GAZZETTA UFFICIALE SERIE GENERALE N. 65 DEL 19/3/2003
MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
DECRETO 21 febbraio 2003
Approvazione di n. 2 studi di settore relativi ad attivita'
professionali.
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, concernente disposizioni comuni in materia di accertamento
delle imposte sui redditi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, recante l'approvazione del testo unico delle imposte sui
redditi;
Visto l'art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito, con modificazioni, nella legge 29 ottobre 1993, n. 427,
che prevede, da parte degli uffici del Dipartimento delle entrate del
Ministero delle finanze, l'elaborazione di appositi studi di settore
in relazione ai vari settori economici;
Visto il medesimo art. 62-bis del citato decreto-legge n. 331 del
1993 che prevede che gli studi di settore sono approvati con decreto
del Ministro delle finanze;
Visto l'art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, che individua le
modalita' di utilizzazione degli studi di settore in sede di
accertamento nonche' le cause di esclusione degli stessi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n.
195, recante disposizioni concernenti i tempi e le modalita' di
applicazione degli studi di settore;
Considerato che a seguito delle analisi e delle valutazioni
effettuate, allo stato, sulla base dei dati in possesso
dell'Amministrazione finanziaria sono emerse cause di non
applicabilita' degli studi di settore;
Visto il proprio decreto 10 novembre 1998, che ha istituito la
commissione di esperti prevista dall'art. 10, comma 7, della legge n.
146 del 1998, integrata e modificata dal decreto ministeriale 24
ottobre 2000;
Visti i decreti del direttore generale del Dipartimento delle entrate
23 ottobre 2000 e 13 dicembre 2000, concernenti l'approvazione di
questionari per gli studi di settore relativi ad attivita'
imprenditoriali nel settore delle manifatture, dei servizi, del
commercio e ad attivita' professionali;
Visto l'art. 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che
ha trasferito le funzioni dei Ministeri del bilancio, del tesoro e
della programmazione economica e delle finanze al Ministero
dell'economia e delle finanze;
Visto l'art. 57 del medesimo decreto legislativo n. 300 del 1999 che
ha istituito le Agenzie fiscali;
Visto il decreto del direttore generale del Dipartimento delle
entrate 24 dicembre 1999, concernente le modalita' di annotazione
separata dei componenti rilevanti ai fini dell'applicazione degli
studi di settore;
Visto il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 marzo
2002, concernente i criteri per l'applicazione degli studi di settore
ai contribuenti che esercitano due o piu' attivita' d'impresa ovvero
una o piu' attivita' in diverse unita' di produzione o di vendita;
Acquisito il parere della predetta commissione di esperti in data 6
novembre 2002;
Decreta:
Art. 1.
Approvazione degli studi di settore
1. Sono approvati, in base all'art. 62-bis del decreto-legge 30
agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, nella legge 29
ottobre 1993, n. 427, gli studi di settore relativi alle seguenti
attivita':
a) Studio di settore SK 23 U - Servizi di ingegneria integrata,
codice di attivita' 74.20.3;
b) Studio di settore SK 24 U - Consulenze fornite da agrotecnici e
periti agrari, codice di attivita' 74.14.B;
2. Gli elementi necessari alla definizione presuntiva dei compensi o
dei ricavi relativi agli studi di settore indicati nel comma 1 sono
determinati sulla base della nota tecnica e metodologica, delle
tabelle dei coefficienti nonche' della lista delle variabili per
l'applicazione dello studio, di cui agli allegati:
- 1, per lo studio di settore SK 23 U;
- 2, per lo studio di settore SK 24 U;
3. Il programma per l'applicazione dello studio di settore segnala
anche, con riferimento ad indici significativi, la coerenza economica
rispetto ai valori minimi e massimi assumibili con riferimento a
comportamenti normali degli operatori del settore.
4. Gli studi di settore si applicano ai contribuenti esercenti arti e
professioni ovvero esercenti attivita' di impresa, che svolgono in
maniera prevalente le attivita' indicate nel comma 1. Gli studi di
settore si applicano, altresi', ai contribuenti esercenti attivita'
di impresa che svolgono le predette attivita' in maniera secondaria
per le quali abbiano tenuto annotazione separata. In caso di
esercizio di piu' attivita' d'impresa, per le quali non e' stata
tenuta la annotazione separata, ovvero in caso di piu' attivita'
professionali per attivita' prevalente si intende quella da cui
deriva nel periodo d'imposta la maggiore entita', rispettivamente,
dei ricavi o dei compensi.
