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PRIN 2007. Riqualificazione e aggiornamento del patrimonio di edilizia pubblica

 
       

dati provenienti dal sito MIUR PRIN
MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
PROGRAMMI DI RICERCA ANNO 2007
COMPITI E SUDDIVISIONE DELLE UNITÀ DI RICERCA

 

EVENTI

29 ottobre 2008 21 novembre 2008

09 gennaio 2009 13 febbraio 2009

31 marzo 2009 12 maggio 2009

10 dicembre 2009

 

 

 

vai alla pagina su Andrea Sciascia

 
Anno 2007
Titolo della Ricerca
RIQUALIFICAZIONE E AGGIORNAMENTO DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA PUBBLICA. LINEE GUIDA PER GLI INTERVENTI NEI QUARTIERI INNOVATIVI IACP NELL’ITALIA CENTROMERIDIONALE
Coordinatore BENEDETTO TODARO
Durata 24 mesi

Obiettivo della Ricerca

AREE DISCIPLINARI DELLA RICERCA

L’oggetto della ricerca ed il fine operativo che si propone, presuppongono che tutti gli aspetti rilevanti del patrimonio in esame necessari alla sua riqualificazione vengano analizzati.
Ne deriva che i risultati della ricerca che si propone non possono che risultare dal lavoro di sintesi svolto a partire dalle analisi condotte attraverso una pluralità di competenze disciplinari:

- analisi dei caratteri tipologici del patrimonio esistente finalizzata a riconoscere il legame degli edifici in esame col più generale processo formativo dei tipi individuati e delle trasformazioni compatibili con i caratteri originali;

- analisi del rapporto del quartiere con l’organismo urbano;

- analisi delle condizioni di degrado finalizzata al ripristino di condizioni ottimali di vivibilità e del recupero dei caratteri portanti originali;

- analisi socio-antropologica finalizzata allo studio delle condizioni abitative previste dal progetto, di quelle effettivamente realizzate, di quelle prevedibili attraverso le operazioni di recupero le quali comportano, per loro natura, trasformazioni.

- analisi di tecniche e materiali finalizzata al ripristino o a trasformazioni compatibili con l'aggiornamento degli attuali processi di manutenzione ed adeguamento della efficienza energetica passiva attraverso la ricerca e valutazione, alla luce dei progressi tecnologici e sperimentali in corso, di tecniche e materiali dedicati alla produzione di energia rinnovabile, (poco o per nulla indagata nel rapporto dei sistemi avanzati con l’edilizia esistente), per la individuazione di codici di pratica volti alla applicazione di sistemi fotovoltaici d’avanguardia (integrati e/o in film sottile), che mirino alla attualizzazione funzionale degli edifici e ad una significativa integrazione architettonica. Una particolare attenzione verrà dedicata, in questo senso, al problema della riqualificazione energetica. Nell’ottica della riqualificazione energetico- ambientale degli edifici e dell’ambizione al raggiungimento di valori qualitativi nel progetto di architettura, l’ottenimento di una costruzione sostenibile può incidere in modo radicale sia nella metodologia della fase progettuale che nell’analisi dei casi studio.

CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEL PATRIMONIO

La ricerca che si propone non si può porre come inventario oggettivo di quanto di moderno e qualitativamente valido é stato costruito in Italia nel settore dell'edilizia abitativa pubblica. Se non altro per l'ambiguità, sul piano metodologico, dei due termini che dovrebbero perimetrare l'oggetto di studio, nella produzione compresa nell'intervallo di tempo fissato. Si pone, quindi, il problema di scegliere attraverso quali strumenti il patrimonio da sottoporre a intervento debba essere individuato. Il problema, posto nei termini di quali edifici siano validi, quali significativi, quali espressione di “modernità” è, infatti, insolubile, se non attraverso categorie soggettive. La qualità, in realtà, è un parametro critico la cui obbiettività può essere provvisoriamente letta solo attraverso la stratificazione dei giudizi che si sono depositati nel breve volgere di pochi decenni. E questi giudizi mutano rapidamente e si legano più spesso all'autobiografia critica di chi li emette che a solidi metodi scientifici. L'attuale fortuna critica di quasi tutte queste opere, peraltro, é in stretta relazione alla pubblicizzazione ottenuta presso le riviste d'epoca.

