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Cronaca universitaria
- Economia
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030626gili
L'Ibm punta sul sistema Linux e Bill Gates
trema
Il colosso informatico
installerà il sistema operativo "nemico" di Windows su
alcuni modelli. Intervista ad un sostenore del sistema Linux: Salvatore
Modica, ordinario di Economia politica ad Economia, che ci ha spiegato
i risvolti economici della vicenda. Il software "open source"
ha una maggiore qualità e costa meno perchè non è
protetto dal famigerato copyright
Il colosso dell’informatica Ibm decide
di puntare sul sistema operativo Linux che si conferma come il rivale
numero uno di Bill Gates e dei sistemi operativi targati Microsoft. Linus
è un sistema open source che quindi non è coperto
da copyright. Il software open source non è necessariamente
gratuito ma è liberamente modificabile dagli utenti e quindi è
in continua evoluzione. Accanto
al file eseguibile viene, infatti, distribuito il codice sorgente
che permette di "guardare" dentro il programma e di migliorarlo.
Questi programmi sono il frutto della collaborazione spontanea e gratuita
di hacker e programmatori che aggiungono delle migliorie e garantiscono
quindi il progresso delle conoscenze informatiche di base.
Linux è nato nel 1991 e si è diffuso rapidamente tra gli
utenti più esperti ma ora sta conoscendo una grande successo anche
tra gli utenti privati che spesso utilizzano sistemi Microsoft "piratati"
e senza licenza d’uso. Abbiamo intervistato un utente Linux della
facoltà di Economia per approfondire le tematiche legate ai software
open source. E’ il professore Salvatore Modica (nella
foto in alto), ordinario di Economia politica.
Professore Modica, quali sono i vantaggi più importanti di Linux?
"L’utente finale avanzato con Linux ha il vantaggio di vivere
nella legalità (perché non ha bisogno di usare programmi
pirati), di poter controllare in modo completo il proprio sistema operativo,
e di disporre di una piattaforma stabile e più sicura dagli attacchi
degli hacker. Il sessanta per cento dei server mondiali utilizza sistema
Linux. Tra i tanti esempi possiamo citare anche la Nasa e l’Università
di Palermo. Contrariamente a quanto si pensa l’utilizzo dell’open
source nei grandi sistemi non è necessariamente più
economico dei sistemi commerciali. Quello che si risparmia nelle licenze
d’uso lo si spende in più per consulenze informatiche per
la gestione del sistema. Ma i profitti vengono trasferiti dalla rete dei
distributori a quella dei programmatori incentivando così lo sviluppo
della ricerca e la diffusione delle conoscenze informatiche: il commerciante
è un esperto di vendite, mentre lo sviluppatore è in grado
anche di inventare qualcosa di nuovo che diventerà patrimonio dell’intera
comunità".
Una provocazione. Perché non aboliamo il copyright del software?
"Ogni medaglia ha il suo rovescio. Gli economisti sanno fin dagli
anni ’60 quali sono le due facce della proprietà intellettuali.
Da un lato la proprietà intellettuale introduce una distorsione
monopolistica con prodotti venduti a prezzo più alto del costo
marginale. D’altra parte l’assenza di proprietà intellettuale
scoraggia l’attività di ricerca e sviluppo. Bisogna trovare
un punto di equilibrio tra queste due posizioni estreme".
Gli uffici del nostro Ateneo e della stragrande maggioranza delle Pubbliche
amministrazioni italiane usano software commerciale. E’ ancora presto
per parlare di "open source"?
"Come ho già detto il server dell’Università di
Palermo gira già su Linux, e gestisce circa 2000 utenti. Con le
conoscenze tecniche presenti nell’Ateneo sarebbe possibile (ed economicamente
vantaggioso) passare all’uso di open source anche negli uffici
dell’amministrazione. Ma c’è un problema di 'effetto
soglia': un solo dipendente non coprirebbe le spese fisse. Occorrerebbe
creare una massa critica di utenti che possa rendere gli investimenti
vantaggiosi".
Per altre informazioni sul sistema operativo open source è possibile
andare sul sito www.gnu.org
oppure rivolgersi agli esperti del Cuc, il Centro universitario di calcolo
dell’Ateneo di Palermo che sapranno spiegarvi come istallare Linux
e come trovare la documentazione di cui avete bisogno. Due buoni punti
di partenza per l’Economia dell’open source sono per esempio
il sito http://opensource.mit.edu
e la pagina web del Professor David Levine dell’Università
di Los Angeles, California: http://levine.sscnet.ucla.edu.
Giuseppe Lipari
rev-rova/cave
(8 luglio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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