L'obiettivo del dottorato è quello di formare alla ricerca scientifica nel campo degli "Studi culturali" che si concentrano sulle letterature, le arti figurative e le arti della performance, con una particolare attenzione per le problematiche teoriche affrontate dalle singole discipline coinvolte in rapporto costante con la storia e la teoria delle culture in un contesto multiculturale e multietnico, nonché di formare esperti in grado di operare in istituzioni culturali come musei (anche della letteratura), teatri, istituzioni musicali ed operistiche, archivi, biblioteche etc.
Nello spirito degli Studi culturali internazionali - in particolare quelli di area anglo-sassone e austro-tedesca - sarà dunque necessaria una formazione di base sulle problematiche generali dello studio comparato delle culture e delle società multiculturali e multietniche, nel contesto più ampio dei fenomeni di globalizzazione (anche dei prodotti e delle istituzioni culturali). Da qui l'apporto delle discipline filosofico-politiche, in particolare quelle più attente agli aspetti teorici del multiculturalismo e della storia dei concetti politici.
L'incrocio tra gli Studi culturali e la filosofia politica avviene su alcune delle aree concettuali di più stretta attualità: da un lato, una riflessione, insieme analitica e normativa, sul multi/trans-culturalismo, con le relative applicazioni in svariate sfere (linguistiche, mediatiche, religiose, giuridiche, sanitarie, educative, migratorie, etc.), con la quale affrontare in chiave comparata lo studio delle culture e delle civiltà planetarie, colte attraverso le narrazioni, le immagini e i suoni.
Alle discipline letterarie e artistiche, da sempre attente anche nella tradizione italiana allo studio delle culture delle diverse nazioni, è affidato invece il compito di studiare le singole forme di espressione nel contesto più ampio di una storia della cultura.
Gli Studi culturali internazionali sono stati di fatto il veicolo privilegiato per gli studi di genere, gli studi sulle identità (nazionali, etniche etc.), sul contesto post-coloniale, sul sistema dei media, tutti approcci necessari per una comprensione della cultura intesa come "whole way of life".
Il Collegio di docenti ha per altro una lunga esperienza a riguardo maturata non solo in ricerche dei singoli studiosi ma anche nella partecipazione ad un lavoro collettivo che si è imposto in Italia come il primo collettore ufficiale di tali esperienze di ricerca, il Dizionario degli Studi Culturali, a cura di Michele Cometa, Roberta Coglitore e Federica Mazzara edito da Meltemi nel 2004. I collaboratori di questo impegnativo lavoro collettivo - molti dei quali sono presenti nel collegio - rappresentano l'ampio spettro di tematiche che il dottorato intende affrontare: border studies, cultura visuale, critica letteraria femminista, Frauenliteratur, storia della cultura, film studies, music studies, performance studies, studi sulla diaspora, women's studies, studi queer etc., xenologia, discipline che saranno oggetto dei seminari specialistici (cfr. anche il sito italiano degli studi culturali promosso dal Dipartimento di Arti e Comunicazioni all'indirizzo www.culturalstudies.it).
In particolare il dottorato intende valorizzare la collaborazione tra studiosi impegnati nell'interpretazione dei fenomeni artistici ed istituzionali ma attenti al contesto identitario che tali fenomeni fondano e allo stesso tempo producono. Da qui la necessità di ricorrere a docenti di varie filologie e letterature nazionali, in concerto con studiosi di discipline socio-politiche, o comunque con studiosi che hanno dimostrato di saper declinare aspetti specifici delle forme di espressione (letteraria, artistica, musicale, teatrale, filmica etc.) nel più ampio contesto dello studio delle società e delle culture.
Il dottorato, che si pone come assoluta novità in Italia ed è anche il primo esplicitamente dedicato agli Studi Culturali nel nostro paese, non intende semplicemente offrire una versione italiana dei pure importanti Cultural Studies internazionali, ma ricercare una via singolarmente vicina alla nostra tradizione per altro ampiamente giustificata da teorici come Gramsci, De Martino, Pasolini ed Eco.
L'attività formativa si articolerà quindi in un livello base (anche se fortemente progredito sul piano teorico e metodologico) comune a tutte le aree disciplinari coinvolte (la teoria politica, la letteratura e le scritture, la cultura visuale e le arti della performance), mentre negli anni successivi i dottorandi individueranno tra dette aree quelle più congeniali ai loro interessi. Per sua natura il dottorato incoraggerà le intersezioni tra questi ambiti disciplinari e lo studio delle loro ricadute istituzionali. In base agli accordi già stipulati con istituzioni pubbliche e private il dottorato incoraggerà inoltre i soggiorni formativi all'estero, soprattutto in Spagna, Repubblica Federale Tedesca, Inghilterra e Francia, attraverso una rete maturata nelle attività del dipartimento di Arti e Comunicazioni e del Master in Comunicazione e cultura visuale.
DESCRIZIONE SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Oltre a formare specialisti per la ricerca accademica nelle varie aree disciplinari i dottori di ricerca potranno trovare sbocchi lavorativi in:
- università e scuola:
- istituzioni culturali;
- archivi e biblioteche;
- istituzioni museali, musicali, teatrali e della cinematografia;
- fondazioni culturali;
- attività di formazione, pubbliche e private, dedicate agli stessi ambiti;
- aziende editoriali (case editrici, giornali, tv etc.);
- organismi internazionali di studio sociale e culturale;
- consulenza dei policy-makers in grado di offrire ipotesi di lettura e soluzioni innovative ai problemi sociali derivanti da questioni di identità in conflitto;
- elaboratori di policies orientate alla gestione di processi transculturali nella sfera pubblica e privata;
- istituzioni di carattere umanitario, di servizio sociale in contesti multiculturali ed internazionali;
- ambasciate e rappresentanze all'estero (italiane);
- produzione di eventi culturali (festival, rassegne etc.) e di prodotti multimediali che presuppongano una competenza multiculturale. |