Oltre il confronto, il progetto. Dalla competizione alla progettualità professionale tra metacognizione e intelligenza artificiale
- Authors: La Marca, A.; Orofino, R.
- Publication year: 2026
- Type: Monografia
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/702343
Abstract
Questo libro nasce da una domanda radicale e insieme profondamente educativa: che cosa accade all’apprendimento quando smette di essere un campo di confronto e diventa uno spazio di progetto? In un contesto universitario sempre più attraversato da logiche prestazionali, metriche comparative e narrazioni meritocratiche, studenti e studentesse sono spesso chiamati a esistere nel sapere come soggetti da misurare, non come soggetti che pensano. Il confronto continuo, la centralità del giudizio, l’ansia di posizionamento e l’uso strumentale delle tecnologie alimentano posture difensive che incidono non solo sui risultati, ma sul rapporto stesso con il conoscere, con l’altro e con il sé. Il volume si colloca in un territorio fondativo: quello in cui l’apprendimento universitario viene interrogato non solo come processo cognitivo, ma come esperienza esistenziale, orientativa e professionale. Non si tratta semplicemente di comprendere come gli studenti apprendono, ma di esplorare che tipo di soggetti diventano mentre apprendono, quali posture costruiscono nei confronti del sapere, di sé, degli altri e del futuro. Le autrici propongono una visione della formazione universitaria come ambiente orientante, in cui l’insegnamento è chiamato a rendere visibili i processi, a legittimare l’errore come risorsa, a sostenere la riflessione e a promuovere posture di non-violenza cognitiva e affettiva. In tale cornice, anche l’intelligenza artificiale viene progressivamente ridefinita: non come scorciatoia prestazionale, ma come mediatore metacognitivo e orientativo, capace di sostenere pratiche di decentramento, di autointerrogazione e di responsabilità epistemica. Il volume introduce i costrutti di non-violenza cognitiva e di non-violenza affettiva. Invidia, competizione, autoregolazione, soft skills e uso dell’intelligenza artificiale vengono riletti non come variabili isolate, ma come nodi interdipendenti di posture di apprendimento che possono essere educativamente trasformate.
