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Personale

Concetta Giliberto - PROFESSORE ASSOCIATO Crea PDF


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Tel. 091.23896306
Viale delle Scienze, ed. 15 (V piano - stanza 501) - 90128 Palermo
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Facoltà
Scienze della formazione

Settore Scientifico-Disciplinare (SSD)
L-FIL-LET/15

Foto
Calogero Licata

Corsi di laurea
Scienze Storiche
Esperto dei processi formativi ed educatori professionali
Scienze umane e pedagogiche

Insegnamenti
Filologia Germanica (6 CFU)
Bibliografia e Biblioteconomia
 
Curriculum

Concetta Giliberto è professore associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo, dove insegna Filologia Germanica nel corso di laurea in Scienze Storiche (interfacoltà Scienze della Formazione – Lettere e Filosofia – Scienze Politiche). Nel 1997 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Germanistica (Filologia Germanica), presso l’Università degli Studi di Firenze.
Ha indagato nel campo della runologia e dei rapporti tra scrittura runica e culture germaniche antiche, tenendo alcune relazioni su tale argomento e pubblicando il volume Le iscrizioni runiche sullo sfondo della cultura Frisone altomedievale, Göppingen, 2000 e il saggio “The Criteria for the Formation of a Frisian Runic Corpus Revisited”, nella miscellanea di studi Approaches to Old Frisian Philology, edita da R. H. Bremmer Jr et al. Nel settembre del 2008, nell’ambito del IX Seminario Avanzato in Filologia Germanica, tentutosi a Torino sul tema “Le Rune: Epigrafia E Letteratura”, Giliberto ha tenuto un seminario dal titolo “La tradizione runica del Mar del Nord”, nel quale ha esaminato l’evoluzione della scrittura runica nell’area ingevone, soffermandosi in particolare sul fenomeno di sincretismo tra elementi germanico-pagani e classico-cristiani che caraterizza la tradizione epigrafica anglo-sassone e sull’impiego dei segni runici all’interno dei manoscritti, o nell’ambito di contesti prettamente letterari, come, ad es., nelle opere di Cynewulf o negli enigmi del Codice Exoniense.
Si è occupata della tradizione escatologica nel mondo germanico medievale, con particolare riguardo alla genesi e allo sviluppo della leggenda dei segni premonitori del Giudizio Universale nella letteratura alto-tedesca media. In questo settore ha pubblicato nel 2004 il saggio “I segni del Giudizio della famiglia “Ava” e gli aspetti innovativi del poemetto del ms. München, Bayerische Staatsbibliothek, Cgm 717”. Ha studiato anche la leggenda dei Segni del Giudizio nella tradizione letteraria anglosassone, presentando – nell’ambito di un workshop tenutosi presso l’Università di Leida nell’estate del 2005 – una relazione sulle versioni della leggenda attestate nell’Inghileterra anglossasone, con particolare riguardo per la redazione in inglese antico, tramandata nel ms. London, British Library, Cotton Vespasian, D. XIV (articolo di prossima pubblicazione). Questa versione della leggenda dei quindici segni del giudizio è stata copiata nel codice probabilmente per assolvere ad una funzione didattica e mostra una certa affinità con altri testi di natura numerologica e con testi pronostici conservati nello stesso manoscritto. Giliberto ha evidenziato in questo studio come tali testi (i quindici segni e la Revelatio Esdra) condividano una serie di tratti peculitari, quali l'impiego di topoi numerolgici e la collocazione dei fenomeni predetti in giorni o in periodi specifici.
Ha inoltre pubblicato nel 2007 un articolo sulla lista dei quindici Segni del Giudizio in frisone antico: “The Fifteen Signs of Doomsday of the First Riustring Manuscript”, nel volume Advances in Old Frisian Philology, a cura di R. Bremmer jr., Stephen Laker and Oebele Vries.
Ha studiato le versioni alto-tedesche medie del Fisiologo e dei Bestiari medievali, nonché i rapporti tra la simbologia di alcuni animali e i motivi caratterizzanti della letteratura escatologica, pubblicando i risultati di queste ricerche in un articolo apparso nel 2004, dal titolo “Ibridazioni tra il Fisiologo e i ‘Segni del Giudizio’”.
Ha allargato i suoi interessi scientifici alla produzione omiletica del medioevo tedesco; in particolare, ha analizzato i sermoni del francescano Berthold von Regensburg nell’articolo “La rappresentazione della società tedesca del XIII secolo nei sermoni in volgare di Bertoldo da Ratisbona” (2007).
