario di terapista della riabilitazione e 
finalizzati alla ulteriore qualificazione degli stessi per quanto riguarda le 
funzioni specialistiche e di coordinamento delle funzioni. 
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di 
precedente frequenza di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o 
all'estero, per corsi di laurea o di diploma con contenuti teorici e pratici 
ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 11 della 
legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei crediti è 
adottata dal consiglio della struttura didattica. Il consiglio della struttura 
didattica con propria delibera riconosce altresì, anche parzialmente, gli studi 
compiuti in scuole italiane o straniere di livello universitario, con titolo di 
accesso analogo a quello del diploma universitario. 
5. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli 
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il 
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro 
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9, 
quarto comma, della legge n. 341/90. 
Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati 
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale. 

Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili, 
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati, 
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a 
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili ed alla valutazione del voto 
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio 
complessivo. 
Il consiglio di facoltà approva con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla 
data della prova gli argomenti sui quali verrà effettuata la prova scritta. 
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in 
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre 
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto 
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso. 
6. L'indirizzo è scelto dallo studente entro la fine del secondo anno di corso. 
Coloro che siano in possesso del titolo di un indirizzo di diploma universitario 
possono iscriversi al secondo semestre del terzo anno di corso, in soprannumero 
per non oltre il 15% dei posti disponibili, al fine del conseguimento del titolo 
relativo ad altro indirizzo. 
Art. 2. (Ordinamento didattico). - 1. Il corso di diploma prevede 4.000 ore di 
insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio. 
Esso comprende aree, corsi integrati e discipline ed è organizzato in cicli 
convenzionali (semestri); ogni semestre comprende ore di insegnamento e di 
attività pratiche e di studio guidate (primo anno 600 ore, secondo anno 600 ore, 
terzo anno 400 ore), il cui peso relativo è definito in modo convenzionale 
(credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio 
guidate comprendono almeno il 50% delle ore previste per ciascun anno. 
Il tirocinio professionale è svolto per 600 ore nel primo anno (300 per 
semestre), 800 ore nel secondo anno (400 per semestre), e 1000 ore nel terzo 
anno (500 per semestre). Lo studente deve seguire altresì attività complementari 
che assicurino sotto l'aspetto professionale, compreso l'orario complessivo, il 
rispetto della normativa comunitaria. 
2. Le attività didattiche sono ordinate in aree formative, che definiscono gli 
obiettivi didattici intermedi, in corsi integrati, che definiscono 
l'articolazione dell'insegnamento nei diversi semestri e corrispondono agli 
esami che debbono essere sostenuti, in discipline che indicano le competenze 
scientifico-professionali dei docenti nei singoli corsi integrati. 
Sono attivate, come discipline integrate nei corsi previsti dall'ordinamento, 
ulteriori discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di 
professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai 
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una e 
all'altra fascia. Le discipline non danno luogo a verifiche di profitto 
autonome. 
3. Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio 
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente, a 
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si 
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare. 
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai 
singoli corsi integrati può essere utilizzato anche per approfondimenti 
nell'area ove viene preparata la tesi di diploma. 
Lo studente è tenuto altresì a frequentare un corso di inglese scientifico, con 
lo scopo di acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica. 
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi 
scientifici, sarà effettuato al primo anno. 
4. Lo studente deve sostenere in ciascun semestre gli esami per i corsi 
integrati compresi nell'ordinamento. 
Non si possono sostenere gli esami di un anno se non sono stati sostenuti tutti 
gli esami dell'anno precedente, né ci si può iscrivere all'anno successivo se 
non sono stati sostenuti entro la sessione autunnale tutti gli esami dell'anno 
precedente, tranne due, e superato i tirocini. 
Gli esami sono sostenuti di norma al termine di ciascun semestre, 
rispettivamente nel mese di febbraio e nei mesi di giugno e luglio. 
