vai alla Prima pagina
    FERDINANDO TRAPANI  
       

Note personali

Notizie sull'attività scientifica

Pubblicazioni

 

Ferdinando Trapani, professore associato di Urbanistica (ICAR/21), n.c., presso il Dipartimento di Architettura, Università di Palermo.

e-mail ferdinando.trapani@unipa.it

Note personali
Ferdinando Trapani, nato a Palermo il 2 Luglio 1961, è attualmente professore associato di urbanistica (SSD ICAR21) presso il Dipartimento di Architettura della Facoltà di Architettura nell’Università degli Studi di Palermo.
Ferdinando Trapani, ha conseguito la laurea in architettura a Palermo con una tesi di progettazione urbana (relatore Leonardo Urbani) riguardante la riattualizzazione del tracciato della circumvallazione interna (la “grande secante”, pubblicato in aa.vv. 1985) del vecchio piano regolatore mediante la riprogettazione urbana delle centralità urbane allora presenti sul tracciato.
Si è occupato sino alla metà degli anni novanta di lavori nel campo dell'urbanistica professionale costituendo con Leonardo Urbani lo studio “Urbani e Associati” di Palermo. Lo studio U&A, tra i numerosi impegni professionali e culturali, ha lavorato ai piani di Messina, Ragusa, Enna, Caltagirone, e molti altri strumenti di piano a varia scala.
Con la partecipazione al progetto EULA di cooperazione bilaterale Italia - Cile inizia un periodo di frequentazione ai programmi di sviluppo interregionali promossi dalla Comunità Europea che prosegue sino ad oggi con una collaborazione continuativa alle iniziative del Dipartimento Urbanistica dell'Assessorato al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana a partire dal 2001. Ottenuto il titolo di dottore di ricerca nel 1999 in pianificazione urbana e territoriale, con una dissertazione sull'impatto della legge regionale n.15 del 1991 sui piani comunali del Val di Noto in Sicilia, diventa ricercatore nel 2001 e confermato nel 2005.
L'attività di docenza si concentra nell'insegnamento dell'urbanistica alla Facoltà di Architettura di Palermo e di tecnica urbanistica e pianificazione a Siracusa, Reggio Calabria e nella Facoltà di Economia di Palermo, Corso di laurea triennale in Sviluppo economico e cooperazione internazionale dal 2001.
Considerando i temi affrontati e i modi in cui sono stati trattati, è possibile definire l’ambito di ricerca di Ferdinando Trapani dal periodo del dottorato alla prima metà del 2008 che in modo prevalente riguarda l’analisi e la critica degli strumenti tecnici di pianificazione alle varie scale (da quella locale a quella regionale anche nel quadro della cooperazione internazionale) nel rapporto con le sfide che la programmazione dello sviluppo economico locale ha posto e continuerà a porre nelle arene di pianificazione territoriale sostenibile.
Negli ultimi anni prevale l’interesse per l’analisi e la critica degli strumenti di pianificazione non ordinari difendendo le posizioni disciplinari della pianificazione fisica.
Dal 1999 al 2003 per conto del Formez, si è occupato, come esperto senior, di docenza in programmi di formazione per agenti di sviluppo locale e per dipendenti delle pubbliche amministrazioni siciliane. Nello stesso contesto, ha svolto attività di consulenza come esperto di sviluppo territoriale ed ha curato l'avvio e la implementazione dei Progetti Integrati Territoriali del POR Sicilia 2000-2006 nell'ambito del programma RAP 100, Rete di Assistenza Professionale agli attori dello sviluppo locale. RAP 100 era un programma del Dipartimento ministeriale della Funzione Pubblica che interviene, in forza del decreto 285 del 1999 e dalla Finanziaria 2000, che affidava al Formez il compito di assistere e favorire la trasformazione della Pubblica Amministrazione locale per elevare la qualità dei servizi per i cittadini. Il programma RAP 100 ha realizzato azioni di formazione, assistenza e consulenza in 100 realtà del Mezzogiorno e delle aree ex obiettivo 2-5/b dei Fondi Strutturali. In particolare, Ferdinando Trapani si è occupato di studi per la formazione del bando regionale dei PIT, della stesura dei formulari dello schema preliminare e del progetto definitivo dei PIT, nonché del PIR reti per lo sviluppo locale in Sicilia ed anche del PIT Isole Minori.
