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MAURO FERRANTE

DIETA GLUTEN-FREE (DGF) IN SOGGETTI CELIACI E QUALITA' DELLA VITA

  • Authors: Immordino, P.; Ferrante, M.; Marras, A.; Casuccio, A.; Scondotto, S.
  • Publication year: 2015
  • Type: Proceedings (TIPOLOGIA NON ATTIVA)
  • Key words: Gluten-Free Diet; Healthcare Survey; Quality of Life; Health Status Indicators.
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/158899

Abstract

IntroduzioneLa celiachia è una malattia sistemica autoimmune innescata dall’ingestione di glutine in individui geneticamente predisposti. Nell’adulto le presentazioni atipiche con sintomi extraintestinali e gastrointestinali aspecifici sono sempre più comuni. In particolare, la celiachia può indurre cambiamenti psicologici nell’individuo affetto, influenzando principalmente la percezione del benessere. Una dieta rigorosamente priva di glutine (DGF) da seguire per tutta la vita rappresenta l’unica terapia disponibile. Tuttavia, il rispetto rigoroso di una DGF può potenzialmente influenzare la qualità di vita del celiaco e, d’altra parte, l’ atteggiamento e le aspettative del paziente hanno un impatto sostanziale sul rispetto della DGF. Obiettivi. Analizzare gli effetti della DGF in pazienti celiaci su alcune dimensioni della qualità della vita. MetodiCome caso studio vengono analizzati i dati relativi all’indagine multiscopo Istat sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 2013. A partire dai soggetti che hanno dichiarato di essere celiaci, è stata analizzata, tramite modelli regressivi, la relazione tra la presenza di una DGF ed alcuni indicatori sulla percezione dello stato di salute, quali indice di stato fisico (PCS), psicologico (MHS) e mentale (MH), al netto di caratteristiche sociodemografiche e comportamentali (titolo di studio, risorse economiche familiari, ripartizione geografica, età, genere ed abitudine al fumo) dei soggetti in studio. RisultatiDall’indagine multiscopo Istat 2013, la percentuale di soggetti che ha dichiarato di essere affetto da celiachia è di circa lo 0.6%. Di questi, il 47.3% circa afferma di osservare una DGF. I risultati delle analisi mostrano un’associazione diretta tra la presenza di una DGF e indice di stato fisico (Beta=1.773, p-value=0.018), mentre non sembra esservi associazione tra l'osservanza di una DGF e indice di stato psicologico (MCS) e mentale (MH). ConclusioniDopo la diagnosi di celiachia, il paziente deve accettare da un lato l’impatto biologico del convivere con una malattia cronica, dall’altro, il bisogno di aderire ad una dieta restrittiva che richiede importanti cambiamenti di stile di vita permanenti con un impatto psicosociale rilevante. Diversi studi hanno dimostrato che tutti questi cambiamenti hanno un impatto negativo sulla qualità della vita dei pazienti. D’altra parte però alcuni autori dimostrano come la qualità della vita, così come i sintomi, migliorino con la terapia dietetica. Il nostro studio conferma una relazione positiva tra DGF e qualità della vita in termini di indice di stato fisico, confermandone l’importanza come unica terapia ad oggi disponibile nella remisione dei sintomi. Tuttavia, sarebbero necessari studi longitudinali volti a determinare se tale effetto sulla qualità della vita sia permanente nel tempo.