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EMANUELA GAROFALO

Antonio Ferramolino da Bergamo, un ingegnere militare nel Mediterraneo di Carlo V

Abstract

Sono trascorsi ormai trent’anni dagli importanti contributi monografici offerti da Guido Tadini sulla figura complessa e affascinante di Antonio Ferramolino da Bergamo, di certo uno dei più autorevoli ingegneri militari al servizio della monarchia spagnola nel Mediterraneo del primo Cinquecento. Sebbene gli studi più recenti, in particolar modo quelli sull’ingegnere Pietro Antonio Tomasello da Padova, suo predecessore, abbiano in parte ridimensionato quel ruolo “pionieristico” nel processo di potenziamento delle difese siciliane che la storiografia gli aveva attribuito, resta indubbio come la figura di Ferramolino offra molteplici spunti di interesse. La sua lunga attività professionale, documentata per almeno un trentennio, il suo amplissimo raggio d’azione – dai territori della Serenissima, alla Repubblica di Ragusa, alla Sicilia, da Malta ai presidi africani d’oltremare, la Goletta di Tunisi per prima –, certi accenti del suo carattere, tra cui quel fare spregiudicato che lo portò, anche grazie ad entrature a Corte, a mescolare al contempo responsabilità progettuale e intervento in qualità di impresario edile nei medesimi cantieri, sono tutti elementi che spingono, anche alla luce di nuove e corpose acquisizioni documentarie, verso un aggiornamento del suo profilo biografico e del quadro d’insieme della sua attività professionale, nell’ambito del quale si possa finalmente far luce sulle peculiarità del suo modus operandi e sulle innovazioni tecniche da lui introdotte nelle fortificazioni delle diverse sponde del Mediterraneo.