
Inchiesta.
In giro tra mercati popolari e supermarket
Spesa a Palermo, dove si spende meno
A Ballarò si risparmia fino al 50
per cento
Alimentari e prodotti ortofrutticoli si
acquistano meglio nella storica piazza del centro: prosciutto cotto, pesce
e formaggi possono costare anche la metà rispetto a
un ipermercato, dove invece conviene fare scorta di grandi
marche. Consumatori contro la speculazione sull'euro: "Torniamo al doppio
prezzo". I commercianti: "Ma i listini sono stabili da mesi"
Volete
fare la spesa senza indebitarvi? Non sapete dove andare? Allora quel
che segue vi potrebbe interessare. Andando in giro tra le bancarelle
di Ballarò si
fanno ottimi affari. Un esempio? Chi volesse comprare un chilo
di prosciutto
cotto può risparmiare fino
a 8 euro: nelle salumerie del mercato popolare questo insaccato
si trova ad un prezzo che oscilla tra gli 8 e i 9 euro al chilogrammo, al
supermercato lo stesso prodotto può costare
più del
doppio, fino a 16,40 euro al chilo. Lo ha scoperto Ateneonline,
che ha monitorato i prezzi al consumo di un paniere di 40 prodotti (vedi
pasta, pane, carne, formaggi ecc.) applicati dai piccoli e grandi punti
vendita di Palermo.
Risultato. Nella maggior parte dei casi i prezzi di uno stesso prodotto oscillano
dal 30 al 50 per cento da un piccolo negozio di quartiere a un grande magazzino.
Se per acqua minerale, latte, pasta, zucchero c'è una
sostanziale parità,
per altri prodotti come formaggi, pane, salumi, carne, pesce, frutta e verdura
le differenze di prezzo sono notevoli. Ateneonline ha sentito, inoltre,
le associazioni dei consumatori e la
Confesercenti sul problema dei prezzi
che aumentano.
Nei mercati si risparmia parecchio. Se un etto di grana
padano (vedi tabella) al Gs di piazza
Marina costa 1,08 euro, all'Auchan si va da 0,85 a 1,44 a seconda del marchio,
a Ballarò lo si trova anche a partire da 55 centesimi. Il prosciutto
cotto va invece dagli 0,80 all'etto dell'Albergheria agli 1,64 del Gs, passando
per gli 0,89 di Auchan. Per chi preferisce il marchio e compra solo Parmacotto,
invece, nei mercati si può risparmiare fino a 36 centesimi l'etto
rispetto a Gs, dove il prezzo tocca 1,87 euro.
Differenze notevoli per i piatti di mare.
Anche per il pesce il risparmio nei quartieri popolari arriva
al 50 per cento. Chi ama l'orata la comprerà a 6 euro al chilogrammo al mercato palermitano,
a 8,90 da Auchan e a 11,90 da Gs. E in un buon pranzo di cucina mediterranea
che si rispetti non può mancare
la frutta a fine pasto. Se un chilo di mele imperatore nei
supermercati va da 1,69 a 1,99, al mercatino di frutta e verdura di Villa Tasca
si compra a 1 euro, mentre a Ballarò non
va oltre gli 80 centesimi. Sono convenienti pure gli ortaggi: le patate
novelle vanno dai 40 centesimi di Villa Tasca ai 99 di Gs, mentre per i peperoni la
differenza è di
circa 60 centesimi. Cambia la modalità di vendita per altri ortaggi come
le melenzane che nei mercati popolari non vanno a peso bensì a numero.
Anche la lattuga per insalata viene venduta a "pezzo", ma ci si può aiutare
nella comparzione esaminando i prodotti confezionati in vaschetta. Per le melenzane
il risparmio è di 30 centesimi, per la lattuga c'è una differenza
di 69 centesimi tra Gs e Ballarò. Sarebbe impossibile addentrarci in altri
contesti, valutando la qualità dei
prodotti, invece possiamo ricercare le cause di queste differenze di prezzo in
altri ambiti, cioè chiedendo agli stessi commercianti.
"Noi
giochiamo sulla quantità", ci confessa un macellaio di Ballarò, "qui
viene molta gente ogni giorno, quindi possiamo permetterci di vendere a basso
costo". "Se però guardiamo ai grandi marchi" - ammette
un altro venditore del mercato palermitano - "si
risparmia nei supermercati, dove si trovano le promozioni. Noi
dobbiamo aumentare il prezzo, perché abbiamo
a che fare con strutture distributive che non permettono di tenere un tariffario
basso".
Così,
ad esempio, una confezione di biscotti Bucaneve la compriamo
a 1 euro a Ballarò e
a soli 59 centesimi da Auchan, dove possiamo risparmiare fino a 25 centesimi
pure su un pacco di crostatine Mulino Bianco.
Difficile
trovare altri prodotti "di
marca" nei
mercati popolari, come mai? "Costerebbero troppo", confessa il
gestore di una piccola attività. "Alle grandi catene questi prodotti
arrivano già a prezzi più vantaggiosi, perché acquistano
in quantità altissime,
cosa che noi non possiamo fare", continua il commerciante. "La
soluzione per non soccombere sarebbe associarsi tra noi per fornirci, ma è difficile
mettere tutti d'accordo. Nessuno ci impone di chiudere bottega, ma la situazione
diventa insostenibile ogni giorno di più. Vorremmo assistenza da parte
delle istituzioni, degli sportelli informativi e delle facilitazioni per
la fornitura, per scavalcare i rincari degli intermediari". "Inoltre" -
aggiunge un altro negoziante - "noi siamo costretti a pagare la merce
che arriva in anticipo, mentre i grandi rivenditori possono comprare a credito,
visto che possono offrire garanzie superiori".
>> La tabella dei prezzi
rilevati
Salvatore D'Anna e Valerio
Droga (15
set 05)