Sessioni di recupero sono previste, una nel mese di settembre (appello 
autunnale) ed una straordinaria (appello invernale) da prevedere in periodi di 
interruzione delle lezioni, a gennaio-febbraio. Nella sessione straordinaria non 
possono essere sostenuti più di due esami. 
5. Per le attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico connesse a 
specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti a 
contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti o attività professionale 
svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle materie che formano 
oggetto dell'insegnamento. In tal caso si applica la normativa prevista 
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/80. I professori 
a contratto possono far parte delle commissioni d'esame. 
6. Le aree, con indicati i crediti tra parentesi, gli obiettivi didattici, i 
corsi integrati e le relative discipline, sono le seguenti: 
I Anno - I semestre: 
Area A: Propedeutica (crediti 6). 
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei 
fenomeni biologici e le nozioni di base propedeutiche alle conoscenze dei mezzi 
fisici utilizzati nella riabilitazione medica, nonché introdurre l'allievo 
all'interno dei concetti base della riabilitazione. 
A.1. Corso integrato di fisica, statistica ed informatica: 
fisica medica; 
biofisica; 
statistica medica; 
informatica generale. 
A.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica: 
chimica e propedeutica biochimica. 
A.3. Corso integrato di istologia ed anatomia: 
istologia; 
anatomia umana; 
neuroanatomia. 
A.4. Corso integrato di biologia e genetica: 
biologia generale; 
biologia cellulare; 
genetica generale. 
A.5. Corso integrato di infermieristica generale e riabilitazione: 
infermieristica generale; 
riabilitazione generale; 
teoria del nursing (assistenza e sussidi domiciliari). 
A.6. Corso integrato di medicina fisica e riabilitazione: 
riabilitazione generale. 
A.7. Inglese scientifico. 
A.8. Attività tutoriale e di tirocinio guidato: attività da svolgersi in servizi 
ospedalieri di recupero e rieducazione funzionale. 
I Anno - II semestre: 
Area B: Funzioni del corpo umano e riabilitazione generale (crediti 6). 
Obiettivo: lo studente deve apprendere i principi del funzionamento 
dell'organismo umano e delle basi scientifiche dell'attività motoria e del 
comportamento, nonché i principi di fisiopatologia applicati alla 
riabilitazione. 
B.1. Corso integrato di biochimica e fisiologia umana: 
chimica biologica; 
fisiologia umana; 
neurofisiologia. 
B.2. Corso integrato di patologia e fisiopatologia generale: 
patologia generale; 
fisiopatologia generale. 
B.3. Corso integrato di cinesiologia: 
anatomo-fisiologia dell'apparato locomotore; 
cinesiologia generale; 
cinesiologia speciale. 
B.4. Corso integrato di psicologia: 
psicologia generale; 
psicologia dell'età evolutiva; 
psicometria. 
B.5. Attività tutoriali e di tirocinio pratico: da svolgersi in strutture 
ospedaliere di recupero e rieducazione funzionale relativamente ai corsi 
integrati del semestre. 
II Anno - I semestre: 
Area C: Principi della riabilitazione e propedeutica alla riabilitazione motoria 
(crediti 6). 
Obiettivi: lo studente deve apprendere i fondamenti teorici ed applicativi, 
relativamente alle modalità generali dell'approccio alle menomazioni, disabilità 
ed handicap, nonché degli interventi riabilitativi di base. 
C.1. Corso integrato: metodologia generale della medicina fisica e 
riabilitativa: 
chinesiterapia generale; 
massoterapia; 
terapia fisica strumentale. 
C.2. Corso integrato di pediatria: 
neonatologia; 
patologia pediatrica. 
C.3. Corso integrato di psichiatria: 
psichiatria generale; 
neuropsichiatria infantile. 
C.4. Corso integrato di neuropsicologia e neurolinguistica: 
neuropsicologia; 
neurolinguistica. 
C.5. Attività tutoriali e di tirocinio pratico guidato: da effettuarsi presso 
strutture sanitarie ospedaliere ed extra-ospedaliere. 
