Skip to main content
Passa alla visualizzazione normale.

VALERIA MAGGIORE

Ernst Haeckel tra Estetica e Morfologia. Un pensiero che prende forma

Abstract

Negli ultimi decenni del Novecento, grazie all’affermarsi delle tematiche ecologiche e al maggior peso esercitato dalle questioni biologiche sui domini d’indagine della filosofia, si è riscoperta la solidità concettuale del vincolo fra forma e vita, in una contaminazione di saperi che ha dato origine a percorsi di grande interesse fra le due discipline. Essa ha favorito, in particolare, la riscoperta di prospettive teoriche – come la Morfologia – a lungo trascurate dal dibattito scientifico, poiché interessate a indagare solo l’“apparire” del vivente e il suo manifestarsi alla nostra sensibilità. Nell’ambito di tale riscoperta un ruolo importante è svolto da Ernst Haeckel, discepolo di Darwin e artista dilettante, le cui opere contribuirono alla diffusione dell’evoluzionismo nell’Europa di fine Ottocento. Scienziato per professione e artista per passione, Haeckel mise l’arte a disposizione delle sue ricerche, promuovendo la riabilitazione della Morfologia nella sua vocazione anti-riduzionistica e facendosi portavoce di una visione unitaria del vivente, capace di superare i tradizionali confini disciplinari e di gettare le fondamenta di una nuova Estetica biologica.