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GIROLAMO GERACI

Superior mesenteric vein thrombosis following open right hemicolectomy and cholecystectomy. Casr report

  • Authors: D'Orazio B.; Damiano G.; Corbo G.; Santangelo G.; Di Vita G.G.; Geraci G.
  • Publication year: 2019
  • Type: Articolo in rivista
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/436755

Abstract

INTRODUZIONE: La SMVT è una seria, rara complicanza della chirurgia addominale. I fattori di rischio sono molteplici, ma scarsamente descritti tanto che i dati sono insufficienti per creare gold standard per la diagnosi e trattamento. La SMVT ha un ampio spettro di presentazioni cliniche, così che spesso la sua diagnosi precoce può essere complessa. CASE REPORT: Una donna obesa di 56 anni con un disordine protrombotico ereditario è stata sottoposta ad emicolectomia destra e colecistectomia open; l’immediato decorso post-operatorio è stato regolare e la paziente è stata dimessa in quinta giornata post-operatoria. In ottava giornata post-operatoria la paziente ha presentato dolore addominale diffuso post-prandiale, in assenza di altri segni o sintomi. La CT ha mostrato una trombosi completa della vena mesenterica superiore senza sofferenza intestinale. La paziente è stata quindi immediatamente sottoposta a terapia sistemica anticoagulante sottocutanea convertita successivamente ad anticoagulanti orali sine die, con completa risoluzione clinica in diciassettesima giornata post-operatoria, nonostante la persistenza radiologica della completa trombosi della vena mesenterica superiore in assenza di segni di sofferenza colica. DISCUSSIONE: La trombosi della vena mesenterica superiore è una condizione ad eziologica multifattoriale. Attualmente mancano dati conclusivi riguardo il confronto della sua incidenza nella chirurgia open o laparoscopica e, in gruppi di pazienti oncologici e non in relazione alla tecnica chirurgica. La diagnosi è resa difficoltosa dalla variabilità di presentazione clinica e dall’assenza di sintomi, segni e alterazioni di laboratorio specifiche, così che per la diagnosi, è necessario avere un alto indice di sospetto. Per quanto riguarda la terapia, l’approccio di prima linea prevede una terapia anticoagulante sistemica con EBPM per almeno 6 mesi con un successivo passaggio alla terapia anticoagulante orale; prima si inizia la terapia più alto sarà il tasso di rivascolarizzazione. CONCLUSIONI: Una diagnosi precoce e una più aggressiva profilassi antitrombotica in pazienti con fattori di rischio congeniti o acquisiti possono prevenire una evoluzione negativa della SMVT.