aggiornamento n. 1454
del 16/02/2009 12:16
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Seminari. Se le indagini partono dalle inchieste dei quotidiani
La Corte dei conti
e il giornalismo
Una poltrona per due

In molti casi anche la magistratura contabile diventa fonte di notizie. "Ma molti cronisti sottovalutano il materiale che hanno tra le mani perché non sanno interpretarlo correttamente dal punto di vista tecnico", avverte Pino Zingale, consigliere della sezione giurisdizionale in Sicilia

Un binario a doppio senso lega Corte dei conti e mondo dell'informazione. Da un lato le inchieste giornalistiche come spunto di nuove indagini, dall'altro l'attività della magistratura contabile come fonte inesauribile di notizie. Pino Zingale, consigliere della sezione giurisdizionale della Corte dei conti in Sicilia, descrive così, nel corso del seminario tenutosi ieri alla Scuola di giornalismo professionale dell'Università di Palermo, il rapporto tra due mondi solo in apparenza lontanissimi.

"Spesso le segnalazioni partono da inchieste comparse sui quotidiani - sottolinea Zingale - ma, d'altra parte, se un giornalista bazzica in procura, consulta atti di referti specifici e instaura un rapporto di fiducia e di correttezza assoluta con i pm, avrà sicuramente molto su cui scrivere". I giornalisti, però, sottovalutano in molti casi il materiale che hanno a disposizione, "perché - spiega il magistrato - si ha un approccio nei confronti della nostra attività di tipo profano. Si cerca lo scoop, la bella notizia ma sono tante le vicende che, interpretate correttamente sotto il profilo tecnico, hanno tutto il diritto di finire sui giornali".

Un esempio è la recente sentenza che ha messo dei paletti sull' "accertamento con adesione", una sorta di patteggiamento che avviene dopo le verifiche fiscali e che serve soprattutto a fare cassa. "La Corte dei conti di Palermo - ricorda Zingale - ha stabilito che in questi casi non ci può essere discrezionalità amministrativa ma solo tecnica. In altre parole non ci possono essere contribuenti di serie A, che possono mettersi d'accordo su quanto pagare, e contribuenti di serie B, che devono invece pagare tutto quello che gli può essere contestato". Una sentenza in un certo senso rivoluzionaria, che testimonia come anche la magistratura contabile possa fare notizia.

I giornalisti, dal canto loro, hanno spesso ricambiato il favore, fornendo gli spunti per indagini dai risvolti incisivi. E' il caso dello scandalo che investì, nei primissimi anni Novanta, l'Assemblea regionale siciliana. "Scoprimmo che si erano parametrati in modo estensivo al Senato della Repubblica - racconta Zingale, che si occupò personalmente delle indagini - Biglietti aerei gratis e mutui con tassi bassissimi per dipendenti e deputati regionali sono solo alcune delle cose che vennero a galla". Una vicenda che suscitò parecchio clamore. "Ma al di là delle condanne - continua il magistrato - il risultato vero fu la deterrenza, nel senso che l'Ars prese atto che in qualunque momento la Corte dei conti avrebbe potuto avviare un'indagine sulla gestione della finanza pubblica".

Da allora molte cose sono cambiate, mentre altre tendono a rimanere le stesse. "La Regione Sicilia - conclude Zingale - nonostante le enormi entrate che le derivano dalle imposte, spesso fatica a pareggiare il bilancio. E non dimentichiamo la situazione dell'Ente per lo sviluppo agricolo, uno stipendificio che ogni anno, per la campagna di meccanizzazione, assume nuovi trattoristi senza avere i trattori".

Giorgio La Bruzzo (15 aprile 2005)

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