| ___________________________________ARCHIVIO GIUSEPPE CARONIA | |||
Giuseppe Caronia, Progetto per la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo, 1962
Giuseppe Caronia, Guido Puleo, Borgo rurale D. Borzellino (prov. di Palermo), fotografia del plastico, 1940
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![]() Nel 1995, dopo la scomparsa di Giuseppe Caronia, la famiglia ha voluto generosamente donarne a questo Dipartimento l’Archivio e la Biblioteca, presenti a Palermo nello studio di via Pacini: l’uno composto da centinaia di disegni in gran parte su lucidi, copie eliografiche, foto relative a progetti e ad opere realizzate o in corso di costruzione, relazioni e documenti vari; l’altra ricca di oltre 200 volumi e di numerose testate di riviste. La donazione faceva seguito a quella che lo stesso Giuseppe Caronia aveva già effettuato, nei confronti dello stesso Dipartimento, per l’Archivio paterno, quello cioè relativo a Salvatore Caronia Roberti. Il fondo “Giuseppe Caronia” è oggi in corso di catalogazione, con la responsabilità scientifica della prof. Maria Giuffrè e con il contributo della prof. Carla Quartarone in merito ai progetti. Giuseppe Caronia (1915-1994), ingegnere e architetto palermitano ma anche docente di Caratteri distributivi degli edifici e poi di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo, autore di numerose pubblicazioni rivolte anche a temi e architetti europei e americani contemporanei, opera professionalmente a Palermo oltre che in numerosi centri siciliani con progetti di case di abitazione, chiese, alberghi, opere pubbliche, quartieri residenziali, piani urbanistici, prestigiosi restauri architettonici, come quello per il palazzo della Zisa di Palermo e per il suo parco, sino agli ultimi anni di vita. Il raggio dei Suoi contatti e dei Suoi interessi è molto ampio se tra i disegni presenti nel fondo troviamo pure un progetto per la villa di uno sceicco in Arabia Saudita e tra le sue pubblicazioni saggi di storia dell’architettura legati soprattutto al medioevo normanno di cui, contemporaneamente, si andava occupando nei progetti di restauro, o anche recensioni e articoli su temi vari di architettura e urbanistica per autorevoli quotidiani e riviste nazionali. L’amore per la lettura e per i libri - una lezione appresa alla scuola del padre, figura di grande prestigio intellettuale e professionale - ha infatti contrassegnato in forma indelebile la formazione culturale di Giuseppe Caronia, insieme alla passione per i viaggi, nel corso dei quali amava affidare a taccuini di disegni le osservazioni critiche e l’ansia di sempre nuove conoscenze. Il fondo librario donato al Dipartimento dà atto di questo variegato percorso tra conoscenza della storia e coscienza del progetto, offrendo, così, uno spaccato prezioso non soltanto sul personaggio ma anche sull’intero periodo ante e post 1943, anche se è in realtà costituito soltanto dai materiali dello studio palermitano; altre pubblicazioni - enciclopedie, libri di storia, letteratura, storia dell’arte, architettura tecnica, urbanistica, testi sulla Sicilia che denunciano la passione normanna - sono infatti rimasti agli eredi nella casa romana, allora in via del Corso. Si tratta di riviste e libri di grande interesse, che qualificano il patrimonio librario del Dipartimento. Tra le riviste, testate “storiche” come, per esempio: L’architettura italiana degli editori torinesi Crudo e Lattes, degli anni 1913-1934, dove vengono, tra l’altro, pubblicati molti progetti di architetti siciliani; Architettura e arti decorative, rivista fondata nel 1921 e diretta da Gustavo Giovannoni e Marcello Piacentini, che diverrà poi dal 1931 Architettura e sarà diretta soltanto da Piacentini, presente nel fondo per gli anni 1921-1941; Palladio, la rivista fondata da Gustavo Giovannoni, nei suoi primi numeri degli anni 1937-1941; alcuni numeri di Urbanistica, dal 1937; Metron, ancora nei suoi primi numeri, dal 1945; L’Architettura cronache e storia, dal 1955 al 1962 e altri numeri sparsi; la rivista La Casa, dedicata monograficamente nel n. 6 (1959-60) al tema “L’architettura moderna in Italia”, dove per la prima volta, in maniera sistematica, viene elaborata una sintesi sull’architettura dall’Unità agli anni cinquanta, con saggi di Gabetti, Portoghesi, Ziino, Libera, Persico, e molti altri; infine, alcune raccolte di riviste straniere, tra le quali L’architecture d’aujourd’hui, tra il 1931 e il 1942, Progressive Architecture, dal 1953 al 1960, Architectural Record, dal 1956 al 1961.
