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VIRGILIO CALECA

È possibile il biologico per le olive da mensa?

Abstract

La frontiera dell’olivicoltura biologica da mensa passa attraverso il controllo della mosca delle olive in aree pandacie a forte pressione del dittero. In queste aree è di grande ausilio l’irrigazione, che facendo raggiungere prima la pezzatura desiderata, consente di sfuggire in parte alle più dannose infestazioni d’inizio autunno; in assenza d’irrigazione, spesso le drupe, all’arrivo delle piogge, aumentano in volume insieme alle infestazioni. I mezzi di controllo suggeriti sono quasi totalmente volti a evitare l’attacco, mediante l’uccisione degli adulti (catture massali o “attract and kill”) o la repellenza (argille e composti del rame); se si esclude l’uccisione delle larve di prima età con i composti del rame, sono quindi da considerare mezzi non curativi, ma preventivi. Nonostante siano mezzi di controllo preventivi, non si consiglia d’impostare un calendario dei trattamenti o della collocazione dei dispositivi per l’uccisione massale degli adulti, ma invece d’impostare un calendario di campio- namenti sulle olive. In tale modo il momento d’inizio per i trattamenti repellenti e delle esche con Spinosad o per la collocazione dei dispositivi per la cattura massale viene deciso adottando la soglia prudenziale dell’1% d’infestazione attiva (uova e larve vive) nelle olive.