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LUCIANA MACALUSO

Eremi: osservatori minimi dell’infinito

Abstract

L’eremo è una architettura essenziale nel bosco, isolata in un luogo di difficile accesso, in cui ci si può ritirare per dedicarsi alla vita religiosa e contemplativa. La distanza dalla città trova espressione in un coagulo spaziale che, con le sue forme, traduce il massimo isolamento e, al contempo, una relazione ampia con il contesto. L’eremo è un ossimoro spaziale. Si tratta di un dispositivo di osservazione e di attesa fra uomo e cosmo; un artificio discreto nello spazio vasto e indefinito; un fuori scala nella foresta, in cui ci si raccoglie in intimità e da cui si guarda lontanissimo, oltre i limiti di ciò che è già conosciuto, per formulare domande migliori e placare le paure quotidiane. Il saggio, prendendo in considerazione i tre eremi a Santa Maria di Gesù (Palermo), ragiona su come insediarsi nel bosco e sulle relazioni fra le pertinenze esterne e un nucleo edificato gerarchicamente predominante, come quello rappresentato nel caso studio dal convento francescano di Monte Grifone.