II Anno - II semestre: 
Area D: Medicina interna e specialità mediche, neurologia e disabilità delle 
funzioni viscerali (crediti 6). 
Obiettivi: acquisizione delle conoscenze e degli esiti delle disabilità motorie, 
della comunicazione e viscerali, di tecniche specifiche di riabilitazione e di 
principi di medicina generale orientati alle disabilità viscerali neurocorrelate 
e di specifiche funzioni, nonché alla gestione generale e medica del disabile. 
D.1. Corso integrato di neurologia: 
neurologia; 
neurofisiopatologia; 
neurotraumatologia. 
D.2. Corso integrato di medicina generale e specialistica: 
medicina interna ad indirizzo specialistico; 
pneumologia; 
cardiologia; 
geriatria; 
oncologia; 
nefrologia; 
reumatologia. 
D.3. Corso integrato di patologia dell'apparato locomotore: 
ortopedia; 
traumatologia; 
patologia articolare. 
D.4. Tirocinio pratico guidato: da svolgersi presso strutture ospedaliere ed 
extraospedaliere di recupero e rieducazione funzionale. 
III Anno - I semestre: 
Area E: Metodi e tecniche della riabilitazione (crediti 4). 
Obiettivi: lo studente deve acquisire le conoscenze teoriche dei principi di 
riabilitazione speciale di base, nonché apprendere le rispettive metodiche 
applicative. 
E.1. Corso integrato di metodologia e tecniche della riabilitazione motoria e 
fisioterapia strumentale: 
cinesiologia speciale; 
cinesiterapia speciale; 
fisioterapia speciale; 
terapia occupazionale generale; 
protesiologia ed ortesiologia; 
massoterapia speciale. 
E.2. Corso integrato di riabilitazione delle disabilità viscerali: 
patologia e tecniche di riabilitazione speciali; 
riabilitazione respiratoria; 
riabilitazione uro-ginecologica; 
riabilitazione oncologica; 
riabilitazione dell'ustionato; 
riabilitazione delle funzioni viscerali. 
E.3. Tirocinio pratico: da svolgersi presso strutture specialistiche ospedaliere 
ed extraospedaliere di recupero e rieducazione funzionale. 
Indirizzo neurologico 
III Anno - II semestre: 
Area F: Metodi e tecniche della riabilitazione neurologica e neuromotoria 
(crediti 4). 
Obiettivi: lo studente deve acquisire le conoscenze e le tecniche di 
riabilitazione specifiche anche speciali nell'ambito delle menomazioni e 
disabilità di natura neurologica. 
F.1. Corso integrato di metodi e tecniche della riabilitazione neuromotoria: 
tecniche di riabilitazione neuromotoria; 
tecniche di riabilitazione neuromotoria speciale. 
F.2. Corso integrato di neuropsicologia: 
psicologia dell'età evolutiva; 
patologia della psicomotricità. 
F.3. Corso integrato di neuropsichiatria infantile: 
neurologia pediatrica; 
neuropsichiatria infantile. 
F.4. Tirocinio pratico: da svolgersi presso strutture specialistiche ospedaliere 
ed extraospedaliere. 
Indirizzo in ortopedia e medicina fisica e riabilitazione 
III Anno - II semestre: 
Area G: Metodi e tecniche della riabilitazione ortopedico-reumatologica (crediti 
4). 
Obiettivi: acquisizione delle conoscenze delle disabilità osteoartromuscolari e 
di tecniche specifiche della riabilitazione in ambito ortopedico. 
G.1. Corso integrato di metodologia e tecniche della riabilitazione 
dell'appartato locomotore: 
tecniche di riabilitazione speciale; 
cinesiterapia strumentale; 
idrocinesiterapia; 
balnoterapia; 
terapia occupazionale speciale. 
G.2. Corso integrato di metodologia e tecniche della riabilitazione 
dell'apparato locomotore nell'età evolutiva: 
tecniche di riabilitazione speciale; 
cinesiterapia strumentale; 
idrocinesiterapia; 
balnoterapia; 
terapia occupazionale speciale. 