CONSISTENZA DEL PATRIMONIO DA ESAMINARE

Gli esempi considerati come campione testimoniano come esistano notevoli diversità nei caratteri dei quartieri ed insediamenti di iniziativa pubblica. Non c'è dubbio, infatti, che uno dei problemi specifici dello studio e della riqualificazione di questi quartieri sia costituito dalla circostanza che la maggiore quantità di opere, in particolare quelle la cui qualità é ormai riconosciuta dalla storiografia ufficiale, sia concentrata nelle città maggiori.
Questa circostanza ha favorito, da una parte l'ulteriore conoscenza e studio delle opere più note, e dall'altra ha quasi determinato la scomparsa sul piano dell'indagine storico-critica, e l'abbandono, sul piano della riqualificazione e recupero, di un patrimonio di interventi edilizi considerati "minori" distribuiti nelle province.

Quartieri concentrati nelle grandi città. A questi interventi é stata dedicata da tempo la maggiore quantità di studi e ricerche . Anche l'opinione pubblica ha ormai acquisito coscienza dei problemi che presentano e del loro valore. Alcuni di questi quartieri sono stati trasformati (ed in alcuni casi continuano ad esserlo) attraverso lavori incontrollati di adeguamento funzionale, spesso empirici o che non tengono comunque conto del piano generale che ne informa il carattere. Spesso in stato di parziale degrado, e da qualche anno anche a rischio di trasformazioni, é ad esempio il patrimonio di edilizia abitativa costruito dall’IACP e in gran parte ancora di proprietà dell’ Istituto. Queste opere non hanno subito un processo di trasformazione importante soprattutto perché il regime di affitto degli abitanti ha scoraggiato superfetazioni ed abusi. La politica di alienazione ai privati del patrimonio IACP, che riguarda anche complessi edilizi di valore storico ed architettonico, pone oggi gravi rischi di alterazioni e superfetazioni.

Insediamenti "minori" disseminati nelle grandi città dell’Italia centrale e meridionale (ad esempio in territorio abruzzese o siciliano). Si tratta di un patrimonio costituito da complessi edilizi destinati ad abitazione e servizi pubblici diffusi, spesso di grande qualità architettonica, di autori poco noti o considerati opere minori di autori noti. Sono opere a maggiore rischio perché non viene riconosciuto loro un reale valore architettonico, né il valore di testimonianza della storia urbana, col risultato di una scarsa attenzione anche per la manutenzione e la vivibilità. È mancata una capillare azione di studio e diffusione della loro importanza che potesse costituire la necessaria premessa al loro recupero. L’indagine appare rilevante se si considera che questi edifici, relativamente numerosi, contribuiscono, in modo forse maggiore delle opere più note, alla formazione del volto moderno delle grandi città ed occorre, quindi, individuare un metodo di tutela e linee guida per una “manutenzione architettonica” efficace quanto economicamente realistica.

Quartieri e borghi disseminati nell'hinterland delle grandi città e nelle aree rurali
Questi interventi hanno subito un radicale cambiamento nel ruolo urbano che svolgono, per la nuova centralità che lo sviluppo urbano ha loro assegnato modificando il tessuto viario e il rapporto con i margini del quartiere. Si tratta di edifici concentrati soprattutto in nuovi insediamenti sviluppati o fondati negli anni '20 e '30 o negli anni'50, con notevole continuità tipologica e insediativa. Si tratta di interventi pianificati secondo un'accezione della modernità che, a differenza degli interventi prodotti dalla cultura del moderno nord europea, si poneva in continuità con la consuetudine organica della città italiana. Casi di studio poco noti ma di grande qualità sono, ad esempio le "borgate" rurali nell’area campana.
In realtà per un consistente numero di edifici costruiti tra le due guerre, le fortune critiche sono state compromesse dalla mancata pubblicizzazione sulle principali riviste specializzate d'epoca. Alcune di queste opere testimoniano, peraltro, una difficile fase di transizione e aggiornamento, nell'impiego di un repertorio storicistico sopravvissuto ai cambiamenti in corso che contraddice spesso il carattere pragmatico dell'organismo. Oggi il disegno urbano e l'architettura di alcuni aggregati sono in parte irriconoscibili per le molte trasformazioni avvenute e, soprattutto, per l'incomprensione, dell'impianto originale.