La sua ricerca attuale verte sulla tradizione dei lapidari nel mondo germanico medievale, alla luce dei rapporti con testi di natura scientifica tramandati in manoscritti datati tra l’VIII e il XII secolo, mettendone in risalto la loro funzione didattica e il loro impiego nelle scuole monastiche. Tale studio si è inserito nel quadro di una più ampia ricerca sulla raccolta e disseminazione dei testi enciclopedici e scientifici tramandati in manoscritti di area anglosassone in epoca medievale. In particolare si è occupata del più antico lapidario inglese tràdito nel ms. London, British Library, Cotton Tiberius A iii, evidenziandone il ruolo all’interno di una compilazione miscellanea, quale strumento di studio utilizzabile anche nell’analisi e nell’interpretazione dei testi biblici. I risultati di tale ricerca sono stati pubblicati nel 2007 nell’articolo “Stone Lore in Miscellany Manuscripts: the Old English Lapidary”, nel volume The Transfer of Encyclopaedic Knowledge in the Early Middle Ages. the Foundations of Learning, Storehouses of Wholesome Learning 1, a cura di R. Bremmer jr. and K. Dekker. In un altro studio del 2007, dal titolo “An unpublished De lapidibus in its Manuscript Tradition, with Particular Regard to the Anglo-Saxon Area”, inserito nel volume pubblicato da Brepols, Form and content of instruction in Anglo-Saxon England in the light of contemporary manuscript evidence, a cura di P. Lendinara, L. Lazzari e D’Aronco, Giliberto ha analizzato un interessante lapidario latino, finora mai pubblicato, che circolava nell’Inghilterra del tardo periodo anglosassone. Nella tradizione manoscritta, tale opera, intitolata ‘De lapidibus’, si trova associata a testi scientifici, molto plausibilmente destinati ad un uso didattico, ovvero trattati di geometria, di musica, di tipo computistico, sulla natura dei metalli, o ancora i cosiddetti de sphaera ceali e de mensuris. Di recente, nell'ambito del XXXV convegno dell’Associazione italiana di Filologia Germanica, Giliberto ha analizzato il lapidario antico inglese (ms. Cotton Tiberius A iii) a confornto col lapidario tedesco di Prüll (Clm 536), sottolineandone la funzione pratica e la collocazione nel panorama della cosiddetta Fachliteratur del Medioevo germanico. L’analisi tipologica dei due lapidari ha tenuto conto del contesto d’occorrenza e delle rispettive fonti latine.
 A partire dall’estate del 1991 svolge un rapporto di collaborazione con l’Officina di studi medievali per la preparazione di schede e recensioni di testi di argomento letterario e filologico da pubblicare nei numeri della rivista palermitana Schede Medievali. Collabora al progetto internazionale “Storehouses of Wholesome Learning: Accumulation and Dissemination of Encyclopaedic Knowledge in the Early Middle Ages” (Palermo – Leida – Groninga) e alla ricerca “Forme e contenuti dell’istruzione nell’Inghilterra anglosassone alla luce della tradizione manoscritta coeva” (Cofin 2004: Università di Palermo, Università di Udine, Università di Roma-LUMSA; coordinatore: Prof. P. Lendinara). Ha contribuito all’organizzazione dei seguenti convegni internazionali: “Fabelwesen, mostri e portenti nell’immaginario occidentale: Medioevo germanico e altro”, Università degli Studi di Palermo, 5-6 maggio 2003; workshop “Foundations of Learning: Recontextualising the Learned Legacy of the Roman Mission to England (600-800)”, Università degli Studi di Palermo, 6-9 ottobre 2004; workshop “The Practice of Learning”, Università di Leida, 31 Agosto - 3 Settembre 2005; “Form and content of instruction in Anglo-Saxon England in the light of contemporary manuscript evidence”, Udine 6-8 aprile 2006, (convegno in cui sono stati presentati i risultati della ricerca “Forme e contenuti dell'istruzione nell'Inghilterra anglosassone alla luce della tradizione manoscritta coeva”, Cofin 2004, Università di Palermo - Udine - Roma-LUMSA; coordinatore: Prof. P. Lendinara); workshop “The Limits of learning”, Università di Leeuwarden, 27 giugno - I luglio 2007; workshop “Fruits of learning”, Università degli Studi di Palermo, 24-28 settembre 2008.
Infine, si segnala che Giliberto, in collaborazione con L. Teresi, sta curando l’edizione del volume degli atti del terzo workshop “The Limits of learning”, tenutosi presso l’Università di Leeuwarden dal 27 giugno al I luglio 2007, nell’ambito del progetto Storehouses of Wholesome Learning: Accumulation and Dissemination of Encyclopaedic Knowledge in the Early Middle Ages” (Palermo – Leida – Groninga).


