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ALFREDO CASAMENTO

Sic astra mereri. Un’analisi della Controversia de statua viri fortis di Draconzio

Abstract

Nel contesto dell’Africa vandalica del quinto secolo si distingue una singolare reviviscenza degli studi retorici e, segnatamente, declamatori. Sotto questo profilo, emerge con particolare rilievo uno dei Romulea di Draconzio; si tratta del numero 5 della raccolta, dal titolo Controversia de statua viri fortis. Nel componimento, una esercitazione retorica elaborata in versi esametrici, l’autore riattualizza un motivo topico delle scuole di declamazione, il contrasto tra un dives ed un pauper, arricchendolo di molteplici stratificazioni letterarie, da Virgilio a Lucano soprattutto, che tuttavia non celano lo straordinario interesse draconziano ad intestarsi un certo aggiornamento delle pratiche connesse allo studio declamatorio in un mutato contesto storico e a latitudini molto diverse rispetto ai primi luoghi d’origine e di diffusione del fenomeno. Il testo, ampio poco più di trecento versi, consente dunque prospettive multiple di lettura: dal rapporto con la tradizione ‘classica’ delle scuole di declamazione, al ricorso ad una ricca casistica di exempla della tradizione storica e mitologica, alla possibile sottolineatura di temi di prima attualità in relazione al quadro politico del tempo e alla storia personale dell’autore quali, su tutti, la necessità di vivere sotto la tirannide.