Terrecotte in contesto funerario. L’età ellenistica
- Authors: Portale, E.C.
- Publication year: 2025
- Type: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/685429
Abstract
In età ellenistica (soprattutto dal tardo III secolo a.C.) le terrecotte figurate sono utilizzate eminentemente nella sfera funeraria, ma la loro presenza, anche nelle necropoli che hanno restituito i corpora più significativi, si limita al 5- massimo 10% delle tombe, con l’evidente tendenza a privilegiare, tra queste, alcune sepolture connotate da un consistente numero di oggetti coroplastici, rispetto a quelle più correnti con una-due terrecotte di corredo. In assenza, per lo più, di dati antropologici, la tipologia, il rituale e il formato delle tombe e l’esame degli indicatori di età e di genere rivelano una connessione significativa delle figurine con la fascia di età subadulta o infantile e una preminente caratterizzazione “femminile”; questa tuttavia non riflette di per sé l’effettivo genere del defunto, ma può essere dovuta ad una concezione del bambino o fanciullo in connessione alla sfera femminile, indipendentemente dal sesso biologico. L’analisi dettagliata dei quattro casi al momento più significativi – le necropoli di Lipari, Cefalù, Centuripe, Lilibeo – evidenzia le modalità di uso specifiche di ciascun centro e la ratio nella selezione dei temi figurativi, integrati nel sistema funerario complessivo, che evocano le qualità attribuite al defunto, le fasi/ruoli del ciclo biotico e le relative transizioni. Diverse componenti “intrecciate” dell’imagerie e del rito che le terrecotte paiono sottendere rinviano all’idea della transizione e del “passaggio”: l’immaginario e la prassi votiva “ribaltata” nel contesto funerario offre ai defunti aoroi una possibilità di partecipare virtualmente, attraverso un “doppio” simbolico, alle pratiche religiose e al momento clou in cui essi, finalmente, assumono un’identità.
