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ENNIO MINEO

Le parti e il tutto. La memoria dei Ciompi e la semantica del popolo

Abstract

Tra XIV e XV secolo nell’Italia comunale la natura del popolo rimaneva un problema aperto. A differenza di altre aree, a rendere più difficile nella Penisola lo sforzo di definizione era il fatto che dalla metà Duecento il «popolo» si era manifestato spesso anche come organizzazione di parte e persino come regime. Questo aveva esasperato la tradizionale ambivalenza semantica del termine («popolo» come parte della comunità e «popolo» come universale politico). In questo contributo vengono analizzati alcuni momenti della memoria della rivolta dei Ciompi (in particolare la cronaca di Giovanni Cavalcanti) per mostrare da un lato come si mantenne l’ambivalenza del termine, e dall’altro come progressivamente si deteriorò l’immagine del «popolo»-parte, del popolo che aveva assunto il potere, e che sempre più frequentemente risulta denotato come plebe o popolo minuto, oppure appare degradato spregiativamente fino alla soglia della disumanizzazione.