Innovazione rispetto allo stato dell'arte nel campo

La letteratura e gli studi compiuti nei dipartimenti universitari sul tema proposto per la ricerca confermano come le condizioni di degrado nelle quali versa gran parte del patrimonio edilizio in esame sia stato da alcuni anni oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica non solo nazionale senza che, tuttavia, si sia provveduto ad elaborare linee guida o metodi di studio concretamente mirati all' intervento di valorizzazione, risanamento, manutenzione, tutela. In concreto, da parte di amministrazioni locali l'attenzione si è tradotta, nei casi migliori, in interventi di bonifica igienica, strutturale, ambientale, condotta con metodi spesso disinvolti che hanno profondamente alterato i caratteri del patrimonio moderno diffuso.

Il problema della conoscenza del patrimonio oggetto della ricerca è stato sostanzialmente affrontato secondo tre aspetti fondamentali:

• l'aspetto della documentazione, affrontato spesso con gli strumenti della schedatura finalizzata a descrivere, del patrimonio, gli aspetti salienti ed a riconoscerne l'artisticità latente, legata alla fortuna critica degli autori delle opere e delle opere stesse. Tale indagine si è tradotta in un'estesa produzione pubblicistica, soprattutto sotto la forma di guide che, accanto agli episodi maggiori di edilizia specialistica, forniscono spesso un quadro sintetico dell'edilizia "firmata".

• l'aspetto delle condizioni, spesso di abbandono, del patrimonio, soprattutto nelle città di medie e grandi dimensioni, legato non tanto alla carenza di efficaci strumenti pianificatori, quanto alle carenze di metodi di intervento che rendano tali strumenti efficaci;

• l'aspetto del riconoscimento del valore del patrimonio edilizio recente di qualità architettonica diffusa. Tale riconoscimento ha aperto anche una riflessione sul significato del modello di città che quartieri e insediamenti pianificati proponevano (si vedano i noti casi romani dei quartieri realizzati dall’ IACP), dei quali è stata messa in discussione la dimensione e le soluzioni alla scala urbana.

I tre argomenti sono stati posti in diverse sedi e, in qualche caso si sono avviati piani di ristrutturazione da una parte, mentre si tenta, dall'altra, di ridurre l’isolamento che il patrimonio edilizio dei quartieri in oggetto ha subito a causa di una incontrollata crescita urbana.

