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LUCIANA MACALUSO

Progetto per la via Argine, Napoli

  • Authors: Sciascia, A.; Macaluso, L.; Mei, P.; Daidone, I.; Palma, A.; Monteleone, S.; Pirrone, G.
  • Publication year: 2025
  • Type: Capitolo o Saggio
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/702750

Abstract

Il tema proposto da Claudia Angarano e Federica Visconti, per la ricerca intitolata Inclucity, mette a fuoco molte delle questioni irrisolte del margine orientale di Napoli, coincidenti con il tracciato della via Argine. Le criticità del tessuto periferico si trasformano, nell’approfondimento delle due docenti della Federico II, in potenzialità utili ad assorbire una possibile urbanizzazione legata al fenomeno migratorio. La complessità del luogo si manifesta con chiarezza percorrendo il sistema viario da Cercola sino al mare, comprendendo come la parte orientale della città sia stato il luogo in cui le Amministrazioni hanno voluto delocalizzare una serie di funzioni (il cimitero comunale di Ponticelli, alcuni impianti industriali, deposti di carburante ed altro) cercando di nascondere tali attività nel margine est della città. Tale sistema eterogeneo è stato raggiunto e superato dalla stessa espansione urbana e oggi la città ha preso coscienza del modo in cui un territorio agricolo, ancora oggi bagnato dall’acqua del Sebeto, abbia subito delle incongrue sovrapposizioni. Il progetto ricompone le trame e i tessuti rurali che, in più parti, continuano a caratterizzare l’area orientale. E, in particolar modo, il disegno planimetrico fa emergere la seconda e la terza natura, ritrovando le tracce preesistenti, riconfigurando la superficie orizzontale. La via Argine diventa nel progetto un viale alberato grazie ad una sequenza di platani, separando in modo netto l’ambito pedonale da quello carrabile. Il sistema dei platani si estende anche oltre l’infrastruttura stradale generando una trama di percorsi pedonali garantendo una continuità pedonale tra i vari ambiti oggetto della trasformazione urbana. Nella definizione del progetto, sono state prese in considerazione entrambi i fronti della via Argine dando continuità sia alla quota del suolo, in prosecuzione del sistema diagonale che caratterizza la borgata preesistente, sia immaginando un ponte pedonale aereo che collega le due parti originariamente appartenenti ad un unico suolo. L’architettura delle abitazioni e delle attrezzature è in assoluta sintonia con il riemergere del sistema vegetale definendo in planimetria, una serie di corti aperte connotate da un elemento di bordo sul quale si attesta perpendicolarmente il sistema ‘a pettine’ delle stesse abitazioni.