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__________________________________ ARCHIVIO ANTONIO ZANCA
 

Antonio Zanca, taccuino di schizzi, rilievo della cattedrale di Palermo, “Campanile nuovo 1825”, s.d.

Antonio Zanca, schizzo di studio per la facciata principale del palazzo municipale di Messina, s.d.

 

 

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leggi abstract del volume "Un archivio di architettura tra ottocento e novecento. I disegni di Antonio Zanca (1861-1958)" a cura di Paola Barbera e Maria Giuffrè.
 
Presso il Dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura dell’Università di Palermo è attualmente in corso di catalogazione, con la responsabilità scientifica della Prof. Maria Giuffré, l’archivio di Antonio Zanca, generosamente donato dalla famiglia nel 1997.
Il fondo - ricchissimo di materiali di straordinario interesse - si compone di alcune migliaia di disegni, di raccolte fotografiche relative alle varie fasi di realizzazione delle opere, di documenti tecnici, computi, carteggi e corrispondenze, oltre che di testi, riviste e opuscoli che costituivano parte della biblioteca dell’architetto.
L’impegno congiunto, accademico e professionale, e la formazione di ingegnere e architetto, delineano un personaggio dagli interessi vastissimi che spaziano dalla storia al progetto, dal restauro al rilievo, con un grande interesse di fondo per le nuove tecnologie nei primi anni del cemento armato. I disegni e i carteggi dell’archivio costituiscono lo specchio di questa molteplicità e consentono di ricostruire, oltre la figura di Antonio Zanca, una fitta trama di rapporti e relazioni con architetti più giovani di cui Zanca fu maestro e di ritrovare i fili di storie diverse che spesso valicano i confini insulari e si intrecciano con alcune delle più importanti vicende nazionali del periodo.
Per la consistenza dei materiali conservati e per la vastità degli interessi e dell’attività professionale e accademica, l’archivio di Antonio Zanca è uno strumento prezioso e insieme fragilissimo per esplorare aspetti e vicende che altre tipologie di archivi non consentono di illuminare. La biblioteca, la scelta dei disegni conservati, la presenza di tutti quei materiali che permettono di rintracciare le fasi intermedie che conducono dall’ideazione al progetto, i carteggi che danno conto della temperie del periodo, di amicizie e rapporti, costituiscono una storia che altre fonti non possono ricostruire.

Il fondo presenta disegni diversissimi per supporto, tecnica, natura e dimensione: si va dai disegni a china colorata su tela per alcune chiese a Messina ai grandi cartoncini con minutissimi disegni a matita che riproducono in ogni dettaglio la fitta trama decorativa della cattedrale di Palermo, dai piccoli taccuini di schizzi di campagna e rilievi dal vero agli enormi fogli di carta trasparente su cui, in dimensione reale, sono tracciati con matita grassa e mano sicura i particolari decorativi per il palazzo municipale di Messina, dalle prospettive acquerellate che illustrano l’inserimento di alcuni dei più importanti edifici nel contesto urbano ai dettagli costruttivi delle carpenterie e delle armature in ferro.

Oltre ai disegni fanno parte del fondo circa duecento cartelle che raccolgono una corposa documentazione tecnica (corrispondenza, computi, libretti delle misure, stime, perizie, vertenze giudiziarie) relativa all’attività professionale e accademica di Antonio Zanca e una raccolta di fotografie sia di opere realizzate che di viaggi e luoghi visitati. Al momento della donazione da parte della famiglia Zanca i materiali dell’archivio erano già stati rimossi dallo studio professionale e si trovavano conservati in altri locali; non è stato dunque possibile ricostruire l’ordinamento originario che i materiali certamente avevano all’interno dello studio.

La fase preliminare di schedatura e catalogazione ha consentito di stimare la consistenza dell’archivio e di individuare i principali progetti e temi attorno ai quali ruota l’attività di Antonio Zanca.L’attività professionale più rilevante è relativa ai seguenti progetti: Palazzo Paternò in piazza San Domenico a Palermo, palazzo municipale di Messina, chiesa di Santa Maria della Scala a Messina, collegio S. Ignazio a Messina, Banco di Sicilia di Caltanissetta, edificio scolastico a Borgetto, villino Zanca in via Dante a Palermo, case popolari al fondo Giachery a Palermo, case popolari a piazza Magione a Palermo, progetto per il macello a Palermo, lavori di restauro a palazzo Mazzarino e opere varie realizzate su committenza della famiglia Mazzarino. Di particolare rilevanza l’attività di progettista svolta per l’Ateneo palermitano nell’ambito della quale Zanca redige numerosi progetti legati tanto al recupero e al riutilizzo di antichi edifici destinati a ospitare facoltà universitarie quanto alla progettazione di nuove tipologie legate all’edilizia universitaria. In quest’ambito vengono predisposti e successivamente realizzati i seguenti progetti: nuovi istituti universitari in Via Archirafi, cliniche universitarie nel rione Filiciuzza, restauro e riuso del collegio San Rocco; restauro e riuso della casa dei padri Teatini.

