In
un periodo in cui l’attività di orientamento
va cambiando in relazione ai mutamenti sociali, economici e tecnologici,
si evolve naturalmente anche l’impegno richiesto agli operatori
del settore.
L’orientamento è diventato un processo sempre più complesso
tale da consentire di operare a livelli multipli e diversificati,
a seconda che il modello di intervento si realizzi in ambito educativo,
formativo
o professionale.
Per la scuola italiana, l'autonomia, l'innalzamento dell'obbligo
scolastico, il riordino dei cicli, la parità, i nuovi programmi, hanno cominciato
ad essere in gran parte realtà operative. La riforma della
scuola (Legge 28 marzo 2003, n. 53) assume, infatti, il preciso impegno
di
garantire percorsi formativi a tutti i giovani per un periodo di
almeno 12 anni,
o comunque fino al conseguimento di una qualifica, attraverso il
nuovo sistema di istruzione e formazione organizzato per cicli educativi:
primo ciclo (scuola primaria e secondaria di I grado); secondo ciclo
(formazione
professionale e apprendistato); istruzione e formazione superiore
(laurea
di I livello e laurea specialistica).
In tale contesto, appare necessaria la formazione di figure professionali
in grado sia di analizzare la nuova realtà scolastica, ancora
in fase di definizione, sia di affiancare ed orientare i ragazzi
in tutti i momenti di passaggio tra i cicli scolastici.
E’ in queste fasi di transizione, infatti, che risulta necessario
per le istituzioni consentire ai propri utenti di affrontare le scelte
in modo maturo e consapevole, nella completa coscienza di se stessi e
dei propri fini, al fine sia di consentire la piena espressione delle
inclinazioni individuali, sia di evitare le perdite di risorse da sempre
legate ad un inadeguato collegamento tra le strutture educative (drop-out,
abbandoni, ecc.). Va segnalato che il fenomeno della “dispersione” riguarda
non soltanto il mondo della scuola ma anche quello universitario, dove
su 100 studenti immatricolati soltanto poco più di 40 riesce a
laurearsi. La maggior parte degli abbandoni si verifica fra il primo
e il secondo anno, in conseguenza non soltanto delle difficoltà incontrate
nello studio, ma anche di una insoddisfacente scelta del corso di laurea.
Per affrontare il fenomeno anzidetto, vanno quindi immaginati interventi
integrati che prevedono l’attivazione di servizi per l’orientamento
nelle strutture scolastiche e negli atenei, sia allo scopo di guidare
i ragazzi diplomati nella scelta del corso di laurea più coerente
con i propri interessi, motivazioni e attitudini, sia per ridurre il
numero di studenti “dispersi”.
Per raggiungere tali finalità, le istituzioni delegate alla formazione
dei giovani, oltre a contare sul personale docente, sono da tempo invitate
ad organizzare attività orientative per le quali ancora sono
difficilmente rintracciabili figure professionali specifiche.
Uno degli obiettivi formativi del Master in Psicologia dell’Orientamento è formare
specialisti nel settore, esperti nei processi sottostanti le scelte scolastiche
e professionali, capaci da un lato di organizzare e mettere in atto interventi
di tutoring, e dall’altro di utilizzare tecniche di intervento
quali il bilancio di competenze, i test psicologici ed il colloquio
di orientamento.
Accanto ai cambiamenti del sistema scolastico ed universitario apportati
dalle normative vigenti, nel contesto dell'accesso al mondo del lavoro
si sta attuando una sostanziale rivoluzione nelle strutture delegate
alla formazione professionale e dell'inserimento lavorativo; in particolare,
all'interno degli ex servizi di collocamento che oggi, in virtù di
una riforma iniziata con il D.L. 469/97 che di fatto affida alle Regioni
le competenze in materia di collocamento al lavoro, si vuole passare
da un sistema di gestione del mercato del lavoro di carattere meramente
amministrativo alla costruzione di una rete di servizi per il lavoro
dove cittadini e imprese possano trovare adeguate risposte ai loro bisogni
di informazione, consulenza e orientamento. Ciò evidenzia
un nodo critico nella divisione delle competenze in materia di orientamento.
In una società caratterizzata da mutamenti tanto rapidi, l'orientamento
professionale diventa strumento trasversale e strategico per lo sviluppo
delle risorse umane e più in generale per la razionalizzazione
delle risorse.
Orientarsi vuol dire mettere insieme una serie di informazioni che
consentano al giovane e all'adulto di individuare una direzione professionale
da
percorrere. Da una parte, informazioni su se stessi, sulle proprie
caratteristiche, attitudini, interessi, motivazioni, sui propri punti
deboli, sulle conoscenze
e le competenze acquisite; dall'altra, informazioni sul mondo del
lavoro e delle professioni, oltre che sulle opportunità formative
offerte dal contesto territoriale; in ultimo, mettere insieme questi
due tipi
di informazione e definire una strategia per affrontare il mercato
del lavoro in modo efficace.
Nel mettere insieme queste informazioni, il giovane dovrebbe essere
supportato da un orientatore che avrà il compito di aiutarlo
a costruire percorsi pienamente soddisfacenti, in ambito formativo
e professionale,
attraverso servizi di informazione, formazione e consulenza orientativa.
All’interno di questo quadro, il Master Universitario in Psicologia
dell’Orientamento si propone di fornire un percorso disciplinare
che metta in grado di acquisire approfondite e articolate competenze
per operare nell’ambito dell’orientamento e della formazione
professionale, ivi comprese tutte quelle situazioni nelle quali, per
effetto dell’espulsione dai processi produttivi e della mobilità lavorativa,
si pongono problemi di riqualificazione e replacement.