Identità riflesse: corpo e sacro tatuato
- Authors: Salerno, R.
- Publication year: 2025
- Type: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/692589
Abstract
La decorazione del corpo rappresenta da sempre una delle più antiche e universali forme di comunicazione simbolica, capace di connettere individuo e collettività attraverso il linguaggio visivo del rito e della trasformazione. Il presente studio esplora il fenomeno del tatuaggio sacro come pratica contemporanea di espressione identitaria e spirituale, analizzandone le implicazioni antropologiche e sociologiche. Partendo dal presupposto che, nel periodo successivo alla pandemia da COVID-19, il corpo sia divenuto un luogo di mediazione tra la dimensione terrena e quella spirituale, la ricerca interroga il confine tra fede autentica e appropriazione estetica del sacro. L’indagine si fonda su una metodologia etnografica e qualitativa, sviluppata nel contesto delle “Tattoo Convention” (2019-2022) e arricchita da interviste e questionari rivolti a tatuatori e tatuati. L’analisi, condotta tramite il software NVivo, ha evidenziato come il tatuaggio sacro operi come marcatore simbolico di passaggio e come strumento di costruzione dell’identità personale e collettiva. Attraverso un dialogo teorico con autori come Durkheim, Eliade e Bateson, Cipriani, Abbruzzese - la ricerca propone una rilettura del concetto di sacro come esperienza dinamica e incorporata, che si manifesta nel corpo e attraverso il corpo. In un contesto segnato dalla mercificazione dei simboli religiosi e dall’espansione dei social media, il tatuaggio sacro si configura come un atto di resistenza simbolica e come un linguaggio visivo della trascendenza. Lo studio contribuisce a ridefinire la comprensione del sacro nel mondo contemporaneo, interpretando la pelle come superficie narrativa su cui si intrecciano spiritualità, estetica e identità, in un continuo processo di reinterpretazione e appartenenza culturale.