Ferdinando Trapani avvia e sviluppa la sua ricerca sul rapporto tra strumenti urbanistici ordinari e processi di pianificazione innovativa con particolare riferimento a casi di studio siciliani che rispondono alle caratteristiche di una dimensione integrata tra pianificazione territoriale e programmazione socioeconomica. Tra gli scritti pubblicati emerge la riflessione sulla condizione critica che riguarda la declinazione teorica operativa del concetto di territorio in pianificazione ed in economia soprattutto considerando le recenti esperienze nel campo della pianificazione strategica comunale e territoriale.
Ha ricoperto diversi incarichi tra cui quello di coordinatore della didattica del secondo anno del Corso di Laurea in PTUA, membro del collegio di dottorato in Pianificazione urbana e territoriale dell’Università di Palermo ed è attualmente (da gennaio 2011) segretario del Corso di laurea triennale in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale.
Dal 1994 si è occupato di collaborazione scientifica per progetti idi iniziativa comunitaria in materia di valorizzazione delle risorse locali, di sperimentazione di strumenti innovativi di pianificazione e di ICT in rapporto agli strumenti di governance territoriale. Ha supportato il Dipartimento di Architettura per i suoi progetti prima con l'UE LIFE / GECO e INTERREG IIIB con il progetto URBACOST a partire dal 2004. Ha collaborato come esperto di pianificazione territoriale con la Regione Siciliana, Dipartimento Urbanistica per altri progetti europei (progetti INTERREG): MEDISDEC, PIC-RM e Progresdec. Queste sono tutte iniziative di cooperazione inter-regionale che si occupano di indagare e, laddove possibile, sperimentare diversi modi per integrare gli obiettivi della politica UE orientate ad un armonioso sviluppo territoriale così come è stato dichiarato nello Schema di sviluppo dello spazio europeo (SSSE) e per innovare le pratiche di pianificazione dal livello locale a quello regionale. Attualmente è responsabile scientifico per conto del Dipartimento di Architettura nel progetto Medlab (programma Med, FESR 2007-2013) a supporto della Regione Siciliana.
Nel periodo recente (dal 2005) l'attenzione è rivolta ai temi del turismo visti nella loro implicazione con le sostenibilità territoriali e soprattutto della cooperazione sociale e culturale tra le regioni che si affacciano sul Mediterraneo. Si è occupato di scambi di cooperazione didattica e scientifica con università egiziane (Cairo University e Helwan University) mediante la collaborazione a Master di II livello in turismo e territorio con accordi internazionali. Ferdinando Trapani ha coordinato l’organizzazione della Terza conferenza scientifica internazionale in Turismo relazionale integrato al Cairo, Helwan University dal 24 al 26 Ottobre 2009.
La Conferenza, promossa dalla Helwan University, è organizzato dal Collegio Universitario ARCES e l'Ambasciata d'Italia in Egitto con la collaborazione dell'Università degli Studi di Palermo.
Il tema della conferenza riguarda lo sviluppo dei territori del Mediterraneo secondo un approccio di turismo relazionale integrato, nel rispetto della sostenibilità ambientale e culturale.
Dal 2008 al 2010 Ferdinando Trapani ha fatto parte della Commissione nazionale INU, Politiche infrastrutturali, per una ricerca sulle politiche nazionali per i trasporti in Italia; ricerca commissionata in convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti/Dicoter su “Piattaforme territoriali strategiche e nuova governance”. Gli esiti della ricerca sono stati presentati alla VI Rassegna Urbanistica Nazionale INU di Matera (1-14 marzo 2010) e di VIIa edizione URBANPROMO a Venezia (27-30 ottobre 2010).

