
Note personali
Notizie sull'attività scientifica
Pubblicazioni
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Attività scientifica e di ricerca (ultimi anni)
• Organizzazione della mostra “m/o_03/04macbeth/otello_prosa/lirica”, Facoltà di Architettura di Palermo, marzo-aprile 2005.
• Partecipazione alla "8. mostra internazionale di architettura" alla Biennale di Venezia, settembre 2002.
• Partecipazione al Masterclass di Scenografia "Nel segno di Josef Svoboda”, Macerata, Accademia di Belle Arti, 11 - 18 luglio 2003
• Organizzazionedella mostra “Scenografie”, Facoltà di Architettura di Palermo, giugno 2003.
• Conferenza alla ventiseiesima edizione del Festival di Morgana, Museo Internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, Palermo, 6 dicembre 2001. Contributo dal titolo “Le marionette dell'avanguardia”.
• Titolare della ricerca murst 60% “Il teatro delle marionette nelle forme sperimentali delle avanguardie”.
• Titolare della ricerca murst 60% “Il riutilizzo di teatri abbandonati a Palermo”.
Note sull'attività scientifica
L'attività di ricerca e di didattica svolta all'interno della Facoltà di Architettura di Palermo, pur con diverse sfaccettature, ha un filo conduttore continuo legato all'ambito degli strumenti della progettazione.
Le prime esperienze di ricerca, dopo la laurea, riguardano lo studio di alcuni significativi esempi dell'architettura moderna e contemporanea nel campo della residenza, analizzati nel processo progettuale e nella capacità di trasformazione della realtà.
In quest'ambito si collocano alcune pubblicazioni:
• Note sulla esperienza dei Grands Ensembles e delle Villes Nouvelles, in “Architettura come problema di studio”, Palermo 1974.
• Città e abitazione - Analisi dei rapporti tra la casa, i servizi e la forma della città moderna a Berlino, Parigi, Rotterdam, Milano e Roma, Palermo 1980.
Argomento comune ai due scritti è il rapporto tra la casa e i servizi, intesi questi ultimi come qualità dell'abitare. Sulla tematica si basano anche alcuni saggi contenuti in un libro didattico, Esercizi di progetto, Palermo 1981. I testi in esso raccolti propongono la decostruzione di progetti di residenze al fine di mettere in luce il rapporto tra gli strumenti specifici e le contemporanee trasformazioni della realtà urbana.
La Facoltà di Architettura di Palermo, negli anni '70-'80, viveva un fervore culturale grazie sia alla presenza di docenti come Vittorio Gregotti, Vieri Quilici,Alberto Samonà, Francesco Tentori, Salvatore Bisogni e altri, sia ai contatti che un gruppo di studiosi della facoltà intratteneva con figure carismatiche come Giuseppe Samonà. È proprio dal rapporto con questa ricca e complessa personalità che prende l'avvio un ulteriore approfondimento metodologico tutto rivolto a un tema principale, quello della morfologia e del rapporto tra analisi morfologica e progetto, alle varie scale.
Il campo principale delle attività sia didattiche che di ricerca, ma anche progettuali, ha origine proprio dallo sviluppo delle elaborazioni teoriche di Samonà sul campo applicativo sia del centro storico che delle borgate della città di Palermo.
Da questa occasione di lavoro e di ricerca, di straordinaria ricchezza, nascono alcuni scritti:
• L'analisi morfologica: dall'iconologia urbana al progetto, di F.A. Sturiano, G.Tripodo, M.I.Vesco, Palermo 1981, che è il risultato di una ricerca sul centro storico antecedente il lavoro sul Piano Programma, ma basata sugli stessi presupposti teorici;
L'importanza del luogo in Ignazio Gardella, in “Architettura: didattica e professionalità”, a cura di F.A.Sturiano, G.Tripodo, M.I.Vesco, Palermo 1984;
•Le borgate degli anni '50 a Palermo, in “Le borgate di Palermo”, di aa.vv., Caltanissetta-Roma 1984;
• Il ruolo dei servizi nella città costruita, in “Architettura per la città costruita”, di aa.vv., Palermo 1984;
•La struttura della città moderna, in “Palermo tra storia e progetto”, di aa.vv., Roma 1987;
• Periferia: dalla cultura dell'espansione al problema della riqualificazione, in “Identità/Differenza/Fraintendimento: le proposte del Disegno, di aa.vv.,Palermo 1989;
• Il perchè di una mostra, in “Palermo: norma di piano e progetto”, Officina edizioni, Roma 1990; testo che racchiude una ricerca progettuale prevalentemente didattica, volta a verificare attraverso il progetto le norme del Piano Programma.
