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Testata giornalistica dell'Università degli Studi
di Palermo. Direttore: Roberto Lagalla
Direttore responsabile: Natale Conti - Tutor interni: Salvo Gemmellaro e Carmen Vella Quotidiano telematico della Scuola di Giornalismo "Mario Francese" - Email: ateneonline@unipa.it Redazione: Tel./Fax: 091/6526513 - Direttore: Tel. 091/6528458 Registrazione Tribunale di Palermo n. 10 del 1/6/2001 |
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dedicato a Mario Francese
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Chi sono e cosa fanno gli utenti “È come essere sempre invitati a una festa”, “ti fa ritrovare gli amici d’infanzia”. Così parla il popolo palermitano di Facebook. Sono tanti e hanno tutte le età gli utenti che si sono fatti travolgere da questo social network Grafici, pubblicitari, giornalisti, studenti, impiegati, dai teenager agli ultrasessantenni. Anche a Palermo, tutti sono pazzi per Facebook. E molti sono concordi che sia lo specchio del bisogno di fare rete e di sapere che gli affetti e gli amici sono lì, connessi, e che puoi comunicare con loro quando vuoi. Un altro motivo del successo di questo social network è che integra blog, instant messaging, fotoblog, e un servizio di messaging privato, simile all’e-mail. Ti fa ritrovare gli amici delle vacanze che hai fatto da bambino e consente anche solo di passare il tempo chattando, come dice Chiara Chiaramonte, 32 anni, graphic designer: “Mi sono iscritta perchè ne parlavano tutti. All’inizio ero diventata un po’ dipendente, ora lo uso quando ho tempo. Ero curiosa di ritrovare gente che non sento più. Credo che le persone trovino piacevole stare in contatto con gli altri”. Punta invece l’attenzione sulla necessità di condividere espisodi della propria vita, nell’unica forma che preclude la compresenza, ovvero sotto forma di foto, testi, filmati, Daniela Gambino, 39 anni, scrittrice: “Facebook riflette il bisogno di reperibilità di questi anni, in cui i contatti sono in primo piano, da un punto di vista sentimantale e professionale, in cui i numeri in rubrica sono fondamentali, ma è anche il bisogno di non disperdere il proprio patrimonio emotivo e di condividerlo, è come essere, sempre e costantemente, invitati a una festa, essere in "lista" – continua Daniela -. Io ne faccio parte perché riflette anche alcuni miei bisogni, è utile per i contatti di lavoro, ma soprattutto è divertente, in un certo senso "confortante". Condividere è anche smorzare la pesantezza di certi avvenimenti. Con Facebook sento di essere aggiornata, di avere punti di vista originali su quello che accade nel mondo. È piacevole sapere di “essere parte di”, sentire e scambiare qualche impressione con gente che sta lontana migliaia di chilometri, eppure fa parte del tuo mondo. È una bella opportunità”. Massimiliano Tallarita, 34 anni, collaboratore di amministrazione, invece, è tra quelli che hanno ritrovato i vecchi amici dell’adolescenza: “Ti permette di stare a contatto con gli amici, di chattare con loro in qualsiasi momento, è questa la caratteristica principale. Poi mi ha fatto molto piacere ritrovare vecchi amici che non vedevo da anni, con cui ho condiviso le vacanze estive in montagna, negli anni ’90”. Marco Ferrito, 26 anni, studente, apprezza la integrazione di diversi media in uno, che raggungono l’obiettivo di farlo divertire: “Penso che sia un social network molto ben organizzato, c'è tutto quello che un giovane puo trovare per svagarsi, incontrare persone, scambiare informazioni, in sostanza per comunicare. È un mezzo di comunicazione moderno e l’obiettivo per me è il divertimento. Il fatto di pubblicare foto e informazioni più o meno personali, cosa che tra l'altro non sei obbligato a fare – continua Marco -, non fa che arricchire il tutto per rendere la cosa più divertente, offrendo anche spunti di conversazione. Io chatto quasi esclucivamente con i miei amici, è difficile che inizi una amicizia in chat”, a meno che ciò non significhi rimorchiare? “Ma anche rimorchiare in chat non mi piace. Preferisco conoscere ragazze di presenza, però mi incuriosce a volte leggere informazioni su una persona che dalla foto ritengo interessante”. Per Fabio Vento, 29 anni, consulente informatico, Facebook è “la piena realizzazione del web 2.0. Sono gli utenti, infatti, a creare i contenuti e gli stessi servizi. Mi piace quanto di positivo ne deriva - dice -, interattività, velocità di utilizzo, interazione fra gli utenti. Sono fra coloro i quali (e non sono pochi) che hanno fatto l’account per stare in contatto con gli amici stranieri per poi aggiungere (o ritrovare) tutti gli amici italiani. Il suo seguito a mio parere è dovuto proprio al suo far "massa critica", al fatto che chiunque ha qualche amico registrato lì, che può cercare e trovare semplicemente con nome e cognome, cosa che nessun altro servizio popolare consente di fare”. Non solo “comuni mortali” tra i fan di Facebook. Hanno fatto l’account, infatti, nomi noti del giornalismo, come anche Mario Adinolfi e Claudio Sabelli Fioretti (account che sembrano essere autentici) e personaggi dello spettacolo (come Roy Paci, Sabina Guzzanti, Nicola Savino, Martina Stella, Fabio Volo), dei quali, però, è difficile, capire se siano dei “fake” oppure veri. Anche perché cercando vari “vip” con una specie di motore di ricerca, possono venir fuori anche 50 risultati. Cristiana Rizzo (21 ott 2008) |
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