Aspetti della ricerca e della didattica
Ferdinando Trapani avvia e sviluppa la sua ricerca sul rapporto tra strumenti urbanistici ordinari e processi di pianificazione innovativa con particolare riferimento a casi di studio siciliani che rispondono alle caratteristiche di una dimensione integrata tra pianificazione territoriale e programmazione socioeconomica. Tra gli scritti pubblicati emerge la riflessione sulla condizione critica che riguarda la declinazione teorica operativa del concetto di territorio in pianificazione ed in economia soprattutto considerando le recenti esperienze nel campo della pianificazione strategica comunale e territoriale.
Nel periodo recente l'attenzione è rivolta ai temi del turismo visti nella loro implicazione con le sostenibilità territoriali e soprattutto della cooperazione sociale e culturale tra le regioni che si affacciano sul Mediterraneo.
Queste caratteristiche rilevano una attenzione prevalentemente orientata a cogliere alcuni aspetti della pianificazione urbanistica che riguardano l’intrinseco legame tra specificità disciplinare e azione, nella convinzione, confermata dall’esperienza diretta sul campo (sia dell’urbanistica tradizionale che di quella non ordinaria), che non può esservi vera ricerca in campo urbanistico senza l’azione o almeno l’interazione con i processi concreti di trasformazione dello spazio fisico delle città e dei territori.
L’attività riflessiva e l’azione in pianificazione e nella programmazione svolta dal sottoscritto è coerente con la scelta di orientare sempre, laddove possibile, l’analisi e l’interpretazione dei processi di trasformazione verso l’azione con intensità e livelli di efficacia commisurati alla tipologia degli strumenti di piano e/o di programma.
L’aspetto problematico di questo tipo di approccio è dato dal fatto che l’azione in urbanistica è limitata, dalla prassi, alla sola fase tecnica della produzione dei documenti ma non si estende al ruolo decisionale che attiene solo all’amministrazione ed alla politica. Inoltre l’urbanistica italiana ha sofferto, dal secondo dopoguerra, della perdita degli aspetti dimensionali, economici e finanziari che invece erano ben presenti sino alla legge urbanistica del 1942. Poi invece ha prevalso la logica dell’emergenza ed il controllo del territorio inteso come cosa pubblica è rimasto sullo sfondo di una prospettiva dominante di zonizzazione delle espansioni e del piano inteso come base o come conseguenza delle logiche speculative dei forti a danno dei deboli. Il piano ha perduto in efficacia ed ha guadagnato in termini di ruolo per la valorizzazione delle proprietà fondiarie e su quest’ultimo aspetto si è costruito il suo unico senso. Tutto il resto è apparato giustificativo, burocratico e tecnocratico.
Se il piano non ha più risorse proprie, perché non può essere più fondato sull’uso delle plusvalenze a fini pubblici, il piano è sostanzialmente inutili ai fini della collettività restando appeso al senso attribuito dagli interessi privatistici. Non potrebbe essere altrimenti, perché il piano che compone soltanto le spinte delle forze finanziarie non può raggiungere gli obiettivi di soddisfacimento della domanda di avanzamento sociale ed economico della comunità insediata.
Invece la programmazione economica ha l’obiettivo di ridurre gli sprechi ed errori nella spesa pubblica ed è dotata, in partenza, di somme da investire nel miglior modo possibile. La strumentazione della programmazione economica italiana e comunitaria vedono la pianificazione territoriale come un dato implicito del funzionamento ordinario della gestione amministrativa dei comuni. La programmazione economica non conosce e non si sforza più di comprendere e coinvolgere gli esperti di urbanistica ma si interessa assai degli analisti territoriali, e delle discipline che studiano ed interpretano i comportamenti delle persone, delle agenzie, delle imprese, delle rappresentanze, ecc.
Esaminando taluni aspetti della pianificazione urbanistica e della programmazione economica dalla seconda metà degli anni novanta in poi, è facile accorgersi delle divergenze e delle differenze, mentre è assai difficile coglierne le complementarità in termini concreti. Assonanze o echi possiamo coglierne solo a livello teorico se non addirittura a livello meramente retorico.
Per tentare di cogliere le possibili sinergie tra i due mondi dell’urbanistica e dell’economia, credo sia possibile fare riferimento alle esperienze di Adriano Olivetti e di Giuseppe Samonà laddove, per aspetti diversi, è possibile cogliere relazioni non banali tra città, territorio, bellezza e rappresentazione per agire il bene sociale. Invece è difficile ritenere che i PRIU o i PRUSST, come ha sostenuto Salzano, possano costituire una strada positiva per l’innovazione della disciplina. Le esperienze di pianificazione complessa, soprattutto nel Mezzogiorno, non hanno consentito di ritrovare il rapporto trans-attivo tra pianificazione e programmazione.
L’urbanistica, alla luce delle esperienze di piano (mediante l’approccio disciplinare) e di programmazione per lo sviluppo territoriale (mediante approcci multi-disciplinari), è una disciplina pro-attiva, ma l’azione nel concreto dei processi sociali contemporanei non è un mandato istituzionale della professione dell’urbanista; perlomeno non lo è ancora. Le leggi dello Stato assegnano la decisione (che precede ogni trasformazione concreta dello spazio fisico delle città e dei loro territori) ad organi di rappresentanza elettivi. Per agire nella città concreta, nel senso decisionale e non solo riguardo alla cogenza del piano, l’urbanista dovrebbe essere anche una componente istituzionale del governo della città. Ma c’è un’altra strada: quella della ibridazione disciplinare con le materie prossime alla decisione politica e strategica: l’economia dello spazio che è indispensabile per comprendere e agire gli approcci strategici di programmazione dello sviluppo territoriale e che si aggiunge alle discipline della Storia e del Diritto, più tradizionalmente vicine all’urbanistica che utilizza gli strumenti ordinari. In questo modo, anche se non è possibile governare l’azione, ambito ristretto all’amministrazione ed alla politica, è almeno possibile avvicinarsi all’azione urbana e territoriale diretta con l’ibridazione disciplinare (per qualsiasi piano basta una équipe pluridisciplinare sempre con la guida dell’urbanistica, mentre per un programma la guida dovrebbe sempre essere di un esperto di economia e non di un esperto di scienze umane o di diritto).
Nel fare urbanistica è stato possibile alimentare il rapporto tra il piano ed il programma, per passare più agevolmente all’azione nella città e nel territorio concretamente. Una convinzione personale: è possibile agire la pianificazione restando sempre soltanto degli urbanisti senza essere necessariamente di parte, pur essendo schierati a difesa delle città e dei territori nei confronti della speculazione per evitare il caos e la sopraffazione dei forti rispetto ai deboli. Secondo questo modo di ragionare, sempre in base all’esperienza diretta del piano, l’attività politica, amministrativa e gestionale difficilmente può essere considerata all’interno dei confini disciplinari dell’urbanistica: tale auto-limitazione definisce gli ambiti di competenza per la professione, la didattica e la ricerca.

