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LAURA RESTUCCIA

Itaca, Itache

Abstract

Archetipo dello spazio immaginario, l’isola è stata proposta in letteratura, di volta in volta, come immagine della lontananza, della libertà, della costrizione, della fuga, della felicità della limitazione, della deprivazione o del premio raggiungibile. In questo spazio immaginario un’isola, fra tutte, si staglia come sovrana incontestabile: Itaca, l’isola per eccellenza. Topos poetico che risale agli albori della stessa letteratura, Itaca ha attraversato i millenni e i secoli: è stata di volta in volta il viaggio alla ricerca del vello d’oro, il cammino alla guida di un popolo verso la terra promessa, il ritorno a casa di Ulisse, il doloroso distacco di chi lascia le proprie cose costretto dalle circostanze esterno, e ancora il viaggio faticoso e doloroso di chi parte per fondare una nuova patria per sé e per il proprio popolo. Il sogno di Itaca esprime il percorso esistenziale di chi ricerca una dimensione piena e consapevole della vita, esprime l’inquietudine e l’insoddisfazione di fronte alla banalità e alla sicurezza del quotidiano. Il motivo del viaggio da/verso Itaca è presente nella letteratura di tutti i tempi, con diversi significati a seconda delle epoche, delle culture e degli autori. Da Omero a Virgilio, da Dante a Rimbaud, a Baudelaire, a Joyce; da Foscolo a Pascoli; da Quasimodo a Vittorini fino al più recente Malerba, sembra che la metafora dell'isola abbia accompagnato al storia della letteratura di tutti i tempi. L’isola è il punto di partenza, abbandono del familiare e del noto, per scoprire e sperimentare; e, il viaggio, è fuga dal dolore, dalla noia, dalle prigioni, ma è anche pericolo, ignoto, avventura, morte. Itaca, metafora del viaggio dunque, punto di partenza ma al contempo meta, punto di approdo e di ritorno. E, tra l’inizio e la fine del viaggio è la navigazione, le peripezie e le avventure, il coraggio e la libertà insiti nell’affrontare il percorso, uno spostarsi tra luoghi e identità diversi: in breve, la parabola della vita. Archetype of the imaginary space, the island has been proposed in Literature, as the image of remoteness, liberty, coercion, happiness deprivation or premium to reach. In this imaginary space, the island which stands out as indisputable sovereign is Ithaca. Poetic topos, Ithaca symbolized in literature the journey in search of the Golden Fleece, the way to guide people to the promised land, the return home and yet the journey arduous and painful for those who leave in search of a new home for themselves and their people. The reason of travel to / from Ithaca is present in the Literature of all time, with different meanings depending on the ages, cultures and authors. From Homer to Virgil, Dante and Rimbaud, Baudelaire, Joyce, from Foscolo to Pascoli, to Quasimodo, Vittorini and to the latest Malerba, the metaphor of the island seems to have accompanied the history of Literature of all time.  Ithaca is the metaphor of the journey; the starting point but, at the same time, the landing point. Between the beginning and the end of the trip there is the navigation, the adventure and the misadventure; there is the courage and the freedom to move between different places and identities; there is the parable of life.