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ELISA CHIARA PORTALE

Terrecotte in contesto funerario. L’età ellenistica

Abstract

In età ellenistica (soprattutto dal tardo III secolo a.C.) le terrecotte figurate sono utilizzate eminentemente nella sfera funeraria, ma la loro presenza, anche nelle necropoli che hanno restituito i corpora più significativi, si limita al 5- massimo 10% delle tombe, con l’evidente tendenza a privilegiare, tra queste, alcune sepolture connotate da un consistente numero di oggetti coroplastici, rispetto a quelle più correnti con una-due terrecotte di corredo. In assenza, per lo più, di dati antropologici, la tipologia, il rituale e il formato delle tombe e l’esame degli indicatori di età e di genere rivelano una connessione significativa delle figurine con la fascia di età subadulta o infantile e una preminente caratterizzazione “femminile”; questa tuttavia non riflette di per sé l’effettivo genere del defunto, ma può essere dovuta ad una concezione del bambino o fanciullo in connessione alla sfera femminile, indipendentemente dal sesso biologico. L’analisi dettagliata dei quattro casi al momento più significativi – le necropoli di Lipari, Cefalù, Centuripe, Lilibeo – evidenzia le modalità di uso specifiche di ciascun centro e la ratio nella selezione dei temi figurativi, integrati nel sistema funerario complessivo, che evocano le qualità attribuite al defunto, le fasi/ruoli del ciclo biotico e le relative transizioni. Diverse componenti “intrecciate” dell’imagerie e del rito che le terrecotte paiono sottendere rinviano all’idea della transizione e del “passaggio”: l’immaginario e la prassi votiva “ribaltata” nel contesto funerario offre ai defunti aoroi una possibilità di partecipare virtualmente, attraverso un “doppio” simbolico, alle pratiche religiose e al momento clou in cui essi, finalmente, assumono un’identità.