Personal profile
Ferdinando Trapani received his degree in architecture from the University of Palermo in 1975. His early years in professional practice first in several private offices in architectural and urban design. He was technical responsible of Studio Urbani e Associati in Palermo (urban and regional planning and economic development studies). Finally as a free-lance architect provided him with a practical experience that has proved invaluable in the roles he has taken on with the Regional Government (1999-2003) as planning senior expert of Formez (Rome) using Structural Found for the Regional Operative Program Sicily Region 2000-2006 trough innovative programming instruments: territorial and integrated projects for local development.
At the University of Palermo: PHD in Urban and regional Planning (1999), Researcher (2001) and Professor in Urban and Regional Planning (December 2010). He held several positions including coordinator of training, member of PHD collegium and secretary of Academic Course in Urban, Environmental and Landscape Planning.. He brought the Department of Architecture to its first EU projects with the LIFE/GECO and INTERREG IIIB URBACOST projects starting in 2005. Since then he has been appointed as Scientific collaboration with Regione Siciliana, Urban Planning Department for another European Projects: INTERREG projects: MEDISDEC, PIC-RM and PROGRESDEC. These are all inter-regional cooperation initiatives dealing with different ways for integrating EU policy objectives of harmonious spatial development as expressed in the ESDP, into regional and local planning practice.
Ferdinando has also participated (2005-2009) in meetings and working groups of the Integrated and Relational Tourism (sponsored by the Presidence of Regione Sicliana) to carry forward the Sicilian Region’s strategic interests in terms of territorial management policies based on the human resource. He was organizing the third Scientific Conference of Integrated and Relational Tourism in Cairo - Egypt (October 2009). Ferdinando collaborate for developing the Palermo University’s role in the Territorial Living Labs initiative in Sicily and promoting the concept in the context of inter-regional Territorial Cooperation in the academic contexts.

 
Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura - c.so Vittorio Emanuele 188 90133 Palermo - tel. 091.7434211