G.3. Attività tutoriali e tirocinio pratico: da svolgersi presso strutture 
specialistiche ospedaliere ed extra-ospedaliere di recupero e rieducazione 
funzionale. 
Art. 3. (Organizzazione didattica - Verifiche di profitto - Esame finale). - 1. 
La frequenza alle lezioni, ai tirocini ed alle attività pratiche è obbligatoria 
e deve essere documentata sul libretto personale dello studente. Per essere 
ammessi all'esame finale di diploma, gli studenti debbono avere regolarmente 
frequentato i corsi, superato gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed 
effettuato, con positiva valutazione, i tirocini prescritti. 
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono positiva 
valutazione nei tirocini possono ripetere l'anno per non più di una volta come 
fuori corso, venendo collocati in soprannumero. 
2. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono obbligatorie 
per almeno il 70% dell'orario previsto; esse avvengono secondo delibera del 
consiglio della struttura didattica, tale da assicurare ad ogni studente un 
adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture 
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate. 
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa. 

3. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione, 
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività 
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami 
annuali e finali. 
4. Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del 
tirocinio con relativo esame finale e la discussione di una tesi, consistente in 
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il 
diploma in terapista della riabilitazione, con menzione dell'indirizzo seguito. 
5. La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore ed 
è composta dal presidente del corso della specifica struttura didattica o suo 
delegato, da due docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti 
nominati rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica e dal Ministro della sanità tra iscritti all'albo 
professionale. 
Ove i Ministri interessati non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio 
di ciascun anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, 
provvede il rettore, sentito il senato accademico. 
6. La commissione finale per l'esame di diploma è nominata dal rettore in base 
alla vigente normativa. 
7. Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche 
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e 
chirurgia. 
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito 
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità 
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli 
studi per il conseguimento del diploma di laurea. 
Il consiglio della struttura didattica con propria delibera riconosce altresì, 
anche parzialmente, gli studi compiuti in scuole italiane o straniere di livello 
universitario, con titolo di accesso analogo a quello del diploma universitario. 

Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare 
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la 
formazione per accedere al corso di laurea. 
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea, ove abbiano denominazione 
uguale o simile, permettono il passaggio dall'uno all'altro mediante una 
normativa generale di passaggio, approvata dal consiglio di facoltà, tenuto 
conto in particolare degli studenti fuori corso riguardo alla possibilità di 
iscrizione anche in soprannumero rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto. 
------------------------ 
(53) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 31 marzo 1992 (Gazz. Uff. 2 
ottobre 1992, n. 232). 
 





Tabella XLI-bis (54) 
Corso di diploma universitario in logopedia 
Art. 1. (Finalità, organizzazione generale, norme di accesso). - 1. Presso la 
facoltà di medicina e chirurgia può essere istituito il corso di diploma 
universitario in logopedia. 
2. Il corso di diploma, di durata triennale, ha lo scopo di formare operatori 
con conoscenze scientifiche e tecniche necessarie a svolgere le funzioni di 
logopedista e di riabilitazione del linguaggio. 
Il corso si conclude con il rilascio del diploma universitario in logopedia. 
3. In relazione alla normativa comunitaria e con l'osservanza delle relative 
specifiche norme, le università potranno istituire corsi di perfezionamento, ai 
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162/1982, riservati ai 
possessori del diploma universitario per logopedisti e finalizzati alla 
ulteriore qualificazione degli stessi per quanto riguarda le funzioni 
specialistiche. 
