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PAOLA MAGGIO

Sfruttamento lavorativo: le ricadute processuali

Abstract

Il contributo analizza le derive del diritto penale contemporaneo nel prisma della condizione giuridica dello straniero, con particolare riferimento alla dicotomia tra la figura del "migrante-nemico" e la realtà fenomenologica della crim-victimization. L’indagine prende le mosse dall’esame delle attuali politiche criminali che, attraverso una progressiva "neutralizzazione" delle garanzie, tendono a configurare un diritto penale d’autore fondato sullo status piuttosto che sulla condotta. L’analisi si sofferma sulle criticità delle cornici sostanziali e sui correlati riverberi processuali, evidenziando come l’inasprimento sanzionatorio e la torsione dei criteri di imputazione – spesso condizionati dal contesto emergenziale – minino i principi di materialità e offensività del reato. In tale prospettiva, viene approfondito il delicato tema del regime probatorio, denunciando l’uso sistematico di schemi presuntivi che comprimono il diritto di difesa e il principio della presunzione di innocenza. Nella parte finale, lo studio sposta l’attenzione sulla dimensione territoriale, esaminando la situazione nel distretto siciliano. Attraverso l'analisi delle prassi giurisprudenziali locali, si evidenzia un panorama chiaroscurale ("molte ombre e sparute luci") dove l'efficienza burocratico-repressiva spesso prevale sulla tutela dei diritti fondamentali.