Recentemente il problema è stato posto anche al di fuori dell'ambito della comunità scientifica, non solo dalla pubblicistica di architettura, ma anche dai mezzi di informazione. D’altro canto, proprio il crescente interesse mediatico maturato negli ultimi anni in merito a questi aspetti è sintomatico di come il tema della ricerca che si propone abbia assunto un ruolo decisivo, valicando i confini propriamente disciplinari e divenendo un fenomeno emergente e complesso che richiede la definizione di nuovi orientamenti per lo sviluppo delle dinamiche urbane e per la trasformazione dell’esistente e chiama in causa le potenzialità di uno studio programmatico e di un coordinamento critico-operativo a diverse scale.
Al tema dell’espansione urbana che è stato il motore guida dei principali interventi residenziali realizzati in Italia negli ultimi cinquanta anni (sia degli esempi più noti di edilizia residenziale pubblica realizzati nelle città di grande e media dimensione come Roma; sia degli insediamenti minori e forse meno noti diffusi nell’hinterland dei principali centri urbani o nelle aree rurali, tra cui interessanti esempi sono rilevabili nel territorio dell’Italia centro-meridionale) si sostituisce un nuovo approccio che vede nella trasformazione, nel recupero, nell’adeguamento e nella reinterpretazione critica del patrimonio edilizio esistente un ambito privilegiato di sperimentazione.
A livello europeo esperienze significative in tal senso sono in corso già da tempo, attraverso l’applicazione di strategie di intervento commisurate alle specifiche esigenze e al valore e alle peculiarità intrinseche ed estrinseche degli insediamenti oggetto di studio. Ad esempio, negli isolati novecenteschi di molte città dell’Europa centrale (da Vienna ad Amburgo, da Amsterdam a Berlino) sono sempre più frequenti inserti di nuovi elementi (logge ascensori in vetro e acciaio, servizi igienici) che non modificano il carattere architettonico degli edifici. Altre volte l’immagine degli edifici viene modificata da interventi di restyling (ad es. nei grandi blocchi di Berlino est) o da sovrapposizioni moderne che ridisegnano in modo radicale il coronamento dell’isolato, innestandovi soluzioni high-tech. Per quanto riguarda i quartieri di iniziativa pubblica molte Siedlungen degli anni ’20-’30 in Germania e Olanda hanno adeguato i tipi abitativi alla mutata composizione sociale che vede le case operaie far posto alle residenze della media borghesia e ai nuovi ceti professionisti e intellettuali (interventi e strategie simili a quelle che hanno riguardato il recupero dell’Unità di Abitazione di Marsiglia di Le Corbusier). Molto interessanti anche alcune sperimentazioni condotte recentemente in Germania e in Spagna che puntano sulla riqualificazione e sulla riabilitazione di interi quartieri residenziali (realizzati nel corso degli anni ’50-’60) attraverso l’integrazione di funzioni residenziali e terziarie e la creazione di nuovi modi d’uso degli spazi pubblici; attraverso interventi di adeguamento tipologico e di rinnovamento degli impianti nell’ottica cogente del risparmio energetico, del benessere bioclimatico e del miglioramento degli standard abitativi; attraverso la ristrutturazione edilizia e urbana condotta coerentemente con le caratteristiche peculiari dell’insediamento e orientata ai principi di sostenibilità ambientale.
A livello nazionale, salvo alcune significative sperimentazioni attualmente in corso (come quelle avviate grazie ai sempre più frequenti concorsi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente promossi, ad esempio, dal Comune di Roma e da altre amministrazioni pubbliche e locali), lo scenario, potenzialmente fertile, appare quantitativamente e qualitativamente circoscritto, anche a causa della mancanza di linee guida metodologiche in grado di orientare criticamente la volontà operativa.
Raramente, infatti, nelle ricerche svolte in precedenza, si è posta attenzione:

alla scala edilizia del problema delle trasformazioni derivate:

• dalla bassa qualità (accanto ad esempi di grande sapienza tecnica e costruttiva) dei materiali impiegati, dovuta alle economie imposte dal carattere dell'edificio e dall’impiego di tecniche edilizie obsolete.

• dalle mutate prestazioni richieste oggi agli alloggi, che rendono inadeguate alcune delle soluzioni originali (si veda il caso dei servizi igienici, degli adeguamenti di legge per la prevenzione incendi o di quelli per portatori di handicap, che spesso impongono alterazioni dei prospetti, ecc.)

• alla scala aggregativa del problema delle trasformazioni derivate anche dal diverso uso delle aree di pertinenza o delle aree semipubbliche le quali, quasi invariabilmente, non assolvono lo scopo per le quali erano state progettate: scopo che si riferiva ad un modello di comportamento sociale molto diverso dalle condizioni reali che ne hanno condizionato l'uso.

• alla scala urbana del problema delle trasformazioni derivate dal nuovo ruolo che edifici e insediamenti svolgono all'interno delle mutate condizioni dell'organismo urbano, la cui espansione ha trasformato alcune strutture originariamente antinodali in nuovi nodi urbani, assegnando, a volte, addirittura funzione polare ad interventi sostanzialmente di edilizia di base, con le conseguenti contraddizioni nelle soluzioni impiegate.

