Tre premi annuali per ricordare Alessandro Cestelli, scienziato, docente universitario,  
protagonista di preziose esperienze di impegno civile e di volontariato sociale a favore dei più deboli.  

Caro Visitatore, Vorrei essere capace di far rivivere per te almeno un lampo del suo sguardo ridente e luminoso, di spiegarti chi fosse e perché l'abbiamo amato.
Ma ci sono realmente modi per descrivere con parole la mente e l'anima di un uomo? Per dirne la forza e l'innocenza, i desideri ed i dolori, l'amore per la vita, il rispetto ed il timore della morte? Per individuare il suo posto nella rete dell'esistenza, per descrivere la lacerazione che in quella rete ha lasciato la sua scomparsa?
Perdona, dunque, incertezze, parzialità e pudore...

Alessandro Cestelli nasce a Palermo, il 17 Maggio 1951. Suo padre, Roberto Cestelli Montechiari, romano, è un uomo colto ed elegante, dotato di una naturale grazia e della non comune capacità di parlare ai giovani. Sua madre, Francesca de Cristofaro, catanese, è una donna dotata di una carica umana travolgente e di una grande generosità; è il principale modello nella vita di Alessandro, che da lei eredita molte cose, dall'amore per la musica alla capacità di sferzare, sorridendone con simpatia, le umane debolezze.
Alessandro è il terzo figlio di Roberto e Francesca. Prima di lui sono già nati Maurizio (1945) e Serenella (1946). Dopo di lui, nasceranno Emilia (1952) e Luigi (1953). Una famiglia molto speciale per tutti quelli che l'hanno conosciuta, caotica come può esserlo una comunità con cinque ragazzini, ai quali si aggiunge il folto stuolo di cugini ed amici di tutte le età che istintivamente scelgono proprio quella casa come centro di riferimento ed aggregazione. Con loro c'è anche Rosa Guttuso (Iaia), la bambinaia di una vita, che prepara sempre qualcosa di speciale "per Ale suo" scatenando proteste ed urla da parte degli altri bambini... Maurizio è un ragazzo introverso, dal sorriso dolce. Da lui Alessandro imparerà ad amare Palermo e la Sicilia in genere. Con lui farà i primi giri per la sua città, catturando suggestive immagini e scoprendo siti dormienti e dimenticati, abbandonati all'incuria e ridotti a mute macerie. Nessun giorno della vita di Alessandro trascorrerà senza un pensiero per questo fratello amatissimo, perduto nel 1974, a causa di un orribile male. Per oltre 25 anni, non ascolterà musica nell'anniversario della sua agonia. Per 25 anni scriverà "Manoscritto di Palermo", una storia su Palermo dedicata a Maurizio ed anche a se stesso, alle proprie passioni, alle proprie angosce. Finirà di scrivere il Manoscritto circa un anno prima di scoprire la propria orribile malattia...

Alessandro studia a Palermo fino alla Laurea in Scienze Biologiche. Negli anni in cui frequenta il Liceo Classico Garibaldi emergono nitidamente quelli che saranno i suoi principali interessi culturali e sociali per tutta la vita: l'amore per la musica antica, specialmente quella barocca, l'interesse per le antiche civiltà (è affascinato dall'antico Egitto, in primo luogo, ma anche dalle più antiche storie sumere, da eroi mitici come Gilgamesh, dai miti del diluvio universale) e in genere per la storia dell'uomo, sia dal punto di vista biologico che culturale, ed anche, e soprattutto, l'attenzione per i problemi della società.
E' in questi anni che diviene un appassionato e profondo conoscitore della sua città, della quale ripercorrerà, senza mai stancarsene e con sempre nuovo entusiasmo, mercati e quartieri, per tutta la vita. Anche nella condivisione di questo amore per Palermo, nascono negli anni del Liceo amicizie, come quella con Benedetto Violante, che si manterranno poi inalterate nel tempo.
Affascinato dagli ideali di libertà e di giustizia manifesta sin dall'adolescenza (e manterrà per tutta la vita) un profondo rispetto per le regole, insieme ad una entusiastica ammirazione per l'anima creativa dell'umanità. E, nella storia dell'umanità, riesce sempre a riconoscere e difende con passione soprattutto la fatica, le difficoltà che l'uomo ha dovuto sostenere in ogni epoca per averla vinta (e non sempre) sulla forza degli elementi e su quella, non meno inquietante, dell'ignoranza.