A questi progetti di grande dimensione, legati spesso a una committenza pubblica, si affianca una serratissima attività professionale che riguarda progetti di minore dimensione per una committenza privata che richiede all’architetto cappelle e monumenti funebri, progettazioni e ristrutturazioni per residenze in città e in campagna. Non meno ricca di informazioni, anche se meno accattivante graficamente, è poi tutta l’attività legata a perizie giudiziarie, estimi, divisioni patrimoniali; in quest’ambito si ritrovano, ad esempio, interessanti perizie di stima relative agli espropri effettuati per realizzare il tracciato della via Roma a Palermo tra la fine dell’Ottocento e i primissimi anni del Novecento. Infine un capitolo a sé, che attraversa l’intera attività professionale e di studioso di Antonio Zanca, è costituito dagli studi, rilievi e progetti per la cattedrale di Palermo. Dal concorso vinto nel 1901 per il rivestimento della cupola della cattedrale, fino alla pubblicazione nel 1952 del volume La Cattedrale di Palermo dalle origini allo stato attuale, Zanca osserva, rileva misura, disegna e ridisegna la cattedrale palermitana, oggetto di appassionate lettere tra il maestro e i suoi allievi. Dall’inventario dei materiali conservati emerge dunque una corposa documentazione; la grande quantità dei disegni, la varietà dei supporti e delle tecniche utilizzate - insieme alla indubbia ricchezza dei carteggi, dai computi metrici ai libretti di cantiere, dalla corrispondenza agli appunti di studio - consentono di mettere a punto un quadro ricco di implicazioni molteplici, specchio della complessità del percorso che porta dal progetto alla costruzione, dall’ideazione alla realizzazione.

Le lunghe storie di importanti cantieri sono documentate con compiutezza dai materiali conservati presso l’archivio dell’architetto, attraverso numerosi grafici e carteggi tecnici che ci accompagnano spesso sin dai primi saggi geologici sui terreni di fondazione, fino alla modellazione degli apparati scultorei e decorativi dell’edificio ultimato. Il racconto della costruzione “materiale” della fabbrica, delle scelte tecniche, dei vincoli imposti dalle pietre e dal cemento, costituisce un tassello fondamentale di una storia che non è solo storia dell’architettura. Attraverso i materiali dell’archivio si ricostruiscono infatti anche le storie di personaggi, di utopie e di ambizioni che segnano la vita di una città e dei suoi uomini.

L’obiettivo principale del Dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura è certamente quello di conoscere, conservare e rendere accessibili i materiali molteplici ed eterogenei dell’archivio; va tuttavia sottolineato che lo stato di conservazione, nonché la quantità e la dimensione di alcuni disegni, ha posto problematiche diverse e di non facile soluzione. Il lavoro fin qui svolto ha comportato fasi diverse: tutto il materiale cartaceo è stato preliminarmente sottoposto a una disinfestazione “in bolla” che ha consentito di arrestare immediatamente fenomeni di degrado in atto dovuti a muffe o ad altri organismi; successivamente tutti i disegni sono stati sottoposti a una spolveratura manuale con spazzole e pennelli al fine di rimuovere tutto ciò che era depositato in superficie. Si è successivamente proceduto alla individuazione delle tipologie di materiali conservati e a una preliminare schedatura per tipo (carteggi, disegni, fotografie, articoli e pubblicazioni) e per progetto, così da potere individuare, per ciascun progetto di Antonio Zanca, l’esistenza di carteggi (conservati in cartelle numerati), di disegni (conservati in cassettiere metalliche), di disegni di dimensioni maggiori (conservati arrotolati in rastrelliere), di fotografie o lastre (conservate in scatole e scaffali numerati). Il Dipartimento di Storia e Progetto nell’Architettura ha inoltre chiesto e ottenuto dall’Università degli studi di Palermo l’attivazione di un assegno di ricerca, svolto dall'architetto Paola Barbera con la guida della prof. Maria Giuffrè, che ha per titolo Documentazione e conservazione: gli archivi di architettura del Novecento. Schedatura e catalogazione dei disegni di Antonio Zanca. In quest’ambito, al fine di restituire in maniera più completa possibile un panorama articolato che dalla seconda metà dell’Ottocento arriva al secondo dopoguerra, si sta procedendo per un verso alla redazione di un inventario più dettagliato e per l’altro al reperimento di importanti riscontri al di fuori dell’archivio conservato presso il Dipartimento. I punti fondamentali del lavoro in corso di svolgimento sono dunque i seguenti: schedatura analitica dei singoli disegni (oggetto, dimensione, supporto, tecnica utilizzata, tipo di rappresentazione, stato di conservazione ...), individuazione dei materiali da sottoporre a restauro, schedatura e catalogazione dei materiali conservati presso la famiglia, presso l’archivio storico dell’Università degli Studi di Palermo, presso l’archivio di Stato di Palermo e di Messina, riproduzione digitale dei disegni di maggiore interesse, informatizzazione dei materiali relativi ai progetti principali.

 
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Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura - c.so Vittorio Emanuele 188 90133 Palermo - tel. 091.7434211