Criteri di verificabilità
I gruppi di ricerca individuano criteri comuni per la verifica dei risultati prodotti nei differenti ambienti di lavoro.
Stanti le specifiche valenze degli oggetti di indagine e la pluralità delle situazioni si impone l’opportunità di codici comportamentali per la verifica dei risultati durante e a conclusione del lavoro.
I risultati prodotti pongono un problema di confrontabilità interna e di codici di elaborazione.
Un primo livello di verifica avviene attraverso la comparazione dei risultati, che presuppongono, a questo fine un linguaggio comune. L’unificazione delle modalità di elaborazione comporta:

- la unitarietà dei materiali di indagine e conoscitivi
- la comparabilità de parametri di lettura e di analisi
- la formalizzazione dei dati (documentari, sociali, architettonici, costruttivi) attraverso mappature orientate sul problema della riqualificazione ed aggiornamento del patrimonio
- modelli di simulazione riferiti alla scala del tessuto urbano e dell’edificio
- visibilità del lavoro di ricerca, da promuoversi attraverso l'organizzazione di convegni, congressi e seminari, nonchè la produzione di pubblicazioni
- trasferibilità dei dati e dei risultati, che verranno messi a disposizione, attraverso strumenti operativi, agli enti pubblici preposti alla gestione e trasformazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica

Un secondo livello di verifica riconosce alcuni parametri di congruità che si esprimono per mezzo di indicatori significativi in rapporto al problema della:

- trasformabilità e del recupero
- della economicità di manutenzione e gestione
- della qualità architettonica
- della riconvertibilità in termini di energie rinnovabili
- fattori della trasformazione

Le verifiche, per la parte delle informazioni ottenute quantizzabili, saranno effettuate attraverso simulazioni atte ad esemplificare il comportamento reale del patrimonio dopo la realizzazione delle opere di trasformazione ed adeguamento.

Unità di ricerca locale
Università degli Studi di PALERMO
Responsabile: Andrea SCIASCIA

Compito
Nucleo Sperimentale nel Borgo Ulivia, il quartiere Zen 2
Il lavoro della unità di ricerca si propone di dimostrare come i quartieri degli anni '60 e '70, molti dei quali influenzati da impostazioni ideologiche e dall'eredità del Movimento Moderno, siano compatibili con le esigenze contemporanee dell'abitare rimanendo, in molti casi, le ultime tessere pubbliche di un puzzle territoriale in cui prevalgono le forze disgregative e centrifughe. Da questo assunto di partenza derivano, con una certa consequenzialità, gli obiettivi della ricerca stessa e anche i metodi con cui questa viene perseguita. La ricerca vuole dimostrare come attenti progetti di architettura, possano rispettare i progetti e le realizzazioni iniziali ed interpretare le recenti, diverse e, non sempre, pertinenti stratificazioni, senza tradire quelle "novità" che, in origine, hanno contrassegnato le caratteristiche del quartiere ed assicurare le prestazioni richieste dalle nuove aspettative e nonché anche dalla legislazione in tema di sostenibilità e risparmio energetico. L’unità di ricerca provvederà dopo aver approfondito queste tematiche in rapporto ai casi studio prescelti, a selezionare un significativo repertorio di casi regionali (Sicilia) sui quali sperimentare mediante workshop le diverse soluzioni progettuali implementate criticamente in chiave generale, secondo le indicazioni del coordinamento nazionale. La schedatura dei casi studio e dei casi regionali potrà essere effettuata secondo le schede tipo convenute con il coordinamento nazionale in modo da rendere semplice ed omogenea l’immissione nella base dati dei dati acquisiti. L’unità sperimenterà e potrà verificare le sue tesi iniziali attraverso la sperimentazione progettuale effettuata, in base alle strategie generali delineate dall’esame critico dei casi studio prescelti, ma applicate localmente al patrimonio censito durante la schedatura regionale. Il confronto tra i diversi risultati e le diverse strategie di intervento troverà l’utile supporto degli incontri nazionali, istituiti dal coordinamento al fine di mettere a reazione critica le diverse interpretazioni locali e le diverse maniere di concepire le linee guida.

 
       
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Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura - c.so Vittorio Emanuele 188 90133 Palermo - tel. 091.7434211