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GIUSEPPE DE GIOVANNI

Dal focolare alla decrescita felice

Abstract

Quanto tempo impiega nel suo lungo viaggio una banana prima di finire negli espositori di un supermercato o nel banco di un fruttivendolo per poi finalmente essere mangiata? Secondo alcune stime circa 72 giorni dal momento della raccolta all’arrivo nei punti vendita. In questo lungo viaggio in nave dai luoghi di produzione (India, Brasile, Ecuador e Indonesia), la banana vede mutare il suo colore esterno e la sua dimensione, viene disinfettata più volte con pesticidi, chiusa in container refrigerati che ne mantengono la freschezza e di conseguenza la fanno lentamente maturare, fino ad arrivare nei principali porti europei o di altre nazioni per poi essere trasferita con tir nelle città, nei mercati all’ingrosso e in quelli della distribuzione al cliente per finire, infine, sulla nostra tavola, bella, gialla, grande e profumata, infatti sa di rosa: una diva mangiata in pochi secondi. Questa breve introduzione dal ‘gusto’ chiaramente ironico vuole essere parte di una più ampia riflessione non tanto sugli aspetti attinenti alla qualità del nostro cibo, ma su tutto quello che può riguardare la conoscenza storica, simbolica, architettonica e non solo relativa allo spazio che gravita attorno al cibo e che nel corso dell’evoluzione delle civiltà è stato sempre più identitario di una cultura rispetto ad un’altra, si è trasformato, ingrandito, specializzato e modernizzato. Uno spazio che definiremo con il termine generico di ‘focolare’. Tutto cominciò circa cinquemilioni di anni fa, quando il ‘fuoco’ cambiò il modo di vivere dell’uomo, perché grazie al ‘fuoco’ trasformava il cibo e reinventava il mondo, ovvero dava inizio alle civiltà. Il ‘fuoco’ è simbolo di una forza misteriosa cui vengono attribuiti molti significati: è un archetipo, come calore è in grado di far cambiare ‘stato’ a tutti gli elementi, come luce ha il potere d’illuminare tutto ciò che lo circonda.