In questa linea di ricerca si colloca anche l'esperienza progettuale svolta all'interno del Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche sui centri storici ed in particolare lo studio del contesto del mare all'interno del Piano dei Servizi per il centro storico di Palermo, il concorso di idee per la progettazione dellanuova sede della Pretura, il concorso per il progetto preliminare della nuova sede dell'rfis, il concorso per la città di Gela 'una via e tre piazze', l'elaborazione del Piano Regolatore di Bagheria (gruppo riordino urbanistico) ed in ultimo lo studio di fattibilità sulla Reinterpretazione in chiave urbana della Circonvallazione di Palermo.
Il clima di cambiamenti sull'insegnamento nelle Università italiane, e le conseguenti sperimentazioni di organizzazione didattica, al fine di ampliare la trasmissione di un sapere più articolato, ha puntato ad una ramificazione degli interessi e ad una integrazione di nuove discipline con quelle previste obbligatoriamente dal manifesto degli studi. In tale quadro si inserisce l'istituzione e l'organizzazione di un corso di Scenografia, riattivato a Palermo, nel 1990, dopo svariati anni di assenza.
La formazione culturale, incentrata sulla disciplina della progettazione architettonica, ha portato a pensare al corso di 'Scenografia', come mediazione tra l'architettura disegnata e l'architettura reale. Tale rapporto si esplicita non soltanto alla riproposizione di elementi tradizionalmente appartenenti al linguaggio dell'architettura, ma comprende la sperimentazione di nuovi elementi, sia pur effimeri, in grado di comporre e scomporre lo spazio.
Di straordinario interesse didattico il rapporto che si è instaurato con i teatri palermitani che, oltre che luoghi di incontro con personalità diverse del mondo del teatro sia lirico che di prosa, sono divenuti luoghi di seminari di progettazione.
Le mostre Un'esperienza triennale, Scenografie, e m/o_03/04 macbeth/otello_prosa_lirica tenutesi nel gennaio del '95, nel giugno del 2003 e nel marzo del 2005, riassumono il lavoro didattico svolto all'interno del corso e illustrano come una scenografia può trasformarsi da immagine a spazio, e ciò perché è un progetto legato ad una narrazione, ad uno spettacolo, un progetto effimero e sperimentale.
Un primo risultato del lavoro svolto in questi ultimi anni è esplicitato sia nella raccolta delle lezioni tenute all'interno del corso che nel testo Architettura in scena, Flaccovio editore, Palermo 1996, libro quest'ultimo che ha l'obiettivo di chiarire alcune personali opinioni sull'importanza che un corso di scenografia può assumere all'interno di una facoltà di architettura.
Nel testo Architetture senza fondamenta viene approfondito il tema della scena costruita, analizzando, al contempo, il possibile riuso di tre teatri palermitani, teatro Garibaldi, Santa Cecilia e Bellini, attualmente utilizzati solo occasionalmente.
Si è appena conclusa ed è in corso di pubblicazione una ricerca su Gino Morici, figura eccentrica nel panorama artistico del secolo scorso. Le architetture, proposte per il cinema e per il teatro, testimoniano la sua alta capacità pittorica non trascurando la definizione spaziale.
Altro tema di interesse sviluppato è il teatro di marionetta nelle forme sperimentali delle avanguardie, uno dei tentativi di rinnovamento del 'teatro tradizionale', una forma di contestazione alle forme borghesi; il risultato di tale ricerca è pubblicato nel volume LeMarionette delle Avanguardie, edito da IlaPalma, Palermo 2003.
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