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MANOELA PATTI

Donne, cittadinanza e nazione. Scritti e pratiche politiche femminili nella Sicilia del Risorgimento

Abstract

La storiografia ha ormai da alcuni anni indagato il tema della partecipazione delle donne al Risorgimento italiano, sottolineando il valore euristico della prospettiva di genere nello studio dei processi di nation building ottocenteschi. In un quadro di studi abbastanza ricco, resta tuttavia poco indagato il ruolo che le donne ebbero in Sicilia, che pure rappresentò un contesto, come ha scritto Salvatore Lupo, “decisiv[o] per il processo di unificazione nazionale”. In che modo, per esempio, nel turbolento contesto siciliano -Palermo insorse il 12 gennaio 1848 - le donne, per lo più aristocratiche e istruite, ridefinirono il proprio ruolo pubblico? La rivoluzione contribuì alla negoziazione di nuove identità femminili? L’ordine familiare tradizionale si ridefinì, o, al contrario, si riaffermò, a partire da una ribadita centralità della funzione di educatrici delle donne nella società e nella famiglia? La scrittura delle donne rappresenta uno spazio cruciale per affrontare il tema. A partire dalla vicenda delle letterate “patriote” siciliane, il contributo si focalizza dunque sul modo in cui alcune donne si appropriano di un ruolo attivo nella sfera pubblica e politica, in una cornice borghese comune alla società europea del XIX secolo, dove il ruolo delle donne nel processo di costruzione della nazione si articolò intorno al ruolo della donna nella famiglia, e intorno all’esclusione delle donne da una cittadinanza moderna basata su radicali asimmetrie di genere.