5 Gli studi di settore approvati con il presente decreto sono
utilizzabili a partire dal periodo di imposta 2002.
Art. 2.
Modalita' di applicazione degli studi di settore
1. In via sperimentale, i compensi e i ricavi nonche' gli indici di
coerenza economica, risultanti dall'applicazione degli studi di
settore approvati con il presente decreto, sono utilizzati come
criteri selettivi per la scelta delle posizioni da sottoporre a
controllo con le ordinarie metodologie. I contribuenti che dichiarano
compensi o ricavi di ammontare non inferiore a quello risultante dai
predetti studi di settore non sono assoggettabili ad accertamento in
base all'art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sulla base dei
maggiori compensi o ricavi determinati a seguito della revisione
degli studi stessi.
Art. 3.
Categorie di contribuenti alle quali
non si applicano gli studi di settore
1. Gli studi di settore approvati con il presente decreto non si
applicano nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato
compensi di cui all'art. 50, comma 1, ovvero ricavi di cui all'art.
53, comma 1, esclusi quelli di cui alla lettera c), del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, di
ammontare superiore a euro 5.164.569.
Art. 4.
Variabili delle attivita' professionali o delle imprese
2. La determinazione dei valori da attribuire alle variabili da
utilizzare per l'applicazione degli studi di settore approvati con il
presente decreto e' effettuata sulla base delle istruzioni per la
compilazione dei relativi questionari approvati con i decreti del
direttore generale del Dipartimento delle entrate 23 ottobre 2000 e
13 dicembre 2000, tenuto conto di quanto precisato nelle istruzioni
per la compilazione delle dichiarazioni di cui all'art. 6, comma 1,
del presente decreto.
Art. 5.
Determinazione del reddito imponibile
1. Sulla base degli studi di settore sono determinati presuntivamente
i compensi di cui all'art. 50, comma 1, ovvero i ricavi di cui
all'art. 53, ad esclusione di quelli previsti dalle lettere c) e d)
del comma 1, dello stesso articolo del testo unico delle imposte sui
redditi.
2. Ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo
l'ammontare dei compensi di cui al comma 1 e' aumentato degli altri
componenti positivi, compresi i proventi e gli interessi moratori e
dilatori di cui all'art. 6, comma 2, del menzionato testo unico, ed
e' ridotto dei componenti negativi deducibili. Ai fini della
determinazione degli importi relativi alle voci e alle variabili di
cui all'art. 4 del presente decreto devono essere considerate le
spese sostenute nell'esercizio dell'attivita' anche se non dedotte in
sede di dichiarazione dei redditi.
3. Ai fini della determinazione del reddito d'impresa l'ammontare dei
ricavi di cui al comma 1 e' aumentato degli altri componenti
positivi, compresi i ricavi di cui all'art. 53, comma 1, lettere c) e
d), del menzionato testo unico, ed e' ridotto dei componenti negativi
deducibili. Ai fini della determinazione degli importi relativi alle
voci e alle variabili di cui all'art. 4 devono essere considerati i
componenti negativi inerenti all'esercizio dell'attivita' anche se
non dedotti in sede di dichiarazione dei redditi.
4. Per le imprese che eseguono opere, forniture e servizi pattuiti
come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannuale i ricavi
dichiarati, da confrontare con quelli presunti in base agli studi di
settore, vanno aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle
esistenze iniziali valutate ai sensi dell'art. 60, commi da 1 a 4,
del testo unico delle imposte sui redditi.
Art. 6.
Comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell'applicazione degli studi di settore
1. I contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore
comunicano, in sede di dichiarazione dei redditi, i dati rilevanti ai
fini dell'applicazione degli studi stessi.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 21 febbraio 2003
Il Ministro: Tremonti
ALLEGATO
PROVVEDIMENTO IN CORSO DI CARICAMENTO