
Le
aree protette interessano il 20 % del territorio
La Sicilia nuota in un mare
di verde
La superficie complessiva ammonta
a oltre 279 mila ettari. Ai quattro parchi e alle 90 riserve vanno aggiunte
le cinque aree marine istituite dal Ministero dell’Ambiente. In arrivo
un ulteriore ampliamento
Non solo spiagge, mare e sole. La Sicilia punta
anche su oasi, parchi e riserve naturali.
La Regione ha ampliato le aree verdi nei
territori delle varie province. La nuova mappa, firmata dall’assessore
al Territorio Francesco Cascio, rivede anche i confini delle zone denominate
Sic (ovvero i siti di interesse comunitario che tutelano particolari habitat
naturali) e Zps (le aree a protezione accentuata per la salvaguardia di particolari
specie ornitologiche). I risultati parlano ora di un 19,55 % per quanto riguarda
il territorio regionale protetto, “un
valore che supera abbondantemente la media nazionale dell’11%”,
secondo l’assessorato. Il provvedimento è stato preso in seguito
alla richiesta dell’Unione europea di riclassificare
le zone protette in linea con le proprie direttive.
Attualmente il sistema delle aree naturali poste sotto tutela è costituito
da quattro parchi (Parco dell’Etna, delle Madonie, dei Nebrodi e dell’Alcantara)
e 90 riserve naturali, di cui 76 già istituite grazie al Piano regionale
del 1991. La superficie complessiva ammonta a oltre 279 mila ettari, una cifra
di tutto rispetto se si considera anche che le riserve siciliane si distinguono
per la ricchezza e la diversità del patrimonio naturale e per la pluralità dei
soggetti coinvolti. Inoltre, in attuazione delle direttive comunitarie 79/409
e 92/43 sono stati proposti per la Sicilia 218 Sic, di cui 47 già dichiarati
Zps per l’avifauna. Complessivamente le zone naturali protette interessano
una superficie pari al 20 % circa del territorio regionale. Il quadro va completato
tenendo conto che il Ministero dell’Ambiente ha istituito cinque aree
marine protette (Capo Gallo-Isola delle Femmine, Ustica, Isole Egadi, dei Ciclopi
e Pelagie) e ne ha previste altre sette.
I parchi hanno un’area molto vasta (il Parco dei Nebrodi supera gli 85
mila ettari) e sono gestiti da enti di diritto pubblico, costituiti ad hoc per
l’amministrazione della superficie. Al contrario le riserve si estendono
per poche centinaia, a volte poche decine di ettari e sono affidate a soggetti
già esistenti come Università, Comuni, Province e associazioni
ambientaliste. Un’altra sostanziale differenza riguarda le politiche sviluppate
nei due tipi di area: nei parchi, oltre a promuovere la conservazione delle specie
naturali, ci si deve occupare anche della regolamentazione, incentivazione e
sostegno delle attività tradizionali come la pastorizia, l’agricoltura,
la cura dei boschi. Le riserve sono ambienti nei quali le attività umane
possono anche essere presenti in maniera significativa, ma generalmente, considerata
la minore superficie, prevale l’aspetto della conservazione. I Sic e le
Zps non hanno un ente di gestione e rispondono alla volontà dell’Unione
europea di individuare dei territori ideali per tutelare particolari specie.
In essi, al contrario che nei parchi e nelle riserve, non ci sono attività vietate
per legge e le varie iniziative devono essere sottoposte a una valutazione di
incidenza, che consideri l’impatto ambientale delle diverse attività.
Gli Stati e le Regioni sono, inoltre, obbligate dall’Unione europea a determinare
le forme di tutela più opportune.
Oggi il problema più urgente da risolvere sembra essere quello
dei finanziamenti, necessari anche per valorizzare il turismo
sostenibile in Sicilia. Secodo
quanto riporta "Milano Finanza", con i fondi del Por 2005/2006 è stato
finanziato un progetto che prevede di istituire una serie di percorsi alternativi
nel territorio agrigentino. L'iniziativa è stata
realizzata dalla cooperativa "Agrigento evergreen", in collaborazione
con l'Agenzia provinciale per l'energia e l'ambiente (Apea) e con l'associazione
progetto giovani. Inizialmente ci si è dedicati alla formazione
di venti guide naturilistiche, mentre in un secondo momento le imprese
hanno ricevuto le consulenze amministrative e fiscali per avviare l'attività imprenditoriale.
L'obiettivo è quello di dare un'immagine diversa della città della
Valle dei templi, identificando alcuni percorsi alternativi. Dall'archeologia
alle cave fino ai fondali marini, alle risalite del fiume Platani in canoa,
senza tralasciare il trekking e il sole delle spiagge: sono 13 i percorsi
individuati al momento, ma destinati ad aumentare ed essere presentati
nel portale www.agrigentonatura.it.
Le
associazioni ambientaliste però reclamano un maggiore sostegno da parte delle istituzioni,
mentre la
Regione
fa notare come
per lo scorso anno ci sia stato un incremento dei fondi destinati alle
riserve.
Tuttavia, come rivela Il Sole-24 Ore, non è ancora partito il Progetto
integrato regionale "Rete ecologica", previsto all'interno di Agenda 2000.
Superata la fase preliminare, adesso il documento programmatico attende
il parere positivo dell'Autorità di coordinamento, che dovrà essere convocata
nei prossimi giorni. In questo modo, riserve e parchi potranno usufruire
di oltre 220 milioni, tratti dai fondi previsti da 22 misure che costituiscono
il Por. Nel documento definitivo si terrà conto della proposte avanzate
dagli enti parco e dagli enti gestori delle aree protette, relativi alle
infrastrutture e alla conservazione dei territori.
Francesco Paolo Leonardo (
11 aprile 2005)
Chiara Di Pasquale