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PRIN 2007. Riqualificazione e aggiornamento del patrimonio di edilizia pubblica |
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dati provenienti dal sito MIUR PRIN
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Anno 2007 Titolo della Ricerca RIQUALIFICAZIONE E AGGIORNAMENTO DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA PUBBLICA. LINEE GUIDA PER GLI INTERVENTI NEI QUARTIERI INNOVATIVI IACP NELL’ITALIA CENTROMERIDIONALE Coordinatore BENEDETTO TODARO Durata 24 mesi Obiettivo della Ricerca AREE DISCIPLINARI DELLA RICERCA L’oggetto della ricerca ed il fine operativo che si propone, presuppongono che tutti gli aspetti rilevanti del patrimonio in esame necessari alla sua riqualificazione vengano analizzati. - analisi dei caratteri tipologici del patrimonio esistente finalizzata a riconoscere il legame degli edifici in esame col più generale processo formativo dei tipi individuati e delle trasformazioni compatibili con i caratteri originali; - analisi del rapporto del quartiere con l’organismo urbano; - analisi delle condizioni di degrado finalizzata al ripristino di condizioni ottimali di vivibilità e del recupero dei caratteri portanti originali; - analisi socio-antropologica finalizzata allo studio delle condizioni abitative previste dal progetto, di quelle effettivamente realizzate, di quelle prevedibili attraverso le operazioni di recupero le quali comportano, per loro natura, trasformazioni. - analisi di tecniche e materiali finalizzata al ripristino o a trasformazioni compatibili con l'aggiornamento degli attuali processi di manutenzione ed adeguamento della efficienza energetica passiva attraverso la ricerca e valutazione, alla luce dei progressi tecnologici e sperimentali in corso, di tecniche e materiali dedicati alla produzione di energia rinnovabile, (poco o per nulla indagata nel rapporto dei sistemi avanzati con l’edilizia esistente), per la individuazione di codici di pratica volti alla applicazione di sistemi fotovoltaici d’avanguardia (integrati e/o in film sottile), che mirino alla attualizzazione funzionale degli edifici e ad una significativa integrazione architettonica. Una particolare attenzione verrà dedicata, in questo senso, al problema della riqualificazione energetica. Nell’ottica della riqualificazione energetico- ambientale degli edifici e dell’ambizione al raggiungimento di valori qualitativi nel progetto di architettura, l’ottenimento di una costruzione sostenibile può incidere in modo radicale sia nella metodologia della fase progettuale che nell’analisi dei casi studio. CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEL PATRIMONIO La ricerca che si propone non si può porre come inventario oggettivo di quanto di moderno e qualitativamente valido é stato costruito in Italia nel settore dell'edilizia abitativa pubblica. Se non altro per l'ambiguità, sul piano metodologico, dei due termini che dovrebbero perimetrare l'oggetto di studio, nella produzione compresa nell'intervallo di tempo fissato. Si pone, quindi, il problema di scegliere attraverso quali strumenti il patrimonio da sottoporre a intervento debba essere individuato. Il problema, posto nei termini di quali edifici siano validi, quali significativi, quali espressione di “modernità” è, infatti, insolubile, se non attraverso categorie soggettive. La qualità, in realtà, è un parametro critico la cui obbiettività può essere provvisoriamente letta solo attraverso la stratificazione dei giudizi che si sono depositati nel breve volgere di pochi decenni. E questi giudizi mutano rapidamente e si legano più spesso all'autobiografia critica di chi li emette che a solidi metodi scientifici. L'attuale fortuna critica di quasi tutte queste opere, peraltro, é in stretta relazione alla pubblicizzazione ottenuta presso le riviste d'epoca. CONSISTENZA DEL PATRIMONIO DA ESAMINARE Gli esempi considerati come campione testimoniano come esistano notevoli diversità nei caratteri dei quartieri ed insediamenti di iniziativa pubblica. Non c'è dubbio, infatti, che uno dei problemi specifici dello studio e della riqualificazione di questi quartieri sia costituito dalla circostanza che la maggiore quantità di opere, in particolare quelle la cui qualità é ormai riconosciuta dalla storiografia ufficiale, sia concentrata nelle città maggiori. Quartieri concentrati nelle grandi città. A questi interventi é stata dedicata da tempo la maggiore quantità di studi e ricerche . Anche l'opinione pubblica ha ormai acquisito coscienza dei problemi che presentano e del loro valore. Alcuni di questi quartieri sono stati trasformati (ed in alcuni casi continuano ad esserlo) attraverso lavori incontrollati di adeguamento funzionale, spesso empirici o che non tengono comunque conto del piano generale che ne informa il carattere. Spesso in stato di parziale degrado, e da qualche anno anche a rischio di trasformazioni, é ad esempio il patrimonio di edilizia abitativa costruito dall’IACP e in gran parte ancora di proprietà dell’ Istituto. Queste opere non hanno subito un processo di trasformazione importante soprattutto perché il regime di affitto degli abitanti ha scoraggiato superfetazioni ed abusi. La politica di alienazione ai privati del patrimonio IACP, che riguarda anche complessi edilizi di valore storico ed architettonico, pone oggi gravi rischi di alterazioni e superfetazioni. Insediamenti "minori" disseminati nelle grandi città dell’Italia centrale e meridionale (ad esempio in territorio abruzzese o siciliano). Si tratta di un patrimonio costituito da complessi edilizi destinati ad abitazione e servizi pubblici diffusi, spesso di grande qualità architettonica, di autori poco noti o considerati opere minori di autori noti. Sono opere a maggiore rischio perché non viene riconosciuto loro un reale valore architettonico, né il valore di testimonianza della storia urbana, col