|
09.11.06 Addio a Pasquale Culotta |
||||||||||||||||||||||||||||||||
09.11.06
|
Con la scomparsa improvvisa e immatura di Pasquale Culotta viene meno uno dei cardini dell’intelligenza della Sicilia e una delle figure più rappresentative dell’architettura italiana contemporanea.
Allo stesso tempo la scelta anticipa e prepara la grande modificazione che a partire dal ’68 investirà le nostre università, con l’accesso di massa dei diplomati e il successivo rientro dei laureati del “grande numero” nei territori di origine: una novità che richiede all’università una riflessione e una modificazione profonda, della quale Culotta, impegnato fin dall’inizio sul doppio fronte dell’esercizio del mestiere e dell’insegnamento universitario, saprà essere attore lucido e consapevole.
Possiamo dire oggi che, a partire dalla sua personale esperienza dell’architettura, e sulle basi di un nuovo ordine degli studi tracciato a Palermo da Vittorio Gregotti, Alberto Samonà e Gino Pollini, Pasquale Culotta sia stato il grande costruttore di una Facoltà di Architettura rinnovata, da lui diretta come Preside, Direttore di Dipartimento, Presidente di Corso di Laurea. Sul piano del rinnovamento dell’architettura in Sicilia, egli è stato il protagonista indiscusso per decenni, e da docente è stato maestro oltre che professore, con grande capacità di spendersi e passione ineguagliabile per l’architettura e per la bellezza. La sua produzione merita uno studio che è ancora in gran parte da compiersi, e che certo impegna per il futuro i numerosi studiosi e ricercatori da lui formati. Tra le sue opere ricordiamo le ville Mitra e Salem a Cefalù, la villa Finocchiaro a Monreale, il complesso EGV Center a Cefalù, la nuova sede della facoltà di Architettura di Palermo, in collaborazione con Marra, Laudicina, Leone, la ristrutturazione del Municipio e del complesso di S. Domenico, a Cefalù. E inoltre i progetti di ricerca per Palermo, tra i quali quello per il riassetto della Circonvallazione (1987 e 2000), e quelli da lui diretti per la riorganizzazione della costa della città (1989). Tra le sue intuizioni pionieristiche, fin dagli anni ’80, la necessità di attrezzarsi culturalmente nei confronti del mutamento dei tempi indotto dalla migrazione dei popoli, e i suoi studi per la Moschea in Occidente e per la residenza nella città multietnica. Ha dato vita a numerose collane di architettura, seminari, simposi, e alla rivista “In Architettura”.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||
| vai alla pagina su Pasquale Culotta vai alla prima pagina |
In ricordo di Pasquale Culotta, leggi il testo di Giuseppe Carta, leggi il testo di Teresa Cannarozzo |
||||||||||||||||||||||||||||||||
testi di Marcello Panzarella su Culotta&Leone altri testi di Marcello Panzarella |
|||||||||||||||||||||||||||||||||
Università degli Studi di Palermo - Dipartimento di Storia e Progetto nell'Architettura - c.so Vittorio Emanuele 188 90133 Palermo - tel. 091.7434211 |
|||||||||||||||||||||||||||||||||