Skip to main content
Passa alla visualizzazione normale.

PAOLO DE MARCO

From square to garden. Projects for contemporary open spaces

Abstract

La piazza è oggi spesso considerata un luogo di vita collettiva e di socializzazione; tale interpretazione è in realtà piuttosto recente, poiché storicamente la piazza assolveva funzioni molto specifiche (prevalentemente commerciali, civiche o politiche), raramente legate al tempo libero e alla ricreazione. Dal punto di vista spaziale, soprattutto nel contesto mediterraneo, la piazza è stata storicamente un luogo di luce, un vuoto urbano che svolge (funzionalmente e simbolicamente) il ruolo di necessario contrappunto, volto a conferire rilievo e visibilità alle architetture che vi si affacciano (o, più propriamente, che con essa si definiscono reciprocamente). Nel corso del Novecento, l’architettura moderna ha riservato scarsa attenzione allo spazio aperto collettivo, concentrandosi prevalentemente sul tema dell’abitare e, successivamente, sugli edifici pubblici, almeno fino a circa il 1950, quando alcune ricerche iniziano a focalizzarsi sul concetto di parco-piazza e su nuovi paradigmi urbani. Oggi gli obiettivi di sviluppo promuovono il miglioramento e la sostenibilità degli insediamenti urbani, garantendo l’accesso universale agli spazi verdi e pubblici; in linea con tali indirizzi, anche la recente normativa del Parlamento Europeo sul “ripristino della natura” impone l’obiettivo di una copertura arborea minima del 10% in ogni città. Coerentemente con queste iniziative, alcuni progetti innovativi mostrano una tendenza alla trasformazione degli spazi aperti urbani in giardini, convertendo la piazza in uno spazio vegetato in cui il suolo permeabile sostituisce la pavimentazione minerale. Queste aree ombreggiate, oltre a introdurre e preservare una quota di natura e biodiversità all’interno della città, favoriscono la socializzazione e il benessere degli abitanti. Si configura così una nuova tipologia di spazio aperto urbano, nella quale il progetto architettonico si fonda essenzialmente sugli elementi vegetali, dando vita a un paesaggio ibrido tra natura e artificio.