risultato di una scarsa attenzione anche per la manutenzione e la vivibilità. È mancata una capillare azione di studio e diffusione della loro importanza che potesse costituire la necessaria premessa al loro recupero. L’indagine appare rilevante se si considera che questi edifici, relativamente numerosi, contribuiscono, in modo forse maggiore delle opere più note, alla formazione del volto moderno delle grandi città ed occorre, quindi, individuare un metodo di tutela e linee guida per una “manutenzione architettonica” efficace quanto economicamente realistica. Quartieri e borghi disseminati nell'hinterland delle grandi città e nelle aree rurali Innovazione rispetto allo stato dell'arte nel campo La letteratura e gli studi compiuti nei dipartimenti universitari sul tema proposto per la ricerca confermano come le condizioni di degrado nelle quali versa gran parte del patrimonio edilizio in esame sia stato da alcuni anni oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica non solo nazionale senza che, tuttavia, si sia provveduto ad elaborare linee guida o metodi di studio concretamente mirati all' intervento di valorizzazione, risanamento, manutenzione, tutela. In concreto, da parte di amministrazioni locali l'attenzione si è tradotta, nei casi migliori, in interventi di bonifica igienica, strutturale, ambientale, condotta con metodi spesso disinvolti che hanno profondamente alterato i caratteri del patrimonio moderno diffuso. Il problema della conoscenza del patrimonio oggetto della ricerca è stato sostanzialmente affrontato secondo tre aspetti fondamentali: • l'aspetto della documentazione, affrontato spesso con gli strumenti della schedatura finalizzata a descrivere, del patrimonio, gli aspetti salienti ed a riconoscerne l'artisticità latente, legata alla fortuna critica degli autori delle opere e delle opere stesse. Tale indagine si è tradotta in un'estesa produzione pubblicistica, soprattutto sotto la forma di guide che, accanto agli episodi maggiori di edilizia specialistica, forniscono spesso un quadro sintetico dell'edilizia "firmata". • l'aspetto delle condizioni, spesso di abbandono, del patrimonio, soprattutto nelle città di medie e grandi dimensioni, legato non tanto alla carenza di efficaci strumenti pianificatori, quanto alle carenze di metodi di intervento che rendano tali strumenti efficaci; • l'aspetto del riconoscimento del valore del patrimonio edilizio recente di qualità architettonica diffusa. Tale riconoscimento ha aperto anche una riflessione sul significato del modello di città che quartieri e insediamenti pianificati proponevano (si vedano i noti casi romani dei quartieri realizzati dall’ IACP), dei quali è stata messa in discussione la dimensione e le soluzioni alla scala urbana. I tre argomenti sono stati posti in diverse sedi e, in qualche caso si sono avviati piani di ristrutturazione da una parte, mentre si tenta, dall'altra, di ridurre l’isolamento che il patrimonio edilizio dei quartieri in oggetto ha subito a causa di una incontrollata crescita urbana. Recentemente il problema è stato posto anche al di fuori dell'ambito della comunità scientifica, non solo dalla pubblicistica di architettura, ma anche dai mezzi di informazione. D’altro canto, proprio il crescente interesse mediatico maturato negli ultimi anni in merito a questi aspetti è sintomatico di come il tema della ricerca che si propone abbia assunto un ruolo decisivo, valicando i confini propriamente disciplinari e divenendo un fenomeno emergente e complesso che richiede la definizione di nuovi orientamenti per lo sviluppo delle dinamiche urbane e per la trasformazione dell’esistente e chiama in causa le potenzialità di uno studio programmatico e di un coordinamento critico-operativo a diverse scale. alla scala edilizia del problema delle trasformazioni derivate: • dalla bassa qualità (accanto ad esempi di grande sapienza tecnica e costruttiva) dei materiali impiegati, dovuta alle economie imposte dal carattere dell'edificio e dall’impiego di tecniche edilizie obsolete. • dalle mutate prestazioni richieste oggi agli alloggi, che rendono inadeguate alcune delle soluzioni originali (si veda il caso dei servizi igienici, degli adeguamenti di legge per la prevenzione incendi o di quelli per portatori di handicap, che spesso impongono alterazioni dei prospetti, ecc.) • alla scala aggregativa del problema delle trasformazioni derivate anche dal diverso uso delle aree di pertinenza o delle aree semipubbliche le quali, quasi invariabilmente, non assolvono lo scopo per le quali erano state progettate: scopo che si riferiva ad un modello di comportamento sociale molto diverso dalle condizioni reali che ne hanno condizionato l'uso. • alla scala urbana del problema delle trasformazioni derivate dal nuovo ruolo che edifici e insediamenti svolgono all'interno delle mutate condizioni dell'organismo urbano, la cui espansione ha trasformato alcune strutture originariamente antinodali in nuovi nodi urbani, assegnando, a volte, addirittura funzione polare ad interventi sostanzialmente di edilizia di base, con le conseguenti contraddizioni nelle soluzioni impiegate. Criteri di verificabilità - la unitarietà dei materiali di indagine e conoscitivi Un secondo livello di verifica riconosce alcuni parametri di congruità che si esprimono per mezzo di indicatori significativi in rapporto al problema della: - trasformabilità e del recupero Le verifiche, per la parte delle informazioni ottenute quantizzabili, saranno effettuate attraverso simulazioni atte ad esemplificare il comportamento reale del patrimonio dopo la realizzazione delle opere di trasformazione ed adeguamento. Unità di ricerca locale |
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Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura - c.so Vittorio Emanuele 188 90133 Palermo - tel. 091.7434211 |
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