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Cesare Ajroldi, MONUMENTO E PROGETTO. LABORATORIO DI SINTESI FINALE

 
       



Cesare Ajroldi
MONUMENTO E PROGETTO.
Laboratorio di sintesi finale

Officina Edizioni, Roma 2005

con i contributi di:
Gianluca Burgio, Dario Cottone, Stefania Filì, Giuseppe Rotolo


volume pubblicato con il contributo MIUR Fondi R.S. 2002 e 2003, Dipartimento Storia e Progetto nell'Architettura, Università degli Studi di Palermo

 

Il tema di questo libro, che corrisponde con quello di un Laboratorio di sintesi finale condotto negli ultimi anni a Palermo, può essere definito dal rapporto del progetto con l’architettura del passato, e in particolare con l’architettura del monumento.
Il programma complessivo è quello di porre in relazione il sistema di regole sottese ai monumenti esaminati (il loro “carattere”) con le regole del progetto di ri-costruzione del monumento stesso.
In questo senso, il riferimento al monumento è fondamentale, dato che pone in ogni caso la necessità di definire con chiarezza una procedura, un riferimento all’esistente, ed inoltre una qualità alta dell’architettura sulla quale si interviene.
Parlare di sistema di regole presuppone alcune opzioni fondamentali.
Innanzitutto che ci troviamo di fronte ad una disciplina, con un suo statuto consolidato.
Quindi, siamo interessati a descrivere procedure, a partire dai codici, dalle regole, dagli statuti dell’architettura, ed in particolare dell’architettura contemporanea.

Per quanto riguarda i progetti didattici, essi possono attuarsi attraverso, in sostanza, due procedure possibili:
- recupero analogico di forme, e quindi continuità/contiguità rispetto al monumento;
- esplicitazione della sintassi specifica del moderno, attraverso il procedimento di sottrazione, di rarefazione dei segni.

In conclusione, il quadro dell’esperienza presentata è complesso, anche per la non assoluta omogeneità dei temi affrontati. Ne emerge inoltre la scelta di non imporre un esercizio all’interno di posizioni teoriche e linguistiche predeterminate (un progetto in stile). Ma ne emerge la capacità di mostrare il senso della costante attenzione alle parole che più volte ritornano nella introduzione: continuità, ordine, logica, descrivibilità, costruzione. La scelta di aver fatto riferimento quasi esclusivamente al contributo italiano credo non sia casuale, all’interno di un panorama contemporaneo in cui questo contributo sembra per molti quasi del tutto marginale: ma rispetto a questa esperienza, invece, l’attenzione a quelle parole rappresenta un carattere fondamentale.

 

 
       
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