vai alla Prima pagina

 

 

Giuseppe Guerrera, IL PROGETTO URBANO PER PALERMO

 
       

Giuseppe Guerrera
IL PROGETTO URBANO PER PALERMO
Percorsi, architetture e spazi pubblici, tra il porto e il parco di Bocca di Falco


Grafill, Palermo 2005

volume pubblicato con il contributo MURST 60% 1999-2002 Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura, Università degli Studi di Palermo

Lo scopo di questa ricerca su Palermo, iniziata nel 1998 e proseguita fino al 2005, è di verificare, attraverso il progetto d’architettura, se esistono le condizioni per una trasformazione della città che possa modernizzarla. Una città che nel passato ha avuto in diverse occasioni la capacità di rinnovare la sua struttura urbana e che, da qualche decennio, ha lasciato ad iniziative estemporanee o ideologiche le sue trasformazioni, senza raggiungere quella qualità degli spazi pubblici e delle architetture che l’hanno resa famosa. Palermo ha rinunciato da quattro secoli al suo rapporto con il mare negando la sua origine, la città tutto porto (pan-ormos), e da allora, progressivamente, non l’ha più recuperato fino a cancellarlo del tutto, costruendo una serie di barriere tra il mare e la città.
I progetti qui pubblicati sono la testimonianza che è ancora possibile tornare ad avere un rapporto con il mare a partire dal porto e affrontano questioni urbane che devono essere risolte al più presto perchè sollecitate da un bisogno di servizi e spazi pubblici indispensabili per la vita sociale dei cittadini.
L’intera ricerca in realtà utilizza iniziative dell’Amministrazione comunale che, come nel caso del Centro Culturale della Zisa, sono già in avanzato stato di progettazione esecutiva; trae spunto da necessità espresse dai cittadini, come il Parco di Boccadifalco; recupera iniziative di amministratori precedenti che sono state messe da parte, come la trasformazione in viale della Circonvallazione.
Lungo la linea di collegamento tra il porto e l’ex-aeroporto di Boccadifalco, aree dismesse, si allineano una serie di spazi e luoghi pubblici che, se raccordati da un’infrastruttura per il trasporto pubblico, potrebbero costituire una prima risposta al bisogno di rinnovamento urbano, di servizi, d’attrezzature, di cui la città ha bisogno. Spazi pedonali, parcheggi, parchi, alberghi, centri culturali, servizi municipali, ospedali, lunapark, attrezzature sportive, sono alcuni di questi servizi che utilizzano, senza quasi demolire nulla, aree libere o che si stanno liberando dalle costruzioni, come il sedime del Castello a Mare dove da diversi anni la Soprintendenza BB CC AA di Palermo sta portando alla luce la parte basamentale del Castello demolito all’inizio del novecento.
Nel tessuto urbano ormai confuso e disordinato sono state individuate alcune linee perpendicolari al mare che potrebbero costituire una nuova struttura ordinatrice della città.
Una struttura urbana riconoscibile che, senza forti impatti, ricuce spazi e luoghi pubblici con viali pedonali e infrastrutture per il trasporto pubblico, le uniche che possono consentire:
-una riduzione notevole dell’uso dell’automobile e dell’inquinamento ambientale e acustico;
-una maggiore efficienza nella mobilità;
-il decentramento dei servizi pubblici.
 
       
vedi la pagina su Giuseppe Guerrera   vedi la pagina sulle ricerche  
up
Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura - c.so Vittorio Emanuele 188 90133 Palermo - tel. 091.7434211