aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Inchiesta. In giro tra mercati popolari e supermarket
Spesa a Palermo, dove si spende meno
A Ballarò si risparmia fino al 50 per cento

Alimentari e prodotti ortofrutticoli si acquistano meglio nella storica piazza del centro: prosciutto cotto, pesce e formaggi possono costare anche la metà rispetto a un ipermercato, dove invece conviene fare scorta di grandi marche. Consumatori contro la speculazione sull'euro: "Torniamo al doppio prezzo". I commercianti: "Ma i listini sono stabili da mesi"

Volete fare la spesa senza indebitarvi? Non sapete dove andare? Allora quel che segue vi potrebbe interessare. Andando in giro tra le bancarelle di Ballarò si fanno ottimi affari. Un esempio? Chi volesse comprare un chilo di prosciutto cotto può risparmiare fino a 8 euro: nelle salumerie del mercato popolare questo insaccato si trova ad un prezzo che oscilla tra gli 8 e i 9 euro al chilogrammo, al supermercato lo stesso prodotto può costare più del doppio, fino a 16,40 euro al chilo. Lo ha scoperto Ateneonline, che ha monitorato i prezzi al consumo di un paniere di 40 prodotti (vedi pasta, pane, carne, formaggi ecc.) applicati dai piccoli e grandi punti vendita di Palermo.
Risultato. Nella maggior parte dei casi i prezzi di uno stesso prodotto oscillano dal 30 al 50 per cento da un piccolo negozio di quartiere a un grande magazzino. Se per acqua minerale, latte, pasta, zucchero c'è una sostanziale parità, per altri prodotti come formaggi, pane, salumi, carne, pesce, frutta e verdura le differenze di prezzo sono notevoli. Ateneonline ha sentito, inoltre, le associazioni dei consumatori e la Confesercenti sul problema dei prezzi che aumentano.

Nei mercati si risparmia parecchio. Se un etto di grana padano (vedi tabella) al Gs di piazza Marina costa 1,08 euro, all'Auchan si va da 0,85 a 1,44 a seconda del marchio, a Ballarò lo si trova anche a partire da 55 centesimi. Il prosciutto cotto va invece dagli 0,80 all'etto dell'Albergheria agli 1,64 del Gs, passando per gli 0,89 di Auchan. Per chi preferisce il marchio e compra solo Parmacotto, invece, nei mercati si può risparmiare fino a 36 centesimi l'etto rispetto a Gs, dove il prezzo tocca 1,87 euro.

Differenze notevoli per i piatti di mare. Anche per il pesce il risparmio nei quartieri popolari arriva al 50 per cento. Chi ama l'orata la comprerà a 6 euro al chilogrammo al mercato palermitano, a 8,90 da Auchan e a 11,90 da Gs. E in un buon pranzo di cucina mediterranea che si rispetti non può mancare la frutta a fine pasto. Se un chilo di mele imperatore nei supermercati va da 1,69 a 1,99, al mercatino di frutta e verdura di Villa Tasca si compra a 1 euro, mentre a Ballarò non va oltre gli 80 centesimi. Sono convenienti pure gli ortaggi: le patate novelle vanno dai 40 centesimi di Villa Tasca ai 99 di Gs, mentre per i peperoni la differenza è di circa 60 centesimi. Cambia la modalità di vendita per altri ortaggi come le melenzane che nei mercati popolari non vanno a peso bensì a numero. Anche la lattuga per insalata viene venduta a "pezzo", ma ci si può aiutare nella comparzione esaminando i prodotti confezionati in vaschetta. Per le melenzane il risparmio è di 30 centesimi, per la lattuga c'è una differenza di 69 centesimi tra Gs e Ballarò. Sarebbe impossibile addentrarci in altri contesti, valutando la qualità dei prodotti, invece possiamo ricercare le cause di queste differenze di prezzo in altri ambiti, cioè chiedendo agli stessi commercianti.

"Noi giochiamo sulla quantità", ci confessa un macellaio di Ballarò, "qui viene molta gente ogni giorno, quindi possiamo permetterci di vendere a basso costo". "Se però guardiamo ai grandi marchi" - ammette un altro venditore del mercato palermitano - "si risparmia nei supermercati, dove si trovano le promozioni. Noi dobbiamo aumentare il prezzo, perché abbiamo a che fare con strutture distributive che non permettono di tenere un tariffario basso". Così, ad esempio, una confezione di biscotti Bucaneve la compriamo a 1 euro a Ballarò e a soli 59 centesimi da Auchan, dove possiamo risparmiare fino a 25 centesimi pure su un pacco di crostatine Mulino Bianco. Difficile trovare altri prodotti "di marca" nei mercati popolari, come mai? "Costerebbero troppo", confessa il gestore di una piccola attività. "Alle grandi catene questi prodotti arrivano già a prezzi più vantaggiosi, perché acquistano in quantità altissime, cosa che noi non possiamo fare", continua il commerciante. "La soluzione per non soccombere sarebbe associarsi tra noi per fornirci, ma è difficile mettere tutti d'accordo. Nessuno ci impone di chiudere bottega, ma la situazione diventa insostenibile ogni giorno di più. Vorremmo assistenza da parte delle istituzioni, degli sportelli informativi e delle facilitazioni per la fornitura, per scavalcare i rincari degli intermediari". "Inoltre" - aggiunge un altro negoziante - "noi siamo costretti a pagare la merce che arriva in anticipo, mentre i grandi rivenditori possono comprare a credito, visto che possono offrire garanzie superiori".
>> La tabella dei prezzi rilevati

Salvatore D'Anna e Valerio Droga (15 set 05)

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