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IGNAZIO GIACONA

I rapporti tra le fattispecie di turbativa d’asta ed estorsione in una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione: le tessere sovrapposte di un mosaico bizantino

Abstract

Si analizza qui una recente sentenza delle Sezioni unite della Cassazione, con la quale si è affermato il concorso effettivo (formale) tra i reati di turbativa d’asta (art. 353 c.p.) ed estorsione (art. 629 c.p.), nei casi di condotta intimidatoria particolarmente incisiva nei confronti della vittima, che avrebbe subìto pertanto una perdita di chance di arricchimento. L’autore obietta che in questo modo viene alterata la natura di reato di danno dell’estorsione, mentre il delitto di turbativa d’asta è previsto proprio per punire la creazione di situazioni di pericolo mediante violenza o minaccia in pubbliche gare. Peraltro, se si ritenesse sussistente anche l’estorsione, ricorrerebbe quel “quadro normale di vita” che, in base al criterio di consunzione, comporterebbe l’applicabilità soltanto del reato più grave.