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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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Fra i riti resiste quello religioso Nell'Isola non tramonta il mito del matrimonio e infatti la nostra terra si attesta al terzo posto nella classifica nazionale. Le province con il numero di unioni più alte sono Palermo, Catania e Messina. E chi decide di fare il grande passo punta sulla tradizione con la cerimonia in chiesa. L'età media di chi si accasa è di 29 anni per lei e 32 per l'uomo Sarà forse il sole che splende quasi perenne sull’Isola, o forse il blu del mare e del cielo nelle numerose belle giornate, fatto sta che in Sicilia sempre più coppie di innamorati decidono di “convolare a giuste nozze”. Una tendenza che porta la Sicilia al terzo posto per numero di unioni nella classifica nazionale, subito dopo Lombardia e Campania. La nostra regione però si conferma quella più tradizionalista. Qui infatti le coppie optano più che altro per il rito religioso. A crederci meno sono invece valdostani ed emiliani. Le province siciliane dove ci si sposa di più sono Palermo, Catania e Messina. Anche se ad esempio a Siracusa le unioni si celebrano principalmente in Comune piuttosto che in chiesa, con quasi un matrimonio su quattro, seguita da Catania, mentre più distanti si trovano le province di Messina e Palermo. Un dato che dimostra come tradizione e sentimento religioso sono ancora predominanti fra i siciliani, soprattutto in un campo come questo. Come resistere infatti, soprattutto se si è donne e per di più romantiche e con lo sguardo rivolto al passato, al fascino dell’abito bianco, della musica dell’organo che intona la marcia nuziale e le campane che suonano a festa nel giorno sognato fin da bambine e che da sempre si ritiene il più importante della propria vita? Impossibile, risponderanno in molte. Perché ancora oggi tante ragazze e donne credono nel principe azzurro e nell’amore eterno che si consacra con il sì pronunciato davanti al prete e quindi a Dio. E l’età in cui il gentil sesso prende marito e si accasa è in media 29 anni, mentre lui fa il grande passo a 32 anni. Questo almeno nell’86 per cento dei casi, stando a quanto dicono le statistiche. Il mese preferito per i fiori d’arancio è settembre, seguito da giugno, luglio e maggio; mentre novembre, che si sa è il mese dei morti, lo sceglie solo il 2 per cento delle coppie. D’altronde la sfortuna è meglio non tentarla facendo nascere il matrimonio sotto brutti auspici, magari proprio quello della separazione. E sarà forse la paura di finire sul lastrico nel caso di un divorzio che ormai ci si difende in anticipo dalle conseguenze della crisi coniugale. E la risposta si chiama separazione dei beni, e a sceglierlo sono 58 casi su 100. E se l’amore non ha età, le seconde nozze sono più numerose al nord rispetto al sud. E lo fanno più gli uomini, l’8,4 per cento, contro un 7,4 per cento dlle donne. E oggi come oggi, con i flussi migratori sempre più intensi si tende a sfatare anche il vecchio detto “moglie e buoi dei paesi tuoi”. Così aumentano i numeri delle unioni fra coppie di nazionalità diverse, soprattutto di mogli straniere (sarà forse il fascino nordico delle donne dell’Est, o magari il sex-appeal esotico ed erotico delle sudamericane? Chissà). Quale che sia la risposta, la regione più aperta ai matrimoni “misti” è l’Emilia Romagna. Elisabetta Cannone (6 feb 09) |
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