4. Il corso di diploma non è suscettibile di abbreviazioni, eccetto il caso di 
precedente frequenza di studi di livello universitario, sostenuti in Italia o 
all'estero, per corsi di laurea o di diploma con contenuti teorici e pratici 
ritenuti equivalenti ed utilizzabili come crediti, ai sensi dell'art. 11 della 
legge 19 novembre 1990, n. 341. La delibera di riconoscimento dei crediti è 
adottata dal consiglio della struttura didattica. Il consiglio della struttura 
didattica con propria delibera può riconoscere altresì, anche parzialmente, gli 
studi compiuti in scuole italiane o straniere di livello universitario, con 
titolo di accesso analogo a quello del diploma universitario. 
5. In base alle strutture ed attrezzature disponibili, il numero degli 
iscrivibili al corso di diploma è stabilito dal senato accademico, sentito il 
consiglio di facoltà, in base ai criteri generali fissati dal Ministro 
dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell'art. 9, 
comma 4, della legge n. 341/1990. 
Sono ammessi alle prove per ottenere l'iscrizione al primo anno i diplomati 
degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale. 

Qualora il numero degli aspiranti sia superiore a quello dei posti disponibili, 
l'accesso al primo anno del corso di diploma, nei limiti dei posti determinati, 
è subordinato al superamento di un esame mediante prova scritta con domande a 
risposta multipla per il 70% dei punti disponibili ed alla valutazione del voto 
del diploma di scuola secondaria superiore in misura pari al 30% del punteggio 
complessivo. 
Il consiglio di facoltà approva con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla 
data della prova gli argomenti sui quali verrà effettuata la prova scritta. 
Sono esentati dal sostenere l'esame e sono collocati prioritariamente in 
graduatoria coloro che siano stati immatricolati, successivamente al 1° novembre 
1988, al corso di laurea in medicina e chirurgia e che abbiano sostenuto 
positivamente almeno tre esami del primo anno di corso. 
------------------------ 
(54) Tabella aggiunta dall'articolo unico, D.M. 1° aprile 1992 (Gazz. Uff. 17 
settembre 1992, n. 219). 
 





Art. 2. (Ordinamento didattico). - 1. Il corso di diploma prevede 4.000 ore di 
insegnamento e di attività pratiche e di studio guidate, nonché di tirocinio. 
Esso comprende aree, corsi integrati e discipline ed è organizzato in cicli 
convenzionali (semestri); ogni semestre comprende ore di insegnamento e di 
attività pratiche e di studio guidate (primo anno 500 ore, secondo anno 500 ore, 
terzo anno 400 ore), il cui peso relativo è definito in modo convenzionale 
(credito, corrispondente mediamente a 50 ore). Le attività pratiche e di studio 
guidate comprendono almeno il 50% delle ore previste per ciascuno anno. 
Il tirocinio professionale è svolto per 700 ore nel primo anno (350 per 
semestre), 900 ore nel secondo anno (450 per semestre), 1.000 ore nel terzo anno 
(500 per semestre). Lo studente deve seguire altresì attività complementari che 
assicurino sotto l'aspetto professionale, compreso l'orario complessivo, il 
rispetto della normativa comunitaria. 
2. Le attività didattiche sono ordinate in aree formative, che definiscono gli 
obiettivi didattici intermedi, in corsi integrati, che definiscono 
l'articolazione dell'insegnamento nei diversi semestri e corrispondono agli 
esami che debbono essere sostenuti, in discipline che indicano le competenze 
scientifico-professionali dei docenti nei singoli corsi integrati. 
Sono attivati, come discipline integrate nei corsi previsti dall'ordinamento, 
ulteriori discipline comprese nei raggruppamenti concorsuali per posti di 
professore di prima o di seconda fascia. Si fa riferimento, al riguardo, ai 
raggruppamenti indicati nell'ultimo bando concorsuale, relativo all'una e 
all'altra fascia. Le discipline non danno luogo a verifiche di profitto 
autonome. 
3. Il consiglio della struttura didattica può predisporre piani di studio 
alternativi, nonché approvare piani individuali proposti dallo studente: a 
condizione che il peso relativo dell'area e del singolo corso integrato non si 
discosti in aumento o diminuzione per oltre il 15% da quello tabellare. 