Ambiti di ricerca
Runologia, tradizione epigrafica del Mar del Nord, rapporti tra scrittura runica e tradizione manoscritta
Tradizione escatologica nel panorama letterario anglosassone, altotedesco antico e frisone antico, con particolare riguardo alla leggenda dei segni premonitori del Giudizio Universale
Letteratura mineralogica nell’Inghilterra anglosassone e nella Germania medievale; collocazione dei lapidari nella cosiddetta Fachliteratur del Medioevo germanico

Ricerche finanziate
  2007 (ex 60%). Testi numerologici e pronostici nella tradizione germanica medievale II parte
2006 (ex 60%). Testi numerologici e pronostici nella tradizione germanica medievale I parte
2005 (ex 60%). Testi escatologici del medioevo germanico II parte
2004 (ex 60%). Testi escatologici del medioevo germanico I parte
 
Pubblicazioni principali
(monografie)
2000. Le iscrizioni runiche sullo sfondo della cultura Frisone altomedievale, Göppingen, Kümmerle Verlag.
(articoli in atti di convegno)   2010. Orosius and King Alfred the Great, in M. C. Ferrari (ed.), Orosius im Mittelalter, Heidelberg: Matthes, 2010 (in corso di stampa).
 

2009. The Fifteen Signs before Doomsday in Cotton Vespasian D. xiv: Role and Contextualisation, in: R. H. Bremmer Jr e K. Dekker (edd.), The Practice of Learning. Storehouses of Wholesome Learning II, (Mediaevalia Groningana, n. s. 16), Louvain, Peeters, 2009, pp. 286-309, ISBN 978-90-429-2288-4 (in corso di stampa).

