aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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SICILIANI DI SUCCESSO. Attore tra il tragico e il comico
Ernesto Maria Ponte si fa serio
"La strada più lunga non ti brucia"

Attore drammatico nella soap Agrodolce dove interpreta il timido e problematico Ermanno e cabarettista sui palchi siciliani dove porta in scena gli spettacoli scritti a quattro mani col giornalista Filippo D'Arpa. Ernesto ha fatto tanta gavetta prima di raggiungere il successo che oggi lo coccola, eppure ancora si stupisce dell'amore del suo pubblico e mette in discussione ogni cosa che fa

 "Cerco di non dare mai per scontato il successo, mi stranizza sapere che il mio spettacolo ha già registrato il tutto esaurito". A parlare è Ernesto Maria Ponte, attore poliedrico, conosciuto a Palermo come cabarettista e nel resto dello Stivale come "Ermanno", il timido personaggio che interpreta nella soap Agrodolce.
Fino al 15 febbraio sarà in scena all'Agricantus con lo spettacolo "... con l'acqua alla gola" scritto insieme al giornalista Filippo D'Arpa che ha debuttato a teatro nel 2002 proprio scrivendo L'isola che si lasciò morire, interpretato poi da Ponte. Una collaborazione tra i due seguita nel 2004 con Malgrado tutto, consolidata l'anno successivo con Il Ponte mi sta stretto, scritto a quattro mani dai due e rinnovata nel 2007 con Vi intercetto a tutti. Anche queste opere hanno debuttato al teatro Agricantus di Palermo. "Filippo si è trovato travolto da me - confessa Ernesto Maria Ponte - non era preventivato nel suo curriculum". La particolarità dei loro testi è la capacità di far ridere su temi seri, attuali e a volte persino scottanti. "Prima di fare cabaret io ero un "Ermanno", non nasco come comico infatti quando faccio satira mi piace prendere in giro anche il teatro classico, il teatro dell'assurdo, attingo da tante cose".
Artista a tutto tondo Ernesto, infatti, si è formato alla scuola di Gigi Proietti di Roma, ma fa parte della schiera dei "tornati". "Lavorare a Palermo per me è stato un caso, finita la scuola pensavo di restare nella capitale, non pensavo sarei tornato, e paradossalmente mi si sono aperte un sacco di porte proprio in Sicilia".
Ponte non fa quindi parte dei nostalgici che si fossilizzano nella terra natia perché troppo ancorati alle abitudini, "anzi - dice - per una proposta eccellente la Sicilia la lascerei"; né si può inscrivere in quella cerchia di comici schiavi del dialetto "fondamentale per la spontaneità di un personaggio - spiega - ma bisogna sempre rispettare il pubblico che si ha davanti. Io penso di scrivere monologhi che chiunque può capire".
Il suo enorme successo è infatti legato non solo alla sua capacità di rinnovarsi, ma soprattutto al suo stretto legame con il pubblico. "Devo tantissimo al cabaret perché mi diverte, ma soprattutto mi diverto con il pubblico che ho sempre conquistato su un palco - racconta l'artista - però Agrodolce l'avrei accettato anche come alternativa a un Colorado Café, perché pur essendo un attore teatrale e amando il teatro preferisco essere identificato col ruolo di Ermanno e poi suscitare sorpresa a chi mi scopre come cabarettista. E poi - continua l'attore - grazie ad Agrodolce ho scoperto un linguaggio nuovo non solo dal punto di vista artistico, ma soprattutto tecnico".  La filosofia di Ernesto Maria Ponte, infatti, è che "la popolarità arriva col tempo perché è la strada più lunga quella che non ti brucia". Proprio a proposito delle famose trasmissioni televisive che ultimamente si sono riempite di comici siciliani lui ammette senza timore: "trasmissioni come Zelig o Colorado non mi piacciono perché rasentano non la stupidità, ma addirittura la coglionaggine, che è peggio. Io preferisco salire un gradino dopo l'altro, magari anche fermarmi su uno scalino, ma sono terrorizzato dall'idea di dover fare un passo indietro. Molti dei comici di Zelig oggi sono tornati indietro e si sono fermati al cabaret".
L'evoluzione continua e inarrestabile di Ernesto forse, proprio grazie a quelle tecniche imparate in Agrodolce, sfocerà presto in un film.
"Ci sto cominciando a pensare, ho una certa "acquolina" per il cinema, ma non credo di essere ancora abbastanza famoso - si preoccupa l'attore - il sistema della soap è uguale a quella del cinema, basti pensare che Gabriele Muccino ha cominciato come regista di Un posto al Sole, io osservo tutto e incamero".
Laura Maggiore (6 feb 09)
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