L'impegno orario che deriva dalla sottrazione eventuale di impegno orario dai 
singoli corsi integrati può essere utilizzato anche per approfondimenti 
nell'area ove viene preparata la tesi di diploma. 
Lo studente è tenuto altresì a frequentare un corso di inglese scientifico, con 
lo scopo di acquisire la capacità di aggiornarsi nella letteratura scientifica. 
L'esame relativo, da svolgersi mediante colloquio e traduzione di testi 
scientifici, sarà effettuato al I anno. 
4. Lo studente deve sostenere in ciascun semestre gli esami per i corsi 
integrati compresi nell'ordinamento. 
Non si possono sostenere gli esami di un anno se non sono stati sostenuti tutti 
gli esami dell'anno precedente, né ci si può iscrivere all'anno successivo se 
non sono stati sostenuti entro la sessione autunnale tutti gli esami dell'anno 
precedente, tranne due, e superato i tirocini. 
Gli esami sono sostenuti di norma al termine di ciascun semestre, 
rispettivamente nel mese di febbraio e nei mesi di giugno e luglio. Sessioni di 
recupero sono previste, una nel mese di settembre (appello autunnale) ed una 
straordinaria (appello invernale) da prevedere in periodi di interruzione delle 
lezioni, a gennaio-febbraio. Nella sessione straordinaria non possono essere 
sostenuti più di due esami. 
5. Per le attività didattiche a prevalente carattere tecnico-pratico connesse a 
specifici insegnamenti professionali possono essere chiamati docenti a 
contratto, scelti fra coloro che, per uffici ricoperti o attività professionale 
svolta, siano di riconosciuta esperienza e competenza nelle materie che formano 
oggetto dell'insegnamento. In tal caso si applica la normativa prevista 
dall'art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 382/1980. I 
professori a contratto possono far parte delle commissioni d'esame. 
6. Le aree, con indicati i crediti tra parentesi, gli obiettivi didattici, i 
corsi integrati e le relative discipline, sono i seguenti: 
I Anno - I semestre: 
Area A. Propedeutica (crediti: 5.0). 
Obiettivo: apprendere le basi per la comprensione qualitativa e quantitativa dei 
fenomeni biologici della comunicazione. 
A.1. Corso integrato di fisica, statistica e informatica: 
fisica medica; 
statistica medica; 
informatica generale. 
A.2. Corso integrato di chimica e propedeutica biochimica: 
chimica e propedeutica biochimica; 
chimica biologica. 
A.3. Corso integrato di istologia e anatomia: 
istologia; 
anatomia umana. 
A.4. Corso integrato di biologia e genetica: 
biologia generale; 
biologia cellulare; 
genetica medica. 
A.5. Corso integrato di linguistica I: 
fonetica e fonologia; 
psicolinguistica. 
A.6. Inglese scientifico. 
A.7. Attività di tirocinio guidato: da effettuarsi in servizi universitari 
ospedalieri ed extra-ospedalieri. 
I Anno - II semestre: 
Area B. Fisiologia, psicologia e scienza della comunicazione applicata alla 
logopedia (crediti 5.0). 
Obiettivo: apprendere i principi di funzionamento fisiologici della 
comunicazione umana nei suoi aspetti di afferenza sensoriale, di afferenza 
espressiva, di elaborazione centrale e di relazione interindividuale. 
B.1. Corso integrato di anatomia e fisiologia: 
anatomia umana; 
fisiologia umana; 
neurofisiologia; 
fisiologia degli organi sensoriali. 
B.2. Corso integrato di psicologia: 
psicologia generale; 
psicologia evolutiva; 
psicometria. 
B.3. Corso integrato di scienza della comunicazione: 
fisiologia umana; 
semiologia generale; 
fisiologia evolutiva della comunicazione. 
B.4. Corso integrato di linguistica II: 
linguistica generale; 
semantica e morfosintassi. 
