Guerra ai migranti. Neoliberismo e neoschiavitù nel XXI secolo
- Authors: Pirrone, M.A.
- Publication year: 2025
- Type: Monografia
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/694824
Abstract
Guerra ai Migranti. Neoliberismo e neoschiavitù nel XXI secolo esamina il nesso strutturale tra governo delle migrazioni, capitalismo neoliberista e riorganizzazione globale del lavoro. Attraverso strumenti teorici e analitici della sociologia, dell’economia politica e dei critical migration studies, il volume mostra come le narrazioni dominanti dell’“invasione”, della “sicurezza” e della “minaccia culturale” — benché smentite dai dati — funzionino come dispositivi ideologici che legittimano confini sempre più militarizzati e regimi selettivi della mobilità. Questi dispositivi producono inclusione differenziale, criminalizzazione e vulnerabilità, inserendo i migranti come forza-lavoro iper-precarizzata e sacrificabile nell’ordine globale. Ricostruendo la genealogia della “costruzione sociale del migrante”, il libro evidenzia come la produzione di mobilità e di immobilità forzata sia intrinseca all’accumulazione capitalistica, e come gli attuali regimi di frontiera configurino un vero complesso industriale della frontiera, radicato in logiche razziali e postcoloniali. Il volume analizza inoltre, in modo critico, come la stessa “scienza delle migrazioni” e il sapere istituzionale abbiano contribuito storicamente a produrre la figura del “migrante”. Attraverso categorie amministrative, nazionalismo metodologico e un linguaggio tecnocratico che depoliticizza la mobilità, il Capitolo II mostra come chi si muove diventi “migrante”: una soggettività definita non dalle proprie esperienze ma dalle esigenze degli Stati, dei mercati del lavoro e dei dispositivi di controllo. Questa costruzione epistemica rafforza gerarchie di mobilità e legittima gli apparati che governano, limitano e disciplinano gli spostamenti. Il libro mostra infine l’emergere di una vera e propria “guerra ai migranti”, rivelandone il ruolo nel sostenere lo sfruttamento neoliberista, riprodurre rapporti di classe e trasformare i migranti in figure essenziali ma subordinate della neoschiavitù del XXI secolo.