L’ex libris di Giuseppe Caronia raffigura un frammento di antica incisione con un’isola, barche e monumenti diversi: forse un ricordo costante della Sua isola di Sicilia anche quando gli avvenimenti lo porteranno a risiedere a Roma. Non è sempre presente sui libri, anche per l’appartenenza di alcuni alla Biblioteca del padre Salvatore e per data di pubblicazione e per esplicito riscontro nell’ex libris, come forse, per esempio: un manuale di grande successo, qui presente nella sua quarta edizione del 1875, L’arte di fabbricare, rivolto a ingegneri, architetti, periti in costruzioni, periti misuratori, imprenditori, arricchito da tavole; i Cento schizzi intorno ai progetti per monumenti romani a Vittorio Emanuele (1882); le tavole sotto il titolo Studi e schizzi di Ernesto Basile, architetto di cui Salvatore fu allievo (1911; è il periodo della più forte influenza basiliana su Savatore nei progetti di villini per Mondello); il catalogo di una Mostra del Concorso Nazionale per la cattedrale della Spezia (1930, ex libris S.C.). A Giuseppe Caronia, che si laurea in Ingegneria civile edile a Palermo nel 1937 e in Architettura a Roma nel 1940, potremmo invece riferire altri importanti testi che può avere acquistato da studente o neo-laureato come, per esempio, due opere di Gustavo Giovannoni, gli Elementi delle fabbriche (1925) e il Corso di Architettura (1932); il famoso libro di Alberto Sartoris, Gli elementi dell’architettura funzionale nella sua prima edizione del 1932, con prefazione di Le Corbusier e dedica ad Annibale Rigotti, opera di grande successo editoriale, più volte ripubblicata; i testi pubblicati negli anni trenta su problemi tipologico-distributivi, distinti per tipologie funzionali (tra questi, il libro di Del Debbio sulle piscine, 1933); Arte decorativa italiana di Giuseppe Pagano (1938); Ingegneria romana, di Giuseppe Cozzo, dedicato dall’autore a Mussolini “romano e costruttore” (1938, ex libris G.C.). Un piccolo nucleo urbanistico (è più consistente quello della Biblioteca romana) annovera scritti di Edoardo Caracciolo, contributi di Giorgio Rigotti sull’esperienza nell’Africa orientale, gli Atti del I Congresso Nazionale di Urbanistica (1937), la documentazione relativa all’unico piano territoriale prodotto dalla cultura urbanistica italiana di quegli anni, Studi e proposte per il piano regolatore della Valle d’Aosta, promosso da Adriano Olivetti e progettato negli anni trenta dai BBPR e da Bottoni, Figini e Pollini, edito nel 1943. Il materiale relativo ai “disegni e progetti” del fondo “Giuseppe Caronia” è arrivato al Dipartimento in una forma che rispecchia l’ordinamento dato dallo stesso Caronia alle attività dello studio. Le tavole, i disegni e i documenti erano contenuti in cartelle (49), in porta-rotoli (35) o legati in rotoli (33). Pochissimi i documenti non ordinati in contenitori. A partire da questo ordinamento sono stati individuati 121 blocchi non sempre corrispondenti ad un unico progetto. |
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