La logica della pace, la logica della guerra. Che cos’è lo sport?
- Authors: Cozzo, A.
- Publication year: 2026
- Type: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/698626
Abstract
Lo sport, nell'antichità (ma anche oggi), si svolge al confine di una logica di pace (mette in scena, infatti, dei conflitti che prevedono il rispetto di regole ben definite) e di una logica di guerra (infatti, i giochi da esso previsti sono sempre "a somma zero", con una parte che deve vincere e l'altra che deve perdere). Nel mondo greco antico le gare funzionano da addestramento alla pratica bellica e il professionismo sportivo fine a se stesso viene per lo più criticato, ma la problematicità del "pensiero competitivo" è pienamente percepita, come prova anche il modo di parlare del pareggio. Quanto all'idea dei giochi olimpici come un’istituzione di pace, come comportarsi con chi fa una guerra e al contempo vuole partecipare agli agoni? Presso i greci, la tentazione di escluderlo e anzi di attaccarlo, benché si sia presentata, è stata allontanata, perché avrebbe significato di fatto una violazione della "tregua olimpica". Oggi forse si potrebbe sì continuare ad ammettere tutti alle competizionima istituire per regolamento l'obbligo, per tutti gli atleti, di indossare una fascia con la scritta "chiunque non attui il 'cessate il fuoco' e non si sieda al tavolo dei negoziati, anche nel caso in cui partecipi ai giochi olimpici, offende il loro spirito pacifico": essa funzionerebbe così da autodenuncia di ogni Paese in guerra e potrebbe spingere a ricercare soluzioni diplomatiche. Più in generale, la logica a somma zero dello sport potrebbe essere contrastata, assegnando premi a tutti i concorrenti e, nei giochi di squadra, facendo cambiare maglia ad alcuni giocatori di parte opposta, in modo da rendere in ogni caso mista la squadra vincitrice.