B.5. Corso integrato di logopedia generale: 
logopedia generale; 
logopedia clinica; 
teoria delle tecniche logopediche. 
B.6. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi 
universitari ospedalieri ed extraospedalieri. 
II Anno - I semestre: 
Area C. Fisiopatologia della comunicazione, elementi di scienze cliniche, 
tecniche logopediche, semeiotiche e riabilitative (crediti 10). 
Obiettivo: apprendere i principi generali di fisiopatologia, patologia e clinica 
generali e della comunicazione, conoscere elementi generali della neurologia, 
dell'audiologia, dell'otorinolaringoiatria, della odontostomatologia e della 
chirurgia maxillo-facciale e specialistica, della pediatria e della geriatria; 
apprendere le tecniche della logopedia. 
C.1. Corso integrato di fisiopatologia e patologia generale: 
fisiopatologia generale; 
patologia generale; 
patologia della comunicazione. 
C.2. Corso integrato di medicina e chirurgia: 
foniatria; 
audiologia; 
otorinolaringoiatria; 
odontostomatologia e chirurgia maxillo-facciale; 
pediatria; 
geriatria e gerontologia. 
C.3. Corso integrato di patologia e clinica della comunicazione I: 
patologia della voce; 
patologia dell'articolazione verbale; 
patologia del flusso verbale; 
patologia dell'acquisizione verbale. 
C.4. Corso integrato di semeiotica I: 
semeiotica audiologica generale; 
semeiotica foniatrica generale; 
semeiotica logopedica generale. 
C.5. Corso integrato di linguistica III: 
linguistica; 
sociolinguistica; 
neurolinguistica. 
C.6. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi 
universitari, ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali. 
II semestre: 
C.7. Corso integrato di semeiotica II: 
semeiotica foniatrica speciale; 
semeiotica logopedica speciale. 
C.8. Corso integrato nelle scienze neurologiche: 
neurologia; 
psichiatria; 
neuropsicologia clinica; 
neuropsichiatria infantile. 
C.9. Corso integrato di logopedia I (voce, articolazione verbale, flusso 
verbale, acquisizione verbale): 
riabilitazione foniatrica generale; 
riabilitazione logopedica generale. 
C.10. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in 
servizi universitari ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali, con 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
III Anno - I semestre: 
Area D. Patologia della comunicazione, tecniche logopediche semeiotiche e 
riabilitative; i principi di sanità pubblica (crediti 8). 
Obiettivo: formare il logopedista nella conoscenza e nella pratica degli atti 
professionali specifici: osservazione, valutazione, programmazione, attuazione e 
verifica del piano di trattamento. 
D.1. Corso integrato di patologia e clinica della comunicazione II: 
patologia dello sviluppo del linguaggio; 
patologia afasica e disartrica. 
D.2. Corso integrato di logopedia II: 
riabilitazione foniatrica speciale; 
riabilitazione logopedica speciale. 
D.3. Corso di fonologopedia di interesse audiologico: 
audiologia infantile; 
riabilitazione speciale; 
medicina sociale. 
D.4. Corso integrato di scienze umane: 
pedagogia; 
sociologia. 
D.5. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi 
universitari ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali, con 
assunzione progressiva di responsabilità professionale. 
II semestre: 
D.6. Corso integrato di logopedia III: 
semeiotica logopedica; 
riabilitazione logopedica speciale. 
D.7. Corso integrato di psicomotricità: 
psicomotricità; 
musicoterapia generale. 
D.8. Corso integrato di sanità pubblica: 
legislazione sociale; 
etica professionale. 
D.9. Attività di tirocinio guidato e stages formativi: da effettuarsi in servizi 
universitari, ospedalieri ed in servizi ambulatoriali e territoriali, con una 
progressiva assunzione di responsabilità professionali. 
------------------------ 
 





Art. 3. (Organizzazione didattica - Verifiche di profitto - Esame finale). - 1. 