  2009. La letteratura mineralogica nel mondo germanico medievale, con  particolare riguardo per il lapidario antico inglese e il lapidario di Prüll, in: L. Vezzosi (ed.), La letteratura tecnico-scientifica nel Medioevo germanico (Bibliotheca Germanica. Studi e Testi, 25), Alessandria, Edizioni dell'Orso, pp. 95-118, ISBN:978-88-6274-118-7.
  2009. La tradizione runica Del mare del nord. L’inghilterra anglosassone, in. V. Corazza e R. Gendre (edd.), Le Rune. Epigrafia e letteratura (Bibliotheca Germanica. Studi e Testi, 26), Alessandria, Edizioni dell’Orso, pp. 19-63, ISBN:978-88-6274-133-0.
  2007. La rappresentazione della società tedesca del XIII secolo nei sermoni in volgare di Bertoldo da Ratisbona, in:  A. Musco (ed.), I Francescani e la Politica Atti del Convegno internazionale di studio, Palermo 3-7 Dicembre 2002,  Palermo: Officina di studi medievali, pp. 523-542. ISBN: 88-88615-63-6
  2007. An unpublished De lapidibus in its Manuscript Tradition, with Particular Regard to the Anglo-Saxon Area, in P. Lendinara, L. Lazzari and M. A. D’Aronco (eds.), Form and content of instruction in Anglo-Saxon England in the light of contemporary manuscript evidence. Papers presented at the International Conference, Udine, 6-8 April 2006, Turnhout: Brepols, pp. 251-283. ISBN: 978-2-503-52591-4.
  2007. Stone Lore in Miscellany Manuscripts: the Old English Lapidary, in R. Bremmer Jr. and K. Dekker (eds.), The Transfer of Encyclopaedic Knowledge in the Early Middle Ages. The Foundations of Learning, Storehouses of Wholesome Learning 1 (Mediaevalia Groningana, 9), Louvain: Peeters, pp. 253-278. ISBN: 978-90-429-1979-2.
  2004. I segni del Giudizio della famiglia “Ava” e gli aspetti innovativi del poemetto del ms. München, Bayerische Staatsbibliothek, Cgm 717, in F. Ferrari e M. Bampi (edd.), Le Lingue e le Letterature Germaniche fra il XII e il XVI Secolo, Atti del XXIX Convegno dell'Associazione Italiana di Filologia Germanica (Trento 5-7.6.2002), Trento: Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche, Università degli Studi di Trento, pp. 253-294. ISBN/ISSN: 88-8443-065-8.
  2004. Ibridazioni tra il Fisiologo e i Segni del Giudizio, in C. Rizzo (ed.), Fabelwesen, mostri e portenti nell’immaginario occidentale: medioevo germanico e altro, Alessandria, Edizioni dell'Orso, pp. 157-191. ISBN 88-7694-768-X.
(articoli in rivista)   2007. The Fifteen Signs of Doomsday of the First Riustring Manuscript, in: R. Bremmer Jr., S. Laker and O. Vries (eds.), Advances in Old Frisian Philology (Amsterdamer Beiträge zur Älteren Germanistik, 64 / Estrikken, 80), Amsterdam: Rodopi, pp. 129-152. ISBN: 13-978-90-420-2181-5
  1998. The Criteria for the Formation of a Frisian Runic Corpus Revisited, in: R. H. Bremmer Jr et al. (eds.), Approaches to Old Frisian Philology (Amsterdamer Beiträge zur Älteren Germanistik, 49), Amsterdam – Atlanta, GA: Rodopi, pp. 155-168. ISSN 0165-7305.
(recensioni su rivista) 2010. Carla Cucina, Il Seafarer. La navigatio cristiana di un poeta anglosassone, Roma, Edizioni Kappa, 2008 (Biblioteca Medievale. Saggi – Ricerche – Edizioni, 2), pp. VII, 478, da pubblicarsi in Speculum 85/1 (January 2010) (in corso di stampa).
1995. A. Rieger, Trobairtz. Der Beitrag der Frau in der altokzitanischen höfischen Lyrik. Edition des Gesamtkorpus, Tübingen, Niemeyer, 1991, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 28-29 (gennaio-dicembre 1995), pp. 103-106.
1993. Konrad von Heimesfurt, Diu Urstende. Studienausgabe, hrsg. von K. Gärtner und Werner J. Hoffmann, Tübingen, Niemeyer, 1991, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 24-25 (gennaio-dicembre 1993), p. 368.

1993. E. Hertog, Chaucer’s Fabliaux as Analogues, Leuven, Leuven University Press, 1991, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 24-25 (gennaio-dicembre 1993), pp. 365-366

1992. W. Georgi,  Friedrich Barbarossa und die auswärtigen Mächte. Studien zur Außenpolitik 1159-1180, Frankfurt am Main, P. Lang, 1990, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 22-23 (gennaio-dicembre 1992), p. 179;
1992. Von Menschen und Ihren Zeichen. Sozialhistorische Untersuchungen zum Spätmittelalter und zur Neuzeit, hrsg. von I. Matschinegg et al., Bielefeld, Verlag für Regionalgeschichte, 1990, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 22-23 (gennaio-dicembre 1992), pp. 214-215.

1992. Höfische Repräsentation. Das Zeremoniell und die Zeichen, hrsg. von H. Ragotzky und H. Wenzel, Tübingen, Niemeyer, 1990, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 22-23 (gennaio-dicembre 1992), p. 185.

1992. D. Faraci, Il Bestiario Medio Inglese (MS Arundel, 292 della British Library), L’Aquila – Roma, Japadre, 1990, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 22-23 (gennaio-dicembre 1992), pp. 107-110.

1991. A. Squires, The Old English Physiologus, Durham, 1988, Schede Medievali. Rassegna dell’Officina di Studi Medievali, 20-21 (gennaio-dicembre 1991), pp. 251-253.

 
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