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Cultura

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Nei soffitti di palazzo Sant'Elia si scoprono affreschi del ‘700
Due anni di restauri curati dalla Provincia stanno riportando in vita il palazzo Sant'Elia che riaprirà i battenti dopo l’autunno. All’interno si potranno ammirare sale affrescate con pitture arabeggianti, motivi floreali e puttini che "galleggiano" in cieli immensi e soleggiati

Camminando dai Quattro Canti verso la stazione, appena superato palazzo Comitini, sì è abbagliati dal sole che batte su un edificio del ‘700. Si è di fronte alla dimora dei marchesi Celestri di Santa Croce, passato poi ai principi Trigona di Sant’Elia, oggi della Provincia che ha commissionato il restauro del palazzo che sta riportando alla luce affreschi da far restare a bocca aperta.
Fino a tre anni fa il palazzo era in condizioni disastrate, parti assemblate, intonaci scrostrati e strutture in cemento lo avevano ridotto veramente male. Poi, il restauro, che ha riportato alla vita un edificio che nessuno immaginava così ricco.
La Provincia ha affidato i lavori a all’equipe formata da Maurizio Rotolo, Luigi Guzzo e Paolo Mattina. Sei mesi per la redazione del progetto e via al restauro che in poco più di due anni ha restituito al palazzo la sua facciata originaria. Sono stati utilizzati gli stessi materiali di allora e ogni struttura non d’epoca è stata coraggiosamente buttata giù.
Dal portone principale, sormontato dallo stemma della casata, si entra nella prima corte e si sale, da un ampio scalone restaurato, al piano nobiliare. Qui si possono ammirare una serie di sale, ognuna un piccolo gioiello affrescato con pitture che sembrano impalpabili tappeti arabi, motivi floreali e puttini che "galleggiano" in cieli immensi e soleggiati, attribuiti a Gioacchino Martorana, Ottavio Violante ed Elia Interguglielmi.
A cosa sarà adibito palazzo Sant'Elia? Le ipotesi sono diverse. Potrebbe diventare uno spazio museale, un luogo espositivo per le mostre e vi si potrebbe trovare un’area dove sistemare la biblioteca provinciale. E in attesa di una destinazione definitiva i lavori continuano per far sì che il palazzo possa riaprire i battenti dopo l’autunno.

Gabriella Giammanco

(24 maggio 2002)

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