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Mostra
Archeologia e città. Progetti per il Parco archeologico di Selinunte
Castelvetrano, 24 febbraio 2006
I materiali della mostra rappresentano un contributo al dibattito che da un ventennio anima la società di Castelvetrano sul tema dell’ingresso al Parco archeologico di Selinunte e fanno parte di un percorso di ricerca su Selinunte svolta in diverse occasioni e che adesso trova un ulteriore momento d’approfondimento nel progetto per la nuova sistemazione dei servizi d’ingresso al Parco Archeologico, primo passo per pervenire ad un Progetto Strategico di rinnovamento urbano che nel futuro dovrebbe coinvolgere l’intero territorio di Selinunte.
In realtà il problema che si vuole affrontare è il rapporto tra archeologia e città e, nel nostro caso, tra una delle più grandi aree archeologiche presenti in Sicilia e le strutture, infrastrutture e servizi da costruire nel contesto urbano di Marinella di Selinunte.
Gli studi condotti su questo territorio iniziano nel 2001 a partire da Triscina, forse la parte più degradata di questo territorio e con il problema più difficile da risolvere, l’abusivismo edilizio.
Tra gli anni settanta e ottanta ad ovest del Modione si costruirono migliaia di case illegali sulla costa, per una profondità di cinquecento metri, fino ai margini dell’uliveto che occupa tutto il territorio comunale, che si sovrapposero alle necropoli di Selinunte compromettendo pesantemente importanti testimonianze della città greca. Ma a fronte di tanta cubatura illegale, nessun albergo fino a quella data era stato costruito per ospitare i turisti che si recano a visitare il sito, né servizi d’accoglienza turistica e attrezzature per la balneazione. In definitiva i 600.000 visitatori che arrivavano ogni anno a Selinunte, fino a poco tempo fa, visitavano il Parco Archeologico e, non trovando strutture ricettive, utilizzavano gli alberghi di altre località turistiche, con un danno all’economia della zona. L’ipotesi iniziale fu quindi di profittare dell’insediamento costruito proponendo il recupero e la trasformazione di Triscina in città turistica a servizio di Selinunte. In pratica si proponeva di migliorare la struttura urbana esistente, di aggiungere alcuni servizi e trasformare le case in stanze d’albergo per soddisfare il bisogno d’accoglienza turistica.
La nuova occasione di studio è frutto di due diversi momenti didattici svolti presso l’Università di Palermo. Il primo è costituito da due tesi di laurea chepropongono il progetto per la nuova sistemazione degli spazi, dei servizi d’ingresso e dei nuovi percorsi nel Parco archeologico di Selinunte. Il secondo è una tesi del master “architettura per l’archeologia” il cui vero valore sta nell’aver creato le condizioni culturali e didattiche perché architetti ed archeologi potessero lavorare insieme per un “comune sentire” ed ipotizzare un intervento trasformazione che mettesse insieme le esigenze di tutela, conservazione e valorizzazione di un sito archeologico.
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