L'attuazione del regionalismo differenziato in Italia tra legislazione e giurisprudenza costituzionale
- Authors: Spataro, O.
- Publication year: 2025
- Type: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/697305
Abstract
Le dinamiche di attuazione del regionalismo italiano sono state storicamente contrassegnate da elementi di problematicità , promananti, di volta in volta, da cause diverse. Nonostante le riforme costituzionali del 2001 sembrassero orientarsi verso un modello quasi federale, l’effettività dei rapporti Stato-Regioni ha evidenziato una tendenza al ri-accentramento delle funzioni, anche grazie all’avallo della Corte costituzionale, che ha storicamente privilegiato le istanze dell’unità rispetto a quelle del decentramento. Le aspettative di rilancio delle Regioni, soprattutto quelle del Nord Italia, si sono dunque incentrate sull’attuazione della differenziazione regionale prevista dall’art. 116, co. 3, Cost., ovvero sulla possibilità di chiedere e ottenere dallo Stato, sulla base di apposite intese, ulteriori competenze rispetto a quelle proprie delle Regioni ordinarie. Ne è scaturito un acceso dibattito, legato al timore che ne potessero derivare disparità nel godimento dei diritti tra i cittadini residenti nei diversi territori della Repubblica, a seconda della maggiore o minore capacità delle Regioni di finanziare i relativi servizi. Il presente contributo si propone di analizzare il processo di attuazione del regionalismo differenziato alla luce della storica sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale, che ha ridisegnato la fisionomia del regionalismo italiano. A tal fine, l’analisi adotta una metodologia giuridico-costituzionale di carattere qualitativo, fondata sulla ricostruzione storico-dogmatica dell’istituto e sull’esame critico del ragionamento della Corte costituzionale, evidenziando le ricadute che ne potranno derivare sugli assetti futuri del sistema autonomistico
