aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Il sindaco della cittadina replica a Rino Giacalone
"La mafia a Salemi non esiste"
Sgarbi polemizza con un giornalista

Solidarietà per il reporter de La Sicilia e Articolo 21 da parte dell'Ordine dei Giornalisti dopo le polemiche sorte da un articolo che mette in collegamento i cugini Salvo, l'ex deputato Dc Pino Giammarinaro e le ultime elezioni amministrative. Intanto il critico d'arte traccia una mappa di Cosa Nostra in Sicilia: "A Palermo è pressoché debellata, a Ragusa non c'è, a Siracusa non c'è, a Messina non c'è, forse c'è a Gela e a Trapani".

 "La mafia a Salemi non esiste". Parola di Vittorio Sgarbi, sindaco della cittadina del trapanese, da ieri in polemica con il giornalista de La Sicilia Rino Giacalone. Sgarbi replica alle osservazioni di Giacalone apparse su Articolo21 , dove tratta di presunti appoggi elettorali del politico Pino Giammarinaro, già indagato e poi assolto per mafia, al critico d'arte. Alla presentazione della costituzione della Confederazione delle associazione antiracket a Trapani, Sgarbi ha dato del mafioso al giornalista, attaccando "l'antimafia della retorica, mentre noi - ha detto - siamo l'antimafia dei fatti. Non mi faccio intimidire dal racket della cattiva informazione".
"Sgarbi - scrive Giacalone - si è fatto vedere durante la campagna elettorale qualche giorno, al resto ci ha pensato Pino Giammarinaro l'ex deputato regionale della Dc capo degli andreottiani trapanesi".
A proposito di Giammarinaro e dei cugini Salvo "di cui si scrive sempre", Sgarbi lamenta che "non si parla mai di un deputato di Salemi del Pd, Baldo Gucciardi, figlioccio di Ignazio Salvo".

La polemica tra il sindaco e il giornalista è stata ripresa dalle associazioni della Stampa, che hanno espresso solidarietà a Giacalone, e dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, con il presidente Franco Nicastro che ha affermato: "Vittorio Sgarbi conosce molto poco, o non conosce affatto, la storia del giornalismo siciliano, altrimenti - prosegue - non avrebbe usato espressioni riprese dal codice mafioso per attaccare i cronisti che continuano, malgrado tutto, a tenere la schiena dritta".

Nel suo discorso a tutto campo sulla mafia, il sindaco di Salemi ha tracciato una mappa aggiornata del fenomeno mafioso: "La mafia a Salemi non c'è, a Palermo è pressoché debellata, a Ragusa non c'è, a Siracusa non c'è, a Messina non c'è, forse c'è a Gela, forse a Trapani". Sgarbi conferma l'intenzione di aprire un museo della mafia nel Castello Normanno di Salemi, con la consulenza, tra gli altri, di Giuseppe Ajala.
"Ho girato la Sicilia e non ho mai incontrato un mafioso in senso attivo - dichiara Sgarbi ad Ateneonline - e secondo me la mafia è stata ormai debellata dallo Stato, anche se per alcuni questo è un motivo di insoddisfazione".
Le informazioni sulla presenza mafiosa a Salemi, per il sindaco, derivano da quanto riferito dalle forze dell'ordine. "Una lista che comprende 27 persone, 8 in carcere e 19 a piede libero, tra cui anche gente che ormai vive ai limiti dell'indigenza". "La mafia non è al potere, vorrei che qualcuno mi spieghi come è al potere", chiede provocatoriamente Sgarbi.
E riguardo il super latitante Matteo Messina Denaro, che si ritiene possa nascondersi nella valle del Belice, il sindaco ritiene che "la sua influenza non si estende fino a Salemi, e come tanti criminali, essere latitante non vuol dire essere potente".
"Io non temo la mafia - conclude - temo quelli che la usano per giustificare la loro inettitudine".

Marco Rizzo (23 set 2008)
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