La frequenza alle lezioni, ai tirocini ed alle attività pratiche è obbligatoria 
e deve essere documentata sul libretto personale dello studente. Per essere 
ammessi all'esame finale di diploma, gli studenti debbono avere regolarmente 
frequentato i corsi, superato gli esami in tutti gli insegnamenti previsti ed 
effettuato, con positiva valutazione, i tirocini prescritti. 
Gli studenti che non superano tutti gli esami e non ottengono positiva 
valutazione nei tirocini possono ripetere l'anno per non più di una volta come 
fuori corso, venendo collocati in soprannumero. 
2. La frequenza alle lezioni e la partecipazione al tirocinio sono obbligatorie 
per almeno il 70% dell'orario previsto; esse avvengono secondo delibera del 
consiglio della struttura didattica, tale da assicurare ad ogni studente un 
adeguato periodo di esperienza e di formazione professionale, nelle strutture 
proprie della facoltà o in strutture idonee convenzionate. 
Lo studente ha facoltà di ripetere il tirocinio in caso di valutazione negativa. 

3. Il consiglio di corso di diploma predispone apposito libretto di formazione, 
che consenta allo studente ed al consiglio stesso il controllo dell'attività 
svolta e dell'acquisizione dei progressi compiuti, per sostenere gli esami 
annuali e finali. 
4. Al termine del triennio, previo superamento degli esami previsti, del 
tirocinio con relativo esame finale e la discussione di una tesi, consistente in 
una dissertazione scritta di natura teorico-applicativa, viene conseguito il 
diploma in logopedista. 
5. La commissione finale d'esame relativa al tirocinio è nominata dal rettore ed 
è composta dal presidente del corso della specifica struttura didattica o suo 
delegato, da due docenti nominati dal consiglio di facoltà, da due esperti 
nominati rispettivamente dal Ministro dell'università e della ricerca 
scientifica e tecnologica e dal Ministro della sanità tra iscritti all'albo 
professionale. 
Ove i Ministri interessati non comunichino detti nominativi entro il 20 maggio 
di ciascun anno, o in caso di loro dimissioni prima dell'inizio degli esami, 
provvede il rettore, sentito il senato accademico. 
6. La commissione finale per l'esame di diploma è nominata dal rettore in base 
alla vigente normativa. 
7. Gli studi compiuti nel corso di diploma sono riconosciuti, anche 
parzialmente, nei corsi di laurea impartiti nella facoltà di medicina e 
chirurgia. 
Il criterio generale di riconoscimento dei corsi integrati, seguiti con esito 
positivo nel corso di diploma universitario, è quello della loro validità 
culturale, propedeutica e professionalizzante, riguardo alla prosecuzione degli 
studi per il conseguimento del diploma di laurea. 
Il consiglio della struttura didattica con propria delibera riconosce altresì, 
anche parzialmente, gli studi compiuti in scuole italiane o straniere di livello 
universitario, con titolo di accesso analogo a quello del diploma universitario. 

Il consiglio di facoltà, con propria delibera, potrà eventualmente indicare 
corsi integrativi, anche istituiti appositamente, da seguire per completare la 
formazione per accedere al corso di laurea. 
I corsi di diploma universitario e quelli di laurea, ove abbiano denominazione 
uguale o simile, permettono il passaggio dall'uno all'altro mediante una 
normativa generale di passaggio, approvata dal consiglio di facoltà, tenuto 
conto in particolare degli studenti fuori corso riguardo alla possibilità di 
iscrizione anche in soprannumero rispetto agli iscrivibili secondo lo statuto. 
8. Le iscrizioni ad anni successivi al primo anno sono subordinate alla 
disponibilità di posti ed al possesso dei prescritti requisiti per l'iscrizione 
al corso di diploma. Il riconoscimento degli studi già effettuati nelle 
preesistenti scuole dirette e fini speciali in corsi di diploma universitario o 
in corsi di laurea è effettuato dal consiglio della competente struttura 
didattica. 
------------------------ 
 



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