Tutti questi interessi vanno ad aggiungersi, arricchendolo e completandolo, all'amore manifestato da sempre per le Scienze Naturali e Biologiche.
E' naturale dunque, che al momento della difficile scelta della propria strada, si orienti verso una Facoltà Scientifica e scelga, in particolare, le Scienze Biologiche.
Nel 1969 comincia a frequentare i Corsi universitari con grande entusiasmo. Molto importante in quegli anni è l'amicizia con un ragazzo, Marco Guccione, che occuperà per sempre un posto fondamentale nel suo cuore, anche (e, forse, soprattutto) quando Marco deciderà di abbandonare l'Università, scegliendo una vita completamente diversa dalla sua.
Nel 1971 comincia per Alessandro la vita di laboratorio, che non abbandonerà mai più. Frequenta l'Istituto di Anatomia Comparata già divenuto, sotto la guida di Alberto Monroy prima ed in seguito di Giovanni Giudice, Scuola di Biologia dello Sviluppo all'avanguardia nel settore della ricerca molecolare e rinomata in tutta Italia. In particolare, lavora nel laboratorio di Maria Letizia Vittorelli.
Negli anni della tesi, mentre si consolida la sua cultura scientifica, Alessandro approfondisce anche tanti altri aspetti della sua multiforme cultura. Nascono in questo periodo amicizie profonde che dureranno per tutta la vita, come quella con Rainer Barbieri o quella con Fabrizio Gianguzza.
Dopo la Laurea ed il congedo militare continua a lavorare presso l'Istituto di Anatomia Comparata, allacciando anche nuove collaborazioni scientifiche, la più significativa delle quali si rivelerà quella con Goffredo Cognetti e con la sua allieva Italia Di Liegro. Nessuno in quel momento, neanche loro stessi, avrebbe immaginato che molti anni dopo, Alessandro e Italia (che si sposerà pochi mesi dopo ed in pochi anni, fra il 1976 ed il 1981, avrà i suoi quattro figli, Claudio, Carlo, Maurizio e Fabio) avrebbero preso la difficilissima decisione di dividere tutto, non solo il lavoro, per il resto della vita.
Intanto, gli interessi scientifici di Alessandro stanno per subire una svolta che si rivelerà decisiva. Nel 1977, infatti, viene accettato come 'Associate in Neurology' nel laboratorio diretto da Elvira Costantino-Ceccarini, presso il Department of Neurology - Albert Einstein College of Medicine, Bronx, New York.
In questo laboratorio rimarrà fino al 1979 collaborando ad un progetto di ricerca riguardante la biochimica della mielinizzazione nel Sistema Nervoso Centrale e Periferico di mammifero.
A partire da quegli anni, Alessandro svilupperà un interesse profondo per tutte le tematiche che riguardano il Sistema Nervoso, non solo relativamente agli aspetti biochimici e molecolari, che costituiranno il suo specifico campo di ricerca per tutto il resto della sua vita, ma anche, e per certi versi soprattutto, per gli aspetti teorici riguardanti la complessità del cervello e l'evoluzione della mente.
Sempre nel 1977 si sposa con Antonella Spatafora e con lei divide l'esperienza americana, che segnerà un periodo fondamentale della sua esperienza umana e di ricerca. Da Antonella avrà, nel 1981, il figlio Maurizio.

Tornato a Palermo nel 1980, Alessandro matura la convinzione che per sviluppare la ricerca sul differenziamento del Sistema Nervoso, sia necessario disporre di un modello sperimentale che consenta di ottenere risposte più chiare sulle relazioni tra genoma e segnali epigenetici, nei processi differenziativi, sia normali che patologici. Per questo motivo, avvia delle collaborazioni con colleghi dell'Università di Palermo. Importantissimo sarà l'incontro con Giovanni Savettieri, dell'Istituto di Neuropsichiatria del Policlinico Universitario Paolo Giaccone di Palermo, con il quale stringerà un rapporto di stima ed affetto reciproci che costituirà un perno fondamentale della sua vita di ricerca, ma anche un punto di riferimento centrale nella sua vita affettiva. Insieme a Giovanni ed in collaborazione con Alfredo Chiarini e con la sua allieva Donatella Ferraro, dell'Istituto di Igiene e Microbiologia dell'Università di Palermo, Alessandro avvierà un programma di ricerca che consentirà di mettere a punto un terreno sintetico selettivo per i neuroni corticali di mammifero. Fedele al suo amore per l'Egitto, Alessandro chiamerà quel terreno "Maat Medium", in onore della dea egizia della Verità, della Giustizia e dell'Ordine Cosmico (Maat). Intanto, nel luglio del 1981 diviene Ricercatore Confermato.
In quegli stessi anni, nella Palermo insanguinata dai grandi delitti di mafia, all'indomani dell'assassinio di Pio La Torre, fonda insieme ad altri colleghi della Facoltà di Scienze, il "Comitato per la costruzione di un monumento ai caduti nella lotta contro la Mafia". Il Comitato, oltre a lanciare ed a diffondere una sottoscrizione popolare che servirà a finanziare la costruzione del monumento (poi effettivamente eretto in Piazza XIII Vittime, nei pressi della Prefettura di Palermo), collaborerà attivamente alla diffusione in Sicilia del desiderio di rivolta contro lo strapotere mafioso che informa di sé quasi ogni aspetto della convivenza civile nella regione. Nell'ambito delle attività del Comitato, si inquadra un capillare intervento nelle scuole e l'organizzazione di una mostra itinerante intitolata 'Dimenticati a Palermo', che ripercorre soprattutto il drammatico periodo che fonde, in un unico disegno destabilizzante, l'assassinio di Pio La Torre e quello di Carlo Alberto dalla Chiesa.Sul fronte della ricerca scientifica intanto, nel gennaio 1984, aderisce al Dipartimento di Biologia Cellulare e dello Sviluppo, all'organizzazione del quale darà un contributo fondamentale, anche come componente della Commissione Edilizia Dipartimentale.

Dal 1° novembre 1992 è Professore Associato di Biologia Cellulare.
Gli anni successivi vedono una continua crescita di Alessandro, che raggiungerà in breve la piena maturità sia come ricercatore che come docente. Come ricercatore affronta con successo lo studio di diversi ed affascinanti problemi connessi con il differenziamento neuronale nei mammiferi, anche in collaborazione con colleghi di altri Dipartimenti e di Università straniere. Come docente svolge con grande passione un'intensa attività didattica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e, in particolare, presso i Corsi di Laurea in Scienze Biologiche ed in Scienze Naturali, come titolare della Cattedra di Biologia Cellulare, ma anche collaborando ad una serie di altri corsi, senza mai tirarsi indietro e con grande entusiasmo, ogni volta che è chiamato ad intervenire con qualsiasi forma di attività. Fra l'altro, collabora per anni con diversi insegnanti delle Scuole Medie, tenendo delle conferenze sull'Evoluzione dell'Uomo. Inoltre, nel 1994, entra a far parte del Consiglio Didattico della Università Libera Itinerante per la Terza Età (ULITE). Tra il 1994 ed il 2000, avvalendosi della collaborazione di docenti dell'Università di Palermo e di studiosi ed esperti di diverse discipline, organizza dei cicli di conferenze che affrontano temi affascinanti come "Il posto dell'uomo nella natura" e "L'ombra dell'uomo: le basi biologiche del comportamento e dell'intelligenza", ma anche problematiche attuali ed inquietanti come "Clonazione e qualità della vita", tenendo sempre ben viva l'attenzione sulle implicazioni bioetiche delle moderne biotecnologie.
Per l'attività di volontariato svolta con l'ULITE, gli è stata assegnata nel 1997 la medaglia 'Città di Palermo'.

Nel 2001, mentre la sua vita si conclude drammaticamente a soli cinquant'anni, gli giunge, dalla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, la chiamata a ricoprire la Cattedra di Biologia Cellulare come Professore Straordinario. Quel titolo giunto nelle ultime ore di vita è paradossalmente quello che gli si addice di più, perché egli è stato realmente un professore straordinario: nell'organizzazione dei corsi universitari, dei seminari, delle conferenze, così come nella scelta delle tematiche dei Corsi organizzati per l'ULITE, Alessandro ha sempre espresso la sua profonda cultura scientifica. Egli è stato un biologo cellulare nel senso più completo del termine; un biologo affascinato, sopra ogni altra cosa, dai complessi misteri della mente e del suo funzionamento biochimico.

Come docente ha avuto la stima ma anche il profondo affetto dei suoi allievi. Come ricercatore ha condotto ricerche brillanti ed innovative, fino alle ultime settimane di vita.
In tutto quello che ha fatto, ha riversato molto di più che la sua pur completa cultura scientifica. Ha espresso la sua non meno vasta cultura umanistica, la sua curiosità per i campi più vari del sapere e per le diverse culture umane, l'attenzione per i problemi e gli interrogativi più pressanti di una società in continua evoluzione e, soprattutto, il suo interesse per la gente.
Tutto questo ha sempre fatto con grande serietà e senso del dovere, ma anche con una carica umana che gli ha permesso di coinvolgere e trascinare colleghi più giovani e meno giovani nelle sue imprese. Ed anche con una fanciullesca capacità di gioco che ha incantato e costretto al sorriso, in tante occasioni, anche i più severi. Chiunque abbia incrociato la sua strada ha guadagnato un soprannome, a volte fantasioso, a volte graffiante, ma sempre duraturo!
Di lui saranno ricordati sempre il rigore scientifico, l'onestà intellettuale, l'entusiasmo, la serietà, ma anche l'ironia, la tolleranza, il calore, il sorriso e le tante altre doti umane che ne hanno fatto un maestro indimenticabile per i suoi studenti ed un amico ed un compagno speciale ed insostituibile, che vivrà sempre nel cuore di quanti l'hanno conosciuto ed amato.


pitture astratte realizzate dai bambini del Centro Sociale "San Francesco Saverio", all'Albergheria

O Osiris Re,
Tu sei partito
ma Tu tornerai,
Tu hai dormito
ma Tu ti desterai,
Tu approdi all'altra riva
ma Tu vivi

(da: I Testi delle Piramidi)