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PATRIZIA SARDINA

Angioini e Aragonesi nell’Italia meridionale fra Due e Trecento: cause, modalità e rischi delle tregue

Abstract

Tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo Carlo II d’Angiò, Giacomo II d’Aragona e Federico III di Sicilia stipularono tregue con diverse motivazioni: la volontà di lavorare a un accordo di pace stabile e duraturo senza la pressione delle armi; l’esigenza di congelare il conflitto per riprendere le forze sul piano militare ed economico; la vacanza della sede papale; la necessità di combattere su altri fronti. La sospensione della violenza per un periodo più o meno lungo permetteva di raggiungere obiettivi strategico-militari a medio termine e di tamponare gli effetti deleteri che la guerra aveva sull’agricoltura e sul commercio. La tregua era un patto temporaneo, raggiunto con l’aiuto di mediatori quando le motivazioni del conflitto non erano state ancora rimosse, accompagnato da un giuramento